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LINGUINE CON BOTTARGA E VONGOLE (37)+

Un “Dolcepensiero”: fare la spesa al mercato sta diventando una bella e buona abitudine. Accompagno a scuola Matteo in città e appena posso ne approfitto per acquistare pesce fresco al mercato coperto di Como. E’ cambiato moltissimo anche questo luogo prima pieno di bancarelle e gente già di prima mattina ma con l’andare avanti degli anni anche le abitudini alla spesa sono cambiate. E proprio ieri mi sono resa conto di quanto i centri commerciali – e nel mio caso più ci si avvicina a Milano, più diventano enormi – abbiano cambiato le abitudini di noi italiani. Parcheggi la macchina al coperto senza ombrelli e una goccia sulla giacca, con una scala mobile arrivi in una piazza simile a quella di un paese e tutt’intorno a mo’ di perimetro, si affacciano negozi di ogni tipo e marca, il cibo non manca e si sviluppa in ristoranti o fast food di ogni tipo e varietà. Insomma arrivi con una lista di cose per la casa, esci soddisfatta e con il  minimo sbattimento. Non è che ci stiamo “americanando” troppo? sinceramente adoro sia la vita di città o di paese, ma non disdegno anche il più attrezzato dei centri commerciali. Ma veniamo alla ricetta che non è molto in tema con la pioggia che sta scendendo a secchiate fuori, ma complice appunto del buon fresco pesce, non ho potuto resistere: oggi linguine con vongole.

LINGUINE CON BOTTARGA E VONGOLE (22)+

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

400 grammi di linguine

1 chilo di vongole

qualche cucchiaio di bottarga di muggine sarda

un paio di spicchi di aglio

1 mazzetto di prezzemolo

1 bicchiere di vino bianco secco

olio extra vergine d’oliva q.b.

pepe nero q.b.

PREPARAZIONE

Qualche ora prima, lasciare le vongole in ammollo con abbondante acqua salata per permettere lo spurgo di eventuali impurità e sabbia. Porre a bollore dell’acqua che salerete e tuffare le linguine che solitamente hanno bisogno di una decina di minuti. Intanto preparare una pentola capiente dove fare aprire le vongole a fuoco vivace: porre un filo di olio evo con qualche spicchio di aglio, tuffare le vongole e farle saltare per bene; sfumare con un bicchiere di vino bianco e spolverare con il prezzemolo ben tritato finemente. Fate cuocere per pochi minuti fino a quando iniziano ad aprirsi, spegnere il fuoco e coprirle per tenerle al caldo e in modo di potersi aprire del tutto.

LINGUINE CON BOTTARGA E VONGOLE (3)+

Scolare la pasta, tuffarla nel condimento di vongole, far saltare bene il tutto, regolare di pepe e bottarga come più vi aggrada.

LINGUINE CON BOTTARGA E VONGOLE (27)+

Impiattare le linguine, terminare con poco prezzemolo e bottarga, se volete anche del pepe.

LINGUINE CON BOTTARGA E VONGOLE (21)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISOTTO CARCIOFI E BOTTARGA

LINGUINE CON RAGU’ DI GALLINELLA E CUORE DI BUE

SPAGHETTI ALLE VONGOLE E PIZZUTELLI

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RISOTTO RADICCHIO, TALEGGIO E PISTACCHI (33)+

Un “Dolcepensiero”: il risotto di oggi è stato una gran bontà… il profumo quel giorno – di quando l’ho cucinato - è arrivato fino alle mia care fantastidonne, al punto che lunedi sera, durante la nostra festa di natale, lo riproporrò solo per loro, golose a quanto pare non solo di dolci. Per questo “risottino” è molto importante la materia prima: il taleggio DOP solo ed esclusivamente della Val Taleggio, il radicchio arrivato dal Veneto e infine i pistacchi di Bronte. Cremoso, saporito, brioso con gusto… insomma un ottimo connubio di materie prime per realizzare un piatto semplice ma d’effetto…

RISOTTO RADICCHIO, TALEGGIO E PISTACCHI (30)+

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

3 piccoli cespi di radicchio rosso di Treviso

150 grammi di taleggio DOP della Val Taleggio

2 litri di brodo vegetale (carota, zucchina e sadano con qualche granello di sale grosso)

1 noce di burro

1 porro

320 grammi di riso carnaroli

1 bicchiere di vino bianco secco

pepe bianco q.b.

60 grammi di pistacchi di Bronte

PREPARAZIONE

RISOTTO RADICCHIO, TALEGGIO E PISTACCHI (17)+

Pulire il radicchio sotto acqua corrente, asciugarlo in un canovaccio tamponandolo e affettarlo grossolanamente. Preparare il taleggio privandolo della crosta e tagliarlo a tocchetti. Preparare il brodo con carota, zucchina e sadano con qualche granello di sale grosso. Affettare sottilmente il porro che metterete in una pentola con la noce di burro a soffriggere; unire il riso e farlo tostare per un minuto fino a quando i chicchi iniziano a trasparire. Sfumare con il vino bianco fino a totale evaporazione, unire poi qualche mestolo di brodo bollente, ripetere l’operazione a man mano che si assorbe, per una decina di minuti. Passato tale tempo, unire il radicchio continuando a mescolare. A fine cottura, spegnere il fuoco, mantecare con il taleggio e lasciar riposare il risotto per un paio di minuti, terminare con una spolverata di pepe bianco. Unire, prima di servire, i pistacchi tritati mescolando molto bene. Impiattare terminando il piatto con qualche fogliolina di radicchio e qualche pistacchio integro.

RISOTTO RADICCHIO, TALEGGIO E PISTACCHI (3)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISOTTO AL PESTO DI BASILICO E CARCIOFI

QUICHE AL RADICCHIO E MELE

LASAGNE IN COCOTTE CON TALEGGIO E SPINACI

INVOLTINI DI MERLUZZO CON OLIO AROMATIZZATO ALLE NOCI E PISTACCHI

RISOTTO CON LUGANEGA

Con questa ricetta partecipo al contest “La mia fine del mondo” del blog “Laura in cucina”.

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Per me è l’ultima ricetta in ordine di tempo, ma che faccio spesse volte, che mi è riuscita molto bene a giudizio dei miei uomini e che ho riproposto per una festa di natale con le mie amiche che hanno apprezzato in pieno!!!! Quindi per me può anche arrivare la fine del mondo, la mia pancia è stata appagata!!!! ih ih ih

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Un “Dolcepensiero” aromatizzato: il profumo che si espande in cucina quando cucino questo risotto è irresistibile. Il soffritto con il porro, lo sfrigolar del lardo ma soprattutto il profumo del rosmarino, rendono questo risotto non solo ricco anche ottimo e prelibato. Un mix di sapori perfetto, una simbiosi armonica: la morbidezza del risotto in contrasto con la croccantezza del lardo, è una vera poesia. L’idea mi è nata gustando un piatto molto simile in un agriturismo: ho preferito il lardo valdostano su quello di Colonnata perchè ha una vena rossa centrale più marcata e lo trovo più saporito rispetto al Colonnata che preferisco gustare semplice così come nasce, solo su ottimo pane un po’ abbrustolito accompagnato a del buon miele…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

350 grammi di riso Carnaroli

1,5 litri di brodo vegetale (mezza porro, una carota, una zucchina e un gambo di sedano con qualche granello di sale grosso)

1/2 porro

1 bicchiere di vino bianco secco

un paio di rametti di rosmarino

una noce di burro

50 grammi di grana grattugiato

un pizzico di mix di pepe nero, bianco e rosa

50 grammi di lardo d’Arnad a fette

PREPARAZIONE

Preparare il brodo; affettare sottilmente il porro e rosolarlo in una casseruola con il burro; aggiungere il riso, mescolare e, quando inizia a diventare trasparente, versare il vino lasciandolo evaporare, sempre rimestando con un cucchiaio di legno. Aggiungere il brodo con un mestolo, poco alla volta, continuando a rimestare. Mentre il riso cuoce – verso fine cottura - rosolare le fette di lardo in una padella antiaderente fino a quando saranno ben croccanti da ambo i lati. Qualche fettina tagliatela a listarelle che metterete nel risotto al termine della cottura in modo che si sciolgano a fuoco spento: mantecare con il grana grattugiato, il rosmarino tritato finemente e un pizzico di pepe. Servire il risotto con le fettine rosolate di lardo adagiati sopra.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISOTTO AL PESCE PERSICO PROFUMATO CON TIMO

RISOTTO CON LUGANEGA

RISOTTO ALLA LIQUIRIZIA

CROSTINI AL LARDO PATA NEGRA CON PINOLI, SEMI DI SESAMO E MIELE SARDO

BRISE’ AL LIMONE CON MELE COTOGNE E MIELE PROFUMATA AL ROSMARINO

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Un “Dolcepensiero” per la domenica: il pranzo della domenica è un momento bello da passare in famiglia. Risvegliarsi al mattino senza la sveglia o le campane delle sette, è uno dei momenti più caldi e teneri della mia famiglia: in questi giorni di festa – domenica o festività varie – la nostra sveglia è Matteo che scende dalla sua cameretta e si infila in mezzo a noi con qualche pelouche al seguito. Il risveglio lento e pacioso diventa così la coccola più tenere a cui io e Marco non sappiamo resistere. La bellezza e la semplicità che solo i bimbi sanno strasmettere, è un tesoro prezioso e tra uno stiracchiamento e l’altro può iniziare al meglio la nostra domenica, nel relax più totale. Ma torniamo alla cucina: il più classico e tradizionale secondo piatto delle feste, è sicuramente l’arrosto. Di solito lo si prepara nei giorni in cui il ritmo giornaliero è più fievole e meno stressante, perchè è un piatto a cui bisogna dedicarsi: i tempi di cottura sono lunghi circa due ore e di tanto in tanto va rigirato nella teglia. Il taglio che ho scelto oggi per questo arrosto, è la spalla di vitello. lo si può accompagnare con patate al forno rispettando la forma più classica nel contorno, oppure con verdurine al vapore.

INGREDIENTI

un trancio di carne di vitello (per me la spalla, 1 kg per quattro-sei persone)

qualche spicchio di aglio

qualche rametto di rosmarino

qualche rametto di timo

qualche granello di sale grosso

olio di oliva extravergine q.b.

qualche noce di burro

qualche bicchiere di vino bianco secco

pepe nero macinato q.b.

sale fino q.b.

farina bianca 00 q.b.

PREPARAZIONE

Preriscaldare il forno a 200°C. Preparare un trito di rosmarino, aglio, timo e qualche granello di sale grosso; cospargere un teglia capiente quanto basta di olio evo, mettere l’arrosto che avrete cosparso per intero con tutto il trito massagiandolo. Unire al fondo qualche noce di burro. Rosolatelo per bene su fuoco vivo da ambo le parti fino a quando lo avrete scottato per bene. Sfumare con il vino bianco secco a temperatura ambiente (non direttamente sulla carne ma intorno ad essa). Infornare in forno già caldo portando la temperatura a 180°C. Passata la prima mezz’ora, estrarre la teglia dal forno e se troppo asciutto, irrorare il fondo con un goccio di acqua tiepida (per un sapore più deciso, usare del brodo), regolare di sale fino e pepe nero macinato al momento su entrambi i lati e infornarlo nuovamente. Dopo la seconda mezz’ora, controllare la cottura dell’arrosto, pungendolo: se i succhi che rilascerà la carne sono ancora rosei, continuare la cottura rigirandolo dalla parte opposta. Continuare la cottura e ripetere l’operazione sopra citata fino a quando i succhi che rilascia la carne saranno trasparenti. Solitamente per un chilo di carne, occorrono 1 ora/1 ora e mezza. Quando l’arrosto sarà cotto, prelevarlo dalla teglia e porlo sul piatto da portata tenendolo in caldo nel forno spento. Creare il sugo per l’arrosto: in una ciotola impastare una noce di burro e farina quanto basta, fino a quando il composto sarà come una pomata. Porre il liquido di cottura rimasto nella teglia e filtrato in una padella antiaderente, unire la pomata di burro e miscelare bene il tutto fino a quando si creerà un sugo denso ma non troppo, il tutto a fuoco bassissimo. Porre la crema in una ciotola, se necessario regolarla di sale. Porre in tavola, tagliare l’arrosto e impiattare le fette con il sugo in superficie e le verdure al vapore oppure delle patate o altro contorno che desiderate.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

FARAONA ARROSTO CON PETALI DI PATATE

ARROSTO DI COPPA ALLE ARANCE

POLLO ARROSTO AL MIELE E LIMONE

POLLO ARROSTO CON MASALA

INSALATA CON CARNE ARROSTO, MANGO E NOCI

SONO ANCHE QUI…

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Un “Dolcepensiero” utile: l’estate è tempo di barbecue, e in attesa di quelli di pesce che farò al mare fra pochissimi giorni, qui a casa abbiamo gustato dell’ottima carne alla griglia. Questo “dip” che fa da marinatura, è fresco e veloce da preparare con le aromatiche dell’orto. Da preparare in anticipo, rimane una salsina densa che avvolge la carne soprattutto indicata quella bianca di pollo…

INGREDIENTI

la buccia di qualche fetta di ”Limoni sotto sale” più qualche granello di sale (qui la ricetta) oppure di un limone normale con qualche granello di sale grosso

uno spicchio di aglio

olio extra vergine q.b.

un bicchiere di vino bianco

un mazzetto di rosmarino

un mazzetto di timo

un mazzetto di maggiorana

un paio di foglie di menta

un paio di foglie di salvia

PREPARAZIONE

Con l’uso di una mezzaluna, tritare le foglioline di timo, maggiorana, rosmarino, menta e salvia, unire anche la buccia dei limoni sotto sale e qualche granello di sale grosso (oppure la buccia del limone meglio se biologico con qualche granello di sale), lo spicchio di aglio e ridurre tutto finemente. Miscelare le erbette con dell’olio evo unito al vino bianco fino a quando avrete una salsina densa che lascerete riposare per un’oretta potete usare anche il mixer).  Spenellare molto bene tutta la carne con la salsa, se troppo densa diluirla ancora con del vino bianco, porla in una casseruola e lasciarla macerare per un paio di ore prima di porla sul barbecue rovente per la cottura.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

SPAGHETTI E GAMBERI MARINATI

MINESTRONE PROVENZALE

PESTO ALLE ERBE

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Un “Dolcepensiero” che fa scuola: qualche sera fa Edy, la mia cara amica, ha invitato me e altre due fantastiamiche per una serata solo fra donne, omaggio per il suo compleanno di suo marito. La cena che abbiamo gustato era nell’ambito di una scuola comasca alberghiera “IL CENTRO STUDI CASNATI”. La sala apperecchiata a regola d’arte, era guidata da due capi sala studenti dell’istituto: il nostro capo sala – un ragazzo distinto, serio ed educato – era non solo un perfetto padrone di casa ma anche un perfetto cameriere capace di descrivere i cocktail o i vini presentati per la serata dando consigli per abbinarli al meglio ai piatti del menu’. Un menu’ tutto dedicato al cacao e al cioccolato… una cena perfetta per il contest “CIOCCOLATO STREGATO” che già mi frullava in testa… Abbiamo iniziato con un fresco cocktail per antipasti ottimi: Gambero con salsa al cioccolato e sale delle Hawai, Cubo di lonza di maiale con cioccolato tritato e sale vulcanico, Capasanta con aria di tè e crumble al cioccolato bianco… un perfetto tris gustoso e adorabile, ben impiattato e servito a regola d’arte. Il particolare del sale diverso per bocconcino di antipasto l’ho trovato adorabilmente buono e gustoso, l’abbinamento al cioccolato poi era indubbiamente favoloso, particolare e gustoso. A seguire un Riso al cacao e fois grace, cremoso, cotto a puntino con una bella bistecchina di fois grace saporito e cotto al punto giusto. La seconda portata era il piatto principale che ha dato il titolo alla cena: Quando il cacao fa incontrare il fiume e la montagna ossia filetto di cervo con polenta di farina di castagne e gialla con salsa al cioccolato unito a luccio perca spolverato di cacao e mousse di barbabietola e crema di zucca. Per dessert un tortino al cioccolato con mousse al lampone, assaggini di cioccolatini e per finire un cocktail a base di cognac, cioccolato e cacao. I  camerieri come i cuochi, studenti della scuola, si sono dimostrati efficenti e sempre disponibili… un’occasione che non mi perderò appena vi sarà un’altra serata a tema… Ai ragazzi non posso che augurare una felice carriera, un continuo impegno nello sperimentare e non dubitare mai del proprio estro, insomma di comportarsi come grandi professionisti che poi è quello che hanno fatto trapelare proprio qualche sera fa!!! Ma torniamo a me e al mio blog: da questa serata che mi ha fatto provare la sensazione piacevole di abbinare il cacao al salato – anche se l’avevo già sperimentato in un paio di ricettine – sono rimasta affascinata dell’abbinamento di riso e cacao, purtroppo il fois grace non l’ho trovato e quindi mi sono ricreata a modo mio questo favoloso accostamento e devo dire che mi è piaciuto molto…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

PER L’OLIO AROMATIZZATO

mezzo bicchiere di olio extravergine d’oliva

un cucchiaino scarso di cacao amaro

qualche granello di pepe rosa

PER IL RISOTTO

320 grammi di riso carnaroli

2 litri di brodo vegetale

50 grammi di cacao amaro

qualche granello di pepe rosa

1 scalogno

1 bicchiere di vino bianco secco

60 grammi di grana grattugiato

cacao amaro q.b.

PREPARAZIONE

Almeno un giorno prima, aromatizzare l’olio in cui miscelerete il cacao amaro con una forchettina e in cui farete riposare qualche granello di pepe rosa. Lasciatelo coperto per almeno un giorno oppure se lo preparate in quatità maggiore, ponete l’olio in una bottiglietta per l’uso quotidiano. Mischiate ogni tanto.

Preparare il riso: porre a bollire il brodo; in una padella, scaldare un filo abbondante di olio aromatizzato al cacao (agitare o miscelare prima dell’uso) in cui farete sfrigolare lo scalogno tritato finemente. Tuffare il riso, farlo trasparire e sfumare con il vino bianco secco. Continuare la cottura per circa una ventina di minuti bagnandolo di brodo vegetale. A metà cottura, regolare con qualche granello di pepe rosa ben tritato fresco. A cottura ultimata, mantecare il risotto con il grana grattugiato. Impiattare il risotto terminando con qualche granello di pepe rosa, qualche goccia del fondo di olio e cacao e infine una spolverata di cacao amaro. Servire ben caldo e fumante.

Con questa ricetta vi ricordo il mio contest

Questa ricetta partecipa al contest di

 In punta di ColtelloDolci & delizie di Giusy, “Il Mio Saper Fare”

Dall’archivio di Dolcipensieri:

BRUSCHETTA… FONDENTE

GNOCCHI AL CACAO CON PIZZUTELLI E NOCCIOLE

RISOTTO AL RADICCHIO CON GAMBERI AL GIN E ARANCIA

INVOLTINI DI MERLUZZO CON OLIO AROMATIZZATO ALLE NOCI E PISTACCHI

SMERIGLIO CON POMODORINI, TIMO E PEPE ROSA

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Un “Dolcepensiero” per il prossimo anno: la sagra paesana della pro loco è giunta al termine, rimane solo di smaltire un po’ di stanchezza e sonno, ciò vuol dire che c’è stato riscontro in pubblico; tre bellissimi week-end passati a preparare piatti straordinari e tipici, solo il tempo non è stato molto clemente durante il secondo week-end ma questo non ha demoralizzato i nostri affezionati e non solo del paese anzi… molto sono giunti da vari paesi vicini. Un “rimasuglio” di questa rassegna non poteva mancare sul blog: oggi vi parlo dell’agnello al forno che abbiamo proposto domenica sera e che abbiamo aromatizzato con un buon e abbondante battuto di aglio e rosmarino, aroma che si sposa molto bene con la carne di agnello. Ottimo contorno potrebbero essere delle patate sabbiose

INGREDIENTI

1 kg di carne d’agnello

una testa di aglio

vino bianco q.b.

rosmarino q.b.

sale q.b.

olio extravergine d’oliva

una noce di burro

PREPARAZIONE

Tagliare l’agnello in pezzi più o meno della stessa dimensione, un operazione che potete far fare al vostro macellaio di fiducia. Preparare un abbondante trito di aglio e rosmarino tagliato a mezzaluna non finissimo. In una grande padella antiaderente, scaldare dell’olio evo e del burro, scottare  pezzi di agnello da una parte per qualche minuto, procedere rigirandolo, salare e spolverare generosamente con il battuto di aglio e rosmarino. Continuare al cottura rigirando i pezzi ancora qualche volta, sfumare con del vino bianco a temperatura ambiente versandolo ai lati della padella. Far evaporare e porre poi la carne in una teglia da forno con anche il sugo di cottura, porre in forno già caldo a 180°C – per terminare la cottura –  per circa un’oretta. Controllare lo stadio di cottura che può richiedere più o meno tempo in base alla grossezza dei vostri tocchi di agnello. Servire con patate.

Con questa ricetta partecipo al contest di “About Food


Dall’archivio di Dolcipensieri:

AGNELLO AROMATIZZATO CON SALSA WORCESTER

PIANTE AROMATICHE

LA PIZZAIOLA

Mi trovi anche qui

DONNE SUL WEB BANNER

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Un “Dolcepensiero” che ha dato soddisfazioni: sono sempre felice quando mio marito mi fa complimenti su un piatto. La cosa non succede sempre anzi direi raramente… per ogni ricetta che preparo e che metto in tavola trova sempre una critica (costruttiva) oppure un consiglio su come rifarla la prossima volta… ma su questo risotto tutto è filato liscio anzi ancor meglio! Saranno sicuramente complici gli ingredienti usati tutti selezionatissimi a partire dal taleggio lombardo DOP. Vi ho già parlato di questo formaggio simbolo della Lombardia ma soprattutto delle valli che amo: un formaggio di origine antichissime prodotto ancora secondo la tradizione. Si pensi che veniva già prodotto nell’anno 1000 e già dal 1812 veniva chiamato taleggio o meglio ancora “Stracchino quadro di Milano”  oppure “Stracchino di Val Taleggio” perchè proveniva e proviene dalla Val Taleggio, valle bergamasca. E’ un formaggio molle a pasta cruda prodotto con latte di montagna e stagionato ancora in grotte naturali per almeno 35 giorni, ma più persiste la stagionatura più il taleggio ci guadagna in aromi e gusto. Oggi chi produce taleggio in quantità industriali, ha ricreato in apposite celle il microclima perfetto come le grotte. Ma oggi come allora, ogni sette giorni le forme vengono rivoltate e spugnate con acqua e sale in modo che la crosta rimanga umida e si formino le muffe; sarà il colore rosato della crosta che indicherà il giusto grado di stagionatura pronto per essere consumato. Se acquistate pezzi grossi o meglio ancora una forma intera, potete conservarlo in frigo avvonto in un telo di cotone umido che permette di mantenere la crosta morbida. In cucina ha un’ottima versatilità, perfetto in questo risotto con l’aiuto delle ultimissime arance della varietà “Valencia” qualità che matura a fine aprile e che viene raccolta anche a giugno inoltrato. Sono arance succose, buccia grossa con spicchi dal buon sapore ma con qualche seme.

INGREDIENTI PER DUE PERSONE

200 grammi di riso carnaroli

90 grammi di taleggio DOP

1 cipollotto rosso di Calabria BIO

30 grammi di burro + 1 noce per mantecatura

1 arancia Valencia

1 bicchiere di vino bianco secco

1 litro di brodo vegetale

sale e pepe un pizzico

erba cipollina q.b.

PREPARAZIONE

Pelare l’arancia, la parte arancio della buccia tagliarla a listarelle sottili. Spremere il succo. Pulire il cipollotto e tagliarlo molto finemente. Far sciogliere il burro in una pentola, unire il cipollotto e soffriggere leggermente a fuoco moderato. Unire il riso, farlo tostare, unire la buccia di arancia (tranne qualche filamento per la finitura del piatto) e mescolare bene il tutto. Sfumare con il vino bianco, quando evaporato, iniziare a bagnare il riso con il brodo. Cuocere per circa un 15 minuti aggiungendo il brodo quando necessario. Intanto tagliare il taleggio a piccoli pezzettini, appena passati i primi 15 minuti, aggiungere il succo dell’arancia mescolando molto bene. A cottura ultimata e a fuoco spento, unire il taleggio, regolare di sale  e pepe, e aggiungendo la noce di burro, mescolare bene il tutto fino a quando si sarà sciolto il tutto. Servire nei piatti con qualche scorzetta di arancia e qualche pezzettino di erba cipollina.

Partecipo al costest di Stefania “Il contest a colori”

nella sezione  Giallo-Arancio:

Dall’archivio di “Dolcipensieri”:

RISOTTINO DI ERBA CIPOLLINA, MAGGIORANA, TIMO CON CAPRINO BIANCO

INSALATA DI SPADA AGLI AGRUMI E FAVE DI CACAO

TORTA SALATA ASPARAGI E TALEGGIO VAL BIANDINO

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Un “Dolcepensiero” del lunedi: capita spesse volte che il pranzo della domenica sia l’occasione per pranzare con tutti i propri famigliari. A volte ci sono quelli che si invitano all’ultimo momento, a volte c’è chi invece “si perde per strada” causa malanni di stagione. E così prima di infornare l’arrosto, mi sono accorta che forse era un po’ troppo “lungo” ed essendo un arrosto non legato, ne ho approfittato per tagliarne qualche fettina sottile per cucinarmela il giorno dopo; e così ho fatto: ne ho ricavato delle sottili e morbide fettine, cucinate con una ricettina molto veloce. Personalmente quando acquisto dal mio macellaio di fiducia tagli di carne per farne degli arrosti, abbondo sempre un “zichinino” appunto per avere poi la possibilità di avere quasi pronto il pranzo del lunedi o addirittura la cena: una sana e genuina fettina di carne con un’insalata fresca oppure con della verdura al vapore, sono perfetti ma se vi avanza dell’arrosto già cotto tagliatelo a fettine sottilissime, mettete qualche fettina in un bel panino con un pizzico di sale, un velo di maionese o senape, qualche fettina di insalata oppure qualche cetriolino e vi gustate un saporito e appetitoso panino… ma adesso ecco la mia ricetta del lunedi…

LA RICETTE CON INGREDIENTI E PREPARAZIONE, LA POTETE TROVARE QUI

IL MIO SECONDO BLOG SUL PORTALE TUTTO AL FEMMINILE DE “IL SOLE 24ORE”

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Un “Dolcepensiero” perfetto: un caldo e fumante risotto con funghi porcini e finferli; tre ingredienti a cui sono particolarmente affezionata. Il risotto, perchè qui in Lombardia è un piatto tradizionale cucinato con lo zafferano si dice appunto alla “milanese”, se poi abbinato con un sughetto di funghi, è più che perfetto. I funghi porcini (qui trovate come li conservo personalmente) sono quelli del mio papi che raccoglie nel nostro bosco all’inizio dell’autunno che poi una volta puliti, li confeziono in sacchettini gelo per la conservazione in freezer che serviranno per i miei piatti durante tutto l’inverno, come in questo caso. Mentre i finferli, anch’essi funghi legati alla mia infanzia quando passeggiavo per i boschi con la mia famiglia, furono anche protagonisti nel mio banchetto di nozze, perfetti abbinati con pistilli di zafferano. Per il mio risotto di oggi, lo zafferano è quello toscano.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

350 grammi di riso

1 fungo porcino medio/grande

200 grammi di funghi finferli

150 grammi di nocciole sgusciate

1 cipolla bianca

pistilli di zafferano

1 bicchiere di vino bianco secco

1 litro di brodo di carne (tipo questo qui)

grana padano grattugiato q.b.

60 grammi di burro

olio extravergine d’oliva

1 spicchio di aglio

prezzemolo tritato

PREPARAZIONE

Mondare la cipolla, tritarla finemente e farla appassire a fuoco moderato in circa 30 grammi di burro in una pentola capiente. Versare il riso, farlo tostare fino a quando il chicco diverrà trasparente, versare il vino bianco – circa mezzo bicchiere – e farlo evaporare per un paio di minuti rimescolando di continuo. Unire un paio di mestoli di brodo caldo, continuare a mescolare ed a unire brodo sino a completare la cottura del riso, circa un venti minuti. Nel frattempo, tagliare il fungo porcino: il mio era congelato quindi tagliato appena ammorbidito a fettine il più sottili possibili. In una padella antiaderente, far rosolare l’aglio in olio evo, tuffarci il porcino tagliato e i finferli: farli tostare per bene e una volta ammorbiditi, eliminare l’aglio e continuare la cottura a fuoco bassissimo unendoci il prezzemolo tritato e regolando di pepe. Unire i pistilli di zafferano – che avrete fatto sciogliere in acqua calda almeno due ore prima -  al riso. Spegnere il fuoco, unire il restante burro e una manciata generosa di formaggio grattugiato e mantecato mescolando energicamente. Per ultimo, unire le nocciole tritate grossolanamente lasciandone un po’ da parte per la finitura del piatto, unire anche i funghi tranne qualche cucchiaio. Impiattare il risotto terminando con i funghi e le nocciole lasciate a parte.

E non poteva che cadere come una “nocciola dall’albero” questo contest:

a cui partecipo con tanto… gusto anche perchè io adoro le nocciole!!!

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISOTTO AL PESCE PERSICO

SEDANI CON FONDUTA DI PECORINO DI PIENZA E ZAFFERANO DELLA VAL D’ORCIA

FUSILLI ALLA BOSCAIOLA

FETTUCCINE AL PORCINO CON SPECK CROCCANTE E ZUCCHINE

TORTINO DI GRANO SARACENO

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