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Archive for novembre 2011

Un “Dolcepensiero”: sono giorni che volano via senza accorgermi. E’ sempre così il mese prima di Natale, dopo la tempesta la quiete e non vedo l’ora che arrivi. Tra il lavoro, l’asilo e la pro loco tutte le giornate sono ben zeppe di impegni! Non nego di essere un po’ stanca, la voglia di stare a casa al calduccio e regalarsi il pisolino al pomeriggio credetemi mi tenta parecchio, le coccole dei miei uomini ci vogliono proprio impacchettate con un bel fiocco rosso. Se poi ci si mette anche la salute, siamo fritti anzi sono fritta perchè in questi ultimi mesi la mia schiena mi sta regalando brutti dolori, causa un incidente tantissimi anni fa. E indovinate un po’ cosa devo fare oltre alla terapia al dolore? Dimagrire!!! ahi ahi ahi… in effetti ho quei cinque chiletti che non mi sono accorta di metter su perchè non era nelle mie priorità, ed ecco che la frittata è fatta. Non vi deluderò, il blog sarà sempre pronto a sfornare le mie leccornie: io sono in dieta, i miei uomini no e tanto meno i miei ospiti. E poi con il Natale alle porte come si fa? cercherò di stare in riga, concedendomi lussi ben pesati e sgrassati in piccole quantità!!!

INGREDIENTI

1 rotolo di pasta sfoglia rotonda

1 broccolo romanesco

3 uova

350 grammi di ricotta

una dozzina di noci

curcuma q.b.

noce moscata q.b.

sale q.b.

PREPARAZIONE

Lavare il broccolo, dividerlo in cimette. Cuocerli in acqua bollente salata per cinque minuti, scolarli bene e lasciarli raffreddare. In una terrina mescolare bene la ricotta con un pizzico di sale con una forchetta. Unire le cimette ben separate oppure tagliuzzate. Aggiungere una generosa spolverata di curcuma e anche una di noce moscata grattugiata al momento. Schiacciare le noci e tagliarle grossolanamente, unirle al composto. Stendere nella tortiera la carta forno con la sfoglia. Porre sul fondo il composto ottenuto, sbattere le uova con un pizzico di sale e sovrapporle alla ricotta livellandole, piegare il bordo della pasta verso l’interno, spennellarlo con dell’uovo e infornare a 220°C per circa mezz’ora o comunque fino a doratura.

Con questa ricetta partecipo al contest: “CALORIE? NO GRAZIE!” del blog “LA MIA CUCINA”

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Ringrazio Chabb del blog “Le padelle fan fracasso” che mi ha coinvolto in questo gioco divertente, utile e penso graditissimo per farmi conoscere ancor meglio da tutti voi. Un ritorno alle origini, un riscoprire come è nato e poi cresciuto il proprio blog. Sono passati ben tre anni e mezzo dal primo post pubblicato; a tutt’oggi ne ho pubblicati ben 870 e devo dire che questa carellata mi ha fatto venir voglia di riproporre tante ricettine perse in questi tantissimi giorni di Dolcipensieri… grazie ancora Chabb! un grosso bacio… Unisco ai ringraziamenti anche il blog Pane e pomodoro che ha pensato anche lei al mio blog per la staffetta…

IL POST DI CUI MI HA STUPITO IL SUCCESSO

Era il 7 marzo 2010: il giorno dopo aprii il mio blog e nella pagina delle statistiche mi ha stupito il numero esagerato di visite per la mia “CHANTILLY ALLA NUTELLA”; lo stupore era anche dettato dal fatto che la ricetta prevedeva l’uso del sifone attrezzo che non hanno proprio tutti.

IL MIO POST PIU’ POPOLARE

E’ un post che viene visitato durante tutto l’arco dell’anno: ogni giorno sulla lista dei click vostri, lui fa capolino quasi sempre nei primi posti… Sto’ parlando del mioRISOTTO ZAFFERANO, GAMBERETTI E ZUCCHINE“: adoro il risotto come ben sapete e questo pur datato (novembre 2009) è il mio preferito per la sua semplicità ma dalla bontà assicurata.

IL MIO POST PIU’ CONTROVERSO

“FINOCCHI AL GRATIN”: I finocchi li ho sempre mangiati al burro con un pezzettino di dado vegetale come nonna e fratello fanno, semplici ma saporiti. A parte il fatto che mio fratello ci mette il dado ovunque addirittura sulla bistecca. I gusti sono gusti!!! Questo è l’unico modo in cui io mangio questa verdura… un giorno mi puntai a farli al “gratin” dopo averli visti su riviste e libri di cucina ma soprattutto dopo aver visto che in rete era il modo più utilizzato per prepararli. Ma perchè sono diventati un piatto controverso? semplice, perchè anche se mi sono venuti abbastanza bene, devo dire che i finocchi continuo e continuerò a farli alla maniera di mamma e fratello… va bè sono un po’ controversa di natura…

IL MIO POST PIU’ UTILE

Trovo il post dedicato al MAIALINO SARDO il più utile del blog perchè ho raccolto le varie cotture del piatto più famoso della cucina sarda. Sono innamorata di quest’isola, da ben 20 anni vado sempre a trascorrere le mie vacanze e quando sono li non posso non gustare un bel piatto di questa bella e saporita carne. Favolosa e fantastica anche se preparata in casa; quindi se lo volete TRADIZIONALE con COTTURA SU FUOCO E BRACE AL VIVO oppure se lo gradite al FORNO o ancor più scenografico alla CELTICA… questo è il post che fa per voi.

IL POST CHE NON HA RICEVUTO L’ATTENZIONE CHE MERITAVA

Senz’altro questi “SPAGHETTI ALLE VONGOLE”…non so’ perchè ma questo piatto che ho realizzato non ha riscosso il successo che volevo. Fiduciosa soprattutto nelle foto (ero ancora una principiante in luci e obbiettivi vari) tra l’altro realizzate ancora con una compattina e non con la mia reflex, pensavo di stuzzicare un po’ di più il mio blog. Resto comunque tutt’oggi contenta di aver realizzato e fotografato abbastanza bene un piatto della nostra tradizione italiana in cucina, a modo mio ovvio!!!

IL MIO POST PIU’ BELLO

TORTA CON GANACHE AL CIOCCOLATO” per me è il post più bello: una torta golosa, piena di cioccolato di cui ne vanno pazzi i miei uomini, un dolce perfetto per utilizzare il tanto cioccolato delle feste… insomma un dolce ricordo della mia famiglia! Appena la metto in tavola, si alza un tripudio di ohh, uhhh… davanti a questa torta completamente rivestita di cioccolato nessuno riesce a dire di no anche dopo un pranzo e cena luculiano. Inoltre amo le foto e i loro contrasto di colori…

IL POST DI CUI VADO PIU’ FIERA

Non poteva che essere quello in cui ho presentato il piatto che ho cucinato con Mattia Poggi: “MERLUZZO CON TARTARE DI POMODORI E PESTO ALLA FRUTTA SECCA“. E’ stata una bellissima esperienza, soddisfatta soprattutto dal fatto che Mattia si è proprio gustato e mangiato tutto il mio piatto preparato al momento per la registrazione della puntata. Il mio piccolo fiore all’occhiello, la soddisfazione più bella per Dolcipensieri.

E’ ora di passare il gioco nelle mani di altre blogger, ho visto che già molte di voi hanno la staffetta in mano:

CLAUDIA del blog MY RICETTARIUM

ALESSIA del blog DOLCEZZE DI NONNA PAPERA

LA CUCINA DI COLLE FIORITO

PECCATI DI DOLCEZZE

STEFY del blog DOLCI MA NON TROPPO

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Un “Dolcepensiero”… qualche giorno fa leggendo un post di Sandra del blogLe padelle fan fracasso“, mi è subito tornata in mente la vacanza dell’anno passato in Sardegna dove durante la Sagra del Vermentino, ci siamo fermati in una trattoria per mangiare perchè alla sagra era troppa la gente in fila per gustare i prodotti sardi e con due  bimbi l’ora x scatta subito alla prima lamentela. Dal fuori non gli avremmo dato una lira (senza offesa) nel senso che la trattoria si presentava molto semplice e spartana ma una volta seduti ci siamo subito ricreduti grazie ai buoni odori che già aleggiavano nell’aria: il menù era di giornata nel senso che la cucina è molto casalinga. Di base tutti prodotti e piatti sardi, ormai saturi di maialetto sardo ci siamo fiondati sulle puntine di maiale logicamente al vermentino sardo… una delizia; carne morbida, ben cotta, profumata grazie alle olive del posto e al buon vino Vermentino (qui una carellata di vini sardi) che ci siamo anche gustati al calice… vi lascio il post che ho dedicato alla trattoria e che trovate qui. Tornando a Sandra, ho seguito la sua ricetta con le mie modifiche che hanno regalato il tocco sardo della trattoria, almeno ci ho provato, avendo ancora nell’orto la mia piantina di mirto ben verde e rigogliosa. Ringrazio lei che con il suo bellissimo blog, ci regala belle ricette ben fotografate e sempre ben correlate dalle sue impressioni e stralci di vita… vi invito, se già non la conoscete, a sbirciare nella “sua cucina”…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

1 chilo e 300 grammi di puntine di maiale

160 grammi di olive nere sarde

500 ml di vino bianco Vermentino di Gallura

2 cucchiai di prezzemolo tritato

2 spicchi di aglio

qualche fiocco di sale “Fiocchi di sale marino affumicato” de I gusti vegetali

pepe macinato fresco q.b.

olio extravergine di oliva q.b.

un mazzetto di odori (rosmarino e mirto).

PREPARAZIONE

In una padella mettere l’olio d’oliva evo con le costine che cercherete di bagnare in tutte le loro parti; farle rosolare girandole di tanto in tanto, aggiungere l’aglio tritato finemente con un cucchiaio di prezzemolo, formare un mazzetto con gli odori che unirete alla carne; regolare con qualche fiocco di sale, pepare. Versare il vino, appena sfumato unire le olive. Lasciare cuocere per un’ora, poi scoprirle e lasciar ridurre il fondo di cottura. Spolverare con il prezzemolo rimasto, regolate di sale se necessario e servire.

Con questa ricetta partecipo al contest

“A cena con Julie e Marek – Secondi di carne”

del blog “Menta Piperita and Co.”

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISO CON ZAFFERANO SARDO E FONDUTA DI PECORINO

RISOTTO PISELLI, PANCETTA E BOTTARGA

TORTA SARDA

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Un “Dolcepensiero” che a volte capita… questo piatto è nato per caso. Non è un piatto difficile anzi facilissimo nato dopo un mio errore in cucina: volevo fare dei tramezzini per un pranzo leggero e diverso dal solito, una pausa pranzo veloce ma gradevole anche per postare qualche nuova idea. Il guaio l’ho combinato mentre ho preparato la salsina che nel mixer è divenuta troppo liquida, era scomparsa la compattezza della ricotta… logicamente!!! quindi ho pensato di servire il petto di tacchino nel piatto anzichè nel panino e devo dire che non è stato niente male anzi… per mio marito che adora il vitel tonnèe, questo piatto si è rivelato una buona e più leggera alternativa al piatto di tradizione torinese. Ho pensato anche di ripresentarlo magari come antipasto per la cena della vigilia e il pranzo di natale perchè lo trovo perfetto anche per i bimbi… so che qualcuno di voi si starà chiedendo se sono “a posto” perchè questo piatto ha tutta l’aria di essere un buon pranzo estivo ma va be’… a noi è piacciuto assai!!!! che male c’è?

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

300 grammi di petto di tacchino a fette

250 grammi di ricotta freschissima

100 grammi di olive verdi

100 grammi di olive nere

un paio di cucchiai di semi di sesamo  “I GUSTI VEGETALI

insalata fresca q.b.

sale e pepe q.b.

noce moscata q.b.

Nel mixer frullare le olive (a parte qualcuna per la finitura) con la ricotta, regolare di sale e pepe in abbondanza quest’ultimo e anche una leggera grattugiata di noce moscata. Porre le fettine di petto di tacchino a mo’ di rosa su tutto il piatto su cui avrete fatto un letto con insalata freschissima, con il cucchiaio distribuire la crema di ricotta, spolverare con i semi di sesamo (io ho usato ” Igusti vegetali Ferri”) e le olive lasciate da parte e tagliate con la mezzaluna. Porre in frigorifero fino al momento di servire.

Dall’archivio di “Dolcipensieri”:

COSCE DI TACCHINO CON PATATE AL FORNO

CESTINI CON CREMA ALLA RICOTTA E PUREA ALLE FRAGOLE

SPAGHETTI ALLA VONGOLE E PIZZUTELLI

Mi trovi anche qui

DONNE SUL WEB BANNER

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Un “Dolcepensiero” caldo: ho deciso di rallentare, un poco sia chiaro… rallentare tutto, rallentare i ritmi e godermi anche i pochi minuti prima di uscire quando con la paura di arrivare sempre in ritardo, alla fine ti fa arrivare puntuale forse fin troppo. Ho anche deciso di fare, come molti che prendono la vita così come viene, alla giornata non dando quella giusta importanza e rispetto anche per un semplice caffè. Costa tanto una telefonata? si… un msm? si e lo sto’ capendo piano piano ma ci sto’ arrivando. Alla fine e con il tempo io ci arrivo sempre. Quindi sono molto in relax ma finalmente un relax degno di nota: sbattermi per tutti… no, sbattermi per chi mi vuole bene ma bene sul serio… si, evitare casini vari… si, crearmi problemi paradossali e inutili… no, godermi la mia casa… si con tutto il suo tepore e la sua armonia?… si, i suoi aromi e profumi?…si; questo è il relax che sto’ riscoprendo in questi giorni. Sarà l’aria del Natale che si sta avvicinando? non credo… beh lo zampino ce lo sta mettendo pure lui è solo che ognitanto mi prendo il lusso di riscoprirmi, di godermi e non sto’ parlando della pausa shoopping in città o una cenetta fra amiche: intendo il voltar pagina, riuscire a leggere fra le righe o addirittura le didascalie quelle scritte in piccolino ma che in poche parole chiariscono un intero discorso. Oggi come ieri, mi sento un po’ rinata, spero non sia la calma prima della tempesta… perchè quando si sta bene arriva poi il periodo critico e brutto… spero proprio di no! E’ la bellezza della vita, che ti sa regalare anche qualche chicca di gioia, calma e serenità… spero di non guastarmela, spero che non me la guastino perchè sugli altri non ci posso mettere la mano sul fuoco! E’ come per il Natale: per me è sempre stato bello, famigliare non ricordo vacanze natalizie brutte e tristi, il Natale è rinascere, il Natale è rispolverare i bei momenti come quando riapri gli scatoloni degli addobbi e ti pervade quel profumo di cannella e cioccolato, spolveri le bocce e gli angioletti e tutto ritorna splendente e come nuovo… Ci stiamo preparando ai grandi cenoni, una bella “dieta” anticipata però ci vuole, un po’ di sana ricarica è ottimale per combattere il freddo ormai giunto e con lui anche qualche grigiore caratteriale: il giardino già da due giorni si presenta cristallino, bianco e candido… e sulla pelle l’arietta è fricicolina. Colgo anche l’occasione per iniziare il mio prosciutto crudo di Parma acquistato giorni fa durante il nostro week-end a ModenaSassuoloPiacenza… una gran bontà!!!

INGREDIENTI PER QUATTRO/SEI PERSONE

160 grammi di prosciutto crudo di Parma a pezzettini

1 cipolla bianca per le verdure+1/2 per il prosciutto crudo

3 carote

3 grambi di sedano

qualche foglia verde di verza

2 patate bianche

2 pomodori grossi

1 cucchiaio di prezzemolo tritato

2 dadi vegetali

sale e pepe q.b.

olio extravergine d’oliva q.b.

crostini al peperoncino per la finitura.

PREPARAZIONE

Lavare tutte le verdure. Mettere sul fuoco una pentola capiente contenente l’acqua (un paio di litri), aggiungere i dadi vegetali e un pizzico di sale. Far bollire mentre sbuccerete la cipolla intera, tagliarla a velo, tagliuzzare anche i gambi di sedano eliminando i filamenti, i pomodori, le carote e le patate sbucciate. Appena sale a bollore il brodo, unire le foglie di verza (ho scelto quelle verdi le più esterne perchè più sode, scartando le più rovinate) tagliarle a julienne, lasciare bollire il tutto per un’ora circa. Il prezzemolo lo unirete qualche minuto prima di spegnere il minestrone. Regolare di sale e pepe assaggiando di tanto in tanto. 15 minuti prima di servire il minestrone, in una padella antiaderente soffriggere la mezza cipolla a velo, appena inizia a dorare, unire il prosciutto crudo privato della parte più grassa e quando inizia a cuocere e cambia colore, stufare il tutto con qualche cucchiaio di solo brodo continuando la cottura per una decina di minuti, unendo altro liquido se occorre nel caso dovesse asciugarsi troppo… le cipolle devono cuocere e rimanere morbide. Unire il tutto al minestrone, mescolare molto bene, servire ben caldo e aggiungere i crostini, vi consiglio quelli ben saporiti.

Con questa ricetta partecipo al contest di “MENTA PIPERITA AND CO.”

dal titolo ZUPPE E MINESTRE”A cena con Julie e Marek: largo alle zuppe”

Dall’archivio di Dolcipensieri:

PASSATO DI VERDURA CON ORZO PERLATO, SAPORE DI PAPRICA CON CROSTINI SAPORITI 

PASSATA DI CECI PROFUMATA AL ROSMARINO CON DITALINI

SALTIMBOCCA ALLA ROMANA

BRUSCHETTA AL SARDO

ZUPPA DI CIPOLLE AL ROSMARINO

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Di Soressi Alessio – Via Ferdinando di Borbone, 29122 Piacenza

Immagine presa dal web

Sulla strada del ritorno dopo il week-end fra Modena, Sassuolo, Maranello ci siamo fermati a Piacenza per gustarci il pranzo. Con l’IPhon alla mano ora è facile trovare un ottimo ristorante o trattoria, evitare le fregature leggendo i vari commenti sui tanti motori di ricerca che la rete offre… e così è stato. Usciti dall’autostrada, cia siamo immersi nella campagna piacentina per raggiungere questa deliziosa osteria. All’entrata sembra proprio di essere rituffati nell’aria di trattoria con il bancone del bar, la macchina del caffè e un odore forte di fondo di caffè ma credetemi ci sta bene perchè l’osteria è proprio un retrò moderno ma pur sempre retrò. Appena varcata la soglia del bar, si salgono le scale per giungere lungo un corrodorio dove di ramificano tante stanzette graziose e rustiche, con tavoli antichi e sedie di legno, vecchie credenze. Il personale educatissimo, giovane e molto disponibile: apriamo il menù e i piatti tipici vengono descritti per rendere più semplice la scelta dei piatti… Piacenza è nota per i suoi affettati e Marco non si è affatto dimenticato di questo particolare tant’è che ha appunto scelto: Misto di salumi tipici delle valli piacentine freschi, tagliati sottilmente con qualche sott’aceto. Cito dal menù: alla fine dello scorso secolo scorso quando Piancenza è divenuta l’unica provincia europea ad avere tre DOP fra i suoi salumi. Matteo si è gustato un ottimo petto di pollo con patate al forno, saporito e cotto al punto giusto. Io mi sono gustata un culatello di Zimbello con cotenna e pregiata, dal taglio perfetto e sottile con al centro del formaggio fresco, ottimo. Poi abbiamo gustato entrambi una buonissima tagliata di manzo con rucola e grana.

Niente vino per noi quel pranzo. Caffè e amaro. Il prezzo per tre è stato di circa 65 euro, per un pranzo ottimo e gustoso, ambiente pulito, rustico ma elegante, un ristorante perfetto per famiglie o cene in compagnia. Se capitate in quel di Piacenza, è una gran bella tappa. Bello e buono!!!

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“Sto mangiando la PASTA CON I BROCCOLI, CHI E’ CHE ROMPE???”

E’ la voce del commissario alias Zingaretti che tuona alla cornetta… Nella puntata dal titolo “Il ladro di merendine“, mitica è questa scena, appena seduto al tavolo e pronto a gustarsi per intero il suo bel piatto di pasta, squilla il telefono e all’altro capo del filo c’è Livia, l’eterna sua fidanzata che vive e lavora al nord. Non riesco a smettere di ridere mentre ascolto Zingaretti interpretare il Commissario Montalbano nella fiction della rai; non so’ dirvi quante volte ho visto e rivisto queste puntate. Uno spaccato moderno della Sicilia dei giorni nostri raccontati con maestria prima da Camilleri, grande scrittore, e poi messe in onda con la regia Alberto Sironi perfetto maestro di schermo. Anche in cucina sia Camilleri sia Sironi, hanno saputo portare una nota degna della Sicilia con le ricette che il Commissario gusta nella trattoria dì Vicata in pausa pranzo con il compagno di lavoro di sempre Mimì, sia con quelle che le prepara la sua fidata cameriera. Ed è proprio la pasta con i broccoli uno dei piatti “cult” del commissario insieme agli arancini di Adelina. Sono molto affezionata soprattutto alla fiction che mi ha tenuto compagnia quando avevo il pancione, poi nelle serate fra una poppata e l’altra e poi nelle fine serate quando mi rilassavo con Marco mentre il Matti già dormiva da un po’. Istrionico attore, Zingaretti è riuscita a dare vita ad un commissario che ormai è entrato nei cuori dei telespettatori sapendo regalare al personaggio, una più concreta struttura all’uomo e commissario comunque ben descritto da Camilleri. In libreria poi ho scoperto un mondo di libri dedicati alla cucina siciliana di Montalbano: quest’estate ho proprio acquistato un libro ben coordinato di ricette, stralci dai romanzi di Camilleri della scrittrice Stefania Campo che ha saputo speigare e raccontare dalla parte dellla cucina, la storia di questo simpaticissimo personaggio.

Immagine presa dal web

Questo libro oltre essere un buon riassunto dell’istrionica personalità di Montalbano, è anche un buon ricettario di cucina siciliana: grazie alla golosità e alla fame smisurata del comissario, la scrittrice ha raccolto in sè antipasti, primi e secondi piatti, dolci e contorni della cucina siciliana. Piatti di tradizioni legati alle abitudini della sua adorata cameriera, sono i protagonisti di quasi tutte le storie. Per il comissario il cibo è desiderio, piacere e conquista. Vi consiglio caldamente per il libro per due motivi: il primo se vi volete avvicinare alla scrittura di Camilleri che ci mette anche del buon dialetto siciliano oltre che essere un’interessante vetrina delle storie di Montalbano, il secondo motivo è perchè in esso sono racchiuse ricette interessanti di una cucina con molte sfaccettature, quella siciliana appunto. Da questo ricettario, ho preso la ricetta per la sua famosa PASTA CON I BROCCOLI , piatto del tipico menù monteluso-vigatese preceduto da un antipasto di caciocavallo e “aulivi virdi e passuluna”.

Colgo l’occasione per ricordarvi il mio contest

vi aspetto, c’è tempo fino al 17 gennaio 2012

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

400 grammi di maccheroni (io ho usato i sedani rigati)

1 cavolfiore da 1 kg.

70 grammi di uva sultanina e pinoli

2 acciughe salate (io ne ho messe un 5 filettini perchè piccoli)

1 bustina di zafferano

1 cipolla media

olio d’oliva

sale e pepe

PREPARAZIONE

Lessare il cavolfiore a pezzi (io ho usato una vaporiera a cestello, non ho buttato l’acqua). In un tegame soffriggere la cipolla finemente affettata con olio abbondante (io ho usato olio evo), aggiungere lo zafferano sciolto in un po’ di acqua tiepida (io ho usato l’acqua della vaporiera), l’uva sultanina (io l’ho ammorbidita sempre nell’acqua calda di cottura del cavolfiore) e i pinoli; lasciare insaporire e unire anche il cavolfiore a pezzi. Far soffriggere a fuoco vivo, condire con sale e pepe, aggiungere un mestolo di acqua di cottura della verdura e infine le acciughe. A parte lessare la pasta nell’acqua del cavolfiore, scolarla al dente, condire col sugo già pronto e lasciare riposare per almeno 10 minuti.

Con questa ricetta partecipo al contest di “STASERA SI CENA DA NOI” dal titolo“AUTORI IN PENTOLA”

e partecipo anche al contest di “ULTIMISSIME DAL FORNO” dal titolo “CUOCHI DA BIBBLIOTECA

Con questa ricetta partecipo al contest “Book & Cook”

del blog “Grembiule e presine”

Dall’archivio di Dolcipensieri:

LASAGNE AL BROCCOLO ROMANESCO

SEDANI CON FONDUTA DI PECORINO DI PIENZA E ZAFFERANO DELLA VAL D’ORCIA

BROWNIES DI CIOCCOLATO, MANDORLE E UVETTA

TORTA PROFUMATA AL CARDAMOMO CON MELE E CIOCCOLATO

PEPERONI AL FORNO CON ACCIUGHE E MOZZARELLA DI BUFALA

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Un “Dolcepensiero” modenese: prima di andare a Sassuolo per la notte dei blogger, abbiamo fatto tappa a Modena per visitare la città e fermarci a mangiare per pranzo. Modena, manifestini di Pavarotti a parte ovunque, l’ho trovata fredda e un po’ deserta pur essendo arrivati nell’ora di punta e per giunta di venerdi, tantissimi giovani studenti per le tante fonti di studio che ospita la città, ma soprattutto di Modena mi hanno colpito le antiche e vecchie botteghe artigiane sparse per le vie acciotolate della città.

Nel centro della città lungo una viuzza laterale a 50 metri da Piazza Grande, il Duomo e La Ghirlandina, abbiamo scoperto una graziosa ed elegante trattoriaAntica Trattoria Cervetta“: il menu’ in prima pagina già racconta un po’ della tradizione modenese… “I tortellini sono rigorosamente in brodo, se c’è troppo caldo si fanno asciutti. Per i minori di dodici anni, accompagnati dai genitori, si fanno anche alla panna”. A proseguire nel menu’ si racconta di come sia nata e poi rimasta in vita questa bella trattoria nel centro della città: fu in origine una vecchia locanda con un’insegna raffigurante una cerva anche perchè era un ritrovo di cacciatori che si recavano nei boschi delle campagne circostanti. Questa locanda posta in via Francesco Selmi, era il passaggio di questi cacciatori che si recavano nei boschi pieni di selvaggina. Abbiamo gustato: Polentine con uova di quaglia e fonduta di formaggi, a dir poco delicati e saporiti al punto giusto, perfetti. Passatelli in brodo, cottura perfetta per niente viscidi i passatelli e brodo saporito che non ha previsto l’aggiunta di grana. Tortelli in brodo sono stati la seconda portata di Marco: anche lui ha decretato la bontà del brodo ma purtroppo i ravioli erano un filo duri. Per me e Matteo una grandissima Cotoletta “Cervetta” con rucola, pomodorini, cipolla sottile e balsamico di
Modena. Matteo si è anche gustato un buon paitto di pasta fresca al pomodoro. Il tutto deliziosamente servito dal padrone di casa perfetto, gentilissimo, di poche ma azzeccate parole, ambiente pulito, ricercato il giusto con tocchi di colore grazie ai bellissimi bicchieri colorati e tutti diversi fra loro. Un ristorante perfetto per molte tipologie di clientela: per una cena romantica a due, per un incontro di lavoro oppure fra amici…

Se capitate a Modena, fidatevi di questo ristorante: noi abbiamo pranzato molto bene con vino rosso della casa a 70 euro in tre. Oltre ai piatti tipici, non fatevi mancare la sua cotoletta. Cibo buono!!! ambiente bello!!!

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Un “Dolcepensiero” di stagione: i broccoli, i cavoli e i cavolfiori sono le bontà dell’orto per questa stagione fredda. Fra le varie categorie, è il broccolo romanesco che prediligo nelle paste: ha una forma molto caratteristica, le sue cimette sono di un bel verde vivo e ha un sapore dolce e delicato, le cimette sode e compatte. Trovo che sia una verdura perfetta per molti piatti: lessati, cotti al vapore e poi fritti o impanati possono accompagnare le paste, le carni oppure diventare un piatto unico condendole a mo’ di insalata con qualche gheriglio di noci o altra frutta secca, perfetti con le acciughe oppure come contorno ad una bella tavolozza di formaggi.

PER INGREDIENTI E PREPARAZIONE

MI TROVI ANCHE NELLA RUBRICA “RICETTANDO” NELLA SEZIONE “IBLOG” SU

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