Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘CUCINA FRANCESE’ Category

MADELEINES AL CIOCCOLATO BIANCO (23)+

Un “Dolcepensiero”: questi dolci di origine francese, nati come dolcetti, con il tempo hanno conquistato anche coloro che amano il salato esaudendo ogni desiderio. La versione di oggi è dolce, tanto dolce quanto il cioccolato bianco usato: una combinazione perfetta se gustate con un caffè bollente a fine pasto.  La loro realizzazione è semplice: l’impasto è un’ottima base che può essere reso particolare con qualsiasi ingrediente speciale voi vogliate; vi servirà poi lo stampo classico che conferisce a questi dolcetti, la classica forma di una conchiglia e lo sbalzo termico della pastella messa a riposare nel frigo e poi messo subito in forno, regala a queste conchiglie la classica gobba tipica di questi dolcetti. La quantità d’impasto è perfetta per una ventina di madeleines di cm 7×5 (le mie ricette prossime avranno sempre protagonisti questi stampi). Le madeleines sono nate nel nord-est della Francia, sono dolcetti molto simili a dei plum cake. Il nome madeleine fu conferito a questi dolcetti tramite la cuoca stessa che li inventò alla corte di re Luigi XV. Lo scrittore Proust ne parlò  nel romanzo “Le strade di Swann”… Oggi vi propongo la prima variante di quattro ricette, due dolci e due salate che ho preparato per due feste.

MADELEINES AL CIOCCOLATO BIANCO (47)+

INGREDIENTI

150 grammi di farina 00

125 grammi di burro leggermente salato

150 grammi di zucchero

2 uova grandi

un paio di cucchiai di latte intero

1 cucchiaino di lievito per dolci

50 grammi di cioccolato bianco

un pizzico di sale alla vaniglia della  “DROGHERIA” di via Diaz a Como

MADELEINES AL CIOCCOLATO BIANCO (3)+

PREPARAZIONE

Sbattere nella planetaria le uova con un pizzico di sale alla vaniglia, unire lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere la farina con il lievito setacciati insieme. Aggiungere il burro unito al cioccolato e ammorbiditi entrambi a bagno maria e il latte. Lasciar riposare in frigo per una mezz’oretta. Preriscaldare il forno a 220°C. Porre l’impasto in una sac a poche e versarne un poco in ogni alveolo a conchiglia dello stampo posto sopra una teglia (che se anche di silicone, io lo imburro leggermente). Infornare. Lasciar cuocere per 3-4 minuti e poi abbassare la temperatura a 180°C e prolungare per altri dieci minuti circa o fino a coloritura, effettuando la prova stecchino per la buona riuscita della cottura. Lasciar raffreddare su una gratella e servire.

MADELEINES AL CIOCCOLATO BIANCO (49)

Dall’archivio di Dolcipensieri:

MADELEINE AL GRUYERE CON PINOLI

GELATO ALLA PESCA CON CIOCCOLATO BIANCO

BROWNIES AL CIOCCOLATO BIANCO

Con questa ricetta partecipo al contest di “Le cosine buone”

mybannermaker_banner-13

Read Full Post »

MERINGHE ALLA FRANCESE (28)+

Un “Dolcepensiero” messo da parte: era da un po’ di tempo che non provavo a sfornare delle meringhe. Le volte che le preparo è perché ho bisogno poi di utilizzarle per altri preparati e d’estate per accompagnare dei gelati anche semplicemente sbriciolati al di sopra, se poi ci aggiungi qualche amarena con il suo sughino, beh… mamma mia che ideuzza, sarebbe una buona coppa da mangiare anche ora, che dite??? ottima idea per un prossimo post!. e se ci mettessimo anche dei frutti di bosco? ne tengo sempre di surgelati in freezer… uhm che bontà… Anni fa, quando la cucina non era così virtuale quando avanzavano degli albumi, si ricadeva sempre nell’esperimento delle meringhe sia italiane che francesi, nominate così per il mondo in cui si preparano con o senza cottura dello zucchero. Ora che basta cliccare un tasto sia di computer che di Tv, ora che basta entrare in edicola figuriamoci in libreria dove si trovano libri e manuali di cucina e giornali per ogni specialità, gli albumi avanzati lì nel frigo possono avere altre possibilità di utilizzo… forse ormai le meringhe sono passate “un po’ di moda”???… Reduce da un’esperienza, mi sono ritornate alla memoria i miei tanti e vani tentativi di una buona riuscita delle meringhe e devo dire che se si è come me quindi solo simpatizzanti di cucina senza arte ne parte, più si tenta più si migliora e i risultati alla fine arrivano. Vorrei anche spendere qualche parolina sulle due diverse meringhe: oggi ho utilizzato la preparazione di quella alla francese ovvero un impasto spumoso preparato con solo albume d’uovo montato a neve ben ferma e zucchero a velo, che viene poi fatto asciugare in forno affinché diventi leggero e friabile. La meringa alla francese può essere aromatizzata con l’aggiunta di altri ingredienti come il cacao, le mandorle, la cannella, ecc. Per la meringa all’italiana, una volta montati a neve ferma gli albumi, verrà aggiunto a filo e sempre sbattendo, uno sciroppo di zucchero portato alla temperatura di 120°C. Vi lascio la ricetta:

MERINGHE ALLA FRANCESE (46)+

INGREDIENTI

100 grammi di albumi d’uovo

200 grammi di zucchero a velo

1 pizzico di sale

mandorle a lamelle q.b.

cacao amaro in polvere q.b.

MERINGHE ALLA FRANCESE (48)+

PREPARAZIONE

Accendere il forno a 100°C. Separare i tuorli dagli albumi con molta cautela: porre gli albumi insieme ad un pizzico di sale, nella planetaria. Mi raccomando gli albumi devono essere a temperatura ambiente. Azionare le fruste quindi unire metà dello zucchero a velo. Una volta montati gli albumi a neve fermissima, incorporare il resto dello zucchero a velo un cucchiaio alla volta e mescolando delicatamente dal basso verso l’alto per incorporare aria. Unire agli albumi il succo di limone. Porre il composto ottenuto in una tasca da pasticcere con la bocchetta che preferite: per me oggi liscia. Formare delle meringhe del diametro di circa 4-5 cm, che andrete a posare sopra ad una teglia foderata con carta da forno: oggi le ho fatte piuttosto basse perché le ho volute usare come fondo a delle coppette di gelato fresco. Se volete delle mandorle, potete già porne alcune in superficie. Inserire le meringhe nel forno già caldo e lasciarle asciugare per almeno due ore. Le meringhe devono asciugarsi appunto, non devono prendere colore bensì divenire compatte ma friabili. Spolverare con cacao o cannella o qualsiasi altro aroma gradite!

MERINGHE ALLA FRANCESE (14)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

COPPE FRAGOLE DI MARSALA CON PANNA E MERINGHE

CHANTILLY CON MERINGHE AL CACAO E FRUTTA FRESCA

BISCOTTI BIANCHI serviti con TE’ HOJICHA

MERINGHE ALLA FRANCESE (4)+

Con questa ricetta dolce partecipo a Get an Aid in the Kitchen del blog Cucina di Barbara 

KAID prova1

Con questa ricetta partecipo al contest di “Le cosine buone”

mybannermaker_banner-13

Con questa ricetta partecipo al contest de: “Chiacchiere e cucina”
banner1

Read Full Post »

IMG_3074+

E finalmente la concretezza di un macaron faatto da me! ora devo solo replicare sola soletta con la complicità della mia amica Edy, la ricetta dei macarons nella mia cucina. Ho già provato due volte ma i risultati non erano molto soddisfacenti, neppure da postare sul blog! il sapore c’era ma la figura e la bellezza che solo questi dolcetti francesi, sanno regalare agli occhi, non erano degni di foto. Ieri sera abbiamo assistito ad una lezione di cucina dove abbiamo potuto realizzare con le nostre mani i macarons e le ganache che fanno da ripieno. La scuola di cucina è quella di “FOOD JOY” a Cantù, Como. Maestra in cucina è stata Alice. E con me la mia cara amica Edy. Ma cosa sono i macarons? si tratta di un biscotto composto da mandorle, zucchero e albumi tipico della cucina francese, della pasticceria che tanto vanta ottimi prodotti che quasi sembrano gioielli e i macarons sono proprio il prodotto di una bellezza culinaria sia per sapore che per consistenza. Rotondi, colorati insieme morbidi e croccanti, sono dolcetti che possono essere gustati anche da chi è allergico perché senza glutine. Però per i celiaci potrebbero rimanere comunque intolleranti: Vale del blog “In cucina senza glutine” mi ha fatto notare che non è detto che siano senza glutine per via della presenza dello zucchero a velo, che molto spesso “è tagliato” con amido di frumento… lo zucchero a velo è proprio uno dei tanti alimenti a rischio per la presenza di glutine… Il macaron è ora una delle più tipiche delizie che si portano a casa dalla Francia, un grazioso e colorato souvenir della cucina francese. La loro preparazione non è delle più semplici, occorre avere del tempo e la giusta tranquillità per “costruirli”… calma e pazienza senza alcun disturbo!

IMG_3069+

INGREDIENTI PER 70 PEZZI CIRCA

302 grammi di mandorle polverizzate

302 grammi di zucchero a velo

116 grammi di albume di almeno un paio di giorni

302 grammi di zucchero semolato

75 grammi di acqua

116 grammi di albume di almeno un paio di giorni

PREPARAZIONE

Setacciare le mandorle e lo zucchero a velo.

IMG_3012+

In un robot da cucina, porre il composto setacciato e azionarlo in modo da ottenere una polvere fine che setaccerete nuovamente. La polvere così ottenuta di chiama: “TPT” ovvero “tant pour tant” ovvero stessa quantità di zucchero e farina di mandorle. Il passaggio di setacciare le due farine non va trascurato ne sottovalutato, in quanto permette di ottenere una pasta fine e quindi priva di pezzettini; così facendo il guscio dei macarons risulterà liscio. Unire poi i primi 110 grammi di albume e formare una pasta.

IMG_3024+

In un pentolino, scaldare l’acqua e lo zucchero semolato fino a 115°.

IMG_3016+

Arrivati a questo punto, azionare la planetaria per montare gli albumi.

IMG_3023+

Quando lo zucchero/acqua arriva a 118°C, unirlo agli albumi e continuare a montare per un paio di minuti, fino a quando la spuma sarà arrivata a 50°C. Questo metodo di fare i macarons si dice con “Meringa italiana” ovvero quando la meringa è composta da albumi montati a neve in cui viene incorporato lo sciroppo di zucchero caldo, mantenendo la giusta temperatura con l’uso di un termometro per cucina. Uno sciroppo non abbastanza riscaldato rende la meringa poco stabile, al contrario se troppo caldo, si cristallizza e fa fatica a incorporarsi.

IMG_3021+

Unire la meringa italiana alla pasta di mandorle con una spatola morbida. Operazione definita “macaronage” ovvero lavorare l’impasto per rompere leggermente la meringa e ottenere una miscela liscia, omogenea e abbastanza fluida.

IMG_3025+

Colorare a piacere con i coloranti e mescolare in modo da smontare leggermente il composto. E’ meglio usare quelli liquidi.

IMG_3031+

Su una teglia rivestita di carta da forno (meglio ancora con sotto il tappetino per macarons), formare dei piccoli macarons da 3-4 centimetri servendosi di una sac a poche. Operazione definita “pochage”.

IMG_3036+

Lasciar riposare i macarons sulla teglia per circa un’oretta per ottenere la superficie secca e resistente (i tempi potrebbero variare in base all’umidità del luogo e del tempo). Come verifica, sfiorare delicatamente la superficie di uno di essi: la pasta non deve incollarsi al dito. Operazione definita “croutage”.

IMG_3047+

Durante il croutage e se avete la fortuna di avere un’abbattitore nella vostra cucina, potete preparare le ganache. Per chi non ce l’ha, le ganache sono da preparare con un giorno di anticipo. Durante il corso abbiamo preparato queste:

GANACHE AL CIOCCOLATO FONDENTE – INGREDIENTI E PREPARAZIONE

Tritare a coltello 250 grammi di cioccolato fondente. Scaldare 200 grammi di panna fresca, appena arriva a fremere, versarla sul cioccolato e lasciare sciogliere. Amalgamare bene il tutto e unire 30 grammi di burro. Mescolare bene il tutto fino a quando il composto è ben amalgamato. Lasciare a temperatura ambiente o in frigo per solidificarsi. Qui il link della mia ganache al cioccolato, varia solo per il burro. Al posto del cioccolato, potete miscelare qualche cucchiaio di caffè solubile: avrete così una crema al caffè!

CARAMELLO AL BURRO SALATO

In un pentolino antiaderente. iniziare a porre un cucchiaio di zucchero che in totale sarà 250 grammi. Attendere che si sciolga, in cucina si alzerà un sentore di bruciato… non preoccupatevi vuol dire che lo zucchero inizia a sciogliere, non mischiate con un cucchiaio bensì agitate la pentola (passaggio 1) e appena vedete lo zucchero imbrunire, aggiungete un altro cucchiaio di zucchero (passaggio 2). Continuare fino ad esaurimento dello zucchero che potrete girare con una spatola (passaggio 3 e 4).

IMG_3051+

Unire 12 cl di panna sempre a cucchiai perché il caramello è bollente e schizza.

IMG_3055+

Infine lontano dal fuoco, aggiungere 200 grammi di burro salato (se siete sprovvisti, potete usare del burro normale con 6 grammi di sale fino).

IMG_3057+

Porre a raffreddare e addensare a temperatura ambiente. Anche per il caramello, la preparazione bisogna farla il giorno prima.

IMG_3059+

Torniamo ai macarons: appena si è formato il croutage, porre la teglia (una alla volta) nel forno caldo a 160°C per circa un quarto d’ora ma fate attenzione alla cottura dalla prima teglia perché ogni forno a diverse funzioni e potenze quindi potrebbe cambiare la tempistica. Inoltre è meglio cuocere una teglia alla volta. Appena cotti, porli subito su una superficie fredda  in modo di avere uno sbalzo di temperatura atta a staccare poi i macarons dalla carta forno.

IMG_3061+

Proseguire abbinando le due parti simili dei macarons. Riempire usando una tasca da pasticcere con bocchetta liscia, guarnire generosamente la metà dei gusci con la ganache che più amate, con del caramello, con della crema al burro…

IMG_3063+

IMG_3070+

Assemblare i macarons appoggiandovi sopra un altro guscio. Mettere i macarons in frigo fino al momento del consumo.

IMG_3073+

Read Full Post »

Un “Dolcepensiero”… alla cucina francese che io adoro. Dopo la Flognarde, ho pensato di continuare coccolandomi con la cucina francese, questa volta con delle chicche salate arricchite con un gruviera francese. Le Gruyères pochi sanno che il capo famiglia di vari formaggi tipici dell’area che comprende la Svizzera francese e la zone della Savoia. Per tanti anni confondevo, il più delle volte, il groviera con l’emmentaler: il secondo ha i tipici fori, il groviera (o gruviera) non li ha. Classica è la sua forma tondeggiante ben proporzionata, leggermente convessa, sempre con impresso il nome tipico della forma. Il risultato è stato perfetto, qualche pinolo e via in forno… nelle classiche forme a conchiglietta!!!

INGREDIENTI PER UNA QUARANTINA DI MADELEINE MEDIE

130 grammi di gruyère

3 uova

200 grammi di farina 00

20 cl di latte intero

200 ml di panna fresca

un paio di cucchiai di pinoli

un paio di cucchiai di grana grattugiato

1 bustina di lievito per torte salate

1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva

una noce di burro leggermente salato

PREPARAZIONE

Setacciare la farina con il lievito nella ciotola della planetaria, aggiungere il grana grattugiato, incorporare anche il grujère grattugiato, mescolate il tutto. Aggiungere l’olio extravergine d’oliva. Sbattere a parte le uova, unire la panna e aggiungere il tutto al composto di farina/formaggi. Azionare la planetaria fino a che gli ingredienti non saranno ben amalgamati, versare il latte per rendere l’impasto morbido. Come ultimo unire i pinoli mischiando con un cucchiaio di legno. Sciogliere una noce di burro leggermente salato per imburrare gli stampoi in silicone per madaleine e porvi l’impasto; infornare. Lasciar cuocere per 3-4 minuti a 200°C e poi abbassare la temperatura a 180°C e prolungare per altri dieci minuti circa o fino a coloritura, effettuando la prova stecchino per la buona riuscita della cottura. Lasciar raffreddare su una gratella e servire.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

MADELEINE ALLA NOCCIOLA

PLUM CAKE GRUVIERA E SEMI DI PAPAVERO

PESTO ALLE ERBE

MI TROVI ANCHE QUI SE

DONNE SUL WEB BANNER

Read Full Post »

Un “Dolcepensiero” dove il nome fa la differenza: quando ho cucinato e postato la mia prima Clafoutis alle ciliegie, ho scoperto che oltre ad essere un dessert francese, ho letto che si può preparare con tanti altri tipi di frutta ma nel caso non siano ciliegie, il dolce cambia nome divenendo una Flognarde. Complici le belle Pesche Tabacchiere che stanno primeggiando sul banco dell’ortolano insieme a quelle bianche, gialle, noci mi sono cimentata in questa nuova versione. Ma quanto sono belle le pesche tabacchiere? dalla forma appiattita – sembra quasi che qualcuno si sia divertito a premerle con mani, affermazione curiosa di Matteo – con la pelle vellutata, dal nocciolo interno piccolo, sono dolci e zuccherine. Esistono da parecchio tempo, ma è ultimamente che hanno avuto una nuova “vita”, anche io le ho scoperte da pochi anni… Le mie sono siciliane dal profumo intensissimo!

E la curiosità di sperimentare, provare e capire cose nuove per me si possono dire sensazioni che mi affascinano sempre anche se magari non sono più novità… in effetti io personalmente arrivo sempre dopo con i miei tempi e le mie voglie e su questo il mio bimbo mi assomiglia: piano piano noi ci arriviamo e sempre. Solo in un campo non metto mai la testa sotto la sabbia e si tratta della salute soprattutto quella del mio piccolo o cmq dei bimbi in generale (se poi vicini a me!!!). E’ vero anche che ogni genitore è a se’ ma stimo molto – e qui mi ci metto pure io  e in primissima linea – coloro che non si nascondono dietro false apparenze, pensando che sia male far sapere agli altri che il tuo piccolo possa avere qualche problema. E’ così che il più delle volte mi sono sentita: vi ho raccontato spesse volte che Matteo è già da tre anni e più che ha intrapreso un viaggio logopedico per migliorare la sua parlata legata ad una probabile sindrome legata all’eredità genetica. Nulla di preoccupante, solo un marchio di fabbrica di famiglia, così amiamo definirlo: non si fanno interventi chirurgici, non ci sono pillole da prendere ma solo è giusto sapere cosa ci ha spinto noi genitori a voler capire meglio il nostro piccolo. Ora siamo felici che Matteo parli e TANTO… mo’ non stà più zitto, ancora si deve migliorare ma ci siamo appoggiati ad una struttura all’avanguardia che c’è qui in Brianza che cura con amore e professionalità bambini con qualsiasi problema anche solo logopedico fino a casi con sindromi molto gravi con handicap annessi. Dico questo perchè in questi giorni ho avuto ancora la riprova, questa volta una famiglia a me troppo vicina e che amo, che bisogna andare a fondo nelle cose anche se brutte della vita per far si che un domani coloro che ora sono bambini e possono prendere certi controlli con la loro fanciullesca filosofia, diventino adulti coscenti e sani, pronti a vivere come meglio sia in salute! adulti che sono a conoscenza della loro mappa genetica: siano negli anni 2000 e più, anni in cui la medicina ha fatto e sta facendo progressi, perchè fidarsi solo delle visite pediatriche senza ascoltare consigli, esperienze, anche solo sensazioni di professionisti che vivono accanto ai nostri figli? io ora sono contenta di aver capito Matteo già da molti anni e se le notti di anni fa le passavo a piangere perchè credevo in eventi tristi oppure avevo paura di aver intrapreso terapie forse non adatte, oppure credevo di non essere capita, ora sono felice… felice di vivere la vita di mio figlio in piena armonia con lui, accanto poi abbiamo un papi veramente amorevole!!!. Ci adoriamo a vicenda, anche l’esperienza che tutt’ora stiamo vivendo delle lezioni di logopedia, ci hanno rafforzato, ci hanno fatto capire che siamo stati fortunati perchè quando siedi accanto a mamme o bimbi con problemi ben più gravi che perdureranno per tutta la loro vita, credetemi cambiate molti dei vostri pensieri e davanti a queste mamme ti senti “niente, una nullità”: queste mamme dal coraggio, dalla forza di volontà che le porta mesi lontani da casa, dagli affetti e dagli altri figli, per essere ricoverate in ospedale e dare al loro meraviglioso bimbo tutto il sostegno non solo medico ma anche spirituale… e che dire delle nonne? ne ho incontrate tantissime e con loro ci siamo fatte anche un pianto e grazie a loro ho capito che nella vita contano altre cose… ora per me la felicità di Matteo e Marco conta più di tutto, il futuro di Matteo deve e sarà sempre il nostro progetto migliore da sviluppare e se esperienze come questa possono  legarci sempre più… beh noi siamo pronti!!!

Non voglio tediarvi ancor di più, godiamoci il dolce…

INGREDIENTI

500 grammi di pesche tabacchiere (peso lordo)

una noce di burro leggermente salato

3 uova biologiche

125 grammi di farina bianca 00

65 grammi di zucchero semolato

1 fialetta di aroma alla vaniglia

300 ml di latte intero

zucchero di canna q.b.

un pizzico di sale

PREPARAZIONE

Snocciolare le pesche ben lavate. Imburrare uno stampo per crostata dal diametro di cm 24/26 dove adagerete sul fondo dello stampo le pesche tagliate a spicchi. Nella planetaria, sbattere le uova con un pizzico di sale, unire la farina e zucchero alle uova. Terminare con il latte e la vanglia; mescolare molto bene senza schiumare. Versare lentamente il composto sopra le pesche, cuocere la torta in forno caldo a 180°C per 50 minuti. La torta deve rimanere morbida ma asciutta. Perfetta da gustare tiepida o fredda cosparsa con zucchero di canna e con una pallina di gelato.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TORTA DI PESCHE E AMARETTI

SMOOTHIE DI FRUTTA

GELATO ALLA PESCA E CIOCCOLATO BIANCO

SORBETTO ALLA PESCA

COMPOSTA DI PESCHE AL TE’ VERDE AROMATIZZATO FRAGOLA/ANANAS

Con questa ricetta partecipo al contest

Con questa ricetta partecipo alla raccolta del blog

“Cucchiaio e pentolone” dal titolo “La frutta la metto nel dolce”

 

Read Full Post »

Un “Dolcepensiero” a pelle: ieri ero in perfetto relax sul divano e sono capitata – e non per caso – su Gambero Rosso Chanel  e sono rimasta affascinata da Lorraine Pascale. Ho cercato subito in rete chi fosse: ho letto che è un’ex modella, ora si occupa di cucina, ha pubblicato un libro che cercherò per acquistarlo perchè questa bella donna mi ha stregato. Non so’ da quanto sia in rete, so’ solo che l’ho trovata graziosa e molto carina come conduttrice. Un glamour innato, sentirla raccontare le sue ricette è un vero piacere, ricette “easy” come dice il titolo della sua rubrica. Ieri ha preparato la sua Tarte Tatin di Pomodori che subito mi ha attratta non solo per la sua stagionalità, ma soprattutto per la facilità con cui si prepara. Ha descritto molto bene come confezionare la pasta sfoglia, per oggi perdonatemi se uso quella già pronta, ma è stata la cottura dei pomodori e la confezione finale che mi ha spinto a prepararla per oggi, avendo già in programma di fare la spesa dall’ortolano. Per pomodori ho acquistato quelli di Valpolicella, quindi dolci per cui non ho usato il miele come Lorreine invece ha cosparso i suoi pomodorini. Per la parte finale, ho preferito aggiungervi olive e capperi. Poi mi sono ricordata che avevo già sentito parlare di Lorraine da Simo nel suo blog (che vi consiglio di leggere, troppo carino!!!) dove anche lei ha cucinato questa strepitosa tarte tatin…

INGREDIENTI

1 rotolo di pasta sfoglia

700 grammi di pomodorini dolci di Valpolicella

olio extravergine d’oliva q.b.

un pizzico di sale

un pizzico di pepe

qualche cucchiaio di pan grattato

qualche foglia di basilico fresco

qualche foglia di menta

origano q.b.

un cucchiaio di pistacchi di Bronte

un cucchiaio di capperi di Pantelleria sotto sale

5-6 olive nere

1 uovo

PREPARAZIONE

Lavare i pomodorini tanti quanti per ricoprire la vostra pentola da forno antiaderente; oliarla molto bene e distribuirvi i pomodori, regolare di sale e pepe, spolverare con il pan grattato (facoltativo il miele per addolcire i pomodori) e porla su fuoco vivace per circa cinque minuti coprendola con un coperchio. Accendere il forno a 220°C. Appena intiepidita la pentola, adagiarvi la pasta sfoglia e schiacciare bene ai bordi per sigillare bene i pomodorini schiacciando con i pollici la pasta fra un pomodorino e l’altro. Spennellare con l’uovo sbattuto con un pizzico di sale, infornare per circa venti minuti o fino a quando la sfoglia sarà gonfia e bella dorata. Passato il tempo di cottura, farla raffreddare e poi capovolgerla su un piatto al di sopra del lavandino perchè ci potrebbe essere del liquido di cottura. Spolverare con l’origano tritato. Dissalare i capperi sotto acqua corrente che triterete con i pistacchi, le olive e qualche fogliolina di menta e basilico. Distribuire il trito in superficie e servire.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TARTE TATIN ALLE MELE

UOVA DI QUAGLIA CON POMODORINI AL FORNO

FRISELLE CON POMODORI E CIPOLLOTTI

Con questa ricetta partecipo al contest

“I colori dell’estate” del blog “Ale’s Kitchen – rosso pomodorino”

(categorie RICETTE DOLCI raccolte nel blog “Le Château des Gourmandises“)

Partecipo anche al contest “Le ricette passano… da un blog all’altro”

del blog “L’officina del cibo”

Read Full Post »

Un “Dolcepensiero” diverso dal solito: nella mia cucina il Croque Monsieur e il Croque Madame li preparo spesse volte, quando non si ha voglia di cucinare oppure quando si ha voglia di qualcosa di diverso dalla pasta o dalla carne e si ha poco anzi pochissimo tempo, oppure la domenica sera quando si è fatto un pranzo un po’ più sostanzioso come spuntino davanti alla tv. Ho conosciuto questo toast al forno tramite un film spassosissimo, poi cercando in rete ho visto che era stra famoso ma mai da me provato e poi a Parigi lo scorso giugno ne ho fatto una gran scorpacciata… ah Parigi!!! come mi manca, anzi mi spiego meglio… non è che mi sia piaciuta tantissimo ma temo di non averla vista in pieno e non come sarebbe piaciuto a me ma mi sa che ci dovevo stare almeno un mese… sarà per la prossima trasferta!!! Ecco che però oggi ho proposto il mio croque in versione teglia: il pancarrè usato era troppo morbido di quello extralarge americano perfetto per i sandwich freddi e avendo paura poi della loro rottura in cottura, ecco adeguati uno dei piatti francesi più famosi.

INGREDIENTI

fette di pancarrè

1 spicchio di briè (circa 200 grammi)

1 spicchio di gruviera (circa 100 grammi)

1 mazzo di asparagi

qualche noce di burro leggermente salato

PREPARAZIONE

Cuocere gli asparagi in acqua salata dopo averli lavati e puliti, lasciando fuori le punte. Riscaldare il forno a  180°C. Imburrare una teglia, metterci uno strato di fette di pancarrè, continuare con delle fettine di briè e di gruviera (circa metà). Tagliare a metà gli asparagi e ricoprire i formaggi con la prima metà, porre un altro strato di pane, terminare con i formaggi ed infine gli asparagi. Finire con qualche noce di burro in superficie e qualche pezzettino di formaggio avanzato. Infornare per una ventina di minuti e terminare la cottura con il grill per altri cinque.

Dall’archivio di dolcipensieri:

ASPARAGI AL BRIE

TORTA ASPARAGI E RICOTTA

TARTELLETTE AL TALEGGIO E ASPARAGI

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di ricette: “La cuisine française” del blog Gnam gnam

 

Read Full Post »

Un “Dolcepensiero”: oggi vi presento la seconda versione delle mie omelette con agretti (qui trovate la prima).  Nella mia dispensa le uova non mancano mai, soprattutto se fresche e biologiche, le trovo perfette e versatili anche per un pranzetto o cenetta dell’ultimo minuto e si accompagnano un po’ con tutte le verdure di stagione e poi io adoro le omelette. Oggi arricchite con del casera e del prosciutto aromatizzato alle erbe che mi ha stuzzicato al bancone del salumiere…

INGREDIENTIPER DUE OMELETTE

4 uova biologiche

1 ciuffo di agretti

un pizzico di sale

un pizzico di pepe nero

qualche cucchiaio di grana grattugiato

6 fette di casera

6 fette di prosciutto cotto aromatizzato alle erbe

qualche noce di burro leggermente salato

qualche fogliolina di timo

PREPARAZIONE

Tagliare gli agretti a pezzettini piccoli. Sbattere le prime due uova con un leggero pizzico di sale con la frusta senza farle schiumare, unire qualche fogliolina di timo. Unire un pizzico di pepe e un cucchiaio di grana grattugiato. Ungere una padella per frittata o crepes con una noce di burro e appena sfrigola, calare le uova. Appena iniziano a rapprendersi, porre in superficie metà degli agretti avendo cura di distribuirli bene. Girare la frittata e finire la cottura. Procedere in questo modo anche per le altre due uova. Appena intiepidite, porre in una metà le fette di casera tagliate sottili ( tagliate con l’affettatrice) e le fette di prosciutto aromatizzato alle erbe (ma sarà perfetto anche del cotto semplice o di Praga), arrotolarle su se stesse oppure piegarle a metà. Porle in forno caldo solo per qualche minuto senza far sciogliere troppo il formaggio ma sono ottime se gustate anche tiepide appena fatte. Terminare con qualche pezzettino di agretti.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

OMELETTE AGLI SPINACI 

QUICHE RADICCHIO E MELE

LASAGNE

Partecipo con questa ricetta al contest di Lucy – Ti cucino così“I colori della primavera”

Questa e tante altre ricette primaverili le trovi se

DONNE SUL WEB BANNER

Read Full Post »


Un “Dolcepensiero”: ieri giornatona del tutto primaverile; sole caldo, cielo azzurro e leggero venticello caldo tutto faceva pensare finalmente alla primavera… ma oggi già non è più così!!! tornata da un “viaggetto” dal contadino ben armata di uova fresche e biologiche al 100% e di un bel mazzetto di agretti, mi sono decisa subito di gustare le uova nella loro integrale freschezza, quindi niente torte bensì una ben più classica omelette. A dire il vero ben tre belle ma semplici varianti avendo in casa varie tipologie di formaggio che da me non manca mai, quindi oggi vi presento la prima omelette perfetta anche se gustata tiepida o fredda magari per il primo pranzo all’aperto, con un buon e fresco bicchiere di vino bianco oppure se amate, una buona birra chiara artigianale.

INGREDIENTI PER DUE OMELETTE

4 uova biologiche

1 porro

1 ciuffo di agretti

un pizzico di sale

un pizzico di pepe nero

qualche cucchiaio di grana grattugiato

6 fette di bitto sottili

qualche noce di burro leggermente salato

PREPARAZIONE

Affettare il porro a rondelle sottili dopo averlo sciacquato sotto acqua corrente. Tagliare anche gli agretti a pezzettini piccoli. Sbattere le prime due uova con un leggero pizzico di sale con la frusta senza farle schiumare. Unire un pizzico di pepe e un cucchiaio di grana grattugiato. Ungere una padella per frittata o crepes con una noce di burro e appena sfrigola, calare le uova. Appena iniziano a rapprendersi, porre in superficie metà del porro e metà degli agretti avendo cura di distribuirli bene. Girare la frittata e finire la cottura. Procedere in questo modo anche per le altre due uova. Appena intiepidite, porre in una metà le fette di bitto tagliate sottili (io avevo un pezzo di bitto che ho tagliato con l’affettatrice), arrotolarle su se stesse oppure piegarle a metà. Porle in forno caldo solo per qualche minuto senza far sciogliere troppo il formaggio ma sono ottime se gustate anche tiepide appena fatte. Terminare con qualche pezzettino di agretti.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

OMELETTE VELOCE

CANEDERLI CON PANCETTA E AGRETTI

MINESTRONE DI VERDURA

CONIGLIO AL ROSMARINO CON MEDAGLIONE DI POLENTA AL BITTO E CASERA

CANNELLONI LEGATI VEGETARIANI

Con questa ricetta partecipo al contest del blog “Pasticciando tra i fornelli”

dal titolo “Lo spuntino di mezzanotte”

Read Full Post »

Un “Dolcepensiero” francese: una calda e profumatissima padella di pollo… profumato grazie alle quattro spezie che poi danno il titolo a questo piatto. La “quatre épices” è una miscela di spezie, quattro appunto, quali chiodi di garofano, noce moscata, cannella e pepe. Esiste anche la versione con l’aggiunta di zenzero e pepe di Giamaica per creare un ottimo condimento perfetto per le carni bianche. Le spezie sono molto presenti in questa pietanza che prevede l’uso di un brodo aromatizzato anch’esso dalle spezie. E’ un piatto francese. In Europa le spezie in cucina sono molto presenti fin dai tempi antichi: si pensi che fin dall’antica Grecia ai nostri romani, le spezie avevano in cucina un ruolo molto importante per insaporire piatti e pietanze. Dopo guerre e conquiste, furono molti i paesi che controllarono le vie delle spezie oppure che, conoscendo luoghi e popolazioni nuove, finirono con il conoscere nuove varietà di aromi e spezie; grandi colonizzatori furono i portoghesi, gli spagnoli, gli olandesi, gli inglesi e i francesi appunto. Al ritorno dai loro viaggi, i colonizzatori portarono con loro le varie spezie che – per alcune di loro, molto rare e preziose – divennero merce di scambio e pagamento quindi entrarono così nelle tradizioni culinarie di questi paesi. La Francia ha portato a casa con le sue conquiste non solo le spezie, ma anche i sapori del Vietnam e del Nord Africa. Questo piatto ne è una prova di queste sfumature che sono entrate nella cucina francese…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

PER LA MISCELA QUATRE EPICES

una decina di chiodi di garofano

1 stecca di cannella

1/4 di pepe nero in grani

1 noce moscata

PER LA CARNE

800 grammi di petto di pollo

1 grambo di sedano + qualche foglia tenera

1 porro

1/2 cipolla bianca

2 spicchi di aglio

125 grammi di carotine

100 ml di creme freiche

una noce di burro

olio d’oliva extravergine q.b.

qualche foglia di lauro

prezzemolo tritato q.b.

timo essicato

sale q.b.

farina bianca q.b.

PER IL BRODO AROMATICO

2 dadi (aromatizzati al pollo)

qualche foglia di lauro

1/2 stecca di cannella

una decina di chiodi di garofano

1 cipolla bianca

sale grosso q.b.

PREPARAZIONE

Preparare la miscela quatre épices: in un mortaio, ridurre i chiodi di garofano, la cannella e il pepe ad una polvere finissima, quindi unire la noce moscata grattugiata al momento (se serve circa un cucchiaino). Tenere in un vasetto di vetro o in un contenitore ermetico per utilizzi futuri (nella ricetta ne serve solo una parte). Questa miscela è perfetta per insaporire carni biance, carni di maiale, zuppe, spezzatini oppure per confezionare il famoso Pain d’épices.

Preparare il brodo aromatico*: mettere in una casseruola alta circa un paio di litri di acqua con i due dadi a cui unirete le foglie di lauro, la cannella, la cipolla nella quale inzilzerete i chiodi di garofano. Portare a bollore, salare con qualche granello di sale grosso e far cuocere poi a fuoco basso per una decina di minuti ancora. Passare il brodo attraverso un colino per filtrarlo.

Preparare il pollo: affettare i petti di pollo a tocchetti lunghi e larghi circa un/due centimetri. Tagliare a cubettini fini il sedano, il porro a lamelle sottili, la cipolla in due pezzi. Sciogliere il burro con l’aglio in una casseruola a sponde alte meglio ancora una wok, unire il pollo e farlo sfrigolare a fuoco alto unendoci tutta la verdura preparata menzionata sopra con l’aggiunta delle carotine. Lasciar cuocere una decina di minuti rigirando di continuo. Aggiungere circa metà brodo delicatamente (se vi sembra troppo aggiungetene meno). Unire un mazzolino di erbe (lauro, foglie di sedano) e un mezzo cucchiaino di miscela quatre épices, portare a bollore dopodichè abbassare la fiamma al minimo e continuare la cottura altri 10 minuti (controllare comunque lo stato di cottura del vostro pollo che può variare in base a come avete tagliato il pollo). Unire un po’ di timo. Scolare il sugo del pollo in una casseruola piccola, unite un tocco di farina bianca per ridurre la salsina su fuoco basso e la creme freiche che farete ben amalgamare con un frustino. Regolare di sale. Togliere il pentolino dal fuoco quando la vostra salsa si sarà ben addensata, eliminare il mazzolino di erbe, unire la salsa al pollo e rigirandolo molto bene su fuoco basso, unire una bella spolverata di prezzemolo tritato.

*(il brodo che vi avanza potete utilizzarlo per un aromatico risotto, ma questa è un’altra ricetta e sarà un altro post…).

Per questa ricetta mi è stato molto utile il libro “Spezie da tutto il mondo” di Manisha Gambhir Harkins con le fantastiche fotografie di Peter Cassidy: il libro oltre a spigare ricette da tutto il mondo, è una bellissima raccolta di notizie storiche sulle spezie di tutto il mondo, sul loro uso e sul loro utilizzo in cucina singolarmente o mischiandoleper farne miscele aromatiche. Di questo libro avevo già parlato qui.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

COSCE DI POLLO VELOCI AL LIME E PEPERONCINO

STRUDEL CON FRUTTA CANDITA

GELATO ALLA CANNELLA

RICETTA CHE TROVATE ANCHE QUI

DONNE SUL WEB BANNER

Read Full Post »

« Newer Posts - Older Posts »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: