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Archive for dicembre 2011

Un “Dolcepensiero” ai preparativi: si sta avvicinando il cenone di fine anno. A casa mia sarà un cenone tranquillo, con amici nostri, mio fratello e qualche bel bimbo tra cui Matteo che con i suoi amichetti e suo cuginetto non vedranno l’ora di sbaraccare il tavolo per giocare a tombola con i premi… se poi ci accorgiamo della mezzanotte (l’anno scorso è passata inosservata) quest’anno riusciamo a sparare qualche innocente botto colorato (poco rumore, tanto colore) giusto per la festa dei bimbi che stanno crescendo a vista d’occhio… e che sia per me, per la mia famiglia, per i miei amici più cari e per tutti voi che mi seguite e sostenete, un anno sfavillante e soprattutto dolce. Serena

Vi lascio un’ideuzza carina per un primo piatto leggero ma chic!!!

INGREDIENTI PER DUE PORZIONI

1 rotolo di pasta sfoglia

grana grattugiato q.b.

3 carciofi

125 ml di panna da cucina

50 grammi di prosciutto crudo di Parma a fette

1 spicchio di aglio

olio extravergine d’oliva

il succo di 1 limone

noce moscata q.b.

curry dolce q.b.

sale e pepe un pizzico

PREPARAZIONE

Con un coppapasta, tagliare 6 dischi dalla sfoglia, porli su una teglia con carta forno e spolverarli di grana grattuggiato, infornarli in forno già caldo per una decina di minuti fino a quando saranno ben dorati, spegnere il forno e rigirare i dischi dalla parte opposta lasciandoli in forno solo per qualche minuto.

Pulire i carciofi, tagliarli a listarelle sottili e porli in una ciotola con acqua acidulata con succo di limone. In una padella antiaderente, scaldare un filo di olio in cui soffriggerete uno spicchio di aglio, scolare i carciofi dall’acqua acidulata, stufarli per qualche minuto privandoli alla fine dello spicchio di aglio. Regolare di sale e pepe. A parte, miscelare la panna con un frustino con un pizzico di noce moscata e un cucchiaino scarso di curry, unirla ai carciofi rimestando bene il tutto.

Impiattare le lasagnette: tagliare il prosciutto crudo ben sgrassato a listarelle sottili, iniziare con un disco di sfoglia, un po’ di crema ai carciofi, una bella spolverata di prosciutto crudo e proseguire così anche per gli altri due dischetti. Porre in forno caldo per una decina di minuti, il tempo necessario per scaldarli solo leggermente, servire caldi.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

LASAGNE FATTE IN CASA CON FUNGHI, CARCIOFI E SALSICCIA 

PICCOLE SFOGLIE AI PORRI

CUCCHIAI CREMOSI CON CRUMBLE ALL’AMARETTO

PETITE QUICHE MEDITERRANEE

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Un “Dolcepensiero”: il ragu’ di cinghiale nella mia cucina non manca, almeno una  volta all’anno lo cucino per accompagnare un bel piatto di tagliatelle o fettuccine; questo è il periodo della caccia al cinghiale e i nostri monti brianzoli, sono stati ben ripopolati se poi ho un suocero cacciatore, il gioco è fatto. E’ un piatto tipico soprattutto della Toscana ma comunque presente un po’ in tutta la penisola dove vi sono monti: anche in Sardegna per esempio viene cucinato spesse volte. La mia versione è molto leggera, condisco della pasta lunga meglio ancora se fresca ed infine una bella spolverata di nocciole a tocchetti fini ma non troppo.

INGREDIENTI PER SEI/OTTO PERSONE

650 grammi di polpa magra di cinghiale

PER LA MARINATURA

300 ml di vino rosso corposo

2 spicchi di aglio bianco

1 carota

1 cipolla bianca

1 gambo di sedano

chiodi di garofano q.b.

PER IL SUGO

1 carota

1 gambo di sedano

1 cipolla bianca

1 dado vegetale

1 bicchiere di latte

olio extravergine di oliva q.b.

pepe nero macinato fresco q.b.

1 peperoncino piccante

1 litro di passata di pomodoro

3 cucchiai di concentrato di pomodoro

1 rametto di rosmarino

sale q.b.

1 rametto di salvia

PREPARAZIONE

Marinare la carne di cinghiale ponendola un giorno prima nel vino rosso contenente l’aglio, la cipolla con infilzati un po’ di chiodi di garofano, il sedano e il rametto di rosmarino legato alla salvia. Passate 24 ore, tagliare a cubotti la carne di cinghiale sgocciolata; mondare e tritare a dadini piccolissimi un’altra cipolla, un’altra carota, altro sedano e  farli soffriggere in un capiente tegame contenente l’olio di oliva. Dopo una decina di minuti, unire la polpa di cinghiale, farla rosolare anch’essa e poi regolare di sale, unire il dado e il peperoncino. Aggiungere il concentrato di pomodoro e la passata diluita con un bicchiere di acqua calda, lasciare cuocere a fuoco dolce, girando di tanto in tanto; se occorre perchè troppo asciutto, aggiungere al ragù della passata di pomodoro ma diluita con un po’ più di acqua calda fino al termine della cottura. La cottura si aggira intorno alle tre ore circa, ma assaggiate sempre la morbidezza della carne quindi regolare se necessario ancora di sale e spolverare con del pepe nero macinato fresco. Una decina di minunti prima di condire con questo sugo la vostra pasta (preferibilmente tagliatelle o pappardelle) unire un bicchiere di latte avendo cura di amalgamare bene il tutto facendo salire di bollore.

Adoro la Toscana che mi ha completamente stregato l’ultima volta che ci sono stata

quindi partecipo volentieri al contest del blog: “PAN DI RAMERINO

dal titolo “LA TOSCANA NEL PIATTO

Dall’archivio di Dolcipensieri:

INVOLTINI DI VERZA CON RAGU’ DI CARNE 

TAGLIATELLE DI RAGU’ DI CINGHIALE

CINGHIALE IN UMIDO CON POLENTA

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Un “Dolcipensiero” di natale: siamo in pieno clima natalizio anzi direi nel bel mezzo dei pranzi e cene all’insegna di tante cose buone da mangiare. Per la mia prima cena che ha aperto le mie feste, ho proposto questo risottino molto buono e impreziosito con gamberi sfumati nel gin. Il risultato è stato molto gradito, un mix di cremosità dal buon profumo. Ve lo propongo magari come idea per il cenone di fine anno…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

PER IL RISOTTO

350 grammi di riso carnaroli

1 ceppo di radicchio rosso di Chioggia

1 litro di brodo con dado granulare di pesce

1 cipolla bianca

1 noce di burro

PER I GAMBERI

400 grammi di gamberi (già sgusciati)

olio extravergine d’oliva q.b.

il succo di un’arancia biologica

un bicchierino di gin

una spolverata di miscela di pepe e fiori persiana (ne ho parlato qui)

PREPARAZIONE

Scaldare un litro di acqua con qualche cucchiaio di dado granulare gusto pesce. Affettare a velo la cipolla, farla appassire in una casseruola con una noce di burro e tuffare il riso per farlo trasparire rigirandolo con il cucchiaio. Sfumare con il brodo. Continuare la cottura del riso con il brodo caldo aggiungendolo a mano mano che si asciuga.

Preparare i gamberi (cinque minuti prima della fine cottura) del riso: spremere l’arancia; in una padella di ceramica o antiaderente, scaldare poco olio evo, tuffare i gamberi (li ho acquistati già puliti), farli saltare molto bene, sfumare con il gin e appena evaporato aggiungere il succo di arancia. Regolare con una spolverata di miscela di pepe e fiori persiana e un pizzico di sale.

Affettare sottilmente il radicchio, unirlo al risotto, amalgamare bene il tutto a fuoco spento unendo il succo di arancia e gin ristretto dei gamberi. Impiattare il risotto con sopra qualche gambero al gin, terminare con una leggera spolverata di miscela di pepe e fiori persiana e la buccia di arancia grattugiata.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISOTTO AL TALEGGIO E MELAGRANA

CREPES DI SOLI ALBUMI CON RADICCHIO E ZOLA

FINGER FOOD DI MAZZANCOLLE

CODE DI GAMBERI AL GIN E POMPELMO ROSA

TORTA “CIOCCOLOSA” ALLA CANNELLA

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Seconda ricetta in collaborazione con HSE 24: le lasagne fatte in casa sono senza dubbio mille volte più gustose di quelle che si possono comprare nei negozi di surgelati. Ma qual è il procedimento per la loro preparazione? Ecco una ricetta semplice e gustosa su come preparare delle squisite lasagne con funghi, salsiccia e carciofi. Innanzitutto occorre procurarsi tutti gli ingredienti necessari, dunque uova e farina per la pasta e funghi, carciofi, salsiccia, besciamella, mozzarella, parmigiano, aglio e prezzemolo per il condimento.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

5 uova

1/2 kg di farina

1 kg di funghi assortiti

6 carciofi

2 spicchi d’aglio

3 salsicce

1/2 l di besciamelle

1 mozzarella grande

almeno 4 hg di parmigiano

prezzemolo (a piacere)

olio extravergine d’oliva

sale

PREPARAZIONE

Occorre innanzitutto disporre la farina a fontana su di un piano da lavoro e mettere dunque all’interno le uova. Con l’aiuto di una forchetta si deve poi mescolare il tutto, facendo in modo che la farina si amalgami all’uovo. Quando la pasta è pronta, si stende con un matterello una sfoglia sottile e la si taglia in rettangoli regolari. Nel frattempo, si mette a bollire l’acqua salata in una pentola e vi si versano all’interno, due alla volta, i rettangoli di pasta. Occorre lasciarli per qualche secondo e poi tirarli fuori, adagiandoli su di una tovaglia ben pulita, in modo che si possano asciugare un po’. Nel frattempo, occorre preparare i funghi. Si inizia con il lavare gli stessi accuratamente e si tagliano dunque in fette sottili. Si fanno poi cuocere in una padella dove sia stato precedentemente scaldato l’olio con uno spicchio d’aglio, il prezzemolo e la salsiccia sbriciolata. Si aggiusta dunque di sale e si lascia cuocere il tutto a fuoco medio. Si puliscono poi i carciofi e si tagliano a fettine sottili prima di metterli in un’altra padella con olio, uno spicchio d’aglio e ancora della salsiccia sbriciolata. Si aggiunge dunque il sale, quanto basta, e si lascia cuocere ancora una volta a fuoco medio. Mentre aspettiamo l’ultimarsi della cottura del condimento per preparare la nostra lasagna fatta in casa possiamo iniziare a preparare la lasagnera. Se disponete di una lasagnera trasportabile ancor meglio: questa risulterà utilissima sia nella fase di cottura in forno che nel momento in cui dovremo servire in tavola le nostre lasagne. Con una lasagnera trasportabile possiamo infatti cuocere in forno le lasagne e poi, smontandola letteralmente, ottenere un bellissimo e praticissimo vassoio in ceramica che farà una bellissima figura sulla nostra tavola. Mettiamo un po’ di burro sulla lasagnera (occorre imburrare per bene) e sovrapponiamo nell’ordine uno strato di pasta, uno di funghi, parmigiano, mozzarella e besciamella, e ancora un secondo strato di pasta e un altro di carciofi, parmigiano, mozzarella e besciamella. Continuiamo così ad alternare gli strati, finché non riempiamo tutta la lasagnera, terminando con uno strato di pasta sul quale si deve spalmare la besciamella prima di aggiungere un po’ di parmigiano. Intanto il forno si sarà riscaldato fino a raggiungere i 180- 200 gradi. Inforniamo dunque le nostre lasagne con funghi, salsiccia e carciofi  e lasciamole cuocere finché non vediamo che si sarà formata una crosticina dorata sulla superficie. A questo punto si può togliere la lasagnera dal forno, tagliare in porzioni la nostra lasagna fatta in casa e… buon appetito!

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Un “Dolcepensiero” replicato: ebbene si! adoro questi semplicissimi finger food. Li avevo già proposti qui ma in una versione più fashion e con un tocco di alcoolico, oggi per un fine pasto fra amici ho preferito rifarli con un tocco di dolcezza in più grazie alle mandorle e sempre con un leggerissimo crumble di amaretti e nocciole in perfetta sintonia con il clima natalizio perchè già in casa mia la frutta secca non manca mai ma soprattutto ora per me è indispensabile.

INGREDIENTI

200 gr di mascarpone freschissimo

1 uovo

70 gr di zucchero semolato extrafine

una dozzina di mandorle

una dozzina di nocciole

una ventina di amaretti.

PREPARAZIONE

Nel mixer tritare le mandorle quasi a farina. Sbattere il tuorlo insieme allo zucchero fino a quando è ben cremoso. Montare a neve ben ferma l’albume. Unire il mascarpone alla crema di uovo e zucchero, aggiungere anche le mandorle e continuare a mescolare fino a quando la crema sarà ben omogenea. Terminare con l’albume, mescolare bene il tutto. Sempre nel mixer tritare le nocciole molto finemente insieme agli amaretti. Porre una porzione di crema su ogni cucchiaio di finger food. Porre i cucchiai in frigo fino al momento di servirli dove li spolvererete con il crumble di amaretti e nocciole. Servire ben freddi.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

CARPACCIO DI STORIONE AL PEPE ROSA 

INVOLTINI VIETNAMITI

PAPPARDELLE RICOTTA E CARCIOFI

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IDEE REGALO…

Qualche idea per Natale? in libreria ne troverete tantissime, i libri credo siano un bel e sempre gradito regalo… vi lascio le miei personali recensioni dei miei ultimi libri letti…

Non poteva mancare l’ultimo frizzante romanzo di

SOPHIE KINSELLA “HO IL TUO NUMERO”

Immagine presa dal web 

Cosa si farebbe senza telefonino? telefonino perso, perso anche tutti i contatti con chi ti sta vicino e il disastro è assicurato, per lo meno per Poppy la protagonista tutta al femminile dell’ultimo lavoro frizzante di Sophie. Poppy è una fisioterapista londinese, una ragazza limpida e sincera che non si nasconde dietro a nulla; è una ragazza orfana dei genitori, cresciuta con degli zii e i suoi fratelli più piccoli e prossima alle nozze con un ragazzo colto, cresciuto in una famiglia unita e alquanto strana, Tavish. Lo conobbe per caso durante la terapia che gli fece lei nel suo studio: un bel ragazzo che colpì non solo Poppy ma anche la sua collega che non ha mai mandato giù questo suo fidanzamento con un paziente quindi per niente professionale. Mentre ad una festa con le colleghe e le amiche di sempre, Poppy perde il suo anello di fidanzamento niente meno che di famiglia e tramandato di generazione in generazione pure di inestimabile valore, uno smeraldo molto prezioso. Lo stesso anello che Tavish ha prelevato dalla cassetta di sicurezza della banca la sera prima della richiesta di matrimonio, un anello che per ben tre mesi l’ha sempre portato al dito e riposto con cura tutte le sere prima di coricarsi. E questa la tragica scena che le si presta agli occhi, in una hall confusa e stra piena di gente e senza telefonino proprio non sa come fare per cercare e trovare il suo anello ma una botta di fortuna le fa riavere un cellulare abbandonato in un cestino e funzionante!!! Che guaio però: a tutti ha lasciato il suo numero di cellulare nel caso ritrovassero l’anello… Ma di chi sarà questo cellulare smarrito o buttato? proprio mentre lo sta usando per contattare il capo dell’albergo che l’ha ospitata per i suoi festeggiamenti, il cellulare inizia a squillare facendole arrivare una voce maschile, attraente e schietta. Dopo un susseguirsi di scambi di battute, Poppy riesce a dare un volto alla voce bella sentita poco fa al cellulare: si tratta di Sam Roxton affascinante uomo d’affari presente in albergo per una convention che la obbliga suo malgrado ad affrontare un giapponese importante che non deve lasciare in alcun modo l’albergo. Capace di qualsiasi cosa per poter conservare questo cellulare fino al ritrovamento dell’anello, Poppy si dovrà abbassare a divenire la segretaria personale e provvisoria di Sam, con la promessa di inoltrargli tutte le e-mail e messaggi. Ma la cosa più importante ora – ovvio prima riavere l’anello – è quella di mascherare la perdita dell’anello stesso sia al fidanzato Tavish che alla sua terribile e intelligentissima famiglia che deve rivedere dopo una lunga vacanza culturale in America. Intanto Poppy inizia a conoscere il suo nuovo amico tramite tutte le sue e-mail sia di lavoro che personali divenendo così una brillante ficcanaso che saprà anche smascherare un complotto politico e finanziario ai danni di Sam e di un lusinghiero uomo d’affari londinese molto vicino al primo ministro britannico. Fino a scoprire la vera natura del suo fidanzato molto diverso dall’apparenza che egli stesso fa trasparire: scoperto essere un degno traditore con il vizietto al facile fidanzamento e anche alle avventure di sesso, Poppy non si sposerà più perchè non più certa della sincerità del fidanzato che grazie a Sam scoprirà non molto limpida e anche perchè lei stessa capisce di non essere veramente innamorata bensì fortemente attratta da Sam, un uomo che sa darle calore e amore di cui ha bisogno. E sarà anche merito della mamma di Tavish ormai stanca dei colpi di testa del giovane che Poppy capirà di non essere lei quella sbagliata o detestata bensì di essere stata purtroppo e senza accorgersi la vittima di un ragazzo viziato e poco responsabile avendo modo di conoscere meglio la ormai ex suocera. Con questo romanzo la Kinsella riesce a strappare sorrisi sinceri grazie ad una storia brillante ed irriverente, tra fidanzamenti e famiglie particolari, estrose partite di scarabeo virtuali, equivoci divertenti e alquanto strani. Inutile dirvi di comprarlo perchè sapete benissimo che un romanzo della Kinsella non me lo perdo mai: questo è fresco, un’altra divertente parentesi di una nostra ormai mania cioè lo scrivere SMS ovunque e a chiunque, un’adorabile ventata di irriverente divertimento sulle manie e abitudini di noi donne a volte troppo preoccupate di piacere più agli altri che di essere consapevoli di piacere tremendamente a noi stesse.

Un altro romanzo leggero ma ben scritto: si tratta de

“LA BOTTEGA DEI DESIDERI”

di KAREN WEINREB

Immagine presa dal web

Un romanzo tenero, un classico stralcio dell’America borghese che vive alle spalle della grande mela, una grande prova di forza tutta al femminile. Siamo a Bedford, un susseguirsi di ville e belle case con giardini verdi e fioriti, viali di accesso curati e puliti, tutti in fila perfetti, auto di lusso, jeep potenti, Suv impolverati simbolo di ettari ed ettari di terreno lungo tutta la propria casa, più la macchine è sporca più il giardino di casa è ampio. Qui si trova l’alta borghesia di New York: i mariti uomini di affari facoltosi sempre impegnati nella grande mela e non solo impegnati con trattative finanziarie direi, le donne casalinghe e mamme a tempo pieno fra scuola, cene di beneficenza, mercatini e feste di compleanno… accompagnare i bimbi nella scuola privata e facoltosa delle cittadina per poi correre per un caffè fra amiche e una bella mattina in palestra a tenersi in forma per essere perfette al rientro dei propri mariti; sembrerebbe tutto bello e scontato se non fosse che da un giorno all’altro questo castello di carta come di carta sono anche i soldi, crolla ai piedi di Nora affascinante donna alle prese con casa, bimbi e amiche. D’altronde a Bedford la vita gira così! Una mattina presto suona il campanello della sua villa, una fra le più belle e ricche tenute del rione, perfettamente ristrutturata da lei stessa appena trasferitisi lì con una bella cucina estiva dove Nora si appresta a cucinare, la sua passione… il campanello squilla in modo troppo insistente e quando va ad aprire la porta, si trova travolta da agenti del FBI che chiedono di suo marito. Nora crede in un errore ma nel giro di pochi minuti, si ritrova sola non sapendo bene cosa sia successo. Evan viene prelevato perchè si è arricchito con giri illeciti nel ramo della finanza e con la nuova crisi economica e i controlli nuovi e più severi, viene scoperto dal governo, arrestato e obbligato a ridare tutto fino all’ultimo cent. Nora sola e abbandonata, si deve rimboccare le maniche, lavorare e guadagnare soldi che però non basteranno per mantenere l’altissimo stile di vita pieno di cose belle e costose. Accanto a lei la sua fedele babysitter, Beatriz, la quale non l’abbandona perchè anche Nora a suo tempo l’aiutò nell’assumerla senza troppe domande sul suo precedente passato. Tre bimbi da accudire, le spese scolastiche troppo alte, i pettegolezzi di quelle che un tempo le erano amiche e ora le puntano il dito addosso, saranno le molle che faranno scattare in Nora la voglia e le motivazioni per andare avanti e continuare la propria vita senza Evan al quale ora prova solo odio. L’unica certezza è la casa comunque divenuta troppo grande e quindi troppo impegnativa, meglio venderla? no troppo importante per lei! affittarla? perchè no? ma cosa direbbero i suoi vicini? altri pettegolezzi? meglio evitarli fin che si può. La casa però ora è vuota senza tutte le sue belle cose pignorate dal governo e la sua innata capacità di cucinare ottimi dolci che diveranno la loro unica salvezza economica; infatti anche Beatriz troppo legata alla signora, diverrà sua complice e aiutante nel realizzare un sogno che potrà salvargli la vita e non solo quella economica. Il primo lavoro che trova Nora sarà quello di lavorare di notte nella panetteria e caffè dove era abiutata fermarsi con le amiche ancora quando lei poteva permettersi la bella e spensierata vita precedente, ma era poi così spensierata sia per lei che per le amiche? o era solo la facciata a cui si vide fino a poco tempo fa? Sarà il matrimonio di Beatriz ha donarle il vero significato della vita, a capire le priorità della vita, a capire la sottile differenza che può esserci nell’amicizia, l’amore dei e nei figli l’unica certezza. La scelta di riprendersi e non cadere in facili storie d’amore per soldi, la tristezza nel cuore del figlio più grande scappato alla ricerca del padre, la perdita del quarto figlio porteranno Nora a fare il giro di bora grazie all’aiuto soprattutto morale di Beatriz che farà da anello di congiunzione fra la giovane donna e il marito in carcere, un uomo pentito e compreso dalla domestica. Nora così arricchita da una nuova forza, inizierà la sua carriera di pasticciera divenendo così una sorta di celebrità soprattutto per quelle che un tempo le puntarono il dito contro fortunate di non essere al posto suo. La storia di questo dolce libro è un’autobiografia della scrittrice anche lei trovatasi in una situazione dura e pericolosa nel momento più nero e di crisi del suo paese. Un romanzo di grande attualità che riflette i nostri tempi con intelligenza. Un romanzo che inalza il valore di come le donne di oggi non sono solo donne in carriera ma anche mamme e mogli, donne pronte a risollevarsi sempre. Un libro ben scritto, che scivola molto bene con qualche bella descrizione dei fantastici dolci che Nora e Beatriz riescono a ricreare nella cucina estiva della villa.

Dopo gli scorsi romanzi di
ho letto anche A NEVE FERMA
Per la Bertola ho una certa simpatia, ormai lo sapete: i suoi romanzi sono terribilmente simpatici, descrive le donne in modo frizzante sottolineando sia pregi che difetti del vasto mondo femminile ma anche nel descrivere gli uomini non si trattiene, anzi! In Neve ferma siamo sempre nella sua Torino e il centro della storia è una prestigiosa pasticceria che però ultimamente non naviga in buone acque sul lato economico. La protagonista principale è Emma, neo-laureata in storia con un’interessante e difficile tesi per ora aiutante pasticcera – fra l’altro molto brava – che si perde nell’amore della sua vita che però è durato solo tre giorni. Il fortunato è Andrea, figlio del datore di lavoro e pasticcere pure lui, che s’innamorerà di un’attrice francese troppo presa da se stessa e nel crearsi una buona immagine; Andrea invece è cotto a puntino da quando aveva sedici anni ma la storia purtroppo non avrà un futuro. Poi c’è la Signora Elena, collega di Emma, che l’amore lo sta cercando da ben trent’anni niente meno che nel signor Delacroix senior suo datore di lavoro. La sua “figlioccia” Camelia, invece, è una giovane ragazza poco intelligente che s’innamora continuamente di chiunque sia di sesso maschile. Il problema di Camelia è il quaderno di ricette che le ha lasciato in eredità suo nonno, scritto in un codice misterioso, un codice che solo Emma riuscirà a captare niente meno con l’uso del libro di cucina italiano più famoso e diffuso nelle nostre cucine: il manuale del Pellegrino Artusi. Nonostante lo sconforto iniziale e dopo la comunicazione degli ingredienti obbligatori (zenzero, mandorle e caffè), Emma riesce a creare la “torta Camelia” che le permetterà di salvare la pasticceria. Di Bianca si può dire che pare da sempre impegnata nelle sue disavventure con un giovane dottore dalla doppia vita: è una ragazza che ancora non ha trovato il lavoro della sua vita (per ora è cameriera anche lei nella pasticceria) e si destreggia tra fotografie, acquarelli e lettura dei più svariati libri! Bianca è sempre alla ricerca di una professione che le consenta guadagni esorbitanti per non doversi preoccupare di far quadrare il suo bilancio di cameriera. Così oltre a dipingere acquerelli, scattare fotografie, si diletta nelle cose più disparate quali inventare strani capi d’abbigliamento, scrivere best seller e proprio quest’ultima passione la porta a conoscere Andrea, il dottorino con una fidanzata e un’amante al seguito. Tutto gira intorno alla pasticceria, ad un concorso di pasticceria in cui Emma e Camelia – che adora soli cibi salati, suo malgrado – dovranno partecipare per il bene della pasticceria e dietro ricatto della signora Elena che non è la zia di Camelia bensì… la mamma! Tanti anni prima, quando rimase incinta di Camelia, decise di affidarla alla sorella perchè purtroppo il padre era il Signor Delacroix che non ha mai saputo niente fino al concorso. Il concorso consiste nel creare un dolce che prevede tre ingredienti obbligatori che vengono comunicati ai concorrenti solo alcuni giorni prima, concorrenti segregati in un albergo per tutta la durata della rassegna. E solo grazie al quaderno di ricette, le due ragazze potrebbero avere la vittoria in mano anche perchè Camelia non è per niente interessata al concorso anzi lei vorrebbe sfondare nel mondo dello spettacolo. Il simpatico intermezzo è colorato di altri protagonisti maschili… una parentesi a Tinco il tuttofare della pasticceria e alla sua ragazza Vale anche lei alle prese con un concorso, niente meno “Sciampista Emergente Provincia di Torino”! Sempre simpatica e irriverente, anche in questo romanzo la Bertola riesce a strappare risate per i suoi protagonisti descritti in modo fresco e con una maestria comica. Per niente noioso, si legge tranquillamente, aiuta a rilassarsi e a passare qualche momento di pace e serenità, un ottimo svuota mente che ci catapulta direttamente nella Torino, le sue piazze e la pasticceria, ovvio! Tutti i protagonisti sono diversi fra loro, perfette pedine mosse con grazia e ben coordinate dalla Bertola che vi consiglio di acquistare o regalare a chi ama ridere e sorridere alla vita. Anche perchè i libri della Bertola hanno sempre un bellissimo lieto fine…
Parlando di libri, vi ricordo il mio contest fra CUCINA E LIBRI
Avete tempo fino al 17 gennaio 2012 

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Un “Dolcepensiero”: i brownies al cioccolato bianco li ho preparati per la festa di Natale delle mie “fantastiamiche”. La dolcezza di questi quadrotti hanno rallegrato una serata già di per sè felice e spensierata di un gruppo di donne tutte diverse fra di loro, ma accomunate dalla forza di un’amicizia che sta migliorando e rafforzando di anno in anno. Al Natale manca giusto una settimana che voglio passare tranquillamente a casa a riposarmi un po’ dopo i giorni scorsi passati di fretta fra mille impegni e non solo lavorativi. Questi giorni che precedono la notte magica di luce, saranno all’insegna degli ultimi e brevi appuntamenti di lavoro, qualche ultimo impegno sociale ed infine gli ultimi acquisti mangerecci per preparare i piatti natalizi che inizieranno già la sera del 23 dicembre..

INGREDIENTI PER UNA PIROFILA DI CM 20×24 circa

100 grammi di cioccolato bianco

120 grammi di mandorle

200 grammi di burro salato

200 grammi di zucchero semolato

3 uova

140 grammi di farina bianca 00

1 fialetta di essenza di vaniglia

zucchero a velo

PREPARAZIONE

Fondere a bagnomaria il burro con il cioccolato, unire l’essenza di vaniglia: nella planetaria – frusta a K flexi – unire al cioccolato e burro lo zucchero, azionare fino a quando sarà omogeneo. Aggiungere le uova, azionare ancora fino a completa omogeneità. Passare ad unire la farina e amalgamare molto bene; unire le mandorle ridotte a granella. Versare nello stampo imburrato ed infarinato, infornare in forno già caldo a 180°C per 30/35 minuti (verificare la cottura con la prova stuzzicadenti). Passato il tempo utile, sfornare, lasciar raffreddare quindi tagliare in quadrotti. Spolverare con zucchero a velo.

Con questi “EN Brownies al cioccolato bianco” partecipo al contest

“One,two,three… – Taste of small gold entity”

del blog “Il cucchiaio d’oro”

Dall’archivio di “Dolcipensieri”:

BROWNIES AL CIOCCOLATO, FAVE DI CACAO E NOCI

PANNA COTTA AL CIOCCOLATO BIANCO

CHICCA CAKE

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Un “Dolcepensiero” al mio piccolo: sarà anche vicino il Natale, ma per il Mio piccolo Matteo non c’è dolce più goloso della torta al cioccolato nero nero! niente panettoni, niente pandori, niente dolci tipici natalizi… il suo confort food è la torta al cioccolato. Quindi quando c’è qualche invitato speciale a casa – amichetto o cuginetto – mi aiuta sempre a preparare la torta nera con tanto cioccolato che la rende ghiotta e golosa…

INGREDIENTI

200 grammi di cioccolato extra fondente – cacao al 70% –

150 grammi di farina bianca 00

50 grammi di fecola

100 grammi di burro leggermente salato

150 grammi di zucchero

2 uova

latte intero q.b.

1 bustina di lievito per dolci.

PREPARAZIONE

Lavorare i tuorli con lo zucchero fino a quando saranno ben gonfi e chiari. Aggiungere il burro e il cioccolato extra fondente fuso a bagnomaria, unire la fecola, la farina e il lievito setacciati insieme ed infine gli albumi montati molto bene a neve con un pizzico di sale. Dopo aver mescolato il tutto (se necessario aggiungere latte per rendere l’impasto morbido) versarlo in una tortiera – cm 28 – ricoperta con un foglio di carta da forno (che avrete inumidito e strizzato per bene) e metterla in forno già caldo a 180°C per circa 45 minuti.

Con questa ricetta perfetta per il natale di Matteo e spero anche dei vostri bimbi,

partecipo al contest di “Spir-EAT” dal titolo “IL PRANZO DI NATALE

Dall’archivio di “Dolcipensieri”:

TORTA CIOCCO CAFFE’ PROFUMATA DI CANNELLA 

COOKIES CON ARACHIDI, CIOCCOLATO E CANNELLA

TORTA DI RICOTTA, NOCI E CIOCCOLATO

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Un “Dolcepensiero” freddoloso: se il giorno dell’Immacolata sembrava più Pasqua che Natale per il sole tiepido e il cielo completamente azzurro, i giorni a seguire si sono invece rivelati freddi e nuvolosissimi. Passeggiare per le vie di Como tutta bardata, ha fatto comunque pensare ancor di più al Natale sempre più vicino, tra le mani buste e pacchi colorati immersi nella “Città dei Balocchi” e qua e la artisti di strada pronti a rallegrare le vie tristi della città. Molti si lamentano che Como è fredda sempre sporca e spoglia- anche e soprattutto a Natale –  almeno queste sono le impressioni di chi ci abita, ma io quest’anno ne sto apprezzando molti angoli e viuzze celate dietro alla grandi piazze. H potuto passeggiare sola soletta nelle ore più calme, durante le pause pranzo mentre aspettavo per la fisioterapia, è ho scoperto negozietti carini per niente pretenziosi bensì ben orgogliosi di proporre i loro più belli prodotti, botteghe dal sapore anche artigianale con un sapore di altri tempi ma specchiati al moderno… insomma un bel tesoro da visitare. Se poi amate acquistare prodotti locali, nella grande piazza che si affaccia sul lago, graziose casette di legno fanno da scenario per la vendita dei più buoni prodotti lariani e non solo. Un paese incantanto custodito in una bella città. Ben felice di essere ritornata a casa, un caldo piatto di minestra era la giusta ricompensa per tanto “sforzo”…

INGREDIENTI PER SEI PERSONE

100 grammi di piselli*

50 grammi di orzo*

50 grammi di farro*

40 grammi di ceci*

50 grammi di lenticchie verdi*

50 grammi di lenticchie rosse*

40 grammi di fagioli cannellini*

40 grammi di fagioli borlotti*

40 grammi di fagioli neri*

40 grammi di fagioli rossi*

1 carota

1 costa di sedano

2 scalogni

2 dadi vegetali in gelatina

pecorino toscano di Pienza semistagionato

olio extravergine d’oliva

qualche peperoncino essicato

mix di pepe nero, bianco e rosa

qualche granello di sale grosso

crostini di pane toscano

PREPARAZIONE

*Tutti gli ingredienti con l’asterisco li ho acquistati in un negozio di prodotti biologici, sia i legumi che i cereali sono prodotti essicati… quindi

…in una ciotola unire tutti i legumi e i cereali e coprirli interamente con acqua calda per circa un paio di ore minimo. Al termine delle due ore minime, scolarli con uno scolapasta e sciacquateli. Far bollire due litri di acqua, sciogliervi i dadi. Nella pentola “Creuset, mettere un filo di olio evo unendo lo scalogno tagliato sottilmente, far imbiondire lentamente, aggiungere poi la carota e il sedano tagliati a dadini piccolissimi. Unire un terzo del brodo ottenuto, aggiungere mescolando tutti i legumi e i cereali con il restante brodo, far cuocere per circa un’ora continuando a mescolare. Passare a regolare con qualche granello di sale e il mix di pepe, continuare ancora la cottura per un’ora, se si asciuga troppo aggiungere altro brodo e terminare con il peperoncino spezzettato. Servire la minestra ben calda con una spolverata di pecorino e un filo di olio a crudo, aggiungere qualche crostino di pane toscano.

Con questa ricetta partecipo al contest di “MENTA PIPERITA AND CO.”

dal titolo ZUPPE E MINESTRE”A cena con Julie e Marek: largo alle zuppe”

 

Dall’archivio di “Dolcipensieri”:

MINESTRA DI VERDURE CON PROSCIUTTO CRUDO E CIPOLLA 

PASSATA DI CECI PROFUMATA AL ROSMARINO CON DITALINI

PICI ALL’AGLIONE

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immagine presa dal web

Oggi niente ricetta, giornata di relax: ecco allora un libro appena finito, la giornata di oggi mi ha permesso di chiudere l’ultima pagina di questo spassoso romanzo. Dopo Mi piaci da morire“,  Federica Bosco ha continuato a raccontarci le peripezie amorose di Monica nel suo secondo romanzo “L’amore non fa per me”: in partenza per la Scozia dove raggiungerà il suo fidanzato, Monica fa prima una tappa a Roma sua città natale per far visita ai suoi genitori separati. Le buone speranze ed anche le buone intenzioni ci sono tutte: iniziare una nuova vita soprattutto amorosa, il suo libro sta per essere pubblicata e quindi nuove ambizioni lavorative… insomma tutto sembra roseo come il colore del libro!!! Arrivata in Scozia, si ritrova sola e dispersa in una casa grande ma fredda, una quasi suocera invadente e il suo principe azzurro che poi tanto azzurro non è – Edgar- strano e coinvolto in tante cose ma sicuramente non in lei. Una storia d’amore dai risvolti tragicomici se poi ci metti anche gli abitanti del paesello che la guardano straniti e chissà perchè… insomma sembra che tutti abbiano da criticare su Monica! Ci manca che ognitanto David – il suo ex fantastico – si fa risentire tramite telefono ed e-mail, così da confondere idee e sentimenti in Monica già frustata da mille ripensamenti eppure era partita con l’intenzione anche di mettere a posto la testa! La trama poi si fa curiosa quando Monica percepisce strane manie in Edgar e pronta a scovare ogni scheletro nell’armadio del principe azzurro, inizia ad indagare fra gli abitanti dello sperduto paese sempre freddo e grigio fino a farsi aiutare dalla sua nuova amica/collega Siobhan: scopro così che la ex moglie di Edgar morta tragicamente, era l’amante del suo miglior amico/collega sul lavoro a sua insaputa creando scompiglio fra di loro e quindi un giusto mea culpa proprio durante la presentazione del libro di Monica. Se poi ci mettiamo anche che dovrà fare l’inviata in Francia per pubblicare un articolo sul giornale proprio su Paris Hilton, si crea così un susseguirsi di bellissime gaffe per strappare un’intervista alla biondina americana riuscendo a divenire così in quel della Scozia, una paladina in un club di ragazze. E sarà proprio Cannes a far da galeotta per l’ennesima volta fra Monica e David che ricomparirà nella sua vita strappandole una notte d’amore infuocato… e la mattina??? David è sparito!!! ancora! Ritornata in Scozia, e dopo aver sistemato anche il suo datore di lavoro con la mano morta, Monica deciderà di ritornar indietro e riprendere in mano per l’ennesima volta la sua vita… Con questo romanzo, Federica Bosco entra così nella mia schiera preferita di romanzi allegri, spensierati, ironici e irriverenti ma con quel tocco perfetto nel confezionare storie toccanti ma in forma leggera sui sentimenti della vita anche di tutti i giorni, sulle storie d’amore delle giovani donne contemporanee che non smettono neanche loro di sognare il grande amore con il principe azzurro. Monica la ritroverò fra poco nel romanzo – già sul mio comodino – “L’amore mi perseguita”, dove ritornerà a NY per ricominciare tutto da capo; inizierà una nuova avventura lavorativa niente meno che a Vanity Fair dopo aver conosciuto un giornalista a Cannes troppo preso da lei perchè era riuscita a strappare un’intervista alla capricciosa Paris. Dall’altra parte della sua vita, ancora amore che le regalerà altre belle esperienze anche se ormai ne è disillusa soprattutto sull’altro sesso… ma cosa avrà in serbo il destino per Monica???

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