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Archive for marzo 2011

Un “Dolcepensiero”: questo dolce l’ho preparato per un pranzo in proloco, è una coppa con una crema di panna e amaretti arricchita con qualche goccia di crema al wisky. Se amate in particolar modo l’amaretto, oltre al biscotto, potete usare anche il famoso liquore che ne arricchisce ulteriormente il sapore. La base della crema è molto versatile, al posto degli amaretti potete usare anche altri biscotti l’importante che siano molto friabili. Se volete affogarlo, uniteci del caffè caldo ristretto: molto buono. Un consiglio: preparatelo in anticipo e lasciatelo in frigo a raffreddare, diverrà ben sodo.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

200 grammi di panna fresca per la crema

100 grammi di panna fresca per la finitura

80 ml di latte intero

40 grammi di zucchero

40 grammi di amaretti + 4 per la finitura

2 grammi di colla di pesce

2 tuorli

2 cucchiaini di crema al wisky

cacaco amaro q.b.

PREPARAZIONE

Mettere la colla di pesce (o gelatina alimentare) ad ammolare in una ciotolina di acqua fredda. Lavorare i tuorli con lo zucchero fino a quando diventeranno ben chiari e spumosi. Mettere sul fuoco il latte in un pentolino senza farlo bollire, versarlo a filo nelle uova. Riportare la crema nel pentolino sul fuoco al minimo, senza farlo bollire. Appena inizia a salire, unire la colla di pesce ben strizzata mescolando per bene finchè si scioglie. Allontanare il pentolino dal fuoco. Con la frusta elettrica, montare la panna fredda ben ferma. Unire gli amaretti sbricciolati finemente e mescolare delicatamente aggiungendo la crema al wisky. Amalgamare la panna alla crema di uova, distribuirla nelle coppe dove sul fondo metterete un amaretto intero. Tenere le coppette in frigorifero per almeno due ore prima di gustarle; montare la rimanente panna che userete per decorare le vostre coppe terminando con una spolverata di cacao amaro.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

COPPE DUETTO ALL’AMARETTO

LA COPPA D’INVERNO

PESCHE CON CREMA E BRICIOLE DI BISCOTTI

LA PANIGADA

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Un “Dolcepensiero” con Un pizzico di magia: per questa ricetta devo ringraziare CHIARA de il blog “Un pizzico di magia” che mi ha fatto arrivare, direttamente a casa mia, le FAVE DI CACAO che qui a Como sembrano un prodotto del tutto introvabile, a parte un negozietto bio che ne è sempre sprovvisto!!! sarà… la carinissima Chiara oltre che essersi privata delle sue fave di cacao, mi ha pure abbinato insieme una sua ricetta scritta di suo pugno ma che potete trovare qui, e anche delle notizie su queste gemme marroni. Il cacao è la base per fare il cioccolato e se è di ottima qualità, anche il cioccolato sarà di qualità (ovvio, direte voi). Le fave di cacaco di Chiara arrivano dalla Piantagione di Terreiro Velho nell’isola di Prìncipe di Claudio Corallo, sono tostate, al naturale con ancora la loro buccia da togliere; per sbucciare la fava di cacao dovrete tenerla fra due dita comprimendola leggermente in modo da rompere il tegumento. La parte più tonda è il germe, tolto otterrete la parte più pregiata, quella da cui deriva poi il nostro cioccolato. In cucina sono molto usate per svariate preparazione sia dolci che salate, come in questa ricetta. Chiara mi ha consigliato di abbinarle al carpaccio di pesce spada ma non ne ho trovato oppure a pesci affumicati… e avendo una voglia immensa sia di pesce che di provare questo tesoro, mi sono imbattuta nella mia inventiva senza però dimenticare le dritte di Chiara ed ecco cosa ne è uscito:

INGREDIENTI PER DUE PERSONE

2 tranci di pesce spada

un paio di fave di cacao

2 arance biologiche e/o non trattate

1 limone biologico e/o non trattato

qualche granello di pepe rosa

olio extravergine d’oliva q.b.

sale q.b.

PREPARAZIONE

Con l’apposito attrezzo, grattare delle scorzette sia di arancia sia di limone e tenerle da parte per il finale. Tagliare l’arancia a fette che adagerete sul fondo delle ciotoline, spremete l’altra arancia e il limone. Tagliare a bocconcini i tranci di pesce spada. Mettere su fuoco una padella con fondo in ceramica, ungerla con un filo leggero di olio evo e far sfrigolare velocemente i bocconcini continuando a farli saltare in padella, regolare di sale e granelli di pepe rosa schiacciati con le mani. Sfumare con un cucchiaio di succo di arancia e uno di limone. Unire i bocconcini di pesce spada scolati; unire al fondo di cottura (fuoco spento) il resto dei succhi mischiando, inumidire ancora il pesce con qualche cucchiaio di fondo di cottura, grattare le fave di cacao e terminare con le scorzette di agrumi e qualche granello di pepe rosa. Servire appena appena tiepido!

Con le mie ricette potete trovarmi anche qui:

Dall’archivio di Dolcipensieri:

INSALATA DI MARE CON VINAIGRETTE ALL’ARANCIA E PEPE ROSA

PESCE SPADA POMODORI E CAPPERI

PLUM CAKE ALL’ARANCIA E SEMI DI PAPAVERO

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Un “Dolcepensiero” d’oltralpe: sto’ pensando alla Francia… ho già prenotato l’aereo e a giugno mi godrò questa bella città. Per “darmi un tono”, ho sbirciato in giro qualche ricetta francese nuova. Dopo la classica zuppa alle cipolle ma in versione italiana, mi sono imbattuta in quella francese, piatto tipico da loro. Le diversità fra loro sono poche ma se ben tenute a conto, fanno la differenza. E anche se la primavera sul calendario è arrivata, qui da noi c’è ancora una fresca arietta con temporali in aguato, alla sera questa zuppa ci ha scaldato molto bene. E poi affondare il cucchiaio dentro quella crosticina fatta di pane e formaggio, è stata una vera delizia che in più a sprigionato un profumo intenso ed inebriante.

INGREDIENTI PER QUATTO PERSONE

500 grammi di cipolle dorate

1 litro di brodo di carne (ho usato del brodo ricavato dal bollito di carni miste)

una noce di burro

un cucchiaio di farina bianca 00

qualche cucchiaio di olio extravergine d’oliva

pepe nero q.b.

sale grigio bretone q.b.

1 cucchiaino di zucchero

1 baguette francese

150 grammi di Emmenthal grattugiato

1 bicchierino di cognac francese.

PREPARAZIONE

Mondare le cipolle e tagliarle ad anelli sottilissimi. Porle in un tegame con il burro e l’olio evo. Lascire cuocere a fuoco basso per dieci minuti, poi aggiungere un cucchiaino di zucchero e procedere con la cottura a fuoco moderato finchè le cipolle appassiscono ma senza prendere colore; spolverare con la farina, mescolare con cura per qualche minuto con un cucchiaio di legno. Sfumare con un bicchierino di cognac francese, aggiungere il brodo e lasciare sobbollire per almeno mezz’ora a fuoco moderato, se necessario, aggiungere del brodo. Aggiustare di sale e pepe e versare la zuppa dividendola in quattro scodelle da forno. Affettare la baguette diagonalmente e passare le fette al gril del forno fino a loro doratura: devono essere ben croccanti. Adagiare le fette di pane sulla zuppa, ricoprire con l’emmenthal grattugiato. Terminare la cottura ponendo le ciotole in forno preriscaldato a 250°C affinché si forma una crosticina, ci vorranno cinque/otto minuti. Servire la soupe a l’oignon caldissima.

Dall’archivio di “Dolcipensieri”:

ZUPPA RUSTICA DI FAGIOLI CON LA VERZA

PASSATA DI CECI PROFUMATA AL ROSMARINO CON DITALINI

ZUPPA DI FARRO

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Un “Dolcepensiero”: un buon finger food fresco e dolce per i vostri fine pasto o, perchè no, per una serata fra amiche mentre si guarda un bel film o si chiacchera semplicemente, come spesse volte capita a me; sono deliziose idee che uno tira l’altro… bicchierino. FACILI e VELOCI da preparare, fan si che il risultato sia assicurato: la ricetta prevede pochi ingredienti ma di qualità – quali le prime fragole italiane di Marsala – e la loro esecuzione richiede solo una decina di minuti.

PER LA RICETTA

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Ormai è primavera, i pomeriggi sono tiepidi… scatti rubati alla natura: dopo aver zappato l’orto e pulito l’angolo delle piante aromatiche – tutto pronto per le nuove piantine e semine – mi sono sdraiata in giardino e ad occhi aperti c’era un nuovo mondo appena sbocciato…

Infatti con questo sole ho finito di leggere le ultime pagine di…

Immagine presa dal web

Un libro di Stefania Bertola – Biscotti e sospetti, mia seconda lettura di questa scrittrice dopo Aspirapolvere di stelle, che mi ha divertendo facendomi sorridere pagina dopo pagina, immaginandomi di essere io l’osservatrice chiusa dietro le persiane a guardare cuoriosa e affascinata tutte le vite dei protagonisti freschi, giovani e irriverenti direi quasi un Friends all’italiana. Non so’ se ho reso l’idea ma per aiutarvi avete mai visto la Finestra sul cortile di Alfred Hitchcock in cui il personaggio principale interpretato da James Stewart giornalista costretto a casa in piena estate per una gamba rotta, si diletta con la sua macchina fotografica a “spiare” i propri vicini conoscendo così tutti i loro punti deboli e manie fino a risolvere un caso di omicidio. Ecco quello che pensavo di essere mentre leggevo questo bellissimo romanzo leggero e frivolo al punto giusto che regala sfaccettature diverse e a volte un po’ ridicole dell’amore ma mai senza cadere nell’oblio della stupidità. Il romanzo racconta la vita frenetica di due sorelle particolari e un po’ fuori dalle righe: Violetta commessa di una libreria che con il desiderio grande di comprarsi il negozio, parteciperà ad un concorso televisivo e mentre si prepara per le domande difficili, vede il suo amore disfarsi in pochi attimi… sua sorella Caterina che trova sempre mille lavori e occupazioni da fare con il pallino della vendita di qualsiasi cosa può dar guadagno e con il dono di avere una forte immaginazione che però sarà utile ad Emanuele per poter ritrovare la moglie indiana scomparsa che poi indiana proprio non lo era del tutto ma che lo sposò solo per interesse… nella stessa villa adibita ad appartamenti vive anche Rebecca mamma single alle prese con tre piccole bambine lasciata del marito che ora convive con una sua ex alunna di corso. Mattia invece è un disegnatore d’interni molto chic che a fine romanzo capirà di essere innamoratissimo di Caterina che prima non lo considerava più di un amico! Sono questi i protagonisti giovani che regalano al romanzo la freschezza di quella che ora è anche la nostra vita incasinata ma che se guardi molto da vicino, ti può regalare persone semplici ma molto interessanti… magari proprio lì a due passi dal tuo clado appartamento… un bellissimo ritratto della vita!!!

E poi ho letto anche…

Immagine presa dal web

Ed eccomi al terzo romanzo letto della Bertola: un po’ mi diverte parlarvene perchè io non ho cugine femmine ma ho delle “fantastidonneamiche” che ogni tanto s’incontrano, come le protagoniste di questo libro, attorno ad una tavolata, loro per la famosa “Cena delle Cugine”. Ma in cosa consiste questa cena? s’incontrano tutte a casa di una di loro a turno o perlomeno dove la casa è libera da amanti, mariti e figli, si gustano menù a base di ricette di famiglia che se non cucinate direttamente da loro, ci pensano le mamme/zie a facilitare la cena. Appena l’atmosfera di scalda, anche i loro pettegolezzi si accendono: si scambiano confidenze, disastri amorosi, problemi con le proprie famiglie, c’è chi litiga, chi piange sulla spalla della cugina preferita comunque sia sanno come prendersi e consolarsi, non si fanno mancare i giudizi espressi sempre in faccia e ad alta voce. Le protagoniste che colorano le pagine di questo romanzo, sono tutte donne, come avrete capito, donne con problemi e con caratteri giusti per risoverli; abitano in quel di Torino, due di loro sono a capo di un grazioso e molto femminile negozio – il “Carta e Cuci” – una specie di cartolibreria e merceria “per donne che non hanno tempo ma il poco che hanno adorano perderlo”. Le protagoniste sono Sofia che è appena stata piantata dal marito con tanto di corna e con la voglia di pretendere anche la casa. C’è Costanza, la protagonista principale che fa un po’ la Carrie essendo la voce narrante: non si è mai sposata perché l’uomo che ama è già sposato e lei è la sua amante da ben più di 15 anni ma che troverà in Lorenzo il vero amore e non più incontri segreti o ben nascosti e sesso fino a notte tarda per poi rimanere sola; Bibi divorziata che sogna di riconciliarsi col marito canadese che abita là con le sue bimbe e che sta passando una fase new age; Irene l’indecisa del gruppo che rimarrà incita ma non si sa di chi fra i due innamorati e Veronica, l’unica senza problemi, incapace di godersi la felicità. Anche questo romanzo è scritto con stile frizzante e allegro tanto che strappa parecchie volte un bel sorriso, le protagoniste sono ben descritte arrivando al punto di credere di essere li con loro, si proprio li alla famosa cena delle cugine oppure in negozio alla ricerca continua della capacità di accontentare le donne della città. Certe occasioni sembrano un po’ paradossali, ma trovo che sia giusto così se no che romanzo sarebbe? quello di cui scrive la Bertola è un mix di intrigo femminile accattivante e a volte dispendioso… si ma di sole risate! Credo che a tutte noi sia capitato almeno una volta nella vita, di avere una parete, amica o vicina di casa che ti abbia raccontato un fatto alquanto buffo della sua vita. I libri della Bertola posso però anche apparire confusionari ma credetemi più andate avanti nella lettura più riuscite bene a mischiarvi: non so’ se rendo l’idea e mi spiego. Quando conoscete nuove persone tutte facenti parte di un gruppo, può capitare di sentirsi un po’ stralunate nel sentire i loro discorsi che filano lisci, sembra di sentirsi un po’ estraniate ma poi più si ascoltano, più si entra in sintonia, più il tutto ritorna facile divenendo semplice capire tutto il contesto della trama. E’ quello che vi succederà nella lettura di questo spassoso romanzo…

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Un “Dolcepensiero”: la cucina al vapore è sana e può diventare golosa e accattivante se si riesce a ricreare una ricetta colorata e saporita; una ricetta di facile realizzazione ma appagante, uno stuzzicante finger food semplice ma che fa bella figura, perfetto per una cena o un brunch fra amici.

PER LA RICETTA…

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Un “Dolcepensiero” per il vasetto: non sono un’affezionata del vasetto di nutella e non ne faccio una “gran malattia” come si suol dire, prediligo di più il pezzo di cioccolato, anche il mio piccolo Matteo la pensa come me invece il grande capo e cioè Marco mio marito, a lui piace ma cerca anche di stare un poco a regime. Fatto sta che questo vasetto era in dispensa da dicembre perchè quando sono andata a fare la spesa, avevo in mente di fare questo dolce, gettonatissimo da molti ma che io non avevo ancora provato a fare. Di ricette con varianti al seguito sul rotolo di nutella, ce ne sono un sacco: io ho scelto una versione con la farina di manitoba, soffice e delicata, aggiungendo un po’ di granelle di anacardi non salati come finitura. Facile, veloce e che dire goloso!!! E’ stato per noi il dolce della festa del papà.

INGREDIENTI

4 uova

1 bicchiere di Nutella

40 grammi di burro leggermente salato

80 grammi di farina di manitoba

1 bustina di vanillina

80 grammi di zucchero

50 grammi di granella di anacardi non salati

zucchero a velo per finitura q.b.

1 noce di burro per la teglia

PREPARAZIONE

Accendere il forno statico a 220°C. Mettere a scaldare una pentola con l’acqua (senza farla bollire); unire in una ciotola 2 uova intere con 2 tuorli e lo zucchero. Porre la ciotola a bagnomaria sulla pentola e cominciare a sbattere gli ingredienti con lo sbattitore elettrico finchè il composto diventa soffice, spumoso e gonfio per circa dieci minuti (spegnere la fiamma durante questa operazione che vede acqua bollente ma non in bollitura). Togliere la ciotola del composto e mettere quella con il burro da sciogliere. Intanto unire, mescolando dal basso verso l’alto, la farina mischiata e setacciata, con la vanillina; unire poi il burro fuso a bagnomaria. Montare i due albumi avanzati con un piccolo pizzico di sale, aggiungere i 10 grammi rimanenti di zucchero, sbattere ancora per un paio di minuti. Aggiungerli al composto. Ungere una teglia quadrata o rettangolare con una noce burro, foderarla con carta forno, ripetere ungendo con il burro rimasto: stendere il composto nella teglia livellandolo; infornare per circa sette minuti, fino a doratura. Prendere un canovaccio da cucina pulito umido di acqua, estrarre la pasta, rovesciarla sopra lo strofinaccio. Staccare la carta forno con molta cautela, arrotolare la pasta nel canovaccio umido e lasciar raffredare il tutto un paio di ore. Passare poi a srotolarla, farcirla con abbondante Nutella spalmandola su tutta la superficie con una spatola. Spolverizzare con i pezzi più fini degli ancardi, riavvolgere il rotolo e porlo nel frigorifero per una buona mezz’oretta o fino al suo consumo. Prima di affettarlo con un coltello affilato a fette, spolverare di poco zucchero a velo e cospargerlo con le restanti granelle di anacardi.

CON QUESTA RICETTA PARTECIPO AL CONTEST DI DOLCI E DESSERTS “MANI NELLA MANITOBA”

Dall’archivio di Dolcipensieri:

ROTOLINI AL CIOCCOLATO E COCCO

TORTA RICOTTA E NUTELLA

CHANTILLY ALLA NUTELLA

POLLO AGLI ANACARDI

Con questa ricetta e con molte altre, mi trovate anche qui

Con questa ricetta partecipo al contest

nutella banner

del blog “Crema e Panna”

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Un “Dolcepensiero” romantico… come questo risotto profumato e aromatizzato con profumi persiani. Nella ricetta ho usato la “miscela di pepe e fiori persiani” già usata e chiaccherata in questa ricetta qui. Per insaporirlo nel modo giusto ho usato una bella grattata di sale “Blu di Persia”, un salgemma naturale che proviene dalla millenarie miniere di sale dell’Iran. E’ un sale molto raro, del tutto naturale  e la sua particolare colorazione azzurrina che tende a sfumature leggere di viola, è dovuta alla Silvinite: altro non è una variante del cristallino del sodio che all’inizio si presenta di colore giallo o rosa e che soltanto rarissimamente prende le tonalità dei blu. E’ molto difficile da reperire, si dice sia soltanto per i veri appassionati della forte sapidità: infatti la sua sapidità è  molto forte ma non eccessivamente persistente, lascia in bocca un buon sapore speziato. Perfetto se macinato al momento, ottimo per condire verdure, pesce, carni e insalate.  Ho terminato questi ottimi e romantici ingredienti con petali di rosa della Linea “COCCOLE” di Ferri dal 1905, specifici per uso culinario: se anni fa cucinare con i fiori o spezie particolari era un po’ stravagante, ormai la cucina ha saputo diventare versatile e quindi raggiungibile anche nelle nostre semplici case; certi piatti potevi aspettarteli solo in particolari ristoranti pronti a portare in tavola innovazione, allegria e bontà particolari. Oggi possiamo semplicente metterci alla prova divertendo e magari perchè no… stupire i nostri ospiti. Un ingrediente che ormai si è diffuso insieme alla frutta nei  piatti salati, sono i petali dei fiori fra cui spicca in assoluto la rosa. Il primo passo fu di usare i fiori come ornamento ai piatti, poi s’iniziò con la pasticceria dove si iniziarono a confezionare gelatine e confetture profumate di fiori, nei piatti salati il più famoso è senz’altro il risotto arricchito con le rose. Va sicuramente detto che i fiori utilizzati in cucina devono essere esplicitamente solo per uso culinario, biologici al 100%. Per finire vorrei spendere due parole anche per la scelta del chicco di riso, il Nano Vialone Verone IGP, la perla per i risotti nella tradizione veneta nato nel 1937 tramite l’incrocio del Vialone e del Nano. E’ un riso che amo perchè tiene molto bene la cottura e assorbe bene il sapore dei condimenti che mai cone in questo caso, sprigionano sapori e profumi intensi e particolari. Inoltre con la sua giusta dose di amido, diviene cremoso e consistente. Un perfetto piatto di cucina fusion.

In collaborazione con linea “Coccole” di Ferri dal 1905

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

360 grammi  di riso Nano Vialone Veronese IGP

3/4 cucchiai di olio extravergine d’oliva

1 cipolla dorata

1 litro e mezzo di brodo vegetale (carota, zucchina e sedano)*

4 cucchiai di boccioli di rose rosse essicate “Linea Coccole – Ferri dal 1905”

una generosa spolverata di miscela di pepe e fiori persiana

una generosa tritata di sale blu di Persia

1 noce di burro per la mantecatura

grana grattugiato (per me facoltativo)

pepe rosa

qualche bocciolo di rose rosse essicate per la decorazione finale.

*vi ricordo di non salare il brodo ne aggiungere dadi perchè il sale blu di Persia ha una forte sapidità.

PREPARAZIONE

Mettere i boccioli di rosa essicati in una bacinella di acqua tiepida per dieci minuti circa. Mettere il brodo a bollire con le verdure sopracitate ben lavate e pulite, tagliate a metà. Scaldare in una pentola capiente l’olio evo, quando sarà ben caldo aggiungere la cipolla tagliata finemente e farla imbiondire mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Appena dorata e stufata, aggiungere il riso girandolo continuamente fino a quando i chicchi iniziano a trasparire. Sfumare con un bicchiere di acqua delle rose filtrata, tenete da parte le rose. Iniziare a inumidire il riso con un paio di mestoli di brodo bollente; mescolre di continuo e, appena il brodo sarà quasi assorbito, aggiungerne dell’altro. Continuare così per tutta la sua cottura (circa venti minuti totali). Appena trascorsi i primi quindici minuti, unire una generosa spolverata di miscele di spezie ai fiori persiana, regolare di sale blu di Persia e portare a termine la cottura aggiungendo i petali di rosa ben strizzati, privati della parte verde. Una volta cotto il risotto, assaggiatelo, eventualmente regolate con un po’ di pepe rosa tritato al momento. Mantecate con la noce di burro e il parmigiano per chi lo desidera (io personalmente non l’ho metto per non alterare il sapore che rilasciano la miscela, il sale e le roselline). Prima di servirlo, lasciarlo riposare per cinque minuti in modo che possa mantecare bene. Servirlo con qualche piccola rosellina essicata… penso che a breve lo rifarò perchè a Marco questo risotto è piaciuto molto!

Con questa ricetta partecipo al contest de: “La cucina piccoLINA”… Riso(t)TIAmo???

e anche al contest de: “L’appetito vien cucinando!”… Risottiamo?

e anche al costest di Stefania “Il contest a colori” nella sezione  Rossa come le roselline usate nella ricetta:

Partecipo anche al contest di “Pane e pomodoro”

dal titolo: “La cucina in fiore”

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISOTTO AL LATTE E CURRY

SPAGHETTI E GAMBERI MARINATI

BISCOTTI SALATI AI FIORI DI MELISSA E FIORDALISO

POLLO ALLE SPEZIE CON VERDURE

TRANCIO DI SALMONE CON VINAIGRETTE AL POMPELMO ROSA E FIOCCHI DI SALE DI CIPRO

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Un “Dolcepensiero”: una ricetta saporita che vede un ortaggio a volte sottovalutato come i finocchi che sono stati cotti al vapore e terminati poi nel forno per la gratinatura finale.

PER LA RICETTA

Da DONNE SUL WEB, per saperne di piú sulla cottura al vapore:

E per fare un menú tutto al vapore:

http://www.donnesulweb.it/il-blog-di-chiara-la-voglia-matta/dolci-budinetti-di-meringa-al-vapore-con-salsa-di-mirtilli-rossi.htm

http://www.donnesulweb.it/il-blog-di-simonetta-nepi-glu-fri/secondi-quasi-galantina-di-pollo-al-vapore.html

http://www.donnesulweb.it/il-blog-di-patricia/secondi-ravioli-di-gamberi-al-vapore

http://www.donnesulweb.it/cooking-elena/rosa-di-lasagne-al-vapore

http://www.donnesulweb.it/ricette/primi-riso-al-vapore-con-verdure.html

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Un “Dolcepensiero” che fa “Salute”: nel mio secondo blog opsite su DSW, c’è una rubrica che spiega nel dettaglio la parte più salutare di alcuni prodotti stagionali o che si usano spesse volte in cucina. In questo mese i protagonisti di tale rubrica sono l’aglio e le cipolle. L’altra sera fuori pioveva e le previsioni per tutta la settimana, anticipavano piogge abbondanti e un continuo persistere dell’inverno che mai come quest’anno, trovo lungo e penoso. Ottima idea una calda zuppa e devo dire che questa fotografata, era sulla mia lista di ricette, da molto tempo. Molto graziosa e anche rustica ma chic, l’idea di portarla in tavola in una pagnotta di grano saraceno per ogni commensale… La cipolla credo sia una delle verdure che non manca mai nelle nostre cucine: che sia fresca o surgelata, è l’ingrediente base per soffritti di sughi e risotti, parlando quasi di lei come la “regina della cucina” arrivando adirittura a essere ingrediente principale e profumato su pizze e insalate fredde. Insieme all’aglio, al porro e allo scalogno, la cipolla appartiene alla famiglia delle piante erbacee. Originaria dell’Asia settentrionale e della Palestina, si coltivava già ai tempi degli antichi Egizi. Le varietà sono molte: la cipolla rossa di Tropea perfetta se mangiata cruda essendo molto dolce come la cipolla bianca di Maggio, mentre la cipolla ramata di Milano e la dorata di Parma hanno sapore più forte e deciso.

Ingredienti per quattro persone:

per la zuppa:
600 gr di cipolle bianche
1 litro abbondante di brodo vegetale (zucchine, carote e sedano)
1 noce di burro
5 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
1 cucchiaino scarso di zucchero
un paio di rametti di rosmarino
due cucchiai di farina bianca 00
mix di pepe q.b.
sale q.b.

per la finitura del piatto:
4 pagnotte rotonde di grano saraceno
150 gr di formaggio Bitto

Preparazione:

Tagliare le parti superiori delle pagnotte (conservarle per la finitura del piatto), con l’aiuto di un cucchiaio o scovino, ma anche con le mani, scavare molto bene la pagnotte rimuovendo tutta la mollica. Preparare la zuppa: pulire le cipolle e tagliarle ad anelli sottilissimi. In un tegame di coccio far sciogliere il burro con l’olio e, quando inizia a sfrigolare, tuffare le cipolle. Lasciar cuocere a fuoco basso per 10 minuti (usando una pentola in coccio tra lei e il fuoco io metto sempre uno spargi fiamma tenendo leggermente più alto il fuoco); aggiungere un cucchiaino di zucchero e procedere con la cottura – a pentola coperta – finché le cipolle risultano morbide e appena dorate. A questo punto, spolverarle con la farina setacciata direttamente sopra, mescolare facendo amalgamare bene il tutto. Unire il brodo vegetale, tranne un po’; lasciare sobbollire per almeno 35 minuti a fuoco moderato/basso; a metà cottura controllare, eventualmente aggiungere il brodo lasciato da parte in precedenza e gli aghi di rosmarino tritati il più finemente possibile, circa un cucchiaio scarso. Nel frattempo che la zuppa finisce la sua cottura, mettere le pagnotte in forno caldo, ma spento, in modo che si scaldino un po’, così pure le calotte tenute da parte, pronte per contenere la zuppa che, ormai cotta, andrà aggiustata di sale e pepe. Versarla dividendola nelle quattro pagnotte tiepide in cui avrete messo un po’ di formaggio Bitto sulla base; terminare la zuppa di cipolle con il formaggio restante, mettere in tavola con qualche piccolo pezzetto della calotta lasciata da parte e rotta con le mani e qualche rametto di rosmarino fresco. Va servita subito perchè è ottima se mangiata calda.

PER LA RICETTA MI TROVI ANCHE QUI

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