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Archive for the ‘ALICE TV’ Category

Un “Dolcepensiero” francese: vi ho già parlato di questi deliziosi dolcetti in questo post, raccontandovi la storia passata e presente. Nella ricetta avevo usato madeleine già pronte: questa volta armata di stampi, ho realizzato questi meravigliosi dolcetti arricchendoli con le nocciole, per una versione più autunnale. Serviti con gelato alla panna spolverizato con cannella, sono un dolce perfetto e per niente pesante, per finire al meglio una cena.

INGREDIENTI PER 18 PEZZI GRANDI

120 grammi di farina 00

100 grammi di zucchero

2 uova

1 cucchiaino di lievito in polvere

40 grammi di burro

40 grammi di burro leggermente salato

100 grammi di nocciole

80 ml di latte

sale un pizzico

zucchero a velo.

PREPARAZIONE

Miscelare la farina, il lievito, lo zucchero e le nocciole tritate finemente. Fondere i burri a bagnomaria. Nella planetaria sbattere le uova con un pizzico di sale, aggiungere il latte e i burri sciolti e raffredati. Unire i due composti, mescolare per bene in planetaria con la frusta K flexi. Coprire con la pellicola, riporre in frigo per mezz’ora. Accendere il forno a 180°C e versare il composto in ogni stampino da madeleines; infornare per circa 15 minuti fino a doratura. Una volta raffeddate, spolverare con zucchero a velo.

Solo per chi ama la CUCINA FRANCESE:

OMELETTE VELOCI

CREME BRULE CON LATTE DI COCCO E ZUCCHERO DI CANNA

CROQUE MONSIEUR E CROQUE MADAME

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Un “Dolcepensiero” all’indiana: adoro il profumo del riso Basmati quando lo scolo, profumato e intenso. Famoso ormai in tutto il mondo, il riso Basmati è un riso indiano dal chicco lungo profumato quasi speziato di fragranza molto delicata; in lingua Hindi infatti vuol proprio dire “regina di fragranza”. Nella cucina indiana, lo troviamo molto spesso come compagno di molti piatti di carne e pesce. La sua cottura è molto facile perchè necessita di una cottura in acqua fredda per circa un quarto d’ora ed è perfetto per accompagnare questo pollo aromatizzato con zafferano: una fusione di sapori ed etnie culinarie che regalano a questo piatto un’aroma e un sapore molto appetitoso. Lo zafferano deriva dall’arabo e la sua traduzione letterale significa “giallo”, il colore appunto che può regalare ai cibi cucinati con questo oro culinario; è però una spezia di origine egiziana dove veniva usato per colorare i tessuti, per creare profumi. Amatissimo dai Greci, credevano servisse come giaciglio a Zeus. I Romani invece lo usavano durante le parate per rendere onore a imperatori e gladiatori comandanti vincitori, colorando la strada dove passavano quasi fosse un tappeto, mentre in Europa la sua entrata è da considerarsi grazie agli Arabi ma soprattutto ai Fenici che erano i maggiori importatori e commercianti di questa preziosa spezia da sempre considerata preziosa. Alla fine del ‘300 anche l’Europa iniziò la sua coltivazione soprattutto in Spagna ma abbiamo tutt’ora delle ottime coltivazioni anche in Grecia e in Italia (famoso quello abruzzese e sardo).

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE:

700 grammi di petto di pollo

32o grammi di riso basmati

il succo di 1/2 pompelmo rosa

il succo di 1/2 limone

1 cipollotto

olio estravergine d’oliva

maizena

un cucchiaino di pistilli di zafferano

un paio di noci di burro chiarificato

prezzemolo tritato q.b.

sale.

PREPARAZIONE

Sciogliere i pistilli di zafferano in poca acqua un paio di ore prima del suo utilizzo. Far bollire il riso in abbondante acqua fredda salata per circa 20 minuti, mescolando di tanto in tanto. Tagliare il petto di pollo a pezzettini e passarli nella maizena. Affettare a fette sottilissime il cipollotto e farlo appassire in una padella antiaderente con un filo di olio evo. Unire il pollo infarinato e farlo dorare a fuoco vivo, rigirandolo di continuo. Regolare di sale, unire il succo degli agrumi miscelati insieme e far continuare la cottura ma a fuoco basso, facendo restringere il succo. Aggiungere lo zafferano sciolto, continuare la cottura alzando leggermente la fiamma fino a quando la salsa si è addensata. Scolare il riso, condirlo con il burro e il prezzemolo tritato. Servire i bocconcini di pollo con il riso basmati al posto del pane.

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PUBBLICATO ANCHE SU ALICE TV – BLOG SAPORI DAL MONDO

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Un “Dolcepensiero” dal mondo: questa è una delle ricette che potete leggere anche sul blog di ALICE TV dove vi posso parlare di cucina con sapori dal mondo.

Oggi, almeno virtualmente, ci trasferiamo in Oriente per gustarci questi noodles e cioè una pasta molto diffusa in Asia e in Giappone, per lo più composta da farina di grano ma ci sono anche di riso, tagliati a mo’ di spaghetti o tagliatelle. In oriente sono denominate mian le paste di grano mentre fen quelle di riso e sono, dopo il riso, l’alimento più consumato in Oriente. Possono essere conditi in svariati modi: non può mancare la salsa di soia e un mix di spezie che conferiscono il tono giusto ai piatti orientali. Questi noodles sono ricchi e saporiti, ideali anche come piatto unico: alla pasta si unisce anche della carne.

INGREDIENTI

280 grammi di noodles di grano

300 grammi di petto di pollo

200 grammi di germogli di soia

1 zucchina

1 cipolla

1 carota

qualche cucchiaio di mandorle

mix di spezie orientali q.b. (ginger, peperoncino piccante, coriandolo, aglio, cipollotto, sale iodato, zucchero di canna e pepe nero…)

olio di sesamo

sale rosa dell’himalaya

salsa di soia.

PREPARAZIONE

Affettare la cipolla finemente, tagliare a listarelle sottili la zucchina e la carota; affettare anche il petto di pollo. In una wok, scaldare un filo di olio di sesamo e far tostare le mandorle; appena saranno leggermente tostate, unire il pollo e farlo cuocere bene rigirandolo continuamente, regolare di sale. Unire poi le verdure, rimestare il tutto, bagnare con la salsa di soia (se non amate il sapore forte della salsa, allungatela con dell’acqua tiepida). Continuare la cottura insaporendo con le spezie, per ultimo aggiungere i germogli di soia. Tuffare i noodles in acqua bollente e salata per circa qualche minuto, scolarli e unirli in wok amalgamando bene il tutto.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

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Un “Dolcepensiero” sempre più vicino… a me nel senso che sto’ piano piano conoscendo sempre più la cucina indiana. L’avevo già scoperta in ristoranti tipici e sperimentata altre volte nella mia cucina, ora sto’ continuando con piatti semplici sia da realizzare sia per il gusto ma sto iniziando ad esplorare libri e riviste in merito a questa cultura culinaria. Nell’attesa, prima che mi cimento in qualcosa di più particolare, mi sono accontentata di un semplice pollo al curry con riso aromatizzato ma spero di sorprendervi al più presto. Tra le molte spezie che si usano nella cucina indiana, il curry è senz’altro la principale: se avete già provato ristoranti indiani, la prima sensazione che vi colpisce all’entrata, è l’odore intenso del curry. Per me è una delle tante “spezie” che adoro: basta una spolveratina e tutto prende colore e sapore, come per magia. Ma definirlo una spezia è sbagliato: infatti il curry è una miscela di spezie di origine indiana pestate nel mortaio. Sono queste due particolarità che conferiscono la differenza fra vari tipi di curry: il mediamente piccante e il molto piccante. Le spezie che formano il curry sono: curcuma che gli conferisce colore, pepe nero e peperoncino fondamentali per conferire lo stato di piccantezza, cumino, coriandolo, cannella, zafferano, chiodi di garofano, zenzero, noce moscata e fieno greco. L’arrivo del curry in Europa va conferito agli inglesi che lo conobbero grazie alle loro numerose colonie indiane e ne coniarono il nome curry per indicare un mix di elementi. Se in Europa lo chiamiamo curry, in India il termine varia in masala: questa mistura di spezie veniva preparata da veri e propri esperti nelle migliori cucine delle caste più ricche. Di masala ci sono due varietà: il garam masala e il tandoori masala.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE:

PER LA CARNE:

una dozzina di cosce di pollo

1 porro

olio extravergine d’oliva

curry q.b.

maizena q.b.

fiocchi di sale di Cipro

pepe bianco

brodo vegetale

PER IL RISO:

200 grammi di riso pilaf

sale grosso

qualche chiodo di garofano

un cucchiaino di semi di cumino

un cucchiaino di origano

un cucchiaino di prezzemolo tritato

PREPARAZIONE

Infarinare le cosce nella maizena e poi nel curry, regolare con sale (io ho usato quello di Cipro adattissimo per la carne): devono essere coperte per intero; mettere in frigo per una mezz’oretta. Oliare una teglia, tagliare a rondelle il porro e farlo rosolare a fiamma viva, adagiare le cosce di pollo e iniziare la cottura per cinque minuti per parte. Abbassare le fiamma e irrorare con del brodo vegetale: se amate il piccante potete aggiungere ancora del curry allungato con acqua tiepida in modo di lasciare il fondo sempre umido di brodo o acqua. Continuare la cottura su fuoco basso per un’oretta circa a pentola coperta, regolare con poco pepe. Passare poi le coscette nel grill del forno per circa un quarto d’ora fino alla loro perfetta doratura. Intanto preparare il riso pilaf: mettere sul fuoco una pentola con acqua fredda e qualche granello di sale grosso. Tuffare il riso pilaf, aromatizzare con le spezie quali i chiodi di garofano, il cumino e l’origano. Alla fine cottura, scolare il riso e spolverare con il prezzemolo tritato. Servire le cosce con il riso aromatizzato e la cremina di fondo cottura delle cosce passata al colino. (I TEMPI DI COTTURA POTREBBERO VARIARE IN BASE ALLA GROSSEZZA DELLE COSCE: LE MIE ERANO PIUTTOSTO PICCOLE).

Dall’archivio indiano di Dolcipensieri:

POLLO ARROSTO CON MASALA

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e poi ancora:

SALTIMBOCCA… ALLA SARDA

COSCE DI TACCHINO CON PATATE AL FORNO

TARTELLETTE GRATINATE ALLE ZUCCHINE E CURRY

PILAF PRIMAVERA

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Un “Dolcepensiero”: chi di noi non conosce i MUFFIN? sono i dolcetti per eccellenza adatti alla prima colazione o anche come merenda. Ne esistono tantissime varianti sia a livello d’impasto sia per i vari ingredienti che si possono inglobare per crearne sempre di diversi. Si possono fare sia dolci che salati: in sostanza sono delle piccole torte monoporzione, tipici e soffici dolcetti americani o inglesi. Sull’origine di questi dolci ci sono due versioni: quella francese sembra che derivino da una sorta di pane soffice, quella germanica invece da una torta. La differenza fra muffin inglese e americano stà nell’impasto: l’americano creato intorno al 1800 viene preparato con lievito chimico, l’inglese viene invece confezionato con lievito madre o di birra. A mio personale giudizio il muffin per eccellenza, quello che sento nominare di più anche al cinema, è quello con i mirtilli… ecco la mia versione:

INGREDIENTI PER CIRCA UNA DOZZINA DI MUFFIN

150 grammi di mirtilli

250 grammi di farina di manitoba

60 grammi di zucchero di canna

60 grammi di miele di agrumi

125 grammi di burro

1 uovo

200 ml di latte

1 bustina di lievito

un pizzico di sale.

PREPARAZIONE

Sciogliere il burro a bagnomaria, unire l’uovo, un pizzico di sale e azionare la planetaria con la frusta K flexi. Unire la farina con il lievito setacciati, unire lo zucchero e il miele miscelando il tutto unendo poco a poco il latte. Una volta mescolati tutti gli ingredienti, aggiungere i mirtilli mescolando delicatamente con una spatola. Versare l’impasto nei pirottini riempendoli per 2/3, infornare a 180°C forno già caldo per circa 30-35 minuti.

A tutta… MUFFIN:

MUFFIN AL CIOCCOLATO, CACAO E NOCCIOLE CON GLASSA AI DUE CIOCCOLATI

MUFFIN AI CANDITI

MUFFIN CON CIOCCOLATO AL LATTE E FRUTTA SECCA

CON QUESTA RICETTA PARTECIPO AL CONTEST DI SARA

DEL BLOG: ITALIAN DOLCE’S BLOG (ex “I CINQUE SENSI DEL GUSTO”)

A ME MOLTO GRADITO SIA PER IL TEMA SIA PER IL RICHAMO AI FILM

“TU VUO’ FA L’AMERICANO”

PER ME IL “MUFFIN AI MIRTILLI” SONO IL DOLCE PIU’ ITALO-AMERICANO… CHE CI SIA!!!

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Un “dolcepensiero” serale: perchè non gustarci un buon risottino al pesce persico improvvisato? improvvisato perchè organizzato all’ultimo momento, avendoci regalato dei bellissimi filetti di pesce persico. Da noi, sul lago di Como, è il piatto d’ordinanza, gustato in quasi tutti i ristoranti. Questi che ci hanno regalato non sono del lago ma sono stati pescati in Val di Non in Trentino da un amico di Marco. Sottilissimi e molto piccoli, sono una delizia per il palato solo a osservarli, ma penso che gustarli sia molto meglio e quindi ecco la ricettina… Questa ricetta rappresenta le nostre abitudini gastronomiche lariane: il pesce e il risotto; il risultato è un piatto ricco, entrato nell’uso della ristorazione più “alta”. Il Pesce Persico (un po’ come il lavarello), con carne morbida e delicata, è una preda ambita dai pescatori abituali del lago di Como o di tutti i laghetti sparsi in brianza. E’ un pesce prelibato per la sua carne morbida. Insieme ad un vino bianco secco, meglio se con una vena acidula, fanno della vostra cena un delizioso appuntamento.

INGREDIENTI PER SEI PERSONE:

800 grammi di filetti di pesce persico

100 grammi di burro

una dozzina di foglie di salvia

500 grammi di riso

1,5 litro di brodo vegetale con un dado, mezza cipolla, una carota, una zucchina e un gambo di sedano

1 cipolla

mezzo bicchiere di vino bianco secco

farina bianca q.b.

sale.

PREPARAZIONE

Preparare il brodo con acqua, un dado vegetale, mezza cipolla, una carota, una zucchina e un gambo di sedano e mentre bolle, tritare la cipolla finemente e rosolarla in una casseruola con 40 g di burro; aggiungere il riso, mescolare e, quando inizia a diventare trasparente, versare il vino lasciandolo evaporare, sempre rimestando con un cucchiaio di legno. Aggiungere il brodo con un mestolo, poco alla volta, continuando a rimestare; mentre portate a termine la cottura del riso (nel tempo necessario di 15-20 minuti), infarinare in un piatto i filetti di pesce persico. Rosolare una parte della salvia con i 60 grammi di burro rimanenti; friggere poi i filetti di pesce facendoli dorare da ambo i lati aggiustando di sale tenendoli in caldo.

A cottura ultimata del riso, adagiarlo su un piatto da portata e disporvi i filetti a corona, inumidendo il riso con il sughetto rimasto.

Un “dolcepensiero” alternativo: il nostro risotto al pesce persico l’abbiamo gustato con un vino bianco sardo servito ben fresco adatto ai piatti con pesce: FALESIA della CANTINA SOCIALE DELLA VERNACCIA. Buonissimo, dal sapore fruttato e un profumo di fiori.

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Un “Dolcepensiero” alla mia mamma: oggi ho soddisfatto una voglia di mio marito che ha richiesto l’insalata di pollo della mia mamma. E’ una ricetta nata per il giorno dopo, una ricetta di riciclo quando si avanza il pollo allo spiedo; il risultato è molto appetitoso tanto che adesso con l’estate, è un piatto che preparo spesso perchè molto comodo da portare in tavola quando ci sono amici o addirittura quando si va a fare qualche pic nic, ottimo da mangiare fresso abbinato ad una fresca insalatina magari del proprio orto. E’ una ricetta molto versatile nel senso che si possono aggiungere parecchi ingredienti oltre ai miei, infatti io la cambio spesso, in questo caso è proprio quella che fa la mamma.

INGREDIENTI

1 pollo allo spiedo (o parti avanzate)

2 carote

1 gambo di sedano

200 grammi di tonno

5 cetrioli sottaceto (o se preferite quelli freschi)

maionese q.b.

olio extravergine q.b.

un pizzico di sale.

Spellare il pollo e disossarlo quando è ben freddo, tagliarlo finemente, metterlo in una ciotola. Tagliare a julienne le carote lavate, il sedano tagliarlo a tocchetti privandolo dei filamenti. Sgocciolare il tonno e spezzettarlo a tocchetti. Tagliare a rondelle i cetrioli: unire tutti questi ingredienti mischiandoli con la maionese e un filo di olio evo. Regolare con un pizzico di sale, mettere la ciotola in frigo fino all’utilizzo.

e con la bella stagione, vediamo cosa propone Dolcipensieri:

INSALATA DI POLLO

INSALATA DI POLLO CROCCANTE AGLI AROMI CON CAVOLO CAPPUCCIO

POLLO CON VERDURINE JULIENNE AI PROFUMI D’ORIENTE

CI TROVI ANCHE SUL BLOG DI ALICE, IL BELLO DELLA CUCINA

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Un “Dolcepensiero” artistico: è stato un parto difficile questo… abbinare una mia ricetta ad un’opera d’arte o simile. Poi l’altra sera ho fatto quest’insalata fredda rustica per una cena fra amici e ho subito avuto subito l’idea di collegarla a questo dipinto: il “mangiatore di fagioli” di Annibale Carracci.

Infatti l’ingredientre principale di questa pietanza sono i fagioli Cannellini e Borlotti. Da noi questi legumi giunsero dopo la scoperta dell’America, nel 1500 dove all’inizio venivano acquistati solo per imbandire le tavole dei signori. Solo quelli di scarsa qualità e forma, venivano acquistati dalle classi più povere, diventando per qualcuno l’unico sostentamento. Io personalmente li tengo sempre di scorta in dispensa: li uso anche solo per arricchire un’insalata verde e non trovo assolutamente giusto considerarli cibo povero visto la loro grande ricchezza di grassi, proteine e carboidrati. Con questa ricetta partecipo alla raccolta di SORELLE IN PENTOLA

INGREDIENTI PER QUATTRO “MANGIATORI DI FAGIOLI”

110 grammi di riso parboleid

110 grammi di orzo perlato

110 grammi di farro perlato

1 cipolla bianca

115 grammi di fagioli borlotti

115 grammi di fagioli cannellini

200 grammi di tonno sott’olio

pepe

olio extravergine d’oliva.

PREPARAZIONE

Preparare i fagioli: mettere a bagno la sera prima i fagioli, lavati sotto acqua corrente; porli poi sul fuoco fino a quando risulteranno morbidi in un litro di acqua per circa un paio d’ore, liberandoli dalla schiuma che si forma in superficie. Lasciarli raffreddare. Cuocere il riso, l’orzo e il farro in abbondante acqua fredda salata per circa 20/25 minuti, scolarlo e passarlo sotto acqua fredda. Condirlo con un filo di olio evo, unirci i fagioli, il tonno sgocciolato e la cipolla tagliata a fettine sottili. Mischiare bene il tutto con una leggera spolverata di pepe. Servire fresco.

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Un “Dolcepensiero” fusion: mischiare sapori e ingredienti per sfruttare la fantasia, è un’alchimia interessante… come è molto interessare sfruttare la fantasia per trasportaci in paesi caraibici come lo ero in carne ed ossa ben sei anni fa per il mio viaggio di nozze. In quell’oasi domenicana, ho mangiato tantissimi gelati artigianali con frutti della zona ma impreziositi da particolari del tutto europei in particolar modo italiani… e visto questo caldo intenso che ci avevano promesso dopo ben due mesi di pioggie e freddo non in stagione, eccoci qua a boccheggiare e a mangiare tutto ciò che ci può rinfrescare senza appesantirci troppo. Mentre stavo facendo la spesa, i commessi stavano preparando il banchetto di frutta tropicale appena arrivata: il MANGO la faceva da padrone con la sua buccia liscia e dalle molteplici sfumature che dal verde propagano fino al rosso, la polpa coloratissima come il sole che ci sta infuocando, una polpa ottima, dolce e succosa, un mix di sapori quali la pesca, l’arancio e l’ananas. Il mango viene coltivato soprattutto in Asia e in India, dove si coltiva da ben 4000 anni e arrivò in Brasile nel 1700. Per la scelta del frutto migliore, valutare se è ben sodo, senza macchie o ammaccature, ma per calcolare la sua maturazione, la polpa deve cedere a una leggera pressione delle dita. È ottimo con altri frutti esotici: spesso viene servito insieme al frutto della passione, all’ ananas e ad altri alimenti tropicali; indicato con la carne, il pollo, il pesce e i piatti a base di curry. Ottimo connubio con i chiodi di garofano, la cannella e lo zafferano. Perfetto per molti dolci e torte. Dai miei diari passati poco virtuali molto cartacei, ecco la ricetta:

INGREDIENTI

75 grammi di zucchero di canna

200 ml di panna fresca

185 grammi di polpa di mango

qualche mandorla

qualche fragolina

PREPARAZIONE

Frullare con il mixer ad immersione tutta la polpa di mango, unire lo zucchero e la panna: mescolare e versare il composto nel cestello della macchina, azionarla secondo le sue indicazioni: circa 20 minuti di macchina, e poi il vostro gelato è pronto. Porre nelle coppe, con il bordo inumidito con una fetta di mango e passato nello zucchero di canna, un paio di palline, finire con mandorle e fragoline.

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Un “Dolcepensiero” più delicato: qualcosa di classico ma più delicato… sappiamo tutti quanto è buono il tiramisu’, ma devo dire che amo – ogni tanto – farne qualche variante… oggi l’ho proposto un po’ più delicato senza la presenza del caffè che per qualcuno alla sera potrebbe causare insonia. Be’, questa versione è leggera, delicata e molto elegante in bicchieri di cristallo colorati: risultato?! un dolce molto tradizionale ma rivisitato in chiave più moderna per una cena “elegante” ma non impegnativa, ideale se per cena avete ospiti di riguardo… ma non solo: al contrario coccolare in modo elegante e sfizioso, fa bene sia alla famiglia e anche agli amici più cari, quegli amici di cuore legati magari da un’amicizia di lunga data che non si fanno problemi se, quando li inviti anche all’ultimo momento, ci sono piatti e bicchieri scompagnati, cosa ne dite?

In collaborazione con ALICE TV – IL BELLO DELLA CUCINA, il blog di Ivan Bacchi

INGREDIENTI PER SEI PICCOLI CALICI

250 grammi di mascarpone

150 grammi di zucchero

2 uova

80 grammi di cioccolato bianco

un pizzico di sale

6 biscotti petit beurre

1 tazza di latte caldo

qualche gheriglio di noce

granelle al cioccolato al latte q.b.

PREPARAZIONE

Prendere le uova, separare i tuorli dagli albumi che dovranno essere montati a neve con un pizzico di sale (nella planetaria con la frusta a filo). Nella ciotola della planetaria, con la frusta K flexi, unire i tuorli allo zucchero e azionare l’impastatrice fino ad ottenere un composto bello spumoso. Aggiungere il mascarpone, azionare di nuovo, aggiungere gli albumi a neve e finire d’impastare aumentando la velocità gradatamente fino a quando il composto sarà amalgamato, ben cremoso e chiaro. Scaldare il latte (io l’ho fatto con il vapore della macchina da caffè) dove inzupperete i biscotti. Preparare i calici, mettendo un biscotto rotto in quattro pezzi, riempirli con la crema al mascarpone e finire con il cioccolato bianco gratuggiato a listarelle, qualche granella di cioccolato al latte e le noci tritate finemente.

I tiramisù di Dolcipensieri:

TIRAMISU’ CON ZUCCHERO AROMATIZZATO ALLA LAVANDA

LA CREMA AL MASCARPONE E GIANDUIA

TIRAMISU’ NEL CESTINO CON ANANAS

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