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Archive for the ‘FILM… LIBRI…’ Category

…dal libro “Torte di mele” di Maria Teresa Di Marco e Marie Cécile Ferré

E’ morbida, profumata, umida. Va bene a merenda, ma anche a colazione e, se ne avanza una fetta il giorno dopo, mantiene tutte le sue promesse.

Mai presentazione ad una ricetta fu più azzeccata: quando ho visto il libro, che fa parte di una lunga serie di testi dedicati a vari temi di cucina, me ne sono subito innamorata. La torta di mele non manca mai nella mia cucina come mai non è mancata per la merenda che mi preparava la mia mamma; ho acquistato subito il libro ma, come sempre, non mi sono messa nell’immediato a creare qualcuna delle ricette, riportate molto dettagliatamente sul ricettario. Foto romantiche cha fanno sentire subito a casa, con eleganza e glamour… testi descritti bene con semplicità. La torta è riuscita a stregare i molti fortunati che l’hanno assaggiata e ho trovato che sia molto versatile, utilizzando altri ingredienti per rendere quasta già di per sè bontà, ancora più ghiotta ai gusti dei miei ospiti…

INGREDIENTI PER OTTO PERSONE

250 grammi di ricotta

200 grammi di farina

50 grammi di frumina (io ho usato la fecola di patate)

150 grammi di zucchero + 2 cucchiai

3 uova

1 bustina di lievito

3 mele

il succo di mezzo limone

2 cucchiai di uvetta

PREPARAZIONE

Sbucciare le mele, privatele dai torsoli, tagliatele a pezzetti piccoli e raccoglietele in una ciotola con il succo di limone e l’uvetta, mescolate bene. Montate la ricotta con lo zucchero, unite i tuorli, la farina, il lievito e la frumina (per me fecola di patate), quindi le mele e infine incorporate gli albumi montati a neve ben soda, mescolando dal basso verso l’alto. Versate l’impasto in una tortiera di circa 24 cm di diametro e cuocete in forno già caldo a 180°C per circa 45-50 minuti. Controllate la cottura facendo la prova dello stecchino, ma ricordate che la torta deve risultare piuttosto umida.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TORTA DELLA NONNA CON FARINA DI RISO

TORTA ASPARAGI E RICOTTA

MUFFIN ALLE MELE

LA PASTA CON I BROCCOLI DI MONTALBANO

FROLLA AL CARDAMOMO CON RIPIENO DI FRUTTA SECCA E MIELE SARDO

Con questa ricetta partecipo al contest di “La cuoca dentro” e “Fior di rosmarino”

Partecipo anche al contest dedicato alla ricotta di Pane e Olio

Mi trovi anche qui…

 

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Eccomi qua finalmente a decretare la vincitrice del contest… dopo aver guardato tutte le ricette pervenute al post dedicato al contest, siamo giunti al verdetto finale. La scelta è stata moooooooooolto ardua e difficile perchè sono ricette tutte valide, buone e apprezzabilissime. Detto questo e prima di farvi il nome vincitore, RINGRAZIO DI CUORE TUTTI COLORO CHE HANNO PARTECIPATO AL MIO SECONDO CONTEST tutto all’insegna della golosità.

Alla vincitrice voglio regalare un pacco dono: niente di griffato o sposor particolari, solo un “Dolce pensiero” per aver aderito al mio contest e per aver gradito anche l’idea…

Un infusore per fare della calda e avvolgente cioccolata, anche se ormai siamo in primavera… ma cosa c’è di meglio che mettere una stecca di vaniglia per “stregare” la bevanda degli idei???!!! nulla!!! e una tazza di cioccolata me la godo ancora quando la sera scende e l’arietta si fa più fricicolina. Due tavolette di cioccolato pronte per essere… stregate! Il libro di Mattia Poggi che ho avuto il gran piacere di conoscere e di cucinare con lui e per lui: un libro molto gradevole con piatti e portate perfette per la bella stagione che sta arrivando essendo tutti cibi da buffet e quindi perfette per le prime scampagnate all’aria aperta. Infine un grembiule da cucina realizzato da mia mamma che spero faccia molto piacere a chi lo riceverà…

La vincitrice del contest “Cioccolato stregato”

è la carinissima e dolcissima Patrizia

del blog “I dolci nella mente”

che mi ha “regalato” il suo “Cake cioccolato e arancia”!

Motivazione: appena aperto il suo blog è come se ci fossimo immersi nella cucina di Patrizia. Il suo cake sa di buono, ingredienti semplici e reperibili in ogni occasione, la ricetta è ben descritta e ogni volta l’introduzione alle ricette sono scritte bene e con il cuore; come dice Patrizia: …”la tavoletta di cioccolato fondente esalta il connubio con l’ arancia – che ha sempre adorato e anche io – creando la perfetta combinazione di sapori al palato. Vi invito a visitare il suo blog con foto belle sempre splendenti e dettagliate, il blog è curato e molto ben ordinato, nel visitarlo regala al visitatore la voglia di “inzupparci” la propria curiosità!!! A Patrizia chiedo gentilmente di inviarmi il suo indirizzo alla mia e-mail privata: serecrivi@tin.it

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LEGGERE E’ CIBO PER LA MENTE!

PASSA PAROLA!

Oggi vi lascio qualche trama e recensione degli ultimissimi libri che ho letto fra gennaio e questa metà di febbraio… e qualche link a ricette in tema!!! buona lettura!

(immagine presa dal web)

Sophie possiede un negozio… famosissimo soprattutto per dei suoi cioccolatini che contengono un bigliettino, una sorta di biscotto della fortuna al rovescio, ricoperti di cioccolato dal sapore amaro e non solo al gusto ma anche dalla lettura dei loro messaggi, molto “avvelenati” e poco romantici e acidissimi, tutti con un’ispirazione completamente acida nei confronti dell’amore. L’idea che ha ispirato Sophie a creare questi cioccolatini, è nata dopo la rottura con il fidanzato – Garrett – con cui era in procinto di sposarsi, il quale l’ha lasciata, dandole la triste realtà di non credere più nell’amore. Così, quando lui torna chiedendole perdono e dichiarandole il suo amore, Sophie pone una condizione apparentemente impossibile per poter uscire ancora con lei: lui dovrà dimostrarle che la felicità non è come un cioccolatino dolce ma di breve durata ma che esiste sul serio. Mette un annuncio sul giornale “Seattle Times”: “Cercasi felicità” ponendo un limite di almeno 100 buoni e validi messaggi che testimoniano la Felicità; senza credere ai propri occhi. Sophie riceverà ben più che 100 risposte, che la travolgeranno e la sorprenderanno non poco nella loro lettura. E da questo episodio che si rituffa nel suo passato: il giorno del suo compleanno, in un grave incidente stradale, i suoi genitori perdono la vita; Sophie viene adottata dall’agente di polizia che proprio che giorno la soccorse mentre tra le mani aveva il classico messaggio scritto dei biscotti della fortuna che mangiò con la sua famiglia nel suo ristorante preferito. E proprio nelle tante lettere di risposta al suo annuncio, Sophie ritroverà quel messaggio. Inizia così per lei, la sorella e la mamma adottiva un vero e proprio viaggio alla ricerca di quella persone che per tanti anni ha custodito l’unico legame verso quel maledetto giorno. L’incontro con il figlio della persona che trovo tale biglietto, riuscirà a cambiare la sua vita scoprendo il vero motivo per cui il suo fidanzato la lasciò… un destino, un fato lega i due ragazzi sempre a quel tragico giorno. Tutto il romanzo è diviso fra amore, il senso di colpa: scritto da un uomo, Milne riesce a descrivere in modo veritiero e concreto, come la vita in un batter d’occhio può rendere tutto più amaro… e come a volte le persone possono essere legate da uno strano destino senza che loro lo sanno. Durante la lettura di questo romanzo, molte volte mi sono posta anche io se mai ho conosciuto la vera felicità: la risposta che mi balenava e tutt’ora è la stessa, è che la mia felicità è proprio nella mia famiglia, nella mia quotidianità fatta di cose semplici e di come un fatto che può “travolgere” la mia e la nostra vita possa anche travolgere i tuoi stati d’animo soprattutto la felicità! ebbene io mi reputo felice e sapete perchè??? Matteo, il mio bimbo, è da tre anni in terapia logopedica per una sindrome, per niente invasiva ma solo un’eredità familiare: sacrifici e lavoro sia per me ma soprattutto per lui con l’incognita i primi tempi, di aver fatto la cosa giusta, di aver intrapreso la giusta terapia… Posso dire che adesso lui sta bene, e diventato un chiacchierone non più a monosillabi ma con vere parole, dobbiamo ancora lavorare è vero!!! ma la felicità che mi sale quando mi parla e mi racconta tutto ciò che gli passa per la mente fa anche ingoiare il boccone più amaro!!! che sia di cioccolato o no!!! La felicità è per me il benessere di chi mi ama! Un libro scritto da un uomo che racconta d’amore, di felicità, di senso di colpa… un libro a volte amaro e che fa riflettere, ma con un bel lieto fine fra parentesi commoventi…

… e con il cioccolato più amaro – l’extra fondente – una buonissima TORTA

 (immagine presa dal web)

Nella camera di zia Antonia si sente nell’aria un forte odore di aglio eppure alle vecchiette ospiti della casa di cura di Bellano, non danno verdure che potrebbero essere indigeste… eppure l’odore è forte tanto che lo sente anche Ernesto Cervicati nipote dell’Antonia, un’adorabile signora anziana sempre alle prese a succhiare le sue caramelle alla menta profumo che poi rimane alleggiante alla figura della vecchietta, e non certo profumo e sentore di aglio. E l’Ernesto questo profumo di mentine lo conosce molto bene essendosi preso cura della zia in casa propria per ben tre anni prima che lei stessa prese la decisione di andare allo spizio.Antonio invece, fratello dell’Ernesto, non ne vuole proprio sapere della zia. Bidello nella scuola del paese, sposato e amante della salumaia Augusta, una trentacinquenne ossigenata e eternamente “vogliosa”. L’intreccio dei protagonisti di Bellano, paese sul lago di Como, si intriga ulteriormente quando sul conto bancario della zia arrivano dei soldi che non si sapeve la zia avesse: la suora dello spizio, il medico curante della zia nonchè Ernesto si vedranno alle prese di svelare questo improvviso ritrovamento di denari sul conto della zia prima della sua morte… e così che Antonio, spinto dall’avara moglie cornuta, vuole anche lui capire il significato di tale somma oltre che pretendere la sua parte, e qui si svela il mistero del sentore di aglio che improvvisamente si sente un po’ ovunque… E si arriva così a conoscere anche il direttore di banca, il dottor Fastelli che confuso del possibile errore cerca anch’esso di capire e tradurre l’arcano. Leggendo Vitali non posso non sorridere perchè tanto mi ricorda la mia vita prima di sposarmi dove venivo a conoscenza dei pettegolezzi di paese appena tornata a casa soprattutto se raccontarli erano le mie zie e ora rido al pensiero che questi intrecci di paese li sto’ vivendo tutt’ora… Lui racconta della sua Bellano, io vivo a due passi e la stessa armonia di personaggi stravaganti e umili la vivo tutt’ora. Ancora ci sono i medici di paese a cui confidare i propri dolori se poi in sala d’aspetto trovi le “vecchiette” che incontri dal panettiere il gioco di giri di vivi e morti è fatto, il prevosto che dove abito io è già da molti anni che professa e quindi un capo saldo della vita di paese, e poi tutti gli altri che come Vitali racconta, nei paesi si posso allegramente incontrare. Un libro che si legge tutto d’un fiato, la giusta vena di ilarità e quei modi di scrivere tanto brianzoli che rendono ancor più simpatici i romanzi di Vitali. Anche perchè non si vede l’ora di capire il finale, dolce-amaro che sia… ma non vi svelo nulla!!! e già sul comodino ho un altro romanzo dello scrittore comasco: “Olive comprese” perfetta lettura anche questa ricca di caratteristici personaggi da leggere in un colpo solo tanto bello, fresco e irriverente.

…il sapore dell’aglio, in questa PASTA TIPICA E TRADIZIONALE è l’ingrediente principale

(immagine presa dal web)

Finora il primo libro della Bosco che non mi ha fatto impazzire (Mi piaci da morire, L’amore non fa per me). La protagonista di questo romanzo un po’ troppo cinico per me dopo aver letto i due precedenti romanzi di Federica citati sopra, è Arianna: fragile ragazzina, ingenua e imbranata che nel romanzo vediamo crescere vivendo tutte le sue inquetudini soprattutto adolescenziali che si porterà poi per un bel pezzo della sua vita. Una ragazza complessata fin dall’adolescenza con due genitori borghesi e troppo legati a dare di loro una bella apparenza anche se poi non è così. Arianna è sempre alla ricerca dell’amore: prima era a scuola, poi nelle prime uscite adolescenziali, poi nei suoi interminabili viaggi per il mondo sempre vissuti alla giornata e soprattutto in base al ragazzo di turno, tutti buchi nell’acqua, amori impossibili. Una ragazza insicura, sempre in conflitto con ciò che pensano di lei i suoi genitori compassati, oppure sempre in balia dei suoi amici a volte un po’ suonati e dei suoi lavori improvvisati. Arianna vuole quell’amore perfetto che tutti sembra abbiano trovato, e con i suoi chili di troppo, decide di lasciare l’Italia ma soprattutto i suoi poco rincuoranti genitori, e partire per Parigi avendo contro gli stessi genitori convinti che Arianna non ce la farà ad affrontare la vita da sola per lo più in un paese straniero con una lingua che non conosce. E’ così che inizia la seconda vita della protagonista che dalla Francia passa attraverso gente diversa da lei, inizia a conoscere i veri piaceri della vita: cibo e vino, si confronta con le diverse lingue e i diversi volti, suoni e rumori delle tante città che attraversa. Arianna conosce la felicità per anni assopita, si mette in gioco, inizia realmente a sognare, a parlare a cuore aperto, ed a inciampare tante e tante volte risollevandosi sempre magari non bene dritta sulle sue gambe! ma pronta a ricominciare. Lo stile in questo romanzo è cinicamente frizzante e arguto, Federica riesce comunque a raccontare fin troppo bene quello che le ragazze di oggi possono vivere: basta il distacco e le sempre brutte critiche che fanno perdere in loro il proprio amor proprio! e proprio la descrizione della freddezza di rapporto fra mamma e figlia, mi ha fatto pensare per l’ennesima volta quanto noi genitori possiamo essere un ago nella bilancia dei sentimenti e di come possono vivere i nostri figli! Ma la vera protagonista del romanzo anche qui è l’amore: quello vero che non muore mai e che il destino farà sempre rincontrare! Senza però tralasciare una bella dose di infelicità con tutte le conseguenze anche fisiche che esse può portare. Ed è proprio nel momento in cui Arianna approda in un’isola fra le più belle del mondo – Bahamas – che finalmente conosce la felicità e l’amore ma solo per poco perchè la morte improvvisa del padre la trasporta immediatamente nella grigia Torino appioppandosi di nuovo le vecchie insicurezze ed infelicità, il rapporto con una madre mai gentile e compassionevole con lei, con i suoi chili di troppo e poi con la bulimia e un crescente di delusioni sentimentali e di amicizia che la portano al collasso dimenticando che proprio giù al caldo e al sole ha lasciato una bella fetta di se, quella parte bella che qui accanto alla madre non riesce a far uscire. E la morte del padre non ha aiutato il loro già traballante rapporto. Dopo l’ennesimo litigio con lei, dopo i vari tradimenti delle amiche e una storia d’amore che non era molto intenzionata a funzionare, Arianna decide di ripartire per i tropici dall’unico uomo che la resa felice, ma un’amara sorpresa l’attende e quindi rifatti i bagagli ritorna indietro alla vitaccia italiana non rendendosi conto che la felicità può anche venire da una telefonata… dalle Bahamas! infatti il suo ex ragazzo la richiama in Italia chiedendole il motivo per cui è fuggita di nuovo e soprattutto da lui. Sistemato il malinteso, il romanzo non può che terminare nel modo più romantico, perchè alla fine è proprio di amore che si parla e che Arianna sta cercando da 30 anni… ma non ve lo svelo! Un romanzo comunque fresco e moderno da leggere senza troppe pretese ma che con le stesse riesce a far riflettere sul rapporto con i genitori, il rapporto di coppia e fra amici e l’amore che se vero non tramonta mai!!!

…per una cena a casa di sua mamma, Arianna acquista del tartufo bianco come questo.

 (immagine presa dal web)

Un libro, una raccolta di racconti e di ricette di un’antica Sicilia con atmosfere e sfumature arabe… Scritto da Maruzza Loria e Serge Quadruppani – siciliani nel sangue – con un’interessante introduzione di Andrea Camilleri – il siciliano più famoso delle narrativa italiana – i racconti sono ambientati nella Sicilia del XI secolo che vede protagonisti la bella Yasmina e Omar – suo fratello – condannato per alto tradimento.  Per amore, Yasmina farà di tutto per scagionare Omar fino a sedurre il sovrano Ruggero I con racconti da “Mille e una notte” ma soprattutto con le sue pietanze culinarie: tutte siciliane, ricche del suo sole con belle sfumature arabe. Come dice Camileri, il libro racconta di storie che riescono ad amalgamarsi fra di loro senza rendere la lettura difficile bensì chiara, scorrevole e sognante. Un libro non solo da leggere ma anche da gustare e da tenere a portata di mano per le sue molteplici (50) ricette. Magico, mai miglior aggettivo poteve farvi capire quanto è bello leggere questa raccolta di Yasmina… amore, sentimento, patos ti portano durante la lettura, a immaginarti ai tempi di favole d’oro da Mille e una notte appunto. Ma veniamo a Yasmina che grazie alla sua bellezza e bravura in cucina, riuscirà per ben sette volte a rinviare il giudizio di Ruggero su Omar e sette sono le cene che Yasmina preparerà. Tutto il libro parla di amore e delle molteplici sfumature e diversità: amore fraterno fra Yasmina e Omar, amore passionale quello che nutre Ruggero I per la bellissima ragazza. Dall’altra parte si raccontano piatti dai sapori e odori siciliani che mischiano anche quelle tipicità arabe, ricette ereditate dalle nonne e dalle mamme tramandate come tradizione vuole fino ad arrivare ai giorni nostri. Sapori di altri tempi che difficilmente rimangono assopiti. Yasmina cucina, prepara i piatti con l’animo puro, con amore e passione, sentimenti che rendono ancor più prelibato il piatto se cucinato con vera armonia di cuore e sentimenti. Quella di Yasmina raccontata nel romanzo, è proprio e vera arte culinaria che non si ferma solo alla bontà del risultato finale bensì ai gesti che aiutano a fare di un cibo propria e vera cultura. Mentre i racconti che fanno da collegamento alle ricette, sono ben sette ricchi di sentimento, aneddoti e curiosità.

… un piatto tipico della Sicilia, LA PASTA CON LE SARDE, ecco la mia versione

(immagine presa dal web)

Direi che il libro mi è piaciuto, ve lo fa capire solo il fatto che ci ho messo un bel po’ di mesi – avete capito bene – per terminarlo. Noioso, lungo: credevo fosse una narrativa più scorrevole, più romanzata invece racconta dettagliatamente, la vita lavorativa e basta di una cameriera di grandi e rinomati ristoranti. Protagonista è Phobe, insignificante ragazza ma già dalla copertina lo si poteva capire, sempre intenta a quello che vuole fare della propria vita. Che vuole fare la scrittrice lo si capisce e come ogni racconto si rispetti, per poter mantenere questo sogno, impara il lavoro di cameriera che la porterà in uno dei ristoranti più famosi e rinomanti della grande mela: il “Per Se” del celebre chef Thomas Keller. Obbligata ad essere sempre perfetta, Phobe dovrà riuscire ad essere sempre raffinata, pulita ed in ordine, educata e pronta ad un’unica risposta – il si – in qualcunque minuto. Phoebe non solo sarà all’altezza della situazione, ma divenuta chef de rang riuscirà a impressionare persino un temibile critico gastronomico del New York Times. L’unica parte del romanzo carina – a parte le indicazioni delle regole per essere una buona cameriera – è la tenere storia d’amore che avrà con un suo collega. Il libro rimane comunque un susseguirsi di regole che ci accompagna nel dietro le quinte di una realtà prestigiosa, il “Per se”, piena di manie, rivalità, di aspetti “tecnici” del mestiere di maitre e alle altre figure che ruotano attorno alla vita di un ristorante. Un commento positivo me lo strappa comunque: capire come sia serio il lavoro di una persona che ha a che fare con tante tipologie caratteriali, che deve sempre eserre carina e gentile anche quando dentro urlerebbe… il lavoro di cameriere non è affatto semplice e leggero…

… e con questo piatto, ideato dopo aver gustato un risotto simile presso un’accademia di cucina, vi lascio alle vostre letture.

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Il contest è finito e le mie giudichesse hanno decretato la vincitrice. Ma prima vorrei ringraziare tutti voi che avete partecipato parlando di voi, dei vostri libri preferiti e di come la cucina può essere ispirata, inventata e ricreata. Spero che l’elenco che trovate qui, sia di ispirazione per le vostre letture oppure cogliere qualche idea regalo o perchè no… provare in cucina qualche piatto nuovo.

La vincitrice del contest è VALENTINA del blog CUCINA E CANTINA

con il libro “The particular sadness of lemon cake”

che trasposto in Italiano è diventato “L’inconfondibile tristezza della torta al limone” di Aimee Bender

e con la ricetta “Torta al limone”.

La motivazione: il libro non l’ho ancora letto ma grazie a Valentina ho potuto cogliere l’essenza di questo bel romanzo e di come solo una figlia può capire la propria mamma… e come dice Chiara “dalle prime parole il suo post mi ha conquistato! sembrava di essere lì: il viaggio, la libreria, il libro, il sapore della torta al limone e le sensazioni che suscita alla piccola Rose… condivido in pieno!!!

Attendo i tuoi dati per inviarti il mio semplicissimo pacco regalo al mio indirizzo e-mail: serecrivi@tin.it

A tutti voi un immenso grazie per tutte le belle parole, per i consigli e le recensioni ai libri e soprattutto per le fantastiche ricette che avete proposto. Un grazie particolare a Alessia, Claudia e Chiara che mi hanno aiutata nella scelta.

Serena Crivelli 

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Ciao cari amici e care amiche

DOMANI MARTEDI 17 GENNAIO

sarà l’ULTIMO GIORNO DI CONTEST

utile per postare le vostre ricette!

Avrete tempo fino allo scoccare della mezzanotte…

Quindi vi lascio un post con libro, recensione e ricetta con ingredienti e preparazione.

Ho appena finito di leggere “LE RICETTE DI NEFERTITI” di BRUNO GAMBAROTTA: un romanzo simpatico con una vena ironica perfetta fra le righe e personaggi di una Torino comica. Tra le mani di un docente di egittologia arriva il mitico quaderno di cucina della regina Nefertiti con dodici ricette di cui si favoleggia da moltissimi anni e creduto perso per sempre. Diviene così in quel di Torino, famosa anche per il museo egiziano, l’evento dell’anno perchè il documento che riporta le ricette afrodisiache della bella regina, vengono ritrovate nei depositi del museo stesso donati perchè convinti siano papiri di valore minore. Dodici ricette di mille e mille più anni scritte su fogli di papiro, le uniche ricette dell’antico Egitto finora conosciute e ritrovate e soprattutto ricette di quella che fu la regina più famosa dell’antico Egitto, donna descritta sempre affascinante e molto bella, che si pensa preparava per attizzare il desidero dello sposo Akhenaton. E’ così che questi tesori vengono dati in mano all’egittologo del museo Paolo Maria Barbarasa per studiarli anche grazie alla fondazione che paga gli studi e le ricerche del museo; il presidente di tale fondazione decide così di renderli pubblici per dare una nuova spinta sia al museo che alla sua fondazione. Ma i papiri spariscono… per riapparire nelle tasche di belle e brutte signore della borghesia torinese, tutte femmine collegate all’egittologo, ricette accompagnate da lettere con confessioni d’amore e sessuali scritte dal pugno, così semprerebbe, di Paolo Maria. Ora per Paolo arriva l’arduo compito di reperire tali reperti richiedendoli alle donne in cambio di altre promesse e non solo d’amore. Durante la ricerca difficile di reperirli, Paolo Maria scopre che la sua stessa moglie Angelica è stata la promotrice di questa caccia al tesoro con desideri erotici abbinati. Inizia così il coinvolgimento di tante figure femminili intorno ad un unico uomo, ogni donna descritta con maestria golliardica degna di quella vena di attore che Bruno a coltivato in tantissimi anni di onorata carriera ora messa nero su bianco. La guerra dei papiri inizia così fra promesse e ricatti in cui tutti cercano di avere fama e una piccola vetrina durante la cerimonia di presentazione dei papiri al pubblico torinese. La lettura di questo romanzo è piacevole e molto scorrevole, lo stile semplice ma accattivante con l’uso di vocaboli che rendono in pieno il pensiero che si sta leggendo riuscendo a prendere in giro la borghesia moderna delle città. Nel romanzo le figure femminili tante e diversissime fra di loro, sono uno spasso a leggerle: troviamo l’artista fin troppo anticoformista presa poi per matta, la classica moglie senza figli e quindi amantissima di animali soprattuttocani all’impiegata in politica, la giovane assistente di un dentista che scappa all’estero con il fidanzato alla moglie fedele con amanti al seguito. Il filo conduttore, l’erotismo, è comunque preso solo in versione ironica: i sogni erotici di Paolo Maria sono particolari e strambi con donne qualsiasi conosciute anche semplicemente al bar. Fantastica la parodia sulla sofferenza di Paolo Maria: infatti la moglie Angelica racconta alle sue rivali in amore, che il marito soffre di una forma di sex addiction, un comportamento sessuale compulsivo che, nel suo caso, si manifesta per lo più in fantasie. Nei manuali di patologia sessuale è conosciuto come “Sindrome di Arcore” dal nome della località della Brianza dove è stato diagnosticato per la prima volta…!!! Un libro troppo spassoso, un buon libro da cui trarre la classica commedia degli equivoci, per me sarebbe una spiritosa e alquanto diversa fiction: ci sono tutti gli argomenti, il mistero, la comicità, la cucina, vizi attuali e una bella dose di malizia. Delle dodici ricette non vi è nessun ingrediente e preparazione acclusa: solo una giusta descrizione di cosa potevano mangiare all’epoca gli antichi egizi e di cio’ che avevano a disposizione come materie prime.

Ma cosa centra il romanzo di Bruno con l’Artusi? sul primo vi ho recensito in modo personalissimo il suo mio primo libro, sul secondo non spendo parole perchè è strafamoso ma posso dirvi che il collegamento è tutto dovuto alla rigida e noiosissima moglie di Paolo Maria, Angelica che durante una prova dei piatti di Nefertiti in casa del titolare della fondazione, vorrebbe portare lo strudel dell’Artusi cucinato da lei e suo vanto culinario… e quindi veniamo alla ricetta. Io non posseggo nessuna ristampa dell’Artusi bensì l’ho fotocopiato quasi tutto un giorno di qualche anno fa quando un gentilissimo signore anziano mi prestò la sua versione tra l’altro molto vecchia… Lo strudel è la ricetta nr. 559 e apre il capitolo della pasticceria.

LO STRUDEL DI PELLEGRINO ARTUSI ricetta nr.559

Dice l’Artusi: “non vi sgomentate se questo dolce vi pare un intruglio nella sua composizione e se dopo cotto vi sembrerà qualche cosa di brutto come un enorme sanguisuga, o un informe serpentaccio, perchè poi al gusto vi piacerà.

Mele reinettes, o mele tenere, di buona qualità, gr. 500 (io ho usato le mele pink lady)

Farina, grammi 250 (io ho usato quella antigrumi)

Burro, 100 grammi (io ho usato quello salato)

Uva di Corinto, grammi 85 (ossia la sultanina)

Zucchero in polvere, grammi 85

Raschiatura di un limone

Cannella in polvere due o tre prese

Spegnete la farina con il latte caldo, burro, quanto una noce (io ho scaldato il latte nel micronde e poi vi ho sciolto il burro), un uovo e un pizzico di sale (che io ho evitato aveno usato il burro salato) per farne una pasta piuttosto soda che lascerete riposare un poco prima di servirvene. Tirate con questa pasta una sfoglia sottile come quella dei taglierini e, lasciando gli orli scoperti, distendetevi sopra le mele che avrete prima sbucciate, nettate dai torsoli e tagliate a fette sottili. Sul suolo delle mele spargete l’uva (che io ho ammollato in acqua calda), la raschiatura del limone, la cannella, lo zucchero, e infine i 100 grammi di burro liquefatto, lasciandone un po’ indietro per l’uso che sentirete. Ciò fatto avvolgete la sfoglia sopra sè stessa per formarne un rotolo ripieno che adatterete in una teglia di rame (io ho usato una placca rivestita con carta forno), già unta col burro, assecondando per necessità la forma rotonda della medesima; col burro avanzato ungete tutta la parte esterna del dolce e mandatelo al forno (ventilato 180°C per 35 minuti). Avvertite che l’uva di Corinto, o sultanina, è diversa dall’uva passolina. Questa è piccola e nera; l’altraè il doppio più grossa, il colore castagno chiaro e senza vinacciuoli anch’essa. Il limone raschiatelo con un vetro (io ho usato una grattuggia apposita). Io poi l’ho spolverato con zucchero a velo.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

STRUDEL DELIZIOSO

ROTOLO SALATO NAPOLI 

LO STRUDEL DI DICEMBRE

Con questa ricetta partecipo al contest “Book & Cook”

del blog “Grembiule e presine”

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Un “Dolcepensiero”… avete presente il cartone animato che vede come protagonista quel pigrone gatto un po’ ciccio e arancione? si? GARFIELD!!! un mito per me e mio figlio Matteo che lo vediamo spesse volte in tv e che non ci siamo persi i suoi film sia al cinema che in dvd. Garfield è un fumetto creato da Jim Davis, in cui oltre a Garfield c’è anche il cane Odie, e il loro inetto proprietario Jon Arbuckle. Garfield dopo essere nato come fumetto, arriva sul grande schermo: “Garfield: il film”

Immagine presa dal web 

che racconta la storia di Garfield che vede la sua vita completamente cambiata a causa dell’arrivo di un cane, di nome Odie un bassotto regalato a Jon dalla veterinaria carina di Garfield di cui Jon è innamorato. E’ risaputo che Garfield odia i lunedì, e si diverte qua e là con i suoi compagni di quartiere soprattutto quando si tratta di cibo, fa di tutto per accapparrarsi il bottino ambito. Ma la sua vita fatta di sonnellini e spuntini diventa uno stress, ora deve condividere i propri spazi e il suo padrone con un cane non gli va proprio giù. Ma in fondo il cinico Garfield ha un cuore d’oro. E’ un bel film per bambini, allegro e spensierato per passare un pomeriggio in famiglia oppure con gli amichetti del proprio bimbo: il gatto realizzato in digitale, si muove nel mondo reale con una certa simpatia, e non fa rimpiangere le espressioni, del genere occhioni a mezz’asta.

 

Immagine presa dal web

Garfield 2“, vede invece l’avventura del gatto più pigro e goloso del mondo a Londra dove con Odie, ne combinerà di cotte e di crude divenendo per poco tempo addirittura un ricco ereditiero. Ha attraversato il guado (con il compagno canino Odie) per sorprendere il padrone, Jon Arbuckle, che si trova a Londra per chiedere la mano della fidanzata, la veterinaria Liz Wilson. Garfield passeggia così tra il Big Ben, Buckingham Palace, Scotland Yard e il suo nuovo piatto preferito, diviene il pasticcio di carne macinata (certo, non è la lasagna, ma non si può avere tutto). L’ultimo è un cartone animato “Garfield – Il supergatto”.

Immagine presa dal web

Questo cartone l’abbiamo visto al cinema la scorsa estate ma non mi è per niente piaciuto: soldi buttati al vento e se per i due citati sopra, abbiamo acquistato i DVD per gustarceli in questi giorni di festa appena passati, il supergatto penso che non lo comprerò… perchè? troppo violento. Il mondo dei cartoni in cui vive Garfield sta per essere invaso da Garzooka, muscoloso gatto domestico molto simile a Garfield. Sarà compito di Garfield (quello vero e pigro, mangione) salvare il mondo e soprattutto i suoi amici. La serie di immagini di distruzione del mondo in cui vive il gatto, sono troppe non adatte ad un pubblico di bimbi gli stessi affezionati alla versione nei programmi tv oppure nei DVD sopracitati in cui Garfield è solo alle prese con cibo, poltrone e scorribande animalesche ma innocenti.

Detto questo per proporvi un piatto a cui Garfield è molto affezionato insieme alla pizza e sono proprio le lasagne che vi ripropongo oggi…

INGREDIENTI

pasta sfoglia per lasagne

100 grammi di casera grattugiato (o formaggio di latteria)

150 grammi di grana grattugiato

200 grammi di prosciutto cotto

3 mozzarelle

una noce di burro

PER IL RAGU’

600 grammi di macinato misto maiale – bovino

500 grammi di passata di pomodori

qualche cucchiaio di concentrato di pomodoro

1 costa di sedano

1 carota

1 cipolla bianca

un paio di dadi vegetali

sale e pepe q.b.

peperoncino essicato q.b.

PER LA BESCIAMELLE:

100 grammi di burro

80 grammi di farina

1 litro di latte

100 ml di panna

noce moscata

sale e pepe

grana grattugiato q.b.

PREPARAZIONE

PER IL RAGU’: tagliare a dadini piccolissimi il sedano, la carota e la cipolla che dovranno soffriggere in una pentola capiente con un filo di olio extravergine d’oliva; aggiungere la carne macinata e far tostare il tutto su fuoco vivo. Aggiugere, dopo un otto-dieci minuti, la passata di pomodori con un mestolo di acqua tiepida. Aggiustare il sapore con l’aggiunta dei dadi, un pizzico di sale e pepe e peperoncino q.b. Unire anche il concentrato di pomodoro. Far cuocere bene il tutto per tre ore aggiungendo se neccessario, altra passata e/o acqua tiepida se si dovesse asciugare troppo controllando il giusto grado di sapore.

PER LA BESCIAMELLE: in una casseruola fate scioglliere il burro a fiamma bassissima e, aiutandovi con una frusta, amalgamate bene la farina passata al setaccio per evitare grumi. Diluire subito con il latte tiepido; continuate a mescolare fino a che la salsa si addensa, all’inizio del bollore fate cuocere per circa 6-8 minuti continuando a rimestare. Spolverate con la noce moscata, il sale e il pepe, aggiungere una bella spolverata di grana grattugiato e la panna.

PER LE LASAGNE: Mettere a bollire dell’acqua, salarla e far sbollentare le sfoglie di pasta (per questa ricetta ho calcolato tre strati a base bianca e tre, compreso la superficie, a base rossa) poche alla volta per alcuni minuti; stenderle su una graticola per farle raffreddare. Imburrare la teglia adagiandovi sopra il primo strato di pasta, proseguire con uno strato di besciamelle, finire con una copertura dei formaggi (casera, grana e mozzarella tagliata a dadini piccoli). Continuare il secondo strato con pasta e con delle belle cucchiaiate di ragù coprendo per bene tutta la superficie, poi con le fette di prosciutto e infine spolverizzare di grana grattugiato. Proseguire alternando la base bianca (besciamelle + formaggi) con la base rossa (prosciutto + ragù) fino a ottenere sei strati, terminando con il ragù mischiato a un pò di besciamelle, spolverato di grana grattugiato. Infornare per una mezz’oretta, servire ben calda a tranci.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

LASAGNETTA DI SFOGLIA CON CREMA AI CARCIOFI 

LASAGNE FATTE IN CASA CON FUNGHI, CARCIOFI E SALSICCIA

LASAGNE AL BROCCOLO ROMANESCO

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IDEE REGALO…

Qualche idea per Natale? in libreria ne troverete tantissime, i libri credo siano un bel e sempre gradito regalo… vi lascio le miei personali recensioni dei miei ultimi libri letti…

Non poteva mancare l’ultimo frizzante romanzo di

SOPHIE KINSELLA “HO IL TUO NUMERO”

Immagine presa dal web 

Cosa si farebbe senza telefonino? telefonino perso, perso anche tutti i contatti con chi ti sta vicino e il disastro è assicurato, per lo meno per Poppy la protagonista tutta al femminile dell’ultimo lavoro frizzante di Sophie. Poppy è una fisioterapista londinese, una ragazza limpida e sincera che non si nasconde dietro a nulla; è una ragazza orfana dei genitori, cresciuta con degli zii e i suoi fratelli più piccoli e prossima alle nozze con un ragazzo colto, cresciuto in una famiglia unita e alquanto strana, Tavish. Lo conobbe per caso durante la terapia che gli fece lei nel suo studio: un bel ragazzo che colpì non solo Poppy ma anche la sua collega che non ha mai mandato giù questo suo fidanzamento con un paziente quindi per niente professionale. Mentre ad una festa con le colleghe e le amiche di sempre, Poppy perde il suo anello di fidanzamento niente meno che di famiglia e tramandato di generazione in generazione pure di inestimabile valore, uno smeraldo molto prezioso. Lo stesso anello che Tavish ha prelevato dalla cassetta di sicurezza della banca la sera prima della richiesta di matrimonio, un anello che per ben tre mesi l’ha sempre portato al dito e riposto con cura tutte le sere prima di coricarsi. E questa la tragica scena che le si presta agli occhi, in una hall confusa e stra piena di gente e senza telefonino proprio non sa come fare per cercare e trovare il suo anello ma una botta di fortuna le fa riavere un cellulare abbandonato in un cestino e funzionante!!! Che guaio però: a tutti ha lasciato il suo numero di cellulare nel caso ritrovassero l’anello… Ma di chi sarà questo cellulare smarrito o buttato? proprio mentre lo sta usando per contattare il capo dell’albergo che l’ha ospitata per i suoi festeggiamenti, il cellulare inizia a squillare facendole arrivare una voce maschile, attraente e schietta. Dopo un susseguirsi di scambi di battute, Poppy riesce a dare un volto alla voce bella sentita poco fa al cellulare: si tratta di Sam Roxton affascinante uomo d’affari presente in albergo per una convention che la obbliga suo malgrado ad affrontare un giapponese importante che non deve lasciare in alcun modo l’albergo. Capace di qualsiasi cosa per poter conservare questo cellulare fino al ritrovamento dell’anello, Poppy si dovrà abbassare a divenire la segretaria personale e provvisoria di Sam, con la promessa di inoltrargli tutte le e-mail e messaggi. Ma la cosa più importante ora – ovvio prima riavere l’anello – è quella di mascherare la perdita dell’anello stesso sia al fidanzato Tavish che alla sua terribile e intelligentissima famiglia che deve rivedere dopo una lunga vacanza culturale in America. Intanto Poppy inizia a conoscere il suo nuovo amico tramite tutte le sue e-mail sia di lavoro che personali divenendo così una brillante ficcanaso che saprà anche smascherare un complotto politico e finanziario ai danni di Sam e di un lusinghiero uomo d’affari londinese molto vicino al primo ministro britannico. Fino a scoprire la vera natura del suo fidanzato molto diverso dall’apparenza che egli stesso fa trasparire: scoperto essere un degno traditore con il vizietto al facile fidanzamento e anche alle avventure di sesso, Poppy non si sposerà più perchè non più certa della sincerità del fidanzato che grazie a Sam scoprirà non molto limpida e anche perchè lei stessa capisce di non essere veramente innamorata bensì fortemente attratta da Sam, un uomo che sa darle calore e amore di cui ha bisogno. E sarà anche merito della mamma di Tavish ormai stanca dei colpi di testa del giovane che Poppy capirà di non essere lei quella sbagliata o detestata bensì di essere stata purtroppo e senza accorgersi la vittima di un ragazzo viziato e poco responsabile avendo modo di conoscere meglio la ormai ex suocera. Con questo romanzo la Kinsella riesce a strappare sorrisi sinceri grazie ad una storia brillante ed irriverente, tra fidanzamenti e famiglie particolari, estrose partite di scarabeo virtuali, equivoci divertenti e alquanto strani. Inutile dirvi di comprarlo perchè sapete benissimo che un romanzo della Kinsella non me lo perdo mai: questo è fresco, un’altra divertente parentesi di una nostra ormai mania cioè lo scrivere SMS ovunque e a chiunque, un’adorabile ventata di irriverente divertimento sulle manie e abitudini di noi donne a volte troppo preoccupate di piacere più agli altri che di essere consapevoli di piacere tremendamente a noi stesse.

Un altro romanzo leggero ma ben scritto: si tratta de

“LA BOTTEGA DEI DESIDERI”

di KAREN WEINREB

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Un romanzo tenero, un classico stralcio dell’America borghese che vive alle spalle della grande mela, una grande prova di forza tutta al femminile. Siamo a Bedford, un susseguirsi di ville e belle case con giardini verdi e fioriti, viali di accesso curati e puliti, tutti in fila perfetti, auto di lusso, jeep potenti, Suv impolverati simbolo di ettari ed ettari di terreno lungo tutta la propria casa, più la macchine è sporca più il giardino di casa è ampio. Qui si trova l’alta borghesia di New York: i mariti uomini di affari facoltosi sempre impegnati nella grande mela e non solo impegnati con trattative finanziarie direi, le donne casalinghe e mamme a tempo pieno fra scuola, cene di beneficenza, mercatini e feste di compleanno… accompagnare i bimbi nella scuola privata e facoltosa delle cittadina per poi correre per un caffè fra amiche e una bella mattina in palestra a tenersi in forma per essere perfette al rientro dei propri mariti; sembrerebbe tutto bello e scontato se non fosse che da un giorno all’altro questo castello di carta come di carta sono anche i soldi, crolla ai piedi di Nora affascinante donna alle prese con casa, bimbi e amiche. D’altronde a Bedford la vita gira così! Una mattina presto suona il campanello della sua villa, una fra le più belle e ricche tenute del rione, perfettamente ristrutturata da lei stessa appena trasferitisi lì con una bella cucina estiva dove Nora si appresta a cucinare, la sua passione… il campanello squilla in modo troppo insistente e quando va ad aprire la porta, si trova travolta da agenti del FBI che chiedono di suo marito. Nora crede in un errore ma nel giro di pochi minuti, si ritrova sola non sapendo bene cosa sia successo. Evan viene prelevato perchè si è arricchito con giri illeciti nel ramo della finanza e con la nuova crisi economica e i controlli nuovi e più severi, viene scoperto dal governo, arrestato e obbligato a ridare tutto fino all’ultimo cent. Nora sola e abbandonata, si deve rimboccare le maniche, lavorare e guadagnare soldi che però non basteranno per mantenere l’altissimo stile di vita pieno di cose belle e costose. Accanto a lei la sua fedele babysitter, Beatriz, la quale non l’abbandona perchè anche Nora a suo tempo l’aiutò nell’assumerla senza troppe domande sul suo precedente passato. Tre bimbi da accudire, le spese scolastiche troppo alte, i pettegolezzi di quelle che un tempo le erano amiche e ora le puntano il dito addosso, saranno le molle che faranno scattare in Nora la voglia e le motivazioni per andare avanti e continuare la propria vita senza Evan al quale ora prova solo odio. L’unica certezza è la casa comunque divenuta troppo grande e quindi troppo impegnativa, meglio venderla? no troppo importante per lei! affittarla? perchè no? ma cosa direbbero i suoi vicini? altri pettegolezzi? meglio evitarli fin che si può. La casa però ora è vuota senza tutte le sue belle cose pignorate dal governo e la sua innata capacità di cucinare ottimi dolci che diveranno la loro unica salvezza economica; infatti anche Beatriz troppo legata alla signora, diverrà sua complice e aiutante nel realizzare un sogno che potrà salvargli la vita e non solo quella economica. Il primo lavoro che trova Nora sarà quello di lavorare di notte nella panetteria e caffè dove era abiutata fermarsi con le amiche ancora quando lei poteva permettersi la bella e spensierata vita precedente, ma era poi così spensierata sia per lei che per le amiche? o era solo la facciata a cui si vide fino a poco tempo fa? Sarà il matrimonio di Beatriz ha donarle il vero significato della vita, a capire le priorità della vita, a capire la sottile differenza che può esserci nell’amicizia, l’amore dei e nei figli l’unica certezza. La scelta di riprendersi e non cadere in facili storie d’amore per soldi, la tristezza nel cuore del figlio più grande scappato alla ricerca del padre, la perdita del quarto figlio porteranno Nora a fare il giro di bora grazie all’aiuto soprattutto morale di Beatriz che farà da anello di congiunzione fra la giovane donna e il marito in carcere, un uomo pentito e compreso dalla domestica. Nora così arricchita da una nuova forza, inizierà la sua carriera di pasticciera divenendo così una sorta di celebrità soprattutto per quelle che un tempo le puntarono il dito contro fortunate di non essere al posto suo. La storia di questo dolce libro è un’autobiografia della scrittrice anche lei trovatasi in una situazione dura e pericolosa nel momento più nero e di crisi del suo paese. Un romanzo di grande attualità che riflette i nostri tempi con intelligenza. Un romanzo che inalza il valore di come le donne di oggi non sono solo donne in carriera ma anche mamme e mogli, donne pronte a risollevarsi sempre. Un libro ben scritto, che scivola molto bene con qualche bella descrizione dei fantastici dolci che Nora e Beatriz riescono a ricreare nella cucina estiva della villa.

Dopo gli scorsi romanzi di
ho letto anche A NEVE FERMA
Per la Bertola ho una certa simpatia, ormai lo sapete: i suoi romanzi sono terribilmente simpatici, descrive le donne in modo frizzante sottolineando sia pregi che difetti del vasto mondo femminile ma anche nel descrivere gli uomini non si trattiene, anzi! In Neve ferma siamo sempre nella sua Torino e il centro della storia è una prestigiosa pasticceria che però ultimamente non naviga in buone acque sul lato economico. La protagonista principale è Emma, neo-laureata in storia con un’interessante e difficile tesi per ora aiutante pasticcera – fra l’altro molto brava – che si perde nell’amore della sua vita che però è durato solo tre giorni. Il fortunato è Andrea, figlio del datore di lavoro e pasticcere pure lui, che s’innamorerà di un’attrice francese troppo presa da se stessa e nel crearsi una buona immagine; Andrea invece è cotto a puntino da quando aveva sedici anni ma la storia purtroppo non avrà un futuro. Poi c’è la Signora Elena, collega di Emma, che l’amore lo sta cercando da ben trent’anni niente meno che nel signor Delacroix senior suo datore di lavoro. La sua “figlioccia” Camelia, invece, è una giovane ragazza poco intelligente che s’innamora continuamente di chiunque sia di sesso maschile. Il problema di Camelia è il quaderno di ricette che le ha lasciato in eredità suo nonno, scritto in un codice misterioso, un codice che solo Emma riuscirà a captare niente meno con l’uso del libro di cucina italiano più famoso e diffuso nelle nostre cucine: il manuale del Pellegrino Artusi. Nonostante lo sconforto iniziale e dopo la comunicazione degli ingredienti obbligatori (zenzero, mandorle e caffè), Emma riesce a creare la “torta Camelia” che le permetterà di salvare la pasticceria. Di Bianca si può dire che pare da sempre impegnata nelle sue disavventure con un giovane dottore dalla doppia vita: è una ragazza che ancora non ha trovato il lavoro della sua vita (per ora è cameriera anche lei nella pasticceria) e si destreggia tra fotografie, acquarelli e lettura dei più svariati libri! Bianca è sempre alla ricerca di una professione che le consenta guadagni esorbitanti per non doversi preoccupare di far quadrare il suo bilancio di cameriera. Così oltre a dipingere acquerelli, scattare fotografie, si diletta nelle cose più disparate quali inventare strani capi d’abbigliamento, scrivere best seller e proprio quest’ultima passione la porta a conoscere Andrea, il dottorino con una fidanzata e un’amante al seguito. Tutto gira intorno alla pasticceria, ad un concorso di pasticceria in cui Emma e Camelia – che adora soli cibi salati, suo malgrado – dovranno partecipare per il bene della pasticceria e dietro ricatto della signora Elena che non è la zia di Camelia bensì… la mamma! Tanti anni prima, quando rimase incinta di Camelia, decise di affidarla alla sorella perchè purtroppo il padre era il Signor Delacroix che non ha mai saputo niente fino al concorso. Il concorso consiste nel creare un dolce che prevede tre ingredienti obbligatori che vengono comunicati ai concorrenti solo alcuni giorni prima, concorrenti segregati in un albergo per tutta la durata della rassegna. E solo grazie al quaderno di ricette, le due ragazze potrebbero avere la vittoria in mano anche perchè Camelia non è per niente interessata al concorso anzi lei vorrebbe sfondare nel mondo dello spettacolo. Il simpatico intermezzo è colorato di altri protagonisti maschili… una parentesi a Tinco il tuttofare della pasticceria e alla sua ragazza Vale anche lei alle prese con un concorso, niente meno “Sciampista Emergente Provincia di Torino”! Sempre simpatica e irriverente, anche in questo romanzo la Bertola riesce a strappare risate per i suoi protagonisti descritti in modo fresco e con una maestria comica. Per niente noioso, si legge tranquillamente, aiuta a rilassarsi e a passare qualche momento di pace e serenità, un ottimo svuota mente che ci catapulta direttamente nella Torino, le sue piazze e la pasticceria, ovvio! Tutti i protagonisti sono diversi fra loro, perfette pedine mosse con grazia e ben coordinate dalla Bertola che vi consiglio di acquistare o regalare a chi ama ridere e sorridere alla vita. Anche perchè i libri della Bertola hanno sempre un bellissimo lieto fine…
Parlando di libri, vi ricordo il mio contest fra CUCINA E LIBRI
Avete tempo fino al 17 gennaio 2012 

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Oggi niente ricetta, giornata di relax: ecco allora un libro appena finito, la giornata di oggi mi ha permesso di chiudere l’ultima pagina di questo spassoso romanzo. Dopo Mi piaci da morire“,  Federica Bosco ha continuato a raccontarci le peripezie amorose di Monica nel suo secondo romanzo “L’amore non fa per me”: in partenza per la Scozia dove raggiungerà il suo fidanzato, Monica fa prima una tappa a Roma sua città natale per far visita ai suoi genitori separati. Le buone speranze ed anche le buone intenzioni ci sono tutte: iniziare una nuova vita soprattutto amorosa, il suo libro sta per essere pubblicata e quindi nuove ambizioni lavorative… insomma tutto sembra roseo come il colore del libro!!! Arrivata in Scozia, si ritrova sola e dispersa in una casa grande ma fredda, una quasi suocera invadente e il suo principe azzurro che poi tanto azzurro non è – Edgar- strano e coinvolto in tante cose ma sicuramente non in lei. Una storia d’amore dai risvolti tragicomici se poi ci metti anche gli abitanti del paesello che la guardano straniti e chissà perchè… insomma sembra che tutti abbiano da criticare su Monica! Ci manca che ognitanto David – il suo ex fantastico – si fa risentire tramite telefono ed e-mail, così da confondere idee e sentimenti in Monica già frustata da mille ripensamenti eppure era partita con l’intenzione anche di mettere a posto la testa! La trama poi si fa curiosa quando Monica percepisce strane manie in Edgar e pronta a scovare ogni scheletro nell’armadio del principe azzurro, inizia ad indagare fra gli abitanti dello sperduto paese sempre freddo e grigio fino a farsi aiutare dalla sua nuova amica/collega Siobhan: scopro così che la ex moglie di Edgar morta tragicamente, era l’amante del suo miglior amico/collega sul lavoro a sua insaputa creando scompiglio fra di loro e quindi un giusto mea culpa proprio durante la presentazione del libro di Monica. Se poi ci mettiamo anche che dovrà fare l’inviata in Francia per pubblicare un articolo sul giornale proprio su Paris Hilton, si crea così un susseguirsi di bellissime gaffe per strappare un’intervista alla biondina americana riuscendo a divenire così in quel della Scozia, una paladina in un club di ragazze. E sarà proprio Cannes a far da galeotta per l’ennesima volta fra Monica e David che ricomparirà nella sua vita strappandole una notte d’amore infuocato… e la mattina??? David è sparito!!! ancora! Ritornata in Scozia, e dopo aver sistemato anche il suo datore di lavoro con la mano morta, Monica deciderà di ritornar indietro e riprendere in mano per l’ennesima volta la sua vita… Con questo romanzo, Federica Bosco entra così nella mia schiera preferita di romanzi allegri, spensierati, ironici e irriverenti ma con quel tocco perfetto nel confezionare storie toccanti ma in forma leggera sui sentimenti della vita anche di tutti i giorni, sulle storie d’amore delle giovani donne contemporanee che non smettono neanche loro di sognare il grande amore con il principe azzurro. Monica la ritroverò fra poco nel romanzo – già sul mio comodino – “L’amore mi perseguita”, dove ritornerà a NY per ricominciare tutto da capo; inizierà una nuova avventura lavorativa niente meno che a Vanity Fair dopo aver conosciuto un giornalista a Cannes troppo preso da lei perchè era riuscita a strappare un’intervista alla capricciosa Paris. Dall’altra parte della sua vita, ancora amore che le regalerà altre belle esperienze anche se ormai ne è disillusa soprattutto sull’altro sesso… ma cosa avrà in serbo il destino per Monica???

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“Sto mangiando la PASTA CON I BROCCOLI, CHI E’ CHE ROMPE???”

E’ la voce del commissario alias Zingaretti che tuona alla cornetta… Nella puntata dal titolo “Il ladro di merendine“, mitica è questa scena, appena seduto al tavolo e pronto a gustarsi per intero il suo bel piatto di pasta, squilla il telefono e all’altro capo del filo c’è Livia, l’eterna sua fidanzata che vive e lavora al nord. Non riesco a smettere di ridere mentre ascolto Zingaretti interpretare il Commissario Montalbano nella fiction della rai; non so’ dirvi quante volte ho visto e rivisto queste puntate. Uno spaccato moderno della Sicilia dei giorni nostri raccontati con maestria prima da Camilleri, grande scrittore, e poi messe in onda con la regia Alberto Sironi perfetto maestro di schermo. Anche in cucina sia Camilleri sia Sironi, hanno saputo portare una nota degna della Sicilia con le ricette che il Commissario gusta nella trattoria dì Vicata in pausa pranzo con il compagno di lavoro di sempre Mimì, sia con quelle che le prepara la sua fidata cameriera. Ed è proprio la pasta con i broccoli uno dei piatti “cult” del commissario insieme agli arancini di Adelina. Sono molto affezionata soprattutto alla fiction che mi ha tenuto compagnia quando avevo il pancione, poi nelle serate fra una poppata e l’altra e poi nelle fine serate quando mi rilassavo con Marco mentre il Matti già dormiva da un po’. Istrionico attore, Zingaretti è riuscita a dare vita ad un commissario che ormai è entrato nei cuori dei telespettatori sapendo regalare al personaggio, una più concreta struttura all’uomo e commissario comunque ben descritto da Camilleri. In libreria poi ho scoperto un mondo di libri dedicati alla cucina siciliana di Montalbano: quest’estate ho proprio acquistato un libro ben coordinato di ricette, stralci dai romanzi di Camilleri della scrittrice Stefania Campo che ha saputo speigare e raccontare dalla parte dellla cucina, la storia di questo simpaticissimo personaggio.

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Questo libro oltre essere un buon riassunto dell’istrionica personalità di Montalbano, è anche un buon ricettario di cucina siciliana: grazie alla golosità e alla fame smisurata del comissario, la scrittrice ha raccolto in sè antipasti, primi e secondi piatti, dolci e contorni della cucina siciliana. Piatti di tradizioni legati alle abitudini della sua adorata cameriera, sono i protagonisti di quasi tutte le storie. Per il comissario il cibo è desiderio, piacere e conquista. Vi consiglio caldamente per il libro per due motivi: il primo se vi volete avvicinare alla scrittura di Camilleri che ci mette anche del buon dialetto siciliano oltre che essere un’interessante vetrina delle storie di Montalbano, il secondo motivo è perchè in esso sono racchiuse ricette interessanti di una cucina con molte sfaccettature, quella siciliana appunto. Da questo ricettario, ho preso la ricetta per la sua famosa PASTA CON I BROCCOLI , piatto del tipico menù monteluso-vigatese preceduto da un antipasto di caciocavallo e “aulivi virdi e passuluna”.

Colgo l’occasione per ricordarvi il mio contest

vi aspetto, c’è tempo fino al 17 gennaio 2012

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

400 grammi di maccheroni (io ho usato i sedani rigati)

1 cavolfiore da 1 kg.

70 grammi di uva sultanina e pinoli

2 acciughe salate (io ne ho messe un 5 filettini perchè piccoli)

1 bustina di zafferano

1 cipolla media

olio d’oliva

sale e pepe

PREPARAZIONE

Lessare il cavolfiore a pezzi (io ho usato una vaporiera a cestello, non ho buttato l’acqua). In un tegame soffriggere la cipolla finemente affettata con olio abbondante (io ho usato olio evo), aggiungere lo zafferano sciolto in un po’ di acqua tiepida (io ho usato l’acqua della vaporiera), l’uva sultanina (io l’ho ammorbidita sempre nell’acqua calda di cottura del cavolfiore) e i pinoli; lasciare insaporire e unire anche il cavolfiore a pezzi. Far soffriggere a fuoco vivo, condire con sale e pepe, aggiungere un mestolo di acqua di cottura della verdura e infine le acciughe. A parte lessare la pasta nell’acqua del cavolfiore, scolarla al dente, condire col sugo già pronto e lasciare riposare per almeno 10 minuti.

Con questa ricetta partecipo al contest di “STASERA SI CENA DA NOI” dal titolo“AUTORI IN PENTOLA”

e partecipo anche al contest di “ULTIMISSIME DAL FORNO” dal titolo “CUOCHI DA BIBBLIOTECA

Con questa ricetta partecipo al contest “Book & Cook”

del blog “Grembiule e presine”

Dall’archivio di Dolcipensieri:

LASAGNE AL BROCCOLO ROMANESCO

SEDANI CON FONDUTA DI PECORINO DI PIENZA E ZAFFERANO DELLA VAL D’ORCIA

BROWNIES DI CIOCCOLATO, MANDORLE E UVETTA

TORTA PROFUMATA AL CARDAMOMO CON MELE E CIOCCOLATO

PEPERONI AL FORNO CON ACCIUGHE E MOZZARELLA DI BUFALA

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Ieri sera sono stata ospite a Sassuolo per la NOTTE DEI BLOGGER“, rassegna culturale di tre giorni organizzata dall’ “Associazione Il Coraggio”. Una serata piacevole trascorsa in compagnia di altri blogger presentati con molta signorilità da Giorgia Baudo che ci ha intervistati regalandoci un modo molto garbato di presentarci in una rassegna culturale, terza edizione de ‘Il Futuro non è più lo stesso… non la sopporto la gente che non sogna’. Giorgia, affascinante padrona di casa, già dalla prima stretta di mano, ha saputo farmi stare a mio agio… almeno fino quando mi sono trovata il microfono fra le mani!!! Oltre ad essere ideatrice del progetto, Giorgia è anche blogger: “Un bel souvenir è il titolo del suo personale blog di moda e appunti personali di vita. La serata è iniziata con la proiezione del filmato di Steve Jobs ai neolaureati di Stanford, per continuare con Riccardo Bagnato autore del libro “Ijobs”, giornalista molto incentrato sul suo pensiero di “banalità” su Jobs, cosa che non reputo arrecare a Jobs. Non sono molto pronta su questi discorsi giornalistici e impegnativi, ma posso dire che grazie a Macintosh prima Apple poi, io ho potuto fare carriera nel mio settore – il tessile prima aprendomi poi una nuova via nella pubblicità – rivoluzionando non solo il lavoro e il modo di disegnare ma anche la possibilità sempre più maggiore di percorrere innovazione e tecnologia precando meno tempo e denaro e potendo realizzare disegni che magari 10-15 anni fa erano del tutto impensabili. Non sono certo la persona che quando è morto Jobs, mi sono messa in lutto come molti hanno fatto su facebook con tanto di melina nera al posto della loro fotina goliardica, ne tanto meno mi sono messa a cercare il più possibile su di lui in rete, tant’è che ieri sera è stata la prima volta che ho visto il suo discorso… resto del mio parere che Jobs è stato comunque innovativo e scaltro, a lui lascio tutto ciò che è stato!!! I blogger ospiti della rassegna hanno portato in sala svariati argomenti: il blogger Arduino Mancini, uomo signorile ma anche ironico accompagnato dalla moglie originario – se non ricordo male di Bergamo – ci ha fatto conoscere qualche buon consiglio per essere un’esperto venditore;  il suo blog è http://www.tibicon.net/ correlato con simpatiche vignette.  Leonardo Tondelli, personaggio un po’ verdoniano – e spero non si offenda – e mi lasci passare il termine, ha presentato in modo molto serioso e preciso, le sue teorie su Jobs e niente meno che su il grande Leonardo da Vinci non lesinando critiche e commenti negativi sulle loro poche praticità… pensate che ha il suo blog www.leonardo.blogspot.com da ben 10 anni, complimenti! e in quanto all’appellativo verdoniano, spero non si offenda ma l’ho trovato un perfetto personaggio con carisma da vendere perchè no a un Carlo Verdone che lo troverebbe perfetto nella parte di un intellettuale magari di sinistra per una sua commedia… Arriviamo al blog di politica: Alessio Pecoraro è il giovane dalle promesse molto valide, brillante e spavaldo di Sassuolo perfetto per intraprendere una carriera politaca con una marcia in più sul sociale. Il suo blog www.alessiopecoraro.splinder.com. Per la moda ben due blogger: Enrica Alessi – www.cremblog.it – perfetta donna di stile, si è presentata alla serata perfettamente in tema con il suo blog; scarpe arancioni con tacco alto tutte lustrini e paillettes, abito nero corto e attillato, borsa tocco geniale e spavaldo, accessori perfettamente a posto, mi ha fatto “degnamente sfigurare” con il mio vestitino Benetton, lei tutta Chanel… e con un sorriso sempre sulle labbra e anche una bella schiera di fans!!! Un’altra modaiola, geniale fotografa, la blogger Roberta Savignano – www.closetomybag.com – sassuolese come Enrica, che unisce stile e buon gusto anche nelle sue foto oltre che nel guardaroba. Per il blog diari personali: Marco Sanfelici – www.allafineleazzorre.blogspot.com – mette per iscritto i suoi pensieri sulla vita con una carica di particolare ironia. …E poi c’ero io semplice e un po’ impacciata, accompagnata da marito e figlio ma che mi sono emozionata… con il “senno di poi” potevo e volevo parlare di più: ma sulla cucina si può improntare una discussione degna di firme giornalistiche o pensieri filosofici? non credo, mi rimaneva solo descrivere la mia passione da dove è nata e da come sta proseguendo; personalmente ho semplicemente voluto far capire come sono io: disponibile a nuove avventure ma sempre con i piedi ben piantati a terra… certo che se mi davano una cucina e una dispensa ben fornita, beh tutto cambiava perchè le parole che non mi sono uscite si potevano concretizzare in un bel finger food degno di un bel buffet da rassegna culturale! sono così e lo sarò sempre, non riesco a cogliere nell’imediatezza l’attimo ma ne faccio tesoro, perchè no nella speranza che altri organizzatori vorrano ospitare me e il mio blog… perchè un/una blogger ha un grandissimo potere su se stesso ma anche su chi lo segue, lo commenta e lo legge… con un computer e una rete, tutti voi potete essere presenti nel mio blog, nelle mie entrèe che raccontano pezzi della mia quotidianità fatta di cose semplici ma soprattutto ricche di quella semplicità che a volte sfuma via come il fumo di un tiro di sigaretta… ma non solo, potete essere parte integrante del blog stesso commentando i post sia positivamente sia con critiche… e per finire grazie a Sassuolo, grazie all’associazione Il Coraggio, grazie a Giorgia e Alessio… grazie ai blogger presenti che spero abbiano gradito le mie recensioni: a loro un grazie per avermi fatto conoscere altre realtà virtuali…

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