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Appena scese dalla breve discesa che porta alla piazza di Cernobbio che dà sul lago, ci siamo già calate nella magia del “My Secret Dinner”, un bellissimo flash mob che ha coinvolto chiunque voleva per una sera, dedicarsi alla convivialità di gruppo. Tutti rigorosamente vestiti di bianco con accessori rossi, elegantemente disposti in file con tavoli e sedie bianchi accanto a chi ti capitava senza alcuna fretta, spintoni e maleducazione. Con questa bellissima occasione abbiamo potuto gustare una fetta della nostra città in modo insolito e un po’ diverso dal solito.

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Come per ogni manifestazione o gioco (per chi l’ho a visto così) le regole erano poche e rispettabilissime: ognuno ha portato da casa il necessario per allestire una tavola che doveva essere apparecchiata in modo curato, come fossimo nella nostra casa solo che in questa occasione l’aria era fresca – e non condizionata – e saliva dal nostro meraviglioso lago, le luci non sono state “addebitate” in bolletta ma ad illuminarci candele, stelle e una della lune più grandi e luminose e qua e la qualche lampione. La banda con la sua musica allegra gironzolava per i tavoli allietandoci l’attesa dell’inizio previsto per le 21.30.

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My Secret Dinner è un evento a partecipazione gratuita: se capiterà anche nella vostra città, non perdetevi questo particolare e bellissimo appuntamento per passare una serata un po’ diversa dal solito e per gustarvi la vostra città in modo sano e divertente. Potete essere in due o in venti, potete essere una famiglia o un gruppo di amici o colleghi di lavoro, tutti sono i benvenuti, di bianco vestiti però non lo dimenticate. Divertente è organizzare i propri tavoli che siamo quadrati o rettangolari, non tondi;  non esistono i posti  a ‘capotavola’ e ci si siede gli uni di fronte agli altri, Un tavolo accanto all’altro, a creare delle file anche se non si conoscono i propri vicini che per una sera, non sono quelli del piano di sopra che sgocciolano, non sono i vicini di cortile o giardino a cui non va mai bene dove poni i vasi oppure per una volta tanto, i tuoi vicini avranno qualcosa di diverso da raccontarti.

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nic vuole, tavolo e sedie  pieghevoli; tovaglia e tovaglioli rigorosamente in tessuto bianco; stoviglie in ceramica bianca o vetro, posate di metallo, bicchieri di vetro. Libero sfogo alla fantasia per personalizzare il proprio tavolo al meglio con fiori, candele, lanterne, luci e decorazioni con un tocco speciale di rosso.

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La parola d’ordine è comunque semplicità soprattutto nel cibo preferendo quelli leggeri utilizzando prodotti del territorio  rispettando la stagionalità. Acqua, vino e tante bollicine. Arrivati in piazza, prima dell’inizio della manifestazione, si possono allestire i tavoli e nella massima puntualità, alle 21.30 s’inizia a gustare le proprie delizie. L’inizio un bellissimo sventolare di tovaglioli bianchi seguiti da urli e risate per finire con un primo brindisi all’imbrunire. La disposizione dei tavoli avviene casualmente e ci si unisce sempre all’ultimo tavolo che si sta posizionando nel preciso momento in cui si arriva.

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Molto suggestivo è stato il lancio delle lanterne che hanno sfiorato con la loro delicatezza, le acque calme del Lago di Como.

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Al termine della serata un particolare segnale darà la fine della manifestazione quindi con calma si sparecchia, si raccolgono i rifiuti, si smonta il proprio tavolo e ci si incammina alla propria macchina avendo ben guardato di non aver lasciato nulla sul terreno sia che siano rifiuti o accessori rotti o danneggiati.

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Se avrete la possibilità di partecipare a “My Secret Dinner” fatelo… è un’esperienza molto glamour, un appuntamento delizioso da vivere con chi volete in tutta tranquillità, un pic-nic chic all’aperto in una parte della vostra città che mai avete utilizzato in questo modo…

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…il giorno dopo avrete qualcosa di particolare da raccontare ai vostri cari, credetemi una bellissima esperienza che sicuramente sarà da rifare se capiterò dalle loro parti! Inoltre “My Secret Dinner” ha coinvolto tutti i partecipati a fare beneficenza per l’iniziativa di “Dottor Sorriso”: non sono mancati i clown, che durante la cena, hanno girato fra i tavoli distribuendo nasi rossi di spugna, in cambio di una piccola donazione. Tutto il ricavato dell’evento è stato destinato alle visite dei Dottor Sorriso nel reparto di pediatria dell’Ospedale Sant’Anna di Como.

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Il giorno tanti bei momenti e ricordi da raccontare…

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ORTICOLARIO 2013 (73)+

Il week-end appena passato ha visto lo svolgersi della rassegna dell’Orticolario 2013 presso la bellissima cornice di Villa Erba a Cernobbio. Noi come Pro Loco Lipomo eravamo presenti con le nostre caldarroste sempre ben gradite soprattutto quest’anno dove il tempo non è stato proprio benevolo: le giornate sono state tipicamente autunnali e la pioggia ha gustato solo la domenica pomeriggio. Di questa bella manifestazione ne ho già parlato in vari post:

ORTICOLARIO 2012

ORTICOLARIO 2012

ORTICOLARIO 2012

ORTICOLARIO

L’atmosfera è rimasta sempre la stessa, gli espositori sono aumentati toccando un po’ tutti i settori ove la natura la fa da padrona, cibo compreso… Malgrado il tempo uggioso ma comunque non freddo, il successo di Orticolario lo si leggeva nelle espressioni dei visitatori: camminare anche semplicemente tra i fiori è stata una bella esperienza perché i nostri occhi sono stati inebriati dai colori e dai profumi che aleggiavano nell’aria. Tra uno spazio e l’altro, si potevano percepire sentori di liquirizia, profumo di rose e aromi legati alla vaniglia e alle nocciole se ci si soffermava davanti alle varie aree di merenda. Insomma è sempre come vivere una favola: è certo che con il sole tutto appare luminoso ma la natura sa regalarci emozioni anche con il cielo ottombrino.

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Per le composizioni floreale, quest’anno molto gettonata con i fiori era anche la verdura che con i suoi colori, rendevano i vasi ancor più glamour.

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ORTICOLARIO 2013 (31)+

Molti sono gli stand di arredo sia per giardino esterno, sia per arredo interno. Interessanti sono stati gli stand con complementi di arredo creati con materiali recuperati: un esempio molto bello sono state le seggiole e i tavoli ricreati con l’utilizzo di bancali ovvero assi di legno utilizzate per il carico e scarico di scatole e vari di grosse dimensioni.

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Grande abilità tecnica nell’utilizzare il ferro per creare piccole sculture per abbellire in modo fantasioso i propri giardini e terrazzi.

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Il cibo soprattutto bio e artigianale… molti erano gli stand dedicati a questa nuova e genuina tendenza.

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Per quanto riguarda il cibo, l’esposizione offriva molti punti di ristoro per il parco e nella villa un servizio ristorante. Inoltre c’erano molti punti vendita di prodotti di qualsiasi genere, questa signora gentilissima fotografata, aveva uno stand di prodotti aromatizzati quali biscotti, zuccherie e sali…

Il bellissimo stand della “Pasticceria Marra” era una delizia in tutti i sensi: profumo di vaniglia e di prodotti appena sfornati, eleganza nel gestire lo stand con la raffinatezza del contrasto fra bianco e nero, glamour nelle confezioni rendono Marra una delle pasticceria più fashion della zona. I loro prodotti sono fra i migliori, vi consiglio un giretto dalle loro parti…

Lo stand delle spezie era ricco e gli operatori ti preparavano tisane al momento per ogni tipo di cura…

Al prossimo anno…

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Ed eccomi alla seconda parte del reportage su ORTICOLARIO… passiamo ai fiori, meravigliosi e splendidamente colorati. Vorrei approfittare della foto sopra, per elogiare l’organizzazione della rassegna che non ha fatto mancare nessun tipo di comodità ai più di 20mila ospiti. Punti di ristoro sparsi per tutto l’ampio giardino, staff giovane e dinamico per aiutare i visitatori in ogni momento della visita, oasi di pace e relax per godere appieno le belle giornate. Non è mancato proprio nulla, soprattutto per gli occhi e spero che con le mie foto possiate godere di tali bellezze naturali.

Ed ecco uno degli stand più carini e scenografici della rassegna: la “LAVANDA DEL LAGO”; sarà stato per via del bellissimo viola colore predominante per tutto lo stand, sarà che hanno usato fantasia per rendere una semplice piante molto glamour, sarà la bicicletta tutta spraiata di colore viola, fatto sta che era una meraviglia messo a bordo viale tra il grigio dei sassolini e il verde della vegetazione tutta intorno. Con la definizione di “lavanda del lago” s’intende un proprio e vero progetto nato dall’amore per la natura atto a usare ciò che la natura ci riesce a regalare sempre con il massimo rispetto. L’idea è nata da un sogno grazie ai bellissimi giardini e terrazze inondate dalla lavanda, luoghi incantevoli del lago di Garda. La lavanda inizia a sbocciare a maggio accompagnandoci per tutta l’estate inebriandoci con il suo profumo, lo stesso che troviamo nei prodotti che l’organizzazione vende. Il tutto inizia con la coltivazione in pieno campo di varietà selezionate di lavanda che cresce grazie al microclima ideale del Lago di Garda e delle colline moreniche, poi i fiori vengono dati a esperti artigiani con cui ottengono oli essenziali per fabbricare profumi, saponi e simili ma anche confetture, tisane e mieli tutti aromatizzati da questo fiorellino viola.

Alla fiera anche stand di lavanda dalla Provenza con tantissimi ornamenti e prodotti profumati da questa meravigliosa essenza…

Qualche scatto dei fiori usati dai maestri fiorai per realizzare le loro composizioni:

E’ il periodo di queste meravigliose margherite autunnali, garofanini e simili…

Tantissime rose…

Iris e ciclamini a gogo!!!

Orchidee…

Fiori di campo

…ibiscus

Ma un giardino evoluto, non è solo fatto con fiori e piante… un giardino evoluto è bello anche grazie a piccoli ma teneri accorgimenti creati da abili mani esperte artigiane come per queste graziose gabbiette per uccelli…

Anche quest’anno uno stand immerso in una parte del giardino di Villa Erba, una sorta di piccolo sottobosco, era occupato da un’espositrice francese che vendeva piccoli ornamenti in ferro battutto raffiguranti animali del bosco, fiori di giardino, piccoli insetti e porta candele. Il laboratorio “Arrosoir & Persil” merita una parentesi particolare: fra gli arredi da giardino è una delle più belle esposizioni della manifestazione, anche io ho fatto acquisti perchè troppo deliziosi i loro pezzi e poi io adoro le farfalle! Creazioni di ferro riciclato, sono opere fatte con abilità che li rende pezzi unici e particolari, deliziosi da posizionare nel vostro giardino…

Bellissimi anche i complementi da giardino, un po’ country un po’ in stile provenzale come tendenza vuole…

Artigiani sul posto creavano soprammobili con fasci di erbe secche oppure graziosi e capienti cesti per ogni tipo di uso…

Molti i prodotti etnici: radici, noccioli di frutti particolari, scocche di gusci essicati possono essere utilizzati per creare meravigliosi arredi per la casa, il terrazzo e la veranda del giardino.

La bellezza di un giardino è anche un bel tavolino con sedie dove poter gustare una merenda o una cena con amici, creare un angolo con la giusta atmosfera può aiutare i propri ospiti a rilassarsi e godersi appieno la giornata con voi…

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E’ finita la quarta edizione di “ORTICOLARIO, PER UN GIARDINO EVOLUTO” presso il parco di Villa Erba a Cernobbio. 20mila presenze nei tre giorni di rassegna dedicata a fiori, all’orto con varietà di frutti e vardure, arredi per il giardino e piante di ogni tipo. Passeggiare nel parco di questa meravigliosa villa, protagonista anche di molti film, è stato un piacere enorme: immersa nei vari stand fieristici, è stato un piacere godersi queste giornate con l’ultimo caldo sole di ottobre; ho visto bellissime novità per rendere il nostro giardino più accogliente, varietà nuove di piante che fanno tendenza, fiori dai mille colori composti in modo egregio.

Appena entrati, affascinanti e alquanto allegorici ragazzi fanno da cicerone proponendoti i primi persorsi della fiera: quest’anno il pubblico è stato stimolato attraverso i percorsi più suggestivi, in un intreccio di sensi. “Emozioni sonore” è stato come un viaggio ma attraverso i suoni e i rumori udibili in un qualsiasi giardino, rumori che solo la natura riesce a proporre.

Sul retro della villa che si affaccia sul lago dove c’è il pontile e la piscina che aprono la darsena sul lago, sulle piante potate in modo preciso come fossero cerchi perfetti di foglie verdissime, troneggiano delle sculture a forma di sedie. Evento nell’evento, la mostra dal titolo “Dove sei?” è stata realizzata per l’occasione da Daniel Berset in collaborazione con “Riva 1920”, azienda che da anni lavora a un progetto: “Costruire mobili che sfidano il tempo e rispettano la natura”. Lo stesso Berset spiega il simbolo della sedia che cosa simboleggia per lui: “Attraverso la metafora o la parabola, la sedia mi permette di parlare degli uomini senza mostrarli”.

Negli splendidi giardini di Villa Erba, oltre alla mostra di Berset, il tema della nuova edizione è: “Emozioni sonore”, un viaggio sensoriale attraverso i suoni e i rumori del giardino alla ricerca di nuove e particolari sensazioni che solo la natura può regalare.

Ma voglio venire ai grandi protagonisti dell’evento… inzio a mostrarvi qualche pianticella; ce n’erano per tutti i gusti, per ogni tipo di giardino creando imbarazzo nella scelta, altre del tutto nuove… ci sono “LE FIGLIE DEL VENTO” particolati piante di colori e forme diverse scoperte da Cristoforo Colombo che ne rimase affascinato. Sono particolari vegetali che nascono da un’unica radice, il loro aspetto è quasi surreale dando impressione di essere finte. Esistono ben 500 diverse specie che popolano la Florida fino ad arrivare fino in Argentina e se viste sosì sembrano finte, sarà anche per il fatto che non hanno bisogno di alcun tipo di terriccio e riescono ad adattarsi a qualsiasi ambiente.

…E in un orto che si rispetti, non possono mancare le piante aromatiche…

Piante grasse…

Piante da frutto…

Lungo i sentieri fra i prati della villa, sono molti gli angoli particolari e scenografici che gli espositori hanno saputo creare…

L’angolo del piccante padroneggia con i suoi colori sgarcianti: i peperoncini sono anche utilizzati per creare bouquet fingendosi favolosi fiori…

…e poi mi sono imbattuta in piante che non vedevo da tanti anni, nel senso che le piante verdi nelle foto sotto, troneggiavano tanti anni fa nella mia casa sui balconi. Non so’ se era la tendenza del periodo oppure se mia madre aveva trovato il giusto pollice verde su queste piante, sta di fatto che rivederle dopo tanti anni mi ha fatto piacere… non vi sono dire come si chiamano e sbadata come sono, non mi sono ricordata di fotografare il cartello…

Chiamandosi “Orticolario” non potevano mancare stand dedicati a orto, verdura e frutta: l’autunno è ricco di verdure strepitose, le zucche la fanno da padrone non solo come verdure sulle tavole ma anche come ornamento… una festa ormai famosissima da noi, quella di Halloween è proprio simboleggiata da questa favolosa creatura naturale…

Ampie tavolate sono state dedicate a due frutti simbolo dell’autunno: le mele e l’uva.

Molte sono le esposizioni di agrumi: mandarini, limoni, lime, cedri, arance…

…e le zucche? questo è il loro periodo: ornamentali o commestibili, sono sempre un piacere vederle per le loro forme e colori.

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Un “Dolcepensiero” lariano: durante il periodo pasquale per le vie di Como, dove sorgo le panetterie e le pasticcerie – alcune storiche e antiche, padrone di ricette altrettanto antiche e vissute – aleggia un buon profumo di pane dolce. E’ il periodo del dolce pasquale tradizione della città di Como, la “Resta”: un dolce legato, nella tradizione comasca appunto, alla celebrazione della domenica delle Palme. Infatti il dolce è legato da un gesto simbolico: al suo interno viene infilato (nella pasta prima della cottura) un ramoscello di ulivo, mentre sul dorso viene inciso un disegno che ricorda la spiga detta anche “lisca o resca”, simboli associati alla rinascita primaverile da cui prende poi il nome questo dolce.

INGREDIENTI E PREPARAZIONE

PRIMA LIEVITAZIONE

Sciogliere il lievito di birra (circa 15 grammi) in poca acqua tiepida; nell’impastatrice, miscelare il lievito liquido con 75 grammi di farina bianca 00 antigrumi e lasciare lievitare per un’ora.

SECONDA LIEVITAZIONE

Unire all’impasto della prima lievitazione 225 grammi di farina bianca 00, 100 grammi di zucchero semolato, un cucchiaio di miele, 150 grammi di burro sciolto a bagnomaria, 3 uova con un pizzico di sale e grattugiare la buccia di un limone non trattato. Azionare l’impastatrice, se necessita aggiungere ancora un poco di farina. Lasciare lievitare per un’altra ora. Far ammollare l’uvetta in acqua tiepida (circa 80 grammi).

TERZA LIEVITAZIONE

Riprendere l’impasto con le mani, unire l’uvetta ammollata ma ben strizzata e la frutta candita (circa 100 grammi); disporre l’impasto su una teglia da forno ricoperta con dandogli la forma di un grosso pane allungato, e infilarvi per il lungo il ramoscello di ulivo. Lasciare lievitare ancora per un’ora e mezza, poi infornare e cuocere per circa un’oretta a 180°C – forno statico. Ma allo scoccare dei primi 45 minuti, accertarsi della cottura con la prova stecchino. Se asciutto, spegnere il forno e lasciare la pagnotta al caldo.

La ricetta della Resta pasquale di Como è anche su

Con questa ricetta partecipo al contest del blog “FORNELLI PROFUMATI”

dal titolo “LA PASQUA A TAVOLA”

HO VINTO COME MIGLIOR FOTO

Partecipo anche alla raccolta del blog “Laura in cucina”

dal titolo: “Italia in cucina”

RICETTE LOMBARDE

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Un “Dolcepensiero” tutto brianzolo: il pranzo della domenica è sempre più appetitoso con l’andare avanti dei giorni; camini sempre accesi, stufe che con il loro crepitio fanno da sfondo ai discorsi dei grandi e ai litigi dei piccoli, un susseguirsi di cibarie che sono la tradizione di famiglia. Fra questi ci sono gli ossibuchi e il risotto, buon connubio di aromi e profumi perfetti per passare una domenica in famiglia.

INGREDIENTI PER IL RISO IN CAGNON – QUATTRO PERSONE

300 grammi di riso

80 grammi di grana grattugiato

50 grammi di burro

foglie di salvia

1 spicchio di aglio

sale.

PREPARAZIONE

Far cuocere il riso in abbondante acqua salata per circa un venti minuti. Far sciogliere il burro in un tegame insieme all’aglio e alla salvia per alcuni minuti. Scolare il riso, condirlo con il burro da dove avrete eliminato salvia e aglio. Spolverare con il grana grattugiato, servire poi con gli ossibuchi.

INGREDIENTI PER GLI OSSIBUCHI – QUATTRO PERSONE

4 ossibuchi di vitello

uno spicchio di aglio

prezzemolo tritato

3 dl di brodo vegetale

un bicchiere di vino bianco secco

farina bianca q.b.

40 grammi di burro

olio extravergine d’oliva

sale e pepe

PREPARAZIONE

Infarinare gli ossibuchi in entrambi i lati, salarli e peparli. Rosolarli in una padella bassa e capiente con circa un quattro cucchiai di olio evo e il burro. Sfumare con un bicchiere di vino bianco e una volta evaporato, abbassare la fiamma, continuare la cottura bagnandoli con il brodo vegetale (io l’ho fatto semplicemente con del dado) per circa una mezz’oretta a pentola coperta (se occorre, prolungate la cottura).  Nel frattempo, tritare finemente l’aglio, il prezzemolo. Verso la fine della cottura, cospargere la carne con il trito, terminare la cottura, servirli ben caldi sopra il risotto e rivestiti con il fondo di cottura che avrete passato al colino.

Nel film SEX AND THE CITY 2, Carry cena con Mister Big che, per chi ha seguito il telefilm e i films, ama cucinare in casa propria soprattutto la cucina italiana che lui ama molto tanto da avere vigneti italiani che producono vino rosso. Comunque tornando alla mia ricetta, voi vi chiederete cosa centra Mister Big? In una scena del film nel loro bellissimo appartamento, Mister Big cucina un piatto milanese che non è altro che questo che vi ho proposto. E quale migliore occasione per partacipare al contest di COOK AND THE CITY – RICETTE DA OSCAR:

Dall’archivio di Dolcipensieri, qualche ricetta regionale della mia Brianza:

RISOTTO AL PESCE PERSICO

ALBORELLE

FORMAGGIO ZINCARLIN

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Un “Dolcepensiero” di carta: dopo la mia ospitata da Mattia Poggi ad alice sky canale 416, il giornale “LA PROVINCIA” – giornale locale per Como – mi ha dedicato un articolo sulla mia ricetta portata a Roma per la trasmissione. Voglio ringraziare Alberto Gaffuri per il bellissimo articolo che mi ha dedicato, non vi resta che leggerlo… e ringrazio tutti voi che avete reso al mio blog – questi per me – grandi successi!!! Alla prossima…

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Un “Dolcepensiero” toscano in brianza: la TRATTORIA AL PARE’  a Capiago Intimiano in provincia di Como, è la classica trattoria a conduzionze famigliare con origini toscane dettate dai proprietari anziani che ancora non hanno perso il loro bellissimo accento. Chi però fa le loro veci in sala, è il socio in affari Walter, simpatico protagonista che allieta anche solo con la sua voce spigliata e le sue battute. Ho conosciuto questa trattoria, durante le mie pause di lavoro: infatti nei pranzi settimanali, si può gustare un ottimo pranzo come se andassi a casa da mamma’… la loro cucina è casalinga e puoi gustare un primo e un secondo con acqua e caffè a circa 10 euro. Le porzioni sono abbondanti, cucinate al momento, nulla è riscaldato. Se invece vi recate di sera, il menu’ diventa più marcato e particolare dedicato ad una cucina toscana. Infatti il loro piatto forte è la fiorentina: servono tagli di carne di mucca irlandese cotta al punto giusto, servita con verdure – in questo caso zucchine aromatizzate e patate al forno – inaffiate con aceto balsamico, olio d’oliva extravergine, sale e pepe grosso da macinare al momento. In questa serata prima di gustarci la carne, ci siamo concessi un antipasto non molto abbondante – da nostra richiesta per non esagerare e poi non gustare la carne – composto da salumi vari, cipolline in agrodolce, salamella e tomino alla piastra con aceto balsamico e bruschette semplici con pomodoro e aglio (mi sono scordata la foto!!! colpa della fanme famelica? siiiiiiiiii). E poi questa meraviglia di carne, che si scioglieva in bocca tant’è che mio suocero si è pure gustato la parte di carne più buona, quella attaccata all’osso:

Lasciate poi un posticino per i dolci fatti in casa: vi consiglio la loro panna cotta (divina!!!), la creme caramel (deliziosa!!!) oppure un calorosissimo tiramisu’… e il finale lasciatelo al “caffè alla livornese” (come lo chiamano loro, ma il vero nome è “ponce alla livornese”). A breve ne posterò la ricetta.

TRATTORIA AL PARE – corso Ariberto da Intimiano 6 – 22070 Capiago Intimiano – Tel. 031 460.434

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Con mia enorme sorpresa, mi sono trovata “da dio” al ristorante LE SOSTE, in centro a Como. L’ambiente è raffinato, accogliente e molto moderno. Il servizio professionale e gentile, con camerieri molto carini. Insieme alle mie amiche abbiamo gustato una leggera entrèe composta da un saccottino alle verdure e conchigliette di caprino fresco accompagnato da un fresco prosecco. Abbiamo continuato con una costata tenera, saporita con contorno di patate novelle ed una portata di verdure alla piastra. Per dessert abbiamo gustato un tortino all’amaretto ed un budino al cioccolato fondente con una crema delicata alla banana. Tutto veramente gustoso, ambiente gradevolissimo e tante altre pietanze da provare…. sicuramente la prossima volta. Mi dispiace non fornirvi delle foto, troppo presa a chiaccherare con le mia amiche. Non mancherò la prossima volta. Il ristorante LE SOSTE l’ho conosciuto tramite il portale facebook, è situato a Como (credo via Diaz); lo consiglio caldamente a tutti coloro che vogliono passare un serata piacevole con amici o con i propri cari gustando ottimi piatti.

 

La seconda volta mi sono recata accanto al ristorante, dove è sorto il longe bar: si può gustare un happy hour gradevole. La mia scelta è caduta sul RASBERRY MARTINI con il gradevole sapore della vaniglia servito in un bicchiere a cilindro senza gambo bensi appoggiato sopra una base quadrata che ha reso questo cocktail molto scenografico. I nomi dei cocktail delle mie compagne purtroppo non me li ricordo: posso solo dirvi che uno dei quattro aveva come ingrediente lamponi freschi frullati che ragalavano un buon profumo…

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