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Archive for 9 febbraio 2011

Eccoci qui… oggi post dedicato alla lettura e grazie a CHIARA del blog UN PIZZICO DI MAGIA, vi racconto un po’ le mie letture:

Quanti libri hai letto nel 2010?

circa una ventina

Quanti erano romanzi e quanti no?

per lo più romanzi

Il miglior libro letto?

adoro la Bertola e i due della Marsha Mehran (pane e acqua di rose e Caffè Babilonia)

Il libro più brutto?

Penso che di brutti non ce ne siano, a volte si sbaglia magari il periodo in cui si leggono!

Il libro più vecchio?

non so’, mi si mette in difficoltà

Il libro più recente?

non so’, mi si mette in difficoltà

Qual è il libro con il titolo più lungo?

anche per me è stato “La città che profuma di coriandolo e di cannella”.

Sul comodino adesso ho appena iniziato “Servizio compreso: vita segrata di una cameriera a quattro stelle”

Quello con il titolo più corto?

il più corto… ce ne sono parecchi a parimerito.

Quanti libri hai riletto?

Tanti. Rileggo molto volentieri la Kinsella soprattutto “La regina della casa” perchè mi mette di buon umore!

E quale vorresti rileggere?

tanti!!! soprattutto quelli che mi fanno ridere!

I libri più letti dello stesso autore quest’anno?

quest’anno ho letto soprattutto la Bertola che ho appunto riscoperto da poco, per ora sono a tre!

Quanti libri scritti da autori italiani?

qualcuno, forse un 5!

E quanti di questi libri sono stati presi in biblioteca?

nessuno, amo acquistare i libri.

Dei libri letti quanti erano nel formato e-book?

qualcuno… cerco di comprare gli originali, però!!!

A Chiara grazie per avermi reso partecipe di questo sondaggio, adesso vi lascio con le mie impressioni su un bellissimo romazo

…”Mangiare è come vivere, e il cibo può dare un senso alle cose e aiutare a capire le persone”.

Immagine presa dal web

Non è sempre così… nel senso che questo è il primo capitolo della storia di Ruth Reichl ma io ho iniziato – purtroppo –  dalla lettera del secondo libro e cioè CONFORTATEMI CON LE MELE. Ma non mi sono persa anzi ho divorato anche questo in pochi giorni e lo trovato molto ma molto bello, semplice e di facile lettura; nei libri di Ruth oltre a far amare al lettore il cibo, riesce anche a far amare la vita come fosse un buon piatto da gustare in tutti i modi. Nella realtà Ruth Reichl oltre che un abile scrittrice, è la critica culinaria più famosa d’America. Questo è il suo primo libro e racconta la sua vita partendo dall’infanzia per niente facile e felice avendo una madre sofferente di manie depressive che la costringe ad un’accellerata crescita, un padre innamorato e molto accondiscendente. Racconta di come sia nata la sua passione per la buona cucina grazie alla signora Pavey ed Alice, cuoca di origine caraibica fin dalla tenera età di nove anni. Di lei la scrittrice non dimenticherà mai le famose mele al forno con salsa dura. Dopo varie peripezie adolescenziali, il matrimonio, la lunga luna di miele in giro per il mondo e la vita in una sorte di comune, sarà grazie ad un viaggio ed alla bellissima cena ospite di un ricco buongustaio francese, che Ruth capisce per la prima volta cosa significhi veramente mangiare. Per i suoi genitori sarà un duro colpo il trasferimenti di Ruth a NY, dove la protagonista inizierà una nuova pagina della sua vita per poi trasferirsi in California durante gli anni ’70 in piena era Hippy. La sua descrizione minuziosa e molto garbata del cibo, fa sembrare un semplice intingolo un ottimo accompagnatore ai pasti più importanti e ti sembra di essere al tavolo con loro a gustare una chartreuse di pernice, elegante quanto buona. Tra le pagine di questo romanzo si capisce quanto Ruth abbia capito l’importanza del cibo che con sua madre non era la parte più importante della sua vita: infatti aveva la mania di non buttare ne il cibo scaduto ne il cibo ammuffito portando perfino delle persone in ospedale. Sarà infatti un party in onore della zia, che fra madre e figlia si riuscirà a costruire un rapporto purtroppo reso difficile dalla sua malattia. E anche con il padre che grazie al marito di Ruth, riuscirà a far capire alla figlia la parte buona della madre e a farsi anche conoscere un po’ di più dalla figlia stessa. Tra queste sue romanzate note autobiografiche, la Reichl inserisce le sue ricette legate ad amici, viaggi e ricordi riproponendole anche nella sua versione a volte più facilitata, a volte sorprendentemente migliorate. Infatti vorrei poter realizzare qualche sua ricetta che logicamente vi posterò; quelle che più mi stuzzicano sono la Torta del diavolo con crema annessa, la tarte di lamponi alla Oléron oppure il pane al cocco, ricetta della sua amica di colore Serafina protagonista di parecchie pagine del libro. Per ora vi lascio dicendovi che se amate il cibo, amate cucinarlo e amate anche leggere di lui, beh allora non potete non aprire questi libri e mi raccomando di leggerli in fila: non fate come me e anche se dovesse succedere, non preoccupatevi perchè la penna di Ruth vi scivolerà fra le dita portandovi in un bellissimo viaggio fatto di cose buone e semplici come deve essere la vita… e lei ce l’ha fatta molto bene. Il suo scrivere è sottolineato da un delicato umorismo. Sul mio comodino già mi aspetta Aglio e zaffiri…

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