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Archive for agosto 2010

Un “Dolcepensiero”: non so’ cosa potrei raccontarvi su questo piatto, se non che appena ho visto questi bellissimi peperoncini, non ho resistito all’impulso di acquistarli e prima di farli seccare per la stagione autunnale, quale miglior abbinamento se non con i gamberi??? si potrebbero considerare afrodisiaci grazie al connubio peperoncino-gamberi-rosso passione, la cosa sicura e certa è la bontà del risultato, piccanti nel giusto e semplici da farsi… addendi che hanno regalato un risultato gradevole, un po’ peperino e di classe, quella classe che solo la semplicità riesce a donare! 

Il “signor peperoncino” è originario delle Americhe ma ormai è coltivato in tutto il mondo come i peperoni: della stessa famiglia fanno parte sia quelli dolci, sia quelli piccanti, verdi o rossi fino ad arrivare a quelli ornamentali. Sull’origine del nome, ci sono due leggende: una che narra che il nome significhi “scatola” perchè custode di tanti semini che ne ragalano piccantezza, l’altra invece che il nome significhi “mordere” per il fatto che essendo piccante è molto difficile riuscire ad addentarlo fresco. Da sempre usato dai messicani e dai peruviani, sul peperoncino si sono trovate tracce antichissime che narrano la sua coltivazione in graffiti e da noi in Europa arrivò grazie a Cristoforo Colombo (tanto per cambiare!!!). E grazie alla sua ottima propensione a crescere in quasi tutti i luoghi, il peperoncino è diventato uno delle spezie più usate in tutto il mondo: riesce a regalare sapore e colore anche ad una semplice pasta oppure trova il giusto connubio con il cioccolato… ma come spezia sia fresce che essicata, dona a tutti i piatti quel saporino piccantino che piace un po’ a tutti. A lui sono anche dedicate sagre e feste e addirittura gare per chi ne riesce a mangiare di più… Di tante particolarità, il peperoncino è famoso come stimolante di tutte le funzioni vitali del nostro organismo, ma soprattutto a lui sono attribuite proprietà afrodisiache. Vorrei finire questo post con un proverbio di James Joyce che sento spesso dire abbinato al peperoncino: “Dio ha creato l’alimento, il diavolo il condimento”. Sarà per questo motivo che in molte regioni italiane, il peperoncino viene anche soprannominato “diavoletto'”. Sempre a seconda della regione in cui ci si trova, il peperoncino assume nomi diversi a volte legati a leggende e storie della zona.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 grammi di spaghetti nr. 5

500 grammi di gamberi

PER LA MARINATURA

olio extravergine d’oliva

peperoncino fresco

pepe nero in grani

sale rosa dell’Himalaya

miscela persiana di pepe e fiori (ne ho parlato qui).

PREPARAZIONE

Risciacquare i gamberi: porli in una ciotola ricoprendoli con olio evo, unire i peperoncini tagliati a metà, abbondante sale rosa e grani di pepe nero. Porre la ciotola in frigo per almeno un quattro ore, rimestando di tanto in tanto.

Lessare abbondante acqua salata, tuffare gli spaghetti e nel frattempo in una padella antiaderente, far saltare i gamberi con qualche cucchiaio abbondante di olio della marinatura passato al colino. Scolare la pasta, farla saltare con i gamberi e servirli con una spruzzata di miscela di pepe e fiori.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

SPAGHETTI AI FRUTTI DI MARE AL PROFUMO DI PEPE E FIORI

RISOTTO CON GAMBERI DI SICILIA E BROCCOLI AL VAPORE

TORTA PECCATO PICCANTE

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Un “Dolcepensiero” estivo… “SPAGHETTI AI FRUTTI DI MARE” piatto decisamente ispirato all’estate, gustosissimo, ghiotto per chi adora il pesce. Questa è una delle tante versioni che amo preparare: per questa versione ho scelto solo pesci di mare in guscio quali cozze, vongole veraci e gamberi belli grossi e polposi… il pesce l’abbiamo acquistato a Golfo Aranci nella pescheria del piccolo porto di mare, dove lo troviamo sempre di ottima qualità!

Spazzolare, lavare le cozze e le vongole sotto l’acqua scartando quelle rotte; lavare anche i gamberi. Mettere le vongole e le cozze in una pentola capiente, con un filo di olio e qualche spicchio di aglio: cuocere a fiamma viva unendoci del prezzemolo e del peperoncino freschi. Attendere la loro schiusura coprendo la pentola con un coperchio.

In un’altra padella, scaldare un filo d’olio e far rosolare i gamberi irrorandoli con del vino bianco. Dopo circa cinque minuti, unire ai gamberi le cozze e le vongole, aggiungere i pomodorini tagliati a pezzetti e privati della pelle; regolare di sale e pepe, continuare la loro cottura a fiamma bassa per circa dieci minuti senza farli asciugare troppo. Lessate gli spaghetti che poi condirete con il pesce e una spolverata di prezzemolo fresco.

Perdonatemi se non vi ho indicato i pesi degli ingredienti… ma ormai questa ricetta la faccio sempre ad occhio, in base a quanto bel pesce fresco riusciamo a reperire!!!

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Anche quest’anno la PROLOCO DI LIPOMO finisce la stagione estiva con la SAGRA PAESANA che ci terrà compagnia con buona cucina e balli per tre week-end. Non mi resta che darvi appuntamento a SABATO 28 AGOSTO per l’apertura della sagra con un menu’ eccellentI per palati esigenti… Ogni menu’ proposto sarà a tema, ma per ogni serata troverete sempre pasta al pomodoro semplice per i bimbi e carne alla griglia oltre appunto ai piatti principali a tema. Per tutti gli appuntamenti e i menu’ che vi proponiamo, vi allego i programmi per i week-end da trascorrere con noi.

PRIMO WEEK-END con STRACOTTO D’ASINO e GRIGLIATONA DI CARNE

SECONDO WEEK-END dove non possono mancare piatti tipici brianzoli: TRIPPA, POLENTA UNCIA E STINCO AL FORNO

TERZO WEEK-END per finire in bellezza, attraverseremo mari e monti: CENA DI PESCE, RUSTISCIADA piatto antico milanese e per finire con un piatto gudurioso: PIZZOCCHERI…

NON MI RESTA CHE INVITARVI A CENA

GRUPPO FACEBOOK: PROLOCO LIPOMO

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Un “dolcepensiero” pratico: le torte salate le trovo di una praticità unica in cucina perchè le puoi preparare in anticipo per poi consumarle quando e come vuoi, ottime anche fredde. Al mare le faccio spesso per avere qualcosa di svizzioso ma al tempo stesso pratico, da mangiare per pranzo. Se poi confezionate con prodotti del luogo, sono ancora più buone e sfiziose. Per questa torta in versione ovale, ho usato formaggi e salumi “made Sardegna” e devo dire che ce la siamo mangiata in pochi bocconi.

INGREDIENTI (non ho indicato le dosi, ho usato quanto bastava per coprire la pasta!)

1 rotolo di pasta sfoglia

1 mozzarella

1 uovo

fette di prosciutto cotto sardo q.b.

pecorino sardo semi stagionato q.b.

dolcesardoq q.b.

rosmarino q.b.

sale e pepe

PREPARAZIONE

Srotolare la pasta sfoglia e spennellarla con l’uovo sbattuto con un pizzico di sale e pepe. Ricoprirla con le fette di prosciutto cotto, il dolcesardo a pezzi, abbondante pecorino grattugiato grossolanamente e ancora fette di prosciutto cotto; terminare con le fette di mozzarella e una spolverata di rosmarino tagliuzzato molto finemente. Ripiegare i bordi, spennellarli con l’uovo e se avanza, metterlo al di sopra della torta. Infornare per circa venti minuti a 200°C o fino a duratura.

Dall’archivio di Dolcipensieri – cucina sarda:

RICOTTA SALATA FRITTA

SPAGHETTI CON VERDURE E SALSICCIA SARDA

TARTARE ESTIVA ALLA SARDA

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AGRITURISMO S’OZZASTRU – SS125 DORGALI OROSEI (km 211,600)

L’agriturismo è sia ristorante che affitta camere ma c’è anche un ampia zona per chi fa campeggio con servizi igenici ed elettrici esterni, oltre che scarico camper. Intorno alla struttura la classica macchia meditteranea. Abbiamo notato molti clienti dell’entroterra sarda che stavano passando alcuni giorni della settimana di ferragosto: questo ci ha fatto pensare, prima di entrare a pranzo, che la struttura è conosciuta e che la gente del luogo le ha dato fiducia, la stessa che ha strappato anche a noi.

Io vi parlo del ristorante che ho scoperto tramite commenti lasciati su internet, commenti positivi che ci hanno spinto ad assaggiare la sua cucina. Il menu’ è tipico sardo, ma a differenza di altri agriturismi, abbiamo assaggiato piccole diversità. Antipasti di salumi, peperonata tiepida molto squisita accompagnata con ricotta freschissima, ricotta salata con pomodori: il tutto molto buono e abbondante.

Primi piatti come di tradizione: gnocchetti sardi e ravioli con formaggio e bietole con ragu’ di carni di cinghiale, maiale e vitello molto buono e abbondanti.

E finalmente come secondo non il solito maialino bensì del buon agnello in umido con insalata. Anche questa volta, porzioni abbondanti.

Per finire seadas con miele e meringhe alle nocciole, rigorosamente fatte in casa.

Concludendo non posso che dar ragione hai commenti letti in rete: padroni cordiali, molto gentili nei confronti del bimbo a cui hanno cucinato carne subito appena seduti. Porzioni abbondanti, vino buono e un conto di circa 30 euro a persona in pienissima stagione (14 agosto). La sala ampia e luminosa, un camino centrale e sulle pareti attrezzi rurali e contadini. Servizi igenici puliti e nuovi. Ve lo consiglio caldamente. Non c’è menù, si mangia ciò che cucinano giornalmente e devo dire che lo fanno proprio bene. Per finire con un caffè e una crema al limone sempre fatta da loro.

DOVE MANGIARE IN SARDEGNA??? ecco qualche idea

AGRITURISMO DA LINO – LOC. IS CRAVIONES, SAMUGHEO (OR)

LOCANDA STELLA – MONTI (OT)

SU GOLOGONE – OLIENA (NU)

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Un “Dolcepensiero”: qui in Sardegna è impossibile non sfruttare le materie prime che il luogo ci regala. Avete mai assaggiato il prosciutto crudo sardo? beh, se siete amanti dei sapori decisi e saporiti, questo crudo fa per voi: infatti il prosciutto crudo sardo è un po’ salato, molto profumato soprattutto se potete mangiare quelli ancora insaccati artigianalmente. Quest’anno ho potuto provare un prosciutto da agriturismo veramente ottimo, qualche fetta lo usata per confezionare questi saltimbocca con l’aggiunta di pecorino semistagionato. E’ un prosciutto che viene stagionato con aromi del posto e una volta pronto per il consumo, si presenta di un bel rosso intenso; è ottenuto dal pezzo intero della coscia e della spalla. Negli anni passati è stato sempre considerato un prezioso alimento per contadini e pastori che lo consumavano, ed è giusto tutt’ora consumarlo, non a fette sottili, ma tagliate grossolanamente a coltello abbinandolo al pane carasau. La produzione è nata a carattere famigliare, ma ora si possono trovare anche ottimi prosciutti a livello industriale. Vengono utilizzati solo maiali allevati in Sardegna, ottenendo così un prodotto confezionato solo con materia prima di assoluta qualità. La stagionatuta è la fase più importante per avere un’ottimo prosciutto grazie all’eccezionale equilibrio climatico della regione, creando la giusta condizione per la stagionatura dei prosciutti; essi durante la lavorazione vengono salati, pressati e passati poi all’aromatizzazione con pepe e aglio per un periodo che può variare da 4-5 mesi fino a un anno. Le zone di maggiore produzione sono l’Ogliastra e la Barbagia.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

8 fettine di petto di pollo

8 fettine di prosciutto crudo sardo

8 fettine di pecorino sardo semistagionato

olio extravergine d’oliva

sale e pepe

il succo di limone

timo.

PREPARAZIONE

Battere leggermente le fettine di pollo, disporre sopra ad ognuna una fetta di prosciutto crudo e poi una fetta di pecorino. Piegare le fettine in due e fermarle con uno stecchino. Oliare una capiente padella antiaderente, porvi i saltimbocca, regolare di sale e pepe, rigirarli appena iniziano a dorare e spolverarli con il timo. Continuare la cottura rigirandoli spesse volte, irrorare con il succo di limone. Servire appena sono ben cotti. Io li ho serviti con piselli al burro e soffrittino di cipolla bianca con qualche pezzetto di prosciutto crudo. Una delizia.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

INSALATA DI POLLO CROCCANTE AGLI AROMI CON CAVOLO CAPPUCCIO

RISO CON ZAFFERANO SARDO E FONDUTA DI PECORINO

RISOTTO MANTECATO CON PECORINO SARDO E SALSICCIA SARDA

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AGRITURISMO DA LINO – LOC. IS CRAVIONES, SAMUGHEO (OR)

Per il nostro giorno di ferragosto, lontani dalle località di mare prese d’assalto più che mai, come ogni anno siamo scesi in quel di Ortueri per qualche giorno, e abbiamo poi raggiunto Samugheo per il pranzo di ferragosto all’agriturimo DA LINO; agriturismo rurale nel centro della Sardegna, si possono gustare piatti tipici della zona con salumi prodotti in loco, pasta fresca confezionata a mano e il classico maialino sardo finendo con dolcetti artigianali fatti a mano dalle cuoche. La struttura è accettabile, l’esterno dovrebbe essere curato di più con orti dove coltivano le loro verdure che poi propongono agli ospiti o cucinati oppure conservati. Perchè curato di più? perchè la struttra è carina, si affittano anche camere ma il giardino è un po’ lasciato a se stesso e anche la terrazza, che potrebbe ospitare tavoli e sedie per un’aperitivo o per il caffè finale, offre solo una panca dove sederesi ed è un vero peccato perchè l’aria calda/secca è ideale per rilassarsi sotto il pergolato. Ci sono anche piante da frutta. La sala grande è provvista di aria condizionata, bagni nuovi e puliti, servizio buono pur sempre parlando di agriturismo rurale. La conduzione è a livello famigliare. Prima della sala da pranzo, c’è una saletta espositiva con telai per la confezione di tappeti: Samugheo è la “patria” del tappeto sardo dove si può anche visitare un museo. Gli oggetti di artigianato si possono acquistare.

Le due sale sono impreziosite con tantissimi attrezzi di cultura contadina che danno all’agriturismo quella nota rurale tipica dei luoghi sardi.

All’interno dell’agriturismo, c’è un’ampia cantina (camera sterile) fresca naturalmente, dove i proprietari mantegono i salumi e formaggi da loro prodotti, le conserve di verdura oltre che al vino sempre prodotto da loro come il filu ferru e altri liquori.

La cucina è tipica sarda dell’entroterra: apertura con affettati confezionati dal padrone dell’agriturismo con verdure in conserva quali cardi selvatici e carciofini sott’olio: buonissimo il prosciutto crudo sardo. Antipasti abbondanti che oltre al prosciutto ci hanno fatto mangiare anche pancetta, coppa e salame. Il pane fresco preparato da loro e messo in tavola ancora tiepido.

Come primo piatto abbiamo gustato due classici della cucina sarda con pasta fatta in casa: malloreddus e ravioli con ripieno di patate e formaggio con un po’ di bietole, entrambi al sugo.

I piatti di carne erano due: arosto con funghi e porcellino sardo con insalata. E’ seguito un assaggio di formaggio pecorino, produzione propria.

Per finire dolcetti fatti in casa, mirto e caffè…

Riassumendo l’agriturismo è discreto, menù classico sardo con porzioni abbondanti e buone con quasi tutte materie di propria produzione. Unica nota stonata il loro vino per niente buono. Abbiamo acquistato del salame e della pancetta assaggiati in loco e apparsi soddisfacenti. La struttura è pulita, i padroni cordiali. Prezzo 30 euro a testa.

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L’8 agosto a Monti, poco distante Olbia, si è svolta la XVIII SAGRA DEL VERMENTINO dove si festeggia ogni anno fra turisti e gente del posto, il buon vino della Gallura. Nella CANTINA DEL VERMENTINO DI MONTI, si possono sorseggiare vini bianchi e rossi con tutti gli aromi della terra sarda. In concomitanza al Vermentino, nella piazza antecedente la cantina, viene presentato anche il miele sardo in tutte le sue varianti di gusto e sapori.

Ho acquistato a prezzi molto buoni, tre diverse tipologie di miele fra cui il più noto qui in terra sarda perchè abbinato alle famose seadas (frittelle con ripieno di formaggio sardo), il MIELE DI CORBEZZOLO.  Si produce su quasi tutto il territorio sardo, ottenuto esclusivamente dal nettare di fiori di piante spontanee della macchia meditteranea. E’ un miele amaro, molto tardivo: infatti la fioritura del corbezzolo è tra ottobre e novembre. E’ un miele morbido, con colore ambrato. Ha un aroma persistente, il sapore è dolce all’inizio dopodiché diviene amaro al palato. Quello di ASFODELO viene ricavato dai fiori della pianta omonima. I fiori fioriscono in primavera, sono riuniti in grappoli ed hanno un colore rosa. Il miele di Asfodelo ha un colore giallo oro, aroma intenso con sentori di fiori con sapore dolce. Per finire, il MIELE DI CISTO ha colore scuro, sapore deciso e aromatico. E’ un miele raro e di produzione limitata, per lo scarso nettare che può proddurre il fiore di cisto. Ritornando  alla sagra, ve ne posso parlare ben poco come poche sono le foto scattate causa la troppa folla presente, che con bimbi appreso, non ci hanno permesso di godere fino in fondo della serata  organizzata dalla proloco del paese. Vi posso dire che si potevano gustare prodotti sia dolci che salati del luogo, bere dell’ottimo vino e apprezzare balli e canti della zona in costume.

Ma ogni male non viene per nuocere… come si suol dire!!! Infatti i bimbi avendo fame, ci siamo fermati un una piccola trattoria di paese che ci ha deliziato con i suoi piatti semplici ma molto buoni: TRATTORIA LOCANDA STELLA di Monti. Come i miei spaghetti con arselle (l’unico piatto che ho fotografato) conditi con del semplice olio e aglio, comunque buonissimi.

Il nostro secondo piatto, che purtroppo non ho fotografato, sono state delle costine cotte in pentola con olive e vermentino: ottime e molto morbide. A seguire il classico porcetto sardo, il tutto innaffiato con del fresco Vermentino gallurese. L’ambiente è semplice, pulito e confortevole: il personale gentile e sempre disponibile. I prezzi normali e giusti. La trattoria si trova in una delle vie centrali del paese, durante la sagra all’inizio del mercatino.

DOVE MANGIARE IN SARDEGNA:

SU GOLOGONE – OLIENA (2009)

S’ASTORE – PORTO ROTONDO (2009)

MONTI TUNDU – 2009

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SU GOLOGONE, Oliena Nuoro

Non si poteva mancare: prima di arrivare ad Ortueri, ci siamo fermati in questa perla incastonata nella vegetazione tipica della Sardegna dove ci eravamo già fermati l’anno scorso. Quindi non mi perdo in chiacchere se non per raccontarvi la bellissima terrazza all’aperto dove abbiamo mangiato degli ottimi piatti sardi. La foto sopra è il panorama che si godeva dalla terrazza mentre qua sotto alcuni particolari della bellissima terrazza.

Le tavole imbandite con stoviglie dai colori sgarggianti il tutto intorno a muri bianchi, mobili azzurri color del mare. Il menù tipicamente sardo: primi piatti ricchi di sapori e tradizioni…

Primi piatti di sola cucina sarda come le carni per i secondi:

Vi consiglio caldamente di farvi una capatina, giusto per farvi coccolare un po’ dalla gentilezza di tutto il personale!

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Un “Dolcepensiero” tutto tipico: questo piatto è nato dal piacere di gustare una pietanza con tutti prodotti del territorio. Alla SAGRA DEL VERMENTINO, che si tiene tutti gli anni a Monti (OT) – un paesino a pochi chilomentri da Olbia – ho acquistato dello zafferano sardo in pistilli e aggiungo finalmente, perchè gli altri anni non riuscivo a reperirlo. Della sagra e della graziosa e semplice trattoria dove ho mangiato, ne parlerò in un altro post. Ora vorrei parlarvi di questo vero e pregiato tesoro della natura: quello che ho acquistato a Monti arriva da un’azienda agricola di Ploaghe in provincia di Sassari: “Az. Agricola A. Calvia”. Nel cartoncino che faceva da scrigno ai pistilli di zafferano, ci sono indicate le sue proprietà benefiche: antiossidante, efficace come digestivo, una spezia che crea buonumore, coltivato del tutto al naturale e biologico, considerato anche afrodisiaco sia nell’antichità ma anche a tutt’oggi, light perchè ha zero calorie e infine ottimo depuratore del sangue oltre che in tempi remoti, utilizzato come moneta per effettuare scambi di merci. I pistilli di zafferano sono filamenti del fiore che vengono estratti a mano: questo comporta il costo salato per l’acquisto dei pistilli (0.3 grammi = 5 euro)!!! Lo si può utilizzare cosi come lo si acquista unendolo a zuppe, minestre o salse oppure facendolo sciogliere qualche ora prima in acqua o brodo caldo. Se amate spolverizzare gli stimmi, tostare gli stessi sottoponendoli ad una moderata fonte di calore; quando sono ben aridi e friabili, riporli in un pezzo di carta, ripiegare e cchiacciare con un cucchiaio. 0,3 grammi sono più che sufficienti per 500 grammi di riso. La prima raccolta di zafferano è a dicembre: si inizia presto all’alba prima che il fiore si apra, è un operazione che viene eseguita con molta calma e delicatezza, gli stimmi ricavati vengono posati in canestri e ce ne vogliono parecchi perchè ogni fiore ne contiene tre al massimo cinque. Lo zafferano sardo si distingue per il suo aroma delicato oltre che per la sua altissima qualità. Il suo colore è molto marcato da un arancione ad un granata molto vivace. Il sapore… beh unico!!!

INGREDIENTI

500 grammi di riso

0,3 grammi di stimmi di zafferano

una cipolla grande bianca

2 litri di brodo con dado vegetale più 1 cipolla, gambo di sedano e qualche granello di sale marino grosso

2 bicchieri di vino bianco

qualche noce di burro

PER LA FONDUTA

300 ml di panna

200 grammi di pecorino

un paio di noci di burro

pepe bianco

parmigiano gratuggiato.

PREPARAZIONE

Almeno quattro ore prima, stemperare gli stimmi di zafferano in acqua calda. Preparare il brodo con dado e verdure sopraindicate. Tritare la cipolla. Far fondere in una casseruola un paio di noci di burro e rosolarvi la cipolla. Unire il riso e lasciarlo tostare fino a quando i chicchi iniziano a trasparire. Sfumare con vino bianco. Quando tutto sarà evaporato, versare il brodo, un mestolo alla volta. Nel frattempo, mentre il riso cuoce, preparare la fonduta: in una casseruola di coccio alta, far sciogliere il burro, unire la panna e stemperare bene il tutto, aggiungere il pecorino (mi raccomando, regolatevi in base alla stagionatura del pecorino e in base ai vostri gusti se desiderate una fonduta più o meno saporita), mescolare bene il tutto e tenerla su fuoco bassissimo regolando di pepe e un po’ di parmigiano. Verso fine cottura del riso, aggiungere lo zafferano sciolto, far asciugare bene il riso mantecandolo con del burro e una spolverata leggera di pecorino. Servire il risotto in piatti fondi creando al centro un buco dove metterete la fonduta di pecorino. Servire un del fresco Vermentino di Gallura.

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