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Archive for gennaio 2013

SPAGHETTI BROCCOLI E SALMONE (48)+

Un “Dolcepensiero”: eccomi con un primo piatto… un buon piatto di spaghetti. Devo dire che mi mancavano questi piatti corposi e con un po’ di tutto. I broccoli, verdura di stagione, conferiscono a questi spaghetti una giusta cremosità che abbinata al salmone, hanno regalato a questo piatto un’ottima combinazione di sapori. Quindi a voi buon appetito!

INGREDIENTI

320 grammi di spaghetti nr.5

1 broccolo verde

200 grammi di salmone

qualche pistillo di zafferano di Città della Pieve

olio extra vergine d’oliva q.b.

1 spicchio di aglio

qualche acciuga sott’olio

qualche cucchiaio di pinoli

pepe nero q.b.

un pizzico di sale

PREPARAZIONE

Sciogliere qualche pistillo di zafferano in acqua calda (meglio se lo fate qualche ora prima). Lavare sotto acqua corrente il broccolo, staccarne le cime e farle cuocere a vapore per una decina di minuti o fino a quando saranno belle morbide. In una padella antiaderente o meglio con fondo di ceramica, scaldare un filo di olio evo in cui soffriggere lo spicchio di aglio e qualche acciuga. Unire le cime dei broccoletti, farle saltare un po’, unire dell’acqua di cottura se necessario. Appena il tutto è ben cotto, prendere un quarto del preparato e porlo nel bicchiere del frullatore ad immersione e ridurre il tutto in purea. Regolare di sale e unirlo al resto dei broccoli, abbassare la fiamma al minimo, unire lo zafferano sciolto. Tagliare il salmone a listarelle che unirete ai broccoli tranne qualcuno per la parte finale del piatto. Unire anche i pinoli, qualcuno tenerlo da parte; regolare di pepe. Nel frattempo lessare gli spaghetti nell’acqua di cottura del broccolo, scolarli nella padella dei broccoli e mescolare energicamente facendo anche saltare un po’ il tutto. Impiattare bene il tutto, finendo con il salmone e i pinoli lasciati da parte, se volete qualche pistillo.

SPAGHETTI BROCCOLI E SALMONE (32)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

SPAGHETTI CON BOTTARGA, ARSELLE E LIMONI SOTTO SALE

BROCCOLI GRATINATI

CREPES AL SALMONE E BRIE

PENNE ALLA CREME FRAICHE E ZAFFERANO

RISOTTO ALLO ZAFFERANO CON FINFERLI, PORCINI E NOCCIOLE

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TARTE NORMANDE (20)+

Un “Dolcepensiero” da un libro mi fa compagnia in cucina: in questi giorni sto’ leggendo un bellissimo romanzo sul cioccolato dal titolo “Ladra di cioccolato” ambientato a Parigi (qui la mia personale recensione). Cade ricca ereditiera di una grande ditta produttrice di barrette di cioccolato in tutto il mondo, si trasferisce per un breve periodo proprio nella capitale dei grandi cioccolatieri francesi per carpirne non solo un contratto per una serie di cioccolato di marca a livello mondiale, ma anche per carpirne segreti e formule per la produzione di buon cioccolato. All’inizio del romanzo Cade assaggia la Tarte Normande, che Laura Florand racconta così: “…le ceste sul bancone contenevano paste dorate a spirale, a mezzaluna, rotonde; rettangoli panciuti da cui occhieggiavano mandorle, uvette, gocce di cioccolato, spolverati di zucchero. Fragole rosse su cuscini di morbida crema giallo chiaro, sulla crosticina dorata di dolcetti rotondi grandi come il palmo della mano. Da una Tarte Normande spuntavano fettine di mela. Choux ricoperti di cioccolato se ne stavano accovacciati su choux più grandi, glassati anch’essi al cioccolato, e avevano l’aria di piccoli pupazzi di neve vestiti di nero. Lunghi éclair dalla forma fallica glassati al caffè, al cioccolato e al pistacchio, erano disposti in file, come nel sogno di un ninfomane…”. Una ricerca in rete mi ha fatto conoscere ancor meglio questa buona variante di dolce alle mele di cui mi sono innamorata già dal primo morso. Già la sua preparazione ti fa pregustare la sua futura bontà una volta cotta in forno: il guscio croccante racchiude mele con zucchero, la crema di panna e il profumo della vaniglia poi ne fanno il ripieno ancora più ghiotto. Ma perchè “Tarte Normande”? La torta di mele della Normandia, si chiama così se tradotta in italiano, deve il suo nome a questa regione perchè famosa per le mele, appunto; ben più di 700 diverse varietà, oltre alla produzione del sidro, bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione di questo frutto oltre al Calvados ossia un brandy alle mele.

TARTE NORMANDE (28)+

INGREDIENTI

PER LA PASTA

230 grammi di farina antigrumi

30 grammi di zucchero

180 grammi di burro leggermente salato freddo

6 cucchiai circa di acqua fredda

PER IL RIPIENO

500 grammi di mele gialle

qualche goccia di limone

120 grammi di zucchero

150 ml di panna fresca

1 stecca di vaniglia del Madagascar

1 uovo

30 grammi di farina

2 cucchiai di grappa

zucchero a velo vanigliato q.b.

TARTE NORMANDE (62)+

PREPARAZIONE

PER LA PASTA: nella planetaria, mettere la farina con lo zucchero. Aggiungere il burro freddo tagliato a pezzettini e impastare. Aggiungere gradatamente l’acqua, un cucchiaio per volta mi raccomando, fino a quando non si forma una palla; avvolgerla con della pellicola e sistemarla in frigo per due ore.

PER IL RIPIENO: sbucciare le mele, eliminare i torsoli e affettarle a fettine. Metterle in una ciotola e condirle con metà dello zucchero e qualche goccia di limone. Stendere l’impasto con uno spessore di quattro/cinque millimetri che stenderete su una teglia da crostata di circa 24-26 cm di diametro imburrata ed infarinata, ritagliare gli eccessi di pasta ai bordi e buccherellarne il fondo. Sistemare un foglio di carta forno, ricoprirlo di fagioli secchi e informare a 190°C per una decina di minuti. Togliere carta e fagioli e rinfornare per altri cinque minuti. Sfornare e sistemare sul fondo le fettine di mela. Scaldare leggermente la panna con i semini della vaniglia e la bacca integra. Sbattere l’uovo con l’altra metà di zucchero, aggiungere la farina, versare poi la panna filtrata e la grappa. Versare il tutto sulle mele fino a riempire la crostata, infornare il tutto ancora 190°C per una ventina di minuti; dopo di che spolverare abbondantemente con dello zucchero a velo vanigliato, e rimettere in forno per una decina di minuti. Passare poi al grill per qualche minuto fino a quando le mele sono un po’ dorate, sfornare e lasciar intiepidire.

TARTE NORMANDE (10)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TARTE TATIN AI POMODORI

TARTELLETTE AL TALEGGIO E ASPARAGI

TARTE TATIN ALLE MELE

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via_vitani

Via Vitani – Como (immagine presa dal web)

E’ bello rilassarsi durante i giorni prima del Natale: sarà l’atmosfera che aleggia nell’aria, ma in quel particolare periodo, ho voglia di coccolare e essere coccolata prendendo un po’ più alla leggera le giornate… la giornata della Vigilia con Marco l’ho passata camminando per la mia città, Como e per pranzo ci siamo concessi un pasto alla toscana nel ristorante “Rino” nella via Vittani, una fra le più caratteristiche della città. Il ristorante si prensenta molto semplice, pulito e accogliente con la stufa a riscaldare la prima saletta, nella seconda troneggia anche li una stufa incassonata nel camino (se non rammento male, comunque il fuoco c’era) che riscalda l’ambiente molto tranquillo; nell’aria sentore e profumi di cibo in fase di cottura. La mia scelta è caduta sul Lardo di Colonnata con un’attesa di qualche minuto per sapere se era stato consegnato e per mia fortuna me lo sono goduta in pieno, fresco appena consegnato e servito con crostini belli caldi e croccanti. La portata era molto abbondante, un lardo perfetto, saporito con una vena centrale leggera ma molto gustosa e affettato molto bene e dello spessore idele per gustarlo sui dei crostini. Scelgo poi la ribollita toscana servita diversamente da come sempre mangiata: solitamente si presenta come un minestrone a pezzettoni, qui viene servita passata a pezzi piccoli dove troneggiava più zucca e cavolo nero. Deliziosa e molto calda, ma piena dalla portata prima son sincera e anche molto rammaricata, ho dovuto abbandonare anche se troppo buona… le portate vi ripeto sono abbondanti. Marco si è scelto un antipasto di salumi di selvaggina a suo parere spettacolare e per finire una tagliata di carne cotta a puntino giusto con patate al forno e cannellini in coccio. Come vino un profumatissimo Morellino di Scansano. Caffè e acqua, circa 70/80 euro in due. Il prezzo non è molto abbordabile, ma ne vale la pena per la freschezza dei prodotti e materie prime utilizzate in cucina.

SUSHI GAMBERI E SEMI DI SESAMO (6)+

Mentre con la mia amica Cristina, entrambe adoriamo il cibo etnico, sono stata al “Sushi Wok Giardini d’Oro”: un ristorante/self service senza pretese dove mangiare quanto si vuole ad un prezzo standard, bevande escluse. L’ambiente all’entrata si prensenta molto semplice con il bancone self service e alla sinistra le piastre dove i cuochi ti cucinano carne e/o pesce che puoi scegliere al momento. La sala all’entrata è ampia con un bancone per sushi sul lato della sala, la seconda sala è molto larga, fredda e spartana molto simile ad una mensa. Su ogni tavola, i mollettoni che trovate al centro, servono per indicare il tavolo ai camerieri che sono preposti a portare le pietanze calde prenotate. Ecco i camerieri: quelli stranieri non rivolgono la parola e si esprimono a gesti, quelli italiani ti portano via il piatto con ancora del cibo da consumare. Quindi scegliete questa tipologia di ristorante partendo con il presupposto di passare una serata poco formale e molto spiccia ma con del buon cibo che spazia dal cinese al giapponese e anche un po’ di italiano, pesce fresco e la carne pure, i dolci però industriali. A cena per una ventina di euro potete mangiare fino a saziarvi in pieno, non vi è limite sia nella scelta molto vasta sia nella quantità! Il tè verde ottimo, profumato e aromatizzato. Sushi fresco, primi piatti saporiti e ben cotti. Di posti a sedere ce ne sono molti.

Lear ristorante

Immagine presa dal web

La mia personalissima e terza recensione (sono tutte così, prendetemi con la pinza nei dovuti modi, mi raccomando), è sul ristorante “Lear” di Briosco… Alla fine di una stradina, dopo aver lasciato la strada provinciale e proseguito per una collinetta nel centro della brianza, sul lato sinistro, si apre un caseggiato dell’ottocento, tutto sassi a vista, ristrutturato con molta cura soprattutto nei dettagli, si arriva al ristorante: deve essere uno spettacolo andarci verso l’inizio dell’estate quando le giornate sono lunghe, tiepide e magari dai prati inizia a salire il fresco e intenso profumo dei primi fieni contadini. Il ristorante ha un’entrata con un caldo camino, la sala tutta a sassi a vista è calda e accogliente, sembra un vecchio crotto. I camerieri gentilissimi e molto predisposti all’accoglienza del cliente, sono preparatissimi anche i più giovani. Tavoli ben allineati, quadri alle pareti, servizio impeccabile o quasi… iniziamo con un aperitvo e la scelta dei piatti e del vino che purtroppo non è stato disponibile nella bottiglia piccola (sono stata nel periodo di dieta post operazione colocisti, non potevo bere alcolici): il capo sala molto gentile ci ha offerto comunque la possibilità di un bicchiere dello stesso vino con addirittura la bottiglia lasciata sul tavolo. La cucina del ristorante LEAR propone piatti tradizionali rivisitati con creatività,anche nella descrizione dei nomi sul menù: uno schermo piatto posto in un angolo della sala, regala ai cliente la possibilità di vedere la cucina del ristorante in pieno svolgimento delle sue attività. Se la forma e la presentazione del ristorante merita un bel nove, i piatti scelti da noi hanno un po’ deluso le nostre grandi e attese aspettative, raccontateci anche da un nostro amico. Il menù come già detto, presenta alcuni piatti tradizionali con frasi simpatiche che scaturiscono molta curiosotà e invogliano la scelta, elegante la scelta di porre il menù con i prezzi all’uomo mentre per l’ospite femminile quello privo di euro: l’antipasto scelto sia da me che da Marco è stato “i colori e i sapori del mare”, un piatto rettangolare con tre assaggi di mare perchè di assaggi si parla e per il modico prezzo di 18 euro a testa… mi è sembrato un po’ misero e pure non freschissimo, con l’impressione del piatto riscaldato, un po’ secco sul taglio del pesce. Passare al primo è stato semplice anche se lo chef ha offerto un’entrata di pesce – che non mi ricordo quale – questo si buono e appena cucinato su un letto di cipolle rosse di Tropea molto appetitose. Il mio primo però mi ha deluso parecchio: “Gnocchetti di patate al guanzetto di caciucco e tonno al naturale”. La mia impressione è stata di tre ingredienti messi li ma che non si sposavano per niente: il sugo non abbracciava i gnocchetti molto viscidi e poco porosi, non erano molto sodi, forse cotti troppo? il tonno al naturale messo li freddo e non a temperatura ambiente, conferiva al piatto un non so’ che di poco curato… ok che era al naturale ma sembrava appena tolto la frigo e appoggiato li a fare da guarnizione; per niente gradito! Marco ha preso il “E’ riso ma sembra pizzocchero”: un formaggio troppo stagionato hanno reso questo risotto dall’idea molto azzeccata e diversa da solito, troppo saporito quindi difficile da finire,ma se era una rivisitazione del pizzocchero, dov’era la verdura? presenti nel piatto solo un paio di tocchetti di patata. Un primo piatto che voglio rifare a casa a modo mio sfruttando l’idea che mi piace parecchio; la porzione comunque dei primi piatti abbondante il giusto. Per finire mi sono goduta un buon tiramisù, abbondante e molto soffice, una crema che si scioglieva in bocca regalandoti la giusta e buona sensazione che solo un dolce può soddisfare se poi ben fatto, tutto finisce bene! anche una cena dalle grandi aspettative ma un po’ deludente, sempre per i miei gusti, ovvio!!! Per finire con il caffè la loro pasticceria e anche qui devo dire che il Lear si sà difendere molto bene, addirittura due vassoi per ingannare l’attesa del cameriere che è andato a prendere il rullino di carta per la carta di credito, ben mezz’ora di attesa dalla richiesta del conto, per seguire una seconda richiesta con ritiro della carta che è arrivata in tavola dopo ben dieci minuti… per finire il conto è stato abbastanza alto 130 euro per due persone non del tutto soddisfatti. Questo non mi fa mollare comunque l’idea di tornarci con la bella stagione e quindi con un menù diverso.

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Immagine presa dal web

Un paio di week end fa, complice il tempo uggioso e quindi niete da fare se non starsene a casa, siamo usciti per fare un giro arrivando fin su al lago d’Iseo fermandoci a mangiare all’Osteria Parol sul lungo lago di Lovere, dopo aver letto le buone recensioni su internet. Ambiente giovane, proprietari giovani, atmosfera un po’ fredda con la sala ampia e poco sfruttata nei tavoli, ne avrei messi qualcuno in più per rendere più famigliare l’ambiente. Alle pareti aggiungerei qualche quadro in più. La tavola apparecchiata in modo glamour, offre scodelle cololate come bicchieri per il vino che noi abbiamo scelto della casa e della zona, peccato per i tovaglioli di carta, ma vi ripeto ho trovato il ristorante molto giovanile, perfetto per belle compagnie di amici, e credo che lo spirito sia proprio questo; durante le serate di sabato e domenica il ristorante offre cene a tema atte a compagnie. Il menù è vario sia di carne che di pesce di lago. Come apertura lo chef ci ha offerto degli involtini di carne fritti, golosi e ghiotti. Per me culatello con tigelle calde, Marco l’antipasto di selvaggina con petto d’anatra e lardo, salame di cinghiale e cervo. Per lui risotto con il formaggio del posto: Bagoss, buono e saporito con un filo di olio caldo con il prezzemolo, per me medaglione di suino con polenta e funghi a mio parere un po’ insipido ma buono. Piatti abbondanti, curati e serviti caldi. Il padrone di casa giovane e gentile, sempre disposto anche alle esigenze del nostro piccolo a cui ha preparato una buona cotoletta di carne. Sazi, abbiamo comunque ordinato il dolce: per me tortino caldo al cioccolato con un fresco gelato al pompelmo azzecatissimo che mi ha rinfrescato evitando il caffè mentre Marco un semifreddo con una deliziosa crema al kiwi. Il tutto a meno di 80 euro in tre persone, piatti abbondanti, personale gentile, cucina curata, ambiente solo un po’ da rendere più caldo… o perlomeno da riempire un po’!!!!

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Ed ora veniamo al premio… me lo ha donato:

Laura del blog “elleaur.wordpress.com”

il blog “La pappa pronta”

Serena del blog “Salentina in Cucina”

Le regole da seguire sono:

  1. Elencare 11 cose che mi riguardano
  2. Rispondere alle 11 domande a me rivolte da “La disoccupazione ingegna”
  3. Scrivere 11 domande per le persone che nominerò a mia volta
  4. Invitare a mia volta altre 11 persone, di cui apprezzo il blog

Punto 1: 11 cose che mi riguardano

  1. sono mamma, moglie e casalinga a tempo pieno di Matteo e Marco… mai tempo fu speso così bene!!! dopo anni di bella carriera lavorativa!!!
  2. sono fierissima dei miei uomini
  3. adoro leggere soprattutto quando c’è di mezzo la cucina…
  4. adoro cucinare e mangiare, ovvio!!!
  5. sono fortunata: ho amiche decisamente particolari ma tenerissime che adoro… e pensare che quando mi sono sposata e trasferita qui a Lipomo non conoscevo nessuno; ora sono ben integrata e conosco tante persone con cui mi trovo molto bene!
  6. sono forse un po’ troppo orgogliosa… forse perchè so’ quanto valgo e quanto posso dare!
  7. ridere con il mio bimbo in qualsiasi momento e sentirlo parlare anche tutto il giorno… beh credetemi, non ha prezzo!!!
  8. prima o poi mi decidderò di fare un po’ più di spallucce!!!!
  9. vorrei fare un mese sabbatico e anche più a Roma, città che adoro e che ha tanto da visitare!!!!
  10. mi fanno incavolare le persone che sanno farsi voler bene con poco o niente, e non parlo di cose materiale bensì della loro capaci di sapersi vendere per poi girare l’angolo e… beh vi lascio immaginare!
  11. prima o poi lo farò: aprire un baretto in Giamaica (avete presente il film “Cocktail” con Tom Cruise, quando si trasferisce proprio lì e conosce la biondina?)… beh, vorrei vivere 365 giorni all’anno con le infradito!!!!

Il premio è stato girato da Gioacchina di LA DISOCCUPAZIONE INGEGNA e Valivi di ACQUA E LIMONE: ecco le 11 domande scelte da “La disoccupazione ingegna”:

  1. Perché hai aperto il blog? perchè quando nacque Matteo diminuii tanto i ritmi di lavoro e sono riuscita a coltivare quegli hobby che non ho mai potuto realizzare in pieno tra cui la cucina. Piena di fogliettini e appunti, con il blog ho potuto ricucinare e sperimentare ricette di tradizione e ricette del tutto nuove. Ora piano piano è tutto ordinato proprio qui sul blog.
  2. Tramonto o alba? Durante la prima vacanza che feci da sola con le amiche a 18 anni, vidi un’alba sul mare che non dimenticherò mai. E respirari per la prima volta la libertà e l’indipendenza!
  3. Se potessi toglierti uno sfizio, quale sarebbe? Viaggiare di più.
  4. Libro preferito? Adoro tantissimi libri, dire che ne ho uno preferito è difficile…
  5. Qual’è il personaggio dei cartoni animati che hai amato alla follia quando eri piccolo? Candy Candy, Heidy e la Casa nella prateria che tutt’ora quando li rifanno in Tv non me li perdo!!!!
  6. Toglietemi tutto ma non: la Planetaria!!!
  7. Sei blog dipendente? No, non credo!!!
  8. Campeggio o hotel? Hotel!!! non ho spirito di addattamento e ultimamente lo so’… sto’ diventando troppo schizzinosa!
  9. Da piccolo volevi diventare: una parrucchiera!!! che alla fine è quello che volevo già fare da piccola!!!!
  10. Da grande vuoi diventare: vorrei diventare una titolare di una caffetteria in pieno stile… Dolcipensieri!!!! 
  11. Se potessi cambiare qualcosa cosa cambieresti??? Non posso dirlo, qualcuno che mi legge si potrebbe offendere o costruire castelli in aria, alla faccia della democrazia e libertà di pensiero e stampa!!!!

E ora alle 11 domande scelte da “Acqua e limone”:

  1. Qual’è l’origine del titolo del tuo blog? Tutto nasce dalle notti che passavo con il piccolo Matteo quando si svegliava per le poppate e poi con le prime pappe il mio “Dolce pensiero” era quello di come cucinare le pappe donandogli un sapore sempre con il rispetto alla dieta dei piccini. Svezzandolo già dai tre mesi e mezzo, essendo un mangione ma poco di latte, ho iniziato subitissimo con la prima pappa e con il passare dei mesi era un piacere cucinare per lui… Ecco i miei “Dolci Pensieri” sono proprio loro che assaggiano, approvano e criticano i miei piatti: Marco e Matteo!
  2. Il nomignolo più buffo che tu abbia mai ricevuto? Nani da mio marito e ancor prima Pirola da mio papà.
  3. Ti piace la banana? Si.
  4. Anche quella americana? Si.
  5. Bevi il caffè dopo mangiato? A volte!!!! la domenica quasi sempre!
  6. Scarpe da ginnastica o eleganti? In base a come mi vesto…
  7. Dove sei andato in vacanza l’anno scorso? Porto Rotondo.
  8. Qual è il tuo colore preferito? Ce ne sono molti, poi in base alla giornata…
  9. Vorresti provare l’ebbrezza del paracadute? No.
  10. Accetteresti un appuntamento al buio? No.
  11. Confessa: cosa ti spaventa di più? La morte.

Adesso le domande per me daLaura del blog “elleaur.wordpress.com”:

  1. bianco o nero? nero
  2. sulla spiaggia: conchiglie, legnetti o pezzetti di vetro levigati ? conchiglie
  3. come centrotavola: frutta o fiori? fiori
  4. città o campagna? campagna
  5. auto, scooter, bicicletta o a piedi?… o treno..? bicicletta
  6. primavera, estate, autunno oppure inverno? estate
  7. foto: a colori, seppia o in bianco e nero? in bianco e nero
  8. fuochi d’artificio o pizza? pizza
  9. tavolo: rettangolare, quadrato o rotondo? rettangolare
  10. divano o poltrona? divano
  11. penna o matita? matita

Ora le mie domande per voi 11…

  1. Ingrediente che non manca mai nella vostra cucina?
  2. Vino bianco, rosso o birra?
  3. Pepe bianco, nero, rosa o verde?
  4. La vostra spezia preferita?
  5. Riso o pasta?
  6. La vostra torta preferita?
  7. Cosa amate di più cucinare?
  8. Perchè?
  9. Da chi avete acquisito la voglia di cucinare?
  10. Spesa tutte le settimane o quando avete finito le scorte?
  11. Per coccolarvi e coccolare i vostri cari, quale piatto riesce a soddisfarvi?

11 blog a cui passare la staffetta:

  1. Elena: nellacucinadiely.it
  2. Giulia paroledizucchero.com
  3. Stefy dolcimanontroppo.blogspot.it
  4. Sississima acquaefarina-sississima.com
  5. Silvana gingerandpeppermint.wordpress.com
  6. Silvia paneepomodoro.wordpress.com
  7. Veronica chetelocucinoafare.wordpress.com
  8. supercaliveggie supercaliveggie.wordpress.com
  9. federica federicaincucina.blogspot.it
  10. elena elena-sweetlife.blogspot.it/

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INVOLTINI CON FORMAGGIO TESTUN E SPECK (22)+

Un “Dolcepensiero”: in cucina c’è sempre da scoprire e da sapere!!! imparare e sperimentare! facendo la spesa giorni fa ho acquistato un tocco di Formaggio Testun che avevo già sentito nominare ma mai assaggiato. E’ un formaggio a pasta semidura di colore biancastro o giallognolo dal sapore dolce se il formaggio è giovane mentre piccante se il formaggio è stagionato. E’ originario della zona del cunese, il significato della parola testun in dialetto piemontese significa testardo, testone legato alla sua forgia dura e compatta. Per me oggi ha conferito sapore a degli involtini di carne semplicemente grattugiandolo e unendolo a delle noci…

INVOLTINI CON FORMAGGIO TESTUN E SPECK (38)+

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

una dozzina di fettine di fesa sottili

200 grammi di speck

100 grammi di testun

100 grammi di gherigli di noci

600 grammi di funghi porcini (per me congelati dalla scorsa raccolta)

prezzemolo q.b.

1 spicchio di aglio

olio extravergine q.b.

un pizzico di pepe

PREPARAZIONE

Tritare il formaggio testun con le noci in modo grossolano con una mezzaluna. Prendedere le fettine di carne, adagiare su ognuna una bella fetta di speck, coprire con il formaggio e le noci e arrotolare formando degli involtini che fermerete con uno stecchino o con filo da cucina. Rosolarli nel tegame con un filo di olio (sfumare con acqua tiepida se necessario), lasciar asciugare un po’, continuare nella cottura a fuoco medio basso. A quasi fine cottura della carne, unire i funghi sul fondo di cottura e farli rosolare con lo spicchio di aglio per qualche minuto fino a quando saranno ben morbidi (se usate quelli congelati, tuffateli subito ancora congelati, per me già tagliati a spicchi) e insaporite con una manciata di prezzemolo tritato e un pizzico di pepe. Servire gli involtini con i funghi a fare da letto.

INVOLTINI CON FORMAGGIO TESTUN E SPECK (14)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

INVOLTINI CON RADICCHIO E PANCETTA

CANEDERLI SPECK E PREZZEMOLO

INVOLTINI FRITTI CON WUSTERL

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RISOTTO CON SCAMORZA E PROFUMO D'ARANCIO (16)+

Un “Dolcepensiero”: una dolce e tranquilla domenica… fuori la neve si sta piano piano trasformando in una debole pioggia. Il cielo è grigio e copre per intero le montagne, il freddo è pungente, il prato ha ancora un manto bianco che resiste facendo trapelare un pallido verde erba. La sveglia oggi non c’è, il risveglio è pigro, il pranzo anche, non ci sono impegni tranne che gli ultimi ritocchi ai compiti. Per pranzo un buon e caldo risotto, filante, profumato, diverso dal solito per una domenica che piano piano si sta risvegliando del tutto. L’inverno non è poi così male: la pigrizia dei giorni di festa può essere mascherata molto bene dagli eventi atmosferici e dal freddo che aleggia nell’aria… e finalmente un po’ di coccole e riposo per rigenerarsi e prepararsi alla settimana sempre più piena di impegni!

RISOTTO CON SCAMORZA E PROFUMO D'ARANCIO (37)+

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

1 arancia bio (buccia e succo)

350 grammi di riso carnaroli

150 grammi di scamorza

150 grammi di pancetta

1 litro di brodo vegetale (zucchina-carota-sedano-qualche granello di sale grosso)

olio extravergine d’oliva

1/2 cipolla bianca

PREPARAZIONE

Grattugiare la buccia di un’arancia bio bella soda e profumata, spremerne poi il succo. Fare il brodo bollendo le verdure sopra citate (circa un litro). Tagliare la cipolla finemente, grattugiare a fori larghi la scamorza. Scaldare un filo di olio in una padella capiente, unire le cipolle e, appena imbiondite, anche la pancetta. Tuffare il riso rimestandolo di continuo fino a quando i chicchi diventano trasparenti. Sfumare con il succo di arancia e continuare la cottura del riso unendo il brodo quando necessario per circa 15/18 minuti. Spegnere il fuoco e unire la scamorza grattugiata – tranne un po’ – mantecando bene il tutto. Far riposare il risotto qualche minuto, impiattare con un pugnetto di scamorza al di sopra del riso insieme alla buccia dell’arancio, servire.

RISOTTO CON SCAMORZA E PROFUMO D'ARANCIO (3)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISOTTO RADICCHIO, TALEGGIO E PISTACCHI

RISOTTO ALLA ZUCCA CON SCAMORZA AFFUMICATA

RISOTTO AL RADICCHIO CON GAMBERI AL GIN E ARANCIA

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GIRELLE DI PASTA SFOGLIA ALLA PIZZAIOLA (57)+

Un “Dolcepensiero” brutto ma buono: non sono molto belli e precisi da vedere, insomma come quelle sulle riviste ma posso assicurarvi sulla loro bontà. Sfiziosi per un aperitivo fra amici o per un pre cena magari  con un bicchiere bello fresco di brut, sono semplicissimi da fare e anche molto veloci e sul ripieno vi potete sbizzarrire quanto volete… oggi per me alla “pizzaiola”!

GIRELLE DI PASTA SFOGLIA ALLA PIZZAIOLA (53)+

INGREDIENTI

1 rotolo di pasta sfoglia

quattro/sei cucchiai di passata di pomodoro

qualche acciuga sott’olio

100 grammi di mozzarella stesa per pizza

origano essicato q.b.

1 tuorlo d’uovo

semi di sesamo q.b.

un pizzico di sale

PREPARAZIONE

In una ciotola e con l’aiuto di una forchetta, schiacciate qualche acciuga sott’olio (regolatevi voi in base a quanto le volete saporite) che mischierete alla passata di pomodoro. Tagliare a listarelle la mozzarella. Prendere la pasta sfoglia e srotolarla; con l’aiuto in un pennello. spennellare tutta la sfoglia con il pomodoro e acciuga in modo uniforme. Cospargere poi con la mozzarella ed infine l’origano. Quindi arrotolare tutto formando un cilindro, spennellarlo con l’uovo sbattutto con un pizzico di sale. Adagiare su un foglio di carta da forno i semi di sesamo e passare sopra il rotolo umido di uovo in modo che si attacchino i semini in modo abbastanza uniforme. Con un coltello affilato, tagliare l’involto a fette spesse circa 1,5 cm e disporli su una teglia con la carta forno e infornarle a 180°C per circa una ventina di minuti o sino a quando saranno ben dorate girandole a metà cottura.

GIRELLE DI PASTA SFOGLIA ALLA PIZZAIOLA (44)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

LASAGNETTA DI SFOGLIA CON CREMA AI CARCIOFI

LA PIZZAIOLA

PEPERONI ALLA PIZZAIOLA

CREPES ALLA PIZZAIOLA

SFOGLIATA DI ZUCCHINE

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TORTA DI NOCI, NOCCIOLE E MANDORLE (49)+

Un “Dolcepensiero” che fa piacere… in tutti i sensi: questa torta è stata una bella sorpresa. Fragrante, squisita, dolce e croccante è una bontà che mi ha sorpreso e non solo me. Sentire da chi l’asssaggia complimenti per quanto è buona, fa piacere soprattutto quando è la prima volta che si confeziona una torta simile. Sono sempre un pò scettica sui primi tentativi in cucina, difficilmente offro a occhi chiusi una portata fatta per la prima volta ma devo dire che questa torta appena l’ho sfornata, mi ha ammaliato con il suo profumo. Temevo in un grosso pasticcio: il ripieno avevo paura fosse troppo quindi ho rimediato all’ultimo filtrando il liquido in eccesso, temevo poi che in cottura strabbordasse infine il guscio di pasta che ne ricopriva il ripieno, nel momento di sovrapporlo, si ruppe… ahi ahi ahi! non era una bellezza vederlo rimboccato alla meglio ma devo dire che poi in cottura tutto si è sistemato alla meglio e lo zucchero a velo poi ne ha corretto eventuali anomalie che proprio questa torta sembra non avere da tanto è buona. La ricetta è tipica dell’Engadina, la zona vicina a St.Moritz; l’assaggiai lo scorso anno durante la settimana bianca tutta con il ripieno di noci, io vi ho aggiunto anche mandorle e nocciole. In rete trovate tante versioni, io l’ho addocchiata su Sale&Pepe di dicembre 2011…

TORTA DI NOCI, NOCCIOLE E MANDORLE (41)+

INGREDIENTI

PER LA PASTA

375 grammi di farina antigrumi

100 grammi di zucchero

150 grammi di burro leggermente salato

2 uova intere+2 tuorli

la buccia di un limone biologico

PER IL RIPIENO

250 grammi di zucchero extrafine

250 grammi fra noci, nocciole e mandorle sgusciate

250 ml di panna fresca

25 grammi di miele (io ho usato il mio sardo che acquisto tutti gli anni)

qualche goccia di limone biologico

zucchero a velo q.b.

PREPARAZIONE

TORTA DI NOCI, NOCCIOLE E MANDORLE (31)+

PER LA PASTA: mescolare il burro ammorbidito a bagnomaria con lo zucchero fino a quando sarà spumoso e ben chiaro. Aggiungere la buccia del limone ben grattugiata unendo anche le uova. Continuare aggiungendo la farina fino a quando l’impasto nella planetaria inizia a formarsi a palla non troppo impastata, porla in frigo per una mezz’oretta.

PER IL RIPIENO: sgusciare tutta la frutta secca. Scaldare la panna con il miele. In un’altro pentolino, cuocere a fuoco lento lo zucchero con quattro cucchiai di acqua e qualche goccia di limone fino a formare un caramello. Unire la panna con il miele addensando il tutto. Spegnere il fuoco e aggiungere la frutta secca. Foderare una tortiera di 26 cm con la carta da forno, dividere l’impasto in due parti una più grande dell’altra e stendere quella più abbondante ampia quanto la tortiera compresi i bordi. Aggiungere la farcia alla frutta secca: se è troppa, quella in eccesso filtratela dal liquido e aggiungetevi solo la frutta secca, livellare bene. Con la seconda palla, stendere la frolla ampia il giusto per ricoprire la torta: bucherellare la superficie incidendo dei piccoli taglietti. Spennellare il torta con i tuorli avanzati dall’impasto e porla in forno già caldo a 200°C per circa 40 minuti ponendo la teglia nel mezzo dei ripiani. Appena fredda, spolverare con zucchero a velo, ma è perfetta anche senza.

TORTA DI NOCI, NOCCIOLE E MANDORLE (22)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TORTA AL CIOCCOLATO SENZA FARINA CON LE PERE

CIABATTE CON LE NOCI DELLA CALIFORNIA

PESTO di RUCOLA CON ARACHIDI, NOCCIOLE

MUFFIN ALLA CAROTA E MANDORLE

CIAMBELLA DI PANE NERO E MANDORLE

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COCKTAIL DI GAMBERETTI CON MAIONESE ROSA (1)+WEB

Un “Dolcepensiero” per tanti: quando ci sono feste per vari avvenimenti, i finger food sono un ottimo alleato per creare stuzzicanti spuntini per l’aperitivo o per una pre-cena in piedi. Nel caso ci sono tanti ospiti tra cui anche bambini, è molto utile attrezzarsi con oggettistica in plastica, in commercio ci sono ogni sorta di accessori perfetti e anche molto chic per ricreare un’atmosfera in qualsiasi stile vogliate fare il vostro party.

PER LA RICETTA DEI FINGER FOOD

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BROCCOLI GRATINATI (3)+

Un “Dolcepensiero”: una ricetta semplice ma molto saporita, con possibili varianti in base ai propri gusti. Si possono usare anche avanzi di vari formaggi oppure utilizzare qualche particolarità casearia del nostro territorio. Possono essere un ottimo primo piatto oppure da accompagnare ad affettati.

BROCCOLI GRATINATI (11)+

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

1 broccolo verde

200 ml di panna

70 grammi di bitto

70 grammi di casera

100 grammi di prosciutto cotto

grana grattugiato q.b.

qualche granello di sale grosso

pepe un pizzico

burro leggermente salato q.b.

PREPARAZIONE

Pulire il broccoli: togliere la parte dura del gambo, separarli in piccoli ciuffi, lavarli delicatamente sotto acqua corrente e porli nella vaporiera ancora con acqua fredda; cuocerli per una ventina di minuti – o fino a quando saranno morbidi ma ancora sodi – con qualche granello di sale grosso. Con il burro, imburrare le ciotole o pirottine oppure una unica teglia. In una ciotola, porre i broccoli freddi e mischiarli con la panna senza romperli. Regolare di pepe; distribuire i broccoli e panna nelle pirottine, unire il bitto e la casera a tocchettini piccoli cosi come il prosciutto cotto: a volte lo taglio a dadini, a volte lo affetto sottilmente e poi lo trito con la mezzaluna. Finire con una spolverata di grana. Porre in forno a 220°C per una decina di minuti, passare poi al grill le cocotte fino a quando saranno ben dorate in superficie. Servire ben calde come piatto unico oppure come contorno a degli affettati.

BROCCOLI GRATINATI (44)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

PASTA CON I BROCCOLI E FONDUTA DI TALEGGIO

GRATIN DI BROCCOLI

TARTELLETTE GRATINATE ALLE ZUCCHINE E CURRY

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GNOCCHI DI RICOTTA CON BURRO E SPEZIE (51)+

Un “Dolcepensiero” diverso dal solito: per me gli gnocchi sono quelli di patate, quelli che faceva la mia mamma molte volte. Oggi invece ho scoperto che l’utilizzo della ricotta nell’impasto al posto delle patate, è perfetto, creando un gnocchetto un po’ diverso dal solito, delicato ma corposo ideale per essere accompagnato da diversi tipi di condimenti o sughi…

GNOCCHI DI RICOTTA CON BURRO E SPEZIE (47)+

INGREDIENTI PER SEI PERSONE

PER GLI GNOCCHI

500 grammi di ricotta fresca

5 cucchiai di olio extravergine

la buccia di mezzo limone

una grattata di noce moscata

2 uova

un pizzico di sale

50 grammi di grana grattugiato

300 grammi di farina 00 antigrumi

2 pugni di pangrattato

PER IL CONDIMENTO

100 grammi di burro

qualche rametto di salvia

un cucchiaino di foglie di timo

un cucchiaino di foglie di maggiorana

sale q.b.

pepe bianco q.b.

grana grattugiato a piacere

GNOCCHI DI RICOTTA CON BURRO E SPEZIE (37)+

PREPARAZIONE

In una ciotola, lavorare la ricotta con una forchetta fino a renderla cremosa. Mescolando, incorporare l’olio evo, la buccia del mezzo limone e un pizzico di noce moscata. Sbattere le uova separatamente con un pizzzico di sale che unirete al composto di ricotta. Proseguire mescolando e unendo anche il grana grattugiato. Aggiungere la farina e il pangrattato formando un composto sodo che metterete in frigorifero per una mezz’oretta circa. Passato tale tempo, riprendere l’impasto e con le mani modellarlo un po’ a palla aggiungendo farina se occorre, ricavare con delle piccole porzioni di impasto, dei filoni larghi un paio di centimetri da cui ritaglierete i gnocchetti di piccole dimensioni di circa un paio di centimentri ottenendo dei quadrattini. Infarinarli ponendoli su un canovaccio fino al loro utilizzo. Fondere il burro, unire i rametti di salvia integri, unire per ultime le foglie sia di timo che di maggiorana, regolare di sale e pepe bianco; mantenere in caldo facendolo spumeggiare. Cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata tuffandoli pochi alla volta e prelevarli con una schiumarola appena tornano a galla (circa un paio di minuti). Porli in una teglia e bagnarli con una parte di burro alla salvia, ripetere la lessatura degli gnocchi e completare con il burro. Rimestare bene il tutto, spolverare con grana grattugiato a piacere e impiattare con qualche calda foglia di salvia fritta.

GNOCCHI DI RICOTTA CON BURRO E SPEZIE (34)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

GNOCCHI AL CACAO CON PIZZUTELLI E NOCCIOLE

… E RICOTTA SIA, NEI DOLCI

ROTOLINI SEMPLICI AI WUSTERL E BURRO SALATO

BIRYANI DI RISO E SPEZIE

POLLO ALLE SPEZIE CON VERDURE

Con questa ricetta partecipo al contest di “AboutFood”

 contest 2

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