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Archive for Maggio 2014

FRITTATINE FIORI ZUCCA E TALEGGIO (9)+
Un “Dolce… pic-nic”: sono il cibo che preferisco in estate. Sarà che amo gustarle anche fredde soprattutto quelle cotte in forno, sarà che sono trasportabilissime nei pic-nic, sarà che possono essere anche cucinate in formato light… le frittate in estate sono perfette per un pranzo veloce, una cena leggera e perché no… un graditissimo pic-nic all’aria aperta in compagnia di amici. Inoltre oggi le ho cucinate con le prime primizie dell’orto di mio padre ovvero i fiori di zucca, il tocco saporito del Taleggio DOP unito al bitto, ha conferito un buon sapore. Il loro aspetto è un po’ rustico ma credetemi il sapore e la sofficità vi conquisteranno!

FRITTATINE FIORI ZUCCA E TALEGGIO (3)+

INGREDIENTI PER 4 PICCOLE FRITTATE

5 uova

6-8 fiori di zucca

40 grammi di bitto

80 grammi di Taleggio DOP

grana grattugiato q.b.

sale pepe q.b.

burro q.b.

PREPARAZIONE

Aprire e lavare i fiori di zucca tamponandoli leggermente per asciugarli. Sbattere le uova con un pizzico di sale e pepe. Unire il bitto grattugiato. Con il burro, ungere leggermente i pirottini per le frittate, versare il composto di uova distribuendolo in modo equo. Tagliare a dadini il Taleggio DOP che distribuirete nelle frittate. Terminare con i fiori di zucca in superficie premendoli leggermente verso il basso. Terminare con una spolverata di grana grattugiato, porre in forno già caldo a 200°C per una ventina di minuti. In forno tenderanno a gonfiarsi, quindi con una forchetta incidete qualche buchetto al momento in cui spegnerete il forno, lasciare al caldo ancora qualche minuto o fino a doratura.

FRITTATINE FIORI ZUCCA E TALEGGIO (14)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

FRITTATINE AL TIMO E GRANA

LIMONI SOTTO SALE E TIMO

INSALATA DI RISO INTEGRALE… ALLA GRECA

TORTINO DI GRANO SARACENO

FRAGOLE PROFUMATE DI TE’ ALLA MENTA CON GELATO DI PANNA

FRITTATINE CON FETA, PEPERONCINO E AROMI

Con questa ricetta partecipo al contest “Nel cesto del pic nic” de “La cucina di Esme”
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CONIGLIO ALLA CACCIATORA (13)+
Un “Dolcepensiero”: l’altro giorno uno scivolone in bagno e l’alluce del piede si è rotto! mannaggia! che noia! zoppicante e dolorante per una “micro” frattura è un gran rompimento! per fortuna si parla di micro ma credetemi il fastidio è maxi! inoltre il tempo non gioca a migliorare l’umore: stamattina sentivo l’acqua scendere e aperte le persiane, pioggia a catinelle e bassa pressione! insomma l’estate non riesce proprio a sbocciare e anche per i prossimi giorni le previsioni non regalano il sole pieno. Spero solo che la prossima settimana il tempo ci possa regalare la feste di fine anno almeno senza pioggia perché lo scorso anno siamo stati molto penalizzati. L’occasione è buona per un piatto ancora corposo ma perfetto per questa stagione intermedia: con la pioggia fuori, un buon piatto di coniglio alla cacciatora non ci sta poi così male. Soprattutto nella bella stagione prediligo la carne bianca come pollo e coniglio in casseruola perché personalmente la trovo più leggera…

CONIGLIO ALLA CACCIATORA (33)+

INGREDIENTI

un coniglio

un mazzetto di rosmarino e salvia

qualche spicchio di aglio rosso di Sulmona

1 carota

1 costa di sedano

1 cipolla

un bicchiere di vino bianco secco

qualche pomodorino

100 ml di salsa di pomodoro

brodo vegetale q.b.

olio extra vergine q.b.

sale e pepe q.b.

CONIGLIO ALLA CACCIATORA (66)+

PREPARAZIONE

Se avete un coniglio nostrano, vi consiglio dal giorno prima, di metterlo nel vino oppure in acqua e aceto per fargli perdere quel sapore di selvatico; se invece trattasi di coniglio di allevamento acquistato dal macellaio, questa operazione la potete tralasciare. Fatelo comunque tagliare a pezzi dal macellaio, operazione che così eviterete a casa ottenendo pezzi di carne tagliati con precisione. Lavare le verdure che triterete finemente per farne un soffritto in casseruola con un filo di olio evo da cuocere per un cinque minuti regolando con filo di acqua calda per stufarle leggermente. Unire anche qualche spicchio di aglio. Porre i pezzi di coniglio nel soffritto. Appena la carne è scottata per bene (se si asciuga troppo, aggiungervi dell’acqua calda poca alla volta), unire i rametti di odori e i pomodorini tagliati a pezzetti. Dopo una bella mescolata e rigirata della carne, sfumare con il vino bianco. Appena evaporato il tutto, regolare di sale e pepe. Unire la salsa di pomodoro, continuare la cottura per circa 40 minuti (tempo che può variare in base alla grossezza dei pezzi di carne) aggiungendo o del brodo vegetale oppure della salsa di pomodoro diluita con acqua tiepida. Perfetto con del purè di patate o se in stagione più fredda, una calda polenta.

CONIGLIO ALLA CACCIATORA (30)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

CONIGLIO ALLA BIRRA CON BACCHE DI GINEPRO

CONIGLIO ALLA BIRRA

FOCACCIA AL TIMO

CONIGLIO ALLA CACCIATORA CON VINO ROSSO

RISOTTO ALLE FRAGOLE

CONIGLIO AL ROSMARINO CON MEDAGLIONE DI POLENTA AL BITTO E CASERA

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PATATE AGLIO E ROSMARINO (40)+
Un “Dolcepensiero”: soprattutto in estate le patate arrosto e fritte sono un contorno molto gettonato perché possono accompagnare molto bene le grigliate di carne e pesce che si fanno all’aperto. Inoltre gli aromi appena rimpiantati nell’orto oppure potati per la buona ripresa, sono un ottimo insaporitore. Quindi diamo pure il via alla bella stagione con questo ottimo contorno con l’aglio rosso di Sulmona che ho già usato qui.

INGREDIENTI

una decina di patate

una testa di aglio rosso di Sulmona

sale di Cervia q.b.

pepe bianco e nero q.b.

un paio di rametti di rosmarino

qualche rametto di timo

olio extra vergine d’oliva q.b.

PATATE AGLIO E ROSMARINO (19)+
PREPARAZIONE

Pelare e lavare le patate, tagliarle a tocchetti. Riempire una pentola di acqua fredda aggiungendo sale grosso e le patate. Portare a ebollizione e cuocere per una ventina di minuti o fino a quando le patate saranno facilmente infilzabili con una forchetta ma durette al loro interno. Scolare le patate. Versare dell’olio in una teglia che metterete a scaldare leggermente in forno. Nel frattempo pulire gli aromi che in parte triterete finemente e in parte lascerete integri. Prelevare la teglia: mettere le patate, unire gli spicchi di aglio e regolare di sale e pepe con il rosmarino e il timo. Infornare di nuovo e arrostire le patate per circa un’oretta o fino a quando saranno ben dorate e cotte, rigirandole di tanto in tanto (potete passare alla funzione grill negli ultimi minuti di cottura).

PATATE AGLIO E ROSMARINO (48)+
Dall’archivio di Dolcipensieri:

PESTO DI PREZZEMOLO CON RICOTTA

BISCOTTI CON GLASSA

LASAGNE AL PESTO CON PATATE E POMODORINI

IL SUGHETTO PER I RAVIOLINI FRESCHI

FRAGOLE AL DOLCETTO

CREMA DI PATATE E CIPOLLE CON COZZE

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SALVIA (3)+
Un “Dolcepensiero”: è il momento di rintuzzare le piante aromatiche nell’orto che ahimè non sono sopravvissute alla stagione fredda; la salvia piantata in giardino è stata potata e ora è rispuntata molto bene, rigogliosa e verde ancor di più. Ottima occasione per riportare in tavola un risotto buono, veloce e poco calorico perfetto anche perché qui ancora l’estate non è scoppiata e alla mattina e alla sera ancora fa freschino.

RISOTTO ALLA SALVIA, PINOLI E GRANA (49)+
INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 grammi di riso Carnaroli

un paio di cucchiai di pinoli

80 grammi di caprino fresco

50 grammi di grana grattugiato + grana in scaglie

un litro e mezzo di brodo vegetale (carota, zucchina, 1/2 cipolla dorata, qualche granello di sale grosso, rametti di salvia verde)

1/2 cipolla dorata

un pugno di foglie di salvia

olio extra vergine d’oliva q.b.

un pizzico di pepe

RISOTTO ALLA SALVIA, PINOLI E GRANA (22)+

PREPARAZIONE

Mettere a bollire il brodo con la verdura sopracitata compresi i rametti di salvia. Con il frullatore ad immersione, tritare le verdure del brodo. Tritare finemente l’altra mezza cipolla insieme alle foglie di salvia e farla appassire nell’olio evo a fiamma dolce con una piccola parte di salvia tritata. Unire il riso, farlo tostare e appena traspare, versarvi un mestolo di brodo filtrato facendo sfumare il tutto mescolando; unire gradatamente l’altro brodo appena si asciuga il precedente sino a portarlo a cottura. Mantecare a fuoco spento con il caprino e il grana grattugiato e la salvia tritata; non dimenticate una spolverata di pepe. Servire con del grana a scaglie e i pinoli leggermente tostati in precedenza.

RISOTTO ALLA SALVIA, PINOLI E GRANA (20)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

MERINGHE ALLA FRANCESE

RISOTTO AL PESCE PERSICO PROFUMATO CON TIMO

TACOS MESSICANI CON MIX DI CARNE

FUSILLI CON RADICCHIO E PERE

TAGLIATELLE PANNA PORCINI E BOCCONCINI DI CARNE

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FROLLA AL CARDAMOMO,CREMA,FRAGOLE (36)+
Un “Dolcepensiero”: ho adorato fin da subito la frolla dei biscotti della mamma. Inoltre adoro il cardamomo abbinato alle fragole. Siamo nel pieno del periodo fragoloso, le prime sono ancora un po’ asprine, perfette per una crostata. Ed ecco questa meraviglia realizzata per un fine cena fra amici.

INGREDIENTI

PER LA FROLLA

300 grammi di farina bianca 00 con lievito

150 grammi di burro leggermente salato

1 uovo intero+1 tuorlo

una dozzina di capsule al cardamomo

120 grammi di zucchero extrafine

un pizzico di sale alla vaniglia

 PER LA CREMA PASTICCERA

1/2 litro di latte

130 grammi di zucchero semolato

25 grammi di amido di mais

25 grammi di amido di riso

100 grammi di tuorlo

1 stecca di vaniglia

50 grammi di burro morbido

PER LA CROSTATA FINALE

500 grammi di fragole

gelatina chiara per dolci q.b.

zucchero a velo q.b.

FROLLA AL CARDAMOMO,CREMA,FRAGOLE (27)+

PREPARAZIONE

FROLLA: nel mortaio ridurre in polvere i semini del cardamomo. Impastare nella planetaria lo zucchero con il burro ammorbidito, poi unire uovo e tuorlo e azionare nuovamente. Aggiungere la farina, il cardamomo, un pizzico di sale e azionare ancora. Formatasi la palla, avvolgerla con pellicola trasparente e riporre in frigo a solidificare per almeno 30 minuti. Stendere l’impasto e ricoprire una teglia per crostata imburrata ed infarinata pareggiando il bordo con un tagliapasta a rondelle. Prendere un foglio di carta da forno leggermente umido e ben strizzato, porlo sopra la frolla, sovrapporre i fagioli secchi e infornare a 180°C per circa 20 minuti. Eliminare fagioli e carta forno, rinfornare ancora per 5 minuti.

CREMA: schiacciare il baccello di vaniglia con il dorso di un coltello, inciderlo nel senso della lunghezza ed estrarne la polpa con un coltello. In una casseruola versare il latte e il bacello di vaniglia, portare a bollore. In una ciotola versare i tuorli d’uovo e romperli con una frusta: aggiungere la polpa di vaniglia, lo zucchero e lavorare energicamente con la frusta fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Unire i due amidi setacciati insieme mescolando rapidamente ma senza lavorare a lungo. Quando il latte avrà raggiunto il bollore, versarlo sulla preparazione di uova filtrandolo per eliminare il baccello di vaniglia; mescolare delicatamente fino al completo scioglimento dello zucchero. Rimettere il composto così ottenuto sul fuoco e continuare a mescolare con la frusta. Procedere con la cottura della crema fino alla comparsa sulla superficie delle prime bolle: togliere la crema dal fuoco e travasarla in una ciotola e, sempre mescolando con la frusta, aggiungere il burro morbido. Copritela da fredda con un foglio di pellicola alimentare a contatto con la superficie fino al momento del consumo.

CROSTATA: prelevare la base di frolla dal forno, versare la crema sulla crostata. Preparare la finitura della torta: lavare e mondare le fragole, tagliarle a pezzettini. Cospargere la crostata con la frutta, preparare la gelatina (seguendo le istruzioni del preparato) e spalmarla sulla frutta; far raffreddare bene il tutto, porla un poco in frigo. Al momento di servirla, spolverare di zucchero a velo. Ottima con del freddo moscato italiano oppure anche con del gelato.

FROLLA AL CARDAMOMO,CREMA,FRAGOLE (15)+
Dall’archivio di Dolcipensieri:

MUFFIN AL LIMONE E SEMI DI PAPAVERO

FRISELLE CON POMODORI E CIPOLLOTTI

CROSTONI IN CREMA AL GORGONZOLA E BIRRA

TOAST AL FORNO CON PECORINO E PRAGA

RISOTTO AL VECCHIO

FONDUE BOURGUIGNONNE

Con questa ricetta partecipo al Contest ” Strawberries in Cakes” di PamCakes”

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COSTINE AL ROSSO DI SULMONA (5)+
Un “Dolcepensiero”: ha attirato la mia attenzione per il suo bel colore rosso porpora dalle mille sfumature, che poi alla fine si tratta di aglio, ovvero un aroma che non molti amano… eppure io lo uso! Inoltre questa varietà ha gli spicchi più grossi e sodi rispetto ad altri tipi, il profumo e pungente e l’aroma è molto persistente. Nello specifico parlo dell’aglio rosso di Sulmona. E’ un prodotto tutelato da un consorzio e viene coltivato nelle colline di Sumona o nella valle Peligna. E’ ottimo da utilizzare anche a crudo, perfetto per aromatizzare carni e pesce. Il Rosso di Sulmona è una varietà fra le più pregiate e rare; si coltiva a novembre/ dicembre, si raccoglie tra giugno e luglio. Si conserva a lungo. Per le mie costine è stato perfetto perché gli ha conferito una nota decisa…

COSTINE AL ROSSO DI SULMONA (10)+
INGREDIENTI

PER LA CARNE

1 chilo di costine di maiale

due/tre spicchi di aglio rosso di Sulmona

brodo vegetale q.b.

sale aromatizzato alle erbe delle Langheq.b.

olio extra vergine d’oliva q.b.

un mazzetto di rosmarino

PER LE PATATE

8 patate grandi

un paio di spicchi di aglio rosso di Sulmona

sale grosso q.b.

un paio di rametti di rosmarino

olio extra vergine d’oliva q.b.

COSTINE AL ROSSO DI SULMONA (20)+
PREPARAZIONE

PATATE. Pelare e lavare le patate, tagliarle a tocchetti. Riempire una pentola di acqua fredda aggiungendo sale e le patate. Portare a ebollizione e cuocere per una ventina di minuti o fino a quando le patate saranno facilmente infilzabili con una forchetta ma durette al loro interno. Scolare le patate. Versare dell’olio in una teglia, unire gli spicchi di aglio e infornarla per cinque minuti in forno caldo a 200°C. Prelevare la teglia e unire le patate regolando di sale grosso e di rosmarino tritato grossolanamente. Infornare di nuovo e arrostire le patate per circa un’oretta o fino a quando saranno ben dorate e cotte, rigirandole di tanto in tanto (potete passare alla funzione grill negli ultimi minuti di cottura).

COSTINE. In una ciotola irrorare di olio evo le costine regolando di sale. Unire gli aghi di rosmarino in parte tritati in parte no. Mischiare bene il tutto e versare la carne in una pirofila aggiungendo gli spicchi di aglio. Infornare rigirando di tanto in tanto e se si dovesse asciugare troppo, bagnare con acqua tiepida o meglio del brodo vegetale in piccole quantità. Cuocere per una mezz’oretta (cottura che varia in base alla grossezza delle vostre costine, vi consiglio comunque di tagliarle a metà).

A fine cottura di entrambi, unire le costine alle patate e portare in tavola.

COSTINE AL ROSSO DI SULMONA (24)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

FILETTI DI BRANZINO AL FORNO

TACOS CON POLLO

TORTA CON YOGURT ALLE MELE CON BACCHE DI GOJI

CROSTATA DI RISO E DOPPIA CONFETTURA

TORTINE ALLE FRAGOLE

LA CREMA CATALANA

 

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I BISCOTTI DELLA MAMMA (24)+
Un “Dolcepensiero” a tutte le mamme: un cuore per tutte le mamme che passano di qui! Auguri donne: penso che chi sia mamma, dopo il proprio compleanno, sia la festa che più apprezziamo. Aspettare il proprio bimbo all’uscita della scuola e vederlo arrivare con il lavoretto per la festa della mamma sia la più bella sorpresa per noi mamme. Un lavoretto artistico può racchiudere quell’amore che solo un bambino può esprimere: che sia un disegno non proprio nitido, che sia già una piccola opera d’arte, è la bellezza dei buoni sentimenti che, soprattutto quei tratti magari non proprio decisi, possano racchiudere. Un cuore è il simbolo più legato a questa festa: oggi alla mia mamma ho regalato proprio tanti cuoricini dolci e fragranti per la sua dolce colazione. Potrei scrivere tantissime parole sulla mia mamma, temo che finirei per elencare tutti i più belli aggettivi presenti sul vocabolario. Ma mi basta vedere la dolcezza con cui mi aiuta ad educare il mio bimbo e capisco quanto sia stata bella e dolce la mia infanzia. Non mi ricordo un solo sberleffo, una sgridata acida, a volte mi chiedo se mai abbia perso la pazienza con me o con i miei fratelli mentre è molto limpido nei miei ricordi, vederla sempre pronta con la sua bella e chiara grafia aiutare me e i miei fratelli nei compiti, oppure sempre pronta e presente quando stavamo male e con quattro figli di cui tre maschi, credetemi ne ha viste di tutti i colori. Eppure sempre carina, dolce, affabile, amorevole e paziente. E’ a lei che mi sto ispirando, vorrei essere come lei sempre e tutti i giorni…

I BISCOTTI DELLA MAMMA (67)++
INGREDIENTI

300 grammi di farina bianca 00 con lievito

150 grammi di burro leggermente salato

1 uovo intero+1 tuorlo

una dozzina di capsule al cardamomo

120 grammi di zucchero extrafine

un pizzico di sale alla vaniglia

I BISCOTTI DELLA MAMMA (22)+
PREPARAZIONE

Nel mortaio ridurre in polvere i semini del cardamomo. Impastare nella planetaria lo zucchero con il burro, poi unire uovo e tuorlo e azionare nuovamente. Aggiungere la farina, il cardamomo, un pizzico di sale e azionare ancora. Formatasi la palla, avvolgerla con pellicola trasparente e riporre in frigo a solidificare per almeno 30 minuti. Stendere l’impasto e ritagliarlo con le formine a piacere. Cuocere in forno statico a 180°C per circa 10 minuti.

I BISCOTTI DELLA MAMMA (12)+
Dall’archivio di Dolcipensieri:

CARPACCIO DI BRESAOLA

RISOTTO SALVIA E CAPRINO

TAGLIATELLE DI FARRO AROMATIZZATI CON CHEVEUX D’ANGE

ZUPPA DI FARRO

PANNA COTTA AL CIOCCOLATO BIANCO

CESTINI DAL CUORE MORBIDO

I BISCOTTI DELLA MAMMA (6)+

 

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La mattina che avevamo prenotato la visita guidata ai Musei Vaticani, era una giornata uggiosa su Roma. Ma la fila per salire nelle sale più belle al mondo, credetemi non era diminuita rispetto ai giorni scorsi. Se capitate a Roma, andate subito in Città del Vaticano e lungo i due viali con le oltre 100 colonne poste ai margini della Piazza, potrete trovare dei ragazzi che vi prenotano le visita in San Pietro con regolare ricevuta, evitando la chilometrica fila sotto il sole che per noi era prevista in circa 4 ore di attesa. Una volta entrati in basilica, una giuda per gruppo di lingue vi mostrerà le bellezze imponenti della basilica. All’uscita – dura circa 50 minuti la visita guidata – al momento di pagare potete prenotare anche la visita ai Musei Vaticani, evitando anche qui ore di attese sotto il sole o come per noi la pioggia. Potete poi rientrare in basilica per girare tranquillamente e pregare alle tombe dei santi o scendere sotto per visitare le grotte ove vi sono tutti i papi deceduti.

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I Musei Vaticani sono posti dietro San Pietro e molti comodi da raggiungere con la Metro. Sono una delle raccolte d’arte più grandi del mondo, un’enorme collezione di opere d’arte accumulata nei secoli dai Papi. Dai musei si accede alla Cappella Sistina e agli appartamenti papali affrescati da Michelangelo e Raffaello. I Musei Vaticani occupano gran parte del vasto cortile del Belvedere.

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Nel 2000 è stata edificato un nuovo ingresso ai Musei.

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Il cortile della Pigna con la Sfera di Arnaldo Pomodoro.

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Il Museo Pio-Clementino fu fondato da papa Clemente XIV nel 1771 e originariamente fu adibito alla raccolta di opere antiche e rinascimentali. Il museo e la sua collezione furono ampliati dal successore papa Pio VI. Oggi il museo ospita antiche sculture greche e romane.

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Il Museo Chiaramonti è altrettanto ricco e fornito di sarcofagi, bassorilievi e statue.  Prende il nome da papa Pio VII Chiaramonti, che lo fondò agli inizi del XIX secolo. È composto da un’ampia galleria ad archi ai lati della quale sono esposte numerose sculture. La nuova ala, il Braccio Nuovo, ospita il celebre Augusto di Prima Porta.

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La statua di Laoconte

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La Sala della Rotonda

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La sala degli Arazzi

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La Galleria delle Carte Geografiche, la più spettacolare…

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Finalmente la Cappella Sistina.

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Le sale delle Nozze Aldobrandine e sala dei Papiri

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La visita è finita ai Musei Vaticani, un’esperienza bellissima, una sensazione in Cappella Sistina che non si riesce a descrivere e immaginare quel luogo come sito dove si sono sempre eletti i papi, è una sensazione troppo indescrivibile. Un luogo santo e sacro, un luogo storico oltre che alla bellezza che solo gli occhi possono ammirare perché se gli affreschi potessero parlare – perché questa è l’impressione che hanno ovvero che gli manca solo la parola, per quanto sono belli.

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Usciti dalla visita a San Pietro e dopo una preghiera ai due nuovi Santi, abbiamo preso un taxi che ci ha portato direttamente al Ghetto Ebraico in Trastevere (circa 10 euro da San Pietro). Non sono mai stata in questa zone e ci ha conquistato subito: appena scesi dal taxi, nell’aria aleggiava un profumo di pane e biscotti. Il Ghetto Ebraico è molto famoso appunto per la quantità di panetterie e biscottifici ma anche di ristoranti definiti “Kosher”.

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Sono definiti “Kosher” i ristoranti ebraici; il termine kosherl’insieme di regole religiose ebraiche. La parola ebraica significa “conforme alla legge- consentito”. Vi è proprio un elenco di cibi che sono permessi: per esempio non si possono mescolare carne e latticini; le carni permesse sono quelle di animali con zoccolo ovvero mucche, vitello, la pecora, la capra. I pesci solo quelli con pinne e squame. Della cucina ebraica non conosco un gran che, non ho ancora assaggiato nulla ma voglio proprio informarmi e acquistare libri in merito perché mi hanno affascinato molto i ristoranti del ghetto. Non abbiamo pranzato durante la nostra visita, ma i profumi che aleggiavano durante la nostra passeggiata, mi hanno conquistato soprattutto i dolci che ho potuto vedere nelle vetrine. Perché è proprio passeggiando fra gli scorci suggestivi del ghetto, che ogni angolo è adibito ad un forno con accanto la maestosità della Sinagoga e dei resti antichi.

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Un forno storico che esiste dal ‘900 è il forno “Boccione”: è un negozio vecchio stile, pochi arredi, con gli scafali con i dolci esposti, poco spazio per la clientela che però si ferma in coda anche fuori dal piccolo negozietto. Da provare la crostata con la ricotta e le visciole che ci ha consigliato anche il taxista; buona e profumata anche la treccia con uvetta, pistacchi e cannella…

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Forno Boccione

via del Portico d’Ottavia 1 – 00186 Roma
chiuso il sabato

E poi ci si immerge in “Trastevere“… io ma soprattutto mio marito si è innamorato di questo quartiere di Roma. Appena superato un ponte, mi sono ritrovata nel più celebre e conosciuto locale di Roma ovvero il “Sora Lella”, quel ristorante che ogni tanto veniva nominato in tv quando si parlava di due grandi del cinema ovvero Aldo Fabrizi che se come me amate i film in b/n, era uno degli attori più popolari insieme a Toto’. E chi non si ricorda Elena Fabrizi? con Verdone ci ha regalato delle scene simpaticissime.

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Addentrandoci nelle viuzze del tredicesimo rione di Roma, ci lasciamo l’Isola Tiberina alle spalle, inizia un susseguirsi di ristoranti tipici romani con osterie e vinerie per tutti i gusti e per tutti i portafogli. Ogni angolo del rione ha qualcosa da raccontare…

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E poi finalmente sono arrivata in via della luce al civico 21 dove c’è un forno che fa pasticceria e soprattutto biscotti, ovvero il biscottificio “Innocenti”. Come per molti luoghi e locali di Trastevere, anche qui sembra che il tempo si sia un po’ fermato, che tutto sia fermo ai primi momenti dell’apertura.

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La proprietaria è molto carina, educata e gentile: ho avuto il piacere di scambiare qualche chiacchiera con lei e farmi raccontare la passione di fare i biscotti con farine bio e di buona qualità di vario genere. Come potete dedurre dagli adesivi a zampa, qui gli animali sono amati e rispettati. All’interno padroneggia un vecchio forno ancora oggi in uso.

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La semplicità di chi lo gestisce è tanta quanto la bontà dei biscotti che sono il tesoro preziosissimo di un arte che a volte viene un po’ superata da prodotti di più larga scala ma credetemi se amate i prodotti – e dico i  veri prodotti della cucina italiana – fatti ancora con l’amore e la passione, e capitate a Trastevere, il biscottificio dovrà essere una tappa fissa. Io ho portato a casa un poco di queste bontà…

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Biscottificio Innocenti

via della luce 21 – 00153 Trastevere Roma

grazie al blog “Tavole Romane” che mi ha fatto conoscere questo pezzo storico di Trastevere

Ultima tappa prima di tornare in albergo, è stata la visita a Santa Maria in Trastevere che è posta nella piazza omonima.

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La chiesa all’interno è bellissima: sulla facciata vi è un mosaico raffigurante Maria in trono che allatta il Bambino. Un altro mosaico è presente sulla sommità del campanile romanico, sempre raffigurante la Madonna col Bambino, in una nicchia. All’interno, ci sono tre navate.

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Dopo quattro anni sono ritornata a Roma: la capitale, la città eterna, la grandezza dell’arte ha catturato anche i miei uomini. Voglio aprire la serie dei miei post di vacanza su Roma, con quello dedicato ai ristoranti in cui ho cenato…

Abbiamo iniziato con un aperitivo in Piazza Navona seduta proprio davanti alla Fontana dei Quattro Fiumi…

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Ai lati della piazza, dove appunta svetta imponente in tutta la sua bellezza la fontana, è un susseguirsi di bar, ristoranti dove da seduti oltre che godere del caldo primo sole primaverile, è bello godersi anche la vita che si svolge lungo la piazza: artisti di strada con varie fantasie di interpretazione regalano ai turisti di tutto il mondo un’atmosfera magica e metropolitana… con sottofondo canzoni e musica dal vivo. I pittori con i loro colori e tecniche, catturano gli angoli più suggestivi della città. Caricaturisti offrono simpatici ritratti ai turisti. La fontana fu creata da Gian Lorenzo Bernini su ordine di Papa  Innocenzo X. Le quattro statue rappresentano i fiumi della Terra, uno per ciascuno dei continenti fino ad allora conosciuti: il Nilo, il Gange, il Danubio e il Rio della Plata. Sulla fontana sono raffigurati anche sette animali, oltre alla colomba bronzea in cima all’obelisco ed ai delfinetti nello stemma dei Pamphilj: un cavallo, un coccodrillo, un leone, un dragone, un serpente e infine un serpente di mare e un delfino.

Per uno Spritz vi consiglio il bar/ristorante “Tre Scalini”:

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A pochi metri da Trinità dei Monti dove vi è la famosissima Scalinata di Piazza di Spagna – la zona che più abbiamo vissuto di sera avendo scelto l’albergo in questo rione di Roma – abbiamo cenato in ristoranti di tradizione ma anche di nuova generazione sempre con una finestra aperta sulla bontà dei piatti romani.

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La prima serata abbiamo cenato presso “EnOsteria Capolecase”, un ristorante molto carino, di arredi moderni curato nei particolari e gestito con molta tranquillità, la stessa che credo ogni turista cerchi soprattutto la sera dopo lunghe e stancanti passeggiate per i vicoli romani. La base della cucina rimane quella di tradizione romana ma con una ricerca particolare di qualità, di freschezza, di stagionalità delle materie prime. Partiti già da Como con la voglia di assaggiare la vera cucina romana, qui in EnOsteria, abbiamo assaggiato “La Gricia” ovvero un’amatriciana bianca: rispetto all’amatriciana classica, è appunto bianca – senza pomodoro – ma si utilizza comunque del guanciale, del pecorino romano e del pepe. La sua origine si pensa sia addirittura antecedente all’importazione del pomodoro in Europa e che fu inventata dai pastori laziali. L’altro piatto che ci siamo goduti sono stati gli “Spaghettoni Cacio e Pepe”: sembrerebbe un piatto semplice da realizzare ma non è così; infatti è proprio la qualità delle materie prime che rendono questo piatto veramente eccezionale, la giusta piccantezza del pecorino sarà proprio l’ingrediente che fa la differenza oltre alla mantecatura morbida e assolutamente non pastosa.

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Prima dei primi piatti tipici romani, ci siamo gustati la Tartare di Fassona e un prosciutto crudo con mozzarella di bufala. Per Matteo un buon piatto di pasta con pomodoro e un battuto strepitoso di basilico. Se capitate a Roma e cercate un posto carino, rilassante con un della giusta atmosfera, questo ristorante fa proprio per voi. Pulizia perfetta, personale cordiale molto tranquillo, ambiente non troppo grande con luce diffusa e musica in sottofondo, tavoli ben organizzati, molto disponibili anche con il bambino e con le esigenze del caso. Prezzi nella norma, circa 80-90 euro in tre con due calici di vino bianco e rosso entrambi romani, acqua, coca, caffè.

Via di Capo le Case n. 53 – 00187 Roma (RM)
Telefono: (+39) 06 6786115 – Email: info@enosteria.it
Il secondo ristorante di cui vi voglio parlare è proprio una classica trattoria romana: “La Scalinata” a pochi passi dalla scalinata appunto di Piazza di Spagna, vicino alla Fontana de Trevi.
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Appena si entra si respira aria di trattoria, di osteria e vineria con una saletta ricca di quadri con scene di ordinaria vita romana e un locale a vetri a parte atto al taglio dei salumi che sono esposti in bella vista per regalare agli ospiti la goliardia del buon cibo. Un corridoio, che attraversa le cucine,  porta in una seconda sala. A primo impatto ho trovato i tavolini troppo vicini ma l’atmosfera di vera romanità fa sparire anche questo piccolo “inconveniente”. Inoltre il buon e simpatico maitre rende la permanenza molto piacevole, cordialissima la titolare. noi abbiamo gustato piatti tipici romani: non abbiamo resistito alla classica bruschetta al pomodoro che a Roma in tutti i ristoranti fa da antipasto, a seguire per me un abbondante piatto di spaghetti all’amatriciana, per Marco la famosissima coda alla vaccinara e gustarci poi un piatto veramente buono ovvero le puntarelle alla romana con una cremina di acciughe e aglio a dir poco strepitose il tutto innaffiato con un buon rosso del Lazio.
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Ambiente comunque confortevole malgrado i tavoli vicini, staff simpatico ed efficiente, molto carini e disponibili con i bambini, prezzi nella norma di 70-80 euro in tre con due bruschette, un primo piatto, due secondi piatti, un contorno, vino rosso una bottiglia,  due caffè e acqua. Se volete proprio mangiare la cucina romana di tradizione senza molte pretese, questa è la trattoria che fa per voi!

La Scalinata

via S. Andrea Delle Fratte, 32 – Roma
per info e prenotazioni (+39).06.69942067

Quando siamo usciti da San Pietro, un acquazzone primaverile ci ha completamente investiti e siccome era ora di pranzo, abbiamo optato per un pranzo al posto di un panino o facaccia.

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Proprio dietro Città del Vaticano – di fronte al retro della Sala Nervi – abbiamo scoperto questa trattoria che più di città sembrava di paese ovvero un ristorante senza molte pretese che però ci ha decisamente conquistato. L’oste molto educato, pacato e tranquillo ci ha ospitato nella prima saletta: siamo alla trattoria “La Pilotta – da Mario”. Abbiamo iniziato con una bruschetta che fra tutte quelle mangiate a Roma in questi giorni e non solo, era a dir poco sublime: pane croccante al punto giusto ben caldo, pomodoro profumato e ben regolato di sale e origano con un filo di olio evo che mi ha fatto fare la scarpetta… Poi ci siamo gustati i famosissimi saltimbocca alla romana con i carciofi fritti entrambi molto buoni. Per Matteo una pizza e coca. Da bere birre e acqua, due caffè e ahimè il conto un po’ sopra la media rispetto ai due ristoranti citati sopra. Sarà perché si trova proprio dietro al Cupolone?

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Comunque il locale è pulito, i bagni – anche se un po’ datati e posti al piano di sotto a cui si accede tramite una scaletta stretta – molto puliti; il proprietario cordiale e pacato. La posizione strategica con fermata di autobus proprio accanto. Perfetto per i turisti.

La Pilotta (Da Mario)

Via di Porta Cavalleggeri 35, Roma

Post precedenti su Roma:

ROMA CITTA’ ETERNA

SALTIMBOCCA ALLA ROMANA

BUCATINI ALLA CARBONARA

SPAGHETTI ALLA CARBONARA

CARBONARA SBAGLIATA

LA CARBONARA ROSSA

 

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