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Posts Tagged ‘aromi vari’

PATATE AL MICROONDE (14)+

Un “Dolcepensiero”: sono veloci e pratiche da preparare e si possono aromatizzare come meglio si vuole. La cottura a microonde si sa riesce a velocizzare anche le preparazioni più tradizionali come in questo caso, per avere patate buone e saporite perfette anche per i bimbi piccoli perchè morbide.

PER INGREDIENTI E PREPARAZIONE

DONNE SUL WEB BANNER

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COSTINE E SALSICCE ALLA BIRRA (16)+

Un “Dolcepensiero”… che palle!!! ‘sta pioggia e quest’aria perenne da temporale! e i pranzi all’aperto si fanno desiderare. Ma come fare per soddisfare la voglia di costine quando non si può usare il barbecue??? cucinarle in pentola aggiungendo magari della salsiccia e perché no gli aromi del giardino che stanno aspettando il sole per rinvigorirsi per bene (non vi dico il basilico quanto è triste, tutte le foglie abbassate che iniziano a rovinarsi per la troppa pioggia). Va beh, iniziamo con questa bella pentolata! Ma prima vi voglio elargire qualche mia accortezza: le costine le faccio tagliare a pezzi piccoli dal macellaio in modo che la cottura in padella sia più facile da gestire e come sale uso il Sale Rosso delle Hawaii perfetto per i piatti di carne arrosto per la forte presenza di ferro che conferisce il colore rosso appunto ai grani.

INGREDIENTI

1 chilo di costine di maiale

300 grammi di salsiccia a nastro

33 cl di birra chiara

sale rosso delle Hawaii q.b.

olio extra vergine d’oliva delicato “F.lli Carli”

un mazzetto di odori quali timo, maggiorana, origano, rosmarino, salvia verde e gialla

qualche foglia di alloro

PREPARAZIONE

In una padella mettere l’olio d’oliva evo con le costine che cercherete di bagnare in tutte le loro parti; farle rosolare girandole di tanto in tanto, formare un mazzetto con gli odori che unirete alla carne con qualche foglia di alloro. Tagliare la salsiccia a pezzettini e unirli alla carne, regolare con il sale. Sfumare con la birra. Lasciare cuocere per un’oretta circa o fino a quando la carne sarà cotta, poi scoprirle e lasciar ridurre il fondo di cottura. Regolate di sale se necessario e servire.

COSTINE E SALSICCE ALLA BIRRA (5)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

PUNTINE ALLA SARDA

LA RUSTISCIADA

CROCCHETTE DI RISO CON SALSICCIA

CONIGLIO ALLA BIRRA

SEPPIOLINE CON AROMI D’ORTO AL FORNO

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Un “Dolcepensiero”: un bel piatto di pesce non si rifiuta mai anche se non si è al mare… e in città?  a volte si pensa sia difficile cucinarlo, che comporti preparazioni difficili e poi brutti odori per la casa. Credetemi non è così: questa bella teglia di seppioline è molto facile da preparare, perfetta per le prime tiepide serata primaverili, molto in tema con la stagione usando le erbe aromatiche dell’orto!

PER LA RICETTA

Dall’archivio di Dolcipensieri su Donne sul Web:

LINGUINE ALL’ASTICE

SPAGHETTI E GAMBERI MARINATI

CAPESANTE AL FORNO IN NIDO D’AMORE

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Rosmarino a parte, tutte le mie piante aromatiche sono morte dopo il lungo e freddo inverno appena terminato. L’acquisto di quelle nuove è stato molto positivo fatto tutto il pomeriggio scorso, ero un po’ giu’ di morale e affondare le mani nella terra e piantare sotto un tiepido sole, mi ha rigenerato… Ho acquistato la salvia, perfetto aroma anche solo da abbinare ad una pasta in bianco al burro, non potrebbe mancare mai nella mia cucina. La magia di questa pianta è racchiusa nelle sue foglie di colore grigio-verde, ricche di oli essenziali che le conferiscono il caratteristico aroma, bellissime e vellutate ma non fatela cuocere troppo, diviene amara. Sul banchetto del fiorista, accanto alla salvia tradizionale, c’erano piante anche di salvia dalle foglie gialle: l’uso che si fa in cucina è lo stesso di quella tradizionale.

In cucina: Saltimbocca alla romana

Accanto alla salvia, ho piantato timo e maggiorana; il timo è la pianta aromatica che più amo, una graziosa pianta dalle foglioline piccole e profumatissime la variante francese mentre se di foglie grandi di varietà inglese, lo si usava già dall’antica grecia. Si pianta in marzo-aprile e si raccoglie prima della fioritura. Di questa pianta si utilizzano soprattutto le foglie. In cucina il suo uso è molto vario: grazie al suo sapore molto aromatico, viene utilizzato per aromatizzare pastasciutte, carni arrosto, grigliate sia di carne che di pesce. La maggiorana ha un aroma simile al timo ma più dolce e odoroso, molto simile all’origano, entrambi perfetti anche da consumarsi previa essicazione, divenendo di aroma più intenso. E’ di origine africana. Le sue foglie possono essere usate per molte tipologie di prodotti.

In cucina: Caprini bianchi nell’olio con timo e maggiorana

Spaghetti profumati al timo con zucchine

Il cardamomo dopo lo zafferano e la vaniglia, è la spezia più cara. Il frutto è una capsula contenente piccoli semi di colore nero. Per non perdere la fraganza di semi, il cardamomo si conserva nel tempo sottoforma di capsule, appunto. Solo al momento dell’uso, la capsula viene rotta con delicatezza e i semi utilizzati sciolti o macinati. E’ originaria dell’India, ma ora la spezia viene prodotta anche in altri paesi asiatici tra la Cambogia, il Vietnam e lo Sri Lanka. E ora veniamo alla parte dolente, nel senso che spero di poter usufruire dei suoi frutti malgrado le nostre abitudini climatiche, infatti la pianta del cardamomo cresce tra gli 800 e i 1500 metri di altitudine in un clima caldo/umido (io vi ricordo vivo in Brianza). Particolare pianta dalle cui radici, che crescono esternamente, hanno vita i semi in capsule. I frutti si raccolgono appena prima della maturazione che avviene da settembre a dicembre. Una volta raccolti, i semi di cardamomo vengono seccati al sole o comunque in luoghi coperti ma caldi. In Europa arrivo’ con le crociate e veniva usato come rinfrescante dell’alito e digestivo, mentre i greci e i romani lo utilizzavano per confezionare profumi. In Italia viene usata anche come pianta da ornamento grazie alla sua bellezza durante la fioritura che produce un fiore simile ad un’orchidea di colore bianco. In cucina i semi, molto aromatici, sono impiegati per isaporire piatti dolci e salati, bevande come vino e caffè. I semi hanno un sapore speziato che ricorda quello degli agrumi. In commercio si può trovare il cardamomo verde che ha un gusto intenso e fortemente aromatico, il cardamomo nero che è più astringente, leggermente amaro e con un sentore di menta. Oltre ad essere una pianta preziosa e di costosa produzione perchè la raccolta dei semi può essere fatta solo a mano senza uso di mezzi meccanici, è una pianta in cui gli indiani nutrono un gran rispetto coccolandola come fosse una donna tantè che si racconta che la raccolta dei semi avviene solo con mani femminili. La mia preparazione in cucina ha avuto inizio con una torta dedicata solo alle donne…

In cucina: Torta mele e cardamomo “Fantastidonne”

E da brava “sarda” adottata, non potevo esimermi dall’acquisto della pianta del mirto, tipica pianta della macchia meditteranea molto diffusa in Sardegna. La pianta del mirto ha bellissimi fiorellini bianchi, in cucina si utilizzano le piccole bacche di colore nero-azzurro e/o rosso scuro (mirto rosso) o più raramente bianche (mirto bianco). Maturano da novembre a gennaio persistendo per un lungo periodo sulla pianta. L’uso più conosciuto in cucina è per confezionare il liquore Mirto, oppure durante la cottura del maialino sardo sulla brace, si usa bruciare qualche ramo di mirto per conferire alla carne un ottimo profumo e sapore. Grazie al lavoro naturale delle api, in commercio possiamo trovare anche il miele al mirto. Anche per la raccolta del mirto, non esistono macchine in grado di sostituire la mano dell’uomo che durante la fase di distacco delle bacche, deve far attenzione a non rovinare l’arbusto. L’unico strumento da utilizzare per la raccolta, è una sorta di pettine con una bacinella a volte anche un sacco (tipo quelle che si usano per la raccolta a mano dei mirtilli).

In cucina: Il maialino sardo

Ed eccoci ad alcume piante che non ho mai provato a coltivare come del resto anche il cardamomo è una nuova esperienza. In ordine l’erba cipollina che ho sempre acquistato già recisa: è una pianta erbacea perenne, cresce in località con clima temperato ma resiste anche al freddo, è una pianta aromatica dalle foglie lunghe profumate che ricordano il gusto della cipolla, di un colore verde intenso; i fiori invece di colore rosa tendente ad un viola chiaro. Una pianta conosciutissima fin dai tempi antichi, per i popoli celtici addirittura magica con notevoli poteri. In cucina ha un uso svariato: perfetta nelle salse, ottima con le uova cucinate in molteplici varianti o anche in semplici frittate o crepes, si può aggiungere a torte salate, ma per me il miglior utilizzo lo si vede abbinato a formaggi di pasta tenera e spalmabili, si può utilizzare per aromatizzare il burro o per accompagnare piatti di pesce. Utile anche solo per scopo decorativo avendo steli lunghi, si possono legare con essi fagottini, crepes o verdure in mazzetti.

In cucina: I calamari di Marco

L’erba limoncina mi ha fatto riaffiorare bellissimi ricordi legati all’infanzia: c’era un signore ormai morto da anni, che nel suo giardino la coltivava sempre questa erba dal forte sapore di limone per poi confezionare il liquore. Per qualche anno la mia mamma ha emulato questo saggio signore e oggi nel mio orto ho voluto piantare questo arbusto ricordandomi così di quando con la mano ne accarezzavo le foglie solo per far sprigionare nell’aria il suo intenso profumo di limone… e nell’aria c’era sentore di estate. Si possono usare sia le foglie che i fiori di colore giallo o viola chiaro. Su può utilizzare per lenire il mal di denti, se avete una difficile digestione oppure se soffrite di capogiri e vertigini. Abbinato ad alcool puro, otterrete il famoso liquore.

La liquirizia anzi meglio chiamarla Helichrysum Italicum” in italiano “Elicriso“, in rete ho letto che viene utilizzata nella preparazione del curry. Sempre leggendo in rete, qui in Italia è una pianta spontanea con i fiori gialli utilizzati per confezionare composizioni di fiori secchi; è una pianta perenne da conservare quasi fosse una pianta grassa. Resiste fino a zero gradi. In cucina è perfetta per infusi e tisane, oppure come insaporitore in risotti, carni e minestre.

Un accenno al rosmarino è doveroso farlo essendo le uniche tre piante aromatiche resistite al freddo: la prima che ormai è più che decennale quando è in fioritura è un piacere vederla, fotografarla ed annusarla, la seconda che resiste anche lei da sette anni e l’ultima che avrà circa tre anni. E’ una dellle piante aromatiche più presenti sul nostro territorio divenendo anche pianta da siepe e ornamento, simbolo della nostra meditteranietà. Ottima spezia da sempre abbinata ad arrosti ma non solo: è perfetto anche per piatti dolci e dessert. Il suo fiore tra l’azzurro e il violetto, delicato e molto piccolo, viene utilizzato per aromatizzare le insalate oppure i dolci soprattutto quelli al cucchiaio mentre le foglie, fresche o essiccate, vengono aggiunte ad arrosti, patate, carni e pesce soprattutto alla griglia. Ottimo per aromattizzare pane, focacce e l’olio.

In cucina: Zuppa di cipolle al rosmarino

Per finire con un tripudio di profumi e sentori nonchè di belle e tenere foglie verdi… la menta bergamotto, per me grande novità, è una piante perenne con le foglie molto sono simili a quelle della menta piperita ma con venature più scure e tendenti al rosso, i fiori fioriscono in estate inoltrata divenendo attrazione, grazie al suo profumo, delle api. Dal profumo dolciastro, le sue sono origini lontanissime fino arrivare all’America del nord dove veniva usata dagli indiani Oswego. In cucina è famosa per essere unita al tè divenedno ideale quando si ha mal di gola o come rilassante. La menta dolce, la più comune, è una pianta scoperta per caso dagli inglesi che iniziarono ad usarla in cucina per preparare dolci. La menta dolce o verde, ha fiori viola, foglie arrotondate prive di peluria di color verde-grigio brillante e molto odorose. In cucina la menta viene usata sia fresca che essiccata, usata per aromatizzare minestre, salse, patate in insalata, carni, selvaggina, pesce e gelati. Ottimo abbinamento con gli agrumi soprattutto il limone e con il cioccolato, il cocktail mojito prevede l’uso delle foglie pestate.

In cucina: Frappe’ di fragole e menta

La melissa è la pianta più ricercata dalle api, simile a quella delle ortiche con profumo simile al limone. I fiori sbocciano nel mese di giugno e sono di colore bianco e rosa pallido. In cucina la melissa vede il suo impiego per insaporire insalate, minestre e carni. I fiori essiccati servono a preparare decotti o infusi.

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Un “Dolcepensiero”: non c’è come la carne di pollo, adattissima a molte ricette. Io l’adoro anche per questo motivo: con questa insalata ho realizzato un piatto unico per una cena veloce e leggera e poi in questi giorni bisogna star  leggeri visto che si stà avvicinando il carnevale con i suoi tantissimi dolcetti come tradizione vuole. 

 

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE 

800 grammi di petto di pollo 

1 cavolo cappuccio 

140 grammi di fagioli cannellini 

125 grammi di germogli di soia 

maionese q.b. 

olio extravergine d’oliva q.b. 

1 noce di burro

sale 

1 limone 

1 cucchiaino di dado granulare 

maizena q.b. 

PER GLI AROMI 

basilico, timo, salvia, rosmarino, origano, maggiorana, prezzemolo, coriandolo tritati

1 foglia di lauro

1 bacca di ginepro

1 spicchio di aglio rosa

pepe nero

sale.

PREPARAZIONE

Nel mixer tritare finemente l’aglio, la bacca di ginepro e la foglia di lauro. In una ciotola unire un cucchiaino di tutte le spezie tritate sopraindicate insieme a quelle passate nel mixer miscelandole tutte insieme con una presina di sale e una di pepe. Aggiungere la maizena e passarci il pollo tagliato a striscioline ricoprendolo del tutto. Pulire e tagliare il cavolo cappuccio a julienne, unire i fagioli e i germogli di soia e condire con quanto basta di maionese, un filo leggero di olio e un paio di gocce di limone. Cucinare il pollo con un filo di olio e una noce di burro: dopo circa cinque minuti, allungare leggermente la carne con acqua calda e un cucchiaino di dado granulare; terminare la cottura, impiattarlo poi sul letto di insalata precedentemente condita.

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ERBE

…non se ne può fare a meno!!! in tutte le cucine del mondo, le erbe sono l’ingrediente che danno quel tocco in più: rendono i piatti più saporiti, conferiscono aroma e gusto e non solo ai nostri piatti: soprattutto in primavera e in estate, ogni due-tre giorni, raccolgo un bel mazzo di erbe fini dal mio orto e le tengo in cucina e adoro il profumo che emanano quando ci passi vicino oppure quando verso sera si alza un po’ di arietta che filtrando dalle finestre, riesce a distribuirne il loro profumo intenso. Tra le varie qualità che uso personalmente in cucina e che coltivo nel mio orto, ci sono la MENTA con il suo particolare profumo intenso e che adoro accostato agli infusi o ai te’ oppure con il gelato.

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La MAGGIORANA con le sue piccole e leggere foglioline ma con l’aroma intensissimo al tempo stesso delicato. Originaria della Persia, è sempre meglio consumarla fresca soprattutto se unita alla pasta. In Sardegna uso spesso il MIRTO soprattutto per aromatizzare il porcetto alla brace: infatti è tradizione bruciare sulla brasca, qualche ramoscello mentre finisce la cottura della carne. Ideale l’uso della bacche per farne il liquore. E arriviamo all’ORIGANO che io adoro: per insaporire il sugo di pomodoro per il mio bimbo, al posto del sale, uso un’abbondante spolverata di origano e devo dire che Matteo approva in pieno. E’ di facilissima utilità: ottimo sulla caprese di mozzarella, ideale sulla pizza, come condimento alle paste, ha un aroma intenso. Suo compagno ideale è l’aglio che, nei miei piatti a base di pomodoro, sono il sufficiente condimento che regale sapore. Il PREZZEMOLO, sempre presente nel mio orto e in quello del mio papà, è sapido di aroma ma è il più usato soprattutto a crudo su tartare di carne e pesce, ottimo compagno nei mix di spezie, ideale per arricchire burro che così spezziato, conferisce sapore e anche colore, ai nostri piatti. Anche per il prezzemolo come per l’origano, l’aglio è il miglio connubio. Per i piatti a base di pesce sia crudo che cotto, per me è la spezia ideale.

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Quella che però non manca mai nella mia cucina è il ROSMARINO: aroma intenso, la spezie mediterranea per eccellenza, viene usato per insaporire quasi tutte le qualità di carne, ideale anche sul pesce, ingredienti principale anche per focacce e pane. Della pianta si usa anche il fiore e non solo per conferire bellezza alle portate.

ERBE DELL'ORTO+

Adoro, per il suo profumo e per l’aroma che regala ai piatti, il TIMO: aroma intenso, ottimo abbinamento con la salvia e il rosmarimo per condire le carni e i pesci. ideale per aromatizzare anche le paste e le patate. La SALVIA dal sapore delicato, viene usata per condire primi piatti veloci con il burro, ideale sulle carni soprattutto ottimi i petti di pollo aromatizzati con la salvia appunto.

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Un “dolcepensiero” sull’ingrediente: dal gusto amarognolo e leggermente piccante, le CIME DI RAPA, pur derivando dalla pianta che dà loro il nome – le rape appunto – costituiscono una specie a sè. Ricchissime di nutrienti e sali minerali sono protagoniste di piatti tipici regionali come le ORECCHIETTE PUGLIESI e, in questa stessa regione, sono consumate tradizionalmente anche stufate con aglio, olio e profumate con un buon vino.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE:

PER LE TROTE

4 trote

100 grammi tra pinoli e noci

8 spicchi di aglio

foglie di salvia

rosmarino

pan grattato

prezzemolo tritato

timo

sale grosso

pepe bianco

olio extravergine d’oliva

4 fogli di carta stagnola per i cartocci

PER LE CIME DI RAPA

1,5 kg. di cime di rapa

10 pomodorini essicati

una manciata di capperi

olio d’oliva extravergine d’oliva

1 spicchio di aglio

3 cucchiai di aceto balsamico (oppure normale)

sale.

PREPARAZIONE:

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Le trote, una volta private della testa e pulite sotto acqua corrente fredda, si riempiono all’interno di ogni pancia con il trito di erbe: nel mixer mettere foglie di salvia, aghi di rosmarino, un paio di cucchiai di pan grattato, qualche foglia di prezzemolo, uno spicchio di aglio, le foglioline di timo e olio quanto basta per creare un composto morbido. Azionare il mixer, se il composto tende ancora a sbricciolarsi, unire ancora dell’olio insieme alle noci e ai pinoli, mixare il tutto. Riempire le pance dei pesci con il composto, aggiungere qualche granello di sale grosso e una leggera pepata. Chiudere ogni cartoccio ed infornre per circa 20-30 minuti: controllate la cottura prelevando un pezzetto di polpa dal pesce (la cottura può variare a seconda della grandezza delle vostre trote).

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Preparare cime di rapa è molto semplice: mondatele eliminando le foglie più grosse e coriacee e lavatele bene immergendole più volte in acqua fresca o passandole sotto il getto del rubinetto. Scolatele e sgocciolatele senza asciugarle completamente, trasferitele in un tegame senz’altro condimente ne acqua. Fate cuocere le cime di rapa a fiamma bassa per circa venti minuti fino a quando si ammorbidiscono. Una volta cotte trasferite le cime di rapa in un tegame di coccio, salatele e unite i piccoli pomodorini; mescolate. Sbucciate l’aglio, tagliatelo per il lungo per eliminare l’eventuale germoglio verde. Lavate e asciugate i capperi e aggiungeteli alla verdura. Unite l’aglio alle cime di rapa, versate l’aceto, mescolate e mettete sul fuoco. Fate cuocere a fiamma bassa le verdure a pentola scoperta per 15 minuti quindi servitele calde.

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Per la ricetta della CIME DI RAPA STUFATE, ho preso spunto dal giornale: “un mese in cucina” gennaio 2009.

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Altre ricette con le CIME DI RAPA: ORECCHIETTE “Le belle tipe” secondo Dolcipensieri”

e se volete altre idee per cucinare le TROTE: Trote al cartoccio secondo “DolciPensieri”

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… è arrivata la domenica, quindi è arrivato il momento di uno “special menu” di mio suocero Andrea che ci ha proposto un appetitoso brasto d’anatra, servito con funghi porcini e una polenta condita con formaggio.

BRASATO D’ANATRA CON PORCINI

Ingredienti per 6 persone:

1 anatra di kg. 2 circa

burro e olio extravergine d’oliva q.b.

2 cipolle medie

2 gambi di sedano

2 carote

aromi: rosmarino, alloro e salvia

500 grammi di funghi

2 spicchi di aglio

conserva di pomodoro

pancetta tritata

2 cuccchiai di farina bianca

1 litro di vino bianco secco per la marinatura

mezzo litro di vino bianco per la cottura

2 cucchiai di aceto balsamico

2 cucchiai di fecola di patate.

Preparazione:

Iniziare con la marinatura della carne: tagliare l’anatra a pezzi e metterla in un recipiente capiente con il litro di vino bianco, l’alloro e la salvia per una nottata intera.

La mattina seguente iniziate a preparare il brasato: scolare l’anatra e rosolare la carne dalla parte della pelle a fiamma alta in una pirofila antiaderente, in modo che si sciolgano i grassi. In una pentola capiente, sciogliete il burro e aggiungete un pò di olio extravergine d’oliva facendo rosolare la pancetta tritata; mettete insieme la carne aggiungendo aglio, rosmarino e salvia fresca, lasciare che la carne ne prenda i sapori dopodichè aggiungere le cipolle. Quando queste sono appassite, aggiungere il sedano e la carota, lasciate prendere un pò, aggiungete poi i funghi tagliati a fette o a pezzetti (come di vostro gradimento), far ammorbidire il tutto; passati dieci minuti, aggiungete il mezzo litro di vino bianco. Lasciar evaporare, aggiungete la conserva di pomodoro e lasciate cuocere per due ore (se si dovesse asciugare, aggiungete un pò di conserva allungata con acqua tiepida); passate le due ore, riprendere dalla pentola tutta la verdura, aggiungete ancora della passata allungata con acqua e passare il tutto con il frullatore ad immersione aggiungendo due cucchiai di fecola di patate per addensare. Rimettere il sugo così ottenuto in pentola con la carne, aggiungete due cucchiai di aceto balsamico terminando la cottura per altri dieci minuti: assaggiate comunque la carne ogni tanto con una forchetta, soprattutto verso la fine della cottura per capire il grado di cottura ottenuta. Accompagnare con un buon vino rosso per esempio un CHIANTI.

Per la polenta di contorno:

1 e mezzo litro di acqua,

500 gr di farina gialla,

sale q. b.

Preparazione:

mettere sul fuoco una pentola con acqua salata. Quando questa avrà raggiunto il bollore far cadere a pioggia la farina per polenta e mescolare in continuazione con un cucchiaio di legno per non formare grumi (prestare massima attenzione nella preparazione di questa semplice ricetta). La polenta sarà cotta dopo 40 minuti circa, quando mescolando si staccherà dalle pareti della pentola. Amalgamare la polenta con formaggio di latteria facendolo sciogliere per bene. Servirla ben calda.

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Gli ingredienti giusti per un secondo con i fiocchi? Carne di tacchino con carne di maiale, cucinate insieme con estrema facilità e un tocco di fantasia, diventano veri e propri manicaretti che appagano occhi ma soprattutto il palato… e rendono felice te che li prepari. Ne è la prova questa ricetta semplicissima arricchita con il profumo degli aromi meglio se freschi.

Ingredienti per 4 persone:

500 grammi di fettine sottili di fesa di tacchino

250 grammi di salsiccia normale

70 grammi di mollica di pane fresco

1 dl di latte

1 spicchio di aglio

1 ciuffo di prezzemolo

10 foglie di salvia

1 rametto di rosmarino

2 rametti di timo

1 carota

1 costola di sedano

400 grammi di patate

olio extravergine d’oliva

100 grammi di bitto

sale e pepe.

Preparazione:

Spezzettate la mollica di pane e mettetela a bagno nel latte per cinque minuti. Strizzatela, impastatela in una ciotola con la salsiccia, l’aglio sminuzzato con la mezzaluna insieme al prezzemolo e il bitto tagliato a dadini piccolissimi. Sbucciate le patate, lavatele, tagliatele a pezzetti, scottatele in acqua bollente salata: per provare la cottura, infilzatele con una forchetta, se penetra con facilità, le patate sono cotte.

Prendete le fettine e appiattitele con il batticarne, spalmateci il ripieno nel centro di ogni fetta. Spellate la carota, lavatela e asciugatela insieme al sedano e riducetele a bastoncini sottili lunghe come la larghezza delle vostre fettine.

Disponete qualche bastoncino al centro della carne e arrotolatela, in modo da ottenere degli involtini compatti. Legateli con lo spago da cucina e disponeteli in una larga e capiente pirofila precedentemente unta con un pò di olio. Prendete metà delle foglie di salvia e gli aghi di rosmarino, tritateli finemente con la mezzaluna, aggiungete un pizzico di sale e pepe; aggiungete le foglioline di timo e mettete tutto il trito in una cocottina. Prendetene una piccolissima parte e distribuitela sugli involtini, aggiungete le patate nel rimanente trito, mischiatele con un pò di olio extravergine d’oliva e passatele nella pirofila distribuendole intorno agli involtini. Cuocete in forno a 180 gradi per circa 50 minuti poi passate all’opzione grill per 10 minuti a 200 gradi per regalargli un pò di colore. La vostra cucina si impregnerà di un gradevole profumo degli aromi usati.

Un “dolcepensiero” con un idea in più: il ripieno si potrebbe sostituire con della verdura tipo spinaci lessati o zucchine con tanto formaggio filante o di latteria.

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Ingredienti per 4 persone:

12 filetti medi di nasello

pangrattato e farina

1 uovo

sale e pepe in polvere

aromi: rosmarino, salvia, timo, maggiorana, erba cipollina

pepe e sale in grani

olio per friggere.

Preparazione:

sbattere l’uovo in una ciotola con un pizzico di sale e pepe in polvere, bagnarci i filetti di nasello da ambo le parti e lasciarli a macerare; nel frattempo con l’aiuto di un tritatutto, tritare finemente gli aghi di rosmarino, le foglie di salvia, di timo, di maggiorana, l’erba cipollina tagliata a strisce corte e il sale e il pepe in grani. Tritare il tutto finemente, mischiare il trito in un bel pò di pangrattato e passare ad uno a uno i filetti di nasello premendoli leggermente nel composto. Passarli poi nella farina bianca. Scaldare l’olio in una pentola capiente ed immergervi i filetti pochi alla volta, rigirarli spesso e quando hanno preso “un bel colorito” dorato, adagiarli su un panno-carta per sgocciolare l’olio.

 

 

PER IL CONTORNO:

ZUCCHINE AL PROFUMO DI MAGGIORANA

600 grammi di zucchine

2 spicchi di aglio

sale e pepe

maggiorana

olio extravergine d’oliva.

Preparazione

Lavare e spellare leggermente le zucchine, tagliarle a tocchetti e sbollentarle in acqua calda salata. Dopo cinque minuti scolarle, passarle in padella antiaderente con poco olio e aglio, salare e pepare. Sfogliare un paio di rametti di maggiorana e continuare a saltare le zucchine per cinque minuti. Servirle calde.

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