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Archive for 15 settembre 2011

Un “Dolcepensiero”… non fraintendetemi non ho mica avuto a pranzo Ruth, magari!!! ho semplicemente finito di leggere il mio terzo libro della Reichl (qui e qui le recensioni degli altri due) e mi è piaciuto un sacco e più degli altri. AGLIO & ZAFFIRI è un romanzo quasi del tutto autobiografico ma molto divertente grazie ai tantissimi travestimenti di cui Ruth si presta per non farsi riconoscere durante le sue visite in ristoranti che poi dovrà recensire niente meno che al Times di NY. Ebbene si perchè Ruth riuscirà a far carriera proprio nella testata giornalistica più prestigiosa al mondo. In questo romanzo Ruth diventa attrice nei suoi teatri più importanti: i ristoranti come quelli famosi e glamour che ci portano a sognare fra ricchi, potenti e personaggi dello spettacolo. Saranno questi i pretesti più infimi a spingere Ruth a divenire sempre una donna completamente diversa da lei – ma a volte non troppo e se ne renderà conto – e a trasformarsi in modo completamente diverso soprattutto per il luogo in cui deve sondare il terreno. Cercherà di sentirsi a suo agio fra camerieri dediti soltanto a garantire felicità ai propri ospiti offrendo piatti ricercati e favolosi e bottiglie di vino sfarzose. Ma saranno soprattutto i ristoranti meno eleganti e pretenziosi a regalare alla critica gastronomica belle sorprese, i ristoranti etnici quelli piccoli e sconosciuti posti ai margini della città sapranno stupirla e saranno meta di nuovi incontri e fonte di nuove scoperte non solo culinarie. E’ questo il compito arduo di Ruth: far conoscere ristoranti ai propri lettori, lettori assai critici e sempre più desiderosi di leggere di recensioni di grande livello come del resto si aspettano che la critica vada solo in ristoranti alla moda e molto sofisticanti… ma non sarà così, perchè Ruth regalerà stelle solo ai ristoranti che riusciranno a colpirla e soprattutto a colpire la donna che in quel momento vorrà essere. Accompagnata quasi sempre da una sua cara amica, Ruth sarà una critica gastronomica un po’ anticonformista in una NY che tutti noi pensiamo moderna e pronta alle nuove scoperte… ma non sono così i suoi lettori, quei lettori che tutti i giorni acquistano il giornale più famoso del mondo. Essa stessa scoprirà che i suoi lettori sono poco anticonformisti, al contrario legati a stereotipi ben lontani dal pensiero metropolitano che tutti noi pensiamo abita a NY. La grande mela è forse la città con più alta concentrazioni di ristoranti in tutta l’America: è questo il pensiero più angosciante che tamburella la mente di Ruth divisa nella scelta se rimanere a Los Angeles oppure tornare in una grande città ed essere colei che potrà cambiare la vita di un ristorante e di tutti coloro che ci lavorano. Il lavoro è prestigioso, difficile soprattutto per il fatto che ormai lei è conosciuta come critica quindi consapevole che se entra in un ristorante, basteranno solo qualche occhiata per attirare su di sè tutta l’attenzione agli adetti ai lavori; è questo apparente problema che porterà alla critica americana a concentrarsi su travestimenti e trucchi per sfuggire alle attenzioni dei ristoratori. Alla ricerca di vari escamotage, Ruth diverrà l’insignificante Molly per recensire “Le Cirques” ristorante di classe che non tratterà per niente bene lei e l’amica Claudia; entrerà anche nei panni che furono della sua difficile mamma spaventando anche Claudia che troverà in Ruth molto più di Miriam di quanto entrambe sospettassero: indossando il vestito blu che fu di sua madre, Ruth farà la recensione del famosissimo “21”, ristorante stranominato anche in tanti film. E poi prendendo piede in lei la voglia di recitare, sarà la volta di Chloe, Brenda, Betty ed Emily: donne diverse da lei, diverse dai posti in cui farà visita ma che tutte avranno un legame particolare con la critica e donna; per un giorno divenire una donna qualunque agli occhi degli altri oppure la bionda fatale che fa girar la testa agli uomini oppure la donna in carriera con il suo tailleur perfettamente stirato, perfino il piccolo figlio che resterà al gioco mantenendo il segreto agli occhi delle persone che incontrano. Ma saranno questi panni che faranno di Ruth una critica nuova pronta a nuove esperienze e che l’aiuteranno a capire anche se stessa, una donna pronta a difendere il suo pensiero anche se discordante con il parere di tutti quelli che la leggono. Insomma un bel libro, appassionante che racconta non solo di ristoranti ma anche del piacere delle cucina e del buon cibo arricchito anche con qualche ricetta, curiose sono le letture delle sue recensioni fatte a puntino e sempre attente. Un romanzo che è un inno al buon cibo anche se ricco e sfarzoso ma sempre buon cibo… Dei tre finora letti – tutti belli – questo è il mio preferito… perchè leggere Ruth? perchè è una lettura gradevole e soprattutto se amate mangiar fuori, riesce a farvi notare particolari che a volte non si riescono a cogliere dal vivo, se poi amate cucinare, i suoi libri sono ricchi di ricette varie, semplici e particolari raccontate con aneddoti e stralci di vita. Una lettura fresca e molto piacevole!!!

Per questa ricetta, pag. 153 che ho seguito in tutti i suoi aspetti, mi sono però trovata con quantità esagerate per tre persone, direi che queste dosi vanno bene per un quattro anche cinque persone e non tre come dice Ruth. Per il resto è molto simile a come la faccio io…

INGREDIENTI PER TRE PERSONE

450 grammi di spaghetti (io ho usato il nr. 5)

da 110 a 220 grammi di pancetta di buona qualità tagliata sottile***

2 spicchi di aglio

2 uova grandi

pepe nero

50 grammi di parmigiano grattugiato più altrettanto da servire in tavola

***Per questa ricetta bisognerebbe usare guanciale, cioè guancia di maiale salata e stagionata, ma a dire il vero Ruth – e pure io – preferiamo la pancetta; inoltre Ruth dice che è una perfetta ricetta dell’ultimo minuto e che deve ancora trovare un bambino a cui non piaccia.

PREPARAZIONE

Portare a bollore una pentola piuttosto grande d’acqua salata. Quando bolle, gettare gli spaghetti. La maggior parte degli spaghetti secchi cuoce in nove-dieci minuti. Nel frattempo preparare il sugo. Tagliare la pancetta in senso trasversale in striscioline di circa un centimetro di larghezza. Metterla in una padella a cuocere per due minuti, fino a che il grasso comincia a sciogliersi. Aggiungere gli spicchi di aglio interi e cuocere altri cinque minuti finchè gli orli della pancetta diventano croccanti. Non tenerla tanto sul fuoco: se si asciuga troppo non si amalgama alla pasta. Nel frattempo rompere le uova nel recipiente in cui servirete la pasta e sbatterle con una forchetta. Aggiungere del pepe macinato. Togliere gli spicchi di aglio dalla padella della pancetta. Scartare un minimo di grasso, se vi sembra troppo (ma lasciatene abbastanza da condire la pasta). Quando è giunta a cottura, scolare la pasta e versarla immediatamente sulle uova sbattute. Mescolare accuratamente. Il calore degli spaghetti cuocerà le uova che diventeranno una salsa. Aggiungere la pancetta con il suo grasso, mescolare ancora, unire il formaggio e servire.

Con questa ricetta partecipo al contest di “STASERA SI CENA DA NOI” dal titolo “AUTORI IN PENTOLA”

Con questa ricetta partecipo al contest “Book & Cook”

del blog “Grembiule e presine”

Dall’archivio di Dolcipensieri:

LA CARBONARA SBAGLIATA

LA CARBONARA ROSSA

SPAGHETTI ALLE SARDE CON GAMBERETTINI E POMODORI CUORE DI BUE

SPAGHETTI E GAMBERI MARINATI

GLI SPAGHETTI DEL MERCOLEDI

SPAGHETTI CON POMODORI SECCHI E OLIVE NERE

SPAGHETTI CON PESTO DI RUCOLA E CRESCENZA

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