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Posts Tagged ‘CUCINA SARDA’

Un “Dolcepensiero”: che meraviglia aprire i miei “Limoni sotto sale e timo” dopo circa un mesetto dalla loro preparazione e provarne la loro bontà su pasta, pesce e riso freddo. Il risultato finale è perfetto: i limoni sono rimasti freschi, il sale adatto per sistemare il sapore dei piatti. Con questi spaghetti poi, il gusto si è imprezziosito ancor di più regalandogli la giusta sferzata estiva… Essendo un piatto gradito anche da Matteo (cerco di impiattare i suoi spaghetti appena appena miscelati con la bottarga perchè troppo saporita) le arselle le sguscio sempre prima di passarle nel soffrittino di aglio. Con i limoni sotto sale, è una bella alternativa alla classica ricetta della cucina sarda.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

350 grammi di spaghetti nr.5

500 grammi di arselle

un paio di cucchiaini colmi di bottarga di Muggine sarda gratuggiata

50 grammi di olive verdi

uno spicchio di aglio

un paio di fette di Limoni sotto sale e timo

sale grosso dei Limoni sotto sale e timo

foglioline di timo

PREPARAZIONE

Affettare le olive a rondelle, mentre qualche fetta di limone a piccoli dadini. Mettere le arselle (o vongole) a spurgare per un paio di ore in acqua e sale grosso, per eliminare la sabbia. Scolarle e metterle in una larga pentola antiaderente, aggiungere un bicchiere d’acqua e porle sul fuoco vivo per una decina di minuti circa, per far si che le arselle si aprano. Scolarle dal fondo, sgusciarle tutte (se non ci sono bambini, potete lasciarne qualcuna con il guscio). Porre su fuoco vivace l’acqua per la pasta, salarla con il sale dei limoni, tuffarla e nel mentre, soffriggere con uno spicchio di aglio le arselle su fuoco dolce, allungare con poca acqua e lasciar cuocere dolcemente. Scolare gli spaghetti, farli saltare in padella con le arselle, unire le olive e a fuoco spento, spolverare con la bottarga. Impiattare e aggiungere i limoni sotto sale e qualche fogliolina di timo.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

 SPAGHETTI ALLE VONGOLE E PIZZUTELLI

RISOTTO PISELLI, PANCETTA E BOTTARGA

SPAGHETTI ALLE SARDE CON GAMBERETTINI E POMODORI CUORE DI BUE

Partecipo alla raccolta del blog “Laura in cucina”

dal titolo: “Italia in cucina”

RICETTE della SARDEGNA

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AGRITURISMO S’OZZASTRU – SS125 DORGALI OROSEI (km 211,600)

L’agriturismo è sia ristorante che affitta camere ma c’è anche un ampia zona per chi fa campeggio con servizi igenici ed elettrici esterni, oltre che scarico camper. Intorno alla struttura la classica macchia meditteranea. Abbiamo notato molti clienti dell’entroterra sarda che stavano passando alcuni giorni della settimana di ferragosto: questo ci ha fatto pensare, prima di entrare a pranzo, che la struttura è conosciuta e che la gente del luogo le ha dato fiducia, la stessa che ha strappato anche a noi.

Io vi parlo del ristorante che ho scoperto tramite commenti lasciati su internet, commenti positivi che ci hanno spinto ad assaggiare la sua cucina. Il menu’ è tipico sardo, ma a differenza di altri agriturismi, abbiamo assaggiato piccole diversità. Antipasti di salumi, peperonata tiepida molto squisita accompagnata con ricotta freschissima, ricotta salata con pomodori: il tutto molto buono e abbondante.

Primi piatti come di tradizione: gnocchetti sardi e ravioli con formaggio e bietole con ragu’ di carni di cinghiale, maiale e vitello molto buono e abbondanti.

E finalmente come secondo non il solito maialino bensì del buon agnello in umido con insalata. Anche questa volta, porzioni abbondanti.

Per finire seadas con miele e meringhe alle nocciole, rigorosamente fatte in casa.

Concludendo non posso che dar ragione hai commenti letti in rete: padroni cordiali, molto gentili nei confronti del bimbo a cui hanno cucinato carne subito appena seduti. Porzioni abbondanti, vino buono e un conto di circa 30 euro a persona in pienissima stagione (14 agosto). La sala ampia e luminosa, un camino centrale e sulle pareti attrezzi rurali e contadini. Servizi igenici puliti e nuovi. Ve lo consiglio caldamente. Non c’è menù, si mangia ciò che cucinano giornalmente e devo dire che lo fanno proprio bene. Per finire con un caffè e una crema al limone sempre fatta da loro.

DOVE MANGIARE IN SARDEGNA??? ecco qualche idea

AGRITURISMO DA LINO – LOC. IS CRAVIONES, SAMUGHEO (OR)

LOCANDA STELLA – MONTI (OT)

SU GOLOGONE – OLIENA (NU)

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Un “Dolcepensiero”: qui in Sardegna è impossibile non sfruttare le materie prime che il luogo ci regala. Avete mai assaggiato il prosciutto crudo sardo? beh, se siete amanti dei sapori decisi e saporiti, questo crudo fa per voi: infatti il prosciutto crudo sardo è un po’ salato, molto profumato soprattutto se potete mangiare quelli ancora insaccati artigianalmente. Quest’anno ho potuto provare un prosciutto da agriturismo veramente ottimo, qualche fetta lo usata per confezionare questi saltimbocca con l’aggiunta di pecorino semistagionato. E’ un prosciutto che viene stagionato con aromi del posto e una volta pronto per il consumo, si presenta di un bel rosso intenso; è ottenuto dal pezzo intero della coscia e della spalla. Negli anni passati è stato sempre considerato un prezioso alimento per contadini e pastori che lo consumavano, ed è giusto tutt’ora consumarlo, non a fette sottili, ma tagliate grossolanamente a coltello abbinandolo al pane carasau. La produzione è nata a carattere famigliare, ma ora si possono trovare anche ottimi prosciutti a livello industriale. Vengono utilizzati solo maiali allevati in Sardegna, ottenendo così un prodotto confezionato solo con materia prima di assoluta qualità. La stagionatuta è la fase più importante per avere un’ottimo prosciutto grazie all’eccezionale equilibrio climatico della regione, creando la giusta condizione per la stagionatura dei prosciutti; essi durante la lavorazione vengono salati, pressati e passati poi all’aromatizzazione con pepe e aglio per un periodo che può variare da 4-5 mesi fino a un anno. Le zone di maggiore produzione sono l’Ogliastra e la Barbagia.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

8 fettine di petto di pollo

8 fettine di prosciutto crudo sardo

8 fettine di pecorino sardo semistagionato

olio extravergine d’oliva

sale e pepe

il succo di limone

timo.

PREPARAZIONE

Battere leggermente le fettine di pollo, disporre sopra ad ognuna una fetta di prosciutto crudo e poi una fetta di pecorino. Piegare le fettine in due e fermarle con uno stecchino. Oliare una capiente padella antiaderente, porvi i saltimbocca, regolare di sale e pepe, rigirarli appena iniziano a dorare e spolverarli con il timo. Continuare la cottura rigirandoli spesse volte, irrorare con il succo di limone. Servire appena sono ben cotti. Io li ho serviti con piselli al burro e soffrittino di cipolla bianca con qualche pezzetto di prosciutto crudo. Una delizia.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

INSALATA DI POLLO CROCCANTE AGLI AROMI CON CAVOLO CAPPUCCIO

RISO CON ZAFFERANO SARDO E FONDUTA DI PECORINO

RISOTTO MANTECATO CON PECORINO SARDO E SALSICCIA SARDA

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AGRITURISMO DA LINO – LOC. IS CRAVIONES, SAMUGHEO (OR)

Per il nostro giorno di ferragosto, lontani dalle località di mare prese d’assalto più che mai, come ogni anno siamo scesi in quel di Ortueri per qualche giorno, e abbiamo poi raggiunto Samugheo per il pranzo di ferragosto all’agriturimo DA LINO; agriturismo rurale nel centro della Sardegna, si possono gustare piatti tipici della zona con salumi prodotti in loco, pasta fresca confezionata a mano e il classico maialino sardo finendo con dolcetti artigianali fatti a mano dalle cuoche. La struttura è accettabile, l’esterno dovrebbe essere curato di più con orti dove coltivano le loro verdure che poi propongono agli ospiti o cucinati oppure conservati. Perchè curato di più? perchè la struttra è carina, si affittano anche camere ma il giardino è un po’ lasciato a se stesso e anche la terrazza, che potrebbe ospitare tavoli e sedie per un’aperitivo o per il caffè finale, offre solo una panca dove sederesi ed è un vero peccato perchè l’aria calda/secca è ideale per rilassarsi sotto il pergolato. Ci sono anche piante da frutta. La sala grande è provvista di aria condizionata, bagni nuovi e puliti, servizio buono pur sempre parlando di agriturismo rurale. La conduzione è a livello famigliare. Prima della sala da pranzo, c’è una saletta espositiva con telai per la confezione di tappeti: Samugheo è la “patria” del tappeto sardo dove si può anche visitare un museo. Gli oggetti di artigianato si possono acquistare.

Le due sale sono impreziosite con tantissimi attrezzi di cultura contadina che danno all’agriturismo quella nota rurale tipica dei luoghi sardi.

All’interno dell’agriturismo, c’è un’ampia cantina (camera sterile) fresca naturalmente, dove i proprietari mantegono i salumi e formaggi da loro prodotti, le conserve di verdura oltre che al vino sempre prodotto da loro come il filu ferru e altri liquori.

La cucina è tipica sarda dell’entroterra: apertura con affettati confezionati dal padrone dell’agriturismo con verdure in conserva quali cardi selvatici e carciofini sott’olio: buonissimo il prosciutto crudo sardo. Antipasti abbondanti che oltre al prosciutto ci hanno fatto mangiare anche pancetta, coppa e salame. Il pane fresco preparato da loro e messo in tavola ancora tiepido.

Come primo piatto abbiamo gustato due classici della cucina sarda con pasta fatta in casa: malloreddus e ravioli con ripieno di patate e formaggio con un po’ di bietole, entrambi al sugo.

I piatti di carne erano due: arosto con funghi e porcellino sardo con insalata. E’ seguito un assaggio di formaggio pecorino, produzione propria.

Per finire dolcetti fatti in casa, mirto e caffè…

Riassumendo l’agriturismo è discreto, menù classico sardo con porzioni abbondanti e buone con quasi tutte materie di propria produzione. Unica nota stonata il loro vino per niente buono. Abbiamo acquistato del salame e della pancetta assaggiati in loco e apparsi soddisfacenti. La struttura è pulita, i padroni cordiali. Prezzo 30 euro a testa.

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Un “Dolcepensiero” del tutto sardo: qua è sempre un paradiso. Sole, caldo, acque cristalline… e buon cibo. Lo so’ che il risotto non è proprio una pientanza estiva, ma non siamo resistiti di fronte a pecorino e salsiccia sarda. Perfetto se utilizzate il riso sardo: la zone di produzione sono nel Campidano d’Oristano. Grazie all’habitat naturale della Sardegna, il riso acquista qualità particolari in base al clima dell’isola. Pur avendo temperature calde, i territori dediti alla coltura del riso, sono irrigate dalle acque del Tirso. Il riso in Sardegna viene coltivato dal 1927. Ed ecco fatto un buon piatto per una cenetta sotto il nostro terrazzo…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

350 grammi di riso sardo

250 grammi di salsiccia sarda

40 grammi di burro chiarificato

olio extravergine d’oliva

brodo vegetale q.b. (zucchina, carota, sedano e dado in polvere)

1 bicchiere di vino bianco

1/2 cipolla bianca

pecorino sardo a scaglie

pepe nero.

PREPARAZIONE

Per il brodo, bollire un litro e mezzo di acqua con una zucchina, una carota e una gamba di sedano: insaporire con un po’ di dado vegetale in polvere. Tritare finemente la cipolla e, in una casseruola, soffriggerla con il burro. Appena il soffritto comincia a rosolare, aggiungere il riso, mescolare fino a quando i chicchi di riso diventano trasparenti, aggiungere il vino bianco e far sfumare il tutto. Iniziare a mettere qualche mestolo di brodo tenendo sempre il riso coperto di liquido. Lasciate cuocere: nel frattempo in una padella antiaderente, far rosolare la salsiccia tagliata a pezzetti con un leggero filo di olio (la salsiccia rilascerà poi i suoi grassi); farla rosolare molto bene bagnandola anch’essa con del brodo. Quando mancano circa cinque minuti alla cottura finale del riso, aggiungere la salsiccia al risotto. Spegnere il fuoco, mantecare bene il tutto con il pecorino e lasciate riposare il risotto per qualche minuto prima di servire.

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ANCHE DALLA SARDEGNA CERCHERO’ DI POSTARE LE MIE RICETTE… E’ ANCORA PIU’ BELLO CUCINARE QUANDO SI E’ TUTTI INSIEME!!! VI AUGURO DOLCI E SERENE VACANZE…

… LE MIE SI ANNUNCIANO COSI’ COME LA FOTO: UN MIX DI AFFETTO, AMORE E TANTA SIMPATIA CONDITO IL TUTTO DA BUONA CUCINA.

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ORTUERI (9)+

Un “Dolcepensiero” caseario: come ogni anno, facciamo tappa in quel di ORTUERI paese d’origine di mia suocera dove ancora risiedono parecchi parenti che ci accolgono sempre a braccia aperte… Sarà questo ritorno alle origini, che ci porta ad acquistare – come ogni anno appunto – prodotti tipici ma soprattutto nostrani della zona. Ed ecco che siamo andati a comprare direttamente in azienda agricola, qualche forma di profumatissimo pecorino semistagionato e stagionato. L’azienda si trova proprio ad Ortueri ed è gestita da due bravissimi fratelli dediti con passione all’arte casearia: sto’ parlando dei F.LLI SUCCU e della loro azienda agricola dove potete trovare i formaggi pecorini completamente confezionati da loro e ottenuti con latte delle loro 300 pecore e più di 30 capre. Ambiente pulito e tutto a norma di legge, i f.lli Succu vi ospitano nella loro fattoria facendovi assaggiare i loro formaggi prima dell’acquisto con tutta la loro gentilezza. La nostra scelta è caduta su pecorini semi stagionati di due mesi e sui stagionati di cinque mesi ma come potete vedere dalla foto, la scelta per altre stagionature non manca come non può mancare un po’ di “cucina fusion” fra due regioni che mi stanno a cuore: la Lombardia mia regione da quando sono nata e la Sardegna che ormai considero il mio “buon ritiro”; altri formaggi sardi che adoro sono il dolcesardo, cremoso e fresco che si sposa molto bene con un prodotto invece della mia zona, la bresaola… ma bando alla chiacchiere, ecco la ricetta facile e veloce ottima per il caldo estivo, abbinamento fantastico fra formaggio cremoso, affettato saporito ed infine una bella spolverata di pecorino semistagionato. Non vi lascio senza segnalare l’indirizzo: AZIENDA AGRICOLA SUCCU, produzione formaggi – loc. Fraucossu, Ortueri (NU) – tel. 0784.66332 cel. 320.7672570

SACCOTTINI DI BRESAOLA CON DOLCESARDO E PECORINO SARDO1

INGREDIENTI:

2 etti di bresaola

250 grammi di DOLCESARDO

100 grammi di pecorino semistagionato

olio extravergine d’oliva

limone

pepe

PREPARAZIONE:

SACCOTTINI DI BRESAOLA CON DOLCESARDO E PECORINO SARDO2

Mettere su un piano di lavoro le fettine di bresaola tagliate il più sottilmente possibile. Mettere al centro di ognuna un cucchiaino di DOLCESARDO con un po’ di pepe. Avvolgerli a mo’ di saccottino – chiudendoli con dell’erba cipollina se vi piace – disporli su un piatto da portata spolverizzati poi con le scaglie di pecorino. Innaffiarli con olio extravergine d’oliva, pepe e limone. Servirli freschi cosi semplicemente come finger food oppure come antipasto magari con dell’insalata fresca o frutta tipo ananas e mango.

SACCOTTINI DI BRESAOLA CON DOLCESARDO E PECORINO SARDO3

Bresaola “SECONDO DOLCIPENSIERI”:

CHANTILLY BRESAOLA2

CHANTILLY DI FORMAGGIO FRESCO CON TARTARE DI BRESAOLA

ROLLINI1

ROLLINI DI BRESAOLA CON STRACCHINO FRESCO ALLO YOGURT

e poi… Fiori di bresaola con caprino aromatizzato all’erba cipollina e pinoli

Carpaccio di bresaola ai carciofi freschi

Il boscaiolo

Fiori di bresaola con caprino aromatizzato all’erba cipollina e pinoli

Carpaccio di bresaola

SACCOTTINI DI BRESAOLA CON DOLCESARDO E PECORINO SARDO4

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culurjonis11

Un “Dolcepensiero” con profumo d’estate: i CULURJONIS sono una specialità culinaria sarda. Il piatto, con varianti a seconda del paese d’origine, è presente sostanzialmente in due varianti, prediligo quelli dell’Ogliastra e delle zone dell’interno e vengono preparati con pasta fresca di semola di grano duro con un ripieno di pecorino sardo (fresco di uno o due giorni), oppure di patate chiusi in modo da formare con le dita una piccola spiga, cotti in acqua bollente e conditi sempre col semplice sugo di pomodoro con basilico e pecorino grattugiato a volontà.

culurjonis1

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