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Archive for febbraio 2011

Oggi il post è una raccolta di cio’ che mi è capitato negli ultimi tempi: inizio con ringraziare il giornale “LA PROVINCIA” perchè ha ospitato il mio blog sul loro mensile “MAG” all’interno del loro servizio dedicato agli artisti del gusto della provincia di Como. Non è la prima volta che mi dedicano qualche riga (QUI e QUI), a loro i miei più dolci ringraziamenti.

Pagina 29 del mensile “MAG” – mese di febbraio 2011, sulla sinistra il mio articolo…

Il mio secondo pezzo è tutto dedicato a “LA CUOCHINA SOPRAFFINA” che mi ha vista vincitrice del suo contest “ROSSO VALENTINO” con la ricetta “BRESAOLA CON CHANTILLY ALLA RICOTTA“.

E per finire un bel – spero – resoconto sulla settimana bianca, relax e belle giornate…

Un “Dolcepensiero” un po’ infreddolito: abbiamo scelto i famosi “giorni della merla” i più freddi dell’anno, per passare la nostra settimana bianca e devo dire che proprio faceva freddo. Le nostre tappe sono state Bormio, ormai per noi proclamata la location per le nostre settimane bianche (infatti ne potete vedere qui i miei ricordi ma anche qui e qui), poi siamo passati a Livigno (e anche qui ne avevo già parlato) e poi St.Moritz… L’hotel scelto per il soggiorno è stato il CRISTALLO posto sulla via principale che attraversa Bormio per arrivare sia al centro storico sia per arrivare ai bagni/terme e per andare a Livigno. Un soggiorno in perfetto relax, con addetti ai lavori molto gentili, ambiente pulitissimo e cucina eccellente: per ogni colazione c’era per noi un ampio buffet ricco di ogni bontà sia dolce che salata confezionato tutto dalle loro cucine, calda e fredda. La cena comprendeva sempre un ricchissimo buffet di antipasti leggeri quali insalate fresche o condite, verdure grigliate e bruschette, ogni cena prevedeva tre primi e tre secondi da poter scegliere al momento e per finire una tavolata di dolci di ogni genere rigorosamente fatti in casa. Fra i primi mangiati ci sono stati i tradizionali pizzoccheri della Valtellina cucinati con la Casera (se volete potete sbirciare la mia versione), un caldissimo passato di verdura con crostini alla paprika dolce che vorrei riproporre molto presto nella mia cucina; Marco si è gustato i famosi Taroz (qui la mia versione). I secondi piatti assaggiati sono stati un Vitello Tonnato con capperi di Pantelleria buonissimo (qui come lo faccio io), il classico secondo piatto di montagna lo stinco al forno (qui come l’ho fatto io), un delicato pollo in coccio e dei buonissimi formaggi serviti in taglieri. Per passare al relax beh la strada è poca perchè l’hotel ha una SPA dove potersi allenare in palestra, un idromassaggio largo e confortevole, bagno turco e sauna, docce con spruzzi su tutto il corpo, solarium e estetista presente per qualsiasi servizio di bellezza. Ma mentre Marco si faceva le sue discese, io e Matteo ci siamo ben pigramente immersi nelle calde acque termali delle Terme di Bormio dove abbiamo nuotato anche sotto un cielo azzurro e con termometro zero gradi, un po’ di idromassaggio e qualche discesa nel tunnel con tuffo stratosferico…

St.Moritz… non mi è piaciuta; forse abituata dal calore della Valtellina piena di anfratti panoramici, baite con camini scoppiettanti, ho trovato S.Moritz molto cittadina, fredda e per niente accogliente… in compenso ci siamo fermati al paese vicino dal nome impronunciabile, figurarsi scriverlo, dove abbiamo mangiato molto bene. Finalmente ho assaggiato il Rosti di patate

Un piatto tipico svizzero a base di patate fritte tagliate a fettine sottili e schiacciate a mo’ di frittellina che formano un piccolo nido. Quello in foto che ho mangiato io, era appunto un letto di rosti con pezzettini di formaggio e pancetta, accompagnati con due belle uova. Molto saporito e corposo, ci credete che non ce l’ho fatta a finirlo??? Da S.Moritz siamo scesi verso le valli comasche…

Qualche scorcio scendendo verso la Val Chiavenna…

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Un “DolcissimoPiacere” per tutti: trovo questa torta la più buona in assoluto e su questo trovo anche il consenso di mio marito che l’adora; infatti è da parecchie settimane che me la chiedeva e a parte tutti gli impegni per la sfilata di carnevale (costumi, carro e festa asilo), ecco finalmente anche il post… in ritardo si fa per dire. Prima tutti i piattini delle feste, poi quelli con le verdure di stagione oppure con le mie scorte invernali, ora non posso esimermi dal farvela assaggiare anche perchè questa torta è buona tutto l’anno… ottima per le vostre feste, ideale per le merende. E’ tanto buona che, nel giro di 15 giorni, l’ho fatta un paio di volte. La prima l’ho portata come dolce ad una cena fra amici dove però Marco mi ha detto che sapeva poco di limone, infatti lui l’adora se rilascia quel buon profumo che solo l’agrume giallo sa regalare. La seconda per un compleanno in pigiama, si avete capito bene perchè all’alba dei 37 anni, io e le mie amiche abbiamo organizzato un pigiama party dove questa torta – con mia grande gioia – è stata letteralmente divorata con un susseguirsi di richieste per rifarla su commissione. Ma le mie care amiche, tra cui due che hanno assaggiato entrambe le versioni, hanno gradito la torta con meno limone: infatti nella seconda versione oltre alla buccia, ho aggiunto anche il succo, molto più profumata. Oltretutto mi hanno detto che mangiata il giorno dopo, è apparsa ancor più buona… a voi la scelta se con più o meno limone. Poi riferitemi!!!

PER GLI INGREDIENTI E LA SUA PREPARAZIONE, VI RIMANDO AL MIO SECONDO BLOG OSPITE QUI

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TORTA RICOTTA E NUTELLA

FUSILLI AL PESTO DI RUCOLA CON PECORINO E PINOLI

CROSTATA ALLA CREMA

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Un “Dolcepensiero” per tutti coloro che amano: oggi è san valentino, chi mi segue sa che per me è un giorno ancor più pieno di amore perchè lo dedico sempre a due miei amori. Si perchè oltre ad amare immensamente mio marito, la giusta parte di me che mi mancava fino a 14 anni fa, amo immensamente anche il mio piccolo angelo che ha voluto contradistinguere con tanto amore in più questo giorno fatto di tenerezza: parlo di mio figlio Matteo che venne alla luce il giorno di san valentino ben 5 anni fa… oggi qui è uggioso come uggiosa fu la giornata fuori 5 anni fa… ma non dentro il mio cuore fin dal primo minuto che lo abbracciai… ecco l’essenza dell’amore!!!

La ricetta di oggi forse per alcuni non è proprio “valentiniana” ma sicuramente è una portata che accontenta sia l’amore grande, sia l’amore piccolo… il pesto usato è di semplice preparazione, perfetto anche per farne scorta in freezer come ho fatto io, per la ricetta potete leggerla qui: infatti, in seguito, l’ho confezionato in vasetti da 150ml circa e messi in freezer.

BUON SAN VALENTINO A TUTTI COLORO CHE SANNO AMARE…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 grammi di spaghetti nr.5

200 ml di pesto alla rucola profumato al pepe

150 grammi di crescenza

poco peperoncino

grana grattugiato

PREPARAZIONE

Lessate in acqua bollente salata gli spaghetti. In una pentola antiaderente, stemperare il pesto di rucola con qualche cucchiaio di acqua di cottura a fuoco bassissimo. In una ciotola, setacciare con una forchetta, la crescenza in cui unirete il peperoncino. Aggiungerla al pesto e miscelare bene il tutto. Scolare la pasta e farla saltare in pentola con il pesto, servire nel piatto con una bella spolverata di grana grattugiato.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

SPAGHETTI E GAMBERI MARINATI

IL PESTO DI BASILICO

CIALDINE DI GRANA CON BRESAOLA

FUSILLI CON RADICCHIO E PERE

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Un “Dolcepensiero”: questa ricetta è tratta dal bellissimo blog di Cinzia “il ricettario di Cinzia”. Appena ne ho letto ingredienti e preparazione, non ho potuto resistere a prepararlo anche nella mia cucina… e il successo è stato assicurato! Ce lo siamo goduti in tutta la sua delicatezza, mi è rimasto salato nel modo giusto, insomma una vera bontà, tanto che abbiamo fatto il bis e per fortuna ne avevo fatto per quattro! Qui sotto vi propongo la mia versione che cambia solo in due ingredienti… per il resto non posso far altro che ringraziare Cinzia…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 grammi di riso carnaroli

1 cucchiaio di burro chiarificato

1 porro (solo la parte bianca)

500 grammi di latte intero

4 cucchiai di Parmigiano grattugiato

brodo di verdura q.b.

fior di sale q.b.

curry q.b.

PREPARAZIONE

Tagliare il porro a rondelle sottilissime, farlo rosolare con il cucchiaio di burro nel tegame, aggiungere il riso e lasciarlo tostare per qualche minuto. Aggiungere un poco di latte a temperatura ambiente, un pizzicone di fior di sale e continuare la cottura del risotto con il latte. Quando finisce il latte, cominciare ad aggiungere il brodo, fino a che il riso sarà cotto. Aggiustare di fior di sale e aggiungere il Parmigiano grattugiato. Coprire il risotto e lasciarlo riposare alcuni minuti. Impiattare e spolverizzare la superficie con il curry.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISOTTO CON GAMBERI DI SICILIA E BROCCOLI

COSCE DI POLLO AL CURRY E PILAF AROMATIZZATO

TARTELLETTE GRATINATE ALLE ZUCCHINE E CURRY

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Eccoci qui… oggi post dedicato alla lettura e grazie a CHIARA del blog UN PIZZICO DI MAGIA, vi racconto un po’ le mie letture:

Quanti libri hai letto nel 2010?

circa una ventina

Quanti erano romanzi e quanti no?

per lo più romanzi

Il miglior libro letto?

adoro la Bertola e i due della Marsha Mehran (pane e acqua di rose e Caffè Babilonia)

Il libro più brutto?

Penso che di brutti non ce ne siano, a volte si sbaglia magari il periodo in cui si leggono!

Il libro più vecchio?

non so’, mi si mette in difficoltà

Il libro più recente?

non so’, mi si mette in difficoltà

Qual è il libro con il titolo più lungo?

anche per me è stato “La città che profuma di coriandolo e di cannella”.

Sul comodino adesso ho appena iniziato “Servizio compreso: vita segrata di una cameriera a quattro stelle”

Quello con il titolo più corto?

il più corto… ce ne sono parecchi a parimerito.

Quanti libri hai riletto?

Tanti. Rileggo molto volentieri la Kinsella soprattutto “La regina della casa” perchè mi mette di buon umore!

E quale vorresti rileggere?

tanti!!! soprattutto quelli che mi fanno ridere!

I libri più letti dello stesso autore quest’anno?

quest’anno ho letto soprattutto la Bertola che ho appunto riscoperto da poco, per ora sono a tre!

Quanti libri scritti da autori italiani?

qualcuno, forse un 5!

E quanti di questi libri sono stati presi in biblioteca?

nessuno, amo acquistare i libri.

Dei libri letti quanti erano nel formato e-book?

qualcuno… cerco di comprare gli originali, però!!!

A Chiara grazie per avermi reso partecipe di questo sondaggio, adesso vi lascio con le mie impressioni su un bellissimo romazo

…”Mangiare è come vivere, e il cibo può dare un senso alle cose e aiutare a capire le persone”.

Immagine presa dal web

Non è sempre così… nel senso che questo è il primo capitolo della storia di Ruth Reichl ma io ho iniziato – purtroppo –  dalla lettera del secondo libro e cioè CONFORTATEMI CON LE MELE. Ma non mi sono persa anzi ho divorato anche questo in pochi giorni e lo trovato molto ma molto bello, semplice e di facile lettura; nei libri di Ruth oltre a far amare al lettore il cibo, riesce anche a far amare la vita come fosse un buon piatto da gustare in tutti i modi. Nella realtà Ruth Reichl oltre che un abile scrittrice, è la critica culinaria più famosa d’America. Questo è il suo primo libro e racconta la sua vita partendo dall’infanzia per niente facile e felice avendo una madre sofferente di manie depressive che la costringe ad un’accellerata crescita, un padre innamorato e molto accondiscendente. Racconta di come sia nata la sua passione per la buona cucina grazie alla signora Pavey ed Alice, cuoca di origine caraibica fin dalla tenera età di nove anni. Di lei la scrittrice non dimenticherà mai le famose mele al forno con salsa dura. Dopo varie peripezie adolescenziali, il matrimonio, la lunga luna di miele in giro per il mondo e la vita in una sorte di comune, sarà grazie ad un viaggio ed alla bellissima cena ospite di un ricco buongustaio francese, che Ruth capisce per la prima volta cosa significhi veramente mangiare. Per i suoi genitori sarà un duro colpo il trasferimenti di Ruth a NY, dove la protagonista inizierà una nuova pagina della sua vita per poi trasferirsi in California durante gli anni ’70 in piena era Hippy. La sua descrizione minuziosa e molto garbata del cibo, fa sembrare un semplice intingolo un ottimo accompagnatore ai pasti più importanti e ti sembra di essere al tavolo con loro a gustare una chartreuse di pernice, elegante quanto buona. Tra le pagine di questo romanzo si capisce quanto Ruth abbia capito l’importanza del cibo che con sua madre non era la parte più importante della sua vita: infatti aveva la mania di non buttare ne il cibo scaduto ne il cibo ammuffito portando perfino delle persone in ospedale. Sarà infatti un party in onore della zia, che fra madre e figlia si riuscirà a costruire un rapporto purtroppo reso difficile dalla sua malattia. E anche con il padre che grazie al marito di Ruth, riuscirà a far capire alla figlia la parte buona della madre e a farsi anche conoscere un po’ di più dalla figlia stessa. Tra queste sue romanzate note autobiografiche, la Reichl inserisce le sue ricette legate ad amici, viaggi e ricordi riproponendole anche nella sua versione a volte più facilitata, a volte sorprendentemente migliorate. Infatti vorrei poter realizzare qualche sua ricetta che logicamente vi posterò; quelle che più mi stuzzicano sono la Torta del diavolo con crema annessa, la tarte di lamponi alla Oléron oppure il pane al cocco, ricetta della sua amica di colore Serafina protagonista di parecchie pagine del libro. Per ora vi lascio dicendovi che se amate il cibo, amate cucinarlo e amate anche leggere di lui, beh allora non potete non aprire questi libri e mi raccomando di leggerli in fila: non fate come me e anche se dovesse succedere, non preoccupatevi perchè la penna di Ruth vi scivolerà fra le dita portandovi in un bellissimo viaggio fatto di cose buone e semplici come deve essere la vita… e lei ce l’ha fatta molto bene. Il suo scrivere è sottolineato da un delicato umorismo. Sul mio comodino già mi aspetta Aglio e zaffiri…

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LA MIA IDEA PER UN AFRODISIACO SAN VALENTINO… VISITATEMI ANCHE QUI!

Un “Dolcepensiero” che più dolce non si può… un po’ in anticipo: adoro festeggiare la festa di San Valentino nell’intimità della mia casa con una cenetta a due e coccolare chi amo con un piatto molto semplice ma adatto all’occasione… Da sempre la capasanta è considerata un cibo afrodisiaco e, grazie alla loro conchiglia che contiene il mollusco bianco e il suo corallo di un bel arancione vivo, sono anche molto belle a vedersi. Le capesante gratinate sono un ottimo antipasto ma se accompagnate con qualche piccolo nido di pasta, creano un ottimo piatto unico. Auguro un romantico San Valentino a tutti gli innamorati… il mio da ben cinque anni è ancor più speciale perchè nacque Matteo, il mio bimbo! Auguri!

PER GLI INGREDIENTI E LA PREPARAZIONE, VI ASPETTO SUL MIO SECONDO BLOG OSPITE DI DONNE SUL WEB, CON TANTI ALTRI SPUNTI PER IL VOSTRO GIORNO DI S.VALENTINO

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Un “Dolcepensiero” di festa: oggi abbiamo festeggiato nel pomeriggio, il compleanno mio e di Matteo con tutta la mia famiglia ed è stato emozionante notare che di anno in anno il mio campione sta crescendo e sembrerà banale ma lo vedi anche nel modo in cui si prepara e prepara la festa che sarà più sua che mia, logicamente. Ha iniziato con il preparare la tavola mettendo piatti e bicchieri tutti in tema con il cartone Ben Ten ormai suo mito e al momento della torta si è seduto composto come un piccolo lord e soffiatto le sue “tante” cinque candeline e l’emozione di mamma è stata tanta perchè non posso non amare un bimbo bravo e giudizievole come lui, l’angelo che riscalda il mio cuore… tanti auguri al mio piccolo principe… Per il pranzo ho avuto ospite la mia nonna di 93 anni troppo in gamba e per lei ho cucinato delle tagliatelle ai cereali con crema al formaggio delle Langhe e questa ruspante faraona…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

PER LA FARONA AL FORNO

1 faraona

1 mazzetto di timo fresco o timo essicato

150 grammi di pancetta a fette

qualche ciuffetto di burro

olio extravergine d’oliva

fior di sale q.b.

qualche granello di pepe nero

PER LE PATATE

500 grammi di patate

1 rametto di rosmarino

fior di sale q.b.

olio extravergine d’oliva

PREPARAZIONE

PREPARARE LA CARNE: Tagliate la faraona  a tocchi – operazione che potete far fare anche al macellaio – e ricoprite ogni pezzo con la pancetta a fette che poi fermerete anche con un giro di spago per cucina. Porre i pezzi di carne in una pirofila di ceramica unta di olio extravergine d’oliva, salate con qualche fiocco di fior di sale e un po’ di grani di pepep nero, terminate con i ciuffetti di burroe il timo ed infornate  in forno già caldo a 180°C – forno statico-  per circa un’ora e un quarto (la cottura può variare in base alla grossezza dei vostri pezzi di carne). Rigirateli appena saranno ben dorati.

PREPARARE LE PATATE: Sbucciare e tagliare a pezzi piccoli le patate e adagiarle in una pirofila antiaderente con un filo di olio evo, il rosmarino e il fior di sale. Infornarle per un’oretta circa o fino a duratura. Unirle poi nella stessa pirofila per gli ultimi minuti di cottura della carne e servirla portandola sulle vostre tavole dove i commensali potranno acquisire il pezzo a loro più gradito con qualche patatina…

Dall’archivio di “Dolcipensieri”:

ARROSTO DI COPPA ALLE ARANCE

POLLO ARROSTO AL MIELE E LIMONE

PATATE SABBIOSE

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Un riciclo veloce ma d’effetto? I caprini aromatizzati!!! Quando si comprano al market, o addirittura dal contadino che li produce e li confeziona da se’, vengono sempre acquistati a gruppo in deliziose vaschette avvolti uno per uno con carta oppure messi sovrapposti e uno fianco all’atro, in comodi barattoli con olio. I caprini sono formaggi freschi e delicati, per regalar loro un po’ di sprint, bastano pochi tocchi veloci che ci aiutano anche a variarne la messa in scena e pure il gusto. Si possono aromatizzare con spezie e odori vari, per servirli come fine pasto… Come lo dice la parola stessa, i caprini sono prodotti con latte di capra e sono formaggi spalmabili. Il latte di capra non si presta molto bene alla produzione di formaggi a pasta semidura o dura, di media o lunga stagionatura, mentre è particolarmente adatto alla produzione di formaggi freschi o a breve stagionatura. Attenzione quando li acquistati: potete trovare anche caprini di latte vaccino e cioè prodotti con latte di vacca o addirittura un misto fra i due tipi di latte. Possono essere a pasta fresca, cioè la tipologia più conosciuta perchè è il caprino classico. Questo tipo di formaggio puo’ essere consumato fresco o dopo qualche settimana di maturazione. A pasta molle, il classico stracchino. A pasta dura, cioè la formaggella, ha una stagionatura superiore ai 2 mesi.

PER INGREDIENTI E PREPARAZIONE passate di qua

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Un “Dolcepensiero” un po’ rustico: un piatto montanaro, un piatto rustico molto cucinato durante tutta la mia infanzia. Adoravo e adoro la carne bianca quindi anche quella di coniglio che soprattutto dalle mie parti – qui in Brianza – sono sempre stati animali da cortile, carne di sostentamento per gli inverni rigidi. Infatti questo è un piatto da gustare con una bella e calda polenta fumante.

INGREDIENTI

1 coniglio

2 cipolle dorate

2 spicchi di aglio

200 grammi di salsa di pomodoro

qualche rametto di rosmarino

5 dl di vino rosso

olio extravergine d’oliva

qualche chiodo di garofano

sale e pepe.

PREPARAZIONE

Tagliare il coniglio a pezzi non troppo piccoli e lasciarli riposare per circa un’ora nel vino rosso con qualche chiodo di garofano e il pepe nero. Scolarli e metterli a cottura in una teglia con dell’olio, la cipolla tritata e gli spicchi di aglio. Rosolare la carne fin quando assumerà un bel colore uniforme, bagnando di tanto in tanto con il vino rosso della marinatura (circa un bicchiere). Quando questo sarà evaporato e la carne ben rosolata, aggiungete il rosmarino (a rametti interi). Regolare di sale, aggiungere la salsa mescolando con delicatezza: bagnare ancora un po’ con il vino rosso mischiato ad acqua e portare a termine la cottura a fuoco medio. Servire il coniglio con della polenta (qui la ricetta).

Dall’archivio di Dolcipensieri:

INSALATA DI CONIGLIO, CETRIOLI E CIPOLLINE IN AGRODOLCE

QUAGLIE

CANEDERLI E CINGHIALE BRASATO

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Immagine presa dal web

L’avevo già visto al cinema appena uscito con la mia amica Cristina e subito mi ero detta che era un bel film da far vedere anche a Marco. Detto fatto anche se con un po’ di ritardo avendo aspettato l’uscita in DVD; perfetto per le serate tranquille passate davanti al camino con il giusto relax che solo le vacanze di natale sanno regalare. Quando sono stata al cinema, avevo visto pochi trailers e non sapevo neanche chi fosse l’artefice di questa bella pellicola: avevo solo apprezzato i nomi dei protagonisti che sono tra i pochi attori americani che prediligo. Ma appena ho letto il nome del regista, mi sono stupita, e si, perchè GUY RITCHIE è più famoso per essere l’ex marito di Madonna che per essere un bravo o almeno discreto regista. Di lui mi ricordo il film “Lock & Stock – Pazzi scatenati” e poi qualche pubblicità e video musicali dove come protagonista c’era sempre la sua adorata consorte. Ma quando si è messo a ricreare la “comicità nera” del film “Travolti dal destino”, scopiazzato dal più famoso e ormai cult del cinema italiano “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” di ben 36 anni fa dell’occhialuta in bianco e mai banale signora Lina Wertmuller, quel cinema italiano in cui recitavano attori come la signora Melato e il signor Giannini, beh temo abbia peccato di presunzione. Ebbene si!,  perchè paragonare la moglie alla Melato è pura ambizione, di Madonna mi è piaciuto solo il guardaroba e il suo fisico ben scolpito coperto da bellissimi costumi da bagno neri e del figlio di Giannini, devo dire che malgrado mi piaccia parecchio, purtroppo è il perfetto figlio di papà che cerca di emulare il successo del suo predecessore… il problema è capire se ce la farà, dovrebbe scrollarsi di dosso il voler essere come lui… Una scelta giusta sono stati gli ambieti naturali che solo l’Italia possiede… Gli altri film me li sono persi proprio per voler mio fino ad arrivare a Sherlock Holmes, ispirato all’omonimo investigatore creato da Sir Arthur Conan Doyle e al fumetto di Lionel Wigram, che vede come protagonisti Robert Downey Jr., Jude Law e Rachel McAdams. Bellissima rivoluzione di look, comportamenti e manie del celebre ispettore nonchè del suo fidato assistente dottor Watson. Questo ispettore è molto donnaiolo, ama il gioco della boxe ed ha un problema col gioco d’azzardo come anche il dottore. La storia messa in visione per il pubblico è originale, c’è sempre un nemico assassino da combattere che porterà l’investigatore a scoprire e, di conseguenza svelare, un pericoloso complotto che potrebbe distruggere il Paese. Il cattivo è Lord Blackwood, esperto mago che tramite i suoi trucchi, porterà comunque Holmes in guai seri fino a rischiare la sua stessa vita. Un’Inghilterra ricostruita come poteva esserre tantissimi anni fa, fra strade di terra e fango e cavalli con carrozza, bellissime scenografie e fotografie, abiti molto glamour soprattutto quelli femminili che grazie ai loro colori, spiccano su una grigia Londra. Botteghe e personaggi strani, fra cui i famosi bar di Fishs and Ships innaffiati da buona birra scura,scene particolari quali quella in cui Holmes per seguire la sua fidanzata o presunta tale, attraversa un circo in allestimento oppure il duello fra il detective e un grosso omaccione pronto a portarlo alla morte, in cui all’interno di un cantiere per navi riusciranno fra scazzottate varie a demolire in acqua una nave quasi pronta e ferma in cantiere ma anche qui grazie al suo fidato collaboratore, Holmes riuscirà a farla franca fino poi al loro arresto. Le cauzioni verrano poi pagate dalla promessa sposa di Watson per il dottore mentre quella di Holmes verrà pagata da mani potenti, le stesse che chiederanno aiuto all’investigatore per terminare la scia di sangue di povere donne assassinate. Sarà lo stesso padre di Lord Blackwood a chiedergli aiuto, che dopo la condanna a morte del figlio e per magia resuscitato, inizierà a commettere omicidi per arrivare allo scopo di demolire l’intero senato e prendere lui il potere sul regno. Ma Holmes con maestria e intelligenza, riesce a capire e carpire i segreti del Lord, sventerà l’attentato e di conseguenza distruggerà la macchina predisposta per uccidere il senato… ma un misterioso secondo cattivo lascia il pubblico in perfetta suspance nell’attesa – credo sicura – di un continuato: insomma per Holmes non è ancora finita l’opera di inverstigare su Londra. Un appunto sulle scene tutte molto belle come quelle svolte nello studio/laboratorio dell’omino che prepara i trucchi e le pozioni magiche per il Lord. Dettagli ed esperimenti vengono fatti vedere al pubblico in modo molto minuzioso (sarà che sono donna ma tutti quegli animaletti, pur finti che siano, sezionati sul tavolo o conservate in ampolle, sono poco gradite ma comunque efficaci)!!! Bellissime sequenze quelle di inizio film che a rallentatore spiegano come annientare a suon di botte i nemici colpendoli in parti del corpo ben delineate… Finisco con il dirvi che il film merita non solo per i protagonisti strepitosi, ma anche per scenografia e fotografia, per i costumi e anche per le attrici femminili perfette per quelli maschili. Quindi buonissima visione in attesa del secondo film!!!

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