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Archive for 9 agosto 2011

Immagine presa del web

Mangia Prega Ama (Eat Pray Love) con Julia Roberts – regia di Ryan Murphy

Al mare in pieno relax con la voglia di far niente, è ancor più bello godersi qualche film e mai film fu più azzeccato: in onda su sky, mi sono goduta Mangia Prega Ama, liberamente tratto dall’omonimo libro/bestseller di Elizabeth Gilbert. E’ perfetto per una serata tranquillissima dopo una lunga giornata di mare, perchè questo film  così acclamato quanto il successo del libro, si è rivelato piatto dalla serie della classica commedia romantica americana, quella commedia che racconta di donne sempre un po’ “disperatamente esaurite” ma almeno in questo caso non si tratta di casalinghe bensì di una bella e affascinante donna in carriera: racconta la vita di Liz Gilbert, donna moderna con una bella carriera, un marito affascinante e forse troppo innmorato che ne soffoca la sua personalità, una casa bella e accogliente a New York ma come tante altre donne, è insoddisfatta, molto confusa convinta che forse dalla sua vita potrebbe ottenere molto ma molto di più e soprattutto per se stessa senza rimanere solo una donna sposata e casalinga, voglia di vivere emozioni!!!. Dopo una sofferente decisione con il marito, Liz capisce che è giunto il momento di separare le loro vite chiedendo il divorzio. Apprende che il suo prossimo punto di partenza sarà intraprendere un lungo viaggio fra tre continenti diversi per godere delle cose buone, per pregare e capire il suo io interiore e infine senza volerlo innamorarsi e capire di avere più rispetto e amore per sè… e così che in Italia riscopre il piacere di mangiare “ingrassando” ma di piacere, riscopre il senso dell’amicizia e della famiglia; in India arricchisce la sua spiritualità e quanto in apparenza possano essere diverse e misteriose le persone intorno a noi e, inaspettatamente, a Bali ritrova il suo equilibrio interiore grazie al vero amore e alla dolcezza spiccata di un uomo. E proprio a Bali riesce a  tornare dallo sciamano che le ha fatto capire quanto fosse insoddisfatta…

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Il capitolo italiano è bello, uno stralcio del benessere che noi godiamo tutti i giorni e che per gli stranieri può essere fonte di relax e tranquillità: un susseguirsi di scene dove Liz assapora profumi e sentori di cibi e vini ottimi a lei solo conosciuti sulle riviste, caffè caldo e avvolgente con dolci golosi e ricchi. E sarà proprio un incontro nato per caso in una caffetteria di Roma, che farà conoscere a Liz nuovi amici, che le farà assaporare l’unione e la famiglia ma soprattutto la vita.

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Molto bella la scena in cui lei si gusta un gelato accanto a delle suore anche loro mentre si godono un gelato: la stessa cosa è successa a me a Roma qualche anno fa… e sembra una scena irreale, ti viene da ridere ma anche chi porta una tonaca sa gustarsi il buono del cibo. Adorabile è Julia nelle scene tra Roma e Napoli, in perfetta sintonia che il piacere al cibo: a Roma piatti tipici quali carciofi, pasta alla norma e sugo di cinghiale; seduta al tavolino di una trattoria, appena arriva il piatto di bucatini, Julia se la ride fra sè per il fatto di gustarsi una tale delizia e con gli occhi sorridenti si spolvera i suoi bucatini con parmiggiano e affonda la forchetta, arrotola e via di godimento; a Napoli tra le vie della città con panni stesi fra un balcone e l’altro, a gustarsi la pizza…

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Terminata la vacanza in Italia e salutati gli amici ormai cari, Liz parte per l’India alla ricerca della tranquillità interiore: se a Roma fu Luca Argentero bello più che mai a fargli da guida e a fargli conoscere persone speciali, in India inciamperà nella conoscenza di un particolare e alquanto cinico nuovo e futuro amico interpretato da Richard Jenkins; dopo scontri verbali, l’uomo e Liz riescono a riconoscersi e a divenire amici al punto che l’uomo gli confessa le ragioni del suo essere nell’ashram di una guru – guru che Liz non avrà il piacere di incontrare dal vivo ben ferma nel vivere nel suo lussuoso appartamento a New York – e racconta perciò dell’ex moglie e del figlio che ha rischiato di investire dopo una bella ubriacatura. Liz poi incontrerà una dolce e decisa – ma solo in apparenza – ragazza che vive nell’oasi della guru: convinta di scappare dal suo matrimonio organizzato, racconta a Liz di voler studiare e fare qualcosa di buono e utile nella sua vita. Ma purtroppo la tradizione indiana non riesce a sfuggire al destino della ragazza: bellissime le scene colorate ed intense del film in cui si racconta del classico matrimonio indiano.

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Dopo la partenza del suo amico, Liz diventa guida per nuovi abdetti della guru, fino al giorno che anche lei finisce la sua vacanza di fede e di partire per Bali alla ricerca del suo santone.

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Nella speranza di esaurire la confusione sua interiore nell’esotismo di una seduta con il suo santone – un simpatico vecchietto in mutandoni, che non può prendere l’aereo “perché non ha i denti” – Liz si ritrova nella verdeggiante Bali e qui incontra un uomo sensuale e dolcissimo interpretato da Javier Bardem. Dopo qualche rimorso di Liz, che scappa dalla bellissima dimostrazione d’amore di Javier, Liz vuole tornare a casa e prima passa dal suo santone che le fa capire quanto è importante vivere le proprie emozioni senza mai guardarsi indietro. Ed è così che Liz corona il suo sogno d’amore senza lascaire ne l’uomo ne Bali…

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Dopo avervi raccontato il film nelle sue parti migliori o meglio in quelle che più mi sono piaciute, non sò dirvi la morale che può lasciare questo film… se noi donne avessimo la possibilità di fare come Liz penso che il turismo avrebbe un’impennata di guadagni notevole. E’ bello riuscire a star soli e a fare esperienze nuove, ma la vita di tutti i giorni con i suoi impegni ha sempre la prevalenza… alla fine il film, e temo anche il libro che non  ho intenzione di leggere, si rivela una storia sentimentale e d’amore con una parentesi umanitaria – quella in India – ma che sfuma sulla superficialità e sulla voglia di tutti di benessere, si vede anche dalla guru ben salda a NY, vede una Roberts più seria e matura, composto e sempre dritta sulle sue gambe. Solo nellìepisodio italiano, si può rivedere la Roberts un po’ scanzonata delle sue precedenti commedie… Nel capitolo italiano non mi è piaciuto per niente la descrizione fatta alla gente italiana: non so’ se gli americani sono convinti di vedere in Italia un paese fatto ancora di anticaglie ma una domanda mi nasce spontanea: una donna famosa e benestante, americana per giunta quindi ultra moderna, si può accontentare di vivere in un appartamento in pieno centro a Roma in cui non vi è acqua calda che si deve scaldare sulla stufa – e siamo in estate – oppure con i buchi nel soffitto? credo di no e credo anche che a Roma in certe pensioni non ci si vive più, tanto meno si pensa di affittare tali catapecchie… Ma noi italiani siamo visti in questa veste? perlomeno del cibo ne parlano molto bene… per il resto nel film non viene molto sottolineata la bellezza del paese se non per qualche stralcio di monumento quà e là… e quindi mi vien da dire: solita commedia all’americana romantica,carina da non rivedere molto spesso. Son felice di aver aspettato la prima visione ma su la pay-tv, non ho speso soldi per cinema e noleggio dvd… e per il libro non se ne parla nemmeno!!! L’unica bellezza sono le immagini di cibo e le location che hanno scelto.

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