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Archive for aprile 2012

Un “Dolcepensiero”: auguri a tutti voi per una Pasqua serena e un lunedi dell’Angelo altrettanto rilassante e tranquillo. Sono proprio le festività come il Natale e la Pasqua che adoro per rilassarmi anche seduta tranquillamente a casa. Dopo un gran pranzo tutto a base carne alla griglia per aprire quella che sarà la stagione di cene e pranzi all’aperto, stasera taglieremo una colomba e festeggerò con i miei cari fratelli e nipotini. Anche per quest’anno è sfumata la preparazione della colomba pasquale in casa, ma ci accontenteremo – si fa per dire - di una buonissima colomba confezionata dalla pasticceria.  Il progetto di fare in casa la colomba è per l’ennesima volta rimandato al prossimo anno, ma prima o poi ce la farò!!! Il piatto che vi propongo oggi l’ho preparato per l’ultimo venerdi santo, a base di pesce – la gallinella di mare – come tradizione vuole.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 grammi di linguine

1 gallinella di mare (circa 500 grammi di peso)

2 pomodori cuore di bue

1 scalogno

1 spicchio di aglio rosa

olio extra vergine q.b.

sale rosso delle Hawaii q.b.

pepe bianco q.b.

prezzemolo q.b.

PREPARAZIONE

Pulire e sfilettare la gallinella di pesce (un’operazione che potete far fare dal vostro pescivendolo di fiducia). Una volta ottenuti dei filetti, tagliarli a quadrotti e porli con un filo di olio evo, un pizzico di sale rosso delle Hawaii e un pizzico di pepe. Tenere da parte. Intanto mettere a bollire l’acqua per le linguine. Tritare lo scalogno finemente, lavare i pomodori cuori di bue e affattarli in piccoli pezzettini: in una padella antiaderente, porre un filo di olio evo in cui metterete lo scalogno, lo spicchio di aglio e una volta sfrigolato il tutto, unire i pomodori togliendo l’aglio, cuocere per un cinque minuti rigirando di tanto in tanto. Unire il pesce, abbassare la fiamma regolando di sale e pepe se necessita. Porre a cuocere la pasta, al ragù, se si asciuga troppo, unire un goccio di acqua di cottura, scolare la pasta che condirete con il ragu’ di gallinella, impiattare e finire con un pizzico abbondante di prezzemolo ben tritato.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

LINGUINE ALL’ASTICE

SPAGHETTI ALLE SARDE CON GAMBERETTINI E POMODORI CUORE DI BUE

RISOTTO CON SPIEDINO DI GAMBERI AGLI AGRUMI

Con questa ricetta partecipo al contest “…e tu… te li fai DUSPAGHI?”

del blog “Acqua e farina.sissisima”

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Un “Dolcepensiero”: adorabili monoporzioni… ieri ero a casa con Matteo e Lorenzo il suo amichetto mentre Marco era fuori per un pranzo di lavoro. Sbirciando nelle provviste in freezer, ho prelevato una bella cocottina che avevo confezionato qualche giorno fa e che poi – per altri improvvisi impegni – non ci siamo goduti. I bimbi sono abbonati a pollo, pasta e pizza e io invece mi sono “sacrificata” sola soletta a mangiarmi questa cocottina vegetariana con una bella dose di spinaci. E direi che ci voleva proprio dopo il fantastico pomeriggio passato l’altro ieri con un po’ di mie care fantastiamiche e rispettivi pargoli a confezionar biscotti pasquali. Se sbirciate da me su facebook potete ammirare le bontà che hanno fatto i bimbi… Un pomeriggio piovoso e umido trasformato in un pomeriggio caldo e profumato in compagnia di bella gente e buon cibo… cosa voler di più???

INGREDIENTI PER DUE COCOTTE

PER LA PASTA

250 grammi di farina 00

2 uova

1 cucchiaio di olio extravergine

un pizzico di sale

acqua tiepida

PER LA BESCIAMELLE:

50 grammi di burro

40 grammi di farina

1/2 litro di latte

un pizzico noce moscata

un pizzico di sale e pepe

grana grattugiato q.b.

PER LE LASAGNE

300 grammi di spinaci

150 grammi di taleggio

qualche cucchiaio di pinoli

una noce di burro

PREPARAZIONE

PER LA PASTA

Unire alla farina le uova con un pizzico di sale e un cucchiaio di olio extravergine d’oliva, azionare il robot per impastare aggiungendo acqua tiepida fino a ottenere un impasto liscio ed elastico. Coprire con un canovaccio umido per trenta minuti, poi impastate nuovamente ma a mano e stendere con la macchina le sfoglie. Lasciatele riposare per circa un quarto d’ora su un canovaccio. Dividerle in quadrati ampi quanto le vostre cocottine monoporzioni (circa quattro per ogni cocottina).

PER LA BESCIAMELLE: in una casseruola sciogliere il burro a fiamma bassissima e, aiutandovi con una frusta, amalgamate bene la farina passata al setaccio per evitare grumi. Diluire subito con il latte tiepido; continuate a mescolare fino a che la salsa si addensa, all’inizio del bollore fate cuocere per circa cinque minuti continuando a rimestare. Spolverate con la noce moscata, il sale e il pepe, aggiungere una bella spolverata di grana grattugiato.

PER LE LASAGNE

In abbondante acqua salata e bollente, lessare per qualche minuto le sfoglie e lasciarle raffreddare su un telo. Lessare – nella stessa acqua della pasta - gli spinaci dopo averli mondati e lavati più volte per privarli della terra di coltivazione, per qualche minuto. Scolarli e appena tiepidi schiacciarli con le mani per privarli di tutta l’acqua di cottura. Impiattare le lasagne: con una noce di burro ungere tutte le cocottine e iniziare con il primo strato di pasta, poi un po’ di spinaci e qualche pezzettino di taleggio, unire poi un bel cucchiaio di besciamelle che ricoprirà per intero, proseguire così per altri tre o quattro strati finendo con spinaci e taleggio. Finire con una spolverata di pinoli, infornare a 200°C per circa 15 minuti o fino a doratura.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

LASAGNE

COCOTTE DI POLENTA AI FORMAGGI, PANNA E MASCARPONE

RISOTTO AL TALEGGIO E MALAGRANA

FRITTATINA AGLI SPINACI E PINOLI

TORTA SALATA AL MASCARPONE, SALSICCIA E SPINACI

Con questa ricetta partecipo molto volentieri al contest

“PORTAMI CON TE” del blog “PENSIERI E PASTICCI

in collaborazione con ENJOY

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…dal libro “Torte di mele” di Maria Teresa Di Marco e Marie Cécile Ferré

E’ morbida, profumata, umida. Va bene a merenda, ma anche a colazione e, se ne avanza una fetta il giorno dopo, mantiene tutte le sue promesse.

Mai presentazione ad una ricetta fu più azzeccata: quando ho visto il libro, che fa parte di una lunga serie di testi dedicati a vari temi di cucina, me ne sono subito innamorata. La torta di mele non manca mai nella mia cucina come mai non è mancata per la merenda che mi preparava la mia mamma; ho acquistato subito il libro ma, come sempre, non mi sono messa nell’immediato a creare qualcuna delle ricette, riportate molto dettagliatamente sul ricettario. Foto romantiche cha fanno sentire subito a casa, con eleganza e glamour… testi descritti bene con semplicità. La torta è riuscita a stregare i molti fortunati che l’hanno assaggiata e ho trovato che sia molto versatile, utilizzando altri ingredienti per rendere quasta già di per sè bontà, ancora più ghiotta ai gusti dei miei ospiti…

INGREDIENTI PER OTTO PERSONE

250 grammi di ricotta

200 grammi di farina

50 grammi di frumina (io ho usato la fecola di patate)

150 grammi di zucchero + 2 cucchiai

3 uova

1 bustina di lievito

3 mele

il succo di mezzo limone

2 cucchiai di uvetta

PREPARAZIONE

Sbucciare le mele, privatele dai torsoli, tagliatele a pezzetti piccoli e raccoglietele in una ciotola con il succo di limone e l’uvetta, mescolate bene. Montate la ricotta con lo zucchero, unite i tuorli, la farina, il lievito e la frumina (per me fecola di patate), quindi le mele e infine incorporate gli albumi montati a neve ben soda, mescolando dal basso verso l’alto. Versate l’impasto in una tortiera di circa 24 cm di diametro e cuocete in forno già caldo a 180°C per circa 45-50 minuti. Controllate la cottura facendo la prova dello stecchino, ma ricordate che la torta deve risultare piuttosto umida.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TORTA DELLA NONNA CON FARINA DI RISO

TORTA ASPARAGI E RICOTTA

MUFFIN ALLE MELE

LA PASTA CON I BROCCOLI DI MONTALBANO

FROLLA AL CARDAMOMO CON RIPIENO DI FRUTTA SECCA E MIELE SARDO

Con questa ricetta partecipo al contest di “La cuoca dentro” e “Fior di rosmarino”

Partecipo anche al contest dedicato alla ricotta di Pane e Olio

Mi trovi anche qui…

 

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Un “Dolcepensiero” lariano: durante il periodo pasquale per le vie di Como, dove sorgo le panetterie e le pasticcerie – alcune storiche e antiche, padrone di ricette altrettanto antiche e vissute – aleggia un buon profumo di pane dolce. E’ il periodo del dolce pasquale tradizione della città di Como, la “Resta”: un dolce legato, nella tradizione comasca appunto, alla celebrazione della domenica delle Palme. Infatti il dolce è legato da un gesto simbolico: al suo interno viene infilato (nella pasta prima della cottura) un ramoscello di ulivo, mentre sul dorso viene inciso un disegno che ricorda la spiga detta anche “lisca o resca”, simboli associati alla rinascita primaverile da cui prende poi il nome questo dolce.

INGREDIENTI E PREPARAZIONE

PRIMA LIEVITAZIONE

Sciogliere il lievito di birra (circa 15 grammi) in poca acqua tiepida; nell’impastatrice, miscelare il lievito liquido con 75 grammi di farina bianca 00 antigrumi e lasciare lievitare per un’ora.

SECONDA LIEVITAZIONE

Unire all’impasto della prima lievitazione 225 grammi di farina bianca 00, 100 grammi di zucchero semolato, un cucchiaio di miele, 150 grammi di burro sciolto a bagnomaria, 3 uova con un pizzico di sale e grattugiare la buccia di un limone non trattato. Azionare l’impastatrice, se necessita aggiungere ancora un poco di farina. Lasciare lievitare per un’altra ora. Far ammollare l’uvetta in acqua tiepida (circa 80 grammi).

TERZA LIEVITAZIONE

Riprendere l’impasto con le mani, unire l’uvetta ammollata ma ben strizzata e la frutta candita (circa 100 grammi); disporre l’impasto su una teglia da forno ricoperta con dandogli la forma di un grosso pane allungato, e infilarvi per il lungo il ramoscello di ulivo. Lasciare lievitare ancora per un’ora e mezza, poi infornare e cuocere per circa un’oretta a 180°C – forno statico. Ma allo scoccare dei primi 45 minuti, accertarsi della cottura con la prova stecchino. Se asciutto, spegnere il forno e lasciare la pagnotta al caldo.

La ricetta della Resta pasquale di Como è anche su

Con questa ricetta partecipo al contest del blog “FORNELLI PROFUMATI”

dal titolo “LA PASQUA A TAVOLA”

HO VINTO COME MIGLIOR FOTO

Partecipo anche alla raccolta del blog “Laura in cucina”

dal titolo: “Italia in cucina”

RICETTE LOMBARDE

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Un “Dolcepensiero” di tradizione: quando ero piccola questa minestrina era il mio piatto preferito. Se sapevo che la mia zia la preparava, era scontato il mio autoinvito… di solito la preparava senza prezzemolo e la chiamavamo “La minestrina dei morti”; se invece ci aggiungevamo il prezzemolo diventava il piatto tradizionale della Brianza “La minestra de ris cun l’erborin”… Di solito la si consumava la domenica sera quando il pranzo era sontuoso e consumato con l’intera famiglia, un pranzo completo dall’antipasto al dolce… oppure quando all’imbrunire, l’arietta si faceva più freschina in qualsiasi stagione. E’ un piatto povero della tradizione culinaria del milanese e della Brianza tutta. Stasera cucinando questa calda minestra, mi sono affiorati tantissimi ricordi legati alla mia bellissima infanzia: sono tantissimi anni che non mi gustavo una tale prelibatezza! si avete letto bene: anche se questo piatto è preparato con pochi e semplici ingredienti, credetemi è di una tale bontà che ti riscalda cuore e anima. Poi stasera era la serata perfetta per gustare una scodella di minestra: nel pomeriggio il sole si è nascosto dietro nuvoloni grigi che ci stanno preparando ad una settimana di pioggia e si è alzato anche un bel venticello che ha mandato a monte i nostri progetti di una bella e sana camminata nei boschi. Una scodella che dedico alla mia cara zia Rosetta che mi ha sempre preparato questa minestra con affetto sincero!!!

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

1 e 1/2 litro di brodo di carne*

350 grammi di riso carnaroli

grana grattugiato a piacere

1 noce di burro

un mazzetto di prezzemolo fresco

qualche fiocco o granello di sale

PREPARAZIONE

*Il mio brodo di carne è il risultato di un bel piatto di bollito di qualche settimana che ho congelato in previsione di qualche zuppa o minestra. Per tale minestrina, potete utilizzare anche del brodo di verdura o con del dado sia di carne o vegetale.

Lavare e mondare il prezzemolo che triterete con una mezzaluna con qualche fiocco o granello di sale grosso. Portare a bollore il brodo in cui versare il riso. Mescolando di tanto in tanto, portare a cottura per circa una ventina di minuti, abbassare la fiamma e unire il trito di prezzemolo, mescolare bene unendo il burro. Terminare con una generosa grattugiata di grana direttamente in pentola a fiamma spenta e servire la minestra ben calda.

Con questa ricetta partecipo al contest di “Nella cucina di Ely” come primo piatto:

e siccome questa ricetta mi ricorda la mia infanzia,

la trovo perfetta per partecipare anche al contest di “Sapori divini”

Partecipo anche alla raccolta del blog “Laura in cucina”

dal titolo: “Italia in cucina”

RICETTE LOMBARDE

Dall’archivio di Dolcipensieri:

MINESTRA DI CECI 

MINESTRONE DI VERDURA

ZUPPA CAROTE NERE, FAGIOLI ROSSI E LEGUMI CON PANCETTA

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