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Un “Dolcepensiero” domenicale: quando cucino certi piatti, mi riaffiorano bellissimi ricordi famigliari. Il coniglio arrosto era uno dei piatti preferiti della domenica soprattutto quando l’inverno era alle porte perchè squisito se accompagnato da una bella e calda polenta. Oggi la famiglia si è ingrandita notevolmente con mariti, mogli e figli tant’è che quando dobbiamo festeggiare qualche occasione speciale- che non sia natale o pasqua – andiamo al ristorante anche perchè per i miei genitori avanti con l’età, sarebbe troppo faticoso ma quando sanno di cucinare qualcosina di particolare che piace a qualcuno di noi, scatta l’affettuoso invito. Il mio giorno speciale è sempre quando cucinano la carne di coniglio che sia arrosto, in umido con o senza polenta… Ed ecco che con i primi grigiori autunnali, è perfetto un buon piatto di carne con polenta: oggi vi presento il coniglio alla birra, semplice da fare, buono da mangiare.

INGREDIENTI PER 4/6 PERSONE

1 coniglio intero*

un paio di rametti di rosmarino

un paio di rametti di salvia

qualche foglia di alloro

40 cl di birra chiara**

olio extravergine di oliva q.b.

qualche fiocco di sale marino affumicato “I gusti Vegetali” della ditta Ferri

un pizzico di pepe nero

PREPARAZIONE

In un tagame a sponde basse e capiente, mettere un filo di olio evo e porre i pezzi del coniglio bagnandoli da ambo le parti con l’olio. Regolare con qualche fiocco di sale e un pizzico di pepe, unire gli aromi legati con dello spago da cucina. Porre la padella su fuoco vivo, cuocere i pezzi del coniglio su entrambi i lati, sfumare poi con metà della birra, abbassare la fiamma e far cuocere per un quarto d’ora a coperchio chiuso. Togliere il coperchio, e porre in forno già caldo a 180°C per un tre quarti d’ora, rigirandoli di tanto in tanto. A metà tempo, unire la restante birra, se si asciuga troppo potete unire dell’altra birra oppure dell’acqua tiepida durante la cottura in forno.

*operazione che potete far fare dal macellaio: raccomando sempre conigli giovani e di tagliarmeli in pezzi non troppo grandi.

**solitamente per questo piatto di carne, uso birra artigianale che rispetto a quella industriale, rimande più profumata ed intensa.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

CONIGLIO ALLA CACCIATORA

CONIGLIO AL ROSMARINO CON MEDAGLIONE DI POLENTA AL BITTO E CASERA

INSALATA DI CONIGLIO, CETRIOLI E CIPOLLINE IN AGRODOLCE

COSCE DI POLLO ALLE OLIVE E BIRRA

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Un “Dolcepensiero” a Federica: quando ho voglia di mettere le “mani in pasta” mia affido quasi sempre a libri di ricette in tema ma per avere un risultato certo e sicuro vado sempre da lei a cuoriosare nel suo blog “La cucina di Federica” dove ricette per pane e focaccia la fanno da padrona e certamente con il risultato garantito come in questa – e altre – occasioni. Mi ha stuzzicato la ricotta nell’impasto e anche la poco difficile esecuzione e quindi via libera a farina e lievito… Qui sotto vi riporto ingredienti e preparazione a cui non ho modificato nulla o quasi…

INGREDIENTI

PER IL LIEVITINO

100 grammi di manitoba

80 grammi di birra chiara

14 grammi di lievito di birra fresco

PER L’IMPASTO

lievitino

500 grammi di farina bianca 00

10 grammi di zucchero

90 grammi di acqua

50 grammi di latte

250 grammi di ricotta

15 grammi di sale

30 grami di strutto

50 grammi di olio d’oliva

PER LA FARCITURA

un grappolo di pomodorini

olio d’oliva q.b.

origano q.b.

qualche fiocco di “fleur de sel de la Camargue” (mia aggiunta)

PREPARARAZIONE

LIEVITINO: sciogliere in un goccio di acqua tiepida il lievito, impastare velocemente tutti gli ingredienti, coprire con un panno umido e lasciare raddoppiare per almeno 1 ora.

FARCITURA: da preparare un po’ prima e lasciarli insaporire quindi affettare i pomodorini a fette sottili, porli in una ciotola con un filo di olio d’oliva e origano.

LIEVITAZIONE e FARCITURA: nel cestello mettere farina, lievito sciolto nell’acqua tiepida, zucchero e avviare l’impasto (Kenwood BM250 programma 9 per solo impasto), poi unire la ricotta (l’ho schiacciata con la forchetta), dopo 3 minuti unire strutto, l’olio evo, alternando i liquidi, da ultimo il sale. Regolarsi con liquidi in base all’assorbimento della farina. Lasciare lievitare almeno 2 ore dalla fine del programma della macchina. Stendere l’impasto direttamente nella placca del forno foderata di carta, coprire con i pomodorini  e qualche fiocco di sale, lasciare lievitare nuovamente. Circa 45 minuti. Infornare a 180°C per circa 35 minuti.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

FOCACCIA AL TIMO

TORTA DI RICOTTA, MELE E UVETTA

IL PANINO DEL LUNEDI’ 

Non manca mai la focaccia ad un party, non potevo non partecipare al contest de: “LA CUCINA DI VANE”

dal titolo “HAPPY BIRTHDAY TO YOU”

 “Con questa ricetta partecipo al contest: picniKiamo!

del blog “Peccato di Gola, di Giovanni”

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Un “Dolcepensiero”: una bella e buona padellata di pollo, perfetta per una una cena in completo relax con amici. Messa al centro della tavola, le cosce sono li pronte per essere prese direttamente con le mani, da mordere e gustare… saporite, sode e corpose. Dopo il successo che avevano avuto le costine, ho deciso di ripetere la bontà con la carne bianca del pollo. Un successone!

INGREDIENTI PER QUATTRO/SEI PERSONE

un paio di chili di cosce di pollo

150 grammi di olive nere e verdi

500 ml di birra chiara

un paio di peperoncini piccanti essicati

qualche rametto di timo

qualche foglia di salvia

qualche rametto di maggiorana

qualche rametto di rosmarino

2 spicchi di aglio

qualche fiocco di fleur de sel de la Camargue

pepe macinato fresco q.b.

olio extravergine di oliva q.b.

PREPARAZIONE

Tritare con la mezzaluna molto finemente, qualche fiocco di sale, l’aglio, un po’ di aghi di rosmarino, le foglioline di maggiorana e timo, la salvia e il prezzemolo. In una padella tanto ampia da contenere tutte le cosce, mettere l’olio d’oliva evo con la carne che cercherete di bagnare in tutte le loro parti; farle rosolare girandole di tanto in tanto, aggiungere il mix di odori e i peperoncini rossi tagliati a metà; rigirare bene le cosce, spolverare di pepe. Versare la birra, appena sfumata unire le olive. Lasciare cuocere per circa un’ora a coperto chiuso, controllare di tanto in tanto rigirando la carne (se si dovesse asciugare troppo aggiungere un po’ di acqua), poi scoprirle e lasciar ridurre il fondo di cottura rimasto. Regolare di sale se necessario, servire la padella direttamente nel centro della tavolata.

Con questa ricetta partecipo al contest di Paneepomodoro e Photobirra

Dall’archivio di Dolcipensieri:

POLLO QUATRE EPICES

TACCHINO IN CREMA DI RICOTTA E OLIVE

CROSTONI IN CREMA AL GORGONZOLA E BIRRA

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Un “Dolcepensiero”… prestarsi al rito del “magro” almeno al venerdi, è un buon rito; quello pasquale prevede di non mangiare carne al venerdi, c’è chi più bravo di me, si presta a non consumare nessun tipo di carne per tutti i giorni di quaresima. Io sono sincera non ce la farei, anche se non sono una gran mangiatrice di carne, comunque non riuscire a mantenere tale “fioretto”… però al venerdi cerco di gustare piatti in tema senza perdere però la bontà e la bellezza del buon cibo. Oggi vi propongo un buon piatto unico di riso e pesce con la sferzata energetica degli agrumi. Marzo è volato, domenica è già la giornata delle Palme e già da mercoledi i bimbi saranno a casa da scuola per le vacanze pasquali e incrociamo le dita nella speranza che anche il tempo ci possa regalare le stesse giornate di sole e caldo come queste che stiamo vivendo in questi giorni… oggi è una favola con un venticello che sembra quasi marino!!!

INGREDIENTI

PER LA VINAIGRETTE

1 limone biologico

1 arancia biologica

olio extravergine d’oliva

pepe bianco un pizzichino

PER I GAMBERI

400 grammi circa di gamberi

fleur de sel de la Camargue q.b.

semi di papavero “i Gusti Vegetali” ditta Ferri

PER IL RISOTTO

320 grammi di riso Carnaroli

uno scalogno

un filo di olio extravergine d’oliva aromatizzato all’arancia*

1 bicchiere di birra chiara

1 litro di brodo vegetale

pepe bianco q.b.

PREPARAZIONE

PER LA VINAIGRETTE

Miscelare, con l’aiuto di una forchetta in una ciotola, 5-6 cucchiai di olio evo con il succo di limone e arancia, grattugiare le bucce e spolverare con un pizzico di pepe bianco. Questa vinaigrette si usa per spennellare gli spiedini di gambero e per il risotto.

PER GLI SPIEDINI

Pulire i gamberi e privarli del carapace lasciando la codina finale, infilzarli sugli spiedini di legno e con un pennello inumidirli tutti molto bene con circa metà della vinaigrette agli agrumi. Spolverarli con fleur del sal. Tenerli al fresco.

PERIL RISOTTO

Mettere a bollire il brodo. Affettare lo scalogno finemente. In una padella mettere un filo di olio extravergine d’oliva aromatizzato all’arancia*, unire lo scalogno affettato e appena imbiondisce, gettare il riso a tostare fino a quando i chicchi diventano trasparenti. Sfumare con la birra, aggiungere la restante vinaigrette che conferirà un tocco particolare e profumato al vostro risotto; continuare la cottura per circa 18 minuti bagnando con il brodo e mescolando.

*se ne siete sprovvisti, usate del normale olio evo mischiato con un po’ di succo di arancia.

Quando alla cottura del risotto mancano circa 8-10 minuti, mettere sulla griglietta già calda gli spiedini di gamberetti che farete cuocere da ambo le parti per qualche minuto. Spolverare di semini di papavero.

Spegnere il fuoco al risotto, servire caldo con gli spiedini posti accanto oppure sovrapposti al riso a cui avrete unito qualche semino di papavero.

Con questa ricetta partecipo al contest di Paneepomodoro e Photobirra

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISOTTO ALL’OLIO AROMATIZZATO AL CACAO AMARO E PEPE ROSA 

VOUL AU VENT PER IL 2012

MUFFIN AL LIMONE

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Un “Dolcepensiero”… del segreto della scorza: c’è quella del limone gialla, quella del lime verde e quella umana che ha furia di essere grattata, diventa bordeaux e si irrita… ecco come si presenta la mia scorza in questi giorni. A furia di prenderla in quel posto – vi lascio all’immaginazione – la scorza della mia pelle si sta irrigidendo sempre di più e dove ancora si riesce a grattarla, si irrita! e no vi è cosa peggiore di quel pizzicore e bruciore che non vuole andar via! tutta colpa dell’egoismo delle persone che ti porta a comportarti come loro, a diffidare poi anche delle persone che invece sono carine e gentili. Se poi queste sensazioni sono legate al lavoro, peggio ancora. Fortuna mia che l’irritazione svanisce in fretta ma purtroppo mi lascia un amaro in bocca, una sfiducia verso le persone – non tutte però, sia chiaro, anche perchè non è da me. E’ brutto soprattutto pensarlo verso le persone vicinissime a te che si comportano con menefreghismo e egoismo… ma poi tutto passa! qualche ora davanti ai fornelli, un po’ di alchimia e il gioco è fatto: la cucina come la mente s’innonda di profumi e la tensione si alleggerisce tra un sorso di vino bianco e una mescolata al riso… poi godersi la bontà di un buon piatto, quattro chiacchere con Marco – mia adorabile spalla che allevia i dolori qualsiasi sia la loro natura – e un sorriso di Matteo, rivoluzionano la serata e la mattina dopo riesco a scendere dalla parte giusta del letto, senza però dimenticare che sono una brava persona forse troppo onesta e non mi merito freddezza e egoismo egocentrico… alla fine si raccoglie ciò che si semina… e sto’ seminando bene!!!

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 grammi di riso Carnaroli

1 limone biologico

2 lime biologici

60 grammi di caprino fresco

un paio di cipollotti freschi

una noce di burro

1 bicchiere di birra chiara

1 litro di brodo vegetale

pepe nero q.b.

PREPARAZIONE

Mettere a bollire il brodo. Affettare i cipollotti. Grattugiare le scorze del limone e dei lime senza incidere troppo la parte bianca, che rimane più amarognola. In una padella, fondere il burro, unire i cipollotti affettati e appena imbiondiscono, gettare il riso a tostare fino a quando i chicchi diventano trasparenti. Sfumare con la birra, aggiungere le scorze grattugiate – tranne un poco – che conferiranno un tocco particolare e profumato al vostro risotto; continuare la cottura per circa 18 minuti bagnando con il brodo e mescolando. Spegnere il fuoco, mantecare con il caprino e un po’ di pepe. Servire caldo con qualche scorzetta tenuta da parte.

Colgo l’occasione per ringraziare Veru La Cuochina Sopraffina

per avermi ospitato nella sua rubrica de L’Ospite Sopraffino

Con questa ricetta partecipo al contest di “UNA PASTICCIONA IN CUCINA”

“L’APPETITO VIEN FORMAGGIANDO”

e anche al contest di Ely ”E TU DI CHE PECCATO SEI?”

nella categoria dell’INVIDIA… ricollegandomi alla mia entrèe perchè si… sono invidiosa, di quelle persone che riescono a capire quando essere furbi soprattutto con se stessi e con ciò che solo ha interesse con loro spacciando poi una gran faccia di tolla!!! se ci fosse un altro peccato lo dedicherei all’irritabilità!!!

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISOTTO ALLA FRANCESE

COSCE DI POLLO VELOCI AL LIME E PEPERONCINO

BRISE’ AL LIMONE CON MELE COTOGNE E MIELE PROFUMATA AL ROSMARINO

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Un “Dolcepensiero”… veloce: occorrono solo pochi minuti per creare una cenetta gustosa ma speedy, senza trascurare il gusto! Capita a volte che dopo una lunga giornata di lavoro e faccende di casa – se poi ci metti pure qualche festicciola di amici di Matteo - si arrivi alle sette di sera che si ha fame, una fame magari anche un po’ particolare con voglia di qualcosa di sfizioso, ma si è troppo stanche per spadellare intingoli particolari. A volte bastano poche mosse e tutto si può creare…come per magia!!! 30 minuti o poco più, ricetta facile e veloce, molto appetitosa e anche poco pretenziosa nella “mise en place”… questa è la serata ideale per i miei crostoni molto ma molto ghiotti…

PER LA RICETTA

Partecipo molto volentieri al contest “Buffet in giardino” del blog “La cucina accanto

Dal blog di Dolcipensieri su Donne sul Web:

TORTA SALATA DI VERDURA E UOVA

PANZEROTTINI SPECK E ZOLA

RISOTTO CON LA ZUCCA E IL PROVOLONE

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Un “Dolcepensiero” in pieno relax: oggi vacanza da tutti gli impegni e anche domani. Il mio Matti è un po’ influenzato, lievemente direi da come salta oggi, ma ieri quando l’ho ritirato dall’asilo un po’ prima dell’uscita, era mogio mogio. Avendo già messo in stampa tutti i miei lavori grafici d’ufficio, ho deciso di dedicarmi per due giorni prima del w-e, al mio pargoletto e stamattina non avendo voglia di uscire a comprare pane e focaccia, sono subito andata al blog di Federica dove ho preso nota di questa ricetta qui, che avevogià  letto ieri: Federica ha proposto delle focaccine, io invece ho deciso di fare una teglia avendo Matteo ghiotto di focaccia al taglio. E devo dire che ho proprio azzeccato!!! ringrazio quindi Federica fonte molto importante sui lievitati, fatevi un giro nel suo blog se ancora non lo conoscete (dubito!!!) perchè ha ricette interessantissime su ricette di lievitati – e non solo.

INGREDIENTI (con mie modifiche)

500 grammi di semola di grano duro

250 grammi di farina di manitoba

12 grammi zucchero

20 grammi lievito di birra

200 grammi di birra chiara + 1 cucchiaio mentre impastava la macchina

225 grammi di acqua

2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva

16 grammi di sale marino

sale rosa dell’Himalaya per finitura

foglie di timo per finitura.

PREPARAZIONE

Mettere nella macchina del pane (la mia macchina per il pane è una KENWOOD BM250), programma impasto e lievitazione, tutti gli ingredienti in ordine: le due farine, lo zucchero, il lievito sciolto nell’acqua tiepida, la birra, l’olio e il sale. Mescolare con l’aiuto di un cucchiaio il tutto e avviare il programma. Una volta che ha lievitato nella macchina, lasciare l’impasto nella macchina spenta per un’altra mezz’oretta, stendere la pasta in una teglia rettangolare unta di olio, aggiungere qualche granello di sale rosa e le foglioline di timo. Lasciare riposare ancora 30 minuti.

Prima di infornare…

Infornare a 200°C per circa 20 minuti.

Con questa ricetta partecipo al contest

“COSA SFORNO OGGI???”

del blog

LE RICETTE DELL’AMORE VERO“!!!

Dall’archivio di Dolcipensieri:

FOCACCIA PUGLIESE

TAGLIATELLE CON SALSICCIA FRESCA ALLA BIRRA

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