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LASAGNE CON RAGU' DI VITELLO (9)+

Un “Dolcepensiero”: un piatto di lasagne fa sempre molto piacere, soprattutto a mio marito ghiotto di questo piatto unico, ricco e saporito! e poi chi dice che le lasagne sono da fare solo di domenica? se utilizzate delle coccottine, sono più veloci da realizzare e si possono ottenere delle monoporzioni anche per il freezer da utilizzare nelle giornate in cui non si riesce a cucinare: io ne faccio sempre qualche cocottina anche più piccola di quelle in foto, perfette per far scorta, appunto!!!

INGREDIENTI 4-6 COCOTTE

pasta sfoglia per lasagne

200 grammi di formaggio latteria grattugiato

100 grammi di gruyere

300 grammi di grana grattugiato

una noce di burro

PER IL RAGU’

600 grammi di macinato di vitello

500 grammi di passata di pomodori

1 costa di sedano

1 carota

1 cipolla bianca

sale e pepe q.b.

olio extra vergine d’oliva q.b.

PER LA BESCIAMELLE:

100 grammi di burro

80 grammi di farina

1 litro di latte

noce moscata

sale e pepe

grana grattugiato q.b.

LASAGNE CON RAGU' DI VITELLO (41)+

PREPARAZIONE

PER IL RAGU’: tagliare a dadini piccolissimi il sedano, la carota e la cipolla che dovranno soffriggere in una pentola capiente con un filo di olio extravergine d’oliva; aggiungere la carne macinata e far tostare il tutto su fuoco vivo. Aggiungere, dopo un otto-dieci minuti, la passata di pomodori con un mestolo di acqua tiepida. Aggiustare il sapore con un pizzico di sale e pepe. Far cuocere bene il tutto per tre ore aggiungendo se neccessario, altra passata e/o acqua tiepida se si dovesse asciugare troppo controllando il giusto grado di sapore.

PER LA BESCIAMELLE: in una casseruola fate sciogliere il burro a fiamma bassissima e, aiutandovi con una frusta, amalgamate bene la farina passata al setaccio per evitare grumi. Diluire subito con il latte tiepido; continuate a mescolare fino a che la salsa si addensa, all’inizio del bollore fate cuocere per circa 6-8 minuti continuando a rimestare. Spolverate con la noce moscata, il sale e il pepe, aggiungere una bella spolverata di grana grattugiato.

PER LE LASAGNE: Mettere a bollire dell’acqua, salarla e far sbollentare le sfoglie di pasta (per questa ricetta in cocotte, ho calcolato quattro strati) poche alla volta per alcuni minuti; stenderle su una graticola per farle raffreddare. Imburrare la teglia adagiandovi sopra il primo strato di pasta, proseguire con uno strato di besciamelle, finire con una copertura dei formaggi. Continuare il secondo strato con pasta e con delle belle cucchiaiate di ragù coprendo per bene tutta la superficie, spolverizzare di grana grattugiato. Proseguire alternando la base bianca con la base rossa fino a ottenere quattro strati, terminando con il ragù mischiato a un pò di besciamelle, spolverato di grana grattugiato. Infornare per una mezz’oretta, servire ben calda a tranci.

LASAGNE CON RAGU' DI VITELLO (5)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

LASAGNETTA AL PIATTO CON SCAMPI E RADICCHIO

RAGU’ CON SALSICCIA

SPEZZATINO DI VITELLO CON FAGIOLI ROSSI

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 Un “Dolcepensiero” invernale: eccoci ormai a fine gennaio; il 17 di questo mese si festeggia Sant’Antonio e a lui si attribuisce la macellazione del maiale che, tempi addietro, rappresentava la dispenda delle famiglie per quasi tutto l’anno a venire. E da questa data che s’inizia a pensare alla nuova stagione – la primavera -  e a come si svilupperà: infatti i contadini allevato ed ingrassato il maiale, lo ”sacrificavano” per poter sfamare le proprie famiglie confezionando lardi utili come condimento, prosciutti, salami e mortadelle, pancette e salsiccie… Dagli orti si finiva di cogliere le ultime verdure di stagione: le verze infatti sono più gustose se gelavano ancora a terra, broccoli e cavolfiori facevano i pardroni a queste terrre per poi essere di nuovo vangate e preparate per la nuova stagione. Tra i vari riti pagani dell’inverno, si attendeva il rogo della Giubiana che, se bruciava bene con un falo’ subito accesso e con fiamme ben alte, avrebbe indicato la buona riuscita della stagione agricola… Qui da noi in Brianza, dove ci sono ancora tante fattorie e dove ci dividiamo equamente tra laghi, pianura e montagna, queste usanze sono ancora in uso. Per Sant’Antonio ci sono tantissime sagre, la Giubiana viene ancora bruciata a fine mese e i piatti tipici si dividono tutti questi buonissimi prodotti che derivano dalla cultura contadina… infine il carnevale darà un primo saluto al tiepido sole primaverile!!!

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

350 grammi di riso

200 grammi di salsiccia

100 grammi di formaggio di latteria

una dozzina di foglie di varza (quelle più bianche)

1 scalogno

1 bicchiere di vino bianco secco

1.5 litro brodo vegetale

2 noci di burro

pepe

olio extravergine d’oliva

grana grattugiato

qualche foglia di prezzemolo.

PREPARAZIONE

Mettete a bollore del brodo fatto con dado vegetale; soffriggete lo scalogno affettato sottilmente con una noce di burro, unitevi il riso, fatelo tostare un pò, sfumate con il vino bianco molto secco. Cuocete il risotto aggiungendo man mano il brodo caldo ed intanto tagliate a pezzi grossolani la salsiccia fresca che farete rosolare in una pentola antiaderente senza l’aggiunta di alcun condimento, ma solo qualche goccia di brodo. Regolare con un po’ di pepe.

Continuare la cottura del risotto irrorando con il brodo, mentre la salsiccia continuerà a fuoco molto basso. Tagliare le foglie di verza (le più bianche e sode all’interno) a julienne e quando mancano cinque minuti alla fine della cottura del riso, aggiungetele alla salsiccia ben cotta, amalgamate bene il tutto, spegnete il fuoco e spolverizzate con il prezzemolo tritato.

Unire il condimento al risotto aggiungendo la noce di burro, una generosa manciata di grana grattugiato e il formaggio latteria tagliato sottilmente. Mantecate, lasciate riposare qualche minuto e servite.

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pizza 4 formaggi (2)+

Un “Dolcepensiero” tutto meritato: collaboratori di lavoro di mio marito, ogni tanto fanno una capatina dalle loro parti in Campania e ogni volta ci portano un tesoro bianco: la MOZZARELLA DI BUFALA. L’ultima arrivata sulla mia tavola, ha avuto vita breve perchè gustata a “dadoni” mentre confezionavo questa pizza semplice ma con ingredienti doc… Tipica della zona campana, quest’ultima di un caseificio casertano, era gustosissima; il suo nome – mozzarella – significa staccata in pezzi, infatti la sua preparazione e la sua forma tonda deriva appunto dal fatto che viene staccata a mano e poi lavorata a forma sferica, diventando così una “perla”. la sua lavorazione avviene in passaggi ben definiti: tramite la coagulazione otteniamo la cagliata che viene poi rotta dividendo il siero liquido per la ricotta e i grumi, di solito grossi come una noce, per la lavorazione della mozzarella che verrà fatta poi riposare circa cinque ore. Si passa cosi alla filatura dove la pasta ottenuta viene tirata per verificarne la sua elasticità e quindi la sua qualità aggiungendo acqua calda per ottenere un composto morbido. Arriva il momento della mozzatura ovvero la spezzettatura della pasta in pezzi rotondi che tutt’oggi nei caseifici piccoli avviene manualmente spezzando la pasta con il pollice e l’indice. Viene poi lasciata in acqua e poi si termina con la fase di salatura prima di confezionarla per la spedizione e/o acquisto sul luogo. La mozzarella di bufala vanta anni e anni di celebrità: viene citata anche dal grande Toto’ in un suo famosissimo film “Miseria e nobiltà” dove interpretava uno squattrinato popolano che viveva con moglie e parenti nella stessa casa tra vari equivoci inerenti ad un matrimonio fra ricchi nobili e popolani. Famosissima un’altra scena dove Toto’ si mette a mangiare spaghetti con le mani… da vedere!!!

mozzarella (4)+

INGREDIENTI

PER LA PASTA

1 litro di acqua

2 kg di farina

20 g di lievito fresco

50 g di sale

PER LA SALSA

500 grammi di pomodori maturi

olio extravergine d’oliva

basilico fresco

origano

sale

PER LA FARCITURA

mozzarelle di bufala

150 grammi di gorgonzola dolce

150 grammi di pecorino sardo

150 grammi di fontina o formaggio latteria

grana gratuggiato

origano

PREPARAZIONE

In acqua bollente salata, cuocere i pomodori fino a quando si creano dei tagli sulla buccia, scolarli, aspettare che si raffreddino e poi pelateli del tutto. Passateli con il mixer ad immersione, fate cuocere per circa venti minuti con un filo di olio, origano e foglie di basilico fresche. Regolare di sale. Dividere l’acqua in due recipienti dove scioglierete in uno il sale e nell’altro il lievito; nel cestello del robot versare la farina con la soluzione salina. Azionate il robot, mescolare unendo anche il composto con il lievito. Impastare il tutto fino a quando la pasta risulterà essere liscia. Far lievitare la pasta in un luogo fresco e asciutto per circa tre ore. Stendere poi la pasta in una teglia leggermente oliata, salarla leggermente e bucherellarla con una forchetta, lasciando i bordi alti. Stendere la salsa di pomodori, tagliare a fette tutti i formaggi mentre il gorgonzola a pezzetti e stenderli a strati sopra la salsa. Infornare a forno già ben caldo, qualche minuto prima di sfornare la pizza, spolverare con grana grattugiato.

pizza 4 formaggi (3)+

H  O  M  E

B  L  O  G

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millefoglie con fonduta e funghi1

Ingredienti per 6 persone:

1 confezione di pasta sfoglia fresca

50 grammi di burro

100 grammi di grana grattugiato

300 grammi di formaggio di latteria

125 grammi di panna + besciamelle*

500 grammi di funghi champignon

1 etto di prosciutto cotto

salvia

aglio

sale

pepe

olio extra-vergine d’oliva

prezzemolo

semi di sesamo

*PER LA BESCIAMELLE

100 grammi di burro

80 grammi di farina

1/2 litro di latte

noce moscata

sale e pepe

grana grattugiato.

PREPARAZIONE:

millefoglie con fonduta e funghi2

Preparare la besciamelle: in una casseruola fate scioglliere il burro a fiamma bassissima e, aiutandovi con una frusta, amalgamate bene la farina passata al setaccio per evitare grumi. Diluire subito con il latte; continuate a mescolare fino a che la salsa si addensa, all’inizio del bollore fate cuocere per circa 6-8 minuti continuando a rimestare. Spolverate con la noce moscata, il sale e il pepe, aggiungete una bella spolverata di grana grattugiato. Srotolate la pasta sfoglia scongelata, formate dei dischi di tre mm di spessore e distribuiteli su di una placca unta, spolverata con un pò di grana, spolverizzate anche il sopra dei dischetti e ponetela in forno a 180 gradi per 5 minuti, il tempo necessario affinchè i dischi prendano un leggero colore dorato. Nel frattempo fate appassire la salvia nel burro, aggiungete la panna e la besciamelle, portate ad una leggera ebollizione e, dopo aver eliminato la salvia, incorporate il formaggio di latteria a cubetti. Lavate i funghi, saltateli in padella con un filo di olio extra-vergine e un paio di spicchi di aglio, regolate di sale e prezzemolo. Componete direttamente la millefoglie sui piatti di portata: alternate ai dischi i funghi con un pò di fonduta, il prosciutto cotto con ancora la fonduta terminando con un disco spolverato di grana e ornato con qualche funghetto e i semi di sesamo.

millefoglie con fonduta e funghi3

Un “dolcepensiero” modificato:  al posto del prosciutto cotto, è ottimo anche lo speck ma assicuratevi che sia tagliato molto sottile. Ottimi i pinoli al posto dei semi di sesamo. Questo piatto si potrebbe considerare come un piatto unico per la sua sostanziosità e la sua prelibatezza… ottimo da fare nel periodo autunnale con funghi di bosco freschi (ottimi i porcini e porcinelli), viene bene anche con gli champignon che trovate nel reparto surgelati. 

millefoglie con fonduta e funghi4

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Ho trovato questi raviolini di pasta fresca con farina di grano saraceno ideali da fare come i pizzoccheri ma usando il formaggio di latteria che ho acquistato a Ballabio, e devo dire che il risultato è stato veramente buono.

 

Ingredienti (dosi per 4 persone)

500 g di raviolini al bitto
200 g di burro
250 g di formaggio latteria stagionato

200 g di spinacini
uno spicchio di aglio, pepe

Preparazione

Cuocere gli spinacini in acqua salata per dieci minuti, unire i raviolini.

Dopo circa 5-8 minuti, friggere il burro con l’aglio lasciandolo colorire per bene, raccogliere i raviolini e gli spinacini con la schiumarola e versarne una parte nella teglia con burro e aglio, cospargere con il formaggio latteria a cubetti piccolissimi, far saltare per bene in modo che il formaggio sciolga bene; ripetere l’operazione fino ad esaurimento dei ravioli. Servirli bollenti con una spruzzata di pepe.

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E’ stata una domenica bellissima: abbiamo aperto le persiane e con nostra sorpresa, ben gradita, ci siamo trovati un clima tiepido, un cielo azzurro senza nuvole e un’improvvisa voglia di una gita fuori porta. Quindi senza una metà precisa, ci siamo avviati verso Lecco, abbiamo girato un pò in centro e sul lungo lago ammirando le tante moto che c’erano sulla passeggiata: mio marito da appassionato e proprietario di una Harley, ha gradito molto questa pausa caffè…Comunque Lecco è sempre bella, diversissima da Como, ma affascinante anche solo per la maestosità delle sue montagne che si affacciano sul lago in tutta la loro maestosità granitica. Famosa per il romanzo italiano d’eccelenza, I PROMESSI SPOSI, Lecco presenta ancora impronte che evocano questo romanzo: dai nomi dei paesi citati dal Manzoni (Pescarenico), al tour manzoniano che permette di visitare i luoghi del romanzo appunto.

…”Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien quasi a un tratto, tra un promontorio a destra e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda ricomincia per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni…”

Lecco, come tutta la Brianza, ha la particolarità di essere cittadina ma a due passi arrivi ad incontaminati pascoli verdi, boschi profumati e fattorie ancora del tutto a conduzione familiare con mucche, buoi, pecore e asini. Ed eccocci arrivati un posto meraviglioso senza girare tanto, un luogo che sembra quasi uscito dal cartone animato Heidi. Da Lecco siamo saliti verso i vari Piani fino a raggiungere la località di Ballabio per gustare un buon pranzo e acquistare i vari prodotti biologici della zona.

Ci siamo fermati presso un ristorante (HOSTERIA LA BRASCA-BALLABIO LC) dove abbiamo gustato un menù tipico lombardo:

HOSTARIA LA BRASCA Ballabio LC
HOSTARIA LA BRASCA Ballabio LC

Pizzoccheri della Valtellina

Risottino mantecato al taleggio della Val Biandino (notizie)

Arista di maiale con polenta

Pizzoccheri della Valtellina (secondo l’accademia di Teglio)

Il grano saraceno fino a venti anni fa, riempiva i prati con la sua fioritura caratteristica sottolineando la fine dell’estate… ma il grano saraceno a origine ben più lontane: la sua origine è lontana, fino alle estreme regioni siberiane meridionali, passando durante il medioevo, in Europa e in Turchia da dove nasce il nome. La coltivazione non è cambiata con gli anni, infatti i semi si gettano nella terra ancora a mano, non richiede cure perchè faranno tutto il sole, la terra e la pioggia. La raccolta, a fine settembre, avviene ancora a mano formando mazzi di saraceno come fossero fiori e lasciati asciugare all’aria aperta. La battitura avviene a mano sopra i PELORSC: teli di lino o canapa per ottenere i semi che vengono poi setacciati e passati nel MULINEL per ottenere i chicchi neri. Questi vengono poi fatti essiccare e macinati al momento del loro utilizzo. Privo di glutine fin dall’origine, il grano saraceno viene usato molto spesso in cucina soprattutto in quella valtellinese.

Ingredienti (dosi per 4 persone)

400 g di farina di grano saraceno
100 g di farina bianca
200 g di burro
250 g di formaggio Valtellina Casera dop
150 g di bitto
200 g di verze
250 g di patate
uno spicchio di aglio, pepe
Preparazione:
Mescolare le due farine, impastarle con acqua e lavorare per circa 5 minuti. Con il mattarello tirare la sfoglia fino ad uno spessore di 2-3 millimetri dalla quale si ricavano delle fasce di 7-8 centimetri. Sovrapporre le fasce e tagliarle nel senso della larghezza, ottenendo delle tagliatelle larghe circa 5 millimetri.     

pizzoccheri

Cuocere le verdure in acqua salata, le verze a piccoli pezzi e le patate a tocchetti, unire i pizzoccheri dopo 5 minuti (le patate sono sempre presenti, mentre le verze possono essere sostituite, a secondo delle stagioni, con coste o fagiolini). Dopo una decina di minuti, friggere il burro con l’aglio lasciandolo colorire per bene, raccogliere i pizzocheri con la schiumarola e versarne una parte nella teglia con burro e aglio, cospargere con una parte di Bitto e Valtellina Casera dop a cubetti piccolissimi, far saltare per bene in modo che il formaggio sciolga bene; ripetere l’operazione fino ad esaurimento della pasta. Servire i pizzoccheri bollenti con una spruzzata di pepe.


Risottino mantecato al taleggio della Val Biandino

Ingredienti (dosi per 4 persone)

320 grammi di riso carnaroli
 
100 grammi di burro
 
200 grammi di taleggio Val Biandino
  
1 cipolla
  
brodo vegetale con: 1 dado, 1 carota, 1 zucchina, 1/2 cipolla, 1 gambo di sedano
  
olio extravergine d’oliva
  
1 bicchiere di vino bianco
 
pepe.

Preparazione:

 Preparare il brodo con acqua, la verdura sopraindicata con un dado; mettere in una casseruola la cipolla tritata finemente con la metà del burro. Versare il riso, lasciarlo trasparire, sfumare con il vino bianco e portare a cottura aggiungendo gradualmente il brodo bollente. Nel frattempo tagliare a dadini piccolissimi il taleggio. Quando il risotto è cotto unire il burro rimasto, il taleggio, amalgamare il tutto mescolando energicamente. Servire dopo un paio di minuti con una leggera caduta di olioextravergine d’oliva e un pò di pepe.
Questo taleggio viene fatto in due versioni, a pasta cruda e a pasta cotta. “Stracchino crudo”, a pasta dura è lievemente granuloso. Il Taleggio “cotto” è lo “Stracchino grasso”.  Ottimi entrambi adatti per mantecare i risotti, che rimangono cremosi e saporiti.

Arista di maiale con polenta

Ingredienti (dosi per 4 persone)

800 grammi di arista

sale grosso

2 spicchi di aglio

33 cl. di birra

olio extravergine d’oliva

burro.

Preparazione:

salate la carne con pochissimo sale grosso su entrame le parti; fate rosolare la carne con un pò di olio, burro e gli spicchi di aglio. Aggiungete, quindi, la birra e lasciate cuocere il tutto lentamente, a fuoco basso, per due ore. Se si dovesse asciugare, bagnare delicatamente con birra allungata con acqua. A dieci minuti dal termine della cottura, verificare il grado di morbidezza della carne; se ritenete che sia cotta, servitela sui piatti accompagnata da una polenta con il sughetto ottenuto con la birra. 

Dopo pranzo abbiamo fatto un giro nei negozi tipici dove abbiamo acquistato i formaggi, buonissimi, della valle, inoltre abbiamo girovagato nei negozi di artigianato locali dove con abili mani, gli intagliatori creano sculture con il legno.

Formaggio tipici della Valsassina

Formaggio tipici della Valsassina

Artigianato tipico della Valsassina

Negozio tipico della Valsassina

Negozio tipico della Valsassina

Salumi tipici della Valsassina
Salumi tipici della Valsassina

Prima di andare a casa, ci siamo fermati in una fattoria agriturismo per acquistare i formaggi freschi e gli yogurt: AGRITURISMO PRATO DELLA CHIESA BALLABIO LECCO.

Abbiamo acquistato i pizzoccheri e i gnocchetti di grano saraceno, il burro caseario, il taleggio, il caprino fresco, lo yogurt e formaggi latteria…tutti veramente ottimi.

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… è arrivata la domenica, quindi è arrivato il momento di uno “special menu” di mio suocero Andrea che ci ha proposto un appetitoso brasto d’anatra, servito con funghi porcini e una polenta condita con formaggio.

BRASATO D’ANATRA CON PORCINI

Ingredienti per 6 persone:

1 anatra di kg. 2 circa

burro e olio extravergine d’oliva q.b.

2 cipolle medie

2 gambi di sedano

2 carote

aromi: rosmarino, alloro e salvia

500 grammi di funghi

2 spicchi di aglio

conserva di pomodoro

pancetta tritata

2 cuccchiai di farina bianca

1 litro di vino bianco secco per la marinatura

mezzo litro di vino bianco per la cottura

2 cucchiai di aceto balsamico

2 cucchiai di fecola di patate.

Preparazione:

Iniziare con la marinatura della carne: tagliare l’anatra a pezzi e metterla in un recipiente capiente con il litro di vino bianco, l’alloro e la salvia per una nottata intera.

La mattina seguente iniziate a preparare il brasato: scolare l’anatra e rosolare la carne dalla parte della pelle a fiamma alta in una pirofila antiaderente, in modo che si sciolgano i grassi. In una pentola capiente, sciogliete il burro e aggiungete un pò di olio extravergine d’oliva facendo rosolare la pancetta tritata; mettete insieme la carne aggiungendo aglio, rosmarino e salvia fresca, lasciare che la carne ne prenda i sapori dopodichè aggiungere le cipolle. Quando queste sono appassite, aggiungere il sedano e la carota, lasciate prendere un pò, aggiungete poi i funghi tagliati a fette o a pezzetti (come di vostro gradimento), far ammorbidire il tutto; passati dieci minuti, aggiungete il mezzo litro di vino bianco. Lasciar evaporare, aggiungete la conserva di pomodoro e lasciate cuocere per due ore (se si dovesse asciugare, aggiungete un pò di conserva allungata con acqua tiepida); passate le due ore, riprendere dalla pentola tutta la verdura, aggiungete ancora della passata allungata con acqua e passare il tutto con il frullatore ad immersione aggiungendo due cucchiai di fecola di patate per addensare. Rimettere il sugo così ottenuto in pentola con la carne, aggiungete due cucchiai di aceto balsamico terminando la cottura per altri dieci minuti: assaggiate comunque la carne ogni tanto con una forchetta, soprattutto verso la fine della cottura per capire il grado di cottura ottenuta. Accompagnare con un buon vino rosso per esempio un CHIANTI.

Per la polenta di contorno:

1 e mezzo litro di acqua,

500 gr di farina gialla,

sale q. b.

Preparazione:

mettere sul fuoco una pentola con acqua salata. Quando questa avrà raggiunto il bollore far cadere a pioggia la farina per polenta e mescolare in continuazione con un cucchiaio di legno per non formare grumi (prestare massima attenzione nella preparazione di questa semplice ricetta). La polenta sarà cotta dopo 40 minuti circa, quando mescolando si staccherà dalle pareti della pentola. Amalgamare la polenta con formaggio di latteria facendolo sciogliere per bene. Servirla ben calda.

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Ora è il periodo migliore per le zucchine: infatti ogni anno nel mio piccolo orto coltivo un paio di piante che anche quest’anno hanno datto buoni raccolti; ed eccomi qua a fare una ricetta semplice ma molto gustosa sia come piatto unico o per i più golosi come contorno ad un bel filetto di carne.

Ingredienti per quattro persone:

4 zucchine di media grandezza

100 grammi di formaggio di latteria

100 grammi di fontina piccante

1 uovo

pane grattugiato

grana grattugiato

olio extra-verdine d’oliva

burro

un “presino” di sale

noce moscata.

Preparazione:

Tagliare a metà le zucchine private delle estremità, scavarle al centro privandole della parte morbida con i semi formando così delle barchette; passarle in acqua bollente salata per 10 minuti (o perlomeno fino al momento in cui la forchetta penetra, quindi a seconda della grandezza delle zucchine). Nel frattempo che si raffreddano, preparare il ripieno sbattendo l’uovo con un “presino” di sale, aggiungere i formaggi tagliati a dadi piccoli, un pugno di pane grattugiato ed un po’ di olio extra-vergine e una noce di burro sciolto. Mescolare per bene e per ultimo una leggera grattatina di noce moscata, unire il composto nella cavità delle zucchine, adagiarle su una pirofila oliata e coprirle con una spolverata di grana grattugiato a piacere. Cuocere in forno a 100 gradi per 20 minuti, passare poi il forno all’opzione grill fino a quando le zucchine avranno preso un bel colorino.

LE ZUCCHINE RIPIENE della Pinuccia

LE ZUCCHINE RIPIENE della Pinuccia

 

 

 

 

Un “dolcepensiero” dedicato a mia mamma: questa ricetta è di mia mamma Pinuccia; a questa ricetta base, ha sempre modificato i formaggi perché è ottima per sfruttare gli avanzi di formaggi o ai rimasugli rimasti da altre ricette. Ottimo formaggio usato è stato l’emmenthal, il taleggio oppure il briè. Per questi ultimi due l’impasto viene può grumoso, poco bello da vedersi ma una volta cotti in forno saranno uno spettacolo. I migliori formaggi rimangono però la casera e il bitto, soprattutto quello un po’ stagionato.

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