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Archive for ottobre 2012

Un “Dolcepensiero” aromatizzato: il profumo che si espande in cucina quando cucino questo risotto è irresistibile. Il soffritto con il porro, lo sfrigolar del lardo ma soprattutto il profumo del rosmarino, rendono questo risotto non solo ricco anche ottimo e prelibato. Un mix di sapori perfetto, una simbiosi armonica: la morbidezza del risotto in contrasto con la croccantezza del lardo, è una vera poesia. L’idea mi è nata gustando un piatto molto simile in un agriturismo: ho preferito il lardo valdostano su quello di Colonnata perchè ha una vena rossa centrale più marcata e lo trovo più saporito rispetto al Colonnata che preferisco gustare semplice così come nasce, solo su ottimo pane un po’ abbrustolito accompagnato a del buon miele…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

350 grammi di riso Carnaroli

1,5 litri di brodo vegetale (mezza porro, una carota, una zucchina e un gambo di sedano con qualche granello di sale grosso)

1/2 porro

1 bicchiere di vino bianco secco

un paio di rametti di rosmarino

una noce di burro

50 grammi di grana grattugiato

un pizzico di mix di pepe nero, bianco e rosa

50 grammi di lardo d’Arnad a fette

PREPARAZIONE

Preparare il brodo; affettare sottilmente il porro e rosolarlo in una casseruola con il burro; aggiungere il riso, mescolare e, quando inizia a diventare trasparente, versare il vino lasciandolo evaporare, sempre rimestando con un cucchiaio di legno. Aggiungere il brodo con un mestolo, poco alla volta, continuando a rimestare. Mentre il riso cuoce – verso fine cottura – rosolare le fette di lardo in una padella antiaderente fino a quando saranno ben croccanti da ambo i lati. Qualche fettina tagliatela a listarelle che metterete nel risotto al termine della cottura in modo che si sciolgano a fuoco spento: mantecare con il grana grattugiato, il rosmarino tritato finemente e un pizzico di pepe. Servire il risotto con le fettine rosolate di lardo adagiati sopra.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISOTTO AL PESCE PERSICO PROFUMATO CON TIMO

RISOTTO CON LUGANEGA

RISOTTO ALLA LIQUIRIZIA

CROSTINI AL LARDO PATA NEGRA CON PINOLI, SEMI DI SESAMO E MIELE SARDO

BRISE’ AL LIMONE CON MELE COTOGNE E MIELE PROFUMATA AL ROSMARINO

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Un “Dolcepensiero”: le castagne sono un frutto prelibato a cui sono legatissima, hanno contraddistinto in modo molto rilevante la mia infanzia. Durante le serate autunnali con i primi camini accesi e le stufe scoppiettanti, nella mia famiglia ogni week-end c’era una festa con amici o parenti e non mancavano mai nel centro della tavola una grande cesta piena di marroni cotti su fuoco vivo nel camino della taverna. Mio padre aveva una padella per la cottura su fuoco che era ancora del mio nonno: a furia di usarla, mio papà ogni tanto doveva ripararla alla meglio fino a quando purtroppo abbiamo dovuto abbandonarla per sostituirla con una nuova, l’inizio di una nuova era, chissà! quella vecchia del nonno non è stata buttata, bensì riposta in taverna come un antico cimelio di famiglia. Da noi le castagne le chiamiamo “birolle” ovvero “caldarroste”: sono stati per tanti anni nella mia famiglia, il simbolo della stagione fredda, oltre che simbolo anche di serate spensierate e piene di vita. Ma non solo: prima di gustarle calde appena sbucciate con le mani nere e anche le labbra, era divertente andare per boschi e raccoglierle in grandi quantità. I marroni sono un tipo di castagna grossa, soda ma polposa e tremendamente buona e dolce, una gran prelibatezza. Oggi nella mia cucina ho usato la crema di marroni e subito il suo sapore dolce ha riacceso in me quei bellissimi e veri ricordi di famiglia che custodisco nel mio cuore… la mia vita è sempre stata costellata di attimi semplici e vivi, anche ora sto’ cercando di passare questi bellissimi momenti al mio bimbo… ricordare la propria fanciullezza con un gran sorriso sulle labbra non ha prezzo!!!

INGREDIENTI PER SEI BICCHIERI

una ventina di amaretti

1 tazzina di caffè espesso ristretto amaro

320 grammi di crema di marroni

200 ml di panna da montare zuccherata

qualche meringa

qualche biscotto per decorare

PREPARAZIONE

Inzuppare gli amaretti nel caffè freddo e sbriciolarne un paio per bicchiere. Montare la panna fredda da frigorifero nella planetaria, metà conservatela mentre con l’altra metà mescolarla con la crema di marroni ottenendo un composto ben miscelato che porrete in una sac a poche. Porre la panna lasciata da parte in un’altra sac a poche. Uniziare a stratificare i bicchieri con le creme: iniziare con la crema di marroni e poi con la panna, sbriciolare un po’ di meringa e rifare altri due strati. Terminare con un amaretto sbriciolato al di sopra con ancora un po’ di meringa a tocchetti. Porre in ogni bicchiere un biscottino come decorazione finale. Lasciare in frigo fino al loro consumo. (Idea ispirata a Sale&Pepe-ottobre 2012. Posso anche dirvi che per sei bicchieri come nella foto ho speso poco più di 6 euro e sono facilissimi da fare).

Dall’archivio di Dolcipensieri:

BICCHIERINI AL CACAO

CALDARROSTE SUL CAMINO

FROLLA AL MASCARPONE E AMARETTI

Con questa ricetta partecipo al contest del blog “Nidalea e il giardino dei limoni”

Con questa ricetta partecipo al contest del blog “DolciBlei”

categoria “Glass Food”

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Un “Dolcepensiero” difficile da resistere: dopo i primi muffin autunnali, ci siamo cimentati già con i primi dolci di halloween. Mancano pochi giorni alla fine di ottobre e per i bambini è arrivato il momento di festeggiare la festa di halloween con dolcetti e/o scherzetti… quindi pista alla fantasia “più macabra” che ci sia…

INGREDIENTI

PER I MUFFIN

4 uova

300 grammi di zucchero

125 grammi di burro salato

200 grammi di fecola

300 grammi di farina bianca 00

1 bustina di lievito per dolci

latte intero q.b.

1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva

PER I DECORI CON MARSHMALLOW

100 grammi di marshmallow bianchi

310 grammi di zucchero a velo

coloranti in polvere arancione e nero “FIORIO COLORI S.p.A. de ”La Drogheria” di Como

qualche cristallo di liquirizia

qualche cristallo di zucchero

PER LA CREMA AL BURRO

200 grammi di burro morbido salato

400 grammi di zucchero a velo

PREPARAZIONE

PER I MUFFIN: nella planetaria, lavorare le uova unendo lo zucchero fino a quando saranno ben gonfi e chiari. Aggiungere il burro fuso a bagnomaria, la fecola con la farina setacciate insieme al lievito. Amalgamare il tutto: aggiungere il cucchiaio di olio evo e quanto basta di latte per rendere l’impasto morbido. Dopo aver mescolato il tutto, versare negli appositi pirottini riempendoli per circa 3/4. Metterli in forno già caldo a 180°C per circa 30 minuti.

PER I DECORI: sciogliere a bagnomaria i marshmallow insieme a un paio di cucchiai di acqua (la stessa operazione la potete fare con il forno a micronde). Quando sciolti, aggiungere metà dello zucchero a velo. Con il restate zucchero a velo, impastare la pasta di marshmallow fino a ottenere un impasto bello sodo e compatto unendo anche il colorante di vostro gradimento oppure i cristalli di liquirizia ridotti in polvere per creare l’effetto marmorizzato. Poi con un mattarello, stenderla fino ad avere un strato sottile un paio di millimetri. Con lo stampino rotondo di diametro più stretto rispetto ai muffin, ritagliare tante forme quanti sono i muffin sia verdi che arancioni. Con altri stampini, ricavare i decori con la pasta colorata. Per unirli insieme, inumidire la pasta di marshmallow con un pennello bagnato di acqua e sovrapporre ai muffin, lasciar riposare. Per rendere lucidi le paste, passare un pennello inumidito di acqua, far asciugare molto bene prima di consumarli o incartarli. Con le mani, modellare delle palline a mo’ di teschio e con un coltellino per intagli, incidere dei taglietti per dare forma agli occhi e denti.

PER LA CREMA AL BURRO: lavorare il burro morbido con lo zucchero a velo fino ad ottenere una crema spumosa. Porla in una sac a poche con bocchetta liscia e sovrapporre una piccola noce su ogni muffin.

ASSEMBLAGGIO: porre il dischetto di marshmallow su ogni muffin inumidendo leggermente la parte che adagiate sul muffin, mettere una piccola noce di crema al burro su ogni muffin, sovrapporre il decoro premendo leggermente in modo che la crema si gonfi sui bordi, oppure creare i decori solo con dischetto e formina. Per gli occhietti dei fantasmini o usato cristalli di liquirizia mentre per gli occhi dei gatti, cristalli di zucchero. Servire e festeggiare!!!!

Con questa ricetta partecipo al contest di “HALLOWEEN CONTEST 2012″

di “PAROLE DI ZUCCHERO”

Partecipo anche al contest “DOLCETTO O SCHERZETTO”

del blog “UN GIORNO SENZA FRETTA”

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Halloween di Cucina che ti passa.info

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TORTA AMERICANA PER HALLOWEEN

MUFFIN ALLE MELE

MUFFIN “CIOCCOLOSO ALLA NOCCIOLA” E MANDORLE

MUFFIN RUSTICO ALLE MANDORLE

MUFFIN AI MIRTILLI

CON QUESTA RICETTA PARTECIPO AL CONTEST DEL BLOG “INSANE BAZAR”

contest1

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Un “Dolcepensiero” di tradizione: questo risotto (a volte con lo zafferano) ha come protagonista principale la salsiccia di maiale che qui da noi nel dialetto comasco viene detta “luganega” o “luganiga” ed è originaria di Monza. Il risotto alla luganega di Monza è un piatto che risale al 1500 circa. E’ un piatto tipico della cucina brianzola che viene cucinato spesse volte nelle fredde sere invernali: ci sono diverse sfumature per preparare questo piatto succulento. Qualcuno aggiunge dello zafferano come tradizione milanese insegna, alcuni con magari anche della lonza di maiale con un sughetto di pomodoro concentrato. Oggi il risotto è aromatizzato con il pepe nero, con brodo di carne; più delicato e leggero se utilizzate del brodo di verdura.

PER INGREDIENTI E PREPARAZIONE

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Un “Dolcepensiero” per la domenica: il pranzo della domenica è un momento bello da passare in famiglia. Risvegliarsi al mattino senza la sveglia o le campane delle sette, è uno dei momenti più caldi e teneri della mia famiglia: in questi giorni di festa – domenica o festività varie – la nostra sveglia è Matteo che scende dalla sua cameretta e si infila in mezzo a noi con qualche pelouche al seguito. Il risveglio lento e pacioso diventa così la coccola più tenere a cui io e Marco non sappiamo resistere. La bellezza e la semplicità che solo i bimbi sanno strasmettere, è un tesoro prezioso e tra uno stiracchiamento e l’altro può iniziare al meglio la nostra domenica, nel relax più totale. Ma torniamo alla cucina: il più classico e tradizionale secondo piatto delle feste, è sicuramente l’arrosto. Di solito lo si prepara nei giorni in cui il ritmo giornaliero è più fievole e meno stressante, perchè è un piatto a cui bisogna dedicarsi: i tempi di cottura sono lunghi circa due ore e di tanto in tanto va rigirato nella teglia. Il taglio che ho scelto oggi per questo arrosto, è la spalla di vitello. lo si può accompagnare con patate al forno rispettando la forma più classica nel contorno, oppure con verdurine al vapore.

INGREDIENTI

un trancio di carne di vitello (per me la spalla, 1 kg per quattro-sei persone)

qualche spicchio di aglio

qualche rametto di rosmarino

qualche rametto di timo

qualche granello di sale grosso

olio di oliva extravergine q.b.

qualche noce di burro

qualche bicchiere di vino bianco secco

pepe nero macinato q.b.

sale fino q.b.

farina bianca 00 q.b.

PREPARAZIONE

Preriscaldare il forno a 200°C. Preparare un trito di rosmarino, aglio, timo e qualche granello di sale grosso; cospargere un teglia capiente quanto basta di olio evo, mettere l’arrosto che avrete cosparso per intero con tutto il trito massagiandolo. Unire al fondo qualche noce di burro. Rosolatelo per bene su fuoco vivo da ambo le parti fino a quando lo avrete scottato per bene. Sfumare con il vino bianco secco a temperatura ambiente (non direttamente sulla carne ma intorno ad essa). Infornare in forno già caldo portando la temperatura a 180°C. Passata la prima mezz’ora, estrarre la teglia dal forno e se troppo asciutto, irrorare il fondo con un goccio di acqua tiepida (per un sapore più deciso, usare del brodo), regolare di sale fino e pepe nero macinato al momento su entrambi i lati e infornarlo nuovamente. Dopo la seconda mezz’ora, controllare la cottura dell’arrosto, pungendolo: se i succhi che rilascerà la carne sono ancora rosei, continuare la cottura rigirandolo dalla parte opposta. Continuare la cottura e ripetere l’operazione sopra citata fino a quando i succhi che rilascia la carne saranno trasparenti. Solitamente per un chilo di carne, occorrono 1 ora/1 ora e mezza. Quando l’arrosto sarà cotto, prelevarlo dalla teglia e porlo sul piatto da portata tenendolo in caldo nel forno spento. Creare il sugo per l’arrosto: in una ciotola impastare una noce di burro e farina quanto basta, fino a quando il composto sarà come una pomata. Porre il liquido di cottura rimasto nella teglia e filtrato in una padella antiaderente, unire la pomata di burro e miscelare bene il tutto fino a quando si creerà un sugo denso ma non troppo, il tutto a fuoco bassissimo. Porre la crema in una ciotola, se necessario regolarla di sale. Porre in tavola, tagliare l’arrosto e impiattare le fette con il sugo in superficie e le verdure al vapore oppure delle patate o altro contorno che desiderate.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

FARAONA ARROSTO CON PETALI DI PATATE

ARROSTO DI COPPA ALLE ARANCE

POLLO ARROSTO AL MIELE E LIMONE

POLLO ARROSTO CON MASALA

INSALATA CON CARNE ARROSTO, MANGO E NOCI

SONO ANCHE QUI…

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Un “Dolcepensiero” tra stagione e festa: le zucche simboleggiano la festa americana di Halloween che anche da noi ormai ha preso piede ma sono anche la verdura più colorata e simpatica della stagione autunnale. In cucina ci stiamo preparando alla festa soprattutto quando si hanno bimbi e con i primissimi freddi è un piacere riaccendere  il forno. Oggi vi presento la pima ricetta a tema Halloween in perfetta sintonia anche con la stagione in corso: una base soffice per i muffin, la ricetta che uso sempre per realizzare questi dolcetti americani di nascita, con sopra la famosa pasta marshmallow bianchi perfetta da colorare come più ci piace con coloranti alimentari, per una merenda tutta all’insegna della vivacità e dell’allegria. Con me oggi c’era in cucina la mia cara amica Edy… io passione per i dolci semplici, lei per le paste di zucchero colorate, entrambe per i decori… il gioco è fatto!

INGREDIENTI

PER I MUFFIN

4 uova

300 grammi di zucchero

125 grammi di burro salato

200 grammi di fecola

300 grammi di farina bianca 00

1 bustina di lievito per dolci

latte intero q.b.

1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva

PER I DECORI CON MARSHMALLOW

100 grammi di marshmallow bianchi

310 grammi di zucchero a velo

coloranti in polvere arancione e verde “FIORIO COLORI S.p.A. de ”La Drogheria” di Como

PER LA CREMA AL BURRO

200 grammi di burro morbido salato

400 grammi di zucchero a velo

PREPARAZIONE

PER I MUFFIN: nella planetaria, lavorare le uova unendo lo zucchero fino a quando saranno ben gonfi e chiari. Aggiungere il burro fuso a bagnomaria, la fecola con la farina setacciate insieme al lievito. Amalgamare il tutto: aggiungere il cucchiaio di olio evo e quanto basta di latte per rendere l’impasto morbido. Dopo aver mescolato il tutto, versare negli appositi pirottini riempendoli per circa 3/4. Metterli in forno già caldo a 180°C per circa 30 minuti.

PER I DECORI: sciogliere a bagnomaria i marshmallow insieme a un paio di cucchiai di acqua (la stessa operazione la potete fare con il forno a micronde). Quando sciolti, aggiungere metà dello zucchero a velo. Con il restate zucchero a velo, impastare la pasta di marshmallow fino a ottenere un impasto bello sodo e compatto unendo anche il colorante di vostro gradimento.  Poi con un mattarello, stenderla fino ad avere un strato sottile un paio di millimetri. Con lo stampino rotondo di diametro più stretto rispetto ai muffin, ritagliare tante forme quanti sono i muffin sia verdi che arancioni. Per unirli insieme, inumidire la pasta di marshmallow con un pennello bagnato di acqua e sovrapporre ai muffin, lasciar riposare. Per rendere lucidi le paste, passare un pennello inumidito di acqua, far asciugare molto bene prima di consumarli o incartarli. Con le mani, modellare delle palline arancioni a mo’ di zucca e con un coltellino per intagli, incidere dei taglietti per dare forma alla zucchetta. Con la pasta verde invece creare una pallina verde da sovrapporre alla zucchetta arancio.

PER LA CREMA AL BURRO: lavorare il burro morbido con lo zucchero a velo fino ad ottenere una crema spumosa. Porla in una sac a poche con bocchetta liscia e sovrapporre una piccola noce su ogni muffin.

ASSEMBLAGGIO: porre il dischetto di marshmallow su ogni muffin inumidendo leggermente la parte che adagiate sul muffin, mettere una piccola noce di crema al burro su ogni muffin, sovrapporre la zucchetta premendo leggermente in modo che la crema si gonfi sui bordi. Servire e festeggiare!!!!

Dall’archivio di Dolcipensieri:

MUFFIN ALLA CAROTA E MANDORLE

MUFFIN AI CANDITI

MUFFIN AL LIMONE

TORTA BIANCA ALLA CANNELLA E CAFFE’

ORANGE COOKIES

Con questa ricetta partecipo al contest di “HALLOWEEN CONTEST 2012”

di “PAROLE DI ZUCCHERO”

Partecipo anche al contest “L’AUTUNNO IN UN BOCCONE”

de “ABOUT FOOD”

Partecipo anche al contest “DOLCETTO O SCHERZETTO”

del blog “UN GIORNO SENZA FRETTA”

Mi trovi anche qui

CON QUESTA RICETTA PARTECIPO AL CONTEST DEL BLOG “INSANE BAZAR”

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Venerdì sera ospite di “Lagostina” ho avuto il piacere di conoscere Maurizio Santin e di cucinare con lui presso “FoodJoy” di Cantù. Una serata molto piacevole, merito di sicuro del sarcasmo del cuoco nero… molto simpatico e anche molto sincero, ha un’abilità molto spigliata nello spiegare i suoi meravigliosi dolci. C’è chi lo trova burbero, soprattutto quando lo si osserva in tv: avendo avuto questa bella occasione per vederlo in diretta mentre lavora e avendo avuto occasione di parlarci, ho trovato invece che sia uno chef molto professionale, sicuro di sè sia sul lavoro sia con le persone, la sua simpatia o ti piace o non ti piace; credo non ci siano persone che lo trovino accettabile: o ti piace oppure lo odi!!! io l’ho trovato molto schietto e questo gli fa onore. Dice sempre la sua e anche in merito al rapporto con i foof blogger, onestamente dice di non avere molto feelling con noi amanti di questo genere. “Dai una macchina fotografica e una tastiera e una food blogger è a posto” parola di Santin  a cui ho replicato subito spiegando che per me è solo passione e hobby come curare il giardino: lo faccio con passione ma quando ho bisogno di un professionista chiamo un giardiniere, la stessa cosa in cucina; amo la mia passione, la nutro, ne faccio uso ma so’ che assistere a queste lezioni o scambiare qualche parole con veri professionisti sia indiscutibile,sia una sorta di continua linfa al proprio bagaglio, da loro c’è sempre e solo da imparare, criticare non ne ho la minima intenzione perchè non ne ho la competenza. E’ vero anche che nel nostro mondo virtuale c’è chi non lesina in critiche e cattiverie, io credo che devo solo imparare e ancora tanto. La cucina, il blog è pura passione. Ma torniamo a venerdi sera: la lezione della serata ha previsto la preparazione del Plum cake ai marroni che per l’occasione è stato confezionato in piccoli muffin per la degustazione finale, il suo famosissimo Tiramisu’ destrutturato stravisto su Gambero Rosso Channel, la Caprese vista con il suo occhio accompagnata alla Crema Chantilly. Maurizio ha iniziato con il preparare la Caprese con cioccolato di ottima qualità e mandorle rivelando un primo dei suoi segreti per la preparazione della torta: le mandorle per metà le riduce in farina e per metà le trita a coltello.

Nella sua caprese gli albumi vengono montanti con poco meno della metà dello zucchero fino a quando sono montate come una meringa.

Come crema che accompagna la torta caprese, Maurizio ha preparato la crema pasticcera con il metodo Montersino, suo grande amico.

Montersino prepara questa deliziosa crema utilizzando due tipi di farine in sostituzione alla farina bianca 00: l’utilizzo così dell’amido di mais e di riso permettono alla crema di essere più leggera, senza glutine potendola preparare in anticipo senza avere quel fastidioso rilascio di liquidi.

Per la stecca di vaniglia è perfetta quella del Madagascar una tra le migliori in commercio ma ancor più prelibata è quella di Tahiti. Per trasformare poi la crema da pasticcera in chantilly, serve solo aggiungere alla crema montata la panna in quantià dimezzata rispetto al peso originale di quella pasticcera e il gioco è fatto.

Una volta cotta la torta a 170°C fino a quando si presenta bella asciutta, è stata tagliata in quadrotti (dopo averla messa nell’abbattitore, noi a casa la dobbiamo tagliare appena si sarà intiepidita) e servita a mo’ di finger food con una bella pallina di crema.

Veniamo ora a quello che per me è il suo cavallo da battaglia ovvero il tisamisu’ destrutturato: per uno che non ama il cacao e che lo considera lo scarto del cioccolato, non poteva che inventare un tiramisu’ con il cioccolato meglio se una crema inglese arricchita di buon cioccolato. Sull’origine di questo dolce, Maurizio ci ha chiarito anche un po’ le idee  spiegandoci che il dolce non fa parte della cucina tradizionale, che fu inventato per caso e che non è molto adatto chiamare tiramisu’ quei dolci che si hanno la crema al mascarpone ma magari arricchiti con frutta o altre guarnizioni. Il tiramisu’ famosissimo e fattibile da chiunque, è comunque un dolce nato con mascarpone, caffè e savoiardi. Mio malgrado, ho osato postare dei “non più tiramisu'” utilizzando tale sostantivo che d’ora in poi vedrò di utilizzare solo per descrivere tale dolce se confezionato con i classicissimi ingredienti; parleremo quindi di coppette al mascarpone, di frutta con crema al mascarpone e via dicendo. Partiamo con la classica crema inglese: panna, latte, uova e zucchero: due accorgimenti mai usare la frusta per miscelare in cottura bensì una spatola in silicone e i tuorli non devono superare gli 85°C in cottura, meglio munirsi di termometro per cucina. Alla crema inglese, uniamo il cioccolato tritato tutto a caldo e fondere bene il tutto. Porre la crema come base dei nostri tiramisu’…

A seguire con l’aiuto in un coppapasta della dimensione del bicchiere o ciotola, ricavare dei dischi al savioardo che Maurizio aveva già confezionato per ovvi motivi di orari. Il suo biscotto savoiardo è una sorta di pan di spagna…

Dopo la crema e il biscotto, con l’aiuto della sac a poche, si può procedere a riempire i propri bicchierini con la crema al mascarpone…

Per finire, ho osato chiedere di poter cucinare con lo chef Maurizio il suo ottimo e morbido plum cake ai marroni che per esigenze di tempo abbiamo confezionato in deliziosi muffin…

unendo tutti gli ingredienti nella planetaria, come atto ultimo abbiamo sbricciolato i marron glace in piccoli pezzetti e unito all’impasto…

con la sac a poche versato negli appositi stampini…

La serata è stata piacevole, chef Santin è un brillantissimo ragazzo non solo in cucina: carattere molto spigliato e ironico, è un vero personaggio. Da questa serata passata nella cucina del “FoodJoy”, sono riuscita a captare utili consigli che userò senz’altro nelle mie ricette, un buon ricettario con ingredienti e preparazione ben dettagliate che rifarò e l’autografo di Maurizio. Un’esperienza utile, per questo ringrazio Ely e Lagostina…

Con l’occasione ringrazio anche la proprietaria di “FoodJoy” molto gentile e disponibile per ogni chiarimento a proposito di ingredienti e aritcoli in vendita presso il punto vendita.

Oltre alla cucina attrezzatissima, il negozio ha tantissime belle cose e pezzi molto carini e difficili da trovare come formine per biscotti e pirottini muffin diversi dai classici che si possono trovare in tutti i negozi. Vi è anche un’ampia gamma di pentole e utensili per la cucina e una varietà di prodotti delle migliori marche per realizzare le vostre ricette. Vi consiglio cladamente un giretto se passate da quelle parti anche solo per un caffè nel loro grazioso e moderno bar…

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Per quanto riguarda il cibo, l’esposizione offriva molti punti di ristoro per il parco e nella villa un servizio ristorante. Inoltre c’erano molti punti vendita di prodotti di qualsiasi genere, questa signora gentilissima fotografata, aveva uno stand di prodotti aromatizzati quali biscotti, zuccherie e sali…

Il bellissimo stand della “Pasticceria Marra” era una delizia in tutti i sensi: profumo di vaniglia e di prodotti appena sfornati, eleganza nel gestire lo stand con la raffinatezza del contrasto fra bianco e nero, glamour nelle confezioni rendono Marra una delle pasticceria più fashion della zona. I loro prodotti sono fra i migliori, vi consiglio un giretto dalle loro parti…

Lo stand delle spezie era ricco e gli operatori ti preparavano tisane al momento per ogni tipo di cura…

Al prossimo anno…

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Ed eccomi alla seconda parte del reportage su ORTICOLARIO… passiamo ai fiori, meravigliosi e splendidamente colorati. Vorrei approfittare della foto sopra, per elogiare l’organizzazione della rassegna che non ha fatto mancare nessun tipo di comodità ai più di 20mila ospiti. Punti di ristoro sparsi per tutto l’ampio giardino, staff giovane e dinamico per aiutare i visitatori in ogni momento della visita, oasi di pace e relax per godere appieno le belle giornate. Non è mancato proprio nulla, soprattutto per gli occhi e spero che con le mie foto possiate godere di tali bellezze naturali.

Ed ecco uno degli stand più carini e scenografici della rassegna: la “LAVANDA DEL LAGO”; sarà stato per via del bellissimo viola colore predominante per tutto lo stand, sarà che hanno usato fantasia per rendere una semplice piante molto glamour, sarà la bicicletta tutta spraiata di colore viola, fatto sta che era una meraviglia messo a bordo viale tra il grigio dei sassolini e il verde della vegetazione tutta intorno. Con la definizione di “lavanda del lago” s’intende un proprio e vero progetto nato dall’amore per la natura atto a usare ciò che la natura ci riesce a regalare sempre con il massimo rispetto. L’idea è nata da un sogno grazie ai bellissimi giardini e terrazze inondate dalla lavanda, luoghi incantevoli del lago di Garda. La lavanda inizia a sbocciare a maggio accompagnandoci per tutta l’estate inebriandoci con il suo profumo, lo stesso che troviamo nei prodotti che l’organizzazione vende. Il tutto inizia con la coltivazione in pieno campo di varietà selezionate di lavanda che cresce grazie al microclima ideale del Lago di Garda e delle colline moreniche, poi i fiori vengono dati a esperti artigiani con cui ottengono oli essenziali per fabbricare profumi, saponi e simili ma anche confetture, tisane e mieli tutti aromatizzati da questo fiorellino viola.

Alla fiera anche stand di lavanda dalla Provenza con tantissimi ornamenti e prodotti profumati da questa meravigliosa essenza…

Qualche scatto dei fiori usati dai maestri fiorai per realizzare le loro composizioni:

E’ il periodo di queste meravigliose margherite autunnali, garofanini e simili…

Tantissime rose…

Iris e ciclamini a gogo!!!

Orchidee…

Fiori di campo

…ibiscus

Ma un giardino evoluto, non è solo fatto con fiori e piante… un giardino evoluto è bello anche grazie a piccoli ma teneri accorgimenti creati da abili mani esperte artigiane come per queste graziose gabbiette per uccelli…

Anche quest’anno uno stand immerso in una parte del giardino di Villa Erba, una sorta di piccolo sottobosco, era occupato da un’espositrice francese che vendeva piccoli ornamenti in ferro battutto raffiguranti animali del bosco, fiori di giardino, piccoli insetti e porta candele. Il laboratorio “Arrosoir & Persil” merita una parentesi particolare: fra gli arredi da giardino è una delle più belle esposizioni della manifestazione, anche io ho fatto acquisti perchè troppo deliziosi i loro pezzi e poi io adoro le farfalle! Creazioni di ferro riciclato, sono opere fatte con abilità che li rende pezzi unici e particolari, deliziosi da posizionare nel vostro giardino…

Bellissimi anche i complementi da giardino, un po’ country un po’ in stile provenzale come tendenza vuole…

Artigiani sul posto creavano soprammobili con fasci di erbe secche oppure graziosi e capienti cesti per ogni tipo di uso…

Molti i prodotti etnici: radici, noccioli di frutti particolari, scocche di gusci essicati possono essere utilizzati per creare meravigliosi arredi per la casa, il terrazzo e la veranda del giardino.

La bellezza di un giardino è anche un bel tavolino con sedie dove poter gustare una merenda o una cena con amici, creare un angolo con la giusta atmosfera può aiutare i propri ospiti a rilassarsi e godersi appieno la giornata con voi…

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E’ finita la quarta edizione di “ORTICOLARIO, PER UN GIARDINO EVOLUTO” presso il parco di Villa Erba a Cernobbio. 20mila presenze nei tre giorni di rassegna dedicata a fiori, all’orto con varietà di frutti e vardure, arredi per il giardino e piante di ogni tipo. Passeggiare nel parco di questa meravigliosa villa, protagonista anche di molti film, è stato un piacere enorme: immersa nei vari stand fieristici, è stato un piacere godersi queste giornate con l’ultimo caldo sole di ottobre; ho visto bellissime novità per rendere il nostro giardino più accogliente, varietà nuove di piante che fanno tendenza, fiori dai mille colori composti in modo egregio.

Appena entrati, affascinanti e alquanto allegorici ragazzi fanno da cicerone proponendoti i primi persorsi della fiera: quest’anno il pubblico è stato stimolato attraverso i percorsi più suggestivi, in un intreccio di sensi. “Emozioni sonore” è stato come un viaggio ma attraverso i suoni e i rumori udibili in un qualsiasi giardino, rumori che solo la natura riesce a proporre.

Sul retro della villa che si affaccia sul lago dove c’è il pontile e la piscina che aprono la darsena sul lago, sulle piante potate in modo preciso come fossero cerchi perfetti di foglie verdissime, troneggiano delle sculture a forma di sedie. Evento nell’evento, la mostra dal titolo “Dove sei?” è stata realizzata per l’occasione da Daniel Berset in collaborazione con “Riva 1920”, azienda che da anni lavora a un progetto: “Costruire mobili che sfidano il tempo e rispettano la natura”. Lo stesso Berset spiega il simbolo della sedia che cosa simboleggia per lui: “Attraverso la metafora o la parabola, la sedia mi permette di parlare degli uomini senza mostrarli”.

Negli splendidi giardini di Villa Erba, oltre alla mostra di Berset, il tema della nuova edizione è: “Emozioni sonore”, un viaggio sensoriale attraverso i suoni e i rumori del giardino alla ricerca di nuove e particolari sensazioni che solo la natura può regalare.

Ma voglio venire ai grandi protagonisti dell’evento… inzio a mostrarvi qualche pianticella; ce n’erano per tutti i gusti, per ogni tipo di giardino creando imbarazzo nella scelta, altre del tutto nuove… ci sono “LE FIGLIE DEL VENTO” particolati piante di colori e forme diverse scoperte da Cristoforo Colombo che ne rimase affascinato. Sono particolari vegetali che nascono da un’unica radice, il loro aspetto è quasi surreale dando impressione di essere finte. Esistono ben 500 diverse specie che popolano la Florida fino ad arrivare fino in Argentina e se viste sosì sembrano finte, sarà anche per il fatto che non hanno bisogno di alcun tipo di terriccio e riescono ad adattarsi a qualsiasi ambiente.

…E in un orto che si rispetti, non possono mancare le piante aromatiche…

Piante grasse…

Piante da frutto…

Lungo i sentieri fra i prati della villa, sono molti gli angoli particolari e scenografici che gli espositori hanno saputo creare…

L’angolo del piccante padroneggia con i suoi colori sgarcianti: i peperoncini sono anche utilizzati per creare bouquet fingendosi favolosi fiori…

…e poi mi sono imbattuta in piante che non vedevo da tanti anni, nel senso che le piante verdi nelle foto sotto, troneggiavano tanti anni fa nella mia casa sui balconi. Non so’ se era la tendenza del periodo oppure se mia madre aveva trovato il giusto pollice verde su queste piante, sta di fatto che rivederle dopo tanti anni mi ha fatto piacere… non vi sono dire come si chiamano e sbadata come sono, non mi sono ricordata di fotografare il cartello…

Chiamandosi “Orticolario” non potevano mancare stand dedicati a orto, verdura e frutta: l’autunno è ricco di verdure strepitose, le zucche la fanno da padrone non solo come verdure sulle tavole ma anche come ornamento… una festa ormai famosissima da noi, quella di Halloween è proprio simboleggiata da questa favolosa creatura naturale…

Ampie tavolate sono state dedicate a due frutti simbolo dell’autunno: le mele e l’uva.

Molte sono le esposizioni di agrumi: mandarini, limoni, lime, cedri, arance…

…e le zucche? questo è il loro periodo: ornamentali o commestibili, sono sempre un piacere vederle per le loro forme e colori.

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