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Posts Tagged ‘BORMIO’

Oggi il post è una raccolta di cio’ che mi è capitato negli ultimi tempi: inizio con ringraziare il giornale “LA PROVINCIA” perchè ha ospitato il mio blog sul loro mensile “MAG” all’interno del loro servizio dedicato agli artisti del gusto della provincia di Como. Non è la prima volta che mi dedicano qualche riga (QUI e QUI), a loro i miei più dolci ringraziamenti.

Pagina 29 del mensile “MAG” – mese di febbraio 2011, sulla sinistra il mio articolo…

Il mio secondo pezzo è tutto dedicato a “LA CUOCHINA SOPRAFFINA” che mi ha vista vincitrice del suo contest “ROSSO VALENTINO” con la ricetta “BRESAOLA CON CHANTILLY ALLA RICOTTA“.

E per finire un bel – spero – resoconto sulla settimana bianca, relax e belle giornate…

Un “Dolcepensiero” un po’ infreddolito: abbiamo scelto i famosi “giorni della merla” i più freddi dell’anno, per passare la nostra settimana bianca e devo dire che proprio faceva freddo. Le nostre tappe sono state Bormio, ormai per noi proclamata la location per le nostre settimane bianche (infatti ne potete vedere qui i miei ricordi ma anche qui e qui), poi siamo passati a Livigno (e anche qui ne avevo già parlato) e poi St.Moritz… L’hotel scelto per il soggiorno è stato il CRISTALLO posto sulla via principale che attraversa Bormio per arrivare sia al centro storico sia per arrivare ai bagni/terme e per andare a Livigno. Un soggiorno in perfetto relax, con addetti ai lavori molto gentili, ambiente pulitissimo e cucina eccellente: per ogni colazione c’era per noi un ampio buffet ricco di ogni bontà sia dolce che salata confezionato tutto dalle loro cucine, calda e fredda. La cena comprendeva sempre un ricchissimo buffet di antipasti leggeri quali insalate fresche o condite, verdure grigliate e bruschette, ogni cena prevedeva tre primi e tre secondi da poter scegliere al momento e per finire una tavolata di dolci di ogni genere rigorosamente fatti in casa. Fra i primi mangiati ci sono stati i tradizionali pizzoccheri della Valtellina cucinati con la Casera (se volete potete sbirciare la mia versione), un caldissimo passato di verdura con crostini alla paprika dolce che vorrei riproporre molto presto nella mia cucina; Marco si è gustato i famosi Taroz (qui la mia versione). I secondi piatti assaggiati sono stati un Vitello Tonnato con capperi di Pantelleria buonissimo (qui come lo faccio io), il classico secondo piatto di montagna lo stinco al forno (qui come l’ho fatto io), un delicato pollo in coccio e dei buonissimi formaggi serviti in taglieri. Per passare al relax beh la strada è poca perchè l’hotel ha una SPA dove potersi allenare in palestra, un idromassaggio largo e confortevole, bagno turco e sauna, docce con spruzzi su tutto il corpo, solarium e estetista presente per qualsiasi servizio di bellezza. Ma mentre Marco si faceva le sue discese, io e Matteo ci siamo ben pigramente immersi nelle calde acque termali delle Terme di Bormio dove abbiamo nuotato anche sotto un cielo azzurro e con termometro zero gradi, un po’ di idromassaggio e qualche discesa nel tunnel con tuffo stratosferico…

St.Moritz… non mi è piaciuta; forse abituata dal calore della Valtellina piena di anfratti panoramici, baite con camini scoppiettanti, ho trovato S.Moritz molto cittadina, fredda e per niente accogliente… in compenso ci siamo fermati al paese vicino dal nome impronunciabile, figurarsi scriverlo, dove abbiamo mangiato molto bene. Finalmente ho assaggiato il Rosti di patate

Un piatto tipico svizzero a base di patate fritte tagliate a fettine sottili e schiacciate a mo’ di frittellina che formano un piccolo nido. Quello in foto che ho mangiato io, era appunto un letto di rosti con pezzettini di formaggio e pancetta, accompagnati con due belle uova. Molto saporito e corposo, ci credete che non ce l’ho fatta a finirlo??? Da S.Moritz siamo scesi verso le valli comasche…

Qualche scorcio scendendo verso la Val Chiavenna…

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Un “dolcepensiero” da sottoterra: quando sono uscita dalla vistita guidata nelle cantine del famoso amaro BRAULIO, ero come stupita di essermi ritrovata in via Roma. Le cantine sono un cunicolo enorme che si sviluppano tutte sottoterra lungo la via principale di Bormio. Pazzesco, chi non conosce l’esistenza di queste cantine, non può nemmeno immaginare cosa ci può essere sotto ai propri piedi; e anche se io lo sapevo, prima di questa visita non avrei mai immaginato come si ramificano queste cantine. L’atmosfera è indescrivibile: fra le tantissime botti e tini enormi che si dividono fra corridoi e piani, si respira un profumo di erbe mischiato all’odore dell’alcool insieme al profumo, e sottolineo profumo, delle muffe che si sviluppano ai muri nella parte più vecchia della cantina. Regalano un fascino particolare a questo mondo sotterraneo. Se capitate a Bormio, vi consiglio questa visitina di circa un’ora per soli due euro che vi scontano poi se fate un acquisto. In mezzo all’entrata alle cantine, che sembra più un’entrata di una semplice casa con la sua porta di legno, si sviluppa l’enoteca con preziose bottiglie non solo di amaro, grappe e birre di loro produzione ma anche prestigiose bottiglie di vini d’annata, di aceti balsamici e grappe di firme notevoli. D’altra parte invece hanno aperto un bellissimo ed elegante bar sempre a titolo Braulio dove si possono degustare le riserve delle grappe e degli amari, tisane ed infusi con erbe del luogo e piccola pasticceria sempre Valtellinese oltre ai soliti servizi di bar.

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L’inizio del tour fra le cantine propone tutta la procedura per ottenere l’amaro: l’uso dell’alcool mischiato poi insieme alle erbe, quelle note sono solo quattro; per le rimanenti erbe, vengono messe tutte insieme dal responsabile che è l’unico che ne conosce i nomi e le quantità.

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Dopo la raccolta delle erbe, avviene l’infusione.

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Passiamo poi all’estrazione.

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Ed eccoci arrivati alla parte più interessante e stupefacente delle cantine: l’invecchiamento che si sviluppa dai tre ai cinque anni (per il Braulio riserva) in botti e tini. Da qui si parte per un intinerario lungo e affascinante pieno di botti dove riposa appunto l’amaro, constrasegnate da lavagnette dove viene indicato il periodo in cui la botte o tino è stato riempito.

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Ed ecco i prodotti che escono da queste cantine:

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E ora un buon bicchierino di Braulio o perchè non assaggiare un AFFOGATO AL BRAULIO?

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Ed eccoci a BORMIO, bellissimo paesino quest’anno ancora più bello completamente innevato; infatti di neve, come da noi a Como, ne è scesa in abbondanza. Infatti il paesaggio quest’anno sembra di cotone, tutto bianco e candido. Questi primi due giorni sono stati fantastici: cielo azzurrissimo, sole caldo malgrado la temperatura fredda che si aggirava intorno ai meno due gradi. Per strada puoi imbatterti ancora nei calessi trainati dai cavalli che regalano un aria di altri tempi… e ogni tanto scorci di vita contadina che c’era un tempo lontano, case ristrutturate ricavate da vecchi fienili diventate ancora più belle e caratteristiche mantenendo alle facciate parti di affreschi antichi.

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Passeggiata di rito è la Via Roma, dove tra negozi vari, puoi scoprire e comprare i prodotti tipici della Valtellina. In un breve elenco, ecco i principali prodotti della zona: PIZZOCCHERI, pasta di grano saraceno simili di forma alle tagliatelle cucinate con formaggio CASERA DOP,  il BITTO formaggio che si trova in varie stagionature denominate non solo dal periodo ma anche dall’anno in cui è stato prodotto oltre ai vari FORMAGGINI DI CAPRA aromatizzati con le erbe della zona.

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Gli SCIATT elogiati ieri nella mia prima giornata e i FUNGHI PORCINI della zona ovviamente, che ora si possono acquistare secchi.

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Le MARMELLATE di frutti di bosco e il MIELE delle molte apicolture della zona.

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Infine gli AMARI, le GRAPPE  e i LIQUORI fatti con varie erbe tra cui il più famoso BRAULIO ottimo da abbinare ai dolci in cucina e i salumi di CERVO noti anche come VIOLINI, la BRESAOLA e la SLINZEGA, SALAMI vari sempre di selvaggina.

Il piatto della giornata che abbiamo gustato ai piedi delle piste sono stati i PIZZOCCHERI, un cult della cucina valtellinese originari di Teglio un paesino prima di Bormio. Per me è una portata che spesso cucino, a volte usando pasta di pizzoccheri già confezionata.

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INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

PER GLI SCIATT

200 grammi di farina di grano saraceno

200 grammi di farina bianca 00

10 grammi di grappa

30 cl di birra

un pizzico di bicarbonato

sale

250 grammi di formaggio Casera DOP

olio per friggere

PER LA VINAIGRETTE:

olio, aceto, sale, pepe eventualmente con aggiunta di senape e erbe aromatiche.

PREPARAZIONE

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In una bacinella unite tutti gli ingredienti, ad eccezione del formaggio e dell’olio, che utilizzerete per friggere. Lavorate il tutto fino ad ottenere un impasto non troppo morbido, che lascerete riposare per circa un’ora e mezzo in frigorifero. Nel frattempo tagliate il formaggio Casera DOP a cubetti di circa due centimetri di lato ed immergeteli nella pastella, precedentemente fatta riposare. Con l’aiuto di un cucchiaio raccogliete un cubetto di formaggio per volta, badando che sia ben coperto di pastella e lasciatelo cadere nell’olio bollente, portato alla temperatura di 175 gradi. Fate dorare gli sciatt nell’olio e scolateli con una schiumarola. Servite gli sciatt adagiati su un letto di cicorino fresco, tagliato sottile e condito con la vinaigrette ottenuta miscelando tutti gli ingredienti, oppure semplicemente con insalatina di vostro gusto leggermente unta con un filo di olio.

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In commercio, per chi vuole cucinare gli sciatt velocemente, c’è il preparato per fare questi buonissimi tortelli di grano saraceno.

La ricetta sopracitata è stata ripresa da un bellissimo libro di cucina valtellinese:

VALTELLINA DI GUSTO

preparato  da GEOCOOKING: prima scuola di cucina in Valtellina curata da chef professionisti.

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