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Archive for 25 settembre 2008

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Un “dolcepensiero” d’origine: Il riso alla cantonese, è una pietanza di origine cinese, molto gradita e popolare sia perché molto vicina ai gusti europei. Il riso alla cantonese sostituisce il pane ed è indicato per accompagnare ogni tipo di carne e pesce. Può essere servito, secondo l’usanza orientale, con a lato fettine di ananas.

Ingredienti per 4 persone:

250 grammi di riso basmati

200 grammi di pisellini sgranati

100 grammi di prosciutto cotto a dadini

2 uova

3 cucchiai di olio extravergine d’oliva

2 cucchiaio di salsa di soia

200 grammi di gamberetti

sale e pepe.

Preparazione

La ricetta originale prevede l’uso di riso a grana lunga, il BASMATI. In questo caso il riso va lavato sotto l’acqua corrente, messo in una pentola con acqua fredda pari al doppio del suo peso, coperto e lessato per circa quindici minuti (in questo caso 500 grammi di acqua). L’acqua alla fine deve essere del tutto assorbito, il riso non deve scuocere, quindi è pronto per la cottura finale nella wok.

Scottare i gamberetti in acqua calda salata per cinque minuti. Nella wok far scaldare l’olio, versare le uova sbattute con un pizzico di sale e pepe. Strappazzarle mescolando rapidamente con un cucchiaio di legno piatto. Aggiungere il prosciutto cotto a dadini, farlo tostare, continuare a mescolare aggiungendo il riso basmati, i pisellini e fare saltare, facendo insaporire il tutto. Aggiungere la salsa di soia diluita in sei cucchiai di acqua. Mescolare, far saltare il tutto infine aggiungere i gamberetti, cuocere ancora qualche minuto, aggiustare di sale e pepe, “sgranare” il riso e servire ben caldo.

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…”FUORI DA UN EVIDENTE DESTINO” di Giorgio Faletti: non mi è piaciuto un gran che, troppo lungo nelle descrizioni, ma forse perchè non mi ha mai entusiasmato il mondo degli indiani; l’ho letto in un paio di mesi interrompendolo con altri libri e ieri quando l’ho finito, il finale è arrivato tutto in un colpo, un pò banale, un pò troppo scontato… Preferisco il thriller rispetto a questo esoterismo molto sapiente e intelletuale. E’ un libro diverso da Io Uccido e da Niente di vero tranne gli occhi, che ho “pappato” in pochissimo tempo, meno thriller, più romanzo introspettivo che descrive più i sentimenti che legano i personaggi diversissimi fra loro.

Io uccido l’ho trovato fantasioso. Quando l’ho letto non pensavo che fosse di Giorgio Faletti, a cui devo fare i miei più caldi complimenti: è stato bellissimo, intrigante. Ambientato in un luogo particolare quale Montecarlo è per via della sua bella vita, in un ambito lavorativo a noi sempre vicino e cioè la radio: ti sembra strano che ci possa essere un killer sanguinario che va scuoiando i visi della sue vittime e che ha una passione per la musica appunto…

” Io sono Jean-Loup Verdier e questa è Radio Monte Carlo. Questa è Voices.”
Proprio durante una trasmissione radiofonica, lo spietato killer “uno e nessuno” fornisce indizi, attraverso brani musicali, sulla sua prossima vittima al dj Jean-Loup Verdier. Ma, nonostante gli indizi, la polizia monegasca aiutata dall’agente speciale dell’FBI Frank Ottobre, non riesce ad interrompere la catena di agghiaccianti omicidi nel tranquillo principato di Monaco. Chi è l’assassino e come può essere così scaltro e abile nel portare a termine i suoi orribili obiettivi e poi far perdere ogni traccia di sè? Perché di notte non può dormire? Perché il suo male non riposa mai? Perché uccide?
Lo scoprirete solo leggendo…

Niente di vero tranne gli occhi l’ho trovato molto descrittivo, senza annoiare, anche nel particolareggiare i protagonisti, molto avvincente.

La storia si svolge a cavallo tra Roma e New York e vede protagonisti una donna, Maureen Martini, Commissario della Polizia italiana, ed un uomo, Jordan Marsalis, fratello del Sindaco di New York ed ex tenente del NY Police Department. Le strade e le vicende personali dei due personaggi principali si incontrano nella città di New York, a causa delle indagini della polizia newyorkese dirette alla ricerca del colpevole di una efferata catena di eccellenti omicidi che sta sconvolgendo la città. La trama quindi comprende poi il terzo protagonista: uno spietato serial killer, molto originale, perchè firma i suoi delitti posizionando i corpi delle vittime come fossero i personaggi di Peanuts le famose strisce tanto popolari in America quanto semisconosciute in Italia: Snoopy, Linus, Lucy e compagnia bella.. E via di corsa contro il tempo per catturarlo e fermarlo. Perchè “Niente di vero tranne gli occhi”? perchè nel romanzo avranno poi un ruolo fondamentale nelle indagini degli investigatori le visioni paranormali di scene criminali o di altri accadimenti del passato, ad opera di persone non vedenti… Tutto il resto Lo scoprirete solo leggendo…

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