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Archivio per la categoria ‘CARNE’

Un “Dolcepensiero” per la domenica: il pranzo della domenica è un momento bello da passare in famiglia. Risvegliarsi al mattino senza la sveglia o le campane delle sette, è uno dei momenti più caldi e teneri della mia famiglia: in questi giorni di festa – domenica o festività varie – la nostra sveglia è Matteo che scende dalla sua cameretta e si infila in mezzo a noi con qualche pelouche al seguito. Il risveglio lento e pacioso diventa così la coccola più tenere a cui io e Marco non sappiamo resistere. La bellezza e la semplicità che solo i bimbi sanno strasmettere, è un tesoro prezioso e tra uno stiracchiamento e l’altro può iniziare al meglio la nostra domenica, nel relax più totale. Ma torniamo alla cucina: il più classico e tradizionale secondo piatto delle feste, è sicuramente l’arrosto. Di solito lo si prepara nei giorni in cui il ritmo giornaliero è più fievole e meno stressante, perchè è un piatto a cui bisogna dedicarsi: i tempi di cottura sono lunghi circa due ore e di tanto in tanto va rigirato nella teglia. Il taglio che ho scelto oggi per questo arrosto, è la spalla di vitello. lo si può accompagnare con patate al forno rispettando la forma più classica nel contorno, oppure con verdurine al vapore.

INGREDIENTI

un trancio di carne di vitello (per me la spalla, 1 kg per quattro-sei persone)

qualche spicchio di aglio

qualche rametto di rosmarino

qualche rametto di timo

qualche granello di sale grosso

olio di oliva extravergine q.b.

qualche noce di burro

qualche bicchiere di vino bianco secco

pepe nero macinato q.b.

sale fino q.b.

farina bianca 00 q.b.

PREPARAZIONE

Preriscaldare il forno a 200°C. Preparare un trito di rosmarino, aglio, timo e qualche granello di sale grosso; cospargere un teglia capiente quanto basta di olio evo, mettere l’arrosto che avrete cosparso per intero con tutto il trito massagiandolo. Unire al fondo qualche noce di burro. Rosolatelo per bene su fuoco vivo da ambo le parti fino a quando lo avrete scottato per bene. Sfumare con il vino bianco secco a temperatura ambiente (non direttamente sulla carne ma intorno ad essa). Infornare in forno già caldo portando la temperatura a 180°C. Passata la prima mezz’ora, estrarre la teglia dal forno e se troppo asciutto, irrorare il fondo con un goccio di acqua tiepida (per un sapore più deciso, usare del brodo), regolare di sale fino e pepe nero macinato al momento su entrambi i lati e infornarlo nuovamente. Dopo la seconda mezz’ora, controllare la cottura dell’arrosto, pungendolo: se i succhi che rilascerà la carne sono ancora rosei, continuare la cottura rigirandolo dalla parte opposta. Continuare la cottura e ripetere l’operazione sopra citata fino a quando i succhi che rilascia la carne saranno trasparenti. Solitamente per un chilo di carne, occorrono 1 ora/1 ora e mezza. Quando l’arrosto sarà cotto, prelevarlo dalla teglia e porlo sul piatto da portata tenendolo in caldo nel forno spento. Creare il sugo per l’arrosto: in una ciotola impastare una noce di burro e farina quanto basta, fino a quando il composto sarà come una pomata. Porre il liquido di cottura rimasto nella teglia e filtrato in una padella antiaderente, unire la pomata di burro e miscelare bene il tutto fino a quando si creerà un sugo denso ma non troppo, il tutto a fuoco bassissimo. Porre la crema in una ciotola, se necessario regolarla di sale. Porre in tavola, tagliare l’arrosto e impiattare le fette con il sugo in superficie e le verdure al vapore oppure delle patate o altro contorno che desiderate.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

FARAONA ARROSTO CON PETALI DI PATATE

ARROSTO DI COPPA ALLE ARANCE

POLLO ARROSTO AL MIELE E LIMONE

POLLO ARROSTO CON MASALA

INSALATA CON CARNE ARROSTO, MANGO E NOCI

SONO ANCHE QUI…

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Un “Dolcepensiero” domenicale: quando cucino certi piatti, mi riaffiorano bellissimi ricordi famigliari. Il coniglio arrosto era uno dei piatti preferiti della domenica soprattutto quando l’inverno era alle porte perchè squisito se accompagnato da una bella e calda polenta. Oggi la famiglia si è ingrandita notevolmente con mariti, mogli e figli tant’è che quando dobbiamo festeggiare qualche occasione speciale- che non sia natale o pasqua – andiamo al ristorante anche perchè per i miei genitori avanti con l’età, sarebbe troppo faticoso ma quando sanno di cucinare qualcosina di particolare che piace a qualcuno di noi, scatta l’affettuoso invito. Il mio giorno speciale è sempre quando cucinano la carne di coniglio che sia arrosto, in umido con o senza polenta… Ed ecco che con i primi grigiori autunnali, è perfetto un buon piatto di carne con polenta: oggi vi presento il coniglio alla birra, semplice da fare, buono da mangiare.

INGREDIENTI PER 4/6 PERSONE

1 coniglio intero*

un paio di rametti di rosmarino

un paio di rametti di salvia

qualche foglia di alloro

40 cl di birra chiara**

olio extravergine di oliva q.b.

qualche fiocco di sale marino affumicato “I gusti Vegetali” della ditta Ferri

un pizzico di pepe nero

PREPARAZIONE

In un tagame a sponde basse e capiente, mettere un filo di olio evo e porre i pezzi del coniglio bagnandoli da ambo le parti con l’olio. Regolare con qualche fiocco di sale e un pizzico di pepe, unire gli aromi legati con dello spago da cucina. Porre la padella su fuoco vivo, cuocere i pezzi del coniglio su entrambi i lati, sfumare poi con metà della birra, abbassare la fiamma e far cuocere per un quarto d’ora a coperchio chiuso. Togliere il coperchio, e porre in forno già caldo a 180°C per un tre quarti d’ora, rigirandoli di tanto in tanto. A metà tempo, unire la restante birra, se si asciuga troppo potete unire dell’altra birra oppure dell’acqua tiepida durante la cottura in forno.

*operazione che potete far fare dal macellaio: raccomando sempre conigli giovani e di tagliarmeli in pezzi non troppo grandi.

**solitamente per questo piatto di carne, uso birra artigianale che rispetto a quella industriale, rimande più profumata ed intensa.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

CONIGLIO ALLA CACCIATORA

CONIGLIO AL ROSMARINO CON MEDAGLIONE DI POLENTA AL BITTO E CASERA

INSALATA DI CONIGLIO, CETRIOLI E CIPOLLINE IN AGRODOLCE

COSCE DI POLLO ALLE OLIVE E BIRRA

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Un “Dolcepensiero” tutto arrotolato: è primavera ormai! e anche la carne si veste di nuovi colori delle verdure di stagione. Questo rolle’ di carne racchiude un ripieno di spinaci e uova, sano e nutriente da accompagnare con il classico dei contorni, le patatine, oppure con le prime insalate fresche. E’ anche una portata comoda per il pic nic: affettato, è perfetto anche da gustare con le mani… tocco per tocco!

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

1 chilo di lonza di maiale aperta a libro

500 grammi di spinaci

4 uova

4 scalogni

grana grattugiato q.b.

1 bicchierino di cognac

qualche spicchio di aglio

un paio di noci di burro

sale q.b.

olio extra vergine d’oliva

PREPARAZIONE

Sbattere le prime due uova con un pizzico di sale e un cucchiaio di grana senza farli schiumare. In un padella antiaderente, sciogliervi una noce di burro e appena dorato, tuffare le uova e cuocere una frittata; fare lo stesso con le altre due uova. Lavare gli spinaci, scolarli e cuocerli in acqua bollente salata finchè si appassiranno. Quando freddi, strizzarli e con una mezzaluna, tritarli. Disporre la carne su un tagliere (io l’ho già fatta preparare dal macellaio tagliata e aperta a libro e leggermente pestata), coprirla con gli spinaci, spolverizzare un pizzico di sale. Disporre le due frittate precedentemente cotte sopra gli spinaci, arrotolare la carne sul ripieno, legarla con alcuni giri di spago da cucina. Rosolare il rolle’ in una casseruola con un abbondante filo di olio evo, bagnare con il cognac e farlo evaporare. Unire gli scalogni sbucciati e un po’ di acqua tiepida, coprire e cuocere a fuoco medio/basso per circa un’ora e mezza. Se necessita, aggiungere ancora acqua durante la cottura. Servire affettato con insalata fresca o patate al forno.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

LA RUSTISCIADA 

LONZA DI SUINO ALLA BIRRA SCURA

INSALATA DI SPINACI COTTI

OMELETTE DI AGRETTI E PORRI CON BITTO

FRITTATINA AGLI SPINACI E PINOLI

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Un “Dolcepensiero” di parte…: sabato sera mentre facevo “zapping” mi sono imbattuta nella trasmissione di Fazio su rai tre e ho visto il bel faccione di Cracco. Accanto a lui la ormai “prezzemolina” delle cucine di noi italiani, Benedetta Parodi, avendo venduto due milioni di copie dei suoi libri e pure io ho il primo volume insieme a tutti glia altri libri di cucina, ma preciso che mi è stato regalato. Non è che i libri della Parodi sono divenuti la nuova “eredità culinaria” che si tramanda da madre in figlia oppure il libro di ricette che si regala alla nuora? Come quello dei nostri tempi che furono il “ricettario di nonna papera” o il “cucchiaio d’argento”? Precisazione, quella di avere il libro fra i miei, che mi è dovuta perchè non ne sono una fan… la vedo, l’ascolto ma non riesco proprio a ben volerla, senza offesa. Mi ricordo fin dai primi “Cotto&Mangiato”, proponeva tutte o quasi ricette regalatele da amici, colleghi, mamme o nonne, ricette pervenute via e-mail… d’accordo che preparava ricette di facile escuzione con ingredienti facili da reperire ma erano poche le volte che sentivo che questa o quella ricetta era una sua invenzione… infatti il primo volume racchiude ricette tutte di altre persone, degli altri non so’ nulla. Ora su LA7 propone ricette per lo più di tradizione mentre ospita qualche personaggio della TV, cinema o teatro quindi ancora a oggi niente di personale e inventato… mi sono posta già da un po’ di tempo una domanda semplice semplice che a noi food blogger spesso e volentieri ci proprinano, ovvero: “Ma le ricette sono tue, nel senso che le inventi prendendo spunti, leggendo e perchè no studiando accostamenti e particolari anche solo per le foto?” ebbene questa domanda mi piacerebbe proporla a Benedetta come mi piacerebbe vedere nella sua cucina qualche nuovo e perchè no diverso accostamento. Ho capito che lei vuole proporre una cucina semplice e veloce per chi non è portato o non ha tempo per cucinare, ma credo anche che nel periodo in cui viviamo e sentiamo parlare di: colture biologiche, prodotti a KM0, uso e consumo di certi sapori e aromi della tradizione della propria regione, il ritorno a coltivare orti anche se piccoli, perchè continuare a propinarci surgelati e ingredienti già belli e pronti? Il piacere di utilizzare verdure di stagione, acquistare prodotti biologici, avere anche solo una striscetta di orto in giardino… non ha eguali! Detto questo, chi mi segue sa benissimo che anche io uso paste già confezionate oppure utilizzo il dado per farne brodi, punto cruciale dell’intervista a due fra Benedetta e Carlo… da gran protagonista e professionista che si rispetti, è molto improbabile che il signor Cracco potesse rispondere diversamente… chef d’alto livello è logico che risponda che il brodo deve essere confezionato senza dado ma bensì con verdura o carne e io – come voi – che fate il brodo in un modo o nell’altro penso proprio che la differenza la sentite eccome!!! idem per il discorso dei surgelati… perfetti da tenere come scorta dell’ultimo momento, ma la stagionalità dei prodotti bisognerebbe rispettarla il più possibile. Quindi partendo da tale presupposto, le due cucine posso esistere entrambe ma la professionalità di uno chef credo non sia paragonabile ad una Benedetta tanto meno a me stessa! Mi piace sentire parlare veri professionisti, c’è sempre da imparare! Ma ora veniamo alla mia ricetta che sicuramente è più Benedetta che Cracco… anzi E’ MIA!!! Dunque questo panino l’ho chiamato “Del Lunedi” perchè solitamente l’arrosto a casa mia alla domenica non mancava mai perchè all’ultimo momento si univa sempre o qualche amico/amica oppure qualche fidanzata/fidanzato e quindi l’arrosto era sempre li’ pronto da tagliare, invitante e abbondante per tutti. E quando avanzava, il lunedi mia mamma lo riproponeva nel panino oppure per le prime scampagnate in campagna o in montagna lo preferivo alla cotoletta.

INGREDIENTI PER DUE PERSONE

1 baguette

salsa tartara q.b.

una dozzina di fette di arrosto sottili

radicchio novello q.b.

1 grappolo di pomodorini

2 uova biologiche freschissime

sale blu di Persia q.b.

olio extravergine d’oliva

PREPARAZIONE

Porre sul fuoco una pentola con acqua in cui immergerete le uova, dal bollore contare 7/8 minuti; appena freddi sgusciarli e rendere i tuorli in piccoli pezzettini. Tenere da parte gli albumi. In un’insalatiera, condire con un filo di olio evo e sale il radicchio novello a cui aggiungerete i pomodorini tagliati a fettine e gli albumi. Prendere la baguettes, spezzarla a metà e poi tagliarla per il lungo: spalmare su entrambe le fette di pane la salsa tartara su cui mettere qualche fettina di arrosto tagliate a metà, porre un po’ di insalata sopra e terminare ancora con qualche fettina di carne e qualche foglia fi insalata. Terminare con qualche pomodorino e i tuoli a minosa. Porre in forno già caldo solo per qualche minuto, il tempo necessario per rendere croccantino il pane ma possono essere guastati anche freddi.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

PANINO DI SEGALE CON BRESAOLA VALTELLINA

PICCOLI PANINI AI SEMI DI PAPAVERO

PANINO IN SFOGLIA CON ASPARAGI E UOVA

Partecipo alla raccolta di “LE PADELLE FAN FRACASSO”

e partecipo anche alla raccolta de “LA SCIMMIA CRUDA”

dal titolo “PIC NIC AMORE MIO”

Con questa ricetta partecipo molto volentieri al contest

“PORTAMI CON TE” del blog “PENSIERI E PASTICCI

in collaborazione con ENJOY

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Un “Dolcepensiero”: una bella e buona padellata di pollo, perfetta per una una cena in completo relax con amici. Messa al centro della tavola, le cosce sono li pronte per essere prese direttamente con le mani, da mordere e gustare… saporite, sode e corpose. Dopo il successo che avevano avuto le costine, ho deciso di ripetere la bontà con la carne bianca del pollo. Un successone!

INGREDIENTI PER QUATTRO/SEI PERSONE

un paio di chili di cosce di pollo

150 grammi di olive nere e verdi

500 ml di birra chiara

un paio di peperoncini piccanti essicati

qualche rametto di timo

qualche foglia di salvia

qualche rametto di maggiorana

qualche rametto di rosmarino

2 spicchi di aglio

qualche fiocco di fleur de sel de la Camargue

pepe macinato fresco q.b.

olio extravergine di oliva q.b.

PREPARAZIONE

Tritare con la mezzaluna molto finemente, qualche fiocco di sale, l’aglio, un po’ di aghi di rosmarino, le foglioline di maggiorana e timo, la salvia e il prezzemolo. In una padella tanto ampia da contenere tutte le cosce, mettere l’olio d’oliva evo con la carne che cercherete di bagnare in tutte le loro parti; farle rosolare girandole di tanto in tanto, aggiungere il mix di odori e i peperoncini rossi tagliati a metà; rigirare bene le cosce, spolverare di pepe. Versare la birra, appena sfumata unire le olive. Lasciare cuocere per circa un’ora a coperto chiuso, controllare di tanto in tanto rigirando la carne (se si dovesse asciugare troppo aggiungere un po’ di acqua), poi scoprirle e lasciar ridurre il fondo di cottura rimasto. Regolare di sale se necessario, servire la padella direttamente nel centro della tavolata.

Con questa ricetta partecipo al contest di Paneepomodoro e Photobirra

Dall’archivio di Dolcipensieri:

POLLO QUATRE EPICES

TACCHINO IN CREMA DI RICOTTA E OLIVE

CROSTONI IN CREMA AL GORGONZOLA E BIRRA

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Un “Dolcepensiero” classico: l’arrosto a casa mia – quando ero piccola - era la portata principale del pranzo della domenica. Eravamo in quattro fratelli, tutti buone forchette e mia mamma per metterci tutti d’accordo, sapeva molto bene che se nel centro della tavola serviva l’arrosto, tutti ne erano contenti… fino a quando i miei fratelli sono cresciuti allora sono iniziati i problemi perchè uno era troppo asciutto, l’altro troppo grasso, di maiale era gradito a volte le altre quello di vitello. Insomma quello che prima era un piatto che riusciva a riempirci il pancino con tanta felicità, poi è divenuto metà di scambi di opinioni anche sulla cottura. Ma di una cosa sono certa: l’arrosto di vitello cotto a fuoco lento in una bella pentola, non delude mai se poi è cucinato con il latte mantiene la carne morbida. Il sapore lo lasciamo fare al sale rosso delle Hawaii* e al pepe. Perfetto per ogni occasione e non solo di festa…

*Il sale rosso della Hawaii, di provenienza oceanica, è lavorato con argilla vulcanica purificata delle Hawaii chiamata alea che lo rende molto asciutto. Ha una vivace sapidità, un retrogusto piuttosto ferroso, infatti la presenza di ferro ne conferisce il suo colore rosso; perfetto per carni arrosto o alla griglia ma anche per il pesce.

PER INGREDIENTI E PREPARAZIONE 

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Un “Dolcepensiero” francese: una calda e profumatissima padella di pollo… profumato grazie alle quattro spezie che poi danno il titolo a questo piatto. La “quatre épices” è una miscela di spezie, quattro appunto, quali chiodi di garofano, noce moscata, cannella e pepe. Esiste anche la versione con l’aggiunta di zenzero e pepe di Giamaica per creare un ottimo condimento perfetto per le carni bianche. Le spezie sono molto presenti in questa pietanza che prevede l’uso di un brodo aromatizzato anch’esso dalle spezie. E’ un piatto francese. In Europa le spezie in cucina sono molto presenti fin dai tempi antichi: si pensi che fin dall’antica Grecia ai nostri romani, le spezie avevano in cucina un ruolo molto importante per insaporire piatti e pietanze. Dopo guerre e conquiste, furono molti i paesi che controllarono le vie delle spezie oppure che, conoscendo luoghi e popolazioni nuove, finirono con il conoscere nuove varietà di aromi e spezie; grandi colonizzatori furono i portoghesi, gli spagnoli, gli olandesi, gli inglesi e i francesi appunto. Al ritorno dai loro viaggi, i colonizzatori portarono con loro le varie spezie che – per alcune di loro, molto rare e preziose - divennero merce di scambio e pagamento quindi entrarono così nelle tradizioni culinarie di questi paesi. La Francia ha portato a casa con le sue conquiste non solo le spezie, ma anche i sapori del Vietnam e del Nord Africa. Questo piatto ne è una prova di queste sfumature che sono entrate nella cucina francese…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

PER LA MISCELA QUATRE EPICES

una decina di chiodi di garofano

1 stecca di cannella

1/4 di pepe nero in grani

1 noce moscata

PER LA CARNE

800 grammi di petto di pollo

1 grambo di sedano + qualche foglia tenera

1 porro

1/2 cipolla bianca

2 spicchi di aglio

125 grammi di carotine

100 ml di creme freiche

una noce di burro

olio d’oliva extravergine q.b.

qualche foglia di lauro

prezzemolo tritato q.b.

timo essicato

sale q.b.

farina bianca q.b.

PER IL BRODO AROMATICO

2 dadi (aromatizzati al pollo)

qualche foglia di lauro

1/2 stecca di cannella

una decina di chiodi di garofano

1 cipolla bianca

sale grosso q.b.

PREPARAZIONE

Preparare la miscela quatre épices: in un mortaio, ridurre i chiodi di garofano, la cannella e il pepe ad una polvere finissima, quindi unire la noce moscata grattugiata al momento (se serve circa un cucchiaino). Tenere in un vasetto di vetro o in un contenitore ermetico per utilizzi futuri (nella ricetta ne serve solo una parte). Questa miscela è perfetta per insaporire carni biance, carni di maiale, zuppe, spezzatini oppure per confezionare il famoso Pain d’épices.

Preparare il brodo aromatico*: mettere in una casseruola alta circa un paio di litri di acqua con i due dadi a cui unirete le foglie di lauro, la cannella, la cipolla nella quale inzilzerete i chiodi di garofano. Portare a bollore, salare con qualche granello di sale grosso e far cuocere poi a fuoco basso per una decina di minuti ancora. Passare il brodo attraverso un colino per filtrarlo.

Preparare il pollo: affettare i petti di pollo a tocchetti lunghi e larghi circa un/due centimetri. Tagliare a cubettini fini il sedano, il porro a lamelle sottili, la cipolla in due pezzi. Sciogliere il burro con l’aglio in una casseruola a sponde alte meglio ancora una wok, unire il pollo e farlo sfrigolare a fuoco alto unendoci tutta la verdura preparata menzionata sopra con l’aggiunta delle carotine. Lasciar cuocere una decina di minuti rigirando di continuo. Aggiungere circa metà brodo delicatamente (se vi sembra troppo aggiungetene meno). Unire un mazzolino di erbe (lauro, foglie di sedano) e un mezzo cucchiaino di miscela quatre épices, portare a bollore dopodichè abbassare la fiamma al minimo e continuare la cottura altri 10 minuti (controllare comunque lo stato di cottura del vostro pollo che può variare in base a come avete tagliato il pollo). Unire un po’ di timo. Scolare il sugo del pollo in una casseruola piccola, unite un tocco di farina bianca per ridurre la salsina su fuoco basso e la creme freiche che farete ben amalgamare con un frustino. Regolare di sale. Togliere il pentolino dal fuoco quando la vostra salsa si sarà ben addensata, eliminare il mazzolino di erbe, unire la salsa al pollo e rigirandolo molto bene su fuoco basso, unire una bella spolverata di prezzemolo tritato.

*(il brodo che vi avanza potete utilizzarlo per un aromatico risotto, ma questa è un’altra ricetta e sarà un altro post…).

Per questa ricetta mi è stato molto utile il libro “Spezie da tutto il mondo” di Manisha Gambhir Harkins con le fantastiche fotografie di Peter Cassidy: il libro oltre a spigare ricette da tutto il mondo, è una bellissima raccolta di notizie storiche sulle spezie di tutto il mondo, sul loro uso e sul loro utilizzo in cucina singolarmente o mischiandoleper farne miscele aromatiche. Di questo libro avevo già parlato qui.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

COSCE DI POLLO VELOCI AL LIME E PEPERONCINO

STRUDEL CON FRUTTA CANDITA

GELATO ALLA CANNELLA

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Un “Dolcepensiero” alla mia mamma: mi ricordo ancora quando tornavo a casa da scuola nei mezzogiorni rigidi dell’inverno e già dalle scale si sentiva un buonissimo profumo, e varcata la soglia, già in tavola c’era il pane e la pentola fumante di spezzatino con piselli e patate profumato e deliziosamente appetitoso. In questi giorni di relax e vacanza, ho voluto coccolarmi un po’ anche nella mia cucina e per una volta tanto pensare a prepararmi qualcosa che veramente amo gustarmi… ed ecco questo buonissimo piatto che dedico con tutto il cuore alla mia mamma (tra l’altro domani sarò a pranzo da lei con un’altra delle sue buone coccole da mangiare)… e alla dieta ci penseremo da lunedi con la ripresa di tutto il solito tram tram! perdita di chili compresa!

INGREDIENTI PER 4/6 PERSONE

600 grammi di spezzatino di vitello

1 carota

1 gambo di sedano

1 cipolla bianca

olio extravergine d’oliva q.b.

250 ml di passata di pomodoro

2 cucchiai di concentrato di pomodoro

4 patate grosse

200 grammi di piselli fini

1 dado vegetale

un pizzico di peperoncino essicato

sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE

Far soffriggere le verdure a pezzetti piccolissimi nell’olio extravergine d’oliva, aggiungere i bocconcini di carne e farli rosolare a fuoco vivace fino a quando la carne si presenta tutta scottata: aggiungere la passata di pomodoro mescolando e tanta acqua quanto il peso della passata. Far cuocere per una decina di minuti, il tempo utile per affettare a cubetti non troppo piccoli le patate che metterete subito nella pentola con la carne. Aggiustate di sale e pepe, unire anche il concentrato di pomodoro e il dado per insaporire bene il tutto. Se necessario, aggiungere acqua tiepida se troppo denso il sugo; fate cuocere a fuoco basso e con il coperchio per un ora, aggiungere quindi i piselli ben scolati dalla loro acqua di conserva e terminare la contura per una ventina di minuti ancora (controllare lo stato di cottura assaggiando la carne). Regolare con un pizzico di peperoncino e servire ben caldo.

Partecipo alla raccolta di “LE PADELLE FAN FRACASSO”

Con questa ricetta partecipo al contest  di Eleonora del blog BURRO E MIELE

in collaborazione con Gualtiero VillaTeatro 7 sullo Stufato:

Partecipo anche al contest di ValenTINA del blog TINA IN CUCINA

Dall’archivio di Dolcipensieri:

SPEZZATINO CON PATATE

CANEDERLI E CINGHIALE BRASATO 

PILAF PRIMAVERA

MINESTRA DI VERDURE CON PROSCIUTTO CRUDO E CIPOLLA

MERLUZZO IN CROSTA DI PATATE

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Un “Dolcepensiero”… qualche giorno fa leggendo un post di Sandra del blogLe padelle fan fracasso“, mi è subito tornata in mente la vacanza dell’anno passato in Sardegna dove durante la Sagra del Vermentino, ci siamo fermati in una trattoria per mangiare perchè alla sagra era troppa la gente in fila per gustare i prodotti sardi e con due  bimbi l’ora x scatta subito alla prima lamentela. Dal fuori non gli avremmo dato una lira (senza offesa) nel senso che la trattoria si presentava molto semplice e spartana ma una volta seduti ci siamo subito ricreduti grazie ai buoni odori che già aleggiavano nell’aria: il menù era di giornata nel senso che la cucina è molto casalinga. Di base tutti prodotti e piatti sardi, ormai saturi di maialetto sardo ci siamo fiondati sulle puntine di maiale logicamente al vermentino sardo… una delizia; carne morbida, ben cotta, profumata grazie alle olive del posto e al buon vino Vermentino (qui una carellata di vini sardi) che ci siamo anche gustati al calice… vi lascio il post che ho dedicato alla trattoria e che trovate qui. Tornando a Sandra, ho seguito la sua ricetta con le mie modifiche che hanno regalato il tocco sardo della trattoria, almeno ci ho provato, avendo ancora nell’orto la mia piantina di mirto ben verde e rigogliosa. Ringrazio lei che con il suo bellissimo blog, ci regala belle ricette ben fotografate e sempre ben correlate dalle sue impressioni e stralci di vita… vi invito, se già non la conoscete, a sbirciare nella “sua cucina”…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

1 chilo e 300 grammi di puntine di maiale

160 grammi di olive nere sarde

500 ml di vino bianco Vermentino di Gallura

2 cucchiai di prezzemolo tritato

2 spicchi di aglio

qualche fiocco di sale “Fiocchi di sale marino affumicato” de I gusti vegetali

pepe macinato fresco q.b.

olio extravergine di oliva q.b.

un mazzetto di odori (rosmarino e mirto).

PREPARAZIONE

In una padella mettere l’olio d’oliva evo con le costine che cercherete di bagnare in tutte le loro parti; farle rosolare girandole di tanto in tanto, aggiungere l’aglio tritato finemente con un cucchiaio di prezzemolo, formare un mazzetto con gli odori che unirete alla carne; regolare con qualche fiocco di sale, pepare. Versare il vino, appena sfumato unire le olive. Lasciare cuocere per un’ora, poi scoprirle e lasciar ridurre il fondo di cottura. Spolverare con il prezzemolo rimasto, regolate di sale se necessario e servire.

Con questa ricetta partecipo al contest

“A cena con Julie e Marek – Secondi di carne”

del blog “Menta Piperita and Co.”

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISO CON ZAFFERANO SARDO E FONDUTA DI PECORINO

RISOTTO PISELLI, PANCETTA E BOTTARGA

TORTA SARDA

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Un “Dolcepensiero” che a volte capita… questo piatto è nato per caso. Non è un piatto difficile anzi facilissimo nato dopo un mio errore in cucina: volevo fare dei tramezzini per un pranzo leggero e diverso dal solito, una pausa pranzo veloce ma gradevole anche per postare qualche nuova idea. Il guaio l’ho combinato mentre ho preparato la salsina che nel mixer è divenuta troppo liquida, era scomparsa la compattezza della ricotta… logicamente!!! quindi ho pensato di servire il petto di tacchino nel piatto anzichè nel panino e devo dire che non è stato niente male anzi… per mio marito che adora il vitel tonnèe, questo piatto si è rivelato una buona e più leggera alternativa al piatto di tradizione torinese. Ho pensato anche di ripresentarlo magari come antipasto per la cena della vigilia e il pranzo di natale perchè lo trovo perfetto anche per i bimbi… so che qualcuno di voi si starà chiedendo se sono “a posto” perchè questo piatto ha tutta l’aria di essere un buon pranzo estivo ma va be’… a noi è piacciuto assai!!!! che male c’è?

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

300 grammi di petto di tacchino a fette

250 grammi di ricotta freschissima

100 grammi di olive verdi

100 grammi di olive nere

un paio di cucchiai di semi di sesamo  “I GUSTI VEGETALI

insalata fresca q.b.

sale e pepe q.b.

noce moscata q.b.

Nel mixer frullare le olive (a parte qualcuna per la finitura) con la ricotta, regolare di sale e pepe in abbondanza quest’ultimo e anche una leggera grattugiata di noce moscata. Porre le fettine di petto di tacchino a mo’ di rosa su tutto il piatto su cui avrete fatto un letto con insalata freschissima, con il cucchiaio distribuire la crema di ricotta, spolverare con i semi di sesamo (io ho usato ” Igusti vegetali Ferri”) e le olive lasciate da parte e tagliate con la mezzaluna. Porre in frigorifero fino al momento di servire.

Dall’archivio di “Dolcipensieri”:

COSCE DI TACCHINO CON PATATE AL FORNO

CESTINI CON CREMA ALLA RICOTTA E PUREA ALLE FRAGOLE

SPAGHETTI ALLA VONGOLE E PIZZUTELLI

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