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E finalmente la concretezza di un macaron faatto da me! ora devo solo replicare sola soletta con la complicità della mia amica Edy, la ricetta dei macarons nella mia cucina. Ho già provato due volte ma i risultati non erano molto soddisfacenti, neppure da postare sul blog! il sapore c’era ma la figura e la bellezza che solo questi dolcetti francesi, sanno regalare agli occhi, non erano degni di foto. Ieri sera abbiamo assistito ad una lezione di cucina dove abbiamo potuto realizzare con le nostre mani i macarons e le ganache che fanno da ripieno. La scuola di cucina è quella di “FOOD JOY” a Cantù, Como. Maestra in cucina è stata Alice. E con me la mia cara amica Edy. Ma cosa sono i macarons? si tratta di un biscotto composto da mandorle, zucchero e albumi tipico della cucina francese, della pasticceria che tanto vanta ottimi prodotti che quasi sembrano gioielli e i macarons sono proprio il prodotto di una bellezza culinaria sia per sapore che per consistenza. Rotondi, colorati insieme morbidi e croccanti, sono dolcetti che possono essere gustati anche da chi è allergico perché senza glutine. Però per i celiaci potrebbero rimanere comunque intolleranti: Vale del blog “In cucina senza glutine” mi ha fatto notare che non è detto che siano senza glutine per via della presenza dello zucchero a velo, che molto spesso “è tagliato” con amido di frumento… lo zucchero a velo è proprio uno dei tanti alimenti a rischio per la presenza di glutine… Il macaron è ora una delle più tipiche delizie che si portano a casa dalla Francia, un grazioso e colorato souvenir della cucina francese. La loro preparazione non è delle più semplici, occorre avere del tempo e la giusta tranquillità per “costruirli”… calma e pazienza senza alcun disturbo!

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INGREDIENTI PER 70 PEZZI CIRCA

302 grammi di mandorle polverizzate

302 grammi di zucchero a velo

116 grammi di albume di almeno un paio di giorni

302 grammi di zucchero semolato

75 grammi di acqua

116 grammi di albume di almeno un paio di giorni

PREPARAZIONE

Setacciare le mandorle e lo zucchero a velo.

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In un robot da cucina, porre il composto setacciato e azionarlo in modo da ottenere una polvere fine che setaccerete nuovamente. La polvere così ottenuta di chiama: “TPT” ovvero “tant pour tant” ovvero stessa quantità di zucchero e farina di mandorle. Il passaggio di setacciare le due farine non va trascurato ne sottovalutato, in quanto permette di ottenere una pasta fine e quindi priva di pezzettini; così facendo il guscio dei macarons risulterà liscio. Unire poi i primi 110 grammi di albume e formare una pasta.

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In un pentolino, scaldare l’acqua e lo zucchero semolato fino a 115°.

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Arrivati a questo punto, azionare la planetaria per montare gli albumi.

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Quando lo zucchero/acqua arriva a 118°C, unirlo agli albumi e continuare a montare per un paio di minuti, fino a quando la spuma sarà arrivata a 50°C. Questo metodo di fare i macarons si dice con “Meringa italiana” ovvero quando la meringa è composta da albumi montati a neve in cui viene incorporato lo sciroppo di zucchero caldo, mantenendo la giusta temperatura con l’uso di un termometro per cucina. Uno sciroppo non abbastanza riscaldato rende la meringa poco stabile, al contrario se troppo caldo, si cristallizza e fa fatica a incorporarsi.

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Unire la meringa italiana alla pasta di mandorle con una spatola morbida. Operazione definita “macaronage” ovvero lavorare l’impasto per rompere leggermente la meringa e ottenere una miscela liscia, omogenea e abbastanza fluida.

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Colorare a piacere con i coloranti e mescolare in modo da smontare leggermente il composto. E’ meglio usare quelli liquidi.

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Su una teglia rivestita di carta da forno (meglio ancora con sotto il tappetino per macarons), formare dei piccoli macarons da 3-4 centimetri servendosi di una sac a poche. Operazione definita “pochage”.

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Lasciar riposare i macarons sulla teglia per circa un’oretta per ottenere la superficie secca e resistente (i tempi potrebbero variare in base all’umidità del luogo e del tempo). Come verifica, sfiorare delicatamente la superficie di uno di essi: la pasta non deve incollarsi al dito. Operazione definita “croutage”.

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Durante il croutage e se avete la fortuna di avere un’abbattitore nella vostra cucina, potete preparare le ganache. Per chi non ce l’ha, le ganache sono da preparare con un giorno di anticipo. Durante il corso abbiamo preparato queste:

GANACHE AL CIOCCOLATO FONDENTE – INGREDIENTI E PREPARAZIONE

Tritare a coltello 250 grammi di cioccolato fondente. Scaldare 200 grammi di panna fresca, appena arriva a fremere, versarla sul cioccolato e lasciare sciogliere. Amalgamare bene il tutto e unire 30 grammi di burro. Mescolare bene il tutto fino a quando il composto è ben amalgamato. Lasciare a temperatura ambiente o in frigo per solidificarsi. Qui il link della mia ganache al cioccolato, varia solo per il burro. Al posto del cioccolato, potete miscelare qualche cucchiaio di caffè solubile: avrete così una crema al caffè!

CARAMELLO AL BURRO SALATO

In un pentolino antiaderente. iniziare a porre un cucchiaio di zucchero che in totale sarà 250 grammi. Attendere che si sciolga, in cucina si alzerà un sentore di bruciato… non preoccupatevi vuol dire che lo zucchero inizia a sciogliere, non mischiate con un cucchiaio bensì agitate la pentola (passaggio 1) e appena vedete lo zucchero imbrunire, aggiungete un altro cucchiaio di zucchero (passaggio 2). Continuare fino ad esaurimento dello zucchero che potrete girare con una spatola (passaggio 3 e 4).

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Unire 12 cl di panna sempre a cucchiai perché il caramello è bollente e schizza.

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Infine lontano dal fuoco, aggiungere 200 grammi di burro salato (se siete sprovvisti, potete usare del burro normale con 6 grammi di sale fino).

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Porre a raffreddare e addensare a temperatura ambiente. Anche per il caramello, la preparazione bisogna farla il giorno prima.

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Torniamo ai macarons: appena si è formato il croutage, porre la teglia (una alla volta) nel forno caldo a 160°C per circa un quarto d’ora ma fate attenzione alla cottura dalla prima teglia perché ogni forno a diverse funzioni e potenze quindi potrebbe cambiare la tempistica. Inoltre è meglio cuocere una teglia alla volta. Appena cotti, porli subito su una superficie fredda  in modo di avere uno sbalzo di temperatura atta a staccare poi i macarons dalla carta forno.

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Proseguire abbinando le due parti simili dei macarons. Riempire usando una tasca da pasticcere con bocchetta liscia, guarnire generosamente la metà dei gusci con la ganache che più amate, con del caramello, con della crema al burro…

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Assemblare i macarons appoggiandovi sopra un altro guscio. Mettere i macarons in frigo fino al momento del consumo.

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Un “Dolcepensiero”… alla cucina francese che io adoro. Dopo la Flognarde, ho pensato di continuare coccolandomi con la cucina francese, questa volta con delle chicche salate arricchite con un gruviera francese. Le Gruyères pochi sanno che il capo famiglia di vari formaggi tipici dell’area che comprende la Svizzera francese e la zone della Savoia. Per tanti anni confondevo, il più delle volte, il groviera con l’emmentaler: il secondo ha i tipici fori, il groviera (o gruviera) non li ha. Classica è la sua forma tondeggiante ben proporzionata, leggermente convessa, sempre con impresso il nome tipico della forma. Il risultato è stato perfetto, qualche pinolo e via in forno… nelle classiche forme a conchiglietta!!!

INGREDIENTI PER UNA QUARANTINA DI MADELEINE MEDIE

130 grammi di gruyère

3 uova

200 grammi di farina 00

20 cl di latte intero

200 ml di panna fresca

un paio di cucchiai di pinoli

un paio di cucchiai di grana grattugiato

1 bustina di lievito per torte salate

1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva

una noce di burro leggermente salato

PREPARAZIONE

Setacciare la farina con il lievito nella ciotola della planetaria, aggiungere il grana grattugiato, incorporare anche il grujère grattugiato, mescolate il tutto. Aggiungere l’olio extravergine d’oliva. Sbattere a parte le uova, unire la panna e aggiungere il tutto al composto di farina/formaggi. Azionare la planetaria fino a che gli ingredienti non saranno ben amalgamati, versare il latte per rendere l’impasto morbido. Come ultimo unire i pinoli mischiando con un cucchiaio di legno. Sciogliere una noce di burro leggermente salato per imburrare gli stampoi in silicone per madaleine e porvi l’impasto; infornare in forno già caldo a 180°C per 25/30 minuti, facendo la prova dello stecchino per verificarne la cottura.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

MADELEINE ALLA NOCCIOLA

PLUM CAKE GRUVIERA E SEMI DI PAPAVERO

PESTO ALLE ERBE

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Un “Dolcepensiero” francese: una calda e profumatissima padella di pollo… profumato grazie alle quattro spezie che poi danno il titolo a questo piatto. La “quatre épices” è una miscela di spezie, quattro appunto, quali chiodi di garofano, noce moscata, cannella e pepe. Esiste anche la versione con l’aggiunta di zenzero e pepe di Giamaica per creare un ottimo condimento perfetto per le carni bianche. Le spezie sono molto presenti in questa pietanza che prevede l’uso di un brodo aromatizzato anch’esso dalle spezie. E’ un piatto francese. In Europa le spezie in cucina sono molto presenti fin dai tempi antichi: si pensi che fin dall’antica Grecia ai nostri romani, le spezie avevano in cucina un ruolo molto importante per insaporire piatti e pietanze. Dopo guerre e conquiste, furono molti i paesi che controllarono le vie delle spezie oppure che, conoscendo luoghi e popolazioni nuove, finirono con il conoscere nuove varietà di aromi e spezie; grandi colonizzatori furono i portoghesi, gli spagnoli, gli olandesi, gli inglesi e i francesi appunto. Al ritorno dai loro viaggi, i colonizzatori portarono con loro le varie spezie che – per alcune di loro, molto rare e preziose - divennero merce di scambio e pagamento quindi entrarono così nelle tradizioni culinarie di questi paesi. La Francia ha portato a casa con le sue conquiste non solo le spezie, ma anche i sapori del Vietnam e del Nord Africa. Questo piatto ne è una prova di queste sfumature che sono entrate nella cucina francese…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

PER LA MISCELA QUATRE EPICES

una decina di chiodi di garofano

1 stecca di cannella

1/4 di pepe nero in grani

1 noce moscata

PER LA CARNE

800 grammi di petto di pollo

1 grambo di sedano + qualche foglia tenera

1 porro

1/2 cipolla bianca

2 spicchi di aglio

125 grammi di carotine

100 ml di creme freiche

una noce di burro

olio d’oliva extravergine q.b.

qualche foglia di lauro

prezzemolo tritato q.b.

timo essicato

sale q.b.

farina bianca q.b.

PER IL BRODO AROMATICO

2 dadi (aromatizzati al pollo)

qualche foglia di lauro

1/2 stecca di cannella

una decina di chiodi di garofano

1 cipolla bianca

sale grosso q.b.

PREPARAZIONE

Preparare la miscela quatre épices: in un mortaio, ridurre i chiodi di garofano, la cannella e il pepe ad una polvere finissima, quindi unire la noce moscata grattugiata al momento (se serve circa un cucchiaino). Tenere in un vasetto di vetro o in un contenitore ermetico per utilizzi futuri (nella ricetta ne serve solo una parte). Questa miscela è perfetta per insaporire carni biance, carni di maiale, zuppe, spezzatini oppure per confezionare il famoso Pain d’épices.

Preparare il brodo aromatico*: mettere in una casseruola alta circa un paio di litri di acqua con i due dadi a cui unirete le foglie di lauro, la cannella, la cipolla nella quale inzilzerete i chiodi di garofano. Portare a bollore, salare con qualche granello di sale grosso e far cuocere poi a fuoco basso per una decina di minuti ancora. Passare il brodo attraverso un colino per filtrarlo.

Preparare il pollo: affettare i petti di pollo a tocchetti lunghi e larghi circa un/due centimetri. Tagliare a cubettini fini il sedano, il porro a lamelle sottili, la cipolla in due pezzi. Sciogliere il burro con l’aglio in una casseruola a sponde alte meglio ancora una wok, unire il pollo e farlo sfrigolare a fuoco alto unendoci tutta la verdura preparata menzionata sopra con l’aggiunta delle carotine. Lasciar cuocere una decina di minuti rigirando di continuo. Aggiungere circa metà brodo delicatamente (se vi sembra troppo aggiungetene meno). Unire un mazzolino di erbe (lauro, foglie di sedano) e un mezzo cucchiaino di miscela quatre épices, portare a bollore dopodichè abbassare la fiamma al minimo e continuare la cottura altri 10 minuti (controllare comunque lo stato di cottura del vostro pollo che può variare in base a come avete tagliato il pollo). Unire un po’ di timo. Scolare il sugo del pollo in una casseruola piccola, unite un tocco di farina bianca per ridurre la salsina su fuoco basso e la creme freiche che farete ben amalgamare con un frustino. Regolare di sale. Togliere il pentolino dal fuoco quando la vostra salsa si sarà ben addensata, eliminare il mazzolino di erbe, unire la salsa al pollo e rigirandolo molto bene su fuoco basso, unire una bella spolverata di prezzemolo tritato.

*(il brodo che vi avanza potete utilizzarlo per un aromatico risotto, ma questa è un’altra ricetta e sarà un altro post…).

Per questa ricetta mi è stato molto utile il libro “Spezie da tutto il mondo” di Manisha Gambhir Harkins con le fantastiche fotografie di Peter Cassidy: il libro oltre a spigare ricette da tutto il mondo, è una bellissima raccolta di notizie storiche sulle spezie di tutto il mondo, sul loro uso e sul loro utilizzo in cucina singolarmente o mischiandoleper farne miscele aromatiche. Di questo libro avevo già parlato qui.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

COSCE DI POLLO VELOCI AL LIME E PEPERONCINO

STRUDEL CON FRUTTA CANDITA

GELATO ALLA CANNELLA

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Un “Dolcepensiero” alla francese… adoro i formaggi. Che siano italiani o francesi, li uso in molteplici modi. Oggi è il turno di un cilindretto che adoro, tipico della zona della Valle della Loira: il “Sante Maure de Touraine”. Sono piccoli formaggi di capra cilindirici, hanno una caratteristica originale: un filo di paglia viene infilzato in questi cilindretti per favorirne la stagionatura. La loro crosta è grigiastra perché vengono avvolti nella cenere prima di proseguire nella stagionatura che è molto breve, al massimo un mese. Il gusto è morbido ma ricco, ed è quest’ultima caratteristica che favorisce il suo uso nella mia cucina come ottimo ripieno per crepes, per dare un tocco in più alle lasagne oppure come mantecatura di un risottino semplice. In estate è perfetto l’abbinamento con le fragole, lo adoro anche con frutta tagliata a carpaccio come l’ananas… in inverno è perfetto per calde e avvolgenti crepes…

INGREDIENTI PER 8-10 CREPES

PASTA

125 grammi di farina bianco 00 antigrumi

3 uova

3 dl di latte intero

una noce di burro salato per l’impasto

una noce di burro per la padella

RIPIENO

1 cilindretto di “Sainte Maure de Touraine”

125 ml di creme freiche

100 grammi di noci

pepe un pizzico

semi di papavero “I gusti vegetali” Ferri q.b.

burro q.b.

PREPARAZIONE

Preparare le crepes: sbattere con le fruste le uova con il burro salato precedentemente sciolto. Unire la farina. Aggiungere poco alla volta il latte. Far riposare la pastella per almeno un’ora. Scaldare poi una padella antiaderente di circa un 14 cm di diamentro unta con la noce di burro. Versarvi un mestolino d’impasto e ruotare la padella in modo che si formi un disco che lascerete cuocere da entrambi i lati fino a doratura. Procedere fino ad esaurimento dell’impasto.

Preparare il ripieno: tagliare a fettine sottili il “Sainte Maure de Touraine” che porrete sulle crepes coprendole per metà; in una padella con fondo di ceramica, sciogliere una noce di burro e mischiare molto bene la creme freiche che spalmerete poi sulle fette di formaggio. Sbriciolare parte delle noci finemente, spolverizzare il ripieno delle crepes. Ripiegare l’altra metà di pasta poi ancora su stessa. Porre le crepes in una pirofila leggermente imburrata, terminare su ognuna con un cucchiaio di ripieno avanzato, dei fiocchettini leggeri di burro e porre in forno a 180°C per una decina di minuti. Servire calde con qualche gheriglio di noce e una spolverata di semi di papavero.

Con questa ricetta partecipo al contest “Le crespelle” di Aboutfood

MI PUOI TROVARE ANCHE SUL

BLOG “SAPORI DAL MONDO” DI ALICE TV 

Dall’archivio di Dolcipensieri:

PENNE ALLA CREME FRAICHE E ZAFFERANO

CREPES CON BROCCOLI E SPECK

CREPES ALLA PIZZAIOLA

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Un “Dolcepensiero” francese: vi ho già parlato di questi deliziosi dolcetti in questo post, raccontandovi la storia passata e presente. Nella ricetta avevo usato madeleine già pronte: questa volta armata di stampi, ho realizzato questi meravigliosi dolcetti arricchendoli con le nocciole, per una versione più autunnale. Serviti con gelato alla panna spolverizato con cannella, sono un dolce perfetto e per niente pesante, per finire al meglio una cena.

INGREDIENTI PER 18 PEZZI GRANDI

120 grammi di farina 00

100 grammi di zucchero

2 uova

1 cucchiaino di lievito in polvere

40 grammi di burro

40 grammi di burro leggermente salato

100 grammi di nocciole

80 ml di latte

sale un pizzico

zucchero a velo.

PREPARAZIONE

Miscelare la farina, il lievito, lo zucchero e le nocciole tritate finemente. Fondere i burri a bagnomaria. Nella planetaria sbattere le uova con un pizzico di sale, aggiungere il latte e i burri sciolti e raffredati. Unire i due composti, mescolare per bene in planetaria con la frusta K flexi. Coprire con la pellicola, riporre in frigo per mezz’ora. Accendere il forno a 200°C e versare il composto in ogni stampino da madeleines; infornare per circa 15 minuti fino a doratura. Una volta raffeddate, spolverare con zucchero a velo.

 

Solo per chi ama la CUCINA FRANCESE:

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