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PASTA CON LE SARDE (28)+

Una “Dolce… domenica” a tutti: dopo tantissimi giorni di assenza eccomi di nuovo qua a scrivervi qualcosina di nuovo! L’anno è iniziato molto tranquillamente e spero che sia un anno pieno di cose positive! Per ora non ci siamo ancora ammalati se non un leggero raffreddore che ci siamo passati tra di noi. La routine è classica ovvero lavoro, scuola, casa e week end all’insegna della massima tranquillità. Oggi poi c’è un vento tremendo che non ci ha permesso di fare la nostra prima sciata: finalmente è arrivata un po’ di neve; quindi obbligati a rimanere a casa, poco prima abbiamo cucinato un piatto che amiamo tantissimo ovvero la pasta con le sarde che ora vi propongo. Come sempre, nel mio blog, vi presento la mia personalissima versione di un classico piatto della nostra tradizione culinaria siciliana. Oggi in versione molto light. A presto!

INGREDIENTI

250 grammi di bucatini

300 grammi di sarde fresche

una decina di pomodorini a grappolo

un paio di spicchi di aglio rosa

qualche filetto di acciuga sott’olio

qualche crostini di pane all’aglio

olio di oliva extravergine q.b.

origano q.b.

PASTA CON LE SARDE (15)+

PREPARAZIONE

Porre l’acqua a bollire. Porre il pane a fette, che avrete aromatizzato grattandovi sopra l’aglio, a grigliare in forno caldo. Pulire le sarde: privare le sarde fresche della testa, fare una leggera pressione con le dita per aprirle a libretto e togliere la lisca centrale, tirandola delicatamente con le dita. Tagliare con le forbici la coda e sciacquare bene sotto acqua corrente i filetti ottenuti. Tuffare i bucati che avranno bisogno di circa una decina di minuti. Nel mentre, ridurre alcune sarde a pezzi. In una padella antiaderente versare l’olio evo (ho messo anche qualche goccia al peperoncino) fino a coprire il fondo, aggiungere gli spicchi di aglio rosa e i filetti di alici sgocciolati. Far sciogliere i filetti a fuoco dolce, mescolando con un cucchiaio di legno e lasciate insaporire a coperchio. Quando i filetti saranno sciolti, aggiungere in padella i pomodorini lavati e tagliati a pezzettini piccoli, infine le sarde, aggiustare con un po’ di origano. Quando la pasta sarà al dente, scolarla e versarla nel condimento, saltare velocemente mescolando e aggiungendo i crostini di pane tagliati a quadrotti.

PASTA CON LE SARDE (11)+

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PENNETTE ALLA VODKA CON CULATELLO DI ZIBELLO

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ARROSTO AL PEPE ROSA CON PATATE (2)+

Un “Dolcepensiero” che fa subito domenica: per me l’arrosto evoca il pranzo domenicale in famiglia. Mia mamma lo faceva sempre, alla domenica la carne era un rito a cui mai sottrarsi, inoltre era perfetto se all’ultimo momento si univa qualche nostro amico, una fetta non mancava a nessuno! il classico di tutti i contorni era e rimangono le patate al forno! Ieri ho aromatizzato il mio arrosto con del pepe rosa e fleur de sal…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

un arrosto di vitello da un chilo e più

fleur de sel de la Camargue q.b.

rametti di rosmarino

qualche fetta di pancetta tesa

1 spicchio di aglio rosa

qualche granello di pepe rosa

olio extravergine d’oliva q.b.

patate piccole come contorno

PREPARAZIONE

In una ciotolina la sera prima, unire a dell’olio evo qualche ago di rosmarino tritato finemente con l’aglio, unire qualche granello di pepe rosa, infine qualche fuocco di fleur de sal; miscelare bene il tutto, coprire e conservare fino al giorno dopo. Avvolgere tutto l’arrosto con la pancetta tagliata sottilmente, avvolgere dello spago per tener compatta carne e pancetta. Ungere la pentola con un filo di olio evo: adagiare l’arrosto dopo che con un pennello lo avrete unto per bene con l’olio aromatizzato e lasciar rosolare molto bene su tutti lati a fuoco medio. Una volta rosolato, porlo in forno per un’oretta e mezza circaa 160°C bagnandolo se necessario con del brodo leggero vegetale e se gradite, qualche ramo di rosmarino. Controllate lo stato di cottura infilando la carne, rigirandolo di tanto in tanto. Appena cotto, toglierlo dalla pentola e tagliarlo a fettine; al succo rimasto, unire pochissima farina addensando il tutto fino a creare una cremina a fuoco bassissimo. Per le patate, le ho cotte al forno integre perchè piccole per un’oretta con un filo di olio e rosmarino.

ARROSTO AL PEPE ROSA CON PATATE (15)+

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ARROSTO DI VITELLO

RISOTTO ALL’OLIO AROMATIZZATO AL CACAO AMARO E PEPE ROSA

SMERIGLIO CON POMODORINI, TIMO E PEPE ROSA

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Un “Dolcepensiero”: auguri a tutti voi per una Pasqua serena e un lunedi dell’Angelo altrettanto rilassante e tranquillo. Sono proprio le festività come il Natale e la Pasqua che adoro per rilassarmi anche seduta tranquillamente a casa. Dopo un gran pranzo tutto a base carne alla griglia per aprire quella che sarà la stagione di cene e pranzi all’aperto, stasera taglieremo una colomba e festeggerò con i miei cari fratelli e nipotini. Anche per quest’anno è sfumata la preparazione della colomba pasquale in casa, ma ci accontenteremo – si fa per dire – di una buonissima colomba confezionata dalla pasticceria.  Il progetto di fare in casa la colomba è per l’ennesima volta rimandato al prossimo anno, ma prima o poi ce la farò!!! Il piatto che vi propongo oggi l’ho preparato per l’ultimo venerdi santo, a base di pesce – la gallinella di mare – come tradizione vuole.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 grammi di linguine

1 gallinella di mare (circa 500 grammi di peso)

2 pomodori cuore di bue

1 scalogno

1 spicchio di aglio rosa

olio extra vergine q.b.

sale rosso delle Hawaii q.b.

pepe bianco q.b.

prezzemolo q.b.

PREPARAZIONE

Pulire e sfilettare la gallinella di pesce (un’operazione che potete far fare dal vostro pescivendolo di fiducia). Una volta ottenuti dei filetti, tagliarli a quadrotti e porli con un filo di olio evo, un pizzico di sale rosso delle Hawaii e un pizzico di pepe. Tenere da parte. Intanto mettere a bollire l’acqua per le linguine. Tritare lo scalogno finemente, lavare i pomodori cuori di bue e affattarli in piccoli pezzettini: in una padella antiaderente, porre un filo di olio evo in cui metterete lo scalogno, lo spicchio di aglio e una volta sfrigolato il tutto, unire i pomodori togliendo l’aglio, cuocere per un cinque minuti rigirando di tanto in tanto. Unire il pesce, abbassare la fiamma regolando di sale e pepe se necessita. Porre a cuocere la pasta, al ragù, se si asciuga troppo, unire un goccio di acqua di cottura, scolare la pasta che condirete con il ragu’ di gallinella, impiattare e finire con un pizzico abbondante di prezzemolo ben tritato.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

LINGUINE ALL’ASTICE

SPAGHETTI ALLE SARDE CON GAMBERETTINI E POMODORI CUORE DI BUE

RISOTTO CON SPIEDINO DI GAMBERI AGLI AGRUMI

Con questa ricetta partecipo al contest “…e tu… te li fai DUSPAGHI?”

del blog “Acqua e farina.sissisima”

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Un caldo e rincuorante “dolcepensiero”: quest’anno l’inverno è rigido qui in Brianza, ho già voglia della primavera di quando finalmente si scende in giardino a potare e strappar erbacce ormai troppo marce dalla pioggia e dalla neve e appena giri lo sguardo ecco che vedi piccoli puntini gialli, le primule, che ti fanno capire che sta per arrivare quella tiepida arietta oppure quel raggio di sole caldo quel poco che ti rinfranca le ossa e non solo… perchè basta poco tepore che nell’aria si sprigionano i primi e leggeri profumi della natura ch si risveglia; ecco quello che in cucina può essere paragonato al tepore del sole, una calda e profumata minestra. E chissà se la mia enorme pianta di rosmarino, quello che ho usato nella minstra e che riesce a tener duro anche in queste fredde giornate, mi regalerà il suo gran sbocciare di fiori lillà…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

240 grammi di ditalini rigati

250 grammi di ceci (non buttare la loro acqua di conservazione)

1 rametto di rosmarino

5 cucchiai di conserva di pomodoro

3 filetti di acciuga

2 spicchi di aglio rosa

olio extravergine d’oliva toscano

sale

pepe nero.

PREPARAZIONE

Versare dell’olio evo in una pirofila, meglio se di coccio, unite gli spicchi di aglio sbucciati e leggermente schiacciati, fate insaporire dopodichè eliminateli, unite i filetti di acciuga e stemperateli. Diluire la conserva di pomodoro in circa metà dose di acqua, versarla nella casseruola e far restringere un poco. Aggiungere i ceci scolati senza buttare la loro acqua di conservazione, unire il rametto di rosmarino e far cuocere a fuoco basso per un dieci minuti mescolando di tanto in tanto. Regolare di sale e pepe, aggiungere l’acqua di conservazione dei ceci, mettere il coperchio alla casseruola e proseguire la cottura a fuoco basso per circa un’ora al massimo un’ora e mezza mescolando di tanto in tanto. Unire acqua calda se si dovesse asciugare troppo regolando di sale e pepe. Eliminare il rametto di rosmarino, con il mixer ad immersione, frullare bene il tutto e continuare la cottura a fuoco basso portando a bollore, aggiungere acqua se si dovesse asciugare troppo (valutate poi voi come meglio credete). Regolare di sale e pepe. Tuffare la pasta e lessarla quanto indicato sulla confezione. Servitela con un filo di olio evo toscano a crudo, profumare con del pepe macinato al momento. A chi piace, aggiugere del formaggio grattugiato.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

ZUPPA DI FARRO

LA ZUPPA CASERECCIA

Con questa ricetta partecipo alla raccolta de LE RICETTE DI MINU’ dal titolo SE NON E’ ZUPPA E’ PAN BAGNATO

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Un “dolcepensiero”: che bella l’aria del mercato dove tra un banco e l’altro, si sentono urlare i negozianti che si fanno rispettivamente delle battute e le signore del paese che si fanno una bella risata oppure rispondono anche loro con voce un po’ scanzonata. Era da tanto che non salivo al mio paese che poi dista solo 5-7 km da dove abito adesso, per recarmi al mercato… e oltre a trovare del buon pesce fresco, ho riassaporato un po’ di aria semplice e “caciara”. E tra un buongiorno e un ciao, ho rivisto con piacere parecchi visi che da tanto non incrociavo per il semplice fatto che quando salgo ad Albavilla sono sempre di fretta, vado dai miei e poi ritorno in quel di Lipomo!!! Ormai la primavera non è solo sul calendario: appena la giornata è soleggiante, il caldo inizia a farsi sentire regalandoci un piacevole tepore: sarà per questo che inizio ad avere voglia di estate, sarà che le vacanze di giugno e agosto sono ormai prenotate, quindi si parte dalla mia cucina a preparare qualcosa che “sa di sole”:

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

4 tranci di pesce spada

1 cucchiaio di capperi di Pantelleria

350 grammi di pomodori

1 spicchio di aglio rosa

prezzemolo tritato q.b.

il succo di mezzo limone biologico

olio extravergine d’oliva q.b.

un presino di sale

pepe macinato fresco

PREPARAZIONE

Con un coltellino affilato, tritare capperi e prezzemolo finemente; tagliare anche i pomodori a pezzetti piccoli. Scaldare in una pentola antiaderente capiente, qualche cucchiaio di olio extravergine d’oliva e uno spicchio di aglio schiacciato con la buccia, porre i tranci di spada e farli rosolare da ambo le parti; togliere lo spicchio di aglio. Continuare la cottura a fuoco medio-basso rigirandoli spesso fino a quando saranno teneri, regolare di sale e pepe e bagnarli con il succo di limone. Intanto in un’altra padella con qualche cucchiaio di olio, far rosolare i pomodori tagliati a pezzettini piccoli, aggiungere i capperi con il prezzemolo e regolare di sale. Terminare entrambe le cotture, impiattare il pesce con il contorno di pomodori e capperi: ottimo qualche pezzo di pane abbrustolito a mo’ di bruschetta.

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Un “dolcepensiero” pigro pigro: le domeniche mattina soprattutto quelle primaverili, regalano al corpo e a volte anche allo spirito, quella “bella” pigrizia che ti fa stiracchiare nel letto, fare qualche coccola tuttin insieme nel lettone con le finestre appena appena aperte e le tende che iniziano una leggera e fresca danza… cosa c’è di meglio, dopo una tazza di caffè, qualche gioco in giardino, pranzare con un leggero brunch? niente, non c’è niente di meglio… se poi il pomeriggio prosegue con gioia e lunghe passeggiate magari facendo merenda in qualche baita e con un bel panino al salame… beh state ben certi che il lunedi alla sveglia, vi ritroverete con un bel sorriso sulle labbra. Adoro le abitudini buone, sane e genuine. E poi siamo nel mese pasquale, non si mangiano solo uova di cioccolato ma anche uova di gallina, se poi le avete fresche di giornata, meglio ancora. Nella mia bibblioteca culinaria ho un bellissimo libro di Michel Roux dedicato interamente alle uova ed ai mille modi per cucinarli e come dice lo stesso Michel, il miglior modo di cottura delle uova è farle strapazzate, a fuoco basso. Stessa idea è quella di pensarle perfette a colazione, per un pranzo veloce e leggero oppure per un brunch.

INGREDIENTI PER DUE PERSONE

5 uova fresche

1oo grammi di pancetta tesa

400 grammi di champignon

1 spicchio di aglio rosa

1 noce di burro

prezzemolo tritato

sale e pepe nero

olio extravergine d’oliva

PREPARAZIONE

Arrotolare le fettine di pancetta e ricavate dei piccoli cilindretti che farete scaldare al grill del forno. In una padella antiaderente con un filo di olio extravergine, far rosolare lo spicchio di aglio che toglierete appena butterete i funghi: io ho usato quelli surgelati che dovranno cuocere fino a quando si asciugherà tutta l’acqua che rilasciano; regolare di sale e pepe. Qualche minuto prima di servire, aggiungete il prezzemolo tritato. Sbattere le uova con un pizzico di sale e pepe nero: se non amate vedere puntini neri nelle uova, usate pure il bianco. In un ‘altra padella antiaderente, far sciogliere una noce di burro con un filo di olio, calare le uova sbattute ed iniziare a mescolare dall’esterno disegnando dei cerchi fino a quando le uova diverranno ben compatte: io le amo ben cotte! se preferite, toglietele dal fuoco un’attimo prima quando sono ancora morbide. Impiattare le fettine di pancetta abbrustolite, i funghi e le uova strapazzate. Se amate il formaggio, potete spolverare le uova con un po’ di formaggio gratuggiato.

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Un “Dolcepensiero” ben conservato: un film delizioso, romantico, con due attori gradevoli e belli… AMORI & DISSAPORI è una storia leggera ma con brio, non troppo romantica – il giusto – la classica commedia in stile americano per passare un paio di ore in perfetto relax. La storia vive sul contrasto di carattere e di lavoro tra Kate Armstrong – ZetaJones chef affermata, perfezionista e dedita solo al suo lavoro – e tra Nick-Eckhart: si troveranno a lavorare in uno dei ristoranti più chic di NY dove lei è la capo cuoca. Dopo la morte della sorella, la vita di Kate cambia in modo radicale e non solo sul lavoro (con l’arrivo di Nick appunto) ma anche nell’ambito della conduzione della sua vita: infatti si vedrà alle prese con l’affido della nipotina che precedentemente ha visto poche volte, quindi del tutto sconosciuta e persa nella tristezza di aver perduto la sua mamma. Ad aiutarla sarà Nick, che con la sua dolcezza non solo conquisterà Zoe, ma anche Kate. Buffe le scene in cui lei prepara la cena alla nipotina servendole piatti di alta cucina del tutto privi di interesse da parte di una bimba di otto anni, abituata a mangiare hamburger, pizza e pasta. Come tutti i bimbi di quell’età!!! altro che anatra o piccione!!! Accanto alla storia, si possono intravvedere i piatti meravigliosi di alta cucina che i due protagonisti sfornano… tanto che alla fine del film, i due chef saranno alle prese con la conduzione del loro bistrot. Gli attori belli: la ZetaJones quasi senza trucco, nel film veste in modo semplice e questo non fa altro che accentuare la sua bellezza e lui… beh è proprio in bel tipo!!! Quello che più mi piace del film inerente alla cucina, è il fatto che si possono presentare piatti bellissimi e buonissimi anche in un semplicissimo bistrot, senza essere eleganti e stilosi oppure senza essere seduti su poltrone con piatti e porcellane rigorosamente in stile.

Ma perchè vi parlo di questo film abbinato alle mie fettuccine? Kate quale ottima chef, è un’estimatrice dei tartufi che come ben sapete sono una delizia che la terra ci regala e peraltro costosissimi… Lei li conserva in una scatola/scrigno e li utilizza con sapiente cura: per mio padre sono i porcini l’equivalente dei tartufi di Kate. Pure lui li conserva in una sorta di scrigno che poi depone in freezer per poterceli gustare anche fuori stagione. L’altro giorno mi ha fatto dono di uno dei più belli: da noi ormai sono una rarità, di anno in anno diminuiscono vuoi anche per la presenza di molti cinghiali che ultimamente hanno ripopolato la nostra montagna. Credo di essermi dilungata un po’ troppo, allora passo alla ricettina:

INGREDIENTI

125 grammi di fettuccine

1 porcino (circa 100 grammi)

1 zucchina (circa 80 grammi)

50 grammi di speck

prezzemolo tritato q.b.

1 spicchio di aglio rosa

olio extravergine d’oliva

sale & pepe.

PREPARAZIONE

 

Soffriggere lo spicchio di aglio tagliato a metà con dell’olio extravergine d’oliva, aggiungere il porcino tagliato sottilmente quando è ancora surgelato, levare l’aglio. Cuocere per almeno un cinque minuti a fiamma viva e unire le zucchine tagliate a listarelle. Cuocere per un paio minuti unendoci il prezzemolo tritato. Tagliare anche le fette di speck – affettate sottilmente – a listarelle e unirlo al condimento, abbassare la fiamma nel mentre cuoce la pasta. Scolarla al dente, unirla al condimento e saltatela regolando di sale e pepe. Servire ben calde con un buon bicchiere di vino bianco fresco: vi consiglio RIBOLLA GIALLA.

Tornando al film, il piatto forte di Kate è la sua salsa allo zafferano: nel film non si menzionano gli ingredienti se non un aroma che non ho ben capito cosa fosse, se non di origine cinese… comunque se volete ecco alcune idee dove gustare l’aroma ed il colore di questo prezioso pistillo:

RISOTTO ZAFFERANO, GAMBERETTI E ZUCCHINE

MALLOREDDUS ZAFFERANO E RICOTTA SALATA STAGIONATA

TORTINI GIALLI AL CASERA.

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Un “dolcepensiero” dall’est: oggi vi presento un piatto leggero ma saporito grazie al mix di spezie che gli conferiscono un profumo orientale… Infatti la cucina orientale è quella che preferisco e in questo periodo oltre alle più famose (thailandese, giapponese e cinese) sto valutando anche quella vietnamita. Inoltre quando preparo questi piatti, trovo molto interessante utilizzare utensili, posate e tecniche diverse dalle nostre tradizionali. L’unico problema, a volte, è reperire tutti gli ingredienti al supermercato: per fortuna nelle nostre città ci sono negozi dedicati esclusivamente a prodotti etnici che aiutano a reperire tali particolari ingredienti; cerco sempre, comunque, di leggere le etichette con estrema attenzione, soprattutto la loro effettiva provenienza.! Un ingrediente fondamentale nelle ricette asiatiche è senza dubbio la salsa di soia: dal colore intenso e scuro, la salsa di soia varia in diversi tipi; si ottiene da fagioli di soia appunto, fermentati con frumento e acqua. Quella più scura è densa, usata per insaporire mentre quella chiara e anche più delicata di gusto, viene usata per cuocere in umido. Stretta parente della cucina cinese, quella thailandese oltre ad aver in comune l’uso della salsa di soia, dai cinesi ha ereditato anche l’uso della wok e dei vermicelli: il motivo per queste influenze cinesi, è dato dal fatto che il Vietnam è stato dominato fino all’anno 1000 dalla Cina sostituita poi dalla Francia che ha lasciato l’abitudine di usare carciofi, pomodori, mais e asparagi oltre che cavolfiori, broccoli, cetrioli ed infine carote. Altra particolarità della cucina vietnamita, è il generoso uso di erbe sia asiatiche sia occidentali: si abbonda con erba limone, aneto, menta e basilico. La trovo una cucina leggera: la preparazione dei cibi in padella o in umido impiega pochissimi grassi e le verdure sono spesso crude o leggermente saltate.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

500 grammi di petto di pollo

olio evo

2 spicchi di aglio rosa fresco

1 porro

1 carota grossa

qualche foglia di verza o lattuga

90 grammi di germogli di soia

2 cucchiai di salsa di soia (scura e densa)

mix di spezie per cibi orientali (oppure aglio, sale iodato, zucchero di canna e pepe nero).

PREPARAZIONE

Preparare le verdure a julienne: tagliare il porro a rondelle, tritare l’aglio finemente, affettare la carota a listarelle sottili e corte, affettare anche la verza (o lattuga, se non stagione) scegliendo delle foglie ben sode (utilizzo quelle più vicine al cuore della verdura). Scaldare nel wok un filo di olio evo e fate rosolare il porro tagliato e l’aglio tritato.  Unire la carne del pollo tagliata a listerelle. Rosolare la carne rimestando di continuo, aggiungere un cucchiaio di salsa di soia diluita con due di acqua calda continuando la cottura a fuoco medio. Aggiungere le carote, dare una bella mescolata, unire i germogli di soia, continuare a mescolare e fate andare per un paio di minuti. Unire il mix di spezie (se ne siete sprovvisti, potete pestare nel mortaio dello zucchero di canna, dell’aglio, del sale iodato e del pepe nero fino ad ottenere una polvere leggermente saporita e molto fine – non ho le quantità, tendo sempre a farla in base al mio grado di piccantezza). Finire con l’aggiunta della verza (o lattuga), unire un cucchiaio di salsa di soia pura, mescolare con vivacità e appena la verza si ammorbidisce, servire ben caldo con un filo di salsa di soia rimasta nella wok.

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Un “Dolcepensiero”: non c’è come la carne di pollo, adattissima a molte ricette. Io l’adoro anche per questo motivo: con questa insalata ho realizzato un piatto unico per una cena veloce e leggera e poi in questi giorni bisogna star  leggeri visto che si stà avvicinando il carnevale con i suoi tantissimi dolcetti come tradizione vuole. 

 

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE 

800 grammi di petto di pollo 

1 cavolo cappuccio 

140 grammi di fagioli cannellini 

125 grammi di germogli di soia 

maionese q.b. 

olio extravergine d’oliva q.b. 

1 noce di burro

sale 

1 limone 

1 cucchiaino di dado granulare 

maizena q.b. 

PER GLI AROMI 

basilico, timo, salvia, rosmarino, origano, maggiorana, prezzemolo, coriandolo tritati

1 foglia di lauro

1 bacca di ginepro

1 spicchio di aglio rosa

pepe nero

sale.

PREPARAZIONE

Nel mixer tritare finemente l’aglio, la bacca di ginepro e la foglia di lauro. In una ciotola unire un cucchiaino di tutte le spezie tritate sopraindicate insieme a quelle passate nel mixer miscelandole tutte insieme con una presina di sale e una di pepe. Aggiungere la maizena e passarci il pollo tagliato a striscioline ricoprendolo del tutto. Pulire e tagliare il cavolo cappuccio a julienne, unire i fagioli e i germogli di soia e condire con quanto basta di maionese, un filo leggero di olio e un paio di gocce di limone. Cucinare il pollo con un filo di olio e una noce di burro: dopo circa cinque minuti, allungare leggermente la carne con acqua calda e un cucchiaino di dado granulare; terminare la cottura, impiattarlo poi sul letto di insalata precedentemente condita.

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Un “dolcepensiero” a due: sarà che manca poco più di un mese a San Valentino, sarà che quest’anno lo stesso giorno cade il compleanno del mio Matteo e pure il carnevale che mi sono già predisposta a fare ricettine solo per due… queste lasagnette sono impiattate direttamente su piatto caldo come caldo e un po’ calorico è il loro ripieno – ma chi se ne frega!!!!! ihihihihihih

INGREDIENTI PER DUE PERSONE

160 grammi di pancetta affumicata a dadini

80 grammi di speck a dadini

200 grammi di zola e mascarpone

4 fogli di pasta per lasagne

1 carciofo

il succo di un limone

5 noci pecan

1 cuccchiaio di pinoli

qualche spicchio di aglio rosa

prezzemolo q.b.

olio extravergine d’oliva

pepe.

PREPARAZIONE

Lessare i fogli di pasta in acqua bollente salata per qualche minuto. Scolarla e lasciarla raffreddare. Tagliare i fogli a metà. In una padella antiaderente con un leggero filo di olio evo, sfrigolare l’aglio, eliminarlo prima di tuffarci la pancetta e lo speck a dadini, continuare la cottura a fuoco medio/basso. Pulire il carciofo e tagliarlo a listerelle sottili, immergetele in acqua acidulata con il succo di limone poi unitele alla tartare senza strizzarle troppo. Continuare la cottura a fuoco basso, se si dovesse asciugare troppo, bagnare con l’acqua acidulata; aggiungere una spolverata di pepe nero e di prezzemolo. Iniziare ad impiattare le lasagne con uno strato di tartare, il secondo strato con lo zola e il mascarpone a fiocchetti e continuare cosi per altri due strati. Finire con una spolverata di noci e pinoli. Infornare per circa mezz’ora, se non vi piace il piatto caldo, con l’aiuto di una paletta, trasferitele su piatti freddi.

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