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Archive for the ‘CUCINA CINESE’ Category

Un “Dolcepensiero”: ospiti da Federica-Cristian e la piccola Camilla, abbiamo gustato una cena cinese con gli ormai famosissimi NOODLES e il POLLO ALLE MANDORLE, diventato quest’ultimo meta di rivisitazioni culinarie di ogni genere. Rimane pur sempre una pietanza gustosa resa particolare dalla salsa di soia che io adoro… Ma cosa sono i NOODLES? Sono spaghetti di riso di colore bianco piegati in due nella loro lunghezza, utilizzati soprattutto nella cucina orientale e si prestano a essere conditi sia con carne, pesce e verdure. I noodels sono simili – e probabilmente da considerarne l’origine – agli spaghetti italiani, anche se il termine è di origine anglosassone. Può capitare che per le strade di alcune città orientali, si passi davanti a particolari stendini dove sono appunto stesi i noodles ad asciugare.
L’arte di produrre noodles si sviluppò ulteriormente durante la Dinastia Tang quando per la prima volta vennero tagliati in lunghe strisce: l’antica credenza vuole che i noodles siano un augurio di lunga vita.
Esistono noodles a base di miglio, di farina di frumento come per i noodles giapponesi e cinesi, di riso anche questi tipici della cucina cinese, di fagiolo mungo, ingrediente principale della ricetta coreana Jap Chae, di amido di patate o di canna, come per gli gnocchi italiani, di grano saraceno come per i noodles coreani ma anche come per i pizzoccheri italiani e di ghiande conosciuti anche come dotori gooksoo in coreano prodotti con farina di ghiande, farina di frumento, germe di frumento, sale e marmellata. Mentre per il pollo alle mandorle non c’è bisogno di presentazione: è uno dei piatti della cucina cinese più conosciuti in Italia anche rivisitato con ingredienti alternativi oltre ad essere molto semplice da preparare.

*NOODLES ALLE VERDURE*

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INGREDIENTI:

300 grammi di noodles

2 cipolle

2 carote tagliate a julienne

2 zucchine tagliate a julienne

2 peperoni tagliate a julienne

salsa di soia

olio di semi.

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PREPARAZIONE:

Far rosolare le cipolle nell’olio dopo averle finemente tagliuzzate; tagliate le carote, le zucchine e i peperoni a julienne. A metà cottura delle cipolle aggiungete le altre verdure e nel mentre mettete a bollire l’acqua senza salarla. Continuate a far cuocere le verdure nella padella.

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Quando l’acqua bolle, mettete a cuocere i noodles: vi consiglio di spezzarli a metà onde evitare il loro arricciamento che mette difficoltà poi a condirli; scolateli dopo due-tre minuti passandoli poi sotto l’acqua fredda per pochi secondi.

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Uniteli poi alle vostre verdure che avrete insaporito di sale e salsa di soia, se amate anche un pò di pepe; mescolate il tutto, districate i noodles con l’aiuto di una pinza: servire ben caldi accompagnate da nuvolette di gambero.

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*POLLO ALLE MANDORLE*

INGREDIENTI:

2 petti di pollo circa 600 grammi

100 grammi di mandorle pelate

mezza cipolla

2 cucchiai di maiazena

salsa di soia

olio di semi

sale.

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PREPARAZIONE:

Tostate le mandorle in poco olio di semi e mettetele da parte. Tagliate il pollo a piccoli pezzi e mescolateli con un paio di cucchiai di maiazena e poco sale. Tagliate la cipolla a fettine sottili e mettetela in una wok, fatela soffriggere in quattro cucchiai di olio. Appena la cipolla imbiondisce unite il pollo e cuocete a fuoco vivace per qualche minuto fino a quando la carne diventa bianca.

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Infine aggiungete le mandorle e tenendo il fuoco più basso mescolatele bene con il resto degli ingredienti aggiungendo salsa di soia in quantità sufficiente a rendere il piatto saporito al punto giusto.

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Giorni fa, dopo aver visto per non so quante volte il film MARIE ANTOINETTE di Sofia Coppola, sono entrata in un negozio di te appena aperto a Como e sono stata rapita da delle palline che c’erano sul bancone e subito mi è venuta alla mente la scena in cui Marie Antoinette, la Regina di Francia, gusta un particolare tè ricevuto in dono dall’imperatore cinese.

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Sono palline che a contatto con l’acqua bollente nella tazza, sbocciano mostrando un fiore che dona aroma e colore. Questo te prezioso, è alquanto costoso, da considerarsi una vera perla d’oro, almeno da noi occidentali, in Cina infatti si riesce ad acquistarlo a prezzi meno alti (vi posso dire che tre palline mi sono costate circa cinque euro). E’ un tè dal profumo intenso e avvolgente che rimane a lungo sulle labbra e sulla gola, ma non solo anche la casa ne assorbe il suo profumo. Assaporarne i profumi sprigionati dal vapore, è come immaginarsi in un campo pieno di fiori primaverili e perchè no sentirsi quasi catapultati in quell’atmosfera francese idilliaca ripresa benissimo nel film.

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Non ci si può poi fermarsi ai bellissimi dolci preparati scenograficamente in modo sublime per la Regina di Francia: realizzatori di questi favolosi pasticcini creati appositamente per il film, è una maison parigina. Il film oltre ad essere un capolavoro per gli occhi grazie ai costumi, alle scenografie e ai banchetti luculiani, racconta la vita di Maria Antoniette, giovane quattordicenne, che viene concessa in sposa al futuro re di Francia. Riluttante, la giovane principessa si trasferisce a Versailles e per compensare la freddezza del neo marito, si concede ad un comportamento frivolo e a grandi spese per evadere alle limitazioni ed etichette della vita di corte: abiti e accessori confezionate con le migliori sete del mondo fino ad allora conosciuto, cibi e champagne a fiumi divise con le dame di corte e feste in dimore di estremo lusso, porteranno la regina e il re di fronte alla morte di Luigi XV rafforzandone comunque la loro unione. La nascita dei figli seguita però dalla morte a sette anni del primo erede maschio, il Delfino, li vede l’una accanto all’altro un’altra voltastretti nel dolore. Allo scoppio della Rivoluzione, nel 1789, Maria Antoniette, cerca l’appoggio del suo popolo sempre ostile per il fatto di essere una straniera ma soprattutto per la sua frivolezza sempre messa in vista. Si schiererà cosi dalla parte della nobiltà più intransigente, firmandosi così la sua condanna a morte. Il tribunale rivoluzionario la condannerà alla ghigliottina. Sarà decapitata il 16 ottobre 1791.

MARIE ANTOINETTE

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Un “dolcepensiero” d’origine: Il riso alla cantonese, è una pietanza di origine cinese, molto gradita e popolare sia perché molto vicina ai gusti europei. Il riso alla cantonese sostituisce il pane ed è indicato per accompagnare ogni tipo di carne e pesce. Può essere servito, secondo l’usanza orientale, con a lato fettine di ananas.

Ingredienti per 4 persone:

250 grammi di riso basmati

200 grammi di pisellini sgranati

100 grammi di prosciutto cotto a dadini

2 uova

3 cucchiai di olio extravergine d’oliva

2 cucchiaio di salsa di soia

200 grammi di gamberetti

sale e pepe.

Preparazione

La ricetta originale prevede l’uso di riso a grana lunga, il BASMATI. In questo caso il riso va lavato sotto l’acqua corrente, messo in una pentola con acqua fredda pari al doppio del suo peso, coperto e lessato per circa quindici minuti (in questo caso 500 grammi di acqua). L’acqua alla fine deve essere del tutto assorbito, il riso non deve scuocere, quindi è pronto per la cottura finale nella wok.

Scottare i gamberetti in acqua calda salata per cinque minuti. Nella wok far scaldare l’olio, versare le uova sbattute con un pizzico di sale e pepe. Strappazzarle mescolando rapidamente con un cucchiaio di legno piatto. Aggiungere il prosciutto cotto a dadini, farlo tostare, continuare a mescolare aggiungendo il riso basmati, i pisellini e fare saltare, facendo insaporire il tutto. Aggiungere la salsa di soia diluita in sei cucchiai di acqua. Mescolare, far saltare il tutto infine aggiungere i gamberetti, cuocere ancora qualche minuto, aggiustare di sale e pepe, “sgranare” il riso e servire ben caldo.

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