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Archive for the ‘IL BUONSENSO’ Category

Un “Dolcepensiero”: meraviglia di sapori, soffici e profumati… sono queste le caratteristiche più belle di questi deliziosi muffin che hanno già una veste un po’ natalizia e non solo nel colore rosso dei pirottini con il tocco del lampone affondato nella panna… ma soprattutto per la sua dose di cannella che c’è nell’impasto. Come già spiegato nello scorso post, la cannella è sinonimo di feste, di famiglia e di amici: nel libro “La maga delle spezie” la cannella è considerata la spezia capace di procurare amici, per aiutarti a trovare qualcuno che ti prenda per mano, che corra ridendo con te. La cannella è anche considerata capace di distruggere i nemici per poi darti forza nelle gambe e nelle braccia, ma soprattutto alla bocca perchè un giorno tu sappia ridere, abbastanza forte da riuscire a fermarli, inermi e sbigottiti. Il maggior produttore della cannella è lo Sri Lanka: già nota nell’antichità, la cannella viene nominata addirittura nel Vecchio Testamento. Disponibile sia in stecche che in polvere, questa spezia ha un’aroma particolare, dolce e fragrante. Usata non solo per aromatizzare i dolci, è con il cioccolato che raggiunge il suo apice come in questi muffin. Nel Medio Oriente e in India, viene utilizzata parecchio nei piatti agrodolci, per aromatizzare il riso e non manca mai nei diversi tipi di curry e nel garam masala. Un accorgimento da tener molto presente dipende dall’uso che se ne fa: nei liquidi in ebollizione è meglio usare la cannella in stecca poichè quella in polvere rende il liquido viscoso e perde gran parte del suo irresistibile aroma. Ma torniamo ai miei muffin: belli da vedere, golosi da mangiare questi dolci americani sono perfetti per le merende fra bambini e mamme, oppure come dolce di fine pasto. In questo particolare caso, i miei muffin sono stati preparati per festeggiare il compleanno di una mia cara amica e presentanti già in veste pre-natalizia.

INGREDIENTI PER UNA DOZZINA DI MUFFIN

PER L’IMPASTO

80 grammi di burro leggermento salato

45 grammi di burro normale

330 grammi di zucchero semolato extrafine

la scorza grattugiata di un mapo

300 grammi di farina bianca 00 antigrumi

20 grammi di cacao amaro

1 bustina di lievito in polvere

cannella in polvere a piacere

un pizzico di sale

latte intero q.b.

60 grammi di cioccolato extra fondente

PER LA FINITURA

100 ml di panna da montare

qualche lampone

zucchero e cannella in polvere (qui)

PREPARAZIONE

Scaldare il forno a 170°C e inserire i pirottini di carta nello stampo da muffin. Fondere a bagnomaria i due burri, unire lo zucchero nella planetaria fino a quando sarà un composto chiaro e spumoso, aggiungere un pizzico di sale. Unire la scorza del mapo. Setacciare la farina, il cacao, il lievito e la cannella (per me circa tre cucchiaini perchè io l’adoro). Unirle nel composto di uova, azionare la planetaria aggiungendo anche il cioccolato fuso sempre a bagnomaria. Mescolare bene il tutto con una marisa, aggiungendo il latte fino a quando il composto sarà ben omogeneo e fluido. Versare il composto negli stampini riempendoli per circa un 3/4. Far cuocere i muffin per circa una mezz’oretta, effettuare la prova stecchino per verificarne la cottura. Lasciateli raffreddare.

Preparare la panna che monterete ben fredda nella planetaria, porla in una sac a poche e creare delle nuvole al di sopra dei muffin a cui sovvrapponerete un lampone. Terninare con una spolverata di zucchero e cannella.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

MUFFIN DI HALLOWEEN

TORTA AL CIOCCOLATO SENZA FARINA di Sophie Dahl

TORTA BIANCA ALLA CANNELLA E CAFFE’

Con questi muffin, partecipo al contest del blog” Kucina di Kiara”

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Un “Dolcepensiero” del giorno dopo… come queste crocchette! si sà che per fare le crocchette di riso, ci vuole del risotto e che quindi sono il pasto del giorno dopo confezionate con l’avanzo del riso. Di solito sono il pranzo della domenica: il sabato sera quando la giornata si è evoluta nel modo più tranquillo senza troppi impegni, mi appaga tantissimo cucinare un buon risotto e ne faccio qualche grammo in più ultimamente e cioè da quando ho scoperto le crocchette di riso. Un po’ di fritto ogni tanto ho voglia di mangiarlo e devo dire che questo piatto ci è piaciuto parecchio, ottimo riciclo del giorno dopo.

INGREDIENTI

300 grammi di riso già cotto*

100 grammi di salsiccia a nastro

3 uova

pecorino romano grattugiato q.b.

prezzemolo tritato q.b.

un pizzico di pepe

olio per frittura

qualche cucchiaio di pane grattuggiato

qualche cucchiaio di farina di semola

qualche cucchiaio di farina bianca

PREPARAZIONE

*io ho usato degli avanzi di risotto alla parmigiana.

In una padella antiaderente, cuocere la salsiccia tagliata a tocchetti piccolissimi con un filo di olio evo fino a quando saranno ben cotti. Lasciar intiepidire. Preparare in una ciotola un mix di pane grattugiato, farina di semola e farina bianca con un pizzico di sale. In una terrina capiente mettere il risotto, unire le uova, il prezzemolo tritato, il pecorino grattugiato e un pizzico di pepe e con le mani mischiare molto bene il tutto. Quando il composto di riso sarà ben compatto (nel caso aggungere un po’ di pan grattato se poco compatto al contrario un uovo se dovesse essere fin troppo compatto) formare delle palline della dimensione che volete l’importante che ricoprano il tocchetto di salsiccia che metterete al loro interno, un operazione che farete con le mani umide di acqua. Passare le palline nel mix di farine, porle su una gratella per eliminare la farina in eccesso. Scaldare la friggitrice a 190°C, tuffare le crocchettepoche alla volta e far cuocere per cinque minuti o fino a doratura rigirandole. Servire calde con un contorno di verdurine cotte al vapore. Perfette anche il giorno dopo riscaldate.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISOTTO ALLA LIQUIRIZIA

RAGU’ CON SALSICCIA

MALLOREDDUS CON CARCIOFI SARDI E SALSICCIA

Con questa ricetta partecipo al contest “Colora il tuo autunno”

categoria “I nuovi arrivati”

di Ely del blog “Nella cucina di Ely”

Con questa ricetta partecipo al contest del blog “DolciBlei”

categoria “Finger Food”

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Un “Dolcepensiero” di inizio stagione: con questa ricetta tradizionale lariana, partiamo con la stagione autunnale e oggi malgrado un sole splendente, tira un vento freddo e sferzante; speriamo nel week-end le temperature risalgano regalandoci il secondo colpo di coda estivo… magari. La Buseca è un piatto che vedo cucinare fin dalla mia infanzia da mia mamma e ora mi cimento anche io in cucina soprattutto in Pro Loco dove è tradizione proporla il primo venerdi della festa paesana e anche quest’anno non è mancata. Sull’origine del nome non vi è certezza, sembrerebbe che l’etimologia della parola derivi da sinonimi per lo più toscani che indicano la parte dell’intestino dei bovini, a volte è scritta con la doppia c e i puntini sulla u. Si tratta di una ricetta della tradizione contadina milanese: un piatto umile cucinato soprattutto nei periodi freddi dell’anno e come tradizione vuole, è consuetudine mangiarla alla Vigilia di Natale perchè in passato era si un piatto umile nella preparazione degli ingredienti, ma era anche sinonimo di cibo delle grandi occasioni, appunto. Ma simboleggia anche l’arrivo della stagione autunnale che porta con sè i primi venti e le prime pioggie, la voglia di stare a casa al calduccio. Per il resto d’Italia, o quasi, è conosciuta con il nome di Trippa: qui in Brianza è un piatto che si prepara in grandi quantità anche perchè è piacevole regalarne qualche porzione a famigliari e conoscenti, come cuorioso è il continuo chiacchierare sulle varie varianti personali che si possono apportare a questo strepitoso piatto. Mio padre per esempio, vuole solo foiolo e senza alloro, qualcuno non mette il concentrato di pomodoro bensì i pomodori a tocchetti e per insaporirla ancor di più, l’aggiunta di peperoncino non manca in alcune ricette personali. Per via della sua lunga e lenta preparazione, soprattutto se il brodo è di carne ma niente e nessuno vi vieta di farne con dado vegetale, la Buseca è un piatto che troverete anche tutto l’anno – estate compresa – alle sagre di paese… un vero invito ad un piatto che simboleggia la mia tradizione culinaria che vi invito a gustarla.

INGREDIENTI

PER IL BRODO

1 carota

qualche chiodo di garofano

1 cipolla

1 costa di sedano

un paio di cosce di gallina

1 pezzo di manzo (la polpa circa 500 grammi)

il ginocchio del maiale

pepe nero in grani q.b.

una presa di sale grosso

PER LA BUSECA

2 chili di trippa di cui 1 solo foiolo

una noce di burro

50 grammi di pancetta tesa

2 cipolle

2 carote

200 grammi di fagioli borlotti

un rametto di rosmarino

una costa di sedano

un paio di foglie di alloro

qualche chiodo di garofano

pepe nero q.b.

sale q.b.

brodo di carne q.b.

1/2 tubetto di concentrato di pomodoro

grana padano grattugiato q.b.

fette di pane casereccio

olio extra vergine d’oliva q.b.

PREPARAZIONE

PER IL BRODO

Porre i pezzi di carne in una pentola capiente. Coprirla con abbondante acqua fredda e portarla a ebollizione. Sbucciare la cipolla, infilzarla con i chiodi di garofano, pulire la carota così come la costa di sedano e tuffare il tutto nella pentola con qualche grano di pepe. Lasciar sobbollire il brodo regolando anche di sale grosso e appena il bollore di alza, abbassare il fuoco al minimo, coprire con un coperchio e cuocere per un paio di ore abbondanti mescolando di tanto in tanto e assaggiandolo, nel caso regolare di sale e/o pepe. Scolarlo poi dalla carne (ottima da mangiare anche così con sott’aceti o salsine varie) e filtrarlo con un colino. Se lo preparate in anticipo, filtratelo nuovamente al momento dell’utilizzo per la trippa per eliminare la patina di grasso che si riproduce (se non lo usate tutto, lo potete congelare per usi futuri come un bel risotto).

PER LA TRIPPA

Se usate fagioli freschi, lasciarli a bagno in acqua tiepida con un pizzico di sale per circa un’oretta. Lavare sotto acqua corrente tutta la trippa e asciugarla, procedere a tagliarla a listerelle sottili. Affettare le cipolle finemente, la pancetta a dadini piccoli: in una pentola capiente a sponde alte, far sciogliere una noce di burro con un filo di olio, unire la pancetta e la cipolla con l’alloro e il rosmarino legati a mazzetto; lasciar soffriggere il tutto, aggiungere la trippa, la carota a rondelle, il sedano a tocchetti, i chiodi di garofano e qualche grano di pepe. Sfrigolare molto bene fino a quando la trippa sarà tutta ben scottata. Regolare di sale, unire il concentrato mescolando energicamente e coprire con abbondante brodo di carne. Portare a bollore, poi coprire la pentola e far cuocere sino a quando la trippa sarà tenera (circa un quattro/cinque ore minimo). Tenerla schiumata regolarmente. Un’oretta prima, unire i fagioli se freschi, un quarto d’ora prima se in scatola. Se dovesse occorrere, aggiungere del brodo bollente tenendo presente che la buseca deve presentarsi come una zuppa brodosa. Quando cotta, servirla ben calda con grana grattugiato e qualche pezzo di pane casereccio. E’ un piatto da gustare anche il giorno dopo riscaldato…

Dall’archivio di Dolcipensieri:

ALBORELLE

INSALATA CASLINO

RESTA PASQUALE DI COMO

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Questa ricetta la trovi anche qui…

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Un “Dolcepensiero” ancora caldo: dopo la settimana scorsa in cui le temperature sono scese e la pioggia era la padrona delle nostre giornate, ecco finalmente un bellissimo week-end di sole e caldo; settembre è meraviglioso quando ha un cielo azzurro e tutto accanto a noi grazie alla luce calda del sole, prende vita regalandoci colori meravigliosi dalle mie sfumature. In cucina il piatto che più simboleggia – a par mio – questa meraviglia di colori, natura, freschezza e caldo è una bella e genuina insalata: un piatto versatilissimo da preparare con tutto ciò che vogliamo, un perfetto svuota frigo ma se volete veramente un’insalata con “I” maiuscola, bastano pochissimi accorgimenti che solo ingredienti scelti possono donare. Ecco perchè il nome “Caslino” a questa insalata: il formaggio fresco di capra presente in queste ciotole azzurre come il cielo di settembre, arriva da un paesino alle porte tra Erba e Lecco. Siamo nella Brianza alta sotto le valli lecchesi, dove primeggia quel famoso “Resegone” e men che meno che ancor più famoso ramo del Lago di Como tanto decantato dal Manzoni. E’ proprio in questo paesino che una famglia produce i “caprini” freschi, formaggi di latte di capra; ma comunque salendo verso la Valsassina, sono molte le aziende agricole presenti sul territorio che confezionano questi rotolini freschi e genuini, ottimi da spalmare anche così semplici su pane casereccio. Da un articolo su un giornale locale, la signora Renata a capo del piccolo caseificio, produce circa 300 caprini al giorno: la giusta sinergia tra gli animali che producono un ottimo latte e l’amore con cui Renata le custodisce e ne confeziona poi il formaggio, fa si che il prodotto si di buonissima qualità; non da meno i sacrifici con cui manda avanti la propria attività: levatacce mattutine, tutto il giorno a contatto con la natura qualsiasi siano le giornate belle o brutte, i sacrifici quotidiani senza giorni di vacanza o pause per accudire le sue capre (credo una sessantina) tutti i giorni senza tregua. Inoltre ci vuole la giusta esperienza per produrre questi favolosi formaggini freschi, la stessa che la signora Renata mette tutti i giorni per produrli. Un ottimo prodotto locale di cui io ne vado ghiotta… e appena posso corro a comprarlo!!! Adoro questi sapori!

INGREDIENTI…un po’ ad occhio PER DUE PERSONE

insalata lattughino q.b.

1 pera

caprini freschi di capra circa 150 grammi

qualche datterino

un pezzo di grana

pistacchi di Bronte q.b.

PER IL CONDIMENTO

olio extra vergine di ottima qualità

il succo di mezzo limone di Sorrento IGP

un pizzico di sale

un pizzico di paprica dolce

qualche filo di erba cipollina

un pizzico di pepe

PREPARAZIONE

Preparare il condimento miscelando l’olio con il succo di limone, regolare di sale con un pizzico di paprica; tagliare finemente l’erba cipollina che unirete alla miscela. Lavare molto bene l’insalata, mondarla e asciugarla. Tagliare i caprini freschi in cubotti, porli al centro della ciotola dove avete fatto un letto con il lattughino. Pelare la pera, tagliarla a dadini e unirla all’insalata così pure i pomodorini tagliati a metà. Unire il grana a pezzettini piccoli e qualche pistacchio, finire con il condimento e un po’ di pepe grattugiato al momento.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

INSALATA DI SPINACI COTTI

INSALATA PICCANTINA DI BROCCOLO VERDE

INSALATA LEGGERA CON CODE DI GAMBERI

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Un “Dolcepensiero” di tradizione: ci sono alcuni frutti e cibi che per tradizione vengono cucinati durante le feste natalizie e di fine anno perchè si dice portino fortuna. Il frutto del melograno è uno dei protagonisti: rosso intenso, con molteplici chicchi e dal succo dal profumo deciso perfetto per molti piatti. I cibi cosi detti portafortuna quali uva, mandarini, frutta secca, lenticchie e ovviamente le melagrane offriteli in abbondanza ai vostri invitati, si dice che portino anche soldi il che non guasta… funzioneranno? la speranza è l’ultima a morire, noi iniziamo ad utilizzarli per i piatti del Natale.

PER INGREDIENTI E PREPARAZIONE

nel CANALE CUCINA dove c’è il mio blog personale

 inoltre troverete tante ricette per preparare al meglio il vostro cenone della Vigilia, il pranzo di Natale e quello di Santo Stefano oltre che per prepararsi a quello che sarà il gran finale delle feste natalizie, il cenone di fine anno. Tantissime proposte per qualsiasi siano i vostri gusti.

Con questa ricetta partecipo al contest de

LA CUOCHINA SOPRAFFINA

dal titolo “FESTEGGIA LA CUOCHINA

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Un “Dolcepensiero” di stagione: i broccoli, i cavoli e i cavolfiori sono le bontà dell’orto per questa stagione fredda. Fra le varie categorie, è il broccolo romanesco che prediligo nelle paste: ha una forma molto caratteristica, le sue cimette sono di un bel verde vivo e ha un sapore dolce e delicato, le cimette sode e compatte. Trovo che sia una verdura perfetta per molti piatti: lessati, cotti al vapore e poi fritti o impanati possono accompagnare le paste, le carni oppure diventare un piatto unico condendole a mo’ di insalata con qualche gheriglio di noci o altra frutta secca, perfetti con le acciughe oppure come contorno ad una bella tavolozza di formaggi.

PER INGREDIENTI E PREPARAZIONE

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Un “Dolcepensiero” caldo… l’autunno sembra essere arrivato e con sè a portato un vento freddo freddo che sale ognitanto. Tra uno sbuffo e l’altro, il sole però è ancora caldo durante il giorno ma alla sera ormai le finestre si devono chiudere. E’ giunto così il periodo delle zuppe, minestre e passate: bellissime e vellutate creme da imprezziosire con tanti legumi, pasta e aromi vari che sprigionano il vero sapore autunnale e regalano a corpo e anima un tepore di casa degno delle ricette più care della nostra nonna e/o mamma… Questa buona e sana passata, è arricchita con l’orzo perlato, un legume conosciuto sin nell’Egitto e nell’antica Grecia: Ippocrate – padre della medicina – l’ho utilizzava spessissimo per la sua estrema digeribilità e per il ricco apporto energetico. Questo de “I GUSTI VEGETALI” non necessita di pre-ammollo.

INGREDIENTI PER SEI PERSONE

200 grammi di orzo perlato “I GUSTI VEGETALI”

sale grosso q.b.

PER IL PASSATO DI VERDURE

2 carote

4/5 cipollotti freschi

3 grambi di sedano

2 zucchine

2 patate bianche

2 pomodori grossi

50 grammi di fagioli borlotti in scatola

2 spicchio di aglio

1 ciuffeto di basilico

1 ciuffetto di prezzemolo

2 dadi vegetali

sale e pepe q.b.

sale grosso q.b.

olio extravergine d’oliva q.b.

PER LA FINITURA

qualche fetta di baguette

sale  e pepe q.b.

olio extravergine d’oliva

paprica q.b.

PREPARAZIONE

In una pentola, versare dell’acqua, unire a freddo l’orzo perlato “I GUSTI VEGETALI” con qualche granello di sale grosso e farlo cuocere per circa 40 minuti.

Lavare tutte le verdure. Mettere sul fuoco una pentola capiente contenente l’acqua (un paio di litri), aggiungere i dadi vegetali e un po’ di sale grosso. Sbucciare i cipollotti e l’aglio che triterete grossolanamente, tagliare a dadini le zucchine, i gambi di sedano eliminando i filamenti, i pomodori, le carote e le patate sbucciate. Appena sale a bollore il brodo,unire tutte le verdure e i fagioli borlotti risciacquati della loro acqua di conservazione; lasciare bollire il tutto per un’ora circa. Tritare il prezzemolo e il basilico a mezzaluna che unirete qualche minuto prima di spegnere il minestrone. Regolare di sale e pepe assaggiando di tanto in tanto. Passare il minestrone con il mixer ad immersione per creare una passata vellutata e cremosa. Unire anche un buon goccio di olio evo.

Al termine della cottura dell’orzo, scolarlo e unirlo al passato di verdura, scaldare bene il tutto mescolando energicamente.

PER LA FINITURA

Preparare i crostini: tagliare la baguette a fette e poi a dadini; in una pentola antiaderente, appena l’olio sarà caldo, sfrigolare i crostini di pane regolandoli di sale e pepe.

Porre il passato di verdura con l’orzo nei piatti o scodelle da portata, sovrapporre i crostini e una generosa spolverata di paprica e servire.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

ZUPPA DI FARRO

ZUPPA RUSTICA DI FAGIOLI CON LA VERZA

INSALATA FREDDA DI CHICCHI ALLA RUSTICA

CHEESECAKE CON BRISE’ AL TIMO E PAPRICA

SPAGHETTI CON POMODORI SECCHI E OLIVE NERE

Mi trovi anche qui

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Un “dolcepensiero” a gogo… appena Imma mi ha invitata al suo blog una marea di ricordi hanno aleggiato la mia mente, ricordi di bellissime giornate al lavoro. Si avete letto bene: bellissime!!! in 12 anni di onorata carriera – prima di mettermi in proprio – ho cambiato tre volte luogo di lavoro e in ognuno di loro ho trovato colleghi quasi sempre simpatici e poco bip (sul bip beh… metteteci qualsiasi eufemismo, il più consono a voi anzi ai vostri colleghi e capi)!!! Le pause pranzo erano un momento di aggregazione per parlare, confrontarsi e avere un attimo di sfogo prima di ripigliare a disegnare, se poi era estate quell’attimo diveniva la nostra oasi hawaiana per riscaldarci al sole. I miei pranzi passati in ditta, sono sempre stati leggeri a base di prodotti il più delle volte mangiabili freddi: ecco perchè le torte salate divennero per me un confort food per rigenerarmi corpo e mente ma soprattutto il mio take away per il lavoro. Adoravo – tutt’ora adoro – le monoporzioni da addentare senza troppi preamboli e poi con la sfoglia ne potevo confezionare varie offrendole ai miei colleghi… Ora lavoro in proprio nell’ufficio sotto casa e anche se mi basta un minuto per salire in cucina, a volte i vari impegni non ti permettono di cucinare un pranzo come si deve: Marco arriva a casa tutti i mezzogiorno avendo anche lui la ditta a soli cinque minuti da casa. Ecco perchè quando so’ di avere una giornata particolarmente pesante all’indomani, la sera prima mi preparo una bella torta salata o ancor meglio delle piccole sfoglie perfette da riscaldare all’ultimo momento accompagnandole con formaggi o salumi. Pranzo veloce ma molto ghiotto…

INGREDIENTI PER SEI PICCOLE SFOGLIE

1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare

6 fette di prosciutto cotto

60 grammi di pecorino sardo semistagionato gratuggiato

1 porro

qualche cucchiaio di passata di pomodoro a cubetti

qualche foglia di timo fresco

sale q.b.

olio extravergine q.b.

formine usa&getta di carta diamentro cm 12/15

PREPARAZIONE

Scaldare il forno a 180°C. Dividere il rettangolo di pasta sfoglia in sei quadrati ampi come il vosto pirottino. Adagiare ogni quadrato nel pirottino: su ogni sfoglia spalmare un cucchiaio di passata di pomodoro, salare con un pizzico di sale, porre la fetta di prosciutto cotto che bagnerete con qualche goccio ancora di passata; finire con il pecorino gratuggiato. Tagliare a rondelle sottili il porro che porrete in superficie al pecorino, rifinire la sfoglia sui bordi, qualche goccia di olio evo e porre in forno per circa 15 minuti. Lasciar cadere qualche fogliolina di timo, rimettere in forno spento ancora un cinque minuti. Servire sia calde che fredde.

CON QUESTA RICETTA PARTECIPO AL CONTEST “TAKE AWAY” DELLA DOLCE E CARA IMMA

DEL BLOG “DOLCI A GO’ GO’

Dall’archivio di “Dolcipensieri”:

TORTA SALATA ASPARAGI E TALEGGIO VAL BIANDINO

FRITTATA AI PORRI

MINIQUICHE DI ASPARAGI E CASERA

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Un “Dolcepensiero” delizioso… come questo strudel, dal ripieno color rosso che fa molto natale, morbido e ghiotto. Non so’ perchè ma quando siamo in clima natalizio, adoro cucinare e gustarmi una fetta di strudel… sarà che mi ricorda tantissimo i giorni passati in montagna, sarà che fa subito pensare alle montagne alpine, se poi durante le feste, si respira un’aria tipo Heidi, un’atmosfera magica e sognante. Lo strudel da più nota a questo clima romantico, magari seduti vicino al fuoco con un bel bicchiere di vin brule… La varietà di ripieni che si possono usare per lo strudel vanta una vasta gamma sia di dolci sia di salati, divenendo così uno dei miei cibi di conforto e tra i miei preferiti. Io per comodità utilizzo pasta sfoglia già pronta… ma vi prometto arriverà anche quel giorno in cui mi cimenterò a farla da me con post al seguito, comunque leggendo qua e la mi ha incuriosito la leggenda che narra come sia nata la sfoglia che, come per la tarte tatin, nacque così per errore. L’errore di un garzone di fornaio  il quale voleva rubare un panetto di burro al suo padrone ma fu costretto – per non essere visto – a nasconderlo in un mucchio di farina bianca che poi impastato dal fornaio, creò la famosissima e diffusissima pasta sfoglia. Quindi non mi rimane che ringraziare questo ladruncolo… e passare alla ricettina che è veramente deliziosa!!! e buon natale!

Con questo dolce partecipo alla raccolta di Ornella de IL GIARDINO DEI SAPORI E DEI COLORI

Colgo l’invito, sempre dolcemente richiesto da Ornella, nel raccontarvi che la sera della Vigilia di Natale intorno alle vie del centro paese, si svolge il presepe vivente con tantissimi personaggi e botteghe ricreate con vera maestria dai volontari dell’Oratorio. Inoltre quest’anno verrà proiettato il saggio dei canti natalizi dei bimbi dell’asilo che allieteranno il susseguirsi dei visitatori (fra di loro c’è anche il mio Matteo). E’ un evento che si propone tutti gli anni per poi recarsi tutti insieme alla Santa Messa di Natale per terminare poi con gli auguri fra i cittadini di Lipomo con del buon e caldo vin brulè e del panettone. Credetemi l’amosfera ricrea delle bellissime e romanticissime sensazioni…

INGREDIENTI

1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare

80 grammi di pangrattato

4 noci di burro leggermente salato + 1 noce per la spennellatura

175 grammi di lamponi (surgelati vista la stagione)

125 grammi di mirtilli (surgelati vista la stagione)

130 grammi di zucchero

zucchero a velo vanigliato

PREPARAZIONE

Preparare il ripieno: porre i frutti di bosco a scongelare in uno scolapasta in modo che scolino bene; riscaldare il burro e una volta sciolto, far abbrustolire leggermente il pan grattato. Sciogliere la noce di burro e spennellare la pasta sfoglia, distribuirvi sopra il pangrattato. Mescolare i frutti di bosco con lo zucchero nella stessa pentola tiepida dove avete cucinato il pangrattato (ma non sul fuoco). Distribuirli uniformamente sull’impasto lasciando ai margini un bordo di circa un paio di centimetri. Ripiegare i bordi stretti verso l’interno, ripiegare i lati lunghi sopra il ripieno, spennellare con il burro sciolto rimasto, rigirare lo strudel in modo che la giuntura rimanga a contatto alla placca rivestita con un foglio di carta da forno. Spennellare bene il tutto, creare un paio di taglietti in superficie per far respirare il ripieno. Cuocere in forno preriscaldato a 190/200°C per circa 40 minuti o fino a sua completa doratura. Servire leggermente tiepido con un spolverata generosa di zucchero a velo.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

LO STRUDEL DI DICEMBRE 

CAKE AI MIRTILLI

CROSTATA DI FRUTTA E NOCI PROFUMATA AL POMPELMO

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Un “Dolcepensiero”: torta golosissima ricca e soffice, un mix di sapori con mandorle e nutella, perfetta per un tè pomeridiano fra amiche oppure una colazione rilassante la domenica mattina. Parlarvi della nutella e di quanto è buona, penso sia inutile perchè la conosconoproprio tutti: vi posso però raccontare che questa torta è una delle tante che faccio quando all’asilo di Matteo organizziamo qualche banchetto vendita. L’ultima occasione è stata la castagnata che si è svolta a ottobre, il post poi lo rimandato di qualche settimana perchè questa torta è perfetta da preparare durante tutto l’anno, per dare vita a post più stagionali. A me piace per la dolcezza delle mandorle che abbinata alla golosità della nutella, fanno si ch,e una semplice torta, diventi di una golosità spudorata. Inoltre è bello raccogliere fra mamme, complimenti e suggerimenti per ricreare poi altre versioni: infatti ho già qualche ideuzza studiata a tavolino per arricchire questa bontà. Forse l’occasione arriverà per la festa di Natale sempre della scuola di Matteo: di solito dopo la S.Messa, dove i bimbi eseguono i canti imparati nei primi mesi di scuola, ci rechiamo tutti in Proloco per un momento di festa con un ricco buffet – dove non mancheranno le torte delle mamme, appunto – e per assistere all’estrazione della lotteria in cui si possono vincere magnifici cesti natalizi. Lo scorso anno è stato tutto molto bello: l’allegria che c’era nell’aria era indescrivibile e ancor più indescrivibile era l’agitazione mista ad adrenalina pura nei bimbi per la vicinanza del Natale e non vi dico la commozione in chiesa nel vedere il mio bimbo cantare e ballare… insomma avere circa 3 anni e mezzo e iniziare ad interagire con gli amichetti, per noi genitori è una soddisfazione incredibile. Era meraviglioso anche assistere alle loro piccole scenette fatte di bacini e carezze durante l’omelia!

INGREDIENTI

220 grammi di ricotta

60 grammi di mandorle spellate

1/2 vasetto di nutella (circa 100 grammi)

200 grammi di farina 00

200 grammi di zucchero

1 cucchiaino di zucchero vanigliato

75 grammi di burro

3 uova

1 bustina di lievito per dolci

un pizzico di sale

zucchero a velo per finire.

PREPARAZIONE

Mescolare nella planetaria il burro sciolto a bagnomaria con le uova, un pizzico di sale e gli zuccheri. In una ciotola schiacciare la ricotta con una forchetta e unirla poi al composto. Proseguire aggiungendo la farina setacciata con il lievito e le mandorle tritate finemente. Versare l’impasto in uno stampo imburrato ed infarinato, metterlo in forno già caldo per 25 minuti a 180°C. Quando la torta sarà ben fredda, tagliarla a metà, porla su una gratella e spalmarne la superficie con la nutella, richiuderla.

Terminare con zucchero a velo e granellini di zucchero colorato.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TORTA RICOTTA, NOCI E CIOCCOLATO

ROTOLINI AL CIOCCOLATO E COCCO

CANNELLONI CON DOPPIA RICOTTA E SPINACI

CHANTILLY ALLA NUTELLA

MI TROVI ANCHE NELLA RUBRICA “RICETTANDO” NELLA SEZIONE “IBLOG” SU

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Raccolta di appunti scritti nel corso degli ultimi dieci anni, forse più. Una volta erano raccolti in quaderni, poi una parte mi è stata rubata ed ora, grazie al cloud (non è uno locuzione romanesca), è tutto rigorosamente online. Dal mondo dell'informatica (non più aggiornato da anni ma tenuto in vita per una questione "sentimentale") a pensieri e riflessioni sulla vita, sul mondo, sulla società, sulle emozioni e su di me, senza prendermi troppo sul serio.

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