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Archive for aprile 2012

Un “Dolcepensiero” molto buono: fare il ragù per molte donne e non solo, è una vera arte e ognuna di loro hanno – anzi di noi – ha la propria arma segreta. Infatti nella mia cucina lo faccio poche volte ma quando lo faccio beh… mi concentro! carne macinata fresca, verdure acquistate poco prima e un lungo pomeriggio su fuoco basso… e tanta pazienza mentre in tutta la cucina si alza un buon profumo di cibo.

INGREDIENTI

300 grammi di macinato di maiale

300 grammi di salsiccia a nastro

1 carota

1 cipolla bianca

1 costa di sedano

500 ml di passata di pomodoro

olio extravergine d’oliva

sale e pepe q.b.

un pizzico di peperoncino in polvere

un pizzico di zucchero (facoltativo)

PREPARAZIONE

Preparare il trito di carota, sedano e cipolla a dadini piccoli, mettere il tutto in un tegame con un filo di olio evo. Aggiungere il macinato e la salsiccia privata del budello e tagliata a pezzetti. Quando tutta la carne sarà rosolata per bene, insaporire con sale e pepe; unire la passata di pomodoro e dopo cinque minuti, coprire la carne con acqua tiepida; cuocere a fuoco lento per circa un paio di ore mescolando ogni tanto, se occorre per questioni di acidità, un pizzico di zucchero. Regolare il sapore con un pizzico di peperoncino, se occorre ancora un pizzico di sale e pepe.

Questo ragù è perfetto per ogni tipo di pasta sia corta sia lunga, tagliatelle e pappardelle, paste al forno e lasagne…

Dall’archivio di Dolcipensieri:

LINGUINE CON RAGU’ DI GALLINELLA E CUORE DI BUE

MALLOREDDUS CON CARCIOFI SARDI E SALSICCIA

MACCHERONI ALLA NORCINA

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Un “Dolcepensiero”: ieri giornatona del tutto primaverile; sole caldo, cielo azzurro e leggero venticello caldo tutto faceva pensare finalmente alla primavera… ma oggi già non è più così!!! tornata da un “viaggetto” dal contadino ben armata di uova fresche e biologiche al 100% e di un bel mazzetto di agretti, mi sono decisa subito di gustare le uova nella loro integrale freschezza, quindi niente torte bensì una ben più classica omelette. A dire il vero ben tre belle ma semplici varianti avendo in casa varie tipologie di formaggio che da me non manca mai, quindi oggi vi presento la prima omelette perfetta anche se gustata tiepida o fredda magari per il primo pranzo all’aperto, con un buon e fresco bicchiere di vino bianco oppure se amate, una buona birra chiara artigianale.

INGREDIENTI PER DUE OMELETTE

4 uova biologiche

1 porro

1 ciuffo di agretti

un pizzico di sale

un pizzico di pepe nero

qualche cucchiaio di grana grattugiato

6 fette di bitto sottili

qualche noce di burro leggermente salato

PREPARAZIONE

Affettare il porro a rondelle sottili dopo averlo sciacquato sotto acqua corrente. Tagliare anche gli agretti a pezzettini piccoli. Sbattere le prime due uova con un leggero pizzico di sale con la frusta senza farle schiumare. Unire un pizzico di pepe e un cucchiaio di grana grattugiato. Ungere una padella per frittata o crepes con una noce di burro e appena sfrigola, calare le uova. Appena iniziano a rapprendersi, porre in superficie metà del porro e metà degli agretti avendo cura di distribuirli bene. Girare la frittata e finire la cottura. Procedere in questo modo anche per le altre due uova. Appena intiepidite, porre in una metà le fette di bitto tagliate sottili (io avevo un pezzo di bitto che ho tagliato con l’affettatrice), arrotolarle su se stesse oppure piegarle a metà. Porle in forno caldo solo per qualche minuto senza far sciogliere troppo il formaggio ma sono ottime se gustate anche tiepide appena fatte. Terminare con qualche pezzettino di agretti.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

OMELETTE VELOCE

CANEDERLI CON PANCETTA E AGRETTI

MINESTRONE DI VERDURA

CONIGLIO AL ROSMARINO CON MEDAGLIONE DI POLENTA AL BITTO E CASERA

CANNELLONI LEGATI VEGETARIANI

Con questa ricetta partecipo al contest del blog “Pasticciando tra i fornelli”

dal titolo “Lo spuntino di mezzanotte”

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Un “Dolcepensiero” dolcissimo: è iniziato il periodo delle fragole. Quante ne ho mangiate da piccola, mio padre le coltivava sempre e quante ne ho mangiate delle mie che sono diventate sempre di più nel mio orticello ma mi sa che quest’anno l’inverno secco e poi freddo all’improvviso, le ha decisamente devastate. I fruttivendoli sui loro banconi stanno iniziando a proporci le prime delizie della stagione nell’attesa del tanto agoniato sole che stenta ad uscire… e noi aspettiamo! sono un frutto  che mi è molto caro, legato alla mia infanzia: ogni volta che mio padre arrivava con il cestino colmo di queste meravigliose bontà, per me la giornata prendeva una bella piega e aiutavo sempre mia madre a pulire e prepararle nei più svariati modi. Ma quante ne mangiavo mentre ci lavoravo dietro: sode, succose e dolci un frutto buono e sempre gradevole! abbinato a questa torta ho unito il cocco che si sposa molto bene con le fragole, la morbidezza gliela regala la ricotta ma anche le fragole che vi consiglio di usarne di mature!!!

INGREDIENTI

225 grammi di ricotta

1 cestino di fragole (circa 300 grammi)

2 cucchiai di cocco disidratato in polvere

200 grammi di farina bianca 00

50 grammi di fecola di patate

150 grammi di zucchero

3 uova

1 bustina di lievito

il succo di un limone

PREPARAZIONE

Lavare, mondare e tagliare a pezzetti le fragole; raccoglierle in una ciotola con il succo di limone e il cocco, mescolare bene. Montare la ricotta con lo zucchero, unire i tuorli, la farina, il lievito e la fecola di patate; quindi le fragole e infine incorporare gli albumi montati a neve ben soda, mescolando dal basso verso l’alto con una spatola o un cucchiaio di legno. Versare l’impasto in una tortiera di circa 24 cm di diametro e cuocere in forno già caldo a 180°C per circa 45-50 minuti. Controllare la cottura facendo la prova dello stecchino, ma ricordate che la torta deve risultare piuttosto umida.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TORTA DI RICOTTA, MELE E UVETTA 

FOCACCIA CON RICOTTA E POMODORINI

PANNA COTTA ALLA VANIGLIA CON FRAGOLE

MINI PLUM CAKE CON FRAGOLE E COCCO

ROTOLINI AL CIOCCOLATO E COCCO

Con questa ricetta partecipo al contest “La fragola vien mangiando”

del blog “L’AMORE IN CUCINA”

Con questa ricetta partecipo al contest “FRAGOLE A COLAZIONE”

del blog “CUCINA, LIBRI & GATTI”

E come postilla vuole, ecco il mio bambino peloso! Adorabile compagnia tutti i giorni…

NICK il mio “bimbo peloso”…

Partecipo anche al contest dedicato alla ricotta di Pane e Olio

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Un “Dolcepensiero” in attesa del sole… e mentre dalla mia finestra fa capolino un sole splendente nel centro di un cielo spaccato fra varie tonalità di grigio, speriamo che questo sia l’ultimo post di minestroni, zuppe, brodi & C. dettato dalle previsioni meteo, non che mancano anche nella stagione più bella sul mio blog, perchè io li adoro magari non caldissimi ma appena tiepidi! una sferzata di energia grazie alle verdure e poi è soprattutto la primavera la stagione che ci regala la miglior verdura se poi coltivata proprio da me, beh magari quest’anno dal papà perchè temo il mio orto salterà, rimpiazzerò solo le erbe aromatiche e con questo minestrone ho infatti usato le novizie acquistate durante il week-end. Ora attendo il sole e il caldo per poterle ripiantare, ora si godono il sole dalla finestra della mia cucina ben custodite in una graziosa cassetta di legno molto trendy!!!

INGREDIENTI

1 porro

1 cipollotto fresco

1 scalogno

3 carote

1 grappolo di pomodorini

3 zucchine

100 grammi di fagiolini

200 grammi di fagioli borlotti in scatola

1 finocchio

1 gamba di sedano

un mazzetto di basilico

uno spicchio di aglio

qualche rametto di timo

qualche fogliolina di salvia dalla foglia gialla

qualche rametto di maggiorana

qualche ago di rosmarino

olio extravergine q.b.

qualche granello di sale grosso

pepe nero un pizzico.

PREPARAZIONE

Tritare la cipolla e lo scalogno, sminuzzare i pomodorini, ridurre il porro a rondelle, i fagiolini e il sedano a tocchetti, le carote e le zucchine a dadini. Il finocchio tagliarlo a julienne. Stufare la cipolla con lo scalogno e il porro con un po’ di olio evo in una casseruola ampia per qualche minuto fino a quando iniziano ad imbiondire, mescolando spesse volte. Unire tutte le verdure che avete tagliato, fate stufare per qualche minuto e poi aggiungere un paio di litri di acqua, qualche granello di sale grosso e cuocere il tutto per circa un’oretta a pentola coperta mescolando di tanto in tanto. Appena passata la prima mezz’oretta, unire i fagioli borlotti privati della loro acqua di conservazione. Con la mezzaluna, tritare finemente le foglie di basilico con l’aglio insieme anche a qualche ago di rosmarino e qualche foglia di salvia. Unire le foglioline di timo e maggiorana, mischiare bene il tutto. Unire al minestrone appena terminata la cottura a fuoco spento, mischiare bene il tutto, regolare con un pizzico di pepe e per chi desidera un poco di grana grattugiato.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

MINESTRA DI CECI 

MINESTRONE DI VERDURA

MINESTRA DI VERDURE CON PROSCIUTTO CRUDO E CIPOLLA

PASSATO DI VERDURA CON ORZO PERLATO, SAPORE DI PAPRICA CON CROSTINI SAPORITI

Mi trovi anche qui

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Un “Dolcepensiero” perchè troppo buoni: qui in Brianza anche oggi appena svegliati, la giornata si è presentata grigia, pioggia battente e voglia di uscire ben poca eppure è domenica, mannaggia! in cucina avevo ancora del pane raffermo e avendo avuto un buon risultato con i primi mi sono voluta ripetere. E sono stati molto buoni e caldi, perfetti per questa giornata non ancora primaverile ma ora ormai a metà pomeriggio,il cielo ha deciso di regalarci un po’ di azzurro.

INGREDIENTI PER UNA DECINA DI CANEDERLI

150 grammi di pane raffermo senza crosta

80 grammi di speck

2 bicchieri di latte intero

2 uova

un pizzico di sale

un pizzico di pepe nero

1 scalogno

4/5 cucchiai di grana grattugiato

1 mazzettino di prezzemolo

farina bianca 00 q.b.

2 litri di brodo di vegetale (carota, zucchina, sedano e qualche granello di sale grosso)

olio extravergine d’oliva

PREPARAZIONE

Mettere a bollire il brodo con le verdure indicate sopra, quando saranno belle cotte, frullarle con il mixer ad immersione e poi con un colino, travasare il brodo in una capiente padella. Tagliare a dadini il pane. Scaldare il latte senza farlo bollire, quindi versarlo a tratti sul pane all’interno di una ciotola e con le mani iniziare a lavorare l’impasto impregnandolo bene. Affettare molto sottilmente lo scalogno e lo speck, in una pentola antiaderente unire un filo di olio evo in cui farete sfrigolare scalogno e speck, appena prenderanno colore, unire il pane abbassando la fiamma al minimo. Sbattere le uova con un pizzico di sale e pepe, unirli all’impasto mescolando velocemente per non far rapprendere troppo le uova. Unire il grana grattugiato e il prezzemolo ben lavato, asciugato e tagliuzzato molto finemente. Con le mani bagnate, formare la prima pallina con una porzione d’impasto compattando bene, passarlo nella farina bianca. Continuare fino ad esaurimento dell’impasto, le palline avranno la dimensione di una palla da ping pong. Porre in frigo per almeno otto ore. Scaldare il brodo, porvi a cuocere i canederli facendo attenzione che il brodo non abbia un bollore troppo vivace, per circa una decina di minuti. Servire ben caldi con l’aggiunta di altro grana se gradite e una generosa spolverata di prezzemolo tritato.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

CREPES CON BROCCOLI E SPECK 

LINGUINE CON RAGU’ DI GALLINELLA E CUORE DI BUE

RIS E ERBORIN ovvero LA MINESTRA DI RISO E PREZZEMOLO

Colgo l’occasione per ringraziare Lalla del blog “Semplicemente cucinando”

per avermi nominata per la sfaffetta “Blog 100% affidabile”

ne sono veramente felice!!! i premi sono sempre molto graditi

Il Blog Affidabile

che a mia volta giro a:

(CLAUDIA – MY RICETTARIUM)

(SIMO – PENSIERI E PASTICCI)

ROS – RICORDI E TRADIZIONI

GIULIANA – LA CUCINA IMPERFETTA

ALESSIA – DOLCEZZE DI NONNA PAPERA

ELY – NELLA CUCINA DI ELY

SILVIA – PANE E POMODORO

se avete già accettato la staffetta da altri blog oppure per esigenze vostre non gradite, fatemelo sapere sarà mia premura inoltrare il premio ad altre care amiche e amici!!!

“Dichiaro che i blog seguenti da me scelti rispettano le 5 regole del Premio “Il Blog Affidabile” disponibili a questa pagina http://www.gliaffidabili.it/a/altro/il-premio-il-blog-affidabile . Sono pertanto una risorsa utile per gli utenti della Rete e meritevoli di essere conosciuti da un pubblico più ampio”.

Inoltre ecco la mia motivazione per l’apertura del mio blog “Dolcipensieri” nel maggio 2008:

Ho aperto il blog perchè avevo più tempo da passare in casa: da quando ho il mio bimbo ho diminuito i ritmi di lavoro, prima ancora mi sono presa due anni – i primi di Matteo – di riposo per dedicarmi interamente a lui e di conseguenza al mio hobby “la cucina”. Ora quando posso e voglio, cucino per rilassarmi e il mio bimbo a volte mi aiuta dando vita continua al mio blog. Ho aperto il blog anche perchè sono strapiena di fogliettini e quaderni di ricette e tanti ritagli di giornale. Con il blog tutto diventa virtuale e anche un ottimo modo per poter scambiare con altre persone, consigli e suggerimenti sulle ricette divenendo anche un diario dedicando sempre l’apertura del post a qualche mia disavventura di vita: la mia cucina si apre a tutti coloro che amano pasticciare e mangiare bene, che sia facile o difficile, che sia umile o ricercato. Non ho obiettivi particolari: vorrei solo essere seguita come lo sono già e magari migliorare e aumentare i miei sostenitori… (vieni qui a conoscermi meglio)

Con questa ricetta partecipo alla raccolta

del blog “dario dela mia cucina” dal titolo “I love home made”

Mi potete trovare anche qui con tante ricette

DONNE SUL WEB BANNER

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Un “Dolcepensiero” nipponico: questa insalata è molto semplice, molti – me compresa fino a poco tempo fa – non sanno nemmeno sia giapponese ma quando vado spesse volte nei ristoranti giapponesi la trovo nel menù e una sera ho chiesto come fosse, quali ingredienti ci fossero dento e la sua preparazione, che si è rivelata molto semplice. Ieri avevo dei bellissimi spinaci freschi e sfogliando i vari libri di cucina etnica, mi sono imbattuta varie volte in questo contorno molto simile a come li mangio io, se non fosse per la salsa di soia.

INGREDIENTI

500 grammi di spinaci

semi di sesamo a piacere

1 cucchiaio di salsa di soia

2 cucchiaini di zucchero

1 cucchiaino di sale

sale grosso

PREPARAZIONE

Lavare e pulire bene gli spinaci, più volte per eliminare la terra. Portare a bollore acqua in abbondanza, appena ne sale il bollore unire una presa di sale grosso. Tuffare gli spinaci nell’acqua per circa cinque minuti, scolarli, bagnarli con acqua fredda e schiacciandoli nelle mani, privateli dell’acqua di cottura in eccesso. Con l’aiuto di un coltello spezzettate gli spinaci. In una capiente ciotola, miscelare lo zucchero con la salsa di soia; unire gli spinaci e rigirarli più volte nel condimento. Impiattare la verdura spolverando con i semi di sesamo e servire.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

INSALATA PICCANTINA DI BROCCOLO VERDE

LASAGNE IN COCOTTE CON TALEGGIO E SPINACI

FRITTATINA AGLI SPINACI E PINOLI

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Un “Dolcepensiero” a Federica: quando ho voglia di mettere le “mani in pasta” mia affido quasi sempre a libri di ricette in tema ma per avere un risultato certo e sicuro vado sempre da lei a cuoriosare nel suo blog “La cucina di Federica” dove ricette per pane e focaccia la fanno da padrona e certamente con il risultato garantito come in questa – e altre – occasioni. Mi ha stuzzicato la ricotta nell’impasto e anche la poco difficile esecuzione e quindi via libera a farina e lievito… Qui sotto vi riporto ingredienti e preparazione a cui non ho modificato nulla o quasi…

INGREDIENTI

PER IL LIEVITINO

100 grammi di manitoba

80 grammi di birra chiara

14 grammi di lievito di birra fresco

PER L’IMPASTO

lievitino

500 grammi di farina bianca 00

10 grammi di zucchero

90 grammi di acqua

50 grammi di latte

250 grammi di ricotta

15 grammi di sale

30 grami di strutto

50 grammi di olio d’oliva

PER LA FARCITURA

un grappolo di pomodorini

olio d’oliva q.b.

origano q.b.

qualche fiocco di “fleur de sel de la Camargue” (mia aggiunta)

PREPARARAZIONE

LIEVITINO: sciogliere in un goccio di acqua tiepida il lievito, impastare velocemente tutti gli ingredienti, coprire con un panno umido e lasciare raddoppiare per almeno 1 ora.

FARCITURA: da preparare un po’ prima e lasciarli insaporire quindi affettare i pomodorini a fette sottili, porli in una ciotola con un filo di olio d’oliva e origano.

LIEVITAZIONE e FARCITURA: nel cestello mettere farina, lievito sciolto nell’acqua tiepida, zucchero e avviare l’impasto (Kenwood BM250 programma 9 per solo impasto), poi unire la ricotta (l’ho schiacciata con la forchetta), dopo 3 minuti unire strutto, l’olio evo, alternando i liquidi, da ultimo il sale. Regolarsi con liquidi in base all’assorbimento della farina. Lasciare lievitare almeno 2 ore dalla fine del programma della macchina. Stendere l’impasto direttamente nella placca del forno foderata di carta, coprire con i pomodorini  e qualche fiocco di sale, lasciare lievitare nuovamente. Circa 45 minuti. Infornare a 180°C per circa 35 minuti.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

FOCACCIA AL TIMO

TORTA DI RICOTTA, MELE E UVETTA

IL PANINO DEL LUNEDI’ 

Non manca mai la focaccia ad un party, non potevo non partecipare al contest de: “LA CUCINA DI VANE”

dal titolo “HAPPY BIRTHDAY TO YOU”

 “Con questa ricetta partecipo al contest: picniKiamo!

del blog “Peccato di Gola, di Giovanni”

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(immagine presa dal web)

OLIVE COMPRESE – ANDREA VITALI

Simpaticissimo come sempre, irriverente nei racconti di paese… è un po’ come un viverci dentro ai suoi romanzi perchè parla della gente dei miei luoghi. E molte volte il sorriso che aleggia sulle mie labbra è dettato dal fatto che sembrano le stesse situazioni che ho vissuto… gente di paese che si conosce tutta, vicini di casa che sono anche un po’ parte di te, e anche se i suoi romanzi sono ambientati in anni precedenti, la vita che ci racconta è ancora presente nella vita di tutti i giorni qui in Brianza e su per il Lago. Olive Comprese è un susseguirsi di personaggi a volte un po’ strampalati e le vicende che vi girano intorno sono divertenti creando un bel quadretto di vita borghese. In questo romanzo i protagonisti principali sono quattro ragazzi diversissimi fra di loro ma d’accordissimo nel creare scompiglio alla vita di tutti i giorni in quel di Bellano. Sempre sotto controllo del maresciallo dei carabinieri del paese, un certo Ernesto Maccadò, i ragazzi riusciranno anche a dare filo da torcere alle proprie famiglie dando il triste compito di informare i propri cari delle loro marachelle proprio al caro e tutto d’un pezzo maresciallo alle prese con la moglie nel procreare figli fin quando non arriva la femminuccia. Ma come in tutte le famiglie non vi sono solo mele marce: Filzina, sorella di Ludovico uno dei quattro ragazzacci, è una bravassima ragazza, lavoratrice sempre pronta a darsi da fare e in casa perfetta figlia fino a quando non decide di fidanzarsi e poi convolare a nozze proprio con uno dei migliori amici del fratello, ossia uno della banda sempre pronta a creare scompliglio. Protagonisti presenti nel romanzo oltre alle famiglie dei “cattivi ragazzi”, ci sono il prevosto che si vedrà invece alle prese con una strana morte, il podestà con una moglie un po’ matta e strana convinta nella rincarnazione della sorella in una altrattanto strana donna del paese – l’Eufrasia in grado di leggere il destino dei propri clienti nelle carte e nei fondi del caffè – che riuscirà ad entrare nella famiglia del podestà divenendone parte integrante. Ma sarà l’avvelenamento dei piccioni del Crociati che creerà il più grande scompliglio in paese: una donnina ci lascerà le “penne” gustandosi il volatile… avvelenato. Il personaggio più irriverente è sicuramente l’Uselànda che già il soprannome l’ha racconta tutta, nient’altro che la donnaccia di paese e sarà proprio lei la donna più ricercata dal fratello di Filzina perchè solo lei può rivelare la soluzione dei pettegolezzi fisici del suo fidanzato. Non manca poi l’accenno storico legato a Mussolini che sul lago ci visse, il periodo storico in cui conquistò il suolo africano. Non mancano la famosa “breva” del lago, cioè l’arietta fresca e frizzolina che si alza dal lago appunto e la neve gelida che imbianca i monti della Valsassina regalandoci bellissimi scorci di vita del lago, un lago che affascinava e che tutt’ora affascina incastonato in monti e valli. Anche in questo romanzo Vitali riesce a catturare l’attenzione del lettore stuzzicandone l’immaginazione creando drammi e beffe famigliari, segreti che tali dovrebbero rimanere ma che la gente fa trapelare, amori strani e controversi arrivando anche a Roma grazie al viaggio di nozze di Filzina e alla nuova vita del fratello che fu allontanato dai genitori per fargli intraprendere una vita più seriosa e non fatta di scorribande e ubriacature di paese, ottenendo l’appoggio, il vitto e l’alloggio in casa del vecchio fidanzato della mamma Vittoria che a Roma è riuscito a farsi una posizione nel campo dell’orificeria. Romanzo bello, una commedia teatrale scritta, Andrea Vitali riesce ad essere anche questa volta ironico, introduce il lettore pagina dopo pagina nella vita del paese e dei suoi istrionici personaggi dando vita ad un romanzo popolare con stralci di storia reale che ti riporta agli anni del fascismo vissuto dalla borghesia. Il linguaggio a volte quasi dialettale con i nomi e i soprannomi ricreano un’atmosfera di sapori e storie antiche, le stesse che le mie nonne e zie mi hanno e tutt’ora mi raccontano… non perdetevelo: Vitali è un gran narratore, genuino!!!

la signora Vittoria invece era in cucina. Nonostante lo sconforto e le lacrime che di tanto in tanto le rigavano il viso, stava cuocendo un arrostino col quale imbandire una cena per Filzina… Il profumo niente male dell’arrosto s’era insinuato, dalla cucina, nel corridoio e da lì aveva invaso le altre stanze. Andrea Vitali – Olive comprese pag. 158

(immagine presa dal web)

L’INCONFONDIBILE TRISTEZZA DELLA TORTA AL LIMONE – AIMEE BENDER

Vincitrice del mio contest “Un libro mi fa compagnia in cucina”, questo libro mi è stato presentato da Valentina del blog “Cucina e cantina”.

Un romanzo amaro, a volte ho avuto voglia di smettere la sua lettura, di abbandonarlo lì sul comodino, mi sembrava troppo deprimente, triste e lontano da me. Ma dall’altro canto mi ha incuriosito la particolarità che ha la sua protagonista che scopre proprio durante la sua giovinezza: Rose riesce a capire, gustando il cibo, i sentimenti di coloro che lo cucinano. Rose è una bambina di nove anni e per il suo compleanno, la mamma decide di prepararle una torta al limone: una donna- la madre – eclettica, strana, indaffarata in mille arti, iperattiva ma molto affettuosa. Sarà proprio quella torta al limone, all’apparenza così piena d’amore, a rivelare un sapore vuoto che Rose non saprà spiegarsi, lo stesso sapore del pollo cucinato dalla madre quella sera a cena. Da questo episodio, Rose inizierà così la sua avventura culinaria che la porterà a scommettere con il fratello e il suo miglior amico George, le diversità che il cibo le consiglia fino al punto poi di spingerla a lavorare in un ristorante. Strane storie si allinieranno a tantissimi altri diversi stati d’animo tutti raccolti nel cibo scoprendo realtà sempre più complesse sulle persone che la circondano. Le cene e i pranzi in famiglia faranno capire a Rose le inquititudini della propria madre divisa fra l’affetto e devozione al marito e la passione dell’amante nonchè suo nuovo titolare, la distrazione del padre eterno uomo d’affari della city londinese, abitudinario e poco reattivo alle disgrazie famigliari piccole o grandi che siano. La storia di questa famiglia vista dagli occhi di Rose, porta il lettore a pagine tristi in cui si racconta della malattia sconosciuta del fratello un genio incompreso, pagine agrodolci in cui si racconta la vita di una ragazzina in piena adolescenza fino a divenire una donna pronta a sacrificarsi per non abbandonare la propria famiglia caduta in disgrazia per la misteriosa scomparsa del fratello. Ma sarà proprio questa virtù che legherà ancor di più Rose al padre il quale le racconterà che in famiglia non è l’unica ad avere tale predisposizine. Rose inizierà anche a conoscere le prime cotte, le prime delusioni d’amicizia ma capirà ciò che vorrà fare della sua vita, una vita tutta legata al cibo riuscendo ad essere assunta nel suo ristorante preferito regalandosi la propria, per ora, felicità. Un romanzo triste, intriso di problemi, diviso fra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere, un romanzo in cui si conosce la doppia reltà che ogni persona può avere nella vita. Un libro pieno di sfide che la vita quotidiana ci può riservare… anche se continuo a dire che ho trovato il libro triste, ve lo consiglio perchè vi fa riflettere su come le persone accanto a noi possono mascherare le proprie insicurezze e debolezze e ti fa capire come una piccola variazione possa essere fonte di cambiamenti…

(immagine presa dal web)

AMORE ZUCCHERO E CANNELLA – AMY BRATLEY

Juliet è una giovane donna alle prese con la prima casa dei suoi sogni tutta da dividere con il suo fidanzato Simon; è pronta a dividersi fra lavoro e casa, per lui vuole cucinare e riempire la casa di piante e fiori. Ma purtroppo proprio la prima sera in cui si trasferiscono fra scatoloni ancora tutti da aprire e riordinare, Juliet scopre il tradimento di Simon proprio con la sua ex coninquilina, una stangona bionda, alta e molto appariscente. E’ così la casa dei suoi sogni si tramuta nella sua gabbia dove piangere tutta la sua solitudine e disperazione ricordando la sua alquanto strana infanzia legata all’amata nonna Violet, morta un anno prima, e nei suoi manuali anni ’60 dedicati alla casalinga perfetta. Mentre durante un pomeriggio di lacrime e depressione, nello sfogliare i manuali vecchie della nonna, Juliet trova consigli e appunti, che le danno conforto e mettendosi all’opera crea dei favolosi grambiuli che faranno furore nella cerchia delle sue amicizie. Ma sempre nei manuali della nonna, scopre una lettera della madre – con cui ha ben pochi contatti – che rivela una fredda verità: Juliet ha una sorella in qualche posto nel mondo e appena la madre fa ritorno da lei, cerca di capire tutta la verità sulla sorellastra. Inoltre Juliet grazie ad un nuovo amore Dylan, scoprirà che la morte del padre non fu causa sua bensì i rimorsi di una vita solitaria senza l’amore della sua vita, troppo presa a girovagare per il mondo. Una perfetta storia di amore, amicizia e relazioni tutta in perfetta sintonia con gli anni duemila: amore, tradimenti, storie legate solo per fittizi motivi… insomma una storia moderna! Unica nota dolente, il continuo affondare le proprie preoccupazioni e delusioni nell’alcool. Non credo sia molto elegante indicare questa via d’uscita essendo un romanzo leggero e quindi sicuramente ideale alla lettura di giovani ragazze… la lettura è semplice, trama non proprio originale, una discreta commedia d’amore.

…”Ci sono” dissi cercando una ricetta dal libro. “Farò dei tartufi al cioccolato. Poi ce li mangiamo guardando il dvd di Chocolat, e così ci dimentichiamo di tutto. Che te ne pare?” Amy Bratley – Amore zucchero e cannela pag. 256 (proprio qui trovate la ricetta per i tartufi, quelli linkati sopra sono una mia versione di qualche tempo fa)

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Un “Dolcepensiero” che fa crash… come il mio computer portatile, quello che uso per redigere il blog che sia in cucina, davanti alla tv in salotto oppure in camera sul letto alla sera prima di coricarmi. Non si tratta di hard disk ma solo un disguido, che ancora non ho capito bene come sia successo; sta di fatto che due cartelle di foto, le mie di archivio dove tengo le foto in orizzontale per altri usi, sparite e con loro anche le foto delle mie ultime creazioni tra cui un tiramisù’ con il mokaccino e fragole, pane ai cerali con semi di sesamo e finocchietto e qualche altra bontà. Uffa ma che peccato, mi è dispiaciuto un sacco: per risolvere questo problema e cercare di recuperare qualcosa mi sono appoggiata ad un caro amico – Augusto che ringrazio anche da qui – e anche all’aiuto di Marco ma non c’è stato nulla da fare! Quindi stamattina ho cercato di consolarmi in cucina mettendo le mie mani in un impasto, sfogare la mia “rabbia” formando palline e sporcandomi! che relax e direi che il risultato si è visto! era la prima volta che confezionavo i Canederli da sola e devo dire che il risultato è stato più che soddisfacente, ottimi a parer di mio marito e sono poche le volte che non ci sia qualche criticuccia per migliorare! Anche se siamo in primavera, direi che stasera questo piattino caldo e confortante ci è stato a pennello: fuori pioggia battente e cielo grigio che non promette miglioramenti ancora per qualche giorno… Per quasta ricetta mi è stato molto utile il libro tutto dedicato a queste polpette: Canederli di Maria Teresa Di Marco e Marié Cécile Ferrè con ricette classiche, di tradizione e anche innovative accompagnate da fotografiche molto belle. La ricetta che vi propongo l’ho pensata io ma tenendo presente i suggerimenti del libro.

INGREDIENTI PER UNA DECINA DI CANEDERLI

75 grammi di pane raffermo senza crosta

75 grammi di pane in cassetta o pancarrè senza crosta

70 grammi di pancetta affumicata

2 bicchieri di latte intero

1 uovo

un pizzico di sale

mix di pepe bianco, nero e rosa

1 cipolla bianca

2 cucchiai di grana grattugiato

1 mazzettino di agretti o erba dei frati

farina bianca 00 q.b.

2 litri di brodo di carne

olio extravergine d’oliva

PREPARAZIONE

Tagliare a dadini il pane. Scaldare il latte senza farlo bollire, quindi versarlo a tratti sul pane all’interno di una ciotola e con le mani iniziare a lavorare l’impasto impregnandolo bene. Affettare molto sottilmente la cipolla e la pancetta, in una pentola antiaderente unire un filo di olio evo in cui farete sfrigolare la cipolla e la pancette e appena prenderanno colore, unire il pane abbassando la fiamma al minimo. Sbattere l’uovo con un pizzico di sale e i pepi, unirlo all’impasto mescolando velocemente per non far rapprendere troppo l’uovo. Unire il grana grattugiato e gli agretti tagliuzzati finemente. Con le mani bagnate, formare la prima pallina con una porzione d’impasto compattando bene, passarlo nella farina bianca. Continuare fino ad esaurimento dell’impasto, le palline avranno la dimensione di una palla da ping pong. Porre in frigo per almeno otto ore. Portare a bollore il brodo (io ho usato del brodo di carne di un bollito di pochi giorni fa), porvi a cuocere i canederli facendo attenzione che il brodo non abbia un bollore troppo vivace, per circa una decina di minuti. Servire ben caldi con l’aggiunta di altro grana se gradite.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

CANEDERLI e CINGHIALE BRASATO 

BOCCONCINI DI ANANAS E PANCETTA

TORTA ASPARAGI E RICOTTA

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Un “Dolcepensiero” di parte…: sabato sera mentre facevo “zapping” mi sono imbattuta nella trasmissione di Fazio su rai tre e ho visto il bel faccione di Cracco. Accanto a lui la ormai “prezzemolina” delle cucine di noi italiani, Benedetta Parodi, avendo venduto due milioni di copie dei suoi libri e pure io ho il primo volume insieme a tutti glia altri libri di cucina, ma preciso che mi è stato regalato. Non è che i libri della Parodi sono divenuti la nuova “eredità culinaria” che si tramanda da madre in figlia oppure il libro di ricette che si regala alla nuora? Come quello dei nostri tempi che furono il “ricettario di nonna papera” o il “cucchiaio d’argento”? Precisazione, quella di avere il libro fra i miei, che mi è dovuta perchè non ne sono una fan… la vedo, l’ascolto ma non riesco proprio a ben volerla, senza offesa. Mi ricordo fin dai primi “Cotto&Mangiato”, proponeva tutte o quasi ricette regalatele da amici, colleghi, mamme o nonne, ricette pervenute via e-mail… d’accordo che preparava ricette di facile escuzione con ingredienti facili da reperire ma erano poche le volte che sentivo che questa o quella ricetta era una sua invenzione… infatti il primo volume racchiude ricette tutte di altre persone, degli altri non so’ nulla. Ora su LA7 propone ricette per lo più di tradizione mentre ospita qualche personaggio della TV, cinema o teatro quindi ancora a oggi niente di personale e inventato… mi sono posta già da un po’ di tempo una domanda semplice semplice che a noi food blogger spesso e volentieri ci proprinano, ovvero: “Ma le ricette sono tue, nel senso che le inventi prendendo spunti, leggendo e perchè no studiando accostamenti e particolari anche solo per le foto?” ebbene questa domanda mi piacerebbe proporla a Benedetta come mi piacerebbe vedere nella sua cucina qualche nuovo e perchè no diverso accostamento. Ho capito che lei vuole proporre una cucina semplice e veloce per chi non è portato o non ha tempo per cucinare, ma credo anche che nel periodo in cui viviamo e sentiamo parlare di: colture biologiche, prodotti a KM0, uso e consumo di certi sapori e aromi della tradizione della propria regione, il ritorno a coltivare orti anche se piccoli, perchè continuare a propinarci surgelati e ingredienti già belli e pronti? Il piacere di utilizzare verdure di stagione, acquistare prodotti biologici, avere anche solo una striscetta di orto in giardino… non ha eguali! Detto questo, chi mi segue sa benissimo che anche io uso paste già confezionate oppure utilizzo il dado per farne brodi, punto cruciale dell’intervista a due fra Benedetta e Carlo… da gran protagonista e professionista che si rispetti, è molto improbabile che il signor Cracco potesse rispondere diversamente… chef d’alto livello è logico che risponda che il brodo deve essere confezionato senza dado ma bensì con verdura o carne e io – come voi – che fate il brodo in un modo o nell’altro penso proprio che la differenza la sentite eccome!!! idem per il discorso dei surgelati… perfetti da tenere come scorta dell’ultimo momento, ma la stagionalità dei prodotti bisognerebbe rispettarla il più possibile. Quindi partendo da tale presupposto, le due cucine posso esistere entrambe ma la professionalità di uno chef credo non sia paragonabile ad una Benedetta tanto meno a me stessa! Mi piace sentire parlare veri professionisti, c’è sempre da imparare! Ma ora veniamo alla mia ricetta che sicuramente è più Benedetta che Cracco… anzi E’ MIA!!! Dunque questo panino l’ho chiamato “Del Lunedi” perchè solitamente l’arrosto a casa mia alla domenica non mancava mai perchè all’ultimo momento si univa sempre o qualche amico/amica oppure qualche fidanzata/fidanzato e quindi l’arrosto era sempre li’ pronto da tagliare, invitante e abbondante per tutti. E quando avanzava, il lunedi mia mamma lo riproponeva nel panino oppure per le prime scampagnate in campagna o in montagna lo preferivo alla cotoletta.

INGREDIENTI PER DUE PERSONE

1 baguette

salsa tartara q.b.

una dozzina di fette di arrosto sottili

radicchio novello q.b.

1 grappolo di pomodorini

2 uova biologiche freschissime

sale blu di Persia q.b.

olio extravergine d’oliva

PREPARAZIONE

Porre sul fuoco una pentola con acqua in cui immergerete le uova, dal bollore contare 7/8 minuti; appena freddi sgusciarli e rendere i tuorli in piccoli pezzettini. Tenere da parte gli albumi. In un’insalatiera, condire con un filo di olio evo e sale il radicchio novello a cui aggiungerete i pomodorini tagliati a fettine e gli albumi. Prendere la baguettes, spezzarla a metà e poi tagliarla per il lungo: spalmare su entrambe le fette di pane la salsa tartara su cui mettere qualche fettina di arrosto tagliate a metà, porre un po’ di insalata sopra e terminare ancora con qualche fettina di carne e qualche foglia fi insalata. Terminare con qualche pomodorino e i tuoli a minosa. Porre in forno già caldo solo per qualche minuto, il tempo necessario per rendere croccantino il pane ma possono essere guastati anche freddi.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

PANINO DI SEGALE CON BRESAOLA VALTELLINA

PICCOLI PANINI AI SEMI DI PAPAVERO

PANINO IN SFOGLIA CON ASPARAGI E UOVA

Partecipo alla raccolta di “LE PADELLE FAN FRACASSO”

e partecipo anche alla raccolta de “LA SCIMMIA CRUDA”

dal titolo “PIC NIC AMORE MIO”

Con questa ricetta partecipo molto volentieri al contest

“PORTAMI CON TE” del blog “PENSIERI E PASTICCI

in collaborazione con ENJOY

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