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INSALATA DI FINOCCHI AL POIVRE DE TIMUT (8)+

Un “Dolcepensiero” colorato: una semplice insalata può regalare un primissimo e forse troppo sognato anticipo di primavera? mah… devo dire che quando ho impiattato questa insalata ho avuto un sentore di prime brezzoline leggermente tiepide… ma solo nei miei sogni perchè mentre vi sto scrivendo, il panorama dalla finestra è tutt’altro primaverile… direi piuttosto artico! infatti ha appena smesso di nevicare, tutto attorno è bianco e candido, la neve sugli alberi sembra quasi una continua ghirlanda natalizia e di tanto in tanto gli uccelli, che non sono migrati corvi soprattutto, si appoggiano sui rami facendo cadere palle di soffice e candida neve. Il sole ora sembra faccia capolino, siamo pronti con i sacchi di sale perchè il ghiaccio ahimè sarà lì bello pronto a formarsi. Domani ricomincia la scuola e tutto ritornerà a viaggiare come la solita routine prevede, ma c’è sempre qualcosa in aguato… speriamo belle cose! Giovedi sarà il compleanno del mio bimbo: 7 anni mamma come passa il tempo! Ma voglio prima di indicarvi la ricetta, parlare dell’ingrediente particolare che ho messo in questa insalata, ovvero il “POIVRE DE TIMUT”. Molto simile a suo cugino – il pepe Sichuan – la differenza rincipale risiede nelle bacche: sono più piccole e più scure con una dominante marrone. La sua parentela con gli agrumi è subito evidente
con una fragranza particolare simile ad un limone fresco. In bocca, i  sapori si moltiplicano e sprigiona note concatenate simili a legno, pepe ovviamente, frutta esotica con un finale che evoca il pompelmo. E’ una spezia che si piega sia al salato che al dolce; perfetto per  insaporire capesante, scampi, aragoste e frutti di mare, ideale sulla carne di anatra oppure su semplici albicocche stufate, ottimo con i dolci al cioccolato. L’unione con il cardamomo diventa sublime. Il suo uso prevede la riduzione in polvere dei suoi grani anche semplicemente in un mortaio. Con i finocchi e le arance, il Poivre de Timut ha conferito a questa semplicissima ricetta sapore e aroma gradevolmente saporito ma non stucchevole e che profumo… Per le arance ho scelto le “Navel”, un termine inglese che in italiano vuole dire “Ombelico” proprio perchè, guardando l’arancia dall’esterno, la buccia sembra che abbia una specie di conca, dando l’impressione di essere un ombelico. Al suo interno, una seconda arancia gemella si forma proprio sull’apice.

INSALATA DI FINOCCHI AL POIVRE DE TIMUT (2)+

INGREDIENTI

2 finocchi (scegliete i maschi che si presentano panciuti, dalla forma rotonda, adatti in modo particolare per essere mangiati crudi)

1 arancia Navel

qualche oliva nera

qualche petalo di grana padano

un paio di cucchiai di olio extravergine d’oliva

sale blu di Persia q.b.

qualche granello di Poivre de Timut de “LA DROGHERIA” di Como Via Diaz

PREPARAZIONE

Iniziare con la vinaigrette: con l’apposito attrezzo, grattare la buccia dell’arancia per ottenere delle striscioline di buccia che serviranno come guarnizione. Tagliare l’arancia a metà: la prima deve essere spremuta, la seconda metà tagliarla al vivo togliendo sia la buccia sia la parte bianca amara, tagliare poi a pezzi piccoli. Nel mortaio pestare qualche granello di Poivre de Timut. In una ciotola, unire qualche cucchiaio di olio evo, stessa quantità di succo d’arancia e insaporire con sale blu di Persia e Poivre de Timut; miscelare bene il tutto. Con la mandolina tagliare finemente i finocchi che avrete lavato e mondato. Unire quasi tutta la vinaigrette ai finocchi, mischiando bene il tutto. Impiattare aggiungendo qualche oliva nera, i petali di grana padano e una spolverata di Poivre de Timut e ancora poco sale blu di Persia. Finire con qualche goccia di vinaigrette avanzata, far cadere a pioggia la buccia dell’arancia grattata.

INSALATA DI FINOCCHI AL POIVRE DE TIMUT (26)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

INSALATA “CASLINO”

LASAGNE DI FINOCCHI AL VAPORE E PROVOLONE

FINOCCHI AL GRATIN

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ZUPPA DI CIPOLLE E PORRI IN CROSTA (41)+

Un “Dolcepensiero” squisito: in pieno carnevale, divisa fra quello romano e ambrosiano, qui da me dura ben due settimane. Ieri la sfilata a Lipomo è andata una meraviglia, solo un po’ freddo verso le quattro quando terminati i giri per il paese, ci siamo fermati per un momento di merenda con tutti i bimbi. Sabato prossimo si replica a Erba per l’ultimo giorno di carnevale ambrosiano e poi si inizia a pensare a Pasqua e alla primavera con un delicato cambio di ricette che inizieranno ad aver sentore di primavera con le primissime primizie. Ma ora che il tempo minaccia ancora neve durante la notte per poi proseguire per ben un paio di giorni (speriamo che si sbaglino i meteo) avevo voglia di zuppa di cipolle… e già da tempo, complici anche i tanti nomi di piatti francesi che sto’ leggendo in questi giorni nel libro “Ladra di cioccolato” che sto portando a termine- a breve la recensione di questo modernissimo romanzo. Dopo la Tarte Normande, ho voluto riproporre questa zuppa con una veste nuova: un coperchio fatto di pasta sfoglia che riscalda il suo interno colmo appunto di dolce e profumata zuppa.

ZUPPA DI CIPOLLE E PORRI IN CROSTA (21)+

INGREDIENTI

350 grammi di cipolle dorate

1 porro (circa 150 grammi)

50 grammi di burro

2 cucchiai di farina bianca 00

2 litri di brodo di carne

1 bicchiere di vino bianco

1 baguette

200 grammi di grana grattugiato a listarelle

200 grammi di tilsit grattugiato a listarelle

qualche filo di erba cipollina

sale q.b.

pepe rosa q.b.

1 foglio di pasta sfoglia

1 uovo

ZUPPA DI CIPOLLE E PORRI IN CROSTA (3)+

PREPARAZIONE

Tagliare finemente le cipolle e il porro e farle rosolare con il burro; proseguire stufando le cipolle coperte a fuoco basso per una ventina di minuti unendo durante la cottura qualche cucchiaio di brodo. Legarle aggiungendo la farina mescolando bene, sfumare con il vino e una volta asciugato, aggiungere il brodo regolando di sale e pepe e cuocere il tutto per una ventina di minuti unendo anche l’erba cipollina tagliuzzata finemente, mescolare di tanto in tanto. Nel frattempo, grattugiare i formaggi e affettare sottilmente la baguette; una volta cotta la zuppa, porre metà dei formaggi sul fondo di quattro cocottine, ricoprirle con le fette di baguette e riempirle con la zuppa. Versare i formaggi restanti e ritagliare dalla pasta sfoglia dei dischi larghi quanto le cocottine, ricavare qualche piccola incisione nel centro per far uscire il vapore, sovrapporli alla zuppa come fosse un coperchio. Sbattere l’uovo con un pizzico di sale e spennellare la pasta sfoglia. Infornare a 150°C per una decina di minuti o fino a quando le superfici saranno ben dorate, passare al grill solo per qualche minuto per rendere ben croccante la crosta. Servire ben calda.

ZUPPA DI CIPOLLE E PORRI IN CROSTA (48)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

ZUPPA CAROTE NERE, FAGIOLI ROSSI E LEGUMI CON PANCETTA

ZUPPA DI CIPOLLE AL ROSMARINO

OMELETTE DI AGRETTI E PORRI CON BITTO

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Un “Dolcepensiero” modificato: le mie semplici e veloci lasagnette hanno fatto colpo, anzi direi il botto!!! Ho voluto riproporre un’altra versione ancor più veloce e semplice per un invito all’ultimo minuto di un paio di amici per cena. Avevo ancora della sfoglia in frigo e al negozietto sotto casa ho acquistato altri carciofi: invece di creare delle lasagne ho preferito proporre delle tartine da gustare prima di cena come aperitivo. Il risultato mi è piaciuto molto, da riproporre sicuramente.

INGREDIENTI

1 rotolo di pasta sfoglia

grana grattugiato a scaglie q.b.

2 carciofi

100 ml di panna da cucina

1/2 spicchio di aglio

olio extravergine d’oliva

il succo di 1 limone

sale e pepe q.b.

semi di papavero “I gusti vegetali” di Ferri  q.b.

1 uovo

PREPARAZIONE

Con un coppapasta piccolo, tagliare dei dischetti dalla sfoglia, porli su una teglia con carta forno e spennellarli con l’uovo sbattutto con un pizzico di sale, infornarli in forno già caldo per una decina di minuti fino a quando saranno ben dorati, spegnere il forno e rigirare i dischi dalla parte opposta lasciandoli in forno solo per qualche minuto. Pulire i carciofi, tagliarli a listarelle sottilissime e porli in una ciotola con acqua acidulata con succo di limone. In una padella antiaderente, scaldare un filo di olio in cui soffriggerete mezzo spicchio di aglio, scolare i carciofi dall’acqua acidulata, stufarli per qualche minuto privandoli alla fine dello spicchio di aglio. Regolare di sale e pepe. A parte, miscelare la panna con un frustino, unirla ai carciofi rimestando bene il tutto. Porre su ogni tartina un po’ di crema ai carciofi, una bella spolverata di semi di papavero e qualche scaglia di grana padano.

Partecipo al contest “PRIMO COMPLIBLOG DI LA MIA CUCINA” del blog di “LA MIA CUCINA

Dall’archivio di Dolcipensieri:

CREMA DI FORMAGGIO E CARCIOFI

REGINETTE PORRI, PANCETTA E CARCIOFI

POLLO ARROSTO CON MASALA

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Un “Dolcepensierio” per una cena veloce: questo risotto nasce veloce veloce, pochi ingredienti e reperibili ovunque per buoni palati… Capitano a volte delle sere, soprattutto il sabato, quando ci si impigrisce un po’ di più – magari sul divano dopo pranzo – che si arrivi a sera appunto, a portare a termine quelle “leggere” faccende di casa; soprattutto ora che è primavera e si deve pulire orto, giardino, fiori e veranda. Quindi l’appetito si sente ma si sente anche la rilassatezza che una bella doccia può procurare: ecco questa è la mia ricetta che preferisco, veloce ci voglio 20 minuti o giù di lì ma che appaga il tanto lavoro pomeridiano…

E DI CIBO VELOCE, NE PARLEREMO TUTTA LA SETTIMANA A VENIRE NELLA NOSTRA RUBRICA DI CUCINA SU

DOVE TROVERETE TANTISSIME RICETTE PER “A TAVOLA IN 30 MINUTI”. VI ASPETTO!

Per finire, lo so’ che vi “stresso” con i miei continui risotti e mi scuso: addirittura due di seguito ma il fatto è che… io lo adoro!

INGREDIENTI

320 grammi di riso carnaroli

150 grammi di piselli in scatola

150 grammi di prosciutto cotto a cubetti

1 litro e mezzo di brodo vegetale (carota, zucchina e sedano)

1 cipollotto

1 bicchiere di vino bianco secco

un paio di noci di burro

scaglie di grana q.b.

un pizzico di pepe bianco.

PREPARAZIONE

Scolare i piselli dalla loro acqua di conservazione. Mettere il brodo a bollire (circa un litro e mezzo/due), unire le verdure sopracitate ben lavate e pulite, tagliate a metà e lasciar cuocere fino a quando le verdure saranno morbide. Con l’uso del frullatore ad immersione, frullare quasi interamente le verdure, filtrare il brodo dai residui di verdura. Scaldare in una pentola capiente le noci di burro, quando saranno ben sciolte, aggiungere il cipollotto tagliato finemente, subito dopo il prosciutto tagliato a cubetti piccoli e far cuocere mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Appena sia la cipolla che il prosciutto saranno ben dorati, aggiungere il riso girandolo fino a quando i chicchi iniziano a trasparire. Sfumare con il bicchiere di vino, mescolare fino a quando è ben asciugato. Iniziare poi a inumidire il riso con un paio di mestoli di brodo bollente; mescolare di continuo e, appena il brodo sarà quasi assorbito, aggiungerne dell’altro. Continuare così per tutta la sua cottura (circa venti minuti totali). A metà cottura, unire i piselli e portare a termine la cottura. Mantecare con un po’ di scaglie di grana e un po’ di pepe. Impiattare il risotto nei piatti, terminare con qualche altra scaglia di pecorino.

Con questa ricetta partecipo al contest “Ma chi l’ha detto che una rondine non fa primavera?”

del blog “Cotognata- ricci, picci e capricci”

Dall’archivio di “Dolcipensieri”:

RISOTTO PISELLI, PANCETTA E BOTTARGA

UOVA AL FORNO CON PROSCIUTTO DI PRAGA

RISO ALLA CANTONESE CON GAMBERETTI

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INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 grammi di fattuccine all’uovo

4 carciofi

250 grammi di gamberetti

olio evo

pepe nero

succo di limone

qualche spicchio di aglio

qualche scaglia di grana

sale.

PREPARAZIONE

Pulire i carciofi (come qui), tagliarli a fettine sottili e metterli in acqua acidulata con succo di limone. In una capiente padella antiaderente con un filo di olio, far soffriggere uno spicchio di aglio e tuffarci i gamberetti a rosolare. Regolare di pepe. Nel frattempo in acqua bollente salata, far lessare la pasta. A metà cottura della pasta, unire i carciofi scolati ai gamberetti, mescolare con energia, unire un po’ di acqua acidulata se troppo asciutti. Regolare di sale. Scolare la pasta, unirla al sughetto e far saltare il tutto. Servire con grana gratuggiato più qualche scaglia.

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I gusti degli inglesi sono particolari: mangiano a orari improbabili e soprattutto fanno delle colazioni impegnative rispetto a noi italiani che ci accontentiamo di un buon caffè e brioche, ma in fondo qualcosa di buono lo fanno molto spesso: il mitico e famosissimo Roast Beef.

In questa ricetta RED, il roast beef viene presentato in forma del tutto rossa, appunto. L’ho presentato su un meraviglioso piatto da portata appartenuto alla mia bisnonna, datato forse più di cento anni fa.

Un appunto di “dolcipensieri”: Il taglio di carne, che viene chiamato anche lombata dovrà essere prima brevemente rosolato su tutti i suoi lati – operazione che servirà per sigillare i succhi all’interno – e poi cucinato per un totale di circa 30- 35 minuti per kg. Vi consiglio di acquistare la carne dal vostro macellaio di fiducia raccomandandogli un taglio morbido per cucinare il roast-beef appunto.

Preparazione e rosolatura della carne:

Scalda una pentola di acciaio piuttosto alta di bordo (quella per arrosti per intenderci) con 3 cucchiai di olio, farlo scaldare e metterci la carne rosolandola da tutte le parti con fuoco basso. Fai attenzione a girare la carne, usando solo attrezzi di legno per non forare la carne e per non rovinare la crosticina della rosolatura.
Quando la carne è ben rosolata, salala leggermente, abbassa la fiamma al minimo e copri la pentola. Cuocila per 15/20 minuti a seconda se piace al sangue o rosata e in base alla grandezza della carne.

Si può servire sia caldo che freddo, come per questa ricetta:

roast-beef a fette

1 radicchio rosso lungo

2 pomodori maturi e ben sodi

olio extravergine d’oliva

sale e pepe

grana o pecorino a scaglie.

Preparazione:
Tagliare il “radicchio rosso lungo” a striscioline sottili e con esse prepare sul piatto di portata un letto che cospargerete con un filo di olio extravergine d’oliva e un pizzico di sale, tagliare il roast-beef in fettine sottili e adagiatele sopra il radicchio. Tagliuzzate i pomodori sodi e maturi a pezzettini piccoli, metteteli sopra le fettine di carne e cospargete con un filo di olio e un pizzico si sale e pepe. Infine grattugiate un pò di pecorino o grana a scaglie.

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