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Archive for settembre 2011

Un “Dolcepensiero” che si ripete… dopo le sfoglie con i porri, dal frigo è emerso un altro rotolo di sfoglia anzi di briseè. Ottimo rimedio per un salva cena domenicale: pomeriggio dedicato al cinema per vedere i puffi con Matteo che vi consiglio caldamente per due motivi: il primo per un viaggio retrò nei nostri ricordi di quasi quarantenni – chi di noi non è cresciuto a pane e puffi??? – il secondo perchè è un bellissimo film animato dai buoni sentimenti che rievoca questi meravigliosi amici blu alti poco più di tre mele. Inoltre i puffi sono disegnati molto bene, con tratti dolci e armoniosi, che non possono non strappare un sorriso. C’è sempre il mago Gargamella alle prese con la loro cattura, ci sono due sposini di New York che si ritrovono alle prese con questi animaletti pronti a tutto per poter ritornare nel loro bosco fatato, ci sono buoni sentimenti e il lieto fine che tutte le favole devono avere… Arrivati a casa non avevamo particolarmente fame bensì voglia di qualcosa di sfizioso ma semplice e veloce da realizzare, ed ecco come sono nate le quiche. La cucina ad un tratto si è inondata di un buon profumo di origano, il forno caldo ci ha leggermente riscaldato e le tortine sono state una buonissima cena seduti al tavolino basso in salotto… degne di puffo cuoco!!! che ne dite???

INGREDIENTI PER QUATTRO PETITE QUICHE

1 rotolo di pasta briseè

4 fette di prosciutto cotto

1 mozzarella

qulche carciofino sott’olio

qualche cappero di Pantelleria sottosale

qualche cucchiaio di passata di pomodoro a cubetti

un buon pizzico di origano essicato

sale q.b.

olio extravergine q.b.

formine usa&getta di carta diamentro cm 12/15

PREPARAZIONE

Scaldare il forno a 180°C. Dividere la pasta briseè in quattro cerchi ampi come il vosto pirottino. Adagiare ogni sfoglia nel pirottino: spalmare un cucchiaio di passata di pomodoro, salare con un pizzico di sale, sovrapporre la mozzarella a tocchettini, porre la fetta di prosciutto cotto che bagnerete con qualche goccio ancora di passata; finire con i carciofini tagliati in quattro e con qualche cappero risciacquati dal sale. Spolverare con origano, rifinire la sfoglia sui bordi, qualche goccia di olio evo e porre in forno per circa venti minuti. Servire calde.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TARTELLETTE GRATINATE ALLE ZUCCHINE E CURRY

QUICHE AI BROCCOLETTI

CROSTATA SALATA ALLE ZUCCHINE E CURRY

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Questi biscotti sono una gran e buona coccola: biscotti semplici ma gustosi che mi ricordano l’infanzia. Un’infanzia fatta di cene con parenti e tanti cugini, grandi tombolate in compagnia dove questi biscotti erano la perfetta compagnia. Sono ottimi: nell’incavo che si ricava con le nocche delle dita, si può mettere qualsiasi confettura o marmellata oppure anche la famosa crema alla nocciola. Perfetti per un tè con le amiche, una merenda con i bimbi oppure per gustarsi la compagnia del proprio compagno/a davanti ad un bel film. Qualsiasi cosa voi facciate mentre mangiate queste delizie, il relax è assicurato.

PER INGREDIENTI E PREPARAZIONE

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Un “dolcepensiero” a gogo… appena Imma mi ha invitata al suo blog una marea di ricordi hanno aleggiato la mia mente, ricordi di bellissime giornate al lavoro. Si avete letto bene: bellissime!!! in 12 anni di onorata carriera – prima di mettermi in proprio – ho cambiato tre volte luogo di lavoro e in ognuno di loro ho trovato colleghi quasi sempre simpatici e poco bip (sul bip beh… metteteci qualsiasi eufemismo, il più consono a voi anzi ai vostri colleghi e capi)!!! Le pause pranzo erano un momento di aggregazione per parlare, confrontarsi e avere un attimo di sfogo prima di ripigliare a disegnare, se poi era estate quell’attimo diveniva la nostra oasi hawaiana per riscaldarci al sole. I miei pranzi passati in ditta, sono sempre stati leggeri a base di prodotti il più delle volte mangiabili freddi: ecco perchè le torte salate divennero per me un confort food per rigenerarmi corpo e mente ma soprattutto il mio take away per il lavoro. Adoravo – tutt’ora adoro – le monoporzioni da addentare senza troppi preamboli e poi con la sfoglia ne potevo confezionare varie offrendole ai miei colleghi… Ora lavoro in proprio nell’ufficio sotto casa e anche se mi basta un minuto per salire in cucina, a volte i vari impegni non ti permettono di cucinare un pranzo come si deve: Marco arriva a casa tutti i mezzogiorno avendo anche lui la ditta a soli cinque minuti da casa. Ecco perchè quando so’ di avere una giornata particolarmente pesante all’indomani, la sera prima mi preparo una bella torta salata o ancor meglio delle piccole sfoglie perfette da riscaldare all’ultimo momento accompagnandole con formaggi o salumi. Pranzo veloce ma molto ghiotto…

INGREDIENTI PER SEI PICCOLE SFOGLIE

1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare

6 fette di prosciutto cotto

60 grammi di pecorino sardo semistagionato gratuggiato

1 porro

qualche cucchiaio di passata di pomodoro a cubetti

qualche foglia di timo fresco

sale q.b.

olio extravergine q.b.

formine usa&getta di carta diamentro cm 12/15

PREPARAZIONE

Scaldare il forno a 180°C. Dividere il rettangolo di pasta sfoglia in sei quadrati ampi come il vosto pirottino. Adagiare ogni quadrato nel pirottino: su ogni sfoglia spalmare un cucchiaio di passata di pomodoro, salare con un pizzico di sale, porre la fetta di prosciutto cotto che bagnerete con qualche goccio ancora di passata; finire con il pecorino gratuggiato. Tagliare a rondelle sottili il porro che porrete in superficie al pecorino, rifinire la sfoglia sui bordi, qualche goccia di olio evo e porre in forno per circa 15 minuti. Lasciar cadere qualche fogliolina di timo, rimettere in forno spento ancora un cinque minuti. Servire sia calde che fredde.

CON QUESTA RICETTA PARTECIPO AL CONTEST “TAKE AWAY” DELLA DOLCE E CARA IMMA

DEL BLOG “DOLCI A GO’ GO’

Dall’archivio di “Dolcipensieri”:

TORTA SALATA ASPARAGI E TALEGGIO VAL BIANDINO

FRITTATA AI PORRI

MINIQUICHE DI ASPARAGI E CASERA

MI TROVI ANCHE NELLA RUBRICA “RICETTANDO” NELLA SEZIONE “IBLOG” SU

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Un “Dolcepensiero”: questa torta ha affascinato un po’ tutti e soprattutto mio marito che mi ha promosso a pieni voti e ne sono felice perchè Marco non ha remore su critiche anche severe. L’altro pomeriggio ero già decisa ad acquistare qualche pasticcino per festeggiare i miei suoceri e il loro 38° anniversario ma poi avendo terminato un lavoro e mandato in stampa, sono salita in casa e mi sono messa a cucinare questa delizia, già da un po’ addocchiata in rete sul blog di Federica. Adoro questi tipi di torte, caserecce e tanto tanto buone, soffici gusci che al loro interno custodiscono un ripieno morbido, cremoso e ghiotto: la mia versione è diversa da Federica ma l’ispirazione è stata dettata dal suo bellissimo blog che sforna delizie giorno dopo giorno… Trovo inoltre questa ricetta molto versatile, il guscio di frolla è perfetto per racchiudere altri ripieni…

INGREDIENTI

PER LA FROLLA

150 grammi di farina bianca

130 grammi di farina antigrumi

120 grammi di zucchero semolato

130 grammi di burro leggermente salato

1 fialetta di aroma alla mandorla

2 cucchiaini di lievito per dolci

1 uovo

PER IL RIPIENO

250 grammi di mascarpone

80 grammi di zucchero semolato

1 uovo

2 dozzine di amaretti

PER LA TORTIERA

1 noce di burro

qualche cucchiaio di farina

PREPARAZIONE

Preparare la frolla: nella planetaria, setacciare le due farine, aggiungere lo zucchero, il lievito, l’uovo, l’aroma di mandorla e il burro leggermente ammorbidito. Azionare la planetaria con la frusta a K fino a quando l’impasto sarà “bricioloso”: versare il composto su una spianatoia e impastare fino a quando si formerà una palla. Avvolgerla nella pellicola e porla in frigo per mezz’ora. Accendere il forno a 180°C: imburrare una teglia per crostata con una noce di burro e spolverare con farina bianca. Stendere 2/3 della pasta, ricoprire la pirofila imburrata ed infarinata. Lasciare da parte un pezzo di pasta frolla per la copertura. Punzecchiare con una forchetta la base della frolla e passare a ricoprirne la superficie con una dozzina di amaretti sbriciolati con la mano grossolanamente. Passare a preparare la crema al mascarpone, sbattendo l’uovo insieme allo zucchero, aggiungere il mascarpone e continuare a mescolare con la planetaria (frusta K flexi). Unire sempre sbriciolando con le mani, un cinque/sei amaretti. Versare la crema ottenuta sulla pasta frolla con gli amaretti e livellare bene con una spatola, ricoprire la crema con i restanti amaretti sempre sbriciolati. Ricoprire il tutto con la pasta rimasta, fare qualche taglietto sulla superficie. Cuocere a 180°C per 35/40 minuti circa.

CON QUESTA FROLLA PARTECIPO AL CONTEST DI “SWEET AND SALTY CORNER

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TORTA CHIUSA DI MELE E MORE

CROSTATA FRAGOLE E CREMA

TIRAMISU’ CON DIGESTIVE E MATCHA

COPPA CON CREMA DI AMARETTI

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SONO INIZIATE LE SETTIMANE DELLA MODA NELLE CITTA’ PIU’ BELLE E DI TENDENZA…

Un “Dolcepensiero” fashion: sono una disegnatrice tessile e le settimane della moda le ho sempre seguite per capire le tendenze, a volte anche in diretta a due passi da quelle passerelle che tutto il mondo ci invidia perchè noi italiani abbiamo uno stile molto apprezzato… uno stile che possiamo anche trovare in cucina. Terminate le tante e varie sfilate, si possono gustare party e cene tutte all’insegna del made in Italy: tavole imbandite di finger food dolci e salati con bibite e drink colorati, dolci e inebrianti il tutto con intorno tantissima gente indaffarata a commentare il nuovo trendy che ci accompagnerà nei prossimi mesi. E tra una rivista e qualche foto di bellissime modelle, si possono trovare gustosi stuzzichini che appagano il tanto lavoro fatto dai vari staff. Io ho pensato a questi dolci cremosi per ridare carica ed energia…

PER INGREDIENTI E PREPARAZIONE

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Un “Dolcepensiero” tipico: oggi vi presento un tipico piatto lombardo di tradizione secolare, la RUSTISCIADA , uno stufato che viene solitamente accompagnato dalla polenta. Il termine è dialettale e deriva dalla parola “rost” o “rustè” che significa arrosto perchè la carne di maiale viene prima soffritta con la cipolla e il lardo di maiale, per poi divenire uno stufato. In pro loco lo proponiamo tutti gli anni, un inno alla stagione autunnale e un arrivederci alla stagione calda. Come tutti i piatti di tradizione e di cultura contadina, anche nel solo territorio della Brianza, vi sono delle diverse versioni: qualcuno la chiana “rustida o rustisciana”, altri la preparano senza salsiccia o con l’aggiunta di costine sempre di maiale, chi non ama il lardo può usare il burro. Per l’aromatizzazione, si possono usare salvia, rosmarino e chiodi di garofano. Nella tradizione contadina della Brianza, questo era definito un piatto di tradizione, un piatto da cucinare nei giorni di festa ma soprattutto consumato nel periodo invernale dell’uccisione del maiale (“purcel” in dialetto): un vero e proprio rituale pagano cui partecipava tutta la comunità.

SONO ANCHE QUI…

INGREDIENTI PER SEI PERSONE

500 grammi di lonza di maiale

500 grammi di luganiga di maiale (salsiccia)

50 grammi di burro o lardo di maiale

150 grammi di passata di pomodoro

1 bicchiere di vino bianco secco

1 cipolla dorata grande

qualche cucchiaio di farina bianca

qualche cucchiaio di olio extravergine d’oliva

sale q.b.

pepe nero q.b.

PREPARAZIONE

Tagliare a listarelle la lonza di maiale, infarinarle. Affettare la cipolla e farle imbiondire nella casseruola con il burro e l’olio evo, aggiungere un pizzico di sale; unirvi la salsiccia tagliata a tocchetti. Appena la salsiccia sarà ben stufata, unire la lonza continuando a rigirare il tutto. Sfumare con un bicchiere di vino bianco. Unire la passata di pomodoro diluita con dell’acqua tiepida; regolare di pepe ed eventualmente altro sale. Cuocere su fuoco vivace rimestando la carne per cinque minuti, poi continuare la cottura a fuoco basso per una decina di minuti o fino a quando sarà cotta la carne. Servire ben calda.

Partecipo anche alla raccolta del blog “Laura in cucina”

dal titolo: “Italia in cucina”

RICETTE LOMBARDE

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Un “Dolcepensiero”… non fraintendetemi non ho mica avuto a pranzo Ruth, magari!!! ho semplicemente finito di leggere il mio terzo libro della Reichl (qui e qui le recensioni degli altri due) e mi è piaciuto un sacco e più degli altri. AGLIO & ZAFFIRI è un romanzo quasi del tutto autobiografico ma molto divertente grazie ai tantissimi travestimenti di cui Ruth si presta per non farsi riconoscere durante le sue visite in ristoranti che poi dovrà recensire niente meno che al Times di NY. Ebbene si perchè Ruth riuscirà a far carriera proprio nella testata giornalistica più prestigiosa al mondo. In questo romanzo Ruth diventa attrice nei suoi teatri più importanti: i ristoranti come quelli famosi e glamour che ci portano a sognare fra ricchi, potenti e personaggi dello spettacolo. Saranno questi i pretesti più infimi a spingere Ruth a divenire sempre una donna completamente diversa da lei – ma a volte non troppo e se ne renderà conto – e a trasformarsi in modo completamente diverso soprattutto per il luogo in cui deve sondare il terreno. Cercherà di sentirsi a suo agio fra camerieri dediti soltanto a garantire felicità ai propri ospiti offrendo piatti ricercati e favolosi e bottiglie di vino sfarzose. Ma saranno soprattutto i ristoranti meno eleganti e pretenziosi a regalare alla critica gastronomica belle sorprese, i ristoranti etnici quelli piccoli e sconosciuti posti ai margini della città sapranno stupirla e saranno meta di nuovi incontri e fonte di nuove scoperte non solo culinarie. E’ questo il compito arduo di Ruth: far conoscere ristoranti ai propri lettori, lettori assai critici e sempre più desiderosi di leggere di recensioni di grande livello come del resto si aspettano che la critica vada solo in ristoranti alla moda e molto sofisticanti… ma non sarà così, perchè Ruth regalerà stelle solo ai ristoranti che riusciranno a colpirla e soprattutto a colpire la donna che in quel momento vorrà essere. Accompagnata quasi sempre da una sua cara amica, Ruth sarà una critica gastronomica un po’ anticonformista in una NY che tutti noi pensiamo moderna e pronta alle nuove scoperte… ma non sono così i suoi lettori, quei lettori che tutti i giorni acquistano il giornale più famoso del mondo. Essa stessa scoprirà che i suoi lettori sono poco anticonformisti, al contrario legati a stereotipi ben lontani dal pensiero metropolitano che tutti noi pensiamo abita a NY. La grande mela è forse la città con più alta concentrazioni di ristoranti in tutta l’America: è questo il pensiero più angosciante che tamburella la mente di Ruth divisa nella scelta se rimanere a Los Angeles oppure tornare in una grande città ed essere colei che potrà cambiare la vita di un ristorante e di tutti coloro che ci lavorano. Il lavoro è prestigioso, difficile soprattutto per il fatto che ormai lei è conosciuta come critica quindi consapevole che se entra in un ristorante, basteranno solo qualche occhiata per attirare su di sè tutta l’attenzione agli adetti ai lavori; è questo apparente problema che porterà alla critica americana a concentrarsi su travestimenti e trucchi per sfuggire alle attenzioni dei ristoratori. Alla ricerca di vari escamotage, Ruth diverrà l’insignificante Molly per recensire “Le Cirques” ristorante di classe che non tratterà per niente bene lei e l’amica Claudia; entrerà anche nei panni che furono della sua difficile mamma spaventando anche Claudia che troverà in Ruth molto più di Miriam di quanto entrambe sospettassero: indossando il vestito blu che fu di sua madre, Ruth farà la recensione del famosissimo “21”, ristorante stranominato anche in tanti film. E poi prendendo piede in lei la voglia di recitare, sarà la volta di Chloe, Brenda, Betty ed Emily: donne diverse da lei, diverse dai posti in cui farà visita ma che tutte avranno un legame particolare con la critica e donna; per un giorno divenire una donna qualunque agli occhi degli altri oppure la bionda fatale che fa girar la testa agli uomini oppure la donna in carriera con il suo tailleur perfettamente stirato, perfino il piccolo figlio che resterà al gioco mantenendo il segreto agli occhi delle persone che incontrano. Ma saranno questi panni che faranno di Ruth una critica nuova pronta a nuove esperienze e che l’aiuteranno a capire anche se stessa, una donna pronta a difendere il suo pensiero anche se discordante con il parere di tutti quelli che la leggono. Insomma un bel libro, appassionante che racconta non solo di ristoranti ma anche del piacere delle cucina e del buon cibo arricchito anche con qualche ricetta, curiose sono le letture delle sue recensioni fatte a puntino e sempre attente. Un romanzo che è un inno al buon cibo anche se ricco e sfarzoso ma sempre buon cibo… Dei tre finora letti – tutti belli – questo è il mio preferito… perchè leggere Ruth? perchè è una lettura gradevole e soprattutto se amate mangiar fuori, riesce a farvi notare particolari che a volte non si riescono a cogliere dal vivo, se poi amate cucinare, i suoi libri sono ricchi di ricette varie, semplici e particolari raccontate con aneddoti e stralci di vita. Una lettura fresca e molto piacevole!!!

Per questa ricetta, pag. 153 che ho seguito in tutti i suoi aspetti, mi sono però trovata con quantità esagerate per tre persone, direi che queste dosi vanno bene per un quattro anche cinque persone e non tre come dice Ruth. Per il resto è molto simile a come la faccio io…

INGREDIENTI PER TRE PERSONE

450 grammi di spaghetti (io ho usato il nr. 5)

da 110 a 220 grammi di pancetta di buona qualità tagliata sottile***

2 spicchi di aglio

2 uova grandi

pepe nero

50 grammi di parmigiano grattugiato più altrettanto da servire in tavola

***Per questa ricetta bisognerebbe usare guanciale, cioè guancia di maiale salata e stagionata, ma a dire il vero Ruth – e pure io – preferiamo la pancetta; inoltre Ruth dice che è una perfetta ricetta dell’ultimo minuto e che deve ancora trovare un bambino a cui non piaccia.

PREPARAZIONE

Portare a bollore una pentola piuttosto grande d’acqua salata. Quando bolle, gettare gli spaghetti. La maggior parte degli spaghetti secchi cuoce in nove-dieci minuti. Nel frattempo preparare il sugo. Tagliare la pancetta in senso trasversale in striscioline di circa un centimetro di larghezza. Metterla in una padella a cuocere per due minuti, fino a che il grasso comincia a sciogliersi. Aggiungere gli spicchi di aglio interi e cuocere altri cinque minuti finchè gli orli della pancetta diventano croccanti. Non tenerla tanto sul fuoco: se si asciuga troppo non si amalgama alla pasta. Nel frattempo rompere le uova nel recipiente in cui servirete la pasta e sbatterle con una forchetta. Aggiungere del pepe macinato. Togliere gli spicchi di aglio dalla padella della pancetta. Scartare un minimo di grasso, se vi sembra troppo (ma lasciatene abbastanza da condire la pasta). Quando è giunta a cottura, scolare la pasta e versarla immediatamente sulle uova sbattute. Mescolare accuratamente. Il calore degli spaghetti cuocerà le uova che diventeranno una salsa. Aggiungere la pancetta con il suo grasso, mescolare ancora, unire il formaggio e servire.

Con questa ricetta partecipo al contest di “STASERA SI CENA DA NOI” dal titolo “AUTORI IN PENTOLA”

Con questa ricetta partecipo al contest “Book & Cook”

del blog “Grembiule e presine”

Dall’archivio di Dolcipensieri:

LA CARBONARA SBAGLIATA

LA CARBONARA ROSSA

SPAGHETTI ALLE SARDE CON GAMBERETTINI E POMODORI CUORE DI BUE

SPAGHETTI E GAMBERI MARINATI

GLI SPAGHETTI DEL MERCOLEDI

SPAGHETTI CON POMODORI SECCHI E OLIVE NERE

SPAGHETTI CON PESTO DI RUCOLA E CRESCENZA

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Un “Dolcepensiero” per il prossimo anno: la sagra paesana della pro loco è giunta al termine, rimane solo di smaltire un po’ di stanchezza e sonno, ciò vuol dire che c’è stato riscontro in pubblico; tre bellissimi week-end passati a preparare piatti straordinari e tipici, solo il tempo non è stato molto clemente durante il secondo week-end ma questo non ha demoralizzato i nostri affezionati e non solo del paese anzi… molto sono giunti da vari paesi vicini. Un “rimasuglio” di questa rassegna non poteva mancare sul blog: oggi vi parlo dell’agnello al forno che abbiamo proposto domenica sera e che abbiamo aromatizzato con un buon e abbondante battuto di aglio e rosmarino, aroma che si sposa molto bene con la carne di agnello. Ottimo contorno potrebbero essere delle patate sabbiose

INGREDIENTI

1 kg di carne d’agnello

una testa di aglio

vino bianco q.b.

rosmarino q.b.

sale q.b.

olio extravergine d’oliva

una noce di burro

PREPARAZIONE

Tagliare l’agnello in pezzi più o meno della stessa dimensione, un operazione che potete far fare al vostro macellaio di fiducia. Preparare un abbondante trito di aglio e rosmarino tagliato a mezzaluna non finissimo. In una grande padella antiaderente, scaldare dell’olio evo e del burro, scottare  pezzi di agnello da una parte per qualche minuto, procedere rigirandolo, salare e spolverare generosamente con il battuto di aglio e rosmarino. Continuare al cottura rigirando i pezzi ancora qualche volta, sfumare con del vino bianco a temperatura ambiente versandolo ai lati della padella. Far evaporare e porre poi la carne in una teglia da forno con anche il sugo di cottura, porre in forno già caldo a 180°C – per terminare la cottura –  per circa un’oretta. Controllare lo stadio di cottura che può richiedere più o meno tempo in base alla grossezza dei vostri tocchi di agnello. Servire con patate.

Con questa ricetta partecipo al contest di “About Food


Dall’archivio di Dolcipensieri:

AGNELLO AROMATIZZATO CON SALSA WORCESTER

PIANTE AROMATICHE

LA PIZZAIOLA

Mi trovi anche qui

DONNE SUL WEB BANNER

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E quando si pensa a questa stagione in cui la natura inizia il suo lungo letargo, è proprio la stessa che ci regala prodotti ottimi per i nostri piatti. Con le castagne, i funghi sono i protagonisti per eccellenza della stagione che regalandoci ancora giornate soleggiate e leggermente tiepide, sono un buon pretesto per passeggiate in boschi dove fare incetta di castagne e i funghi; sugli ultimi, mi raccomando la raccolta delle varietà che conoscete: evitate qualsiasi altro fungo se non presenta i requisiti di commestibilità e comunque presso dei centri micologici, potete avere informazioni sui funghi da voi raccolti o addirittura frequentare dei corsi per conoscere al meglio queste meraviglie. Oggi vi presento una ricetta con funghi raccolti da noi, una passione che ci ha tramandato il mio papà gran cercatore di funghi: solitamente li congelo per farne buon uso anche fuori stagione; ultimamente ho provato a essicarli ottenendo un buon risultato… a voi il piacere di leggermi e gustarmi!

PER LA RICETTA


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Un “Dolcepensiero” con qualche rimasuglio… di vacanze: ecco una seconda versione di bruschetta (della prima ve ne ho parlato qui) vacanziera, un’ottima proposta per una cena veloce, sfioziosa ma assai appetitosa. Dopo una giornata di barca, mare e sole si arriva a casa un po’ fiacchi e poi magari durante la giornata si è spellucato di qua e di la soprattutto consumando frutta e bevendo bibite e succhi freschi per combattere l’arsura di agosto. Quindi doccia veloce, cena per Matteo mentre per noi adulti un buon bicchiere di vino bianco fresco da godersi al primo buio della serata e come spuntino un po’ stuzzicante, una buona bruschetta con il protagonista principale delle mie cene sarde: il pecorino sardo in tutte i suoi vari stadi di stagionatura…

INGREDIENTI PER QUATTRO

2 fette grandi di pane per bruschette

100 grammi di pecorino sardo semistagionato

80 grammi di olive nere denocciolate

200 grammi di tonno in scatola

1 cipolla bianca

1 spicchio di aglio

sale q.b.

olio extravergine d’oliva

PREPARAZIONE

Spalmare con lo spicchio di aglio le fette di pane per bruschette che affetterete in quattro parti; tostarle nel forno fino a quando saranno abbastanza croccanti ma ancora morbide. Nel frattempo in una ciotola mischiare il tonno tagliato a tocchi con le olive nere tritate grossolanamente e il pecorino tagliato a dadini. Affettare a velo la cipolla che unirete al composto di tonno condendo con olio evo e un pizzico di sale. Mescolare bene il tutto, porre sul pane caldo e servire con un buon e fresco bicchiere di vino bianco.

Con queste bruschette partecipo alla raccolta di: ”COCOGIANNI O CUOCOGIANNI“ dal titolo ”SANDWICHES HOT AND COLD

Partecipo anche al contest di: CUCINANDO E ASSAGGIANDO dal titolo LA BRUSCHETTA

Dall’archivio di Dolcipensieri:

FUSILLI AL PESTO DI RUCOLA CON PECORINO E PINOLI

INSALATA DI POLLO CON GRUVIERA E TONNO

INSALATA DI RISO ALLA MAGGIORANA

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Raccolta di appunti scritti nel corso degli ultimi dieci anni, forse più. Una volta erano raccolti in quaderni, poi una parte mi è stata rubata ed ora, grazie al cloud (non è uno locuzione romanesca), è tutto rigorosamente online. Dal mondo dell'informatica (non più aggiornato da anni ma tenuto in vita per una questione "sentimentale") a pensieri e riflessioni sulla vita, sul mondo, sulla società, sulle emozioni e su di me, senza prendermi troppo sul serio.

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