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Archive for dicembre 2008

…UNA NOTTE AL MUSEO di Shawn Levy. BELLISSIMO!!!!!!! BRAVISSIMO BEN STILLER

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Larry Daley (il mitico BEN STILLER) per non perdere la custodia congiunta del figlio accetta di fare il guardiano notturno al New York Museum of Natural History. Quello che non sa, ma che ben presto scoprirà, è che nel museo di notte animali e statue si animano creando un grande caos grazie ad una tavola particolare. Bellissimi sono gli effetti speciali che animano gli animali e tutti gli uomini passati alla storia creando così una storia originale che prende spunto dalle fiabe e favole che ci raccontavano i nostri genitori: mi è venuto in mente, vedendo questo film, i VIAGGI DI GULLIVER. Ma questa storia adatta a tutta la famiglia ha gusto e ironia da vendere. Molto apprezzato il presidente Teddy Roosevelt interpretato da un Robin Williams; simpaticissimi i due minuscoli rivali/amici, il cowboy Jedediah interpretato da Owen Wilson e l’imperatore romano. Nel film il cast eccellente vede anche vecchie glorie come Dick Van Dyke, Mickey Rooney e Bill Cobbs.

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Adoro Ben Stiller, un’altro film che lo ha visto protagonista in forma eccezionale è stato STARSKY E HUTCH che lo vede protagonista insieme a Owen Wilson: remake dell’ononima serie televisa anni 70 che avrò rivisto migliaia di volte, Stiller si immerge appieno nel ruolo di Starsky imitandone la camminata con la testa un pò incassata nella giacca. Nel film, per interpretare un altro protagonista famosissimo della serie televisiva loro informatore, abbiamo SNOOP DOGG abile nel gestire il classico ruolo di afroamericano un pò kitsch. Ripresa nel miglior modo possibile, l’atmosfera degli anni ’70, compresi i costumi come per le scarpe da ginnastica e il maglione di Starsky oltre che alla loro macchina.

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Ultimo film visto qualche giorno fa è stato LO SPACCACUORI: Eddie Cantrow è un fascinoso quarantenne convinto, dopo soli tre giorni di luna di miele, di aver trovato la donna della sua vita: le cose però non vanno come dovrebbero e la neosposa si svela particolarmente “fuori di testa”. Infatti Malin Akerman, la modella-attrice che interpreta la neo sposa, si dimostra abile nel ruolo comico e alquanto bizzarro, strappando molte risate per le gag esilaranti. Il tutto ambientato in un fantastico resort messican, dove tra ustioni alla pelle e drink, si intrecciano le vicende amorose di Eddie fino al suo definitivo stallo in Messico. Favoloso l’attore JERRY STILLER papà sia nella realtà che nel film di Ben. Non dimentichiamoci il capolavoro di comicità che fu TUTTI PAZZI PER MERY dove Ben Stiller un pò più giovane, ci regalò la sua comicità naturale ma non solo, ho apprezzato il film che ha reso l’handicap fonte di sorrisi veri e non obbligati. 

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Memorabili le sfighe subite per conoscere i suoceri e poi per far conoscere i suoi genitori ai suoceri in TI PRESENTO I MIEI e MI PRESENTI I TUOI dove l’accoppiata con Robert De Niro fa il colpo con il botto. E dove mettiamo la coppia Streisand-Hoffman? Sublime nei panni di hippy.

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Giorni fa, dopo aver visto per non so quante volte il film MARIE ANTOINETTE di Sofia Coppola, sono entrata in un negozio di te appena aperto a Como e sono stata rapita da delle palline che c’erano sul bancone e subito mi è venuta alla mente la scena in cui Marie Antoinette, la Regina di Francia, gusta un particolare tè ricevuto in dono dall’imperatore cinese.

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Sono palline che a contatto con l’acqua bollente nella tazza, sbocciano mostrando un fiore che dona aroma e colore. Questo te prezioso, è alquanto costoso, da considerarsi una vera perla d’oro, almeno da noi occidentali, in Cina infatti si riesce ad acquistarlo a prezzi meno alti (vi posso dire che tre palline mi sono costate circa cinque euro). E’ un tè dal profumo intenso e avvolgente che rimane a lungo sulle labbra e sulla gola, ma non solo anche la casa ne assorbe il suo profumo. Assaporarne i profumi sprigionati dal vapore, è come immaginarsi in un campo pieno di fiori primaverili e perchè no sentirsi quasi catapultati in quell’atmosfera francese idilliaca ripresa benissimo nel film.

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Non ci si può poi fermarsi ai bellissimi dolci preparati scenograficamente in modo sublime per la Regina di Francia: realizzatori di questi favolosi pasticcini creati appositamente per il film, è una maison parigina. Il film oltre ad essere un capolavoro per gli occhi grazie ai costumi, alle scenografie e ai banchetti luculiani, racconta la vita di Maria Antoniette, giovane quattordicenne, che viene concessa in sposa al futuro re di Francia. Riluttante, la giovane principessa si trasferisce a Versailles e per compensare la freddezza del neo marito, si concede ad un comportamento frivolo e a grandi spese per evadere alle limitazioni ed etichette della vita di corte: abiti e accessori confezionate con le migliori sete del mondo fino ad allora conosciuto, cibi e champagne a fiumi divise con le dame di corte e feste in dimore di estremo lusso, porteranno la regina e il re di fronte alla morte di Luigi XV rafforzandone comunque la loro unione. La nascita dei figli seguita però dalla morte a sette anni del primo erede maschio, il Delfino, li vede l’una accanto all’altro un’altra voltastretti nel dolore. Allo scoppio della Rivoluzione, nel 1789, Maria Antoniette, cerca l’appoggio del suo popolo sempre ostile per il fatto di essere una straniera ma soprattutto per la sua frivolezza sempre messa in vista. Si schiererà cosi dalla parte della nobiltà più intransigente, firmandosi così la sua condanna a morte. Il tribunale rivoluzionario la condannerà alla ghigliottina. Sarà decapitata il 16 ottobre 1791.

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IL KIWANO

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E’ un frutto originario della Nuova Zelanda, a tutt’oggi coltivato anche in Italia. Lo possiamo trovare da Aprile a Maggio e da Agosto a Dicembre. Si presenta di colore giallo arancione quando maturo, il frutto ha una forma ovale e una buccia con spine dure che rendono il Kiwano particolarmente decorativo. La polpa è fatta di semini ricoperti da uno strato gelatinoso di un bel colore verde menta. Lo si può conservare a temperatura ambiente anche per alcuni mesi se acquistato nei mesi primaverili, mentre se acquistato in questo periodo vi consiglio di tenerlo in frigo e di consumarlo entro una settimana se già bello maturo. Tagliato a spicchi si può mangiare con cucchiaino al naturale, è di gusto agrodolce tra il limone e la banana. Si presta benissimo per essere usato come antipasto e con i frutti di mare. È un alimento ricco di vitamina C e di potassio. Il guscio si presta invece ad essere ottime coppe per gelati. Ottimo abbinamento con il kiwano è il Grand Marnier.

IL PITAHAYA

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La Pitahaya rossa o Pitaya è una pianta succulente originaria probabilmente dell’America Centrale in specifico del Messico e del Guatemala. Questo Cactus ha un portamento ricadente e vegeta nelle zone tropicali aride. La sua fioritura è notturna. La Pitahaya rossa è più rotonda di quella gialla e sulla buccia ha delle lingue verdi allungate che avvolgono il frutto. La polpa può essere sia rossa che bianca piena di minuscoli semini neri commestibili. La sua polpa bianca è gradevole e morbida, con un gusto dolce e delicato arricchito da un leggero retrogusto aromatico. Si consuma aiutandosi con un cucchiaino per prelevarne la polpa al naturale o con lime e zucchero. I frutti vengono utilizzati anche per preparare una succosa bevanda (agua de pitaya) e in pasticceria. Si conserva per una decina di giorni a temperatura ambiente.

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Un “Dolcepensiero” su feste e inverno: come ogni anno nel mio paese (Lipomo – Como) ci sono molti incontri tra le varie associazioni per scambiarsi gli auguri nelle varie sedi o perchè non in piazza davanti al presepe vivente che regala un significato in più al Natale. E quale miglior bevanda può scaldare in queste fredde serate? il VIN BRULE’, ottimo vino rosso aromatizzato con spezie servito ben caldo. Ci sono poi  molte varianti su questo tipico vino natalizio: chi lo vuole più aromatizzato, chi più fruttato, chi più vinoso e chi ha i propri trucchi e ingredienti segreti per migliorare questo nettare caldo. Mio suocero Andrea con tutti i collaboratori della PROLOCO LIPOMO, lo prepara tutti gli anni per gli auguri natalizi; il loro procedimento e il loro ingrediente finale fanno si che il vin brulè sia quel tantino più caloroso e particolare e quindi ora vi racconterò la sua ricetta augurandovi un FELICE 2009 PIENO DI SODDISFAZIONI MA SOPRATTUTTO PIENO DI ALLEGRIA che non guasta mai!!!

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INGREDIENTI

Vino rosso di buona qualità di circa 14 gradi
Cannella (in stecche)
Chiodi di garofano
Buccia d’arancia (solo la parte arancione in superficie))
Buccia di limone (solo la parte gialla in superficie)
Zucchero
Mele

Cognac e grappa

PREPARAZIONE

Sbucciare le mele, eliminare parte del centro per poter incastrare un rametto di cannella e infilzarle con i chiodi di garofano almeno sei-otto per ogni mela che dovranno essere una per litro. Prendere una pentola, versare del vino rosso corposo di 13-14 gradi (mi raccomando non scegliete vini con gradazioni basse e neanche vini scadenti perchè il risultato non sarà dei migliori soprattutto ho sentito che qualcuno usa i vini che sanno di tappo partendo dal presupposto che poi in ebolizione ne perdano il gusto di tappo appunto. Invece se usate vini non molto corposi, anche il vostro vin brulè non sarà abbastanza appagante al palato perchè qualche grado viene comunque perso in ebolizione); aggiungere ancora una stecca di cannella per ogni litro di vino, 1 buccia d’arancia e una di limone sempre per litro di vino evitando la parte bianca e 200 grammi di zucchero per litro. Mescolare il tutto con un mestolo di legno fino a quando lo zucchero si scioglie, mettere la pentola su fuoco e aspettare che vada in ebollizione. Lasciare bollire per qualche minuto, aggiungere un bicchierino di grappa sempre per litro, far bollire ed accendere poi con un fiammifero il vapore in modo da bruciare l’alcool per qualche secondo. Prima di servire aggiungere un bicchierino di grappa. Togliere dal fuoco e far riposare. Versate nei vari bicchieri friltrandolo dagli eventuali rimasugli delle spezie aggiungendo fettine di limone fresco per un tocco visivo in più.

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Un “dolcepensiero” tra isole: ho pensato a questo accostamento di prodotti isolani (Sardegna-Spagna) grazie alla casualità che la mia tavola mi ha proposto; di ritorno da un breve viaggio dalla Sardegna per una battuta di caccia al cinghiale di mio suocero, mi sono ritrovata un regalo molto prezioso: dell’ottimo miele biologico prodotto dal proprietario dell’agriturismo MONTI TUDDU già elogiato in precedenza. E’ devo dire che tanti complimenti non sono stati spesi per niente: il profumo e il gusto sprigionato dal miele sono stati una vera delizia, mai miglior abbinamento con il lardo, che nel mio acquisto mattutino, ha visto come protagonista il LARDO DI PATA NEGRA, ottenuto da una particolare razza di maiali selvatici di colore nero, originari della zona sud-ovest della Spagna che si nutrono prevalentemete di ghiande e erbe selvatiche infine lavorato con varie spezie. Il Lardo è un taglio anatomico che protegge la schiena del maiale; quanto più è maturo e ben alimentato, più il lardo è alto e già di per se gustoso: il maiale viene poi macellato al secondo anno di vita.
L’alimentazione a base di ghiande influenza fortemente le caratteristiche della sua carne e di conseguenza del suo lardo. Il grasso ha una composizione molto simile a quella dell’olio di oliva e per questo si scioglie velocemente in bocca, sprigionando un sapore intenso e pieno di sfumature. Infine l’esercizio fisico che comporta l’allevamento allo stato brado fa in modo che la carne sia più densa e gli aromi più concentrati. Ed ecco un antipasto veloce e semplice ma molto particolare e assai prezioso, ve lo consiglio una vera prelibatezza di prodotti molto interessanti…

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INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

8 fette di pancarrè fresco

20-25 fette circa di LARDO DI PATA NEGRA

semi di sesamo

pinoli

miele Sardo

pepe

PREPARAZIONE

Scottare le fette di pancarrè, farle raffreddare e tagliarle in quattro parti; adagiarvi le fette di lardo sui vari quadretti ottenuti messi su un piatto di portata (mi raccomando i crostini devono essere freddi ma croccanti in modo che il lardo non si sciolga prima dell’assaggio). Far scendere a pioggia delicatamente il miele sardo, spolverizzare con i semi di sesamo e i pinoli. Servire con una pepata fresca di pepe nero.

UN CONSIGLIO DI DOLCIPENSIERI: UN OTTIMO ANTIPASTO IN PIEDI PER IL VOSTRO SPUMEGGIANTE CENONE DI SAN SILVESTRO MAGARI GUSTATO CON UN SPUMANTE BRUT SARDO: IL TORBATO DI SELLA E MOSCA.

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Un calssico delle feste di Natele è andare al cinema e lo farò, ma anche rivedere film in dvd o alla tv… La maratona sulla PRINCIPESSA SISSI non me la sono persa, dopo tanti anni che non li ho vedevo: La principessa Sissi, 1955 – Sissi, la giovane, 1956 – Sissi, il destino di un’imperatrice, 1958. Uno dei più grandi successi nella storia del cinema, nelle sue tre parti il film è diventato un classico dei film d’amore, milioni di persone si sono commosse al cinema o a casa durante una delle innumerevoli repliche alla TV. Il film ha reso famosa la giovane attrice Romy Schneider che, per tutta la vita, nell’immaginario collettivo è rimasta la “Sissi” di questi film.

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Invece come film nuovo ho noleggiato l’ultimo di Carlo Verdone: GRANDE GROSSO E VERDONE. In questo film l’attore/regista reinterpreta i tre personaggi che lo hanno portato al successo: il Candido, il Logorroico, il Volgare. Nel cast, tra gli altri, una Claudia Gerini molto “carciofara” quanto brillante e spiritosa, già compagna del personaggio di Ivano nel film-cult Viaggi di nozze e cantante emergente in Sono pazzo di Iris Blond. I tre episodi sono tutti molto irriverenti e spiritosi: dalle continue peripezie del funerale della mamma del Candido alle prese con un addetto delle pompe funebri cocainomane, per arrivare alle stressanti quanto nascoste “virtù” del Logorroico protagonista del secondo episodio, il professore tutto d’un pezzo ma con vizzi molto nasconti e le mani in tasca un pò ovunque. E’ il terzo episodio che più mi è piaciuto anche se è un “già visto” ma il personaggio del borgataro un pò cafone con famiglia al seguito fa tanto italian style e non solo… insomma le risate sono garantite. Si dice sempre che i precedenti sono stati più belli??!! bè forse è vero… ma purtroppo anche Carlo Verdone non è più un ragazzino che può appunto recitare la parte del ragazzotto un pò paciarotto quanto buono e alcune PERLE, come la nonna anziana da portare a votare, bè purtroppo non ci saranno più.

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Un “dolcepensiero” di piacere: caffè nell’impasto morbido, cioccolato che rende questa crema una vera golosità. Una torta molto semplice ma d’impatto grazie all’irresistibile ganache. La sua stesura sulla torta diventa anche un gioco se rendete protagonisti i vostri bimbi: infatti il fascino di questa torta sta nel modo un pò disordinato di stendere la crema sulla torta rivestendone anche i bordi. Se siete ghiotti ma proprio ghiotti, preparate il doppio di ganache e riempite anche l’interno della torta… e buon appettito!!!

Perchè proporla per natale? per chi non ama i canditi, ma anche per utilizzare il tanto cioccolato che per Natale arriva oppure per deliziare il palato con qualche alternativa in più… questa torta è ideale per ogni occasione.

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INGREDIENTI PER UNA TORTA DI OTTO PERSONE

Per la torta:

360 grammi di farina

200 grammi di zucchero

110 grammi di burro

3 uova

0,5 dl di caffè ristretto amaro

1 bustina di lievito

sale

Per la ganache:

220 grammi di cioccolato fondente

220 grammi di panna fresca

PREPARAZIONE

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Preparare la torta. Sciogliete 100 grammi di burro a bagnomaria. Sgusciate le uova in una terrina e sbattetele con lo zucchero finchè saranno spumose; unite il burro freddo, un pizzico di sale e continuate a mischiare il tutto.

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Unite il caffè, 350 grammi di farina e il lievito.

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Versate il composto in uno stampo rotondo di circa 18-20 cm imburrato e infarinato e infornate a 180 gradi per circa un’ora. Spegnete, fate riposare la torta per circa cinque minuti e sfornatela. Fate la crema. Tritate il cioccolato.

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Scaldate la panna fino al primo bollore. Versatela sul cioccolato, fate riposare per un paio di minuti, poi mescolate fino a ottenere un composto cremoso.

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Lasciate raffreddare la crema fino a quando si presenta ben compatta, spalmatela poi sulla torta.

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ricetta da: SALE E PEPE ottobre 2008

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INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

400 grammi di MAFALDA CORTA

150 grammi di speck a dadini

4 fette di speck

grana grattugiato

2 uova

125 ml di panna

sale e pepe

olio extravergine d’oliva ai QUATTRO PEPI

mezza cipolla bianca.

PREPARAZIONE

Bollire l’acqua per la pasta, salarla e calare la Mafalda corta; nel frattempo in una padella antiaderente, scaldare un filo di olio ai quattro pepi, far rosolare la cipolla e aggiungervi lo speck a dadini e da parte alla padella metterci le fette a sfrigolare. Sbattere le uova, salarle e aggiungervi la panna stemperandola nelle uova; tenerle al caldo a bagnomaria. Calare la pasta scolata nella pentola con lo speck mettendo da parte le fettine, farla saltare per qualche minuto dopodichè mettere la pasta in un grossa marmitta, aggiungere la crema ottenuta dalle uova con la panna e mischiare in modo uniforme ed energico. Spolverare con grana grattugiato e servire nei piatti di portata con sopra le fette di speck e un filo di olio ai quattro pepi.

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Un “Dolcepensiero”: ed ecco una seconda ricetta facile facile dove il kiwi ne è il protagonista. Una macedonia semplice e fresca da preparare al momento, da servire fresca con un buon spumante italiano freddo.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

mezza ananas

4 kiwi

4 mandarini

1 arancia grossa

1 limone

zucchero di canna

PREPARAZIONE

Pulire l’ananas pelandola e privandola della parte centrale legnosa, tagliarla a pezzettini che metterete in una ciotola capiente; spremete l’arancia grossa (oppure due normali) insieme al limone, iniziate a irrorare l’ananas nella ciotola. Ora pulite i kiwi, tagliateli a pezzetti e aggiungeteli nella ciotola, spellate i mandarini, privateli il più possibile della pellicina bianca, aggiungete un buona spolverata di zucchero di canna. Mettete la ciotola in frigo e solo al momento di servire la macedonia, mescolate energicamente.

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Un “Dolcepensiero” dal mio giardino: abbiamo raccolto i kiwi a inizio mese; erano duri, belli sodi lasciati a maturare in cassetta, ora sono pronti per essere gustati in pieno con tutte le sue qualità.

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APERITIVO SMERALDO

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INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

4 kiwi maturi

4 cucchiaini di zucchero di canna

8 cucchiai di sorbetto al limone (lo trovate già pronto nei banco frigo o nei reparti frizzer dei supermercati)

4 cucchiai di tequila

succo di ananas (facoltativo)

PREPARAZIONE

In un mixer mettere i kiwi interi pelati, frullarli per un paio di minuti. Aggiungere i cucchiai di sorbetto e frullare ancora fino quando il sorbetto di scioglie per bene; dopodichè aggiungere lo zucchero di canna e la tequila, frullare per bene per almeno cinque minuti in modo che lo zucchero si sciolga bene. Prima di mettere l’aperitivo nei vostri bicchieri, assaggiarlo e aggiustarlo sia di zucchero sia di tequila in base ai vostri gusti. Se poi vi risulta troppo denso, potete allungarlo con semplice acqua naturale con ancora un goccio di tequila oppure aggiungervi del succo di ananas allungato sempre con un goccio di acqua naturale. Servire ben fresco, anche con del ghiaccio.

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Mamma for dummies

Gravidanza, vita da mamma, idee per bambini

Pensieri sparsi in ordine caotico

Raccolta di appunti scritti nel corso degli ultimi dieci anni, forse più. Una volta erano raccolti in quaderni, poi una parte mi è stata rubata ed ora, grazie al cloud (non è uno locuzione romanesca), è tutto rigorosamente online. Dal mondo dell'informatica (non più aggiornato da anni ma tenuto in vita per una questione "sentimentale") a pensieri e riflessioni sulla vita, sul mondo, sulla società, sulle emozioni e su di me, senza prendermi troppo sul serio.

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