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Posts Tagged ‘conserva di pomodoro’

Un caldo e rincuorante “dolcepensiero”: quest’anno l’inverno è rigido qui in Brianza, ho già voglia della primavera di quando finalmente si scende in giardino a potare e strappar erbacce ormai troppo marce dalla pioggia e dalla neve e appena giri lo sguardo ecco che vedi piccoli puntini gialli, le primule, che ti fanno capire che sta per arrivare quella tiepida arietta oppure quel raggio di sole caldo quel poco che ti rinfranca le ossa e non solo… perchè basta poco tepore che nell’aria si sprigionano i primi e leggeri profumi della natura ch si risveglia; ecco quello che in cucina può essere paragonato al tepore del sole, una calda e profumata minestra. E chissà se la mia enorme pianta di rosmarino, quello che ho usato nella minstra e che riesce a tener duro anche in queste fredde giornate, mi regalerà il suo gran sbocciare di fiori lillà…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

240 grammi di ditalini rigati

250 grammi di ceci (non buttare la loro acqua di conservazione)

1 rametto di rosmarino

5 cucchiai di conserva di pomodoro

3 filetti di acciuga

2 spicchi di aglio rosa

olio extravergine d’oliva toscano

sale

pepe nero.

PREPARAZIONE

Versare dell’olio evo in una pirofila, meglio se di coccio, unite gli spicchi di aglio sbucciati e leggermente schiacciati, fate insaporire dopodichè eliminateli, unite i filetti di acciuga e stemperateli. Diluire la conserva di pomodoro in circa metà dose di acqua, versarla nella casseruola e far restringere un poco. Aggiungere i ceci scolati senza buttare la loro acqua di conservazione, unire il rametto di rosmarino e far cuocere a fuoco basso per un dieci minuti mescolando di tanto in tanto. Regolare di sale e pepe, aggiungere l’acqua di conservazione dei ceci, mettere il coperchio alla casseruola e proseguire la cottura a fuoco basso per circa un’ora al massimo un’ora e mezza mescolando di tanto in tanto. Unire acqua calda se si dovesse asciugare troppo regolando di sale e pepe. Eliminare il rametto di rosmarino, con il mixer ad immersione, frullare bene il tutto e continuare la cottura a fuoco basso portando a bollore, aggiungere acqua se si dovesse asciugare troppo (valutate poi voi come meglio credete). Regolare di sale e pepe. Tuffare la pasta e lessarla quanto indicato sulla confezione. Servitela con un filo di olio evo toscano a crudo, profumare con del pepe macinato al momento. A chi piace, aggiugere del formaggio grattugiato.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

ZUPPA DI FARRO

LA ZUPPA CASERECCIA

Con questa ricetta partecipo alla raccolta de LE RICETTE DI MINU’ dal titolo SE NON E’ ZUPPA E’ PAN BAGNATO

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Un “Dolcepensiero” che non guasta mai: di solito nei mesi caldi, si abbandonano le zuppe e le minestre per dare spazio a piatti più leggeri quali paste fredde e insalate. Devo dire che però quando la giornata è segnata dai primissimi temporali di stagione e la brezzolina che si alza regala brividi ma non sollievo, penso che una buona e calda zuppa, sappia appagare corpo e mente. Oggi il cielo è nero per metà, l’altra di un azzurro ancora ben nitido e nell’aria si sentono i primi tuoni, allora mi sono armata di pentola e piatti di coccio e via di zuppa. Sollievo, un vero caldo sollievo e poi nanna!!! La mia zuppa poi è stata arricchita da un buon olio toscano unico e tutto biologico, regalatomi dai proprietari di Terrapille confezionato a mano con le olive raccolte proprio fuori la nostra camera dove abbiamo soggiornato. Dal profumo intenso che invade l’olfatto, è una vera bontà.

INGREDIENTI

200 gr di farro da agricoltura biologica

1 cipolla bianca di Cannara

1 carota

1 scalogno

1 gambo di sedano

75 gr di pancetta

1 foglia di alloro

1 rametto di salvia

3 litri di brodo con dado vegetale

5 cucchiai di conserva di pomodoro

olio extravergine di oliva

pecorino toscano gratuggiato

qualche tocchetto di pane toscano abrustolito

sale e pepe.

PREPARAZIONE

Tritate nel mixer la cipolla, la carota, il sedano ed lo scalogno. Tagliare a dadini la pancetta. Scaldare un filo di olio in una casseruola di coccio e aggiungere il trito di verdure con la pancetta lasciando soffrigere per qualche minuto a fuoco medio mescolando. Aggiungere il farro risciacquato sotto acqua corrente fredda, mescolare bene il tutto. Unire i cucchiai di passato di pomodoro allungati con un paio di cucchiai di acqua tiepida. Piano piano unire metà del brodo, la foglia di alloro e il rametto di salvia. Cuocere a pentola coperta per circa un ora a fuoco basso, rimestando di tanto in tanto unendo ogni tanto il brodo rimanente. Poi spegnere il fuoco, togliere la foglia di alloro e il rametto di salvia, controllare il grado di cottura. Servire nelle scodelle con un filo di olio extravergine toscano, una bella macinata di pepe, una spolverata di pecorino toscano e qualche pezzetto di pane toscano abrustolito.

… e nell’archivio stuzzicante di “Dolcipensieri” si può anche assaggiare:

… qualche altra zuppa LA ZUPPA CASERECCIA

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Ecco una pietanza dove si è vista la bravura di mio suocero: questa è un’altra variante per cucinare il cinghiale rendendolo molto leggero al palato avendo tolto gran parte di sapore selvatico alla carne. Il trucco è solo nella rosolatura… ma ecco che vi propongo ingredienti e preparazione di questo cinghiale tra tutti il mio preferito.

cinghiale-in-umido-con-pancetta

INGREDIENTI

5 chili di cinghiale

300 grammi di pancetta tritata

800 grammi di cipolle tritate

8 spicchi di aglio con rosmarino tritato

burro

sedano

carote

sale e pepe

timo macinato

bacche di ginepro schiacciato

vino bianco

vino rosso

conserva di pomodoro

PREPARAZIONE

Per la marinatura: prendere il sedano le carote le cipolle tagliarle grossolanamente, prendere la carne e tagliarla a pezzi, riempire una casseruola abbastanza grande da poterne contenere il tutto e riempire di vino bianco fino a coprirla tutta, lasciarla marinare per una notte.

Per la rosolatura: scolare la carne dalla marinatura, mettere la carne poco alla volta in una padella antiaderente (al limite in 2 o 3 volte) senza burro in modo che rosoli bene, durante la rosolatura tenere la fiamma alta, insaporire con la pancetta tritata, sale, pepe, ginepro, timo macinato (le quantità a seconda dei gusti) e continuare a rosolare. Prima di togliere il tutto aggiungere il rosmarino tritato e l’aglio tritato e lasciare rosolare per altri 5 minuti a fuoco alto.

Per la cottura: preparare in una pentola ampia le cipolle tritate con burro e olio e lasciare rosolare controllando che non brucino, aggiungere la carne insaporita in precedenza con tutto il suo composto, tenerla girata, poi dopo 10 minuti aggiungere un po’ di conserva e nel caso che la carne risulti troppo asciutta aggiungere del brodo di dado e continuare a cuocere. Dopo 5 minuti aggiungere mezzo litro di vino bianco e mezzo litro di vino nero e continuare la cottura. A dieci minuti dal fine cottura, prendere mezzo litro di sugo del cinghiale e passarlo con il minipilmer aggiungendo poco alla volta della farina bianca fin quando risulti bella cremosa e rimetterlo nella pentola girando il tutto. I tempi di cottura totale variano dalle 2 alle 2 ore e mezza a seconda del tipo di carne.

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E se vedete l’espressione di mio figlio mentre mangia questo piattino, potete ben capire quanto è buono!!! se poi è imboccato dal nonno Andrea cuoco per eccellenza dei nostri cinghiali.

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