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Archive for agosto 2013

SALSICCIA E PISELLI (18)+

Un “Dolcepensiero”: ed eccoci ritornati alla solita routine. Quest’anno ho l’impressione di non averla mai abbandonata, forse perché a tutti noi è mancata la Sardegna e quelle belle abitudini che solo li riusciamo a mettere in atto. Niente da reclamare comunque alla nostra vacanza toscana in quel di Firenze e dintorni. Quindi ritornati a casa, con qualche temporale che ci ha rinfrescato, non abbiamo comunque perso l’abitudine di mangiare all’aperto e in compagnia di qualche amico. E quando organizzo grigliate a casa con amici o parenti, acquisto sempre qualche pezzo di carne in più. La praticità del barbecue è proprio questa: poter cucinare altra carne se dopo quella già preparata e consumata, finisce in fretta e gli ospiti hanno ancora fame oppure serve per quell’ospite arrivato all’ultimo momento e che volentieri si unisce al resto della combriccola. Se poi avanza, si può congelare oppure come in questo caso, cucinarla per il giorno dopo. La salsiccia di oggi è facile da preparare e molto veloce: io l’ho fatta con i piselli ma è ottima anche con carote, zucchine o fagioli. Buon appetito e soprattutto buon rientro!

INGREDIENTI E PREPARAZIONE (ricetta un po’ ad occhio… perdonatemi)

Prendere la salsiccia fresca a nastro e tagliarla a tocchi. Scolare i piselli in scatola dalla loro acqua di conservazione (per me una scatola). In una padella antiaderente, soffriggere un filo leggerissimo di olio evo F.lli Carli (poco perché poi la salsiccia perderà i suoi grassi in cottura) in cui farete rosolare qualche spicchio di aglio; una volta imbiondito, eliminarlo ed aggiungere la pancetta affumicata tagliata a dadini (direi un 100 grammi). Far rosolare. Unire la salsiccia, farla rosolare molto bene – se necessità qualche cucchiaio di acqua calda – e quando avrà preso colore da ambo i lati, unire i piselli. Regolare di sale e pepe nero.

SALSICCIA E PISELLI (7)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

CROCCHETTE DI RISO CON SALSICCIA

QUICHE ZOLA E PISELLI

SPEZZATINO DI VITELLO CON PISELLINI FINI E PATATE

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La Torre di Pisa

PISA… famosissima per la sua torre, è spettacolare il contrasto fra il verde dei prati e il bianco scultoreo dei marmi presenti nella Piazza dei Miracoli.

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Il Battistero di San Giovanni

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Il Camposanto monumentale

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Piazza dei Miracoli

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Pisa l’ho vista solo così… Il tour della mia Toscana finisce qui, ora mi rimbocco le maniche in cucina! buona ripresa…

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TRATTORIA TOSCANA Casa Masi

Via Collerucci, 53 – 50050 – Montaione (FI) telefono: +39 0571-677170 – fax: +39 0571-677042

e mail: info@casamasimontaione.it – http://www.casamasimontaione.it/index_ita.php

La sera era perfetta: tepore nell’aria, cielo pieno di stelle… attraversare le colline fiorentine piene di girasoli e vigneti ne vale veramente la pena se poi si giunge in un ristorante bellissimo. Atmosfera dolce e romantica, luci soffuse e tante candele, tavoli sparsi qua e la sotto alberi divisi da sentieri di ghiaia. In poche parole ci siamo catapultati direttamente in un’altra dimensione… si perché il posto merita. Il ristorante è tipico toscano, noi siamo stati ospiti nella limonaia: dietro di noi tutti i clienti, davanti a noi una parte del bellissimo parco che circonda la trattoria.

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Siamo giunti qui grazie al consiglio di Federico della Villa Dianella; volevamo gustarci una buona fiorentina e devo dire che siamo stati accontentati in pieno, quindi ci siamo goduti della bruschette miste, la fiorentina, un tortino alle mele con crema e un tortino al cioccolato fondente. Il tutto accompagnato dal vino rosso di Villa Dianella.

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La cena è stata perfetta, il servizio puntuale e molto gentile, camerieri giovani e veloci. Le portare giuste nelle dosi. il menù ampio e con una scelta per ogni gusto: noi abbiamo voluto gustarci in pieno la carne ma credetemi il profumo degli altri piatti giungevano fino a noi come per esempio l’aroma intendo del tartufo. Ve lo consiglio caldamente se capitate da queste parti. Il conto nella norma, medio. Ampia scelta di vini anche qui per ogni tasca.

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Se invece siete ad Empoli, potete fare tappa al

RISTORANTE OSTERIA 30

VIA DEL GELSOMINO 30 – EMPOLI (FI) – Tel. 0571 73989

info@allozenzero.it – http://www.osteria30.com/

Una cucina molto semplice ma perfetta per chi ha bimbi perché nel loro menù si possono trovare piatti tipici toscani ma anche piatti semplici ma genuini. Molto gentili i due titolari che con fare garbato, non mancano di un sorriso. La serata era calda e anche se il posto all’interno era molto accogliente e arredato con simpatia e stile, abbiamo cenato lungo i tavoli disposti nella stretta stradina dal nome carino in centro a Empoli. Non mancate di assaggiare il piatto di salumi toscani, buonissime le bruschette, ottimi i tagli di carne e i loro fagioli bianchi con rosmarino serviti tiepidi. Buono anche il loro rosso della casa.

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I prezzi sono nella media, il coperto tipico da trattoria. Se siete a Empoli e volete passare una serata in perfetto relax mangiando bene, è il posto che fa per voi. Si perché sia il locale che i proprietari ti fanno sentire a proprio agio!

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La magia che si può sentire quando si visita una città d’arte, è molto difficile da descrivere. Così come fu per Roma, Parigi e poi tante altre, non so quali parole far scorrere su questa pagina virtuali…

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Badate bene che l’arte costa… in tutti i sensi! Arrivati in macchina da Vinci dove abbiamo alloggiato in Villa Dianella, abbiamo cercato posteggio per la “modica” cifra di 5,30 euro all’ora con anche il dover lasciare le chiavi al posteggiatore senza la ben che minima assicurazione. Di cifre ben più modeste – si fa per dire – è il parcheggio della stazione, comodo e pratico per giungere subito in città; il prezzo è comunque alto: 3 euro all’ora. Se poi volete fare un giro in bus aperto, non potete scegliere se il biglietto valido tutto il giorno oppure se fare una sola corsa per ammirare la città… il biglietto giornaliero si aggira sui 20 euro, i bimbi poco più basso ma non di molto. Ma veniamo all’arte che è meglio. Davanti a voi si presenta il retro della città…

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Ed ecco che subito la città si apre sulla chiesa di Santa Maria Novella con il campanile in stile romantico-gotico. La bellezza dei colori a Firenze è regalata dalle maestose opere architettoniche: arrivare in queste piazze toglie il fiato. Il bianco dei muri è intervallato dai colori delle pietre che creano un magnifico contrasto oltre che un susseguirsi di lavorazioni. Lungo la via ecco che appare la bellissima cupola…

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Appena svoltato l’angolo eccoci arrivati nella piazza dove vi è il centro pulsante dell’intera arte fiorentina, almeno per me, ovvero la zona dove si erge il Duomo… Una vista da togliere il fiato, una bellezza maestosa, un tripudio di gente che arriva da tutto il mondo e nell’aria un continuo sentir “Che bello”, “Meraviglioso ” e “ohh”.

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La Cattedrale prima di essere tale, si chiamava Santa Reparata. Nel 1966 durante degli scavi fatti all’interno del Duomo, furono riportati alla luce dei resti dell’antica chiesa di Santa Reparata. La facciata venne realizzata con i marmi di Carrara e sono di colore bianco, verde e rosa. La cupola venne affidata al Brunelleschi che vinse una gara indetta perché la costruzione di tale parte di edificio si rivelò difficoltosa. Dopo 140 anni di lavori, finalmente la Cattedrale si potè consacrare.

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La facciata ottocentesca è di Emilio De Fabris. La lanterna posta sulla cupola fu prevista dal Brunelleschi ma fu definita nei suoi dettagli architettonici e completata dal Verrocchio. Il Campanile di Giotto fu iniziato nel 1334, fu capomastro fino alla sua morte, poi sostituito dal Pisano, nel 1350 arrivò Talenti a finire i lavori.

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Di fronte alla Cattedrale vi è il Battistero di San Giovanni denominato anche Battistero Fiorentino. La sua pianta è ottagonale. Molto importanti sono le tre porte in bronzo: la Porta Sud che è la più antica, la Porta Nord del Ghiberti e la Porta Est detta Del Paradiso formata da dieci pannelli oggi sostituiti con del copie e che rappresentano il Vecchio Testamento opera del Ghiberti. E’ un gran capolavoro scultoreo del ‘400.

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Lungo le vie del quartiere che costeggiano il Battistero e la Cattedrale, è un susseguirsi di artisti di strada soprattutto vignettisti e raffiguranti.

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Si giunge così alla Chiesa della Badia Fiorentina e al Palazzo del Bargello dove vi risiede il Museo Nazionale fin dal 1859.

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Piazza della Signoria. Il Palazzo Vecchio è caratterizzato dalla Torre.

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Famosissimo e molto fotografato è il Putto con delfino del Verrocchio la cui copia decora la Fontana del Cortile di Michelozzo e la Torre.

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Una meraviglia gli affreschi nel cortile…

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Piazza della Signoria è una delle piazze più belle del nostro patrimonio artistico italiano, una delle piazze più ammirate da turisti di tutto il mondo. Scenografica, meta non solo di turisti ma anche set di molti film anche a livello internazionale: il primo a cui penso è “Hannibal” dove girarono parte del film proprio in Piazza della Signoria e agli Uffizi, quest’ultimo location anche per il film di Dario Argento “La sindrome di Stendhal” così come per “Souvenir d’Italie” pellicola di fine anni ’50 la piazza ispirò il regista. Protagonista indiscusso della scena della piazza è Palazzo Vecchio, sul lato destro si apre la Loggia dei Lanzi di epoca tardo-gotica. Al lato opposto la bellissima Fontana del Nettuno o Fontana di Piazza realizzata dall’Ammannati.

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A seguire il monumento equestre di Cosimo I del Giambologna e Giuditta e Oloferne di Donatello in copia. La Loggia dei Lanzi si compone di grandi arcate con davanti il Perseo del Cellini e il Ratto delle Sabine del Giambologna.

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Il Palazzo Vecchio fu ideato come una fortezza ed è caratterizzato dalla potente torre e dal balcone posto proprio nel centro. A destra del palazzo vi è la copia della scultura più famosa a livello mondiale ovvero il David di Michelangelo.

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Proseguendo da Piazza della Signoria, si giunge agli Uffizi che si affacciano sulla riva dell’Arno. Lungo tutto il piazzale, un susseguirsi di statue ritraggono diversi nomi famosi della storia e dell’arte italiana. A fianco di loro artisti ritraggono i turisti in ritratti. Raffiguranti e attori interpretano in svariati modi personaggi che hanno segnato la storia…

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Molto difficile entrare nella gallerie senza fare qualche coda, è possibile prenotare on-line ma vi consiglio di farlo appena subito organizzate la visita alla città. Per noi non era possibile fino al 21 agosto circa ma era anche la settimana più incasinata dell’anno ovvero quella di ferragosto e Firenze non era invasa solo da turisti stranieri…

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Giungiamo così sul lungo Arno… e si apre lo spettacolo del Ponte Vecchio, il ponte più antico della città con la sua struttura molto caratteristica a tre archi.

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Altra caratteristica del ponte è l’originale fila di casette ai due suoi lati esistenti fin dal ‘300 e che nei secoli hanno avuto modifiche continue pur rimanendo sempre molto particolari. Quasi tutte sono negozi orafi.

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Nel centro il ponte si allarga leggermente e vi è posta la statua del Benvenuti Cellini.

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Dopo una breve sosta alla fine del Ponte Vecchio, si può arrivare a Palazzo Pitti. Anche qui prenotazioni on-line chiuse e coda per la biglietteria e con un bimbo di 7 anni al seguito – malgrado la pazienza di un piccolo adulto – non è possibile abusarne troppo. Il Pitti è il palazzo più grande della città: famoso per le collezioni di moda, il palazzo di apre su una vasta piazza in discesa. Si pensa che il progetto fu del Brunelleschi.

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Incamminandoci per tornare sull’Arno, ci siamo imbattuti nella piazza della Chiesa di Santo Spirito su modello del Brunelleschi ma la facciata non fu mai finita. E forse è proprio questo particolare che incuriosisce i turisti che si soffermano ad ammirare la sua facciata bianca.

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Dalla Chiesa di Santo Spirito si può percorrere il Ponte Santa Trinità considerato dopo Ponte Vecchio, il più bel ponte di Firenze. Fu realizzato dall’Ammannati con visione di Michelangelo.

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E con questo ultimo passaggio, abbiamo terminato il nostro personale giro di Firenze tutta vista dell’esterno. Spero di avervi regalato un giro virtuale per l’arte fiorentina… al prossimo e ultimo post della mia vacanza toscana dove vi farò vedere un po’ di Pisa e vi racconterò di qualche ristorante in cui ho mangiato…

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Leonardo: un genio del passato che ha inventato il futuro

Il paese di Leonardo da Vinci… appunto Vinci non è il suo cognome bensì l’attribuzione del paese natio. Un piccolo paese posto su una collinetta circondato dai vigneti di Montalbano e dai tantissimi oliveti, dove c’è sempre un’arietta fresca, dove primeggia il museo a Leonardo dedicato e la Chiesa di Santa Croce.

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Il Castello dei Conti Guidi è proprietà del comune e sede del museo storico dedicato al genio di Leonardo da Vinci. Nella piazza retrostante il Museo Leonardiano si trova la grande scultura raffigurante “L’Uomo di Vinci”, ispirata alla celebre riproduzione di Leonardo dell’Uomo vitruviano (prima foto del post).

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All’esterno del castello di fronte all’entrata della prima parte del museo, vi è la piazza dedicata all’artista: Piazza dei Guidi dove dal 2006 Mimmo Paladino ha creato una stupenda scenografia dove vi è il richiamo alle sculture e alle architetture oltre che alla geometria, alla matematica e alle scienze che furono il pane di Leonardo, genio indiscusso.

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Il paese di Vinci è un continuo sali scendi, scalinate e piccoli anfratti…

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fino ad arrivare al castello dove è ospitato il Museo Ideale di Leonardo. Il Museo di Leonardo iniziò la sua vita nel 1953 con la donazione al Comune di un’intera serie di modelli realizzati con i disegni leonardiani che vennero posti in quattro sale del castello accanto alla biblioteca. Da allora la collezione di macchine e meccanismi è aumentata sempre di più grazie al continuo apporto di modelli ricreati da studiosi o appassionati del genio di Leonardo.

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E’ davvero impressionante scoprire quanto era avanti il genio di Leonardo: è famosissimo per il ritratto della Gioconda o per l’ultima cena esposta a Milano ma vedere i tantissimi modelli che riuscì ad architettare… è veramente affascinante!

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Nel museo è possibile salire lungo la torre per poter godere del meraviglioso panorama sulle colline del Montalbano… per poi scendere nella sala dove vi sono ancora pezzi di affreschi…

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I suoi brevetti hanno toccato parecchi argomenti: si pensa che iniziò a studiare la realizzazione della bicicletta, nel museo c’era un modello di ventilatore oltre che a diverse strutture atte al tessile. La navigazione fu anch’essa studiata. Dall’alto del castello il panorama è mozzafiato su uliveti e vigneti…

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All’uscita del castello percorrendo circa un paio di chilometri lungo una strada tutta costeggiata da uliveti, si giunge a quella che viene indicata come la casa natia di Leonardo da Vinci. Il panorama è spettacolare, il profumo di erba secca si mescola a quello delle piante secolari di ulivo…

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Siamo nelle colline di Anchiano frazione del paese di Vinci. La sua dimora ora è meta di turisti che arrivano dalla prima tappa al museo e al castello: in loco è possibile assistere al filmato virtuale in cui un sosia del maestro racconta la sua storia famigliare e la sua notevole intelligenza…

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E speriamo che la “Gioconda” esposta al Louvre di Parigi possa un giorno ritornare nella nostra bella Italia e perché no magari proprio qui a Vinci. Per terminare la giornata, dietro consiglio di Federico di Villa Dianella Fucini, siamo saliti fino a Cerreto Guidi per visitare la villa con ingresso gratuito.

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La Villa medicea di Cerreto Guidi è una residenza nobiliare situata nel centro di Cerreto Guidi. È tra le poche ville medicee ad essere stabilmente aperte come museo, ora sede del “Museo storico della caccia e del territorio”. E’ spettacolare sia come reperti storici di caccia appunto ma soprattutto è meraviglioso girare per le sue stanze tutte affrescate e piene di opere d’arte. La villa è ben tenuta, pulitissima.

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Vi lascio con un panorama tutto giallo… perché oltre a viti e ulivi, i prati erano una bellissima distesa di girasoli…

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Al prossimo post tutto dedicato a Firenze…

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IMG_8021+ Volete godere di un’oasi di pace in piena Toscana? Se me lo dicevano pochi giorni fa, non ci credevo. Il sito del B&B con le sue belle foto già promettevano bene ma vivere con mano questa bellissima villa è stato veramente una meraviglia. Siamo a Vinci il paese che diede i natali a Leonardo, genio indiscusso del rinascimento. La villa medicea è VILLA DIANELLA FUCINI. La villa è circondata da vigneti e da uliveti della Fattoria di Dianella: infatti in loco si producono vino ed olio. E’ la sua fantastica posizione che oltre a regalare visioni paesaggistiche tipiche toscane, che rende molto comodo al turista potersi muovere e visitare le principali città e paesi quali Firenze a solo una ventina di chilometri, Empoli a pochi minuti, Vinci paesino memore di quel Leonardo che tutti ancora ci invidiano e oltre ai suoi innumerevoli paesini in cui vi è sempre qualcosa da visitare e vivere. IMG_7495+ La villa Medicea di Dianella risale alla fine del XVI secolo ed era utilizzata dai Medici come casino di caccia. La zona in cui fu costruita la villa prende il nome di Borgo Dianella: all’inizio era costituito da pochissime case e la villa, di proprietà dei Medici di Firenze, fu utilizzata come casino di caccia. Il nome Dianella infatti deriva da Diana la dea della caccia. Nel 1700 passò di proprietà alla famiglia Fucini. Il poeta Renato Fucini compose molte delle suo opere in questa villa in dialetto toscano. All’interno nel parco vi è anche una piccolissima chiesa ancora consacrata. IMG_3143+ Dianella è situata in posizione panoramica sulle dolci colline di Vinci, città Natale di Leonardo: da ogni punto del parco si possono osservare le immense distese di vigneti e oliveti. Siamo nel mezzo della campagna del Montalbano, zona ottima nella produzione del vino Chianti DOCG e di vini morbidi e dotati di profumi intensi. La fattoria di Dianella ha una estensione di 90 ettari di cui 25 di vigneto. Nella profondità della villa, i nuovi proprietari Francesco e Veronica Passerin d’Entreves, hanno realizzato un museo dedicato alla produzione del vino e dell’olio. IMG_7526+ Se la villa all’esterno è curata nei minimi particolari senza appesantire la bellezza del posto e rendendo gradevole ogni suo angolo, la parte che più ci ha meravigliato sono state le cantine poste sotto terra e rese molto accoglienti ai visitatori, divenendo come detto sopra, una sorta di museo dedicato a vino e olio. IMG_7510+ I vigneti percorro circa 25 ettari e hanno una densità media di 5500 piante per ettaro. La varietà maggiormente rappresentata è il Sangiovese a cui si uniscono il Colorino, la Malvasia del Chianti, il Cabernet Sauvignon, il Vermentino e il Trebbiano. Il patrimonio olivicolo si estende su una superficie di circa 15 ettari con varietà Frantoio, Leccino, Pendolino e Moraiolo, da cui nasce l’olio extravergine di oliva di Dianella, straordinario per la sua intensità e personalità. Oltre al Chianti la Fattoria Dianella propone il Chianti Riserva, “Le veglie di Neri”, “Il Matto delle Giuncaie”, “Sereno e Nuvole” e “Dolci Ricordi” i cui nomi si ispirano ai titoli delle novelle di Renato Fucini illustre ospite della casa nel secolo scorso. L’ultimo nato è “All’Aria Aperta” un rosè di sangiovese al cento per cento presentato al pubblico il 20 Marzo 2012. IMG_8058+ Ma veniamo al museo dedicato alla produzione vinicola posto all’interno delle antiche cantine storiche della Fattoria di Dianella, un delizioso percorso che racconta la vita agricola, la vendemmia, la raccolta delle olive e i processi di vinificazione e di invecchiamento. IMG_8056+ La visita guidata delle cantine si snoda attraverso le diverse zone di lavorazione e conservazione dei prodotti… IMG_8077+ …dalla cantina con le botti in rovere, alla cantina sotterranea, dalla vinsantaia all’orciaia fino ad arrivare all’area di invecchiamento. IMG_8093+ Poi si arriva all’attuale cantina di vinificazione. Lungo il percorso molti macchinari non più in uso testimoniano i vecchi sistemi di imbottigliamento, filtraggio, etichettatura e tappatura. IMG_8090+ Terminata la visita egregiamente descritta da Federico, siamo stati ospiti presso la loro vineria per un assaggio dei vini…

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IMG_8175+ Qualche informazione sui vini che abbiamo acquistato e assaggiato…

“All’Aria Aperta” – dal colore rosè dal colore rosa tenue. Il suo profumo è aromatico, con note fruttate. Si abbina a numerose preparazioni, ideale come aperitivo ma perfetto anche con i primi a base di pesce.

“Matto delle Giuncaie” – IGT dal colore rosso porpora, uve del sangiovese. Dal buon profumo con note di tabacco e liquirizia, sentori di frutta rossa e nera, leggero sentore di vaniglia. Ottimo se accompagnato a piatti di cacciagione e carni alla griglia.

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“Dianella Chianti” – DOCG dal colore rosso rubino con riflessi porpora. Ha un profumo fresco, sa di violette e frutta rossa. Il Chianti Fattoria Dianella è un vino ideale per ogni occasione. Eccellente con le carni rosse e la selvaggina.

“Veglie di Neri” – IGT dal colore rosso rubino con riflessi violacei. Il suo profumo ha note floreali. E’ un vino da bere giovane ma non disdegna un po’ di riposo in bottiglia. Offre il meglio di sé se abbinato a carni di manzo stufate o saltate in padella, arrosti e carne di maiale. Bene anche su formaggi saporiti.

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“Olio Extra Vergine di Oliva Fattoria Dianella” ha un colore che sfuma dal verde al giallo oro. Il suo profumo è particolare: ovvio aromi di oliva fresca ma accompagnati da sentori di carciofo e foglia verde. Ha un sapore fruttato con nota piccante e leggero retrogusto amaro. Ideale usato a crudo. Tutti i vini e l’olio di loro produzione possono essere assaggiati e gustati in loco, si possono anche acquistare e se volete sono disponibili lezioni di cucina…

IMG_3105+ Il B&B dispone per ora di tre grandi camere da letto matrimoniali con un grande bagno: la nostra era la Lavanda Room dove c’è stato molto comodamente il secondo lettino per il mio Matteo. L’anticamera con un grande armadio e una toilette per il trucco era antecedente lo spazioso bagno con doccia e vasca da bagno. L’arredo chic in stile country molto fine e ricercato con nuance tutte color lavanda, anche per le altre suite i colori sono tutti pastello nelle sfumature rosa e salvia. Federico ci ha rivelato che a settembre la villa vedrà lavori di ampliamento con qualche camera in più, la piscina e una piccola spa… sicuramente la scusa perfetta per noi per ritornarci e anche molto volentieri! Pulizia perfetta, riordino ottimo, camera sempre profumata e accogliente. IMG_8044+

IMG_8068+ La colazione tipicamente italiana, semplice e sempre fresca… servita in veranda, un bellissimo risveglio nel fresco della mattina toscana. Un consiglio… renderla più “europea”… i turisti stranieri sono tantissimi! IMG_3119+

La villa ha un bellissimo parco, ogni angolo ha un qualcosa di particolare, nell’aria il continuo frinire di cicale e grilli, il profumo di pini e fiori rendono il soggiorno perfetto per rigenerarsi e ricaricarsi dallo stress e dai problemi quotidiani…

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Oltre a piante di ulivo e vigneti, nel parco della villa ci sono parecchie piante di limoni e nelle varie ville e agriturismi che abbiamo potuto visitare come in Villa Dianella, esistono verande al coperto che vengono chiamate Limonaie, luoghi in cui nei mesi invernali, vengono appunti messi al riparo i grossi vasi di limoni…

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Villa Dianella Fucini

Fattoria Dianella via Dianella, 48 – 50059 Vinci (Firenze) – Italia

Tel +39 0571 508166 – Fax +39 0571 904615

Email: info@villadianella.it – http://www.villadianella.it

…A seguire il post su Vinci e Leonardo.

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Buone vacanze a tutti!!!

Per quest’anno noi vacanze culturali che passeremo a Firenze…

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(immagine presa dal web)

a Vinci il paese di Leonardo e poi vedremo dove ci porterà la voglia di scoprire questa parte di Toscana… Ci vediamo al mio ritorno con il reportage… buon relax a tutti voi!!!

Se volete sbirciare il nostro scorso viaggio in Toscana, qui troverete il mio reportage… Pienza, San Quirico d’Orcia e Montalcino, Siena, Città della Pieve.

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PANNA COTTA VANIGLIA COULISSE MIRTILLI (57)+

Un “Dolcepensiero”: dopo una grigliata di carne, in cui avevo ospiti i miei cari suoceri, ho voluto proporre questa deliziosa panna cotta. Adoro l’aroma della vaniglia in ogni sua forma: in stecca, in polvere, in aroma liquido… sembra che la sua aggiunta renda magica ogni preparazione oltre che conferire un aroma delizioso. Come finale, una coulisse di mirtilli freschi, frutti che io adoro e che sono stati protagonisti principali delle mie vacanze in montagna quando ero piccina; curiosa di cosa combinavano i miei fratelli più grandi, li seguivo per i sentieri che erano casa nostra ma appena mi imbattevo nelle fresche distese di questi frutti, mi ci sedevo in mezzo e a mano mano con le mie manine, che divenivano sempre più blu, spizzicavo dalle delicate piantine questi frutti magici perché credevo che li mangiassero anche fate, folletti e gnomi che credetemi anche oggi che ho 39 anni, credo esistano davvero nei boschi a me molto cari. E di cosa combinassero i miei fratelli, credetemi non me ne fregava più nulla… ih ih ih! Ma torniamo alla ricetta: la panna è aromatizzata con la vaniglia mentre la coulisse è semplicemente un concentrato di frutta ovvero una salsa di atta a guarnire dolci. Perfetta anche per le cheese cake.

PANNA COTTA VANIGLIA COULISSE MIRTILLI (5)+

INGREDIENTI

100 grammi di mirtilli freschi

400 ml di panna fresca

140 grammi di zucchero

10 grammi di colla di pesce

5 ml di aroma alla vaniglia

qualche goccia di limone

foglioline di menta fresca

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PREPARAZIONE

Porre ad ammorbidire la colla di pesce in acqua fredda per una decina di minuti. Mettere in un pentolino metà della panna e scaldarla a fuoco basso ma senza farla bollire; immergere nella panna la colla di pesce ben strizzata e mescolare fin quando quest’ultima si sarà sciolta completamente. Versare l’altra metà della panna, unire lo zucchero e la vaniglia, mescolare bene il tutto e quando inizia il bollore, togliere dal fuoco. Lasciar intiepidire. Intanto preparare la coulisse di mirtilli: lavare ed asciugare bene la frutta; frullare molto bene e aggiungere qualche goccia di limone, porla in frigo. Prendere quattro bicchieri di vetro e versare sul loro fondo la panna cotta. Porre in frigo. Dopo un’oretta o quando la panna si sarà solidificata (operazione che potete fare anche un’oretta prima della cena), distribuire la coulisse in superficie alla panna. Terminare con qualche fogliolina di menta.

Nella coulisse non ho messo colla di pesce perché adoro affondare il cucchiaio nella panna e godermi poi la frutta così al naturale anche perché la servo direttamente nei bicchieri.

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Dall’archivio di Dolcipensieri:

PANNA COTTA ALLA LIQUIRIZIA

CAKE AI MIRTILLI

MUFFIN AI MIRTILLI

CREMA AL MASCARPONE E MIRTILLI

PANNA COTTA VANIGLIA COULISSE MIRTILLI (53)+

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SPAGHETTI COZZE E VONGOLE (5)+

Un “Dolcepensiero”: se il mare non va ai Trezzi, i Trezzi vanno al mare! ebbene si! pur essendo del Lago di Como, amiamo moltissimo il pesce di mare che solitamente consumiamo al mare ma come vi ho già accennato, quest’anno per noi le vacanze non saranno in costa bensì culturali… quindi complice l’afa e le belle serate, un piatto unico con del fresco pesce è sempre ben gradito. La preparazione e facile, l’importante è avere ingredienti ad hoc ossia il pesce fresco e di ottima qualità e devo dire che anche qui dalle mie parti ci sono pescherie come fossimo sulla spiaggia.

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INGREDIENTI PER SEI PERSONE

500 grammi di spaghetti

1 chilo di cozze

500 grammi di vongole veraci

300 grammi di pomodorini a grappolo

olio extra vergine di oliva q.b. “F.lli Carli”

un pizzico di sale

pepe nero in abbondanza

un paio di spicchi di aglio

prezzemolo tritato in abbondanza

PREPARAZIONE

Tagliare i pomodorini a metà. Mettere a bollire l’acqua per la pasta. Nel frattempo pulire e raschiare i gusci di mare eliminando anche la barbetta delle cozze. Porre sul fuoco una capiente padella larga con sponde alte e sfrigolare l’aglio tritato finemente nell’olio caldo e gettarvi dentro tutti i frutti di mare. Nello stesso momento mettere a lessare la pasta in acqua salata (per me otto minuti). Tenere mescolato entrambe le pentole, spolverare di pepe nero, a metà cottura unire i pomodori ai pesci e spolverare con il prezzemolo tritato. Scolare la pasta che poi unirete ai frutti di mare (operazione da fare in un’altra padella antiaderente con un filo di olio perché i gusci rilasciano molta acqua,), far saltare il tutto amalgamando con qualche cucchiaio di acqua di cottura delle cozze, regolare di sale o/e pepe se ancora necessario. Spolverare ancora con prezzemolo… servire la pentola in mezzo alla tavola e buon appetito.

SPAGHETTI COZZE E VONGOLE (4)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

SPAGHETTI CON LE SARDE, PACHINO E PINOLI

IMPEPATA DI COZZE

LINGUINE CON BOTTARGA E VONGOLE

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PLUM CAKE AL CIOCCOLATO BIANCO E NOCI (17)+

Un “Dolcepensiero”: il mese di agosto è per me da sempre il mese che più riesco a godere di mio marito… quest’anno un po’ meno visto che sta ancora lavorando ma si sa è meglio così in momenti di crisi bisogna anche studiare le giuste vie per la ripresa poi a settembre. La coccola più bella è proprio la colazione insieme e il risvegliarsi molto pigramente dal sonno notturno. Se l’anno scorso ero già in costa, quest’anno siamo ancora a casa ma ciò non mi impedisce di preparare dolci perfetti per la prima colazione ma anche per una merenda con i bimbi a bordo piscina. Questo plum cake oltre che essere buono e profumato, è una carica di energia che soddisfa gli affamati amichetti di Matteo e non solo loro… Il profumo che emana questo plum cake è straordinario: il connubio dei due yogurt oltre che regalare sofficità, conferisce un buon profumo e aroma alla torta. Ma potete comunque sostituire lo yogurt con il gusto che più vi aggrada o magari anche con yogurt bianco. Io vorrei provarlo con quello alla vaniglia, che dite??? Per le vacanze, finalmente si parte… il 14 andremo per qualche giorno a Vinci il paese di Leonardo, poi Firenze e i suoi dintorni per poi trasferirci per qualche giorno ancora al mare… vi racconterò la meraviglia di questi posti con foto e reportage…

PLUM CAKE AL CIOCCOLATO BIANCO E NOCI (14)+

INGREDIENTI (STAMPO 26x12cm circa)

150 grammi di cioccolato bianco

75 grammi di noci

90 grammi di yogurt alla banana

90 grammi di yogurt alla fragola

180 grammi di farina 00

70 grammi di olio extra vergine di oliva fruttato “Fratelli Carli”

120 grammi di zucchero semolato

3 uova

1 cucchiaino di lievito in polvere

un pizzico di sale alla vaniglia

PLUM CAKE AL CIOCCOLATO BIANCO E NOCI (4)+

PREPARAZIONE

Tagliare grossolanamente le noci, sciogliere a bagnomaria il cioccolato. Nella planetaria, sbattere le uova con un pizzico di sale con lo zucchero finché saranno chiare. Unire l’olio, i due yogurt. Amalgamare la farina setacciata col lievito ed infine unire le noci e il cioccolato bianco sciolto. Trasferire il composto in uno stampo da plum cake infarinato ed imburrato; infornate in forno già caldo a 180°C per circa 50 minuti (fate sempre la prova stecchino). Fate freddare completamente prima di togliere dallo stampo.

PLUM CAKE AL CIOCCOLATO BIANCO E NOCI (3)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

PICCOLI PLUM CAKE ALLA FETA E PEPERONCINO

PLUM CAKE ALL’ARANCIA CON MIELE E NOCI

GELATO MALAGA AL CIOCCOLATO BIANCO

TORTA DI NOCI, NOCCIOLE E MANDORLE

CIABATTE CON LE NOCI DELLA CALIFORNIA

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Raccolta di appunti scritti nel corso degli ultimi dieci anni, forse più. Una volta erano raccolti in quaderni, poi una parte mi è stata rubata ed ora, grazie al cloud (non è uno locuzione romanesca), è tutto rigorosamente online. Dal mondo dell'informatica (non più aggiornato da anni ma tenuto in vita per una questione "sentimentale") a pensieri e riflessioni sulla vita, sul mondo, sulla società, sulle emozioni e su di me, senza prendermi troppo sul serio.

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