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Archive for maggio 2011

Un “Dolcepensiero” di tanti auguri… A DOLCIPENSIERI. Quale miglior post per chiudere il mese di maggio se non con una torta? il mese di maggio è il mese in cui nacque tre anni fa il mio blog. Colgo l’occasione per ringraziare tutti voi che passate da qui anche solo per una visitina anonima, ringrazio di cuore tutti voi che mi lasciate un commento sempre colmo di complimenti e consigli e ringrazio tutti coloro che mi auspicano successo nelle mie ricette di persona magari incontrandomi dal fruttivendolo oppure al market. Insomma i ringraziamenti sono un obbligo come un obbligo sono gli AUGURI DI UN BUON FANTASTI COMPLEANNO A DOLCIPENSIERI.

INGREDIENTI

PER LA FROLLA

300 grammi di farina bianca 00

150 grammi di burro leggermente salato

120 grammi di zucchero

1 uovo intero+1 tuorlo

1 cucchiaino di lievito per dolci

la scorza di un limone biologico

1 noce di burro normale per la teglia

fagioli secchi per la cottura

PER LA CREMA PASTICCERA

100 grammi di zucchero

60 grammi di farina bianca

4 tuorli d’uovo

mezzo litro di latte

una fialetta di essenza di vaniglia

qualche goccia di limone

PER LA FINITURA DELLA CROSTATA

200 grammi di fragole biologiche

gelatina chiara per frutta

zucchero a velo vanigliato.

PREPARAZIONE

Per la FROLLA, ho usato la planetaria: mettere nel contenitore il burro a pezzetti con la farina e frullare con la frusta a K in modo da ottenere un impasto in briciole. Aggiungere poi lo zucchero, il lievito e incorporare il tuorlo più l’uovo intero con la scorza del limone. Frullare ancora fino a quando inizia a formarsi una palla che poi finirete di lavorare con le mani, avvolgerla nella pellicola e porla in frigo per almeno un’ora. Stendere la pasta con il matterello fino ad arrivare a uno spessore di 4-5 mm. Imburrare lo stampo di 24/26 cm di diametro. Arrotolare la pasta sul matterello e srotolarla direttamente sullo stampo facendo poi aderire la pasta alla tortiera e pareggiando il bordo con un tagliapasta a rondelle. Prendere un foglio di carta da forno leggermente umido e ben strizzato, porlo sopra la frolla, sovrapporre i fagioli secchi e infornare a 180°C per circa 20-25 minuti.

 Nel frattempo preparare la CREMA: nella planetaria con la frusta a K FLEXI sbattere i tuorli fino a quando risultano omogenei, aggiungere lo zucchero e continuare a mischiare fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso. Aggiungere sempre mescolando la farina setacciata. In un altro tegamino far bollire il latte con l’essenza di vaniglia, aggiungere al composto e continuare a mescolare energicamente fino ad avere una crema densa ma senza grumi. Unire qualche goccia di limone. Prelevare la base di frolla dal forno, versare la crema sulla crostata.

Preparare la FINITURA della torta: lavare e mondare le fragole, tagliarle a pezzettini. Cospargere la crostata con la frutta, prepare la gelatina (seguendo le istruzioni del preparato) e spalmarla sulla frutta; far raffreddare bene il tutto, porla un poco in frigo. Servirla con del freddo moscato italiano oppure anche con del gelato.

Con questa ricetta partecipo al contest “LA RACCOLTA DELLE FRAGOLE”

de “LA CUCINA DI IRINA”

Partecipo molto volentieri anche al contest “Buffet in giardino

del blog “La cucina accanto

Partecipo anche al contest “E’ qui la festa?”

del blog “Lory – La mia cucina”

Dall’archivio di Dolcipensieri:

CROSTATA ALLA CREMA

PICCOLE CHEESECAKE YOGURT E FRAGOLE

CREMA PASTICCERA

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Un “Dolcepensiero” lombardo: una ricetta di origine antica risalente al ‘600 ideata da Bartolomeo Stefani il cuoco ufficiale dei Gonzaga; porta in tavola ingredienti quali la frutta secca, che in anni passati, poteva resistere anche per lunghi mesi e presente anche nelle cucine più povere mentre i maccheroni all’epoca, erano solo utilizzati nelle cucine dei ricchi signori. Il piatto è in uso nella tradizionale cucina mantovana. Io personalmente ho conosciuto questa ricetta e molte altre, descritta in libri che narravano la storia dei “Promessi Sposi” attraverso i piatti poveri della gastronomia di quei tempi: pietanze sia presenti nelle tavole della povera gente sia pietanze molto più ghiotte presenti nelle tavolate dei “signorotti” del tempo, abituati a banchetti con tantissime portate e che duravamo dal pomeriggio fino a notte inoltrata, senza lasciare il bicchiere di vino.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 gr. di maccheroni al pettine

un cucchiaio di uva passa

la scorsa di un limone

60 gr. di mandorle

30 gr. di noci

30 gr. di nocciole

qualche foglia di basilico

un pizzico di noce moscata

un pizzico di cannella

brodo vegetale q.b.

una noce di burro

grana grattugiato q.b.

sale e pepe nero un pizzico

olio extravergine d’oliva q.b.

PREPARAZIONE

Con la mezzaluna tritare l’uva sultanina, la scorza di limone, le mandorle, le nocciole, le noci e il basilico oppure utilizzare un mortaio (si potrebbe al giorno d’oggi, utilizzare anche un mixer). Aggiungere la noce moscata e la cannella; ridurre tutto fino ad ottenere un composto fluido aiutandosi con un filo di olio evo. Unire l’olio, il burro sciolto a bagnomaria e il brodo quanto basta per creare un pesto fluido e denso. Cuocere i maccheroni al dente, un minuto prima di scolarli, mettere la salsa in una padella antiaderente e porre su fuoco leggero per scaldarla diluendo con qualche cucchiaio di acqua di cottura o con il brodo avanzato. Regolare di sale e pepe. Condire i maccheroni con il pesto ottenuto, saltarli e cospargere con il grana e servire.

QUESTA RICETTA E MOLTE ALTRE LE PUOI TROVARE ANCHE QUI…

E QUI… NEL BLOG DEDICATO ALLE RICETTE REGIONALI

Dall’archivio di Dolcipensieri su Donne Sul Web:

RISOTTO ALLO ZAFFERANO CON FINFERLI, PORCINI E NOCCIOLE

GNOCCHI AL CACAO CON PIZZUTTELLI E NOCCIOLE

PESTO DI PREZZEMOLO E NOCI E IL SUO RISOTTO

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Un “Dolcepensiero” estivo: è arrivata finalmente l’estate, in questi giorni il caldo si fa sentire e anche la voglia delle prime insalate di riso e pasta, tutte rigorosamente fredde. Questo riso freddo l’ho definito “alla greca” per la presenza della feta, dei cetrioli e delle olive: un tris che subito mi ha richiamato a questa bella penisola. Non ci sono mai stata ma è una meta fra le tante, che vorrei visitare anche perchè un documentario visto l’anno scorso, mi ha letteralmente conquistato grazie ai suoi colori, tradizioni  e cibi. Se volete ridere con un film inerente alla Grecia leggetemi qui. L’estate qui in Brianza sarà lunga, ho questo pensiero che mi martella nella mente forse per il fatto che non farò la mia solita tappa di giugno nella mia adorabile Sardegna (purtroppo il papi deve subire un piccolo intervento ma data l’età -80 – forse è meglio rimanere a casa) ma mi rifaccio in parte – e molti lo sanno già – in Francia e precisamente Parigi che sarà nostra per quattro giorni e non vedo l’ora. Quindi il mare quest’anno lo vedrò all’alba del 5 agosto quando – chiusa ditta e ufficio – partiremo per il nostro caldo lido… A casa allora iniziamo a dare i primi segni di voglia di mare, caldo che già c’è e tanta pigrizia che aleggia furtiva se non fosse per i tanti impegni fra feste di fine anno in asilo con mostra annessa e serata estive in proloco.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

350 grammi di riso integrale

1 cipollotto rosso di Calabria

200 grammi di feta

qualche cetriolo in agrodolce oppure fresco (se li gradite)

qualche oliva verde gigante

qualche funghetto sott’olio

olio extravergine d’oliva q.b.

sale un pizzico

qualche foglia di prezzemolo fresco

pepe bianco.

PREPARAZIONE

Lessare il riso per circa 20 minuti, scolarlo e farlo raffreddare un poco. Condirlo, appena tiepido, con olio evo e sale. Affettare la cipolla sottilmente, tagliare la feta a dadini piccoli, i cetrioli affettarli a rondelle un po’ spesse (se usate quello fresco affettatelo sottilmente) e le olive tagliarle a metà. Unire tutti questi ingredienti al riso condito compresi i funghetti, mescolare con delicatezza e servire con qualche fogliolina di prezzemolo, se amate anche una spolverata leggera di pepe bianco.

Partecipo al contest: FETA SCOPRIAMOLA INSIEME del blog IL GIARDINO DEI SAPORI E DEI COLORI:

Dall’archivio di “Dolcipensieri”:

INSALATA LESSATA

SORBETTO AL KIWI

BICCHIERINI AL RIBES E LIMONE

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Un “Dolcepensiero”: dall’orto di casa, quando si alza un’arietta sottile e tiepida, arriva il profumo delle erbe aromatiche; un mix di odori gradevoli e spontanei che tanto ti vien voglia di portarlo direttamente in casa… in cucina le erbe aromatiche sono utilizzabili in svariati modi aromatizzando e profumando piatti e pietanze. L’erba utilizzata per questa focaccia è il timo: nel mio angolo di orto dedicato solo alle piante aromatiche, accanto alla salvia, ho piantato timo appunto; il timo è la pianta aromatica che più amo, una graziosa pianta dalle foglioline piccole e profumatissime la variante francese mentre se di foglie grandi di varietà inglese, lo si usava già dall’antica grecia. Si pianta in marzo-aprile e si raccoglie prima della fioritura. Di questa pianta si utilizzano soprattutto le foglie. In cucina l’uso è molto vario: grazie al suo sapore molto aromatico, viene utilizzato per profumare pastasciutte, carni arrosto, grigliate sia di carne che di pesce.

PER LA RICETTA

Questa settimana su Donne sul web le mie amiche blogger vi allettano con altrettante proposte golose piene di profumo:

Su DONNE SUL WEB trovi anche:

 ZINCARLIN

PESTO DI PREZZEMOLO E NOCI E IL SUO RISOTTO

ZUPPA DI CIPOLLE AL ROSMARINO

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Un “Dolcepensiero”… eccomi qui con l’ultimo libro di Madeleine Wickham meglio nota come Sophie Kinsella – VACANZE IN VILLA. Forse l’unico romanzo della Wickham/Kinsella che non mi ha fatto ridire, mi è piaciuto ma l’ho trovato un po’ un classico in perfetto stile di romanzo d’amore. La trama rispecchia molto la classica storia d’amore che all’improvviso ritorna nelle vite dei protagonisti ritrovando il classico triangolo d’amore, è comunque una piacevole lettura scorrevole perfetta per i primi week-end al mare oppure per qualche ora di relax in giardino al caldo che ormai è scoppiato. Che abbia perso la sua spiccata vena maliziosa e simpatica? non vorrei che la nostra adorabile Madeleine/Sophie abbia pure perso la sua fresca e irriverente fantasia nel colorare le sue protagoniste sempre pronte a combinar guai. E’ vero anche che chi conosce la scrittrice, ha notato il diverso stile di scrittura e storie fra i due nomi: mentre i romanzi di Sophie sono vivaci, frizzanti e pongono l’accento sull’assurdità delle situazioni e dei protagonisti, Madeleine ha un umorismo più sottile, più femminile idoneo a rappresentare anche su pellicola, film di grido con attori famosi. La trama di questo romanzo vede al centro due famiglie, due donne completamente diverse fra loro con compagni anche loro diversissimi con stili di vita completamente opposti. Lo scenario della storia questa volta non è Londra bensì la Spagna e precisamente la zona andalusa dove è posta la villa che vedrà, loro malgrado, ospiti due famiglie che in apparenza non si conoscono, ma… una vacanza meritata che per entrambe le fazioni, dovrebbe dare nuova linfa alla vita sia di coppia che quotidiana e famigliare. Chloe, la protagonista principale, è una disegnatrice di abiti da sposa proprio lei che per ora non ha ancora indossato il suo convivendo, ma non sposata, con Philip: hanno davvero bisogno di una vacanza. Ed è un momento delicato perché Philip ha seri problemi di lavoro e non riesce a pensare ad altro: la paura che la sua filiale potrà chiudere lo ha reso molto apatico nei confronti della vita e della sua famiglia. Meno male che Gerard, uno dei suoi più cari amici dai tempi di scuola, le presta la sua meravigliosa villa in Spagna dove trascorrere qualche giorno in pace… mix perfetto fatto di sole e mare, relax e armonia con la sua famiglia! Gli ospiti, con cui dovranno dividere la villa dopo ore di aereo e strade sterrate sotto il sole cocente spagnolo per arrivare alla villa, saranno Hugh marito e padre infelice sposato con Amanda che sembra più interessata ai colori delle pareti del loro lussuoso appartamento che a lui; a Hugh non resta che lavorare dalla mattina alla sera trascurando la sua famiglia e soprattutto trasformandosi in un estraneo per le sue due bambine che non lo cercano mai. E sempre Gerard, amico sia suo che di Chloe, gli dà l’occasione di spezzare questa opprimente routine proponendogli un breve soggiorno nella sua casa in Spagna… nello stesso periodo di soggiorno di Chloè. Non è più tutto così perfetto per le due famiglie che dovranno dividersi la villa ma cosa ancor più frizzante, mantenere il segreto di Chloe e Hugh risalente ai tempi di scuola quando si sono amati perdutamente ma mai dimenticati! Dopo lo sconcerto iniziale, sono costretti a convivere tra piccoli disagi e, soprattutto, tensioni sotterranee di Hugh e Chloe. Il loro passato torna prepotentemente a galla durante la vacanza che si rivelerà piena di imprevisti e sorprese: Hugh scoprirà che il primo figlio di Chloe in realtà è figlio suo ma questo non verrà rivelato a nessuno dopo una notte d’amore fra loro, Hugh capirà che non si vive di solo lavoro e che basta un poco per catturare l’attenzione delle sue bimbe e quindi anche la loro simpatia, capisce che la scontrosità della moglie e l’apparente indifferenza nei suoi confronti è solo frutto di un suo disagio, il primo figlio di Cloe scoprirà l’amore e la sua prima volta. Ma il nocciolo del romanzo verte su Gerard che sapendo che Philip è un dipendente di Hugh, ha escogitato il piano della vacanza insieme per far capire ad Hugh il grave problema lavorativo di Philip… il romanzo finisce con la ritrovata felicità delle famiglie, ad un ritorno ad una vita un po’ più serena… un romanzo tranquillo e molto scorrevole per chi ama questa lettura! per finire la trama non ha moltissimo di originale: una classica storia di segreti, bugie e tradimenti ma mai banale; personaggi che vengono valutati attraverso occhi e pareri diversi; la storia lavorativa dei personaggi maschili è d’attualità, senza diventare pesanti. Il romanzo merita, comunque!

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Un “Dolce Buongiorno”… e si oggi è proprio una bella giornata perchè mi ha regalato emozioni particolari che mi rendono felice e – perchè no – anche molto orgogliosa, soprattutto del MIO BLOG che nel mese di maggio compie ben TRE ANNI DI VITA! (a presto la mia torta con le fragole raccolte nel mio orto). Tre anni in cui ho imparato a sperimentare novità in cucina traendo spunti da blog professionali e seri degni della parola FOOD, anni in cui ho conosciuto delle persone che, anche se non fisicamente per questioni di distanza, mi hanno riempito il cuore e quindi sono diventate tutte parte dei miei… DOLCIPENSIERI! E per il mio blog, che poi sono io, quale miglior regalo se non vincere un contest per di più di cucina etnica da tutto il mondo?!!! cucina che io amo! con questo post voglio ringraziare il blog COCOGIANNI O CUOCOGIANNI che mi ha premiato nel suo contest:

nel gruppo “ASIA e OCEANIA”  con il mio primo piatto:

BIRYANI DI RISO E SPEZIE di Dolcipensieri

GRAZIE GIANNI

L’altra stra enorme felicità che ho ricevuto oggi è un punto d’orgoglio per me! La fotografia: se voi andate a vedere le prime foto di Dolcipensieri, il primo pensiero che salta alla mente è che non sono un granchè… anzi fanno proprio “schifìo”! Sono una grafica tessile e pubblicitaria e avrei potuto sempre e sottolineo sempre, modificare il tutto con il famosissimo programma di fotoritocco… ma poi “sarei io quella che trapela dalla foto posta sul mio blog”? è la domanda che mi pongo sempre quando apro il computer ed inizio il post: sia nelle foto che nelle ricette, c’è parte di me… c’è la mia pazienza a volte invece la mia fretta di mamma e moglie, c’è la mia voglia di essere sempre me stessa e quindi di rendere pubblici anche i miei errori o le mie enormi lacune tanto che quest’inverno mi sono presa l’onere e il dovere di imparare a fotografare meglio, di organizzare le luci e la presentazione ed infine riuscire a regalarvi al meglio la mia cucina… si sà che la prima reazione ad un piatto l’hanno gli occhi, o mi sbaglio? e qui arrivo al punto: ringraziare ZIO PIERO (qui il suo blog) giudice autorevole e molto serio nel votare le ricette –  anzi mi correggo – le foto delle ricette pervenute al contest di STEFANIA del blog PROFUMI E SAPORI:

io vi ho partecipato nella sezione Bianca – e non solo – come il cioccolato usato nella ricetta:

con la foto che, come dice Zio Piero: “Questa foto mi ha memozionato. E ancora non so dirvi perché…ingranditela…magari lo capirete voi”!

PANNA COTTA AL CIOCCOLATO BIANCO

Ringrazio enormemente STEFANIA e il suo BLOG che mi hanno regalato la possibilità di conoscere altre gradevoli persone come gradevole è la stessa Stefania, che anche se non conosco personalmente, ogni volta che vedo il suo bel sorridente viso, mi illumino anch’io di felicità! GRAZIE DI CUORE A STEFANIA E A ZIO PIERO!

Infine vorrei ringraziare tutti coloro che passano da qua… lasciandomi commenti o anche solo le orme del loro passaggio! A tutti voi vorrei ribadire il concetto che se anche non ci conosciamo personalmente essendo di varie parti di Italia e non solo, fate tutti parte ormai dei miei… DOLCIPENSIERI!!! grazie ancora di cuore a tutti!

Serena Crivelli – blog Dolcipensieri.wordpress.com


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Un “Dolcepensiero”: è un periodo che cucinerei e mangerei solo cibi con quel tocco di etnico in più! non so’ se è la primavera e l’arietta è più friccicorella, sarà che questa stagione mi ricarica, sarà che i cibi etnici hanno sempre colori e sapori particolari… sarà che vado molto a periodi, insomma sono un po’ lunatica!!! infine mettiamoci anche che avrei voglia di partire per questi posti esotici e un po’ fuori dal mio usuale. In attesa di partire per qualche giorno a Parigi – e credetemi non vedo  l’ora anche se non è luogo esotico – mi accontento di assaporare sapori lontani nella mia cucina. Raramente mi piango adosso e raramento mi lamento su questo blog, ma oggi sono un po’ giù! ma non vi voglio tediare, non ne vale la pena!!! (Anche perchè settimana di fuoco: un matrimonio ieri, festa di fine anno per asilo con mostra annessa quindi con organizzazione e allestimento e cena finale in Proloco il prossimo sabato mentre questo week-end MEETING DI SAN VITO qui a Lipomo con tre giorni intensi in proloco a cucinare! Perdonatemi la latitanza prossima!!!). Però non so’ se ho reso l’idea: staccare la spina e alzare le spalle alle persone che incontri tutti i giorni e dirsi “che bello me ne vo’ e per un po’ non ti vedrò” oggi avrei proprio bisogno di dirlo anzi di urlarlo!!! l’insensibilità e l’egoismo che si portano appresso le persone mi infastidisce parecchio!!! Ma torniamo alla mia cucina: era da un po’ che non cucinavo messicano e mi mancava la giusta dose di piccantezza che solo questo tipo di cucina, sa’ dare. Quindi… olè, recuperate poncio e sombreri, qualche nota di musica messicana e l’atmosfera viene ricreata subito!!!

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

8 tortillas morbide per tacos

250 grammi di salsa al pomodoro e peperoncino per tacos

spezie per tacos q.b.

350 grammi di petto di pollo

350 grammi di carne di manzo

1 scamorza dolce

1 porro

1 pomodoro grande non troppo maturo

1 ceppo di insalata lattuga

sale e pepe

olio extravergine d’oliva.

PREPARAZIONE

Tagliare il pomodoro a pezzettini piccoli che mettere in una ciotola, l’insalata invece a julienne che metterete in un’altra ciotola e sempre in una ciotola, grattate la scamorza a listarelle. Tagliare anche la carne a listarelle. Scaldare in forno tiepido le tacos. In una padella, aggiungere dell’olio evo in cui tufferete il porro tagliato molto sottilmente. Far rosolare molto bene la carne, regolare di sale e pepe. Aggiungere la spezie per tacos, mischiare molto bene e portare bene a termine la cottura. Se risulta asciutta la carne al momento in cui avete aggiunto le spezie, unire un po’ di acqua tiepida. Portare la pentola di carne in tavola al centro, porre anche il piatto con le tacos da farcire: ponete al centro di ogni tacos – usando pure le mani – la carne, il pomodoro, l’insalata e un po’ di scamorza. Terminare con un po’ di salsa piccante, richiudere la tacos a metà e… buon appetito.

Con questa ricetta partecipo al contest: “RACCOGLIERE L’INSALATA” del blog “BURRO E MIELE

Dall’archivio di “Dolcipensieri:

ZUCCHINE ALLA MESSICANA CON CARNE

SOFT TACO

MESSICO

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Un “Dolcepensiero”… veloce: occorrono solo pochi minuti per creare una cenetta gustosa ma speedy, senza trascurare il gusto! Capita a volte che dopo una lunga giornata di lavoro e faccende di casa – se poi ci metti pure qualche festicciola di amici di Matteo – si arrivi alle sette di sera che si ha fame, una fame magari anche un po’ particolare con voglia di qualcosa di sfizioso, ma si è troppo stanche per spadellare intingoli particolari. A volte bastano poche mosse e tutto si può creare…come per magia!!! 30 minuti o poco più, ricetta facile e veloce, molto appetitosa e anche poco pretenziosa nella “mise en place”… questa è la serata ideale per i miei crostoni molto ma molto ghiotti…

PER LA RICETTA

Partecipo molto volentieri al contest “Buffet in giardino” del blog “La cucina accanto

Dal blog di Dolcipensieri su Donne sul Web:

TORTA SALATA DI VERDURA E UOVA

PANZEROTTINI SPECK E ZOLA

RISOTTO CON LA ZUCCA E IL PROVOLONE

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Un “Dolcepensierio” per una cena veloce: questo risotto nasce veloce veloce, pochi ingredienti e reperibili ovunque per buoni palati… Capitano a volte delle sere, soprattutto il sabato, quando ci si impigrisce un po’ di più – magari sul divano dopo pranzo – che si arrivi a sera appunto, a portare a termine quelle “leggere” faccende di casa; soprattutto ora che è primavera e si deve pulire orto, giardino, fiori e veranda. Quindi l’appetito si sente ma si sente anche la rilassatezza che una bella doccia può procurare: ecco questa è la mia ricetta che preferisco, veloce ci voglio 20 minuti o giù di lì ma che appaga il tanto lavoro pomeridiano…

E DI CIBO VELOCE, NE PARLEREMO TUTTA LA SETTIMANA A VENIRE NELLA NOSTRA RUBRICA DI CUCINA SU

DOVE TROVERETE TANTISSIME RICETTE PER “A TAVOLA IN 30 MINUTI”. VI ASPETTO!

Per finire, lo so’ che vi “stresso” con i miei continui risotti e mi scuso: addirittura due di seguito ma il fatto è che… io lo adoro!

INGREDIENTI

320 grammi di riso carnaroli

150 grammi di piselli in scatola

150 grammi di prosciutto cotto a cubetti

1 litro e mezzo di brodo vegetale (carota, zucchina e sedano)

1 cipollotto

1 bicchiere di vino bianco secco

un paio di noci di burro

scaglie di grana q.b.

un pizzico di pepe bianco.

PREPARAZIONE

Scolare i piselli dalla loro acqua di conservazione. Mettere il brodo a bollire (circa un litro e mezzo/due), unire le verdure sopracitate ben lavate e pulite, tagliate a metà e lasciar cuocere fino a quando le verdure saranno morbide. Con l’uso del frullatore ad immersione, frullare quasi interamente le verdure, filtrare il brodo dai residui di verdura. Scaldare in una pentola capiente le noci di burro, quando saranno ben sciolte, aggiungere il cipollotto tagliato finemente, subito dopo il prosciutto tagliato a cubetti piccoli e far cuocere mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Appena sia la cipolla che il prosciutto saranno ben dorati, aggiungere il riso girandolo fino a quando i chicchi iniziano a trasparire. Sfumare con il bicchiere di vino, mescolare fino a quando è ben asciugato. Iniziare poi a inumidire il riso con un paio di mestoli di brodo bollente; mescolare di continuo e, appena il brodo sarà quasi assorbito, aggiungerne dell’altro. Continuare così per tutta la sua cottura (circa venti minuti totali). A metà cottura, unire i piselli e portare a termine la cottura. Mantecare con un po’ di scaglie di grana e un po’ di pepe. Impiattare il risotto nei piatti, terminare con qualche altra scaglia di pecorino.

Con questa ricetta partecipo al contest “Ma chi l’ha detto che una rondine non fa primavera?”

del blog “Cotognata- ricci, picci e capricci”

Dall’archivio di “Dolcipensieri”:

RISOTTO PISELLI, PANCETTA E BOTTARGA

UOVA AL FORNO CON PROSCIUTTO DI PRAGA

RISO ALLA CANTONESE CON GAMBERETTI

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Un “Dolcepensiero” che ha dato soddisfazioni: sono sempre felice quando mio marito mi fa complimenti su un piatto. La cosa non succede sempre anzi direi raramente… per ogni ricetta che preparo e che metto in tavola trova sempre una critica (costruttiva) oppure un consiglio su come rifarla la prossima volta… ma su questo risotto tutto è filato liscio anzi ancor meglio! Saranno sicuramente complici gli ingredienti usati tutti selezionatissimi a partire dal taleggio lombardo DOP. Vi ho già parlato di questo formaggio simbolo della Lombardia ma soprattutto delle valli che amo: un formaggio di origine antichissime prodotto ancora secondo la tradizione. Si pensi che veniva già prodotto nell’anno 1000 e già dal 1812 veniva chiamato taleggio o meglio ancora “Stracchino quadro di Milano”  oppure “Stracchino di Val Taleggio” perchè proveniva e proviene dalla Val Taleggio, valle bergamasca. E’ un formaggio molle a pasta cruda prodotto con latte di montagna e stagionato ancora in grotte naturali per almeno 35 giorni, ma più persiste la stagionatura più il taleggio ci guadagna in aromi e gusto. Oggi chi produce taleggio in quantità industriali, ha ricreato in apposite celle il microclima perfetto come le grotte. Ma oggi come allora, ogni sette giorni le forme vengono rivoltate e spugnate con acqua e sale in modo che la crosta rimanga umida e si formino le muffe; sarà il colore rosato della crosta che indicherà il giusto grado di stagionatura pronto per essere consumato. Se acquistate pezzi grossi o meglio ancora una forma intera, potete conservarlo in frigo avvonto in un telo di cotone umido che permette di mantenere la crosta morbida. In cucina ha un’ottima versatilità, perfetto in questo risotto con l’aiuto delle ultimissime arance della varietà “Valencia” qualità che matura a fine aprile e che viene raccolta anche a giugno inoltrato. Sono arance succose, buccia grossa con spicchi dal buon sapore ma con qualche seme.

INGREDIENTI PER DUE PERSONE

200 grammi di riso carnaroli

90 grammi di taleggio DOP

1 cipollotto rosso di Calabria BIO

30 grammi di burro + 1 noce per mantecatura

1 arancia Valencia

1 bicchiere di vino bianco secco

1 litro di brodo vegetale

sale e pepe un pizzico

erba cipollina q.b.

PREPARAZIONE

Pelare l’arancia, la parte arancio della buccia tagliarla a listarelle sottili. Spremere il succo. Pulire il cipollotto e tagliarlo molto finemente. Far sciogliere il burro in una pentola, unire il cipollotto e soffriggere leggermente a fuoco moderato. Unire il riso, farlo tostare, unire la buccia di arancia (tranne qualche filamento per la finitura del piatto) e mescolare bene il tutto. Sfumare con il vino bianco, quando evaporato, iniziare a bagnare il riso con il brodo. Cuocere per circa un 15 minuti aggiungendo il brodo quando necessario. Intanto tagliare il taleggio a piccoli pezzettini, appena passati i primi 15 minuti, aggiungere il succo dell’arancia mescolando molto bene. A cottura ultimata e a fuoco spento, unire il taleggio, regolare di sale  e pepe, e aggiungendo la noce di burro, mescolare bene il tutto fino a quando si sarà sciolto il tutto. Servire nei piatti con qualche scorzetta di arancia e qualche pezzettino di erba cipollina.

Partecipo al costest di Stefania “Il contest a colori”

nella sezione  Giallo-Arancio:

Dall’archivio di “Dolcipensieri”:

RISOTTINO DI ERBA CIPOLLINA, MAGGIORANA, TIMO CON CAPRINO BIANCO

INSALATA DI SPADA AGLI AGRUMI E FAVE DI CACAO

TORTA SALATA ASPARAGI E TALEGGIO VAL BIANDINO

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Mamma for dummies

...quelle che se arriva sera ed è ancora vivo è già un successo!

Pensieri sparsi in ordine caotico

Raccolta di appunti scritti nel corso degli ultimi dieci anni, forse più. Una volta erano raccolti in quaderni, poi una parte mi è stata rubata ed ora, grazie al cloud (non è uno locuzione romanesca), è tutto rigorosamente online. Dal mondo dell'informatica (non più aggiornato da anni ma tenuto in vita per una questione "sentimentale") a pensieri e riflessioni sulla vita, sul mondo, sulla società, sulle emozioni e su di me, senza prendermi troppo sul serio.

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Raccolta di ricette di cucina con foto passo passo e procedimenti - i miei appunti in cucina

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