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Archive for 25 gennaio 2013

via_vitani

Via Vitani – Como (immagine presa dal web)

E’ bello rilassarsi durante i giorni prima del Natale: sarà l’atmosfera che aleggia nell’aria, ma in quel particolare periodo, ho voglia di coccolare e essere coccolata prendendo un po’ più alla leggera le giornate… la giornata della Vigilia con Marco l’ho passata camminando per la mia città, Como e per pranzo ci siamo concessi un pasto alla toscana nel ristorante “Rino” nella via Vittani, una fra le più caratteristiche della città. Il ristorante si prensenta molto semplice, pulito e accogliente con la stufa a riscaldare la prima saletta, nella seconda troneggia anche li una stufa incassonata nel camino (se non rammento male, comunque il fuoco c’era) che riscalda l’ambiente molto tranquillo; nell’aria sentore e profumi di cibo in fase di cottura. La mia scelta è caduta sul Lardo di Colonnata con un’attesa di qualche minuto per sapere se era stato consegnato e per mia fortuna me lo sono goduta in pieno, fresco appena consegnato e servito con crostini belli caldi e croccanti. La portata era molto abbondante, un lardo perfetto, saporito con una vena centrale leggera ma molto gustosa e affettato molto bene e dello spessore idele per gustarlo sui dei crostini. Scelgo poi la ribollita toscana servita diversamente da come sempre mangiata: solitamente si presenta come un minestrone a pezzettoni, qui viene servita passata a pezzi piccoli dove troneggiava più zucca e cavolo nero. Deliziosa e molto calda, ma piena dalla portata prima son sincera e anche molto rammaricata, ho dovuto abbandonare anche se troppo buona… le portate vi ripeto sono abbondanti. Marco si è scelto un antipasto di salumi di selvaggina a suo parere spettacolare e per finire una tagliata di carne cotta a puntino giusto con patate al forno e cannellini in coccio. Come vino un profumatissimo Morellino di Scansano. Caffè e acqua, circa 70/80 euro in due. Il prezzo non è molto abbordabile, ma ne vale la pena per la freschezza dei prodotti e materie prime utilizzate in cucina.

SUSHI GAMBERI E SEMI DI SESAMO (6)+

Mentre con la mia amica Cristina, entrambe adoriamo il cibo etnico, sono stata al “Sushi Wok Giardini d’Oro”: un ristorante/self service senza pretese dove mangiare quanto si vuole ad un prezzo standard, bevande escluse. L’ambiente all’entrata si prensenta molto semplice con il bancone self service e alla sinistra le piastre dove i cuochi ti cucinano carne e/o pesce che puoi scegliere al momento. La sala all’entrata è ampia con un bancone per sushi sul lato della sala, la seconda sala è molto larga, fredda e spartana molto simile ad una mensa. Su ogni tavola, i mollettoni che trovate al centro, servono per indicare il tavolo ai camerieri che sono preposti a portare le pietanze calde prenotate. Ecco i camerieri: quelli stranieri non rivolgono la parola e si esprimono a gesti, quelli italiani ti portano via il piatto con ancora del cibo da consumare. Quindi scegliete questa tipologia di ristorante partendo con il presupposto di passare una serata poco formale e molto spiccia ma con del buon cibo che spazia dal cinese al giapponese e anche un po’ di italiano, pesce fresco e la carne pure, i dolci però industriali. A cena per una ventina di euro potete mangiare fino a saziarvi in pieno, non vi è limite sia nella scelta molto vasta sia nella quantità! Il tè verde ottimo, profumato e aromatizzato. Sushi fresco, primi piatti saporiti e ben cotti. Di posti a sedere ce ne sono molti.

Lear ristorante

Immagine presa dal web

La mia personalissima e terza recensione (sono tutte così, prendetemi con la pinza nei dovuti modi, mi raccomando), è sul ristorante “Lear” di Briosco… Alla fine di una stradina, dopo aver lasciato la strada provinciale e proseguito per una collinetta nel centro della brianza, sul lato sinistro, si apre un caseggiato dell’ottocento, tutto sassi a vista, ristrutturato con molta cura soprattutto nei dettagli, si arriva al ristorante: deve essere uno spettacolo andarci verso l’inizio dell’estate quando le giornate sono lunghe, tiepide e magari dai prati inizia a salire il fresco e intenso profumo dei primi fieni contadini. Il ristorante ha un’entrata con un caldo camino, la sala tutta a sassi a vista è calda e accogliente, sembra un vecchio crotto. I camerieri gentilissimi e molto predisposti all’accoglienza del cliente, sono preparatissimi anche i più giovani. Tavoli ben allineati, quadri alle pareti, servizio impeccabile o quasi… iniziamo con un aperitvo e la scelta dei piatti e del vino che purtroppo non è stato disponibile nella bottiglia piccola (sono stata nel periodo di dieta post operazione colocisti, non potevo bere alcolici): il capo sala molto gentile ci ha offerto comunque la possibilità di un bicchiere dello stesso vino con addirittura la bottiglia lasciata sul tavolo. La cucina del ristorante LEAR propone piatti tradizionali rivisitati con creatività,anche nella descrizione dei nomi sul menù: uno schermo piatto posto in un angolo della sala, regala ai cliente la possibilità di vedere la cucina del ristorante in pieno svolgimento delle sue attività. Se la forma e la presentazione del ristorante merita un bel nove, i piatti scelti da noi hanno un po’ deluso le nostre grandi e attese aspettative, raccontateci anche da un nostro amico. Il menù come già detto, presenta alcuni piatti tradizionali con frasi simpatiche che scaturiscono molta curiosotà e invogliano la scelta, elegante la scelta di porre il menù con i prezzi all’uomo mentre per l’ospite femminile quello privo di euro: l’antipasto scelto sia da me che da Marco è stato “i colori e i sapori del mare”, un piatto rettangolare con tre assaggi di mare perchè di assaggi si parla e per il modico prezzo di 18 euro a testa… mi è sembrato un po’ misero e pure non freschissimo, con l’impressione del piatto riscaldato, un po’ secco sul taglio del pesce. Passare al primo è stato semplice anche se lo chef ha offerto un’entrata di pesce – che non mi ricordo quale – questo si buono e appena cucinato su un letto di cipolle rosse di Tropea molto appetitose. Il mio primo però mi ha deluso parecchio: “Gnocchetti di patate al guanzetto di caciucco e tonno al naturale”. La mia impressione è stata di tre ingredienti messi li ma che non si sposavano per niente: il sugo non abbracciava i gnocchetti molto viscidi e poco porosi, non erano molto sodi, forse cotti troppo? il tonno al naturale messo li freddo e non a temperatura ambiente, conferiva al piatto un non so’ che di poco curato… ok che era al naturale ma sembrava appena tolto la frigo e appoggiato li a fare da guarnizione; per niente gradito! Marco ha preso il “E’ riso ma sembra pizzocchero”: un formaggio troppo stagionato hanno reso questo risotto dall’idea molto azzeccata e diversa da solito, troppo saporito quindi difficile da finire,ma se era una rivisitazione del pizzocchero, dov’era la verdura? presenti nel piatto solo un paio di tocchetti di patata. Un primo piatto che voglio rifare a casa a modo mio sfruttando l’idea che mi piace parecchio; la porzione comunque dei primi piatti abbondante il giusto. Per finire mi sono goduta un buon tiramisù, abbondante e molto soffice, una crema che si scioglieva in bocca regalandoti la giusta e buona sensazione che solo un dolce può soddisfare se poi ben fatto, tutto finisce bene! anche una cena dalle grandi aspettative ma un po’ deludente, sempre per i miei gusti, ovvio!!! Per finire con il caffè la loro pasticceria e anche qui devo dire che il Lear si sà difendere molto bene, addirittura due vassoi per ingannare l’attesa del cameriere che è andato a prendere il rullino di carta per la carta di credito, ben mezz’ora di attesa dalla richiesta del conto, per seguire una seconda richiesta con ritiro della carta che è arrivata in tavola dopo ben dieci minuti… per finire il conto è stato abbastanza alto 130 euro per due persone non del tutto soddisfatti. Questo non mi fa mollare comunque l’idea di tornarci con la bella stagione e quindi con un menù diverso.

interno-parol

Immagine presa dal web

Un paio di week end fa, complice il tempo uggioso e quindi niete da fare se non starsene a casa, siamo usciti per fare un giro arrivando fin su al lago d’Iseo fermandoci a mangiare all’Osteria Parol sul lungo lago di Lovere, dopo aver letto le buone recensioni su internet. Ambiente giovane, proprietari giovani, atmosfera un po’ fredda con la sala ampia e poco sfruttata nei tavoli, ne avrei messi qualcuno in più per rendere più famigliare l’ambiente. Alle pareti aggiungerei qualche quadro in più. La tavola apparecchiata in modo glamour, offre scodelle cololate come bicchieri per il vino che noi abbiamo scelto della casa e della zona, peccato per i tovaglioli di carta, ma vi ripeto ho trovato il ristorante molto giovanile, perfetto per belle compagnie di amici, e credo che lo spirito sia proprio questo; durante le serate di sabato e domenica il ristorante offre cene a tema atte a compagnie. Il menù è vario sia di carne che di pesce di lago. Come apertura lo chef ci ha offerto degli involtini di carne fritti, golosi e ghiotti. Per me culatello con tigelle calde, Marco l’antipasto di selvaggina con petto d’anatra e lardo, salame di cinghiale e cervo. Per lui risotto con il formaggio del posto: Bagoss, buono e saporito con un filo di olio caldo con il prezzemolo, per me medaglione di suino con polenta e funghi a mio parere un po’ insipido ma buono. Piatti abbondanti, curati e serviti caldi. Il padrone di casa giovane e gentile, sempre disposto anche alle esigenze del nostro piccolo a cui ha preparato una buona cotoletta di carne. Sazi, abbiamo comunque ordinato il dolce: per me tortino caldo al cioccolato con un fresco gelato al pompelmo azzecatissimo che mi ha rinfrescato evitando il caffè mentre Marco un semifreddo con una deliziosa crema al kiwi. Il tutto a meno di 80 euro in tre persone, piatti abbondanti, personale gentile, cucina curata, ambiente solo un po’ da rendere più caldo… o perlomeno da riempire un po’!!!!

pagfb

Ed ora veniamo al premio… me lo ha donato:

Laura del blog “elleaur.wordpress.com”

il blog “La pappa pronta”

Serena del blog “Salentina in Cucina”

Le regole da seguire sono:

  1. Elencare 11 cose che mi riguardano
  2. Rispondere alle 11 domande a me rivolte da “La disoccupazione ingegna”
  3. Scrivere 11 domande per le persone che nominerò a mia volta
  4. Invitare a mia volta altre 11 persone, di cui apprezzo il blog

Punto 1: 11 cose che mi riguardano

  1. sono mamma, moglie e casalinga a tempo pieno di Matteo e Marco… mai tempo fu speso così bene!!! dopo anni di bella carriera lavorativa!!!
  2. sono fierissima dei miei uomini
  3. adoro leggere soprattutto quando c’è di mezzo la cucina…
  4. adoro cucinare e mangiare, ovvio!!!
  5. sono fortunata: ho amiche decisamente particolari ma tenerissime che adoro… e pensare che quando mi sono sposata e trasferita qui a Lipomo non conoscevo nessuno; ora sono ben integrata e conosco tante persone con cui mi trovo molto bene!
  6. sono forse un po’ troppo orgogliosa… forse perchè so’ quanto valgo e quanto posso dare!
  7. ridere con il mio bimbo in qualsiasi momento e sentirlo parlare anche tutto il giorno… beh credetemi, non ha prezzo!!!
  8. prima o poi mi decidderò di fare un po’ più di spallucce!!!!
  9. vorrei fare un mese sabbatico e anche più a Roma, città che adoro e che ha tanto da visitare!!!!
  10. mi fanno incavolare le persone che sanno farsi voler bene con poco o niente, e non parlo di cose materiale bensì della loro capaci di sapersi vendere per poi girare l’angolo e… beh vi lascio immaginare!
  11. prima o poi lo farò: aprire un baretto in Giamaica (avete presente il film “Cocktail” con Tom Cruise, quando si trasferisce proprio lì e conosce la biondina?)… beh, vorrei vivere 365 giorni all’anno con le infradito!!!!

Il premio è stato girato da Gioacchina di LA DISOCCUPAZIONE INGEGNA e Valivi di ACQUA E LIMONE: ecco le 11 domande scelte da “La disoccupazione ingegna”:

  1. Perché hai aperto il blog? perchè quando nacque Matteo diminuii tanto i ritmi di lavoro e sono riuscita a coltivare quegli hobby che non ho mai potuto realizzare in pieno tra cui la cucina. Piena di fogliettini e appunti, con il blog ho potuto ricucinare e sperimentare ricette di tradizione e ricette del tutto nuove. Ora piano piano è tutto ordinato proprio qui sul blog.
  2. Tramonto o alba? Durante la prima vacanza che feci da sola con le amiche a 18 anni, vidi un’alba sul mare che non dimenticherò mai. E respirari per la prima volta la libertà e l’indipendenza!
  3. Se potessi toglierti uno sfizio, quale sarebbe? Viaggiare di più.
  4. Libro preferito? Adoro tantissimi libri, dire che ne ho uno preferito è difficile…
  5. Qual’è il personaggio dei cartoni animati che hai amato alla follia quando eri piccolo? Candy Candy, Heidy e la Casa nella prateria che tutt’ora quando li rifanno in Tv non me li perdo!!!!
  6. Toglietemi tutto ma non: la Planetaria!!!
  7. Sei blog dipendente? No, non credo!!!
  8. Campeggio o hotel? Hotel!!! non ho spirito di addattamento e ultimamente lo so’… sto’ diventando troppo schizzinosa!
  9. Da piccolo volevi diventare: una parrucchiera!!! che alla fine è quello che volevo già fare da piccola!!!!
  10. Da grande vuoi diventare: vorrei diventare una titolare di una caffetteria in pieno stile… Dolcipensieri!!!! 
  11. Se potessi cambiare qualcosa cosa cambieresti??? Non posso dirlo, qualcuno che mi legge si potrebbe offendere o costruire castelli in aria, alla faccia della democrazia e libertà di pensiero e stampa!!!!

E ora alle 11 domande scelte da “Acqua e limone”:

  1. Qual’è l’origine del titolo del tuo blog? Tutto nasce dalle notti che passavo con il piccolo Matteo quando si svegliava per le poppate e poi con le prime pappe il mio “Dolce pensiero” era quello di come cucinare le pappe donandogli un sapore sempre con il rispetto alla dieta dei piccini. Svezzandolo già dai tre mesi e mezzo, essendo un mangione ma poco di latte, ho iniziato subitissimo con la prima pappa e con il passare dei mesi era un piacere cucinare per lui… Ecco i miei “Dolci Pensieri” sono proprio loro che assaggiano, approvano e criticano i miei piatti: Marco e Matteo!
  2. Il nomignolo più buffo che tu abbia mai ricevuto? Nani da mio marito e ancor prima Pirola da mio papà.
  3. Ti piace la banana? Si.
  4. Anche quella americana? Si.
  5. Bevi il caffè dopo mangiato? A volte!!!! la domenica quasi sempre!
  6. Scarpe da ginnastica o eleganti? In base a come mi vesto…
  7. Dove sei andato in vacanza l’anno scorso? Porto Rotondo.
  8. Qual è il tuo colore preferito? Ce ne sono molti, poi in base alla giornata…
  9. Vorresti provare l’ebbrezza del paracadute? No.
  10. Accetteresti un appuntamento al buio? No.
  11. Confessa: cosa ti spaventa di più? La morte.

Adesso le domande per me daLaura del blog “elleaur.wordpress.com”:

  1. bianco o nero? nero
  2. sulla spiaggia: conchiglie, legnetti o pezzetti di vetro levigati ? conchiglie
  3. come centrotavola: frutta o fiori? fiori
  4. città o campagna? campagna
  5. auto, scooter, bicicletta o a piedi?… o treno..? bicicletta
  6. primavera, estate, autunno oppure inverno? estate
  7. foto: a colori, seppia o in bianco e nero? in bianco e nero
  8. fuochi d’artificio o pizza? pizza
  9. tavolo: rettangolare, quadrato o rotondo? rettangolare
  10. divano o poltrona? divano
  11. penna o matita? matita

Ora le mie domande per voi 11…

  1. Ingrediente che non manca mai nella vostra cucina?
  2. Vino bianco, rosso o birra?
  3. Pepe bianco, nero, rosa o verde?
  4. La vostra spezia preferita?
  5. Riso o pasta?
  6. La vostra torta preferita?
  7. Cosa amate di più cucinare?
  8. Perchè?
  9. Da chi avete acquisito la voglia di cucinare?
  10. Spesa tutte le settimane o quando avete finito le scorte?
  11. Per coccolarvi e coccolare i vostri cari, quale piatto riesce a soddisfarvi?

11 blog a cui passare la staffetta:

  1. Elena: nellacucinadiely.it
  2. Giulia paroledizucchero.com
  3. Stefy dolcimanontroppo.blogspot.it
  4. Sississima acquaefarina-sississima.com
  5. Silvana gingerandpeppermint.wordpress.com
  6. Silvia paneepomodoro.wordpress.com
  7. Veronica chetelocucinoafare.wordpress.com
  8. supercaliveggie supercaliveggie.wordpress.com
  9. federica federicaincucina.blogspot.it
  10. elena elena-sweetlife.blogspot.it/

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