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Posts contrassegnato dai tag ‘succo d’arancia’

COCKTAIL DI FRUTTA (45)+

Un “Dolcepensiero”: le prime giornate di caldo – che qui sembrano svanite, sta piovendo all’inverosimile – hanno portato a gustare quella dose in più di frutta che fa sentire l’estate alle porte. Il cocktail che vi presento oggi è ideato per le serate all’insegna dei barbecue o delle cene fredde in compagnia di amici. In programma ne ho già molte con vecchi ma soprattutto nuovi amici che quest’anno scolastico di Matteo, ormai alla fine, ho avuto l’onore di fare; non solo Matteo ha avuto la fortuna di trovare amichetti nuovi, ma anche io e Marco abbiamo potuto coltivare nuovi rapporti che ci hanno regalato splendide persone… e poi ho il giardino nuovo da inaugurare!!! a volte basta veramente poco per instaurare un buon rapporto senza troppi fronzoli e false ipocrisie, è bello brindare in compagnia di un sorriso e di piccolo ma affettuoso abbraccio!!! Ma torniamo alla ricetta di oggi, poi mi metto a parlare e non la finisco mai… è fattibile sia in versione analcolica sia in versione alcolica, perfetto sia come apri-cena ma io lo adoro anche come fine-cena magari quando la luce del sole è del tutto scesa e le luci soffuse in giardino rendono l’atmosfera intima, soffusa e romantica rotta solo dalle urla felici dei bimbi…

COCKTAIL DI FRUTTA (20)+

INGREDIENTI

1 ananas

2 pere

500 grammi di fragole Camarosa

3 lime

1 limone

1 arancia (o se non in stagione, del succo di arancia)

qualche cucchiaio di zucchero alla vaniglia

1 bottiglia di prosecco

PREPARAZIONE

Grattare la parte gialla della buccia del limone. Spremere il succo di lime, di limone e quello dell’arancia, porlo in una ciotola capiente, unire quanto basta di zucchero (mi regolo sempre in base all’asprezza degli agrumi). Pulire l’ananas dalla buccia, eliminare la parte legnosa centrale e tagliarlo a pezzettini triangolari che porrete nel succo. Continuare sbucciando le pere, tagliarle a pezzettini e porle nella ciotola con l’ananas mescolando energicamente. Mondare le fragole e tagliarle in quattro, unire anch’esse alla frutta già preparata. Se occorre unire altro zucchero, unire la buccia del limone e mescolare per bene. Porre in frigo per un paio di ore. Al momento di servire, rimescolare il contenuto della ciotola: per chi desidera l’alcolico versare un terzo del flute di prosecco, proseguire con un terzo del succo di frutta e terminare con la frutta. Per chi desidera l’analcolico versare mezzo flute di succo e terminare con la frutta, cannucce e cucchiai. Mi raccomando il tutto ben fresco.

COCKTAIL DI FRUTTA (3)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

CAMPARI ORANGE

SORBETTO ALLA MELA CON SUCCO DI MAPO

FRUTTA AGLI AGRUMI CON ZUCCHERO ALLO ZENZERO

COCKTAIL DI FRUTTA (55)+

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Plumcake all'arancia con miele e noci (3)+

Un “Dolcepensiero” copiato: nel web ci sono molte ricette interessanti; basta digitare un ingrediente che vuoi utilizzare e si apre il mondo, nel vero senso della parola e se conosci le lingue puoi imparare anche ricette preparate da persone che vivono all’estemità di dove vivi tu. Ci sono poi blog italiani molto belli, affascinanti ed interessanti proprio come le persone che li scrivono: sono amiche o amici che, se anche non conosci personalmente, hai imparato - grazie alle loro parole sul blog – ha rispettare e ad affezionarti. La bellezza del web è proprio questo legame che può nascere così spontaneamente senza troppi fronzoli, presentazioni e appuntamenti: all’improvviso scrivi a loro e ti sembra, come in questo caso, di essere seduta ad un tavolino di qualche trattoria dietro piazza Navona a chiaccherare del più e del meno con un’amica. Claudia del blog “My Ricettarium” è una romana, il suo blog sa di casa, sa di cose buone, sa di vita di tutti giorni. Pochi fronzoli, solo sostanza come piace a me e non solo perchè il suo blog è molto seguito e il suo successo in rete è ben meritato. Con lei e Alessia avevo anche indetto in contest molto carino sui vari tipi di pesto. Oggi da lei ho attinto una ricetta dolce, di quelle che piacciono a me… un profumato plum cake; ma non mi perdo in altre chiacchiere e vi lascio la ricetta di questa delizia perfetta per colazione o per un thè con amiche. Ne approfitto per salutare Claudia e ringraziarla per le sue bellissime ricette.

Plumcake all'arancia con miele e noci (14)+

INGREDIENTI (rispetto a Claudia, io ho usato dell’olio evo e il miele è il mio solito della scorta sarda)

180 grammi di farina 00

70 grammi di olio extra vergine d’oliva

120 grammi di zucchero semolato

2 uova

1 cucchiaino di lievito in polvere

1 arancia

75 grammi di noci

2 cucchiai di miele sardo millefiori

PREPARAZIONE

Tagliare grossolanamente le noci. Grattare la scorza dell’arancia e spremere il frutto. Nella planetaria, sbattere le uova con lo zucchero finchè saranno chiare. Unire l’olio, il succo e la scorza dell’ arancia. Amalgamare la farina setacciata col lievito ed infine unire le noci e il miele sciolto leggermente nel micronde. Trasferire il composto in uno stampo da plumcake infarinato ed imburrato; infornate in forno già caldo a 180°C per circa 50 minuti (fate sempre la prova stecchino). Fate freddare completamente prima di togliere dallo stampo.

Plumcake all'arancia con miele e noci (4)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

PLUM CAKE GRUVIERA E SEMI DI PAPAVERO

RISOTTO CON SCAMORZA E PROFUMO D’ARANCIA

CAKE AL TORRONE, PISTACCHIO E MIELE

TORTA DI NOCI, NOCCIOLE E MANDORLE

CIABATTE CON LE NOCI DELLA CALIFORNIA

Con questa ricetta partecipo al contest de

“la cuisine tres jolie”

giveaway piccola

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INSALATA DI FINOCCHI AL POIVRE DE TIMUT (8)+

Un “Dolcepensiero” colorato: una semplice insalata può regalare un primissimo e forse troppo sognato anticipo di primavera? mah… devo dire che quando ho impiattato questa insalata ho avuto un sentore di prime brezzoline leggermente tiepide… ma solo nei miei sogni perchè mentre vi sto scrivendo, il panorama dalla finestra è tutt’altro primaverile… direi piuttosto artico! infatti ha appena smesso di nevicare, tutto attorno è bianco e candido, la neve sugli alberi sembra quasi una continua ghirlanda natalizia e di tanto in tanto gli uccelli, che non sono migrati corvi soprattutto, si appoggiano sui rami facendo cadere palle di soffice e candida neve. Il sole ora sembra faccia capolino, siamo pronti con i sacchi di sale perchè il ghiaccio ahimè sarà lì bello pronto a formarsi. Domani ricomincia la scuola e tutto ritornerà a viaggiare come la solita routine prevede, ma c’è sempre qualcosa in aguato… speriamo belle cose! Giovedi sarà il compleanno del mio bimbo: 7 anni mamma come passa il tempo! Ma voglio prima di indicarvi la ricetta, parlare dell’ingrediente particolare che ho messo in questa insalata, ovvero il “POIVRE DE TIMUT”. Molto simile a suo cugino – il pepe Sichuan – la differenza rincipale risiede nelle bacche: sono più piccole e più scure con una dominante marrone. La sua parentela con gli agrumi è subito evidente
con una fragranza particolare simile ad un limone fresco. In bocca, i  sapori si moltiplicano e sprigiona note concatenate simili a legno, pepe ovviamente, frutta esotica con un finale che evoca il pompelmo. E’ una spezia che si piega sia al salato che al dolce; perfetto per  insaporire capesante, scampi, aragoste e frutti di mare, ideale sulla carne di anatra oppure su semplici albicocche stufate, ottimo con i dolci al cioccolato. L’unione con il cardamomo diventa sublime. Il suo uso prevede la riduzione in polvere dei suoi grani anche semplicemente in un mortaio. Con i finocchi e le arance, il Poivre de Timut ha conferito a questa semplicissima ricetta sapore e aroma gradevolmente saporito ma non stucchevole e che profumo… Per le arance ho scelto le “Navel”, un termine inglese che in italiano vuole dire “Ombelico” proprio perchè, guardando l’arancia dall’esterno, la buccia sembra che abbia una specie di conca, dando l’impressione di essere un ombelico. Al suo interno, una seconda arancia gemella si forma proprio sull’apice.

INSALATA DI FINOCCHI AL POIVRE DE TIMUT (2)+

INGREDIENTI

2 finocchi (scegliete i maschi che si presentano panciuti, dalla forma rotonda, adatti in modo particolare per essere mangiati crudi)

1 arancia Navel

qualche oliva nera

qualche petalo di grana padano

un paio di cucchiai di olio extravergine d’oliva

sale blu di Persia q.b.

qualche granello di Poivre de Timut de “LA DROGHERIA” di Como Via Diaz

PREPARAZIONE

Iniziare con la vinaigrette: con l’apposito attrezzo, grattare la buccia dell’arancia per ottenere delle striscioline di buccia che serviranno come guarnizione. Tagliare l’arancia a metà: la prima deve essere spremuta, la seconda metà tagliarla al vivo togliendo sia la buccia sia la parte bianca amara, tagliare poi a pezzi piccoli. Nel mortaio pestare qualche granello di Poivre de Timut. In una ciotola, unire qualche cucchiaio di olio evo, stessa quantità di succo d’arancia e insaporire con sale blu di Persia e Poivre de Timut; miscelare bene il tutto. Con la mandolina tagliare finemente i finocchi che avrete lavato e mondato. Unire quasi tutta la vinaigrette ai finocchi, mischiando bene il tutto. Impiattare aggiungendo qualche oliva nera, i petali di grana padano e una spolverata di Poivre de Timut e ancora poco sale blu di Persia. Finire con qualche goccia di vinaigrette avanzata, far cadere a pioggia la buccia dell’arancia grattata.

INSALATA DI FINOCCHI AL POIVRE DE TIMUT (26)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

INSALATA “CASLINO”

LASAGNE DI FINOCCHI AL VAPORE E PROVOLONE

FINOCCHI AL GRATIN

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RISOTTO CON SCAMORZA E PROFUMO D'ARANCIO (16)+

Un “Dolcepensiero”: una dolce e tranquilla domenica… fuori la neve si sta piano piano trasformando in una debole pioggia. Il cielo è grigio e copre per intero le montagne, il freddo è pungente, il prato ha ancora un manto bianco che resiste facendo trapelare un pallido verde erba. La sveglia oggi non c’è, il risveglio è pigro, il pranzo anche, non ci sono impegni tranne che gli ultimi ritocchi ai compiti. Per pranzo un buon e caldo risotto, filante, profumato, diverso dal solito per una domenica che piano piano si sta risvegliando del tutto. L’inverno non è poi così male: la pigrizia dei giorni di festa può essere mascherata molto bene dagli eventi atmosferici e dal freddo che aleggia nell’aria… e finalmente un po’ di coccole e riposo per rigenerarsi e prepararsi alla settimana sempre più piena di impegni!

RISOTTO CON SCAMORZA E PROFUMO D'ARANCIO (37)+

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

1 arancia bio (buccia e succo)

350 grammi di riso carnaroli

150 grammi di scamorza

150 grammi di pancetta

1 litro di brodo vegetale (zucchina-carota-sedano-qualche granello di sale grosso)

olio extravergine d’oliva

1/2 cipolla bianca

PREPARAZIONE

Grattugiare la buccia di un’arancia bio bella soda e profumata, spremerne poi il succo. Fare il brodo bollendo le verdure sopra citate (circa un litro). Tagliare la cipolla finemente, grattugiare a fori larghi la scamorza. Scaldare un filo di olio in una padella capiente, unire le cipolle e, appena imbiondite, anche la pancetta. Tuffare il riso rimestandolo di continuo fino a quando i chicchi diventano trasparenti. Sfumare con il succo di arancia e continuare la cottura del riso unendo il brodo quando necessario per circa 15/18 minuti. Spegnere il fuoco e unire la scamorza grattugiata – tranne un po’ – mantecando bene il tutto. Far riposare il risotto qualche minuto, impiattare con un pugnetto di scamorza al di sopra del riso insieme alla buccia dell’arancio, servire.

RISOTTO CON SCAMORZA E PROFUMO D'ARANCIO (3)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISOTTO RADICCHIO, TALEGGIO E PISTACCHI

RISOTTO ALLA ZUCCA CON SCAMORZA AFFUMICATA

RISOTTO AL RADICCHIO CON GAMBERI AL GIN E ARANCIA

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Un “Dolcepensiero”… prestarsi al rito del “magro” almeno al venerdi, è un buon rito; quello pasquale prevede di non mangiare carne al venerdi, c’è chi più bravo di me, si presta a non consumare nessun tipo di carne per tutti i giorni di quaresima. Io sono sincera non ce la farei, anche se non sono una gran mangiatrice di carne, comunque non riuscire a mantenere tale “fioretto”… però al venerdi cerco di gustare piatti in tema senza perdere però la bontà e la bellezza del buon cibo. Oggi vi propongo un buon piatto unico di riso e pesce con la sferzata energetica degli agrumi. Marzo è volato, domenica è già la giornata delle Palme e già da mercoledi i bimbi saranno a casa da scuola per le vacanze pasquali e incrociamo le dita nella speranza che anche il tempo ci possa regalare le stesse giornate di sole e caldo come queste che stiamo vivendo in questi giorni… oggi è una favola con un venticello che sembra quasi marino!!!

INGREDIENTI

PER LA VINAIGRETTE

1 limone biologico

1 arancia biologica

olio extravergine d’oliva

pepe bianco un pizzichino

PER I GAMBERI

400 grammi circa di gamberi

fleur de sel de la Camargue q.b.

semi di papavero “i Gusti Vegetali” ditta Ferri

PER IL RISOTTO

320 grammi di riso Carnaroli

uno scalogno

un filo di olio extravergine d’oliva aromatizzato all’arancia*

1 bicchiere di birra chiara

1 litro di brodo vegetale

pepe bianco q.b.

PREPARAZIONE

PER LA VINAIGRETTE

Miscelare, con l’aiuto di una forchetta in una ciotola, 5-6 cucchiai di olio evo con il succo di limone e arancia, grattugiare le bucce e spolverare con un pizzico di pepe bianco. Questa vinaigrette si usa per spennellare gli spiedini di gambero e per il risotto.

PER GLI SPIEDINI

Pulire i gamberi e privarli del carapace lasciando la codina finale, infilzarli sugli spiedini di legno e con un pennello inumidirli tutti molto bene con circa metà della vinaigrette agli agrumi. Spolverarli con fleur del sal. Tenerli al fresco.

PERIL RISOTTO

Mettere a bollire il brodo. Affettare lo scalogno finemente. In una padella mettere un filo di olio extravergine d’oliva aromatizzato all’arancia*, unire lo scalogno affettato e appena imbiondisce, gettare il riso a tostare fino a quando i chicchi diventano trasparenti. Sfumare con la birra, aggiungere la restante vinaigrette che conferirà un tocco particolare e profumato al vostro risotto; continuare la cottura per circa 18 minuti bagnando con il brodo e mescolando.

*se ne siete sprovvisti, usate del normale olio evo mischiato con un po’ di succo di arancia.

Quando alla cottura del risotto mancano circa 8-10 minuti, mettere sulla griglietta già calda gli spiedini di gamberetti che farete cuocere da ambo le parti per qualche minuto. Spolverare di semini di papavero.

Spegnere il fuoco al risotto, servire caldo con gli spiedini posti accanto oppure sovrapposti al riso a cui avrete unito qualche semino di papavero.

Con questa ricetta partecipo al contest di Paneepomodoro e Photobirra

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISOTTO ALL’OLIO AROMATIZZATO AL CACAO AMARO E PEPE ROSA 

VOUL AU VENT PER IL 2012

MUFFIN AL LIMONE

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Un “Dolcipensiero” di natale: siamo in pieno clima natalizio anzi direi nel bel mezzo dei pranzi e cene all’insegna di tante cose buone da mangiare. Per la mia prima cena che ha aperto le mie feste, ho proposto questo risottino molto buono e impreziosito con gamberi sfumati nel gin. Il risultato è stato molto gradito, un mix di cremosità dal buon profumo. Ve lo propongo magari come idea per il cenone di fine anno…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

PER IL RISOTTO

350 grammi di riso carnaroli

1 ceppo di radicchio rosso di Chioggia

1 litro di brodo con dado granulare di pesce

1 cipolla bianca

1 noce di burro

PER I GAMBERI

400 grammi di gamberi (già sgusciati)

olio extravergine d’oliva q.b.

il succo di un’arancia biologica

un bicchierino di gin

una spolverata di miscela di pepe e fiori persiana (ne ho parlato qui)

PREPARAZIONE

Scaldare un litro di acqua con qualche cucchiaio di dado granulare gusto pesce. Affettare a velo la cipolla, farla appassire in una casseruola con una noce di burro e tuffare il riso per farlo trasparire rigirandolo con il cucchiaio. Sfumare con il brodo. Continuare la cottura del riso con il brodo caldo aggiungendolo a mano mano che si asciuga.

Preparare i gamberi (cinque minuti prima della fine cottura) del riso: spremere l’arancia; in una padella di ceramica o antiaderente, scaldare poco olio evo, tuffare i gamberi (li ho acquistati già puliti), farli saltare molto bene, sfumare con il gin e appena evaporato aggiungere il succo di arancia. Regolare con una spolverata di miscela di pepe e fiori persiana e un pizzico di sale.

Affettare sottilmente il radicchio, unirlo al risotto, amalgamare bene il tutto a fuoco spento unendo il succo di arancia e gin ristretto dei gamberi. Impiattare il risotto con sopra qualche gambero al gin, terminare con una leggera spolverata di miscela di pepe e fiori persiana e la buccia di arancia grattugiata.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISOTTO AL TALEGGIO E MELAGRANA

CREPES DI SOLI ALBUMI CON RADICCHIO E ZOLA

FINGER FOOD DI MAZZANCOLLE

CODE DI GAMBERI AL GIN E POMPELMO ROSA

TORTA “CIOCCOLOSA” ALLA CANNELLA

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Un “Dolcepensiero”: seconda ricetta realizzata in collaborazione con ANTONELLI.

Cioccolate aromatizzate in tanti gusti: classica, alla nocciola, bianca, caffè e ginseng, fondente, banana, gianduia, arancia e cannella, amaretto e cocco; oggi ho utilizzato la variante cannella/arancia per tortine profumate, morbide e aromatiche.

Per queste tortine abbiamo abbinato e gustato in tazza la cioccolata fondente, la classica, alla nocciola… calde e fumanti, perfette!!!

Inoltre con quest ricetta partecipo al progetto della Antonelli intitolato: “Il primo ricettario cioccolato fatto da blogger e distribuito sul web”.

INGREDIENTI PER QUATTRO TORTINE diametro 10-12 cm

1 busta di prepararo cioccolata calda Antonelli all’arancia/cannella

120 ml di latte parzialmente scremato

150 grammi di farina bianca 00

100 grammi di fecola di patate

100 grammi di zucchero semolato

70 grammi di burro

un pizzico di sale

1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva

2 uova

1 bustina di lievito per dolci

1 cucchiaio di cacao amaro

il succo di un’arancia

qualche lampone fresco

zucchero a velo aromatizzato alla cannella*

*per aromatizzare lo zucchero a velo, ponete delle stecche di cannella all’interno di un barattolo ricoprendoli di zucchero a velo; ognitanto agitatelo: di solito tengo pronto sempre il barattolo, se ne siete sprovvisti preparatelo un giorno prima…

PREPARAZIONE

Mettere a bollire il latte, a fuoco spento unire la CIOCCOLATA ALL’ARANCIA/CANNELLA, miscelarla molto bene con un frustino. Sciogliere il burro, unirlo allo zucchero creando una crema densa (ho usato la planetaria, frusta Kflexi). Unire le uova, l’olio evo, la farina 00 e la fecola setacciate insieme con il lievito, il cacao e un pizzico di sale. Unire per ultima la cioccolata all’arancia/cannella, mischiare bene il tutto e finire il composto con il succo d’arancia. Versare l’impasto negli stampini per tortine, infornare in forno già caldo a 180°C per circa 30 minuti. Quando freddi, spolverarli di zucchero a velo aromatizzato alla cannella e servirli con frutta fresca: oggi io ho usato i lamponi.

Con questa ricetta partecipo al contest “LA CUCINA DEI 7 PECCATI” – IL DOLCE PIU’ PECCAMINOSO

del blog “DOLCI RICETTE

Partecipo nella categoria della GOLA e LUSSURIA perchè trovo che queste tortine sono perfette per affinare i sensi e rendere speciali le serate a due

Dall’archivio di Dolcipensieri:

MUFFIN “CIOCCOLOSO ALLA NOCCIOLA” E MANDORLA

TORTINE ALLE FRAGOLE

GELATO ALLA CANNELLA

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Un “Dolcepensiero” che ha dato soddisfazioni: sono sempre felice quando mio marito mi fa complimenti su un piatto. La cosa non succede sempre anzi direi raramente… per ogni ricetta che preparo e che metto in tavola trova sempre una critica (costruttiva) oppure un consiglio su come rifarla la prossima volta… ma su questo risotto tutto è filato liscio anzi ancor meglio! Saranno sicuramente complici gli ingredienti usati tutti selezionatissimi a partire dal taleggio lombardo DOP. Vi ho già parlato di questo formaggio simbolo della Lombardia ma soprattutto delle valli che amo: un formaggio di origine antichissime prodotto ancora secondo la tradizione. Si pensi che veniva già prodotto nell’anno 1000 e già dal 1812 veniva chiamato taleggio o meglio ancora “Stracchino quadro di Milano”  oppure “Stracchino di Val Taleggio” perchè proveniva e proviene dalla Val Taleggio, valle bergamasca. E’ un formaggio molle a pasta cruda prodotto con latte di montagna e stagionato ancora in grotte naturali per almeno 35 giorni, ma più persiste la stagionatura più il taleggio ci guadagna in aromi e gusto. Oggi chi produce taleggio in quantità industriali, ha ricreato in apposite celle il microclima perfetto come le grotte. Ma oggi come allora, ogni sette giorni le forme vengono rivoltate e spugnate con acqua e sale in modo che la crosta rimanga umida e si formino le muffe; sarà il colore rosato della crosta che indicherà il giusto grado di stagionatura pronto per essere consumato. Se acquistate pezzi grossi o meglio ancora una forma intera, potete conservarlo in frigo avvonto in un telo di cotone umido che permette di mantenere la crosta morbida. In cucina ha un’ottima versatilità, perfetto in questo risotto con l’aiuto delle ultimissime arance della varietà “Valencia” qualità che matura a fine aprile e che viene raccolta anche a giugno inoltrato. Sono arance succose, buccia grossa con spicchi dal buon sapore ma con qualche seme.

INGREDIENTI PER DUE PERSONE

200 grammi di riso carnaroli

90 grammi di taleggio DOP

1 cipollotto rosso di Calabria BIO

30 grammi di burro + 1 noce per mantecatura

1 arancia Valencia

1 bicchiere di vino bianco secco

1 litro di brodo vegetale

sale e pepe un pizzico

erba cipollina q.b.

PREPARAZIONE

Pelare l’arancia, la parte arancio della buccia tagliarla a listarelle sottili. Spremere il succo. Pulire il cipollotto e tagliarlo molto finemente. Far sciogliere il burro in una pentola, unire il cipollotto e soffriggere leggermente a fuoco moderato. Unire il riso, farlo tostare, unire la buccia di arancia (tranne qualche filamento per la finitura del piatto) e mescolare bene il tutto. Sfumare con il vino bianco, quando evaporato, iniziare a bagnare il riso con il brodo. Cuocere per circa un 15 minuti aggiungendo il brodo quando necessario. Intanto tagliare il taleggio a piccoli pezzettini, appena passati i primi 15 minuti, aggiungere il succo dell’arancia mescolando molto bene. A cottura ultimata e a fuoco spento, unire il taleggio, regolare di sale  e pepe, e aggiungendo la noce di burro, mescolare bene il tutto fino a quando si sarà sciolto il tutto. Servire nei piatti con qualche scorzetta di arancia e qualche pezzettino di erba cipollina.

Partecipo al costest di Stefania “Il contest a colori”

nella sezione  Giallo-Arancio:

Dall’archivio di “Dolcipensieri”:

RISOTTINO DI ERBA CIPOLLINA, MAGGIORANA, TIMO CON CAPRINO BIANCO

INSALATA DI SPADA AGLI AGRUMI E FAVE DI CACAO

TORTA SALATA ASPARAGI E TALEGGIO VAL BIANDINO

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Un “Dolcepensiero” con Un pizzico di magia: per questa ricetta devo ringraziare CHIARA de il blog “Un pizzico di magia” che mi ha fatto arrivare, direttamente a casa mia, le FAVE DI CACAO che qui a Como sembrano un prodotto del tutto introvabile, a parte un negozietto bio che ne è sempre sprovvisto!!! sarà… la carinissima Chiara oltre che essersi privata delle sue fave di cacao, mi ha pure abbinato insieme una sua ricetta scritta di suo pugno ma che potete trovare qui, e anche delle notizie su queste gemme marroni. Il cacao è la base per fare il cioccolato e se è di ottima qualità, anche il cioccolato sarà di qualità (ovvio, direte voi). Le fave di cacaco di Chiara arrivano dalla Piantagione di Terreiro Velho nell’isola di Prìncipe di Claudio Corallo, sono tostate, al naturale con ancora la loro buccia da togliere; per sbucciare la fava di cacao dovrete tenerla fra due dita comprimendola leggermente in modo da rompere il tegumento. La parte più tonda è il germe, tolto otterrete la parte più pregiata, quella da cui deriva poi il nostro cioccolato. In cucina sono molto usate per svariate preparazione sia dolci che salate, come in questa ricetta. Chiara mi ha consigliato di abbinarle al carpaccio di pesce spada ma non ne ho trovato oppure a pesci affumicati… e avendo una voglia immensa sia di pesce che di provare questo tesoro, mi sono imbattuta nella mia inventiva senza però dimenticare le dritte di Chiara ed ecco cosa ne è uscito:

INGREDIENTI PER DUE PERSONE

2 tranci di pesce spada

un paio di fave di cacao

2 arance biologiche e/o non trattate

1 limone biologico e/o non trattato

qualche granello di pepe rosa

olio extravergine d’oliva q.b.

sale q.b.

PREPARAZIONE

Con l’apposito attrezzo, grattare delle scorzette sia di arancia sia di limone e tenerle da parte per il finale. Tagliare l’arancia a fette che adagerete sul fondo delle ciotoline, spremete l’altra arancia e il limone. Tagliare a bocconcini i tranci di pesce spada. Mettere su fuoco una padella con fondo in ceramica, ungerla con un filo leggero di olio evo e far sfrigolare velocemente i bocconcini continuando a farli saltare in padella, regolare di sale e granelli di pepe rosa schiacciati con le mani. Sfumare con un cucchiaio di succo di arancia e uno di limone. Unire i bocconcini di pesce spada scolati; unire al fondo di cottura (fuoco spento) il resto dei succhi mischiando, inumidire ancora il pesce con qualche cucchiaio di fondo di cottura, grattare le fave di cacao e terminare con le scorzette di agrumi e qualche granello di pepe rosa. Servire appena appena tiepido!

Con le mie ricette potete trovarmi anche qui:

Dall’archivio di Dolcipensieri:

INSALATA DI MARE CON VINAIGRETTE ALL’ARANCIA E PEPE ROSA

PESCE SPADA POMODORI E CAPPERI

PLUM CAKE ALL’ARANCIA E SEMI DI PAPAVERO

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Un “Dolcepensiero” con qualche spunto: questo plum cake l’ho confezionato seguendo una ricetta del bellissimo blog “MENTA&LIQUIRIZIA” di Marianna, protagonista anche lei come me delle ricette della cucina di DSW. Avevo in casa ancora delle arance maturissime e nel barattolo un bel cucchiaio – l’ultimo – di semi di papavero, e per una delle poche domenica a pranzo che passiamo in casa nostra, questo dolcetto era perfetto per finire un pranzo leggero e perchè no anche per una merenda mentre abbiamo guardato un DVD. Purtroppo la primavera qui da noi ancora non vuole arrivare, fuori pioveva a dirotto e accanto al camino tutti e quattro sotto un caldo piumino… ci siamo goduti una bella e rilassante domenica!

Ecco la mi versione… poco diversa da quella di Marianna solo negli ingredienti!!!

INGREDIENTI

250 grammi di farina 00 antigrumi “Mulino Chiavazza (farina “00” nella ricetta originale)

180 grammi di zucchero

2 uova

60 grammi di olio

buccia grattugiata e succo di due arance biologiche

6 amaretti (2 cucchiai di liquore all’amaretto nella ricetta originale)

1 cucchiaio di semi di papavero

1 bustina di lievito per dolci vanigliato

1 fiala di aroma d’arancia (mia aggiunta)

sale un pizzico

PREPARAZIONE

In una ciotola lavorare le uova intere con lo zucchero fino ad attenere un composto chiaro e spumoso. Versare a filo l’olio, aggiungere il sale, la buccia grattugiata e il succo delle due arance con anche la fiala di aroma d’arancia. Sbriciolare gli amaretti e unirli al composto. Setacciare la farina sul composto con il lievito vanigliato, unire i semi di papavero e mescolare il tutto. Versare all’interno della teglia imburrata e infarinata in precedenza, infornare a forno già caldo a 180° per circa 40 minuti.

Ringrazio ancora Marianna di “Menta&Liquirizia”.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

PLUM CAKE DI BANANE E AGRUMI

ARROSTO DI COPPA ALLE ARANCE

CAPRINI AROMATIZZATI

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