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Archive for the ‘FORMAGGI’ Category

Un “Dolcepensiero” lombardo: la Lombardia, come tutte le regioni d’Italia, è ricca di piatti della tradizione ma è anche ricca di prodotti dichiarati e controllati che fanno del proprio territorio, una punta d’orgoglio. Fra i vari prodotti a tutt’oggi artigianali, spicca il taleggio lombardo che vanta il marchio DOP. Un formaggio di origine antichissime prodotto ancora secondo la tradizione. In cucina ha un’ottima versatilità: perfetto da mangiarsi al naturale magari con qualche marmellatina oppure per arricchire di gusto e sapore i vostri piatti. La ricetta che segue ne è un valido esempio, perfetta per utilizzare il formaggio della valle omonima, la Val Taleggio appunto.

PER LA RICETTA

Dall’archivio di Dolcipensieri su Donne Sul Web:

TORTA SALATA DI VERDURA E UOVA

PANZEROTTINI SPECK E ZOLA

CANNELLONI AL RADICCHIO IN CREMA ALLO ZOLA

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Un “Dolcepensiero”… veloce: occorrono solo pochi minuti per creare una cenetta gustosa ma speedy, senza trascurare il gusto! Capita a volte che dopo una lunga giornata di lavoro e faccende di casa – se poi ci metti pure qualche festicciola di amici di Matteo – si arrivi alle sette di sera che si ha fame, una fame magari anche un po’ particolare con voglia di qualcosa di sfizioso, ma si è troppo stanche per spadellare intingoli particolari. A volte bastano poche mosse e tutto si può creare…come per magia!!! 30 minuti o poco più, ricetta facile e veloce, molto appetitosa e anche poco pretenziosa nella “mise en place”… questa è la serata ideale per i miei crostoni molto ma molto ghiotti…

PER LA RICETTA

Partecipo molto volentieri al contest “Buffet in giardino” del blog “La cucina accanto

Dal blog di Dolcipensieri su Donne sul Web:

TORTA SALATA DI VERDURA E UOVA

PANZEROTTINI SPECK E ZOLA

RISOTTO CON LA ZUCCA E IL PROVOLONE

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Un “Dolcepensiero”… salato: ogni tanto ci vuole un cake salato magari per accompagnare una zuppa oppure un buon piatto di formaggi. Per questo plum cake ho usato la mia conserva di pomodori secchi arricchendo l’impasto con del formaggio primosale ed insaporito con l’olio ben saporito della conserva, il risultato è un cake morbido ma deciso nel sapore… infatti nell’impasto ho utilizzato lo stesso olio della conserva quindi molto saporito grazie ai capperi, alle acciughe e ai granelli di pepe verde che lo hanno aromatizzato.

INGREDIENTI

PER L’IMPASTO:

150 grammi di farina 00 + 1 cucchiaio per lo stampo

3 uova

1 bustina di lievito per torte salate

10 cl di latte tiepido

10 cl di olio (quello della conserva di pomodori secchi saporiti)

1 noce di burro per lo stampo

un pizzico di sale

PER LA FARCIA

200 grammi di formaggio primosale

una decina di pomodori secchi

qualche cappero (quelli della conserva di pomodori secchi saporiti)

5-6 filetti di acciuga sott’olio

PREPARAZIONE

Preparare il plum cake partendo dall’impasto che otterete mescolando il lievito alla farina. Battere poi le uova in una terrina con un pizzico di sale e, sempre mescolando nella planetaria, incorporare a filo il latte tiepido, l’olio della conserva ed infine la farina e lievito setacciati. Mescolare il tutto fino a quando gli ingredienti risultano ben incorporati. Incorporare il primosale a tocchi, i pomodori tagliati a listarelle sottili, i capperi sminuzzati e le acciughe spezzettate; mescolare bene il tutto aggiungendo se necessario, ancora un cucchiaio di olio della conserva. Versare il composto nello stampo imburrato ed infarinato e cuocere a 180°C per circa 45 minuti. Servire il plum cake leggermente tiepido.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

PLUM CAKE ALLE OLIVE CON POMODORI ALL’AGLIO

PLUM CAKE ALL’ARANCIA E SEMI DI PAPAVERO

SPAGHETTI CON POMODORI SECCHI E OLIVE NERE

PRIMOSALE PRIMAVERILE

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Lo “Zincarlin” è un formaggio transfrontaliero, prodotto fra le montagne tra la provincia di Como, del Ticino e di Varese. La sua produzione parte dalla “mascarpa” (ricotta in dialetto), nella stagione estiva, a tutt’oggi la sua produzione è molto limitata, essendo prodotto in aziende biologiche a livello famigliare. Lo Zincarlìn è Presidio Slow Food, la forma ricorda quella di una tazzina capovolta. E’ un formaggio fresco da consumarsi entro pochi giorni.

Suggerimenti per la degustazione:


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Un “Dolcepensiero”: una ricetta saporita che vede un ortaggio a volte sottovalutato come i finocchi che sono stati cotti al vapore e terminati poi nel forno per la gratinatura finale.

PER LA RICETTA

Da DONNE SUL WEB, per saperne di piú sulla cottura al vapore:

E per fare un menú tutto al vapore:

http://www.donnesulweb.it/il-blog-di-chiara-la-voglia-matta/dolci-budinetti-di-meringa-al-vapore-con-salsa-di-mirtilli-rossi.htm

http://www.donnesulweb.it/il-blog-di-simonetta-nepi-glu-fri/secondi-quasi-galantina-di-pollo-al-vapore.html

http://www.donnesulweb.it/il-blog-di-patricia/secondi-ravioli-di-gamberi-al-vapore

http://www.donnesulweb.it/cooking-elena/rosa-di-lasagne-al-vapore

http://www.donnesulweb.it/ricette/primi-riso-al-vapore-con-verdure.html

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Un “Dolcepensiero” italiano: il 17 marzo tutti noi festeggeremo i 150 anni d’Italia… pensando a questa ricorrenza, il piatto per me più italiano è la “caprese”, simbolo anche di mediterranietà italiana. E’ consigliabile utilizzare della fresca mozzarella di bufala DOP: alcuni collaboratori di mio marito ogni volta che scendono in Campagna, mi portano sempre un bel sacchetto pieno di queste morbide prelibatezze, tonde e candide; utilizzare solo pomodori italiani possibilmente da coltura biologica: oggi ho scelto i pomodorini pachino fra i miei preferiti, soprattutto in stagione calda. Per finire della fresca e aromatizzata rucola, verdissima. Il tutto condito con del buon e artigianale olio extravergine toscano e qualche pizzico di sale fine.

2011: l’Italia compie 150 anni

Dall’archivio di Dolcipensiero:

LA CAPRESE ABBONDANTE

PIZZA INTEGRALE AL GORGONZOLA E BUFALA

PIZZA AI FORMAGGI

CON QUESTA RICETTA PARTECIPO AL CONTEST DE “LA CUCINA DI ANTONELLA”: “contest ricetta per un’ Italia Unita o per l’ Unita’ d’Italia”.


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Un riciclo veloce ma d’effetto? I caprini aromatizzati!!! Quando si comprano al market, o addirittura dal contadino che li produce e li confeziona da se’, vengono sempre acquistati a gruppo in deliziose vaschette avvolti uno per uno con carta oppure messi sovrapposti e uno fianco all’atro, in comodi barattoli con olio. I caprini sono formaggi freschi e delicati, per regalar loro un po’ di sprint, bastano pochi tocchi veloci che ci aiutano anche a variarne la messa in scena e pure il gusto. Si possono aromatizzare con spezie e odori vari, per servirli come fine pasto… Come lo dice la parola stessa, i caprini sono prodotti con latte di capra e sono formaggi spalmabili. Il latte di capra non si presta molto bene alla produzione di formaggi a pasta semidura o dura, di media o lunga stagionatura, mentre è particolarmente adatto alla produzione di formaggi freschi o a breve stagionatura. Attenzione quando li acquistati: potete trovare anche caprini di latte vaccino e cioè prodotti con latte di vacca o addirittura un misto fra i due tipi di latte. Possono essere a pasta fresca, cioè la tipologia più conosciuta perchè è il caprino classico. Questo tipo di formaggio puo’ essere consumato fresco o dopo qualche settimana di maturazione. A pasta molle, il classico stracchino. A pasta dura, cioè la formaggella, ha una stagionatura superiore ai 2 mesi.

PER INGREDIENTI E PREPARAZIONE passate di qua

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La ricetta la trovate QUI:

vi aspetto di là per i commenti…


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Un “Dolcepensiero” veloce ad effetto: i caprini sono formaggi freschi e delicati, per regalar loro un po’ di sprint, bastano pochi tocchi veloci. Si possono aromatizzare con spezie e odori vari, per servirli come fine pasto… Come lo dice la parola stessa, i caprini sono prodotti con latte di capra e sono formaggi spalmabili. Il latte di capra non si presta molto bene alla produzione di formaggi a pasta semidura o dura, di media o lunga stagionatura, mentre è particolarmente adatto alla produzione di formaggi freschi o a breve stagionatura. Attenzione quando li acquistati: potete trovare anche caprini di latte vaccino e cioè prodotti con latte di vacca o addirittura un misto fra i due tipi di latte. Possono essere a pasta fresca, cioè la tipologia più conosciuta perchè è il caprino classico. Questo tipo di formaggio puo’ essere consumato fresco o dopo qualche settimana di maturazione. A pasta molle e cioè il classico stracchino. A pasta dura, cioè la formaggella, ha una stagionatura superiore ai 2 mesi.

INGREDIENTI

caprini di capra freschi

semi di sesamo

semi di papavero

prezzemolo fresco

basilico fresco

olio extravergine d’oliva

sale e pepe nero.

PREPARAZIONE

Mettere in ciotoline divise i semi di sesamo, quelli di papavero, il prezzemolo fresco e il basilico fresco quest’ultimi tritati finemente. Inzuppare i caprini facendo in modo che si ricoprano interamente. Condirli con del buon olio extravergine d’oliva, salare e pepare un poco. Servire freschi.

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Un “Dolcepensiero” ormai finito: e si il pecorino di Pienza l’ho terminato tutto. Quando sono stata in Toscana, avevo acquistato parecchie forme di formaggio di vari tipi (ne ho parlato in questo post) e poi tagliati in spicchi e conservati in sottovuoto per una resistenza maggiore. Ed ecco qui un connubio di sapori della Val d’Orcia con dell’ottimo pecorino e lo zafferano, vero tesoro di questa terra; il pecorino usato per la fonduta è stato stagionato in foglie di noce che gli conferisce un sapore leggermente amarognolo grazie proprio alla sua stagionatura, che avviene sotto un manto di foglie di noce per circa 120 giorni di cui 90 trascorsi sotto le foglie assorbendone l’aroma che penetra nell’impasto. E’ questo che lo rende particolare. La foglia della noce venne utilizzata fin da tempi antichi per preservare il formaggio: fatto dovuto alla mancanza di grotte. Il Pecorino viene prodotto nella splendida area della valle dell’Orcia, eletta patrimonio dell’ umanità dall’ UNESCO.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 grammi di sedani rigati

150 ml di panna da cucina

100 grammi di pecorino di Pienza stagionato in foglie di noce

una noce di burro

latte q.b.

zafferano in pistilli q.b.

PREPARAZIONE

Quattro ore prima di procedere alla cottura della pasta, lasciar sciogliere lo zafferano in poca acqua. Lessare in abbondante acqua salata la pasta; intanto preparare la fonduta grattando il pecorino, unire la panna e lo zafferano sciolto. Se troppo denso, aggiungere un poco di latte, regolare di sale e porre su fuoco medio-basso fino a quando si presenta una crema densa aggiungendo una noce di burro, unire altro latte se necessario. Condire la pasta di formato corto con la fonduta così ottenuta, terminare con qualche pistillo di zafferano.

 

Adoro la Toscana che mi ha completamente stregato l’ultima volta che ci sono stata

quindi partecipo volentieri al contest del blog: “PAN DI RAMERINO

dal titolo “LA TOSCANA NEL PIATTO

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