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Posts Tagged ‘ARROSTO DI VITELLO’

ARROSTO AL PEPE ROSA CON PATATE (2)+

Un “Dolcepensiero” che fa subito domenica: per me l’arrosto evoca il pranzo domenicale in famiglia. Mia mamma lo faceva sempre, alla domenica la carne era un rito a cui mai sottrarsi, inoltre era perfetto se all’ultimo momento si univa qualche nostro amico, una fetta non mancava a nessuno! il classico di tutti i contorni era e rimangono le patate al forno! Ieri ho aromatizzato il mio arrosto con del pepe rosa e fleur de sal…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

un arrosto di vitello da un chilo e più

fleur de sel de la Camargue q.b.

rametti di rosmarino

qualche fetta di pancetta tesa

1 spicchio di aglio rosa

qualche granello di pepe rosa

olio extravergine d’oliva q.b.

patate piccole come contorno

PREPARAZIONE

In una ciotolina la sera prima, unire a dell’olio evo qualche ago di rosmarino tritato finemente con l’aglio, unire qualche granello di pepe rosa, infine qualche fuocco di fleur de sal; miscelare bene il tutto, coprire e conservare fino al giorno dopo. Avvolgere tutto l’arrosto con la pancetta tagliata sottilmente, avvolgere dello spago per tener compatta carne e pancetta. Ungere la pentola con un filo di olio evo: adagiare l’arrosto dopo che con un pennello lo avrete unto per bene con l’olio aromatizzato e lasciar rosolare molto bene su tutti lati a fuoco medio. Una volta rosolato, porlo in forno per un’oretta e mezza circaa 160°C bagnandolo se necessario con del brodo leggero vegetale e se gradite, qualche ramo di rosmarino. Controllate lo stato di cottura infilando la carne, rigirandolo di tanto in tanto. Appena cotto, toglierlo dalla pentola e tagliarlo a fettine; al succo rimasto, unire pochissima farina addensando il tutto fino a creare una cremina a fuoco bassissimo. Per le patate, le ho cotte al forno integre perchè piccole per un’oretta con un filo di olio e rosmarino.

ARROSTO AL PEPE ROSA CON PATATE (15)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

ARROSTO DI VITELLO

RISOTTO ALL’OLIO AROMATIZZATO AL CACAO AMARO E PEPE ROSA

SMERIGLIO CON POMODORINI, TIMO E PEPE ROSA

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Un “Dolcepensiero” per la domenica: il pranzo della domenica è un momento bello da passare in famiglia. Risvegliarsi al mattino senza la sveglia o le campane delle sette, è uno dei momenti più caldi e teneri della mia famiglia: in questi giorni di festa – domenica o festività varie – la nostra sveglia è Matteo che scende dalla sua cameretta e si infila in mezzo a noi con qualche pelouche al seguito. Il risveglio lento e pacioso diventa così la coccola più tenere a cui io e Marco non sappiamo resistere. La bellezza e la semplicità che solo i bimbi sanno strasmettere, è un tesoro prezioso e tra uno stiracchiamento e l’altro può iniziare al meglio la nostra domenica, nel relax più totale. Ma torniamo alla cucina: il più classico e tradizionale secondo piatto delle feste, è sicuramente l’arrosto. Di solito lo si prepara nei giorni in cui il ritmo giornaliero è più fievole e meno stressante, perchè è un piatto a cui bisogna dedicarsi: i tempi di cottura sono lunghi circa due ore e di tanto in tanto va rigirato nella teglia. Il taglio che ho scelto oggi per questo arrosto, è la spalla di vitello. lo si può accompagnare con patate al forno rispettando la forma più classica nel contorno, oppure con verdurine al vapore.

INGREDIENTI

un trancio di carne di vitello (per me la spalla, 1 kg per quattro-sei persone)

qualche spicchio di aglio

qualche rametto di rosmarino

qualche rametto di timo

qualche granello di sale grosso

olio di oliva extravergine q.b.

qualche noce di burro

qualche bicchiere di vino bianco secco

pepe nero macinato q.b.

sale fino q.b.

farina bianca 00 q.b.

PREPARAZIONE

Preriscaldare il forno a 200°C. Preparare un trito di rosmarino, aglio, timo e qualche granello di sale grosso; cospargere un teglia capiente quanto basta di olio evo, mettere l’arrosto che avrete cosparso per intero con tutto il trito massagiandolo. Unire al fondo qualche noce di burro. Rosolatelo per bene su fuoco vivo da ambo le parti fino a quando lo avrete scottato per bene. Sfumare con il vino bianco secco a temperatura ambiente (non direttamente sulla carne ma intorno ad essa). Infornare in forno già caldo portando la temperatura a 180°C. Passata la prima mezz’ora, estrarre la teglia dal forno e se troppo asciutto, irrorare il fondo con un goccio di acqua tiepida (per un sapore più deciso, usare del brodo), regolare di sale fino e pepe nero macinato al momento su entrambi i lati e infornarlo nuovamente. Dopo la seconda mezz’ora, controllare la cottura dell’arrosto, pungendolo: se i succhi che rilascerà la carne sono ancora rosei, continuare la cottura rigirandolo dalla parte opposta. Continuare la cottura e ripetere l’operazione sopra citata fino a quando i succhi che rilascia la carne saranno trasparenti. Solitamente per un chilo di carne, occorrono 1 ora/1 ora e mezza. Quando l’arrosto sarà cotto, prelevarlo dalla teglia e porlo sul piatto da portata tenendolo in caldo nel forno spento. Creare il sugo per l’arrosto: in una ciotola impastare una noce di burro e farina quanto basta, fino a quando il composto sarà come una pomata. Porre il liquido di cottura rimasto nella teglia e filtrato in una padella antiaderente, unire la pomata di burro e miscelare bene il tutto fino a quando si creerà un sugo denso ma non troppo, il tutto a fuoco bassissimo. Porre la crema in una ciotola, se necessario regolarla di sale. Porre in tavola, tagliare l’arrosto e impiattare le fette con il sugo in superficie e le verdure al vapore oppure delle patate o altro contorno che desiderate.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

FARAONA ARROSTO CON PETALI DI PATATE

ARROSTO DI COPPA ALLE ARANCE

POLLO ARROSTO AL MIELE E LIMONE

POLLO ARROSTO CON MASALA

INSALATA CON CARNE ARROSTO, MANGO E NOCI

SONO ANCHE QUI…

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Un “Dolcepensiero” di parte…: sabato sera mentre facevo “zapping” mi sono imbattuta nella trasmissione di Fazio su rai tre e ho visto il bel faccione di Cracco. Accanto a lui la ormai “prezzemolina” delle cucine di noi italiani, Benedetta Parodi, avendo venduto due milioni di copie dei suoi libri e pure io ho il primo volume insieme a tutti glia altri libri di cucina, ma preciso che mi è stato regalato. Non è che i libri della Parodi sono divenuti la nuova “eredità culinaria” che si tramanda da madre in figlia oppure il libro di ricette che si regala alla nuora? Come quello dei nostri tempi che furono il “ricettario di nonna papera” o il “cucchiaio d’argento”? Precisazione, quella di avere il libro fra i miei, che mi è dovuta perchè non ne sono una fan… la vedo, l’ascolto ma non riesco proprio a ben volerla, senza offesa. Mi ricordo fin dai primi “Cotto&Mangiato”, proponeva tutte o quasi ricette regalatele da amici, colleghi, mamme o nonne, ricette pervenute via e-mail… d’accordo che preparava ricette di facile escuzione con ingredienti facili da reperire ma erano poche le volte che sentivo che questa o quella ricetta era una sua invenzione… infatti il primo volume racchiude ricette tutte di altre persone, degli altri non so’ nulla. Ora su LA7 propone ricette per lo più di tradizione mentre ospita qualche personaggio della TV, cinema o teatro quindi ancora a oggi niente di personale e inventato… mi sono posta già da un po’ di tempo una domanda semplice semplice che a noi food blogger spesso e volentieri ci proprinano, ovvero: “Ma le ricette sono tue, nel senso che le inventi prendendo spunti, leggendo e perchè no studiando accostamenti e particolari anche solo per le foto?” ebbene questa domanda mi piacerebbe proporla a Benedetta come mi piacerebbe vedere nella sua cucina qualche nuovo e perchè no diverso accostamento. Ho capito che lei vuole proporre una cucina semplice e veloce per chi non è portato o non ha tempo per cucinare, ma credo anche che nel periodo in cui viviamo e sentiamo parlare di: colture biologiche, prodotti a KM0, uso e consumo di certi sapori e aromi della tradizione della propria regione, il ritorno a coltivare orti anche se piccoli, perchè continuare a propinarci surgelati e ingredienti già belli e pronti? Il piacere di utilizzare verdure di stagione, acquistare prodotti biologici, avere anche solo una striscetta di orto in giardino… non ha eguali! Detto questo, chi mi segue sa benissimo che anche io uso paste già confezionate oppure utilizzo il dado per farne brodi, punto cruciale dell’intervista a due fra Benedetta e Carlo… da gran protagonista e professionista che si rispetti, è molto improbabile che il signor Cracco potesse rispondere diversamente… chef d’alto livello è logico che risponda che il brodo deve essere confezionato senza dado ma bensì con verdura o carne e io – come voi – che fate il brodo in un modo o nell’altro penso proprio che la differenza la sentite eccome!!! idem per il discorso dei surgelati… perfetti da tenere come scorta dell’ultimo momento, ma la stagionalità dei prodotti bisognerebbe rispettarla il più possibile. Quindi partendo da tale presupposto, le due cucine posso esistere entrambe ma la professionalità di uno chef credo non sia paragonabile ad una Benedetta tanto meno a me stessa! Mi piace sentire parlare veri professionisti, c’è sempre da imparare! Ma ora veniamo alla mia ricetta che sicuramente è più Benedetta che Cracco… anzi E’ MIA!!! Dunque questo panino l’ho chiamato “Del Lunedi” perchè solitamente l’arrosto a casa mia alla domenica non mancava mai perchè all’ultimo momento si univa sempre o qualche amico/amica oppure qualche fidanzata/fidanzato e quindi l’arrosto era sempre li’ pronto da tagliare, invitante e abbondante per tutti. E quando avanzava, il lunedi mia mamma lo riproponeva nel panino oppure per le prime scampagnate in campagna o in montagna lo preferivo alla cotoletta.

INGREDIENTI PER DUE PERSONE

1 baguette

salsa tartara q.b.

una dozzina di fette di arrosto sottili

radicchio novello q.b.

1 grappolo di pomodorini

2 uova biologiche freschissime

sale blu di Persia q.b.

olio extravergine d’oliva

PREPARAZIONE

Porre sul fuoco una pentola con acqua in cui immergerete le uova, dal bollore contare 7/8 minuti; appena freddi sgusciarli e rendere i tuorli in piccoli pezzettini. Tenere da parte gli albumi. In un’insalatiera, condire con un filo di olio evo e sale il radicchio novello a cui aggiungerete i pomodorini tagliati a fettine e gli albumi. Prendere la baguettes, spezzarla a metà e poi tagliarla per il lungo: spalmare su entrambe le fette di pane la salsa tartara su cui mettere qualche fettina di arrosto tagliate a metà, porre un po’ di insalata sopra e terminare ancora con qualche fettina di carne e qualche foglia fi insalata. Terminare con qualche pomodorino e i tuoli a minosa. Porre in forno già caldo solo per qualche minuto, il tempo necessario per rendere croccantino il pane ma possono essere guastati anche freddi.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

PANINO DI SEGALE CON BRESAOLA VALTELLINA

PICCOLI PANINI AI SEMI DI PAPAVERO

PANINO IN SFOGLIA CON ASPARAGI E UOVA

Partecipo alla raccolta di “LE PADELLE FAN FRACASSO”

e partecipo anche alla raccolta de “LA SCIMMIA CRUDA”

dal titolo “PIC NIC AMORE MIO”

Con questa ricetta partecipo molto volentieri al contest

“PORTAMI CON TE” del blog “PENSIERI E PASTICCI

in collaborazione con ENJOY

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Un “Dolcepensiero” classico: l’arrosto a casa mia – quando ero piccola – era la portata principale del pranzo della domenica. Eravamo in quattro fratelli, tutti buone forchette e mia mamma per metterci tutti d’accordo, sapeva molto bene che se nel centro della tavola serviva l’arrosto, tutti ne erano contenti… fino a quando i miei fratelli sono cresciuti allora sono iniziati i problemi perchè uno era troppo asciutto, l’altro troppo grasso, di maiale era gradito a volte le altre quello di vitello. Insomma quello che prima era un piatto che riusciva a riempirci il pancino con tanta felicità, poi è divenuto metà di scambi di opinioni anche sulla cottura. Ma di una cosa sono certa: l’arrosto di vitello cotto a fuoco lento in una bella pentola, non delude mai se poi è cucinato con il latte mantiene la carne morbida. Il sapore lo lasciamo fare al sale rosso delle Hawaii* e al pepe. Perfetto per ogni occasione e non solo di festa…

*Il sale rosso della Hawaii, di provenienza oceanica, è lavorato con argilla vulcanica purificata delle Hawaii chiamata alea che lo rende molto asciutto. Ha una vivace sapidità, un retrogusto piuttosto ferroso, infatti la presenza di ferro ne conferisce il suo colore rosso; perfetto per carni arrosto o alla griglia ma anche per il pesce.

PER INGREDIENTI E PREPARAZIONE 

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Un “dolcepensiero” di stagione: questa è una delle tante interpretazione che si possono fare su un semplice arrosto, piatto molto tipico nelle cucine italiane; può essere l’occasione raffinata ma semplice da portare in tavola quando ci sono ospiti…

INGREDIENTI PER SEI PERSONE:

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1 chilo circa di arrosto di vitello arrotolato

1 piccola cipolla

20 grammi di burro

1 arancia non trattata

olio extravergine d’oliva

1 litro circa di brodo con 1 dado

sale e pepe.

PREPARAZIONE

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Sciogliere il burro in una casseruola ovale con un filo di olio extravergine d’oliva e rosolatevi l’arrosto.

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Affettate l’arancia lavata con cura, ponete le fettine intorno all’arrosto, salare e pepare, cuocere in forno caldo a 180 gradi per circa un’ora, bagnandolo di tanto in tanto con il fondo di cottura oppure con un mestolino di brodo.

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Servire l’arrosto a fette accompagnato da patate al forno tagliate a quadrotti e sbollentate in acqua calda e salata per almeno cinque minuti e messe in forno per un oretta con un filo di olio, sale e pepe. (Se volete che anche le patate abbiano un aroma d’arancia, potete infornarle con l’arrosto: io ho fatto così ma penso che il retrogusto di arancia sia stato troppo intenso al palato legato anche alle patate oltre che alla carne). Il tutto inaffiato con un Barbera d’Asti.

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