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Archive for gennaio 2009

Un “dolcepensiero” petite: la “madeleine o petite madeleine” è un dolce tipico del nord-est della Francia e sono dei piccoli dolcetti soffici con una particolare forma a conchiglia, derivata dallo stampo in cui vengono cotte. Il sapore è simile a quello del plum-cake ma più delicato con un forte aroma di burro e limone. Alcune fonti raccontano che le madeleine sono state chiamate così in onore di una pasticciera famosa: “Madeleine Paulmier”; altre fonti dicono che Madeleine Paulmier fosse una cuoca e che avesse lavorato per il suocero di Luigi XV re di Francia che scelse poi il nome dei questi dolcetti in suo onore appunto. Marcel Proust nell’opera “Alla ricerca del tempo perduto”, racconta di mangiare una madeleine risvegliando in lui dei ricordi della sua infanzia. Comunque sia anche per me sono ottimi biscotti che adoro inzuppati nella panna ma anche mentre sorseggio un semplice te.

Friends è una sit-com statunitense che narra la vita di sei amici che vivono a New York nel quartiere noto come Greenwich Village. Hanno fatto la loro comparsa in qualità di guest star molti attori del calibro di Bruce Willis, Brad Pitt, Robin Williams, Billy Crystal, Winona Ryder, Jean-Claude Van Damme, Julia Roberts e Ben Stiller. In friends si parla molto di cucina perchè una delle protagoniste principali, Monica, è un’ottima cuoca professionista che però deve affrontare l’onere di fare gavetta per ottenere poi incarichi prestigiosi in ottimi ristoranti di tendenza. Sempre parlando di cibo, mi ricordo una scena dove Ross, fratello di Monica, descrive le particolarità di un biscotto che mi ha affascinato; si tratta delle PETITE MADELEINE, biscotti descritti come più leggeri dell’aria anche se poi dice che vorrebbe mangiare biscotti più virili. Comunque sia anche per me questi biscotti sono adorabili e si trovano anche nelle grandi distribuzioni.

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…un dolce da preparare al momento, buono e semplice nella sua esecuzione giusto da cucinare quando ci sono confezioni di biscotti già aperte che non si consumano subito. Quindi via biscottiere, via scatole di tolla non servono perchè in cinque minuti potete gustare un dolce!!!

INGREDIENTI PER DUE DOLCI

12 biscotti “petite madeleine”

125 ml di panna fresca

1 cucchiaio scarso di zucchero a velo

100 grammi di cioccolato al latte

4 wafer alla nocciola

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PREPARAZIONE

Montare la panna con un cucchiaio scarso di zucchero a velo che mettere poi in frigo per almeno una mezzoretta; con l’aiuto din un coltellino affilato, staccare la parte superiore di ogni wafer: teneteli da parte mentre, con l’aiuto della mezzaluna triturate grossolanamente  il rimanente dei wafers. Ridurre il cioccolato a scagliette o ricciolini molto fini. Nei piatti da portata iniziare a montare il dolce mettendo le madeleine tagliate a metà a cerchio alternando le parti, come se fosse una ciambella con il buco. Disporre nel centro delle madeleine la panna montata a cucchiaiate.

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Spolverizzare con le briciole di wafers e con il cioccolato ridotto a scagliette. Sovrapporre le parti superiori dei wafer alla panna, servire al momento.

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Un “dolcepensiero” per verdure d’inverno: che siano piccole, grandi, gialle, rosse o bianche le patate non stancano mai. Possono essere facili da cucinare, sono nutrienti e si prestano a tantissime preparazioni. O sole o mescolate con altri ingredienti, sono la verdura per eccellenza per mille occasioni. Se poi sono fritte, sono la delizia di piccoli e grandi… e patatine fritte siano ma oggi rotonde e sottili, una vera croccantezza da mangiare anche in piedi.

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INGREDIENTI PER SEI PERSONE

1 kg. di patate

olio per frittura delicato

sale.

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PREPARAZIONE

Sbucciate le patate, risciacquatele sotto l’acqua corrente e asciugatele; tagliatele a fettine molto sottili con l’aiuto del robot da cucina oppure a mano con un coltello affilato, ma è un lavoro da veri “certosini”. Immergetele, man mano, in una ciotola d’acqua fredda. Sgocciolate e fate asciugare. Scaldate abbondante olio in una pentola a bordi alti, meglio se munito di apposito cestello (se ne siete sprovvisti, userete la schiumarola). Il fuoco deve essere medio e quando l’olio sarà pronto immergendo una fettina di patata che sfrigolerà, passate ad immergervi una porzione delle vostre patate che dovranno cuocere per 4-5 minuti rigirandole ogni tanto. Passate le patate fritte su un piatto con carta assorbente e passate a cuocere le altre patate fino al loro esaurimento, Salate e servite subito in fogli di carta da forno arrotolate a cono: un’idea simpatica per un aperitivo in piedi oppure per una festicciola con i bimbi… o semplicemente come contorno ai vostri piatti.

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Un “dolcepensiero” quasi quotidiano: nella cantina di mio marito, che renderò protagonista a breve in questo blog, è un protagonista di primo rilievo il CASTIGLIONI CHIANTI DOCG. Per noi è un buon vino con cui pasteggiare anche in serate dove non ci sono piatti particolari, dove siamo solo noi due a cena e anche un piatto di pasta è appetibile con questo chianti. Il suo colore è rubino con riflessi porpora.  La ciliegia è la protagonista della parte aromatica miscelata alla prugna con note di erbe aromatiche tra cui la salvia. Comunque i migliori e giusti abbinamenti sono con piatti saporiti come pappardelle al ragù di carne ma anche pollo arrosto, straccetti di manzo con verdure e qualche formaggio semi stagionato. Per oggi ho iniziato con un bel calice di:

CHIANTI accompagnato da CROSTONI AROMATIZZATI E SALAME FELINO BIOLOGICO

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INGREDIENTI

*salame brianzolo biologico

1 baguette

olio extravergine d’oliva

pepe nero.

PREPARAZIONE

Affettare la baguette in fette spesse, bagnarle con olio extravergine d’oliva e una spruzzata di pepe nero; passarle in una pentola antiaderente per farle tostare da ambo i lati per un paio di minuti. Affettare il salame, servirlo accompagnato con i crostoni ben caldi e un buon calice di chianti.

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* Il salame in questione viene confezionato in una fattoria della zona con maiali allevati da loro in modo del tutto biologico e insaccati in modo naturale senza conservanti.

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INGREDIENTI

1 confezione di nachos chips messicani (possibilmente quelle triangolari)

1 caciotta dolce

3 pomodori sodi

mezza scatola di cannellini

olio extravergine d’oliva

pepe.

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PREPARAZIONE

Lavare i cannellini dalla loro acqua di conservazione; con il mixer ad immersione, frullare i cannellini con un filo di olio extravergine d’oliva fino ad ottenere un composto cremoso. Accendete il forno e portatelo a 200°. Utilizzando un piatto da portata che potrete infornare, stendete uno strato di nachos chips, copritele con il formaggio grattugiato a striscioline e i pomodori tagliati a cubetti. Versare ai lati e un pò sopra la vostra vellutata di cannellini, uniteci anche qualche fagiolo intero per decorare il piatto ed infornate.

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Attendete fin quando il formaggio non si sarà fuso e servitele calde. Regolate di pepe se vi aggrada.

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Un “dolcepensiero” semplice semplice: dopo tante prelibatezze valtellinesi, ritorno a cucinare qualcosa di semplice e veloce, ideale per un aperitivo all’ultimo momento ma non banalissimo del genere “patatine e noccioline…” Se vi capita qualche amico che vi viene a trovare verso le sei o sette di sera, questi crostini sono molto semplici da preparare e presentare oltre che essere velocissimi. Ideali con un prosecco.

CROSTINI TONNEE’ CON SPECK

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INGREDIENTI

1 baguette

tonno

qualche alice sott’olio

speck a fettine

olio extravergine d’oliva

PREPARAZIONE

affettare il pane a fette non troppo alte. In una ciotola schiacciare il tonno con una forchetta, mentre con la mezzaluna affettare le alici, unirle al tonno e mischiare il tutto con un filo di olio extravergine d’oliva. Adagiare un pò di composto sulle fettine di pane, metterci sopra su ogni crostino una fetta di speck tagliato sottile.

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INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

Per la crema pasticcera
125 grammi di latte intero
20 grammi di tuorlo d’uovo
25 grammi di zucchero
10 grammi di maizena
un pizzico di vanillina

Per il semifreddo
15 grammi di albumi
30 grammi di zucchero
50 grammi di crema pasticcera
20 grammi di Amaro Braulio
100 grammi di panna semimontata

Per guarnire
crema pasticcera
fettine di mela

Per il caramello
2 cucchiaio di acqua fredda
100 grammi di zucchero

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PREPARAZIONE

Per la crema pasticcera
Mettete a bollire il latte. In un’altra pentola mischiate il tuorlo con lo zucchero, aggiungendo la maizena miscelata con la vanillina. Quando il latte bolle versatelo su questo composto. Riportate il tutto sul fornello e rimestate fino a consistenza voluta.
Per il semifreddo
Montate gli albumi con lo zucchero. A parte miscelate il Braulio con la crema pasticcera e aggiungete questo composto agli albumi. Alleggerite il tutto unendo la panna montata e facendo attenzione a non farla smontare con un cucchiaio di legno. Amalgamate con cura il tutto e quindi riempite con il composto ottenuto degli stampini di alluminio (io li ho precedentemente rivestiti di pellicola trasparente). Gelate in freezer per almeno 3-4 ore. Intanto preparate il caramello: versate l’acqua sullo zucchero prima di cominciare la cottura. Non si scioglierà completamente ma otterete una pasta liscia e bianca. Scaldate a fiamma media in modo che lo zucchero si sciolda del tutto poi lasciate sobbollire pulendo le pareti della casseruola con un pennello umido in caso si fossero formati dei cristalli. Dopo cinque minuti nel momento in cui prende colore e di addensa, spegnere il fuoco ed iniziare a formare forme che più vi piacciono sopra uno strato di marmo oppure sopra un tappetino di silicone. Per questa ricetta si possono fare dei nidi di caramello: colare delle strisce di caramello zigzagando sul fondo del vostro ripiano. Far raffreddare e con estrema cura staccare il caramello: lo potete poi spezzettare per fare ulteriori forme in base alla vostra fantasia. Sformate sui piatti il semifreddo al Braulio, versate un cucchiaio di crema pasticcera e completate il dessert con qualche fettina di mela e il vostro caramello.

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Ricetta catturata da: “Valtellina di gusto” Geocooking, dove sono indicate, con belle fotografie artistiche, moltissime ricette tradizionali ma soprattutto molte  rinnovate e innovative  fra cui i “finger food” molto di voga in questi tempi. La ricetta proposta è stata preparata da mio marito Marco con risultati ottimi!!!

Ulteriori “dolcepensieri” al Braulio:

AFFOGATO AL BRAULIO secondo “Dolcipensieri”

 GIOVEDI, LE CANTINE DEL BRAULIO

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SFURSAT CINQUE STELLE: UN VINO… OTTIMO!!!

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Un “dolcepensiero” tecnico e illustre: lo Sfursat 5 Stelle Nino Negri è una selezione di uve di vigne pregiate della Valtellina Superiore ottenuto in annate favorevoli. Si presenta di colore rosso scuro con un bouquet ben pronunciato leggermente speziato di vaniglia e chiodi di garofano misti a sentori di prugna e uva passa insieme a quello di fiori quali la viola e la rosa canina. Caratteristiche che donano a questo vino sapore caldo e vigoroso, direi importante. I grappoli vengono sottoposti ad appassimento naturale ottenendo un vino robusto e alcolico. La produzione è iniziata con la vendemmia 1983 ed è limitatissima: i grappoli migliori perfettamente sani e maturi, sono raccolti a mano; poi vengono lasciati ad appassire naturalmente per circa tre mesi; tra gennaio e febbraio l’uva appassita viene pigiata e la si vinifica per 30 giorni con lenta e lunga fermentazione. Ottenuto il vino, di grande struttura alcolica e estrattiva, viene messa a maturare per più di un anno in barriques nuove; quindi si affina per alcuni mesi in vetro prima della vendita. La sua conservazione ottimale è fino a 15 anni in bottiglie coricate al fresco e al buio, per abbinamenti che vanno da carni rosse, selvaggina e naturalmente a formaggi forti quali il Bitto. Servito a non più di venti gradi.

Adoro questo vino anche nella sua forma meno regale, per quanto riguarda il cinque stelle il prezzo è un pò altino: ho visto in parecchi negozi che si aggira a partire dai 50-55 euro ma se siete appassionati di vino, anzi di buon vino, ne vale proprio la pena!!!

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Un “dolcepensiero” da sottoterra: quando sono uscita dalla vistita guidata nelle cantine del famoso amaro BRAULIO, ero come stupita di essermi ritrovata in via Roma. Le cantine sono un cunicolo enorme che si sviluppano tutte sottoterra lungo la via principale di Bormio. Pazzesco, chi non conosce l’esistenza di queste cantine, non può nemmeno immaginare cosa ci può essere sotto ai propri piedi; e anche se io lo sapevo, prima di questa visita non avrei mai immaginato come si ramificano queste cantine. L’atmosfera è indescrivibile: fra le tantissime botti e tini enormi che si dividono fra corridoi e piani, si respira un profumo di erbe mischiato all’odore dell’alcool insieme al profumo, e sottolineo profumo, delle muffe che si sviluppano ai muri nella parte più vecchia della cantina. Regalano un fascino particolare a questo mondo sotterraneo. Se capitate a Bormio, vi consiglio questa visitina di circa un’ora per soli due euro che vi scontano poi se fate un acquisto. In mezzo all’entrata alle cantine, che sembra più un’entrata di una semplice casa con la sua porta di legno, si sviluppa l’enoteca con preziose bottiglie non solo di amaro, grappe e birre di loro produzione ma anche prestigiose bottiglie di vini d’annata, di aceti balsamici e grappe di firme notevoli. D’altra parte invece hanno aperto un bellissimo ed elegante bar sempre a titolo Braulio dove si possono degustare le riserve delle grappe e degli amari, tisane ed infusi con erbe del luogo e piccola pasticceria sempre Valtellinese oltre ai soliti servizi di bar.

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L’inizio del tour fra le cantine propone tutta la procedura per ottenere l’amaro: l’uso dell’alcool mischiato poi insieme alle erbe, quelle note sono solo quattro; per le rimanenti erbe, vengono messe tutte insieme dal responsabile che è l’unico che ne conosce i nomi e le quantità.

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Dopo la raccolta delle erbe, avviene l’infusione.

infusione

Passiamo poi all’estrazione.

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Ed eccoci arrivati alla parte più interessante e stupefacente delle cantine: l’invecchiamento che si sviluppa dai tre ai cinque anni (per il Braulio riserva) in botti e tini. Da qui si parte per un intinerario lungo e affascinante pieno di botti dove riposa appunto l’amaro, constrasegnate da lavagnette dove viene indicato il periodo in cui la botte o tino è stato riempito.

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Ed ecco i prodotti che escono da queste cantine:

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E ora un buon bicchierino di Braulio o perchè non assaggiare un AFFOGATO AL BRAULIO?

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Oggi abbiamo visitato nella mattinata il paese reso più conosciuto a tutti grazie a Debora Compagnoni famosissima campionessa di sci: SANTA CATERINA VALFURVA; come paese non offre molto da vedere essendo piccolissimo, le piste sono belle soprattutto quelle di fondo dove si svolge sempre una gara di mondiale. Rimane sempre molto freddo essendo quasi incassato in una valle, da qui ci sono molte passeggiate da fare in primavera ed estate che portano a vari passi; il panorama è comunque da mozzare il fiato, tutto ricoperto di neve e oggi sta nevischiando… bellissimo il fiume che scorre proprio in mezzo al paese con acqua limpidissima e fresca anzi gelida!!!

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L’INFUSO DI TANEDA

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Per riscaldarci in questa giornata tipicamente invernale, ci siamo degustati un infuso di TANEDA nome dialettale con cui si indica l’erba iva e da cui prende il nome il noto liquore digestivo di origini valtellinesi appunto. Ma con la taneda si ricava anche l’infuso e la grappa. La Taneda liquore richiede pochi ingredienti e si prepara facilmente anche in casa. Sono necessari, oltre ai fiori secchi, solo alcool e zucchero con l’aggiunta di acqua secondo il grado alcolico che si vuol raggiungere. Il liquore di Taneda fatto in casa si presenta molto forte di colore giallo-verdastro e dall’intenso sapore di erbe. Si beve come digestivo solitamente dopo pasti molto sostanziosi. L’infuso bevuto caldo ha un profumo che ricorda molto i fienili, le erbe essicate al sole, dal sapore amarognolo è ottimo come digestivo.

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Un “dolcepensiero” sempre più in alto: ed eccoci a quota 2000, dove si incontrano tutti gli sciatori sia per risalire fino a quota 3000 oppure per scendere in paese tramite tutte le bellissime piste tra cui la famosissima Stelvio che arriva in paese e dove ogni anno si svolge la discesa libera mondiale. Inoltre è una sosta dove puoi mangiare gli ottimi piatti tipici di montagna, rilassarti al sole, prendere lezioni di sci, giocare con i bimbi oppure semplicemente fermarti per un caffè tra una sciata e l’altra, ma rimane anche un luogo dove chi non scia può prendere il sole gustandosi un panorama spettacolare su tutto il parco dello Stelvio oppure sul paese.

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Bormio 2000 si può raggiungere sia in macchina, passando per una frazione denominata CIUK sia in cabinovia che parte dal paese.

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Dopo una giornata favolosa tra neve e sole caldo, un bagno caldo è stato un vero relax seguito poi da un aperitivo con passeggiata in centro. Il nostro acquisto di oggi è stato la birra STELVIO prodotta utilizzando purissima acqua delle montagne del Parco Nazionale dello Stelvio insieme agli ingredienti di rito per la birra: pilsner con il malto d’orzo e il luppolo. La weizen oltre all’acqua e agli ingredienti della pilsner ha in aggiunta anche il malto di frumento mentre per la saraceno gli ingredienti sono acqua, malto d’orzo, luppolo e da come ne suggerisce il nome il grano saraceno.

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