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Archive for the ‘PRODOTTI… e’ Category

TORTA DI PESCHE E GOJI (43)+

Un “Dolcepensiero” che mi mancava: buonasera! dopo una lunga assenza eccomi qua di nuovo a riempire le mie pagine del blog. La mia assenza è dovuta alla mia ripresa lavorativa a tempo pieno. Infatti poche settimane prima della partenza per le vacanze, ho accettato una proposta lavorativa che mi ha permesso di ributtarmi nella mia carriera. Poi le vacanze tanto attese e ben godute ma… ahimè! con internet con poco segnale a volte assente. Quindi sono qui oggi a chiedervi come avete trascorso i vostri giorni di relax, come è iniziata la solita routine scandita tra lavoro, scuola e casa… inoltre per me settimana scorsa è stata una triste settimana: la nonna è mancata dopo una breve ma intensa malattia che l’aveva segnata profondamente e il tutto è scivolato lentamente, in modo triste. Arrivare a casa e non vederla sull’uscio seduta tranquillamente, ha un non so’ che di strano e diverso… la tendina che si scostava ad ogni minimo rumore, ora è statica e ferma nascosta dalle imposte chiuse… e così ora stiamo piano piano riprendendo la quotidianità solita che la vita ci obbliga a seguire, ma con il pensiero che dal cielo ora abbiamo una nuova e luminosa stella a custodire il nostro cammino.

TORTA DI PESCHE E GOJI (27)+

INGREDIENTI

500 grammi di pesche bianche non troppo mature

3 cucchiai di succo di bacche Goji

100 grammi di farina bianca 00

110 grammi di amaretti

200 grammi di zucchero

2 cucchiai di zucchero di canna

30 grammi di noci

30 grammi di nocciole

30 grammi di pinoli

3 uova

1 bustina di lievito

il succo e la buccia di mezzo limone

un pizzico di sale alla vaniglia

PREPARAZIONE

Ridurre gli amaretti con la frutta secca in polvere nel mixer. Lavare, asciugare e tagliare le pesche a spicchi. Porle in una ciotola con il succo e la buccia del limone, mischiarli con un cucchiaio di legno unendo anche il succo di Goji. Separare gli albumi dai tuorli: i primi vanno montati a neve con un pizzico di sale. Mentre i tuorli porli nella planetaria con lo zucchero semolato bianco, montarli fino a quando il composto sarà ben chiaro e spumoso. Unire la farina setacciata con il lievito, proseguire con gli amaretti e la frutta secca mescolando il tutto. Con una spatola e con movimenti delicati, incorporare gli albumi al composto, ultimare unendo le pesche tranne qualcuna per la parte finale. Versare il composto in una tortiera rettangolare (circa 26×16 cm), imburrata ed infarinata, porre in superficie le fettine lasciate a parte e spolverare con lo zucchero di canna. Porre in forno già caldo per circa 45 minuti a 180°C.

TORTA DI PESCHE E GOJI (8)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

GUSCIO DOLCE D’AUTUNNO

BUSECA LARIANA

SPAGHETTI ALLA CARBONARA di RUTH REICHL

SFOGLIATA DI ZUCCHINE

TORTINI GIALLI AL CASERA

RISOTTO AL QUARTIROLO

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POLLO AI PEPERONI (1)+
Un “Dolcepensiero”… che sia veramente arrivata l’estate? oggi si! direi che l’aria è afosa e già stamane appena aperte le persiane, si sentiva caldo al contrario dei giorni scorsi che si doveva infilare un maglioncino. Il piatto di oggi è infatti un pranzo che ci siamo gustati settimana scorsa mentre fuori diluviava, l’aria era fredda e un piatto caldo faceva ancora piacere. Era da un po’ che volevo fare questo piatto, l’ho visto di recente in qualche blog anche perché siamo nella stagione perfetta per gustare i peperoni. Il connubio pollo/peperoni è presente in molte cucine del mondo: io adoro per esempio nei ristoranti cinesi, gustarmi il loro cucinato molto piccante. Non sapevo che questo piatto fosse tipico della cucina romana, da molti infatti preparato proprio per il classico pranzo di ferragosto anche se si tratta di un secondo piatto corposo e sostanzioso.

POLLO AI PEPERONI (10)+
INGREDIENTI

un pollo di circa un chilo e mezzo

1 cipolla rossa

2 peperoni gialli

1 bicchiere circa di brodo

400 grammi di polpa di pomodoro

olio extra vergine d’oliva q.b.

qualche granello di sale

un pizzico di miscela “pour indian madras curry”***

qualche fogliolina di timo

origano q.b.

qualche foglia di basilico

***La miscela “Pour Indian Madras Curry” è appunto una miscela di curry indiano; come già detto, il curry è un mix di spezie e odori che varia di famiglia in famiglia, di regione in regione: infatti non si ha una ricetta ben definita. Unici indizi sono l’elenco degli ingredienti principali con cui è formato il curry. Ognuno ha una sua ricetta segreta per ottenere squisite miscele composte da oltre 10 spezie. Il curry proveniente da Madras è considerato la miscela degli dei. Questa miscela è ideale per condire pollo e pietanze cotte al wok. Se non ne siete provvisti, potete utilizzare qualsiasi tipo di curry che non sia troppo forte…

Il termine curry viene dagli inglesi. Un tempo, tutti i giorni, ogni famiglia preparava di fresco la propria miscela, o masala, a base di peperoncino, zenzero, semi di fieno greco, tamarindo, cardamomo, semi di finocchio e curcuma. Nella regione delle ex unità amministrative britanniche di Madras sorsero i primi mulini per la macinazione delle spezie, che si specializzarono nella preparazione della miscela in polvere. Dal XIX secolo, grazie agli emigranti indiani, il pratico prodotto pronto si diffuse nel resto del mondo. Il curry Madras in polvere è tuttora considerato il migliore.

Il curry deve il suo tipico colore giallo-oro alla curcuma, ovvero lo “zafferano delle Indie”. Oltre alla curcuma, il “Pour Indian Madras Curry” contiene cardamomo, pepe di Caienna, cannella e granulato di cipolla e aglio.

POLLO AI PEPERONI (57)+

PREPARAZIONE

Tagliare il pollo in vari pezzi. Lavare e mondare i peperoni privandoli dei semi e dei filamenti bianchi al loro interno. Tagliarli a striscioline non troppo sottili se no in cottura di spappolano. In una padella capiente, mettere a rosolare il pollo con olio evo, la cipolla tagliata sottilmente e qualche granello di sale grosso. Lasciarlo rosolare da ambi le parti e quando sarà ben dorato,  aggiungere il brodo e continuare la cottura per 5-6 minuti, dopo di che aggiungere la polpa di pomodoro. Cuocere per circa una mezz’oretta; unire i peperoni tagliati a striscioline miscelando bene il tutto. Coprire e cuocere ancora una mezz’oretta, unire le foglioline di timo, una spolverata di origano aggiustando con la miscela “Pour Indian Madras Curry” se occorre (se non l’avete in casa potete regolare la carne con un po’ di curry o curcuma) e se dovesse asciugare troppo, unire ancora del brodo o acqua tiepida. Verso la fine cottura (circa un’ora in totale ma potrebbe variare a seconda della grossezza dei vostri tocchi di pollo) unire qualche foglia di basilico fresco. Servire con del purè di patate.

POLLO AI PEPERONI (21)+
Dall’archivio di Dolcipensieri:

GELATO CIOCCO NERO

TORTA DI PESCHE E AMARETTI

ZUCCHINE ALLA MENTA E ORIGANO

CAPRINI BIANCHI NELL’OLIO CON TIMO E MAGGIORANA

IL TIRAMISU’ DI ZIO GIGI

POLLO AL CURRY CON BASMATI AROMATICO

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TORTA DI MANDORLE FRAGOLE RABARBARO (7)+

Un “Dolcepensiero”: quando penso al rabarbaro, mi vengono in mente le caramelle che aveva sempre in dispensa la mia nonna. Le uniche che rimanevano sempre nel barattolo perché a noi bimbi non piacevano per il loro gusto amaro. La nonna ne mangiava sempre una dopo i pasti… note appunto per il loro apporto alla buona digestione; non ho mai utilizzato il rabarbaro fresco, ma mi ha sempre ammaliato per il suo bel colore che sfuma dal rosso al verde e per le sue folte foglie sempre rigogliose. Nasce in Cina ma quando parlo di rabarbaro mi vengono sempre in mente ricette anglosassoni, perché grazie alle loro colonie, hanno importato e saputo utilizzare questa pianta. In cucina si utilizzano i gambi, soprattutto per confetture e torte. Ottimo accostamento con le fragole, entrambi prodotti reperibili in questa stagione. Da noi in Italia sta iniziando in questi ultimi anni la coltivazione anche a livello hobbystico, infatti non è molto diffuso nella nostra nazione ma si può trovare spesso e volentieri nei mercati bio. I miei gambi sono stati un gradevole dono di mia cognata.

TORTA DI MANDORLE FRAGOLE RABARBARO (32)+
INGREDIENTI

60 grammi di rabarbaro*

90 grammi di farina di mandorle + una fialetta di aroma alla mandorla

200 grammi di fragole

160 grammi di zucchero di canna

110 grammi di farina

un paio di cucchiai di latte intero

3 uova grandi

100 grammi di burro

una dozzina di capsule di cardamomo

mezza bustina di lievito

un pizzico di sale alla vaniglia

TORTA DI MANDORLE FRAGOLE RABARBARO (47)+

PREPARAZIONE

Sciogliere a bagnomaria il burro. Lavare e mondare le fragole che taglierete a dadini. Lavare e tagliare finemente il rabarbaro. Porre nel mixer la farina di mandorle, lo zucchero e i semi di cardamomo; tritare il tutto molto finemente. Nella planetaria, montare le uova con un pizzico di sale alla vaniglia. Unire poi il mix di farina-zucchero-cardamomo, aggiungere il burro fuso, la farina setacciata con il lievito e il latte (se occorre aggiungerne dell’altro per avere un impasto morbido). Infine aggiungere metà del rabarbaro mescolando bene il tutto. Versare metà dell’impasto in uno stampo da 20 cm imburrato e infarinato. Versare il rabarbaro e metà delle fragole, ricoprire con il resto dell’impasto e terminare con le fragole. Porre in forno già caldo a 180°C per circa 40 minuti (controllare con la prova stecchino);  la torta si presenterà molto umida e morbida.

TORTA DI MANDORLE FRAGOLE RABARBARO (56)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

ROTOLO AL CARDAMOMO CON FRAGOLE E PANNA

PENNE CON CARCIOFI E GUANCIALE

PENNE ALLA CREME FRAICHE E ZAFFERANO

FRAPPE’ DI FRAGOLE E MENTA

SFORMATINI DI FRAGOLE CON YOGURT GRECO E CONFETTURA DI FRAGOLE

TORTA AL SARACENO CON MELE

Dal blog “Il mondo rovesciato” ho ricevuto questo premio:

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Le regole: rispondere a 10 domande e nominare 5 blog!

1 – COME TI CHIAMI REALMENTE:Serena

2 – QUAL E’? LA TUA VERA ETA’: 40 anni

3 – E QUELLA CHE VORRESTI AVERE: 40 anni

4 – QUAL’E’ L’ULTIMO SMS CHE HAI RICEVUTO: quello di un mio amico

5 – COM’E’ STATO IL TUO PRIMO BACIO: da immatura!!!!

6 – COS’HAI SOGNATO STANOTTE: di rimanere senza benzina con la macchina

7 – DOMANI PARTI DOVE VAI: Roma

8 – A COSA STAI PENSANDO: che arriverà quel giorno…

9 – COSA FARAI STASERA: tv e un buon libro prima di andare a letto!

10 – SE POTESSI INCONTRARE DAL VIVO UN SOLO BLOGGER CHI SCEGLIERESTI E PERCHE’? : mi piacerebbe conoscere un po’ tutti…

I miei nominati per il Premio Curiosità 2014:

Come ormai è mia tradizione, i premi li estendo a chiunque li vuole prendere… Baci

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COSTINE AL ROSSO DI SULMONA (5)+
Un “Dolcepensiero”: ha attirato la mia attenzione per il suo bel colore rosso porpora dalle mille sfumature, che poi alla fine si tratta di aglio, ovvero un aroma che non molti amano… eppure io lo uso! Inoltre questa varietà ha gli spicchi più grossi e sodi rispetto ad altri tipi, il profumo e pungente e l’aroma è molto persistente. Nello specifico parlo dell’aglio rosso di Sulmona. E’ un prodotto tutelato da un consorzio e viene coltivato nelle colline di Sumona o nella valle Peligna. E’ ottimo da utilizzare anche a crudo, perfetto per aromatizzare carni e pesce. Il Rosso di Sulmona è una varietà fra le più pregiate e rare; si coltiva a novembre/ dicembre, si raccoglie tra giugno e luglio. Si conserva a lungo. Per le mie costine è stato perfetto perché gli ha conferito una nota decisa…

COSTINE AL ROSSO DI SULMONA (10)+
INGREDIENTI

PER LA CARNE

1 chilo di costine di maiale

due/tre spicchi di aglio rosso di Sulmona

brodo vegetale q.b.

sale aromatizzato alle erbe delle Langheq.b.

olio extra vergine d’oliva q.b.

un mazzetto di rosmarino

PER LE PATATE

8 patate grandi

un paio di spicchi di aglio rosso di Sulmona

sale grosso q.b.

un paio di rametti di rosmarino

olio extra vergine d’oliva q.b.

COSTINE AL ROSSO DI SULMONA (20)+
PREPARAZIONE

PATATE. Pelare e lavare le patate, tagliarle a tocchetti. Riempire una pentola di acqua fredda aggiungendo sale e le patate. Portare a ebollizione e cuocere per una ventina di minuti o fino a quando le patate saranno facilmente infilzabili con una forchetta ma durette al loro interno. Scolare le patate. Versare dell’olio in una teglia, unire gli spicchi di aglio e infornarla per cinque minuti in forno caldo a 200°C. Prelevare la teglia e unire le patate regolando di sale grosso e di rosmarino tritato grossolanamente. Infornare di nuovo e arrostire le patate per circa un’oretta o fino a quando saranno ben dorate e cotte, rigirandole di tanto in tanto (potete passare alla funzione grill negli ultimi minuti di cottura).

COSTINE. In una ciotola irrorare di olio evo le costine regolando di sale. Unire gli aghi di rosmarino in parte tritati in parte no. Mischiare bene il tutto e versare la carne in una pirofila aggiungendo gli spicchi di aglio. Infornare rigirando di tanto in tanto e se si dovesse asciugare troppo, bagnare con acqua tiepida o meglio del brodo vegetale in piccole quantità. Cuocere per una mezz’oretta (cottura che varia in base alla grossezza delle vostre costine, vi consiglio comunque di tagliarle a metà).

A fine cottura di entrambi, unire le costine alle patate e portare in tavola.

COSTINE AL ROSSO DI SULMONA (24)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

FILETTI DI BRANZINO AL FORNO

TACOS CON POLLO

TORTA CON YOGURT ALLE MELE CON BACCHE DI GOJI

CROSTATA DI RISO E DOPPIA CONFETTURA

TORTINE ALLE FRAGOLE

LA CREMA CATALANA

 

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STRUDEL ZENZERO ARANCE MELE (26)+

Un “Dolcepensiero”: oggi una spruzzatina di neve ha creato un’atmosfera da fiaba nel mio giardino. Aprire le finestre e godersi tutto il paesaggio leggermente innevato ha dato alla giornata una bella sferzata di buon umore. Le strade erano percorribilissime quindi non ha creato alcun disagio. Anche l’arietta era friccicolina e appena aperte le persiane, mi sono soffermata sull’uscio per prendere tre o quattro respiri che mi hanno riempito i polmoni di freschezza. Ideale per la merenda di oggi e perché no anche come fine pasto, un tiepido strudel è il dolce perfetto per la giornata nevosa… quasi come essere in montagna! Per questo strudel aromatizzato di zenzero, ho voluto usare le mele verdi Granny Smith perché le trovo fresche e quindi in perfetta sintonia con il tocco frizzante dello zenzero appunto. Legata a questo frutto dal colore verde speranza, vi è una deliziosa storia legata alla Signora Smith, e da qui il nome della mela, la quale ne scoprì casualmente la qualità di questo frutto proprio nel suo frutteto. Estirpando erbacce nella piantagione, Maria trovò queste piante che altro non erano ciò che rimaneva di vecchi alberi di mele francesi. La incuriosì parecchio l’asprosità e la sua succosità dei suoi frutti: infatti la mela verde è scarsa di zuccheri. Dall’Australia approdò in Inghilterra e nei primi anni ’70 arrivò anche in America. Nella mia infanzia questa mela mi ricorda uno shampoo che spopolò per parecchi anni fra noi bimbe: avere i capelli che sapevano di mela verde era veramente di moda!

INGREDIENTI

PER LA PASTA

1 uovo

250 grammi di farina antigrumi

100 grammi di burro leggermente salato

la buccia di 1/2 limone

latte intero q.b.

PER IL RIPIENO

il succo di mezzo limone

2 mele verdi Granny Smith

85 grammi di zucchero allo zenzero

1 arancia

1 cucchiaio di gherigli di noci

1 cucchiaio di pinoli

1 cucchiaio di uvetta sultanina

1 cucchiaio di uvetta passa bianca

1 uovo

STRUDEL ZENZERO ARANCE MELE (14)+
PREPARAZIONE

In una ciotola, porre la farina con il burro ammorbidito, l’uovo, quanto basta di latte tiepido e la buccia del limone; impastare e formare di seguito una palla piuttosto soda che lascerete riposare una mezz’oretta. Nel frattempo mettere le due uve in una ciotola con acqua tiepida in modo che si ammorbidiscano. Lavare e pelare le due mele, affettarle in spicchi che poi dividerete in pezzetti piccoli. Porli in una ciotola con il succo di mezzo limone e lo zucchero aromatizzato allo zenzero. Miscelare bene il tutto. Pelare al vivo l’arancia, premere le bucce per ricavarne il succo sopra le mele a pezzi. Tagliare a spicchi l’arancia e poi a tocchetti grandi come le mele, unirli alla mela e miscelare bene il tutto. Finire il ripieno con le noci, i pinoli e le uve ben strizzate. Mischiare il tutto. Tirare la pasta in una sfoglia sottile su un foglio di carta forno, distendere sopra il mix di frutta lasciando da parte il succo. Avvolgere la sfoglia sopra sè stessa per formarne un rotolo ripieno, ripiegando anche i lati esterni, appoggiare sopra in una teglia. Nel succo di arancia e limone tenuto da parte, sbattere l’uovo e con un pennello, spennellare tutto lo strudel pigiando bene i lati che fanno da chiusura; con la cautela del caso, rigirare lo strudel in modo che i lembi che fanno da chiusura rimangano sotto, spennellare anche questo lato e con un coltellino, creare delle piccole incisioni in modo che in cottura fuoriesca il vapore della frutta in cottura. Terminare con una spolverata leggera di zucchero. Infornare per 50 minuti in forno già caldo, ventilato a 180°C.

STRUDEL ZENZERO ARANCE MELE (3)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

STRUDEL DI MELE E PERE CON “ZUCCHERO E CANNELLA”

FRUTTA AGLI AGRUMI CON ZUCCHERO ALLO ZENZERO

RISOTTO LUSTENBERGER E MELA VERDE

RISOTTO CON ARANCE VALENCIA E TALEGGIO DOP

ARROSTO DI COPPA ALLE ARANCE

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CUPCAKES PERE, CIOCCOLATO E CANNELLA (39)+

Un “Dolcepensiero” mini: dalla più classica delle torte ovvero “pere e cioccolato”, ecco la versione mono in un delizioso cupcake con l’aggiunta della cannella che ne profuma ancor di più il suo dolcissimo aroma. Nel mio blog non ho mai parlato della differenza fra cupcake e muffin ma se girate nel web o vi dedicate alla lettura di qualche libro soprattutto di cucina americana, potete carpirne tutti i loro segreti. La differenza per me più visibile sta nella glassatura e nelle dimensioni: i cupcakes sono più piccoli e glassati mentre i muffin non sono glassati, tipicamente sono alla frutta ovvero nell’impasto il più delle volte viene messa frutta fresca o secca. Se entriamo nello specifico delle tecnica in cucina, la differenza esiste: i muffin possono essere dolci o salati utilizzando quasi sempre l’olio nell’impasto; i cupcakes sono invece delle mini torte molto burrose. Quindi durante la preparazione dei cupcakes, prima devono essere mescolati burro e zucchero insieme e poi unire tutti gli altri ingredienti. I muffin prevedono la separazione degli ingredienti fra umidi e asciutti: quindi prima operazione è miscelare tutto ciò che è umido, poi unire tutto ciò che è secco e ben setacciati insieme. Per finire, l’altra differenza fra i due consiste nel momento della giornata in cui volete gustarli; i muffin di tradizione anglo/americana si consumano la mattina; i cupcakes sono perfetti per il thè delle cinque.

CUPCAKES PERE, CIOCCOLATO E CANNELLA (25)+
INGREDIENTI PER UNA DOZZINA DI CUPCAKES

1 pera Abate

un cucchiaino di cannella

1 cucchiaio di vodka (o latte)

2 uova

un pizzico di sale alla vaniglia

52 grammi di miele all’arancia

80 grammi di zucchero alla vaniglia

75 grammi di olio extra vergine d’oliva

50 grammi di burro leggermente salato

120 grammi farina antigrumi

20 grammi di cacao amaro

1 bustina di lievito

60 grammi di gocce di cioccolato fondente

100 ml di panna da montare già zuccherata

1 bustina di pannafix

qualche pralina a forma di stella o altro

CUPCAKES PERE, CIOCCOLATO E CANNELLA (10)+

PREPARAZIONE

Lavare e pelare la pera. Tagliarla a dadini piccolissimi, porla in una ciotola con la cannella e la vodka (se li mangiano anche i bimbi, utilizzate al suo posto il latte); mettere al ciotola in frigo. In un’altra ciotola, setacciare lievito, farina e cacao. Nella planetaria sbattere le uova con un pizzico di sale insieme allo zucchero, unire il burro ammorbidito con il miele. Subito dopo l’olio evo a filo. Terminare con il composto secco. Quando il tutto è amalgamato aggiungere  le gocce di cioccolato e i pezzetti di pera compreso tutto il loro liquido e mescolando bene con una spatola. Versare negli appositi pirottini una generosa cucchiaiata d’impasto e infornare per circa venti minuti a 180°C. Verificare con la prova stecchino. Nel mentre si raffreddano i cupcakes, montare la panna molto fredda nella planetaria e unire la pannafix se non li consumate nell’immediatezza in modo che la panna non si afflosci. Terminare con qualche pralina…

CUPCAKES PERE, CIOCCOLATO E CANNELLA (8)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

CUPCAKES ALLO YOGURT

TORTA AL CIOCCOLATO E VODKA

TORTA DI CACAO E PERE

TORTA DELLA NONNA CON FROLLA ALLA CANNELLA E ZENZERO

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SORBETTO GOJI (22)

Un “Dolcepensiero” di inizio anno… anche se dalla foto sembrerebbe San Valentino! ma ho voluto proporre a tutti voi tantissimi cuori perché quando inizia un nuovo anno si augura sempre fortuna, salute, amore e soldi. Un cuore rosso può racchiudere simbolicamente tutte queste grandi virtù e vantaggi… ma credo che fra tutti, l’amore sia il sentimento unico che noi possiamo coltivare e far crescere tutti i giorni: fra gli alti e bassi della vita, se si rimane uniti in famiglia molti piccoli o grandi problemi si possono sistemare. Qualche litigata o discussione può capitare a chiunque anche a quelle coppie o famiglie che in apparenza sembrano felici e piene di benessere… è ovvio la vita può rivelarsi molto dura a volte ma credo che solo in un sorriso di un tuo caro, questa possa assumere una sfumatura ben più lieve. Sulla fortuna e il denaro non si può dire niente, se arrivano… arrivano se no pace! mentre sulla salute beh… fa molto nella vita!!! star bene fisicamente sia spiritualmente è un vantaggio enorme per vivere tutti i giorni! E se possiamo aiutarci anche in questo ben venga… ed ecco il filo conduttore per presentarvi una semplice bacca rossa come i cuoricini in foto ovvero le BACCHE GOJI.

BACCHE GOJI (7)+

Un piccola bacca che in sé racchiude grosse proprietà benefiche che vi ho già raccontato qui. Con questo post voglio ringraziare il sito Goji per avermi donato una confezione di bacche e una bottiglia di succo.

BACCHE GOJI (13)+

Questa piccolissima bacca contiene il 4000 percento di antiossidanti delle arance e più vitamina B di qualsiasi altro alimento. Nel sito si raccomanda l’assunzione di 15 grammi al giorno corrispondenti a circa 100 piccole bacche secche. 15 grammi di bacche di goji al giorno coprono il fabbisogno giornaliero di vitamine A, B, C, amminoacidi e sali minerali. La bacca di goji secca è un antiossidante naturale dal costo molto contenuto. Le bacche goji sono un alimento presente nella medicina tradizionale cinese rappresentando da migliaia di anni, una fonte di eterna giovinezza. Gli effetti benefici delle Bacche di Goji sono noti in Asia da centinaia di anni e la medicina tradizionale cinese ne fa ampio uso per curare diversi disturbi. L’altissima concentrazione di sostanze nutritive delle bacche quali vitamine (più vitamina C delle arance, vitamine B come B1, B2, B3 e B5), sali minerali (calcio, magnesio e fosforo), carotinoidi, polifenoli, sostanze bioattive elementi come ferro, zinco, manganese ed altri ancora rendono le bacche di goji un toccasana per la salute sotto molti aspetti. Fra i molti effetti benefici attestati per la salute, le bacche sono un potentissimo antiossidante; rinforzano il sistema immunitario; proteggono la vista dagli effetti nocivi dei raggi UV; proteggono il fegato; aiutano ad abbassare il livello del colesterolo; aiutano a prevenire e ad alleviare infiammazioni di tipo reumatico; sono particolarmente indicate per chi soffre di diabete; aiutano a mantenere la pelle giovane e sana.

SORBETTO GOJI (31)+

INGREDIENTI

60 bacche di Goji

320 grammi di acqua naturale + 360 grammi di acqua naturale

qualche bacca di cardamomo

il succo di 1 limone grosso + la buccia grattugiata di 1/2 limone

190 grammi di zucchero semolato

PREPARAZIONE

Versare i primi 320 grammi di acqua ed le bacche goji in un pentola, coprire con un coperchio e portare ad ebollizione (la bollitura rilascerà un odore non proprio gradevole). Spegnere il fuoco dopo qualche minuto di bollitura, coprire con un coperchio con lo sfiato e far raffreddare. Con una schiumarola, prendere le bacche e porle nel barattolo del mixer ad immersione e frullare bene il tutto con qualche bacca di cardamomo (se occorre qualche cucchiaio di acqua presa dai 360 grammi). Setacciare la purea ottenuta con un colino per eliminare i semini e le fibre. Spremere il limone e grattugiare la buccia del limone che andrete ad unire alla purea; aggiungere anche lo zucchero e miscelare bene il tutto. Infine allungare con l’acqua e mettere il composto nella gelatiera azionandola fino a quando il sorbetto si solidifica. Servire subito oppure porre in freezer e al momento di servire far ammorbidire il tutto mischiando molto bene con un cucchiaio.

SORBETTO GOJI (17)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

SORBETTO ALLA PESCA

SORBETTO AL KIWI

SORBETTO ALLA MELA CON SUCCO DI MAPO

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PAN BRIOCHE CON GOCCE DI CIOCCOLATO (104)+

DOLCIPENSIERI

AUGURA

a tutti voi che passate quotidianamente nelle sue pagine un

sereno Natale colmo di tranquillità e serenità, calore e amore e perché no… un pizzico di fortuna e benessere!

E che la salute ci sia sempre…

AUGURI!!!

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GHIRLANDA (27)+

Un “Dolcepensiero” da regalare: oggi niente ricette. Come vi ho accennato nel post precedente, vi voglio parlare del regalo fai da te che donerò a qualche mia amica. Sono dei “Dolci pensieri” che amo realizzare ogni anno e per ogni anno diversi nelle idee. Nella foto vedete delle ghirlande che si possono appendere alle porte, al camino oppure in qualche angolo della casa…

GHIRLANDA (19)+

MATERIALE PER UNA GHIRLANDA

3 dischetti di legno del diametro di 7-8 cm

colla a caldo q.b.

60-70 cm di nastro

raffia q.b.

1 campanellino

2 decori in tema natalizio

sacchetto trasparente

PREPARAZIONE

Per prima cosa decidere il colore che volete tenere per i vari materiali. Per me tutto marrone ma nel post precedente la ghirlanda era rossa. Per ottenere i dischetti, potete farvi tagliare un tronchetto di legno in tanti dischetti oppure potete far fare questa operazione presso i vari centri del fai da te; non è detto che li troviate già belli che pronti. Su un nastro, incollare con la colla a caldo tre dischetti a equa distanza calcolando nella parte superiore la piegatura per appendere la vostra ghirlanda; fate attenzione anche al dritto e al rovescio del nastro e soprattutto la direzione dei disegni. Una volta incollati i legni, incollare anche la piegatura. Prendere i decori e con la colla a caldo, porli sui primi due dischetti. Passare la raffia nel campanellino, formare dei fiocchi e incollarlo sull’ultimo dischetto. Sempre con la rafia, creare il fiocco nell’alto della ghirlanda. Porre le ghirlande in sacchetti trasparenti, fermarli con un fiocco e un’etichetta per il nome del destinatario.

GHIRLANDA (12)+

I Dolci pensieri degli anni scorsi…

CRISTALLI DI SALI AROMATIZZATI

LE CASTAGNE UBRIACHE

MOLLETTE CHIUDI PACCO

ZUCCHERO E ZENZERO

ZUCCHERO E CANNELLA

GHIRLANDA (21)+

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PAN CO' SANTI (12)+

Un “Dolcepensiero” sconosciuto: non sapevo l’esistenza di questo dolce per la festa di Ognissanti. Incuriosita nel cercare qualcosa di diverso dal solito, mi sono imbattuta in questo dolce sia in rete sia nel libro di ricette toscane che acquistai quando visitai proprio Siena. Poi qualche rimasuglio di ricordo si è rifatto vivo proprio mentre mi preparavo per l’impasto: andai a Siena per Pasqua e proprio nella piazza, una tra le più popolari, entrai in una pasticceria che realizzava anche dolci su prenotazione. Pur non essendo in periodo, la pasticceria per le feste, realizzava dolci con varianti del tutto personali. Fra di loro vi era il pane dei santi ovvero Pan co’Santi con diversi ingredienti che arricchivano questa pagnotta tipica del mese di ottobre e novembre. Con nocciole e pistacchi, con pinoli e gocce di cioccolato erano molteplici le varianti sul tema che io non mi risparmiai di assaggiare… Con questi ricordi, oggi voglio proporvi questo pane dolce tipico e tradizionale della città di Siena dalle origini antichissime, dal sapore unico. E’ un dolce povero che veniva cucinato il sabato prima della festa di Ognissanti perché solitamente  era la giornata dedicata alla panificazione. E’ un dolce infatti realizzato con la pasta del pane in cui vengono aggiunti “i santi” ovvero uvetta e noci. Io ho aggiuntoanche le nocciole a quella che credo sia la ricetta più simile alla tradizione… non si sa mai… avere qualche santo in più al giorno d’oggi, ih ih ih. Senesi non me ne vogliate! ma chi conosce il mio blog sa benissimo che non voglio per niente rovinare la tradizione ma che amo dare quel tocco anche mio!

PAN CO' SANTI (22)+

INGREDIENTI

IMPASTO CON MACCHINA DEL PANE

290 ml di acqua tiepida

500 grammi di farina

1 bustina di lievito di birra “mastro fornaio”

3 cucchiaini di sale fino

1 cucchiaino di zucchero

3 cucchiai di olio d’oliva

45 grammi di uvetta bianca

65 grammi di uvetta sultanina

80 grammi di noci

20 grammi di nocciole

100 grammi di zucchero

1 cucchiaino abbondante di cannella

la scorza di un limone

1 tuorlo d’uovo

PREPARAZIONE

PAN CO' SANTI (32)+

La mia macchina per il pane è una KENWOOD BM250 -programma nr. 8 solo impasto e nr. 9 impasto e lievitazione.

Mettere in ammollo le uvette in acqua tiepida. Tritare grossolanamente le noci e le nocciole. Nella macchina del pane con programma di solo impasto (nr.8), porre l’acqua, la farina setacciata, il sale, il cucchiaino di zucchero, l’olio ed infine il lievito. Unire l’uvetta e la frutta secca mischiata allo zucchero e  alla cannella ed infine la scorza del limone grattugiata. Se occorre aggiungere farina se troppo morbido o acqua se troppo duro l’impasto. Azionare la macchina con il programma di impasto e lievitazione (nr.9). Terminato di lavorare la macchina, lasciare la pagnotta per tre ore al suo interno. Una volta lievitato, rimpastare il composto per pochissimo tempo, conferirgli una forma tonda e disporla su una teglia con carta forno, praticare la classica incisione a croce sulla superficie, spennellare con il tuorlo d’uovo leggermente sbattuto e porre in forno già caldo per 50 minuti a 180°C.

PAN CO' SANTI (41)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

PANE DI GRANO SARACENO

PANE ALL’UVETTA DELLA SIGNORA BOYLAN e IL LIBRO PANE E ACQUA DI ROSE

TORTA DI PANE AL GIANDUIA

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Raccolta di appunti scritti nel corso degli ultimi dieci anni, forse più. Una volta erano raccolti in quaderni, poi una parte mi è stata rubata ed ora, grazie al cloud (non è uno locuzione romanesca), è tutto rigorosamente online. Dal mondo dell'informatica (non più aggiornato da anni ma tenuto in vita per una questione "sentimentale") a pensieri e riflessioni sulla vita, sul mondo, sulla società, sulle emozioni e su di me, senza prendermi troppo sul serio.

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