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Archive for settembre 2010

Un “Dolcepensiero” dal sapore messicano: questo non è un vero e proprio piatto messicano ma lo chiamato così per la presenza di un mix di spezie messicane, ideali per tacos e per fajtas.  Inoltre le ho arricchite con un buon macinato piccante con peperoncino: il tutto per un contorno un po’ diverso rispetto ai soliti, ma buoni, che accompagnano i cibi messicani. Provatele anche voi, poi fatemi sapere!

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

3 zucchine grosse

spezie messicane q.b.

1 piccolo peperoncino piccante rosso

olio extravergine d’oliva

PER IL RAGU’

400 grammi di macinato di vitello

250 grammi di pomodori pelati

1 cipollotto

2 peperoncini verdi

sale.

PREPARAZIONE

 

Preparare il ragu’: affettare il cipollotto a velo e soffriggerlo con un filo di olio evo; far rosolare la carne rigirandola spesse volte fino a quando risulta ben soffritta. Unire il pomodoro, i peperoncini verdi tagliati sottilmente e privati dei semi interni, miscelare bene il tutto e regolare di sale. Cuocere ancora per qualche minuto e poi unire dell’acqua tiepida per non renderlo troppo denso. Pulire le zucchine, privarle della parte molle all’interno, tagliarle a fettine sottili: farle saltare in una padella con un filo di olio e il peperoncino rosso tagliato a metà, privato dei semi interni; quando iniziano ad appassire, unire il ragù, continuare la cottura spolverizzando con le spezie messicane (inizio sempre con un paio di cucchiaini, poi in base agli ospiti che ho, aggiungo ancora qualche cucchiaino per marcare il piccante). Eliminare il peperoncino fresco rosso. Continuare la cottura per almeno un venti minuti a fuoco basso. Un consiglio che voglio rimarcare è di assaggiare sempre prima di regolare di sale e spezie, ci potrebbe essere il peperoncino che già esalta il piccante.

 

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Ennesimo libro di Kathy Reichs letto quasi tutto d’un fiato… come gli altri! Ma questo episodio, dove c’è come sempre protagonista l’antropologa Tempe Brennan, l’ho trovato ancor più avvincente degli altri. Infatti l’inizio del libro descrive, con minuziosi particolari che mi hanno quasi portato a pensare di essere li con lei, la trappola in cui vi è stata messa e la sensazione di paura e smarrimento di Tempe: infatti si trova intrappolata in una sorta di tomba tra melma e resti umani confusa e acciaccata, non ricordandosi di chi la rinchiusa li o di come ci è finita. La salverà il suo ex fidanzato, il tenente Andrew Ryan. Si trova così legata piedi e mani, intenta a concentrarsi per liberarsi e ricordare gli avvenimenti passati, fra sconforto e coraggio: una telefonata anonima l’accusava di aver insabbiato la verità sull’omicidio di un’ereditiera e da qui il libro inizia a raccontare la causa del suo rapimento e della sua tomba. Dopo le varie indagini svolte con il tenente Ryan per capire dove possa aver sbagliato, un nuovo caso la porta a studiare tre cadaveri ritrovati nei boschi di Montreal, cadaveri appartenenti a donne anziane massacrate. Durante queste autopsie, la dottoressa stessa crede di aver commesso errori di valutazione, tutti errori che poi si riveleranno studiati a discapito della stessa da una sua stretta collaboratrice: l’anatomopatologa Marie-Andréa Briel, ambiziosa studiosa arguta e molto furba. Ma la troppa ambizione di quest’ultima e lo smarrimento di un osso, faranno capire a Tempe che tutto sta accadendo alle sue spalle e contro di lei. E così, dopo vari collegamenti e grazie alla sua sicurezza, Tempe con l’aiuto di Ryan, riuscirà a smascherare la collega rivale che con il marito aveva in programma di aprire una grande agenzia di studio e investigazioni ma prima di ottenere il successo e quindi i tanti soldi sperati, il loro progetto prevede la sparizione della dottoressa Brennan, troppo brava nel proprio lavoro e quindi loro prima rivale. Se amate il genere, è un libro che non dovete perdere: ricco di collegamenti tecnici, racconta anche la vita non solo medica della protagonista, ma anche il lato personale di una persona a volte fragile con tutte le paure che una donna si vede durante la sua vita quali amore, figli e lavoro. Un buon poliziesco ricco di tecnica e suspance, finale degno da colpo di scena…

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Un “Dolcepensiero” dal mondo: questa è una delle ricette che potete leggere anche sul blog di ALICE TV dove vi posso parlare di cucina con sapori dal mondo.

Oggi, almeno virtualmente, ci trasferiamo in Oriente per gustarci questi noodles e cioè una pasta molto diffusa in Asia e in Giappone, per lo più composta da farina di grano ma ci sono anche di riso, tagliati a mo’ di spaghetti o tagliatelle. In oriente sono denominate mian le paste di grano mentre fen quelle di riso e sono, dopo il riso, l’alimento più consumato in Oriente. Possono essere conditi in svariati modi: non può mancare la salsa di soia e un mix di spezie che conferiscono il tono giusto ai piatti orientali. Questi noodles sono ricchi e saporiti, ideali anche come piatto unico: alla pasta si unisce anche della carne.

INGREDIENTI

280 grammi di noodles di grano

300 grammi di petto di pollo

200 grammi di germogli di soia

1 zucchina

1 cipolla

1 carota

qualche cucchiaio di mandorle

mix di spezie orientali q.b. (ginger, peperoncino piccante, coriandolo, aglio, cipollotto, sale iodato, zucchero di canna e pepe nero…)

olio di sesamo

sale rosa dell’himalaya

salsa di soia.

PREPARAZIONE

Affettare la cipolla finemente, tagliare a listarelle sottili la zucchina e la carota; affettare anche il petto di pollo. In una wok, scaldare un filo di olio di sesamo e far tostare le mandorle; appena saranno leggermente tostate, unire il pollo e farlo cuocere bene rigirandolo continuamente, regolare di sale. Unire poi le verdure, rimestare il tutto, bagnare con la salsa di soia (se non amate il sapore forte della salsa, allungatela con dell’acqua tiepida). Continuare la cottura insaporendo con le spezie, per ultimo aggiungere i germogli di soia. Tuffare i noodles in acqua bollente e salata per circa qualche minuto, scolarli e unirli in wok amalgamando bene il tutto.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

NOODLES CON POLLO E SALSA DI SOIA

RISO THAI INTEGRALE CON VERDURE E GAMBERETTI

POLLO CON VERDURINE JULIENNE AI PROFUMI D’ORIENTE

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Un “Dolcepensiero” ormai finito: e si il pecorino di Pienza l’ho terminato tutto. Quando sono stata in Toscana, avevo acquistato parecchie forme di formaggio di vari tipi (ne ho parlato in questo post) e poi tagliati in spicchi e conservati in sottovuoto per una resistenza maggiore. Ed ecco qui un connubio di sapori della Val d’Orcia con dell’ottimo pecorino e lo zafferano, vero tesoro di questa terra; il pecorino usato per la fonduta è stato stagionato in foglie di noce che gli conferisce un sapore leggermente amarognolo grazie proprio alla sua stagionatura, che avviene sotto un manto di foglie di noce per circa 120 giorni di cui 90 trascorsi sotto le foglie assorbendone l’aroma che penetra nell’impasto. E’ questo che lo rende particolare. La foglia della noce venne utilizzata fin da tempi antichi per preservare il formaggio: fatto dovuto alla mancanza di grotte. Il Pecorino viene prodotto nella splendida area della valle dell’Orcia, eletta patrimonio dell’ umanità dall’ UNESCO.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 grammi di sedani rigati

150 ml di panna da cucina

100 grammi di pecorino di Pienza stagionato in foglie di noce

una noce di burro

latte q.b.

zafferano in pistilli q.b.

PREPARAZIONE

Quattro ore prima di procedere alla cottura della pasta, lasciar sciogliere lo zafferano in poca acqua. Lessare in abbondante acqua salata la pasta; intanto preparare la fonduta grattando il pecorino, unire la panna e lo zafferano sciolto. Se troppo denso, aggiungere un poco di latte, regolare di sale e porre su fuoco medio-basso fino a quando si presenta una crema densa aggiungendo una noce di burro, unire altro latte se necessario. Condire la pasta di formato corto con la fonduta così ottenuta, terminare con qualche pistillo di zafferano.

 

Adoro la Toscana che mi ha completamente stregato l’ultima volta che ci sono stata

quindi partecipo volentieri al contest del blog: “PAN DI RAMERINO

dal titolo “LA TOSCANA NEL PIATTO

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Un “Dolcepensiero” di stagione: i frutti di bosco sono ottimi anche appena colti, da mangiarli così al… naturale ma in questo caso sono l’ingrediente principale di questa torta morbida con quella nota acidula perfetta per contrastare la dolcezza della frolla. Le more più diffuse sono quelle nere di rovo che si possono trovare nel sottobosco dove crescono selvatiche, come quelle usate qui. Quando le raccogliete, scuotetele per allontanare i piccoli insetti che abitano il bosco e passatele poi sotto acqua corrente. Si possono anche conservare nel freezer per la scorta invernale: un’unica accortezza! Fatele congelare prima individualmente su un vassoio, poi ponetele pure in un sacchetto in modo che non formino una palla poi difficile da separare. L’altro frutto che domina il cuore di questa frolla è la mela renetta: particolare mela con buccia verdastra e cosparsa di puntini color ruggine, quando matura diventa color giallo/bruno. La polpa è carnosa e saporita, a volte leggermente acidula ma è questa la sua particolarità.

INGREDIENTI

PER LA PASTA

180 grammi di farina 00

100 grammi di zucchero

120 grammi di burro leggermente salato

1 uovo

un cucchiaino di lievito per dolci

un pizzico di sale

pangrattato q.b.

zucchero a velo q.b.

PER IL RIPIENO

150 grammi di more di rovo

2 mele renette

20 grammi di zucchero

il succo di mezzo limone.

PREPARAZIONE

Preparare la frolla: nella planetaria miscelare il burro ammorbidito con lo zucchero, quindi incorporare l’uovo, la farina setacciata con il lievito e un pizzico di sale. Formare un  panetto, avvolgerlo nella pellicola trasparente per alimenti e metterlo in frigo per circa 30 minuti. Preparare il ripieno: lavare le mele, sbucciarle, tagliarle a fettine e cuocerle in una casseruola con lo zucchero, 100 ml di acqua e il succo di limone per circa dieci minuti. Preriscaldare il forno a 180°C. Dividere la pasta a metà e stenderla con il mattarello in due sfoglie sottili. Con una rivestire uno stampo di diametro cm 24 imburrato ed infarinato con un bordo di un paio di cm, bucherellare il fondo con una forchetta e cospargere di pangrattato; riempire il guscio prima con le mele poi con le more lavate e sgocciolate. Chiudere con la seconda sfoglia e praticare delle piccole incisioni per far uscire il vapore in cottura. Cuocere per circa 40 minuti, una volta intiepidita spolverare con zucchero a velo.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

LE RENETTE

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MI TROVI ANCHE NELLA RUBRICA “RICETTANDO” NELLA SEZIONE “IBLOG” SU

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Un “Dolcepensiero”:  sfiziose e veloci portate d’inizio pranzo o cena, fattibili ogni giorno dell’anno perchè ormai le zucchine ci sono sempre nei banchi frigo oppure nei reparti freezer. Possono essere un piatto da preparare in anticipo per poi essere presenti quando arrivano i vostri ospiti; inoltre le torte salate o tartellette, offrono un’ampia scelta di varianti sia nell’utilizzo delle varie paste sia nella preparazione dei loro ripieni. Presentate in monoporzioni, sono ideali come finger food.

INGREDIENTI PER QUATTRO MONOPORZIONI (stampi circonferenza cm 10)

1 rotolo di pasta brisè

250 grammi di zucchine

60 grammi di parmigiano grattugiato

50 grammi di pane a pezzettini

1 uovo intero + 1 tuorlo

panna q.b.

1 scalogno

olio extravergine d’oliva

sale e pepe.

PREPARAZIONE

Preriscaldare il forno a 180°C. Lavare le zucchine, tritarle nel robot da cucina a julienne. In una padella antiaderente, scaldare un paio di cucchiai di olio evo, tuffarci lo scalogno tagliato finemente e appena prende colore, unire il pane tagliato a dadini piccoli (più crosta rispetto alla mollica), regolare di sale e pepe, continuare a mescolare fino a quando saranno ben croccanti. Teneteli a parte. Frullare le uova con un pizzico di sale, unire un paio di cucchiai di panna e metà parmigiano, tre cucchiai di zucchine tritate ottenendo una crema densa (nell’eventualità aggiungere della panna). Stendere la pasta brisée e ritagliare quattro dischetti larghi quanto le formine, imburratele e adagiatevi per ogni forma il dischetto di pasta. Versate la crema precedentemente preparata, cospargere ogni tartelletta con le zucchine gratuggiate, spolverate con il rimanente grana e poi con i dadini di pane; ponete le tartellette in forno per circa un quarto d’ora. Passarle poi al grill per un cinque minuti. Servire sia calde che fredde.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

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FETTUCCINE AL PORCINO CON SPECK CROCCANTE E ZUCCHINE

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Ero al mare, finito l’ultimo libro acquistato, mi rimaneva solo l’imbarazzo della scelta di titoli in libreria. Ma l’imbarazzo non c’è stato, perchè sono arrivata nel momento in cui l’adetta stava togliendo dal cartone l’ultimo libro di Sophie Kisella e, senza nemmeno leggerne la trama, l’ho acquistato immediatamente… Becky è ritornata e con lei una nuova protagonista, sua figlia Minnie. In “I Love Mini Shopping” ritroviamo Becky che dopo le novità del matrimonio, in questo libro affronta una nuova impresa impossibile che consiste nel prendersi cura ed educare la sua estroversa bambina! Il suo hobby preferito? Portare scompiglio in tutti i negozi dove va con la mamma mettendo sottosopra scaffali e mensole, al punto di essere addirittura buttate fuori da Babbo Natale e da tutti i suoi elfi amici in un centro commerciale. Una serie poi di diverbi fra lei, il marito e i suoi genitori (infatti vivono tutti sotto le stesso tetto dei genitori) faranno da perno per tutta la storia: anche nella vita della spendacciona Becky, arriverà la crisi finanziaria che la costringerà a stringere la cinghia sugli acquisti sfrenati promettendo al marito di mettere almeno per un paio di volte i suoi vestiti evitando l’acquisto di nuovi capi. Ma Becky non viene però fermata sull’idea di organizzare una mega festa al marito per il suo compleanno rendendo complice la vera e odiatissima mamma di Luke: infatti sarà lei che da dietro le quinte grazie anche ad un contributo danaroso, riuscirà a realizzare il suo sogno. Luke però non dovrà sapere niente… come location, il castello della sua inseparabile amica Suze, ma anche gli altri protagonisti di questa saga aiuteranno Becky: i suoi genitori che non vedono l’ora che se ne vadano da casa, la vicina di casa dei suoi nonchè suocera della sorellastra di Becky e l’amico stilista che creerà anch’egli scompiglio. Una nuova figura che Becky riuscirà a plasmare con le sue mani, è la segretaria tutta d’un pezzo di Luke che sarà l’artefice dei tanti inviti alla festa super-segreta. E così che tra tante risate, sono riuscita a finire questo bellissimo e spassosissimo libro che sicuramente avrà un seguito ma in quel di Los Angels… alla prossima allora!

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Un “Dolcepensiero”: ecco una torta che può essere fatta sempre, perchè sempre deliziosa. Morbida grazie alla ricotta, golosa perchè piena di pezzettoni di cioccolato…

INGREDIENTI

220 grammi di ricotta

50 grammi di gherigli di noci

100 grammi di cioccolato extra fondente

200 grammi di farina 00

200 grammi di zucchero

8 grammi di zucchero vanigliato

75 grammi di burro

3 uova

1 bustina di lievito per dolci

sale.

PREPARAZIONE

Mescolare nella planetaria il burro sciolto a bagnomaria con le uova, un pizzico di sale e gli zuccheri. In una ciotola schiacciare la ricotta con una forchetta e unirla poi al composto. Proseguire aggiungendo la farina setacciata con il lievito, il cioccolato a pezzi e le noci tritate grossolanamente. Versare l’impasto in uno stampo imburrato ed infarinato, metterlo in forno già caldo per 40-45 minuti a 180°C.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

PASTA AL FORNO IN CREMA AL PREZZEMOLO

IL PESTO DI BASILICO

CROSTATA DI FRUTTA E NOCI PROFUMATA AL POMPELMO

TORTA CRIVELLI

TORTA PECCATO PICCANTE

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Un libro che narra la solidità dei rapporti di famiglia, soprattutto se separati involotariamente: è questa la storia che racconta Ra­fik Schami, esiliato in Ger­ma­nia dalla Si­ria, e la so­rella Ma­rie residente a Da­ma­sco, loro città natale. Tra i racconti sulla città, Rafik raccoglie le ricette che la sorella assapora durante le visite a parenti, amici e personaggi rilevanti di questa leggendaria e storica città. Nelle pagine di questo libro, ci sono un susseguirsi d’im­pres­sioni e sen­sa­zioni dei luo­ghi, delle per­sone e dei pro­fumi che si riescono as­sa­po­rare. Mai miglior titolo riesce a far capire la magia di questa terra: insalate particolari e speziate, pane profumato e fresco, minestre sostanziose, piatti etnici e particolari, marzapane e fiori d’arancio, caffè aromatizzato sono alcune delle varietà di ricette che sono state raccolte in questo libro sorprendente e molto accurato nel raccontare i particolari di questa città. Le ricette narrano il tabbuleh di zia Salime un piatto dai pungenti aromi di erbe che non può essere preparato nei momenti tristi; i falafel al coriandolo e cumino dell’artista delle ombre e cioè un uomo capace di mettere in scena con le sue sole mani intere opere teatrali; il riso con mandorle e uvetta dell’anziana levatrice sciita; il fragrante pane allo yogurt della donna che aveva dimenticato come si faceva ad amare; il caffè al cardamomo servito nell’antica caffetteria vicino alla moschea degli Omeiadi, dove ammalianti narratori intrattengono i clienti con favole e antiche leggende misteriose. Oltre alle ricette, il libro si rivela anche una buona guida alla città, se mai ci andrò o andrete: sarà così che si vivrà una passeggiata strabiliante, un viaggio alla scoperta dei giardini nascosti, delle minuscole botteghe, dei sapori, dei profumi, dei colori della città. Molto interessante e utile la rubrica sulle spezie.

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Un “Dolcepensiero” fatto tutto in casa: la crostata è il dolce più casalingo a mio parere, questa ha un cuore con confettura di more e limone che ho postato qui. Il mio Matteo con gli stampini, ha confezionato delle stelline per metterle in superficie con delle strisce, e devo dire che è venuta proprio bene. Anche perchè in pochi secondi non c’erano neanche le briciole…

INGREDIENTI

confettura di more e limone (la ricetta la trovate qui)

300 grammi di farina con lievito

100 grammi di burro chiarificato

100 grammi di zucchero

2 uova intere

la buccia di mezzo limone

un pizzico di sale

zucchero a velo.

PREPARAZIONE

Impastare nella planetaria con la frusta a K la farina con lievito, lo zucchero, la buccia del limone e il burro freddo fino ad ottenere un composto a briciole. Unire le uova, un pizzico di sale e continuare ad impastare fino a quando il composto si rapprende e forma una palla. Avvolgere la pasta in un foglio di pellicola per alimenti e lasciarlo riposare in frigo nel reparto meno freddo, per circa 30 minuti. Stendere l’impasto preparato e rivestire il fondo di una tortiera a cerniera con diametro di cm 22, rifinire il bordo e bucherellare la pasta con una forchetta, coprirla con un foglio di carta da forno bagnato, strizzato e riempito di fagioli secchi. Cuocere in forno già caldo a 200°C per venti minuti. Prelevare la base dal forno ma senza spegnerlo, versare la confettura sulla crostata. Con la pasta avanzata, confezionare dei biscottini con l’aiuto di formine (Matteo questa volta a scelto la stellina e poi a ritagliato le strisce), infornare ancora per 10 minuti. Terminare con zucchero a velo quando la torta sarà ben fredda.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

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