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Posts Tagged ‘DONNE SUL WEB’

Un “Dolcepensiero” di tradizione: questo risotto (a volte con lo zafferano) ha come protagonista principale la salsiccia di maiale che qui da noi nel dialetto comasco viene detta “luganega” o “luganiga” ed è originaria di Monza. Il risotto alla luganega di Monza è un piatto che risale al 1500 circa. E’ un piatto tipico della cucina brianzola che viene cucinato spesse volte nelle fredde sere invernali: ci sono diverse sfumature per preparare questo piatto succulento. Qualcuno aggiunge dello zafferano come tradizione milanese insegna, alcuni con magari anche della lonza di maiale con un sughetto di pomodoro concentrato. Oggi il risotto è aromatizzato con il pepe nero, con brodo di carne; più delicato e leggero se utilizzate del brodo di verdura.

PER INGREDIENTI E PREPARAZIONE

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Un “Dolcepensiero” per la domenica: il pranzo della domenica è un momento bello da passare in famiglia. Risvegliarsi al mattino senza la sveglia o le campane delle sette, è uno dei momenti più caldi e teneri della mia famiglia: in questi giorni di festa – domenica o festività varie – la nostra sveglia è Matteo che scende dalla sua cameretta e si infila in mezzo a noi con qualche pelouche al seguito. Il risveglio lento e pacioso diventa così la coccola più tenere a cui io e Marco non sappiamo resistere. La bellezza e la semplicità che solo i bimbi sanno strasmettere, è un tesoro prezioso e tra uno stiracchiamento e l’altro può iniziare al meglio la nostra domenica, nel relax più totale. Ma torniamo alla cucina: il più classico e tradizionale secondo piatto delle feste, è sicuramente l’arrosto. Di solito lo si prepara nei giorni in cui il ritmo giornaliero è più fievole e meno stressante, perchè è un piatto a cui bisogna dedicarsi: i tempi di cottura sono lunghi circa due ore e di tanto in tanto va rigirato nella teglia. Il taglio che ho scelto oggi per questo arrosto, è la spalla di vitello. lo si può accompagnare con patate al forno rispettando la forma più classica nel contorno, oppure con verdurine al vapore.

INGREDIENTI

un trancio di carne di vitello (per me la spalla, 1 kg per quattro-sei persone)

qualche spicchio di aglio

qualche rametto di rosmarino

qualche rametto di timo

qualche granello di sale grosso

olio di oliva extravergine q.b.

qualche noce di burro

qualche bicchiere di vino bianco secco

pepe nero macinato q.b.

sale fino q.b.

farina bianca 00 q.b.

PREPARAZIONE

Preriscaldare il forno a 200°C. Preparare un trito di rosmarino, aglio, timo e qualche granello di sale grosso; cospargere un teglia capiente quanto basta di olio evo, mettere l’arrosto che avrete cosparso per intero con tutto il trito massagiandolo. Unire al fondo qualche noce di burro. Rosolatelo per bene su fuoco vivo da ambo le parti fino a quando lo avrete scottato per bene. Sfumare con il vino bianco secco a temperatura ambiente (non direttamente sulla carne ma intorno ad essa). Infornare in forno già caldo portando la temperatura a 180°C. Passata la prima mezz’ora, estrarre la teglia dal forno e se troppo asciutto, irrorare il fondo con un goccio di acqua tiepida (per un sapore più deciso, usare del brodo), regolare di sale fino e pepe nero macinato al momento su entrambi i lati e infornarlo nuovamente. Dopo la seconda mezz’ora, controllare la cottura dell’arrosto, pungendolo: se i succhi che rilascerà la carne sono ancora rosei, continuare la cottura rigirandolo dalla parte opposta. Continuare la cottura e ripetere l’operazione sopra citata fino a quando i succhi che rilascia la carne saranno trasparenti. Solitamente per un chilo di carne, occorrono 1 ora/1 ora e mezza. Quando l’arrosto sarà cotto, prelevarlo dalla teglia e porlo sul piatto da portata tenendolo in caldo nel forno spento. Creare il sugo per l’arrosto: in una ciotola impastare una noce di burro e farina quanto basta, fino a quando il composto sarà come una pomata. Porre il liquido di cottura rimasto nella teglia e filtrato in una padella antiaderente, unire la pomata di burro e miscelare bene il tutto fino a quando si creerà un sugo denso ma non troppo, il tutto a fuoco bassissimo. Porre la crema in una ciotola, se necessario regolarla di sale. Porre in tavola, tagliare l’arrosto e impiattare le fette con il sugo in superficie e le verdure al vapore oppure delle patate o altro contorno che desiderate.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

FARAONA ARROSTO CON PETALI DI PATATE

ARROSTO DI COPPA ALLE ARANCE

POLLO ARROSTO AL MIELE E LIMONE

POLLO ARROSTO CON MASALA

INSALATA CON CARNE ARROSTO, MANGO E NOCI

SONO ANCHE QUI…

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Un “Dolcepensiero” di stagione: siamo nei primi giorni dell’autunno, la stagione più bella soprattutto questo frangente quando le giornate passano da temporali e cieli uggiosi a piccoli e leggeri spiragli di sole tiepido. Passeggiare nel sottobosco in queste giornate, è un gran piacere: la natura piano piano si sta addormentando, i muschi stanno riprendendo vita con l’umidità della notte e la terra ci regala profumi acri e decisamente rustici. Durante la mattina l’erba è morbida, fresca e bagnata dalla rugiada e nel pomeriggio l’arietta che si alza fa crollare le prime foglie gialle sul terreno nascondendo a volte dei veri e genuini prodotti naturali. I funghi in casa mia non sono mai mancati e da sempre – da più generazioni – considerati un vero tesoro: quando mio zio e mio padre arrivavano con cestini pieni di porcini, per noi era una giornata felice ma soprattutto quando anche noi ragazzini passeggiavamo nei nostri boschi, era una gran soddisfazione trovarli e raccoglierli con la garbata metodologia nella raccolta per non rovinare la loro natura. Oggi vi propongo una ricetta rustica per gustare a pieno il loro sapore… perfetta per una tarda merenda al ritorno dalla passeggiata immersi nella natura oppure per un aperitivo di inizio serata

per ingredienti e preparazione ti aspetto nel mio blog personale di DSW

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Un “Dolcepensiero” di inizio stagione: con questa ricetta tradizionale lariana, partiamo con la stagione autunnale e oggi malgrado un sole splendente, tira un vento freddo e sferzante; speriamo nel week-end le temperature risalgano regalandoci il secondo colpo di coda estivo… magari. La Buseca è un piatto che vedo cucinare fin dalla mia infanzia da mia mamma e ora mi cimento anche io in cucina soprattutto in Pro Loco dove è tradizione proporla il primo venerdi della festa paesana e anche quest’anno non è mancata. Sull’origine del nome non vi è certezza, sembrerebbe che l’etimologia della parola derivi da sinonimi per lo più toscani che indicano la parte dell’intestino dei bovini, a volte è scritta con la doppia c e i puntini sulla u. Si tratta di una ricetta della tradizione contadina milanese: un piatto umile cucinato soprattutto nei periodi freddi dell’anno e come tradizione vuole, è consuetudine mangiarla alla Vigilia di Natale perchè in passato era si un piatto umile nella preparazione degli ingredienti, ma era anche sinonimo di cibo delle grandi occasioni, appunto. Ma simboleggia anche l’arrivo della stagione autunnale che porta con sè i primi venti e le prime pioggie, la voglia di stare a casa al calduccio. Per il resto d’Italia, o quasi, è conosciuta con il nome di Trippa: qui in Brianza è un piatto che si prepara in grandi quantità anche perchè è piacevole regalarne qualche porzione a famigliari e conoscenti, come cuorioso è il continuo chiacchierare sulle varie varianti personali che si possono apportare a questo strepitoso piatto. Mio padre per esempio, vuole solo foiolo e senza alloro, qualcuno non mette il concentrato di pomodoro bensì i pomodori a tocchetti e per insaporirla ancor di più, l’aggiunta di peperoncino non manca in alcune ricette personali. Per via della sua lunga e lenta preparazione, soprattutto se il brodo è di carne ma niente e nessuno vi vieta di farne con dado vegetale, la Buseca è un piatto che troverete anche tutto l’anno – estate compresa – alle sagre di paese… un vero invito ad un piatto che simboleggia la mia tradizione culinaria che vi invito a gustarla.

INGREDIENTI

PER IL BRODO

1 carota

qualche chiodo di garofano

1 cipolla

1 costa di sedano

un paio di cosce di gallina

1 pezzo di manzo (la polpa circa 500 grammi)

il ginocchio del maiale

pepe nero in grani q.b.

una presa di sale grosso

PER LA BUSECA

2 chili di trippa di cui 1 solo foiolo

una noce di burro

50 grammi di pancetta tesa

2 cipolle

2 carote

200 grammi di fagioli borlotti

un rametto di rosmarino

una costa di sedano

un paio di foglie di alloro

qualche chiodo di garofano

pepe nero q.b.

sale q.b.

brodo di carne q.b.

1/2 tubetto di concentrato di pomodoro

grana padano grattugiato q.b.

fette di pane casereccio

olio extra vergine d’oliva q.b.

PREPARAZIONE

PER IL BRODO

Porre i pezzi di carne in una pentola capiente. Coprirla con abbondante acqua fredda e portarla a ebollizione. Sbucciare la cipolla, infilzarla con i chiodi di garofano, pulire la carota così come la costa di sedano e tuffare il tutto nella pentola con qualche grano di pepe. Lasciar sobbollire il brodo regolando anche di sale grosso e appena il bollore di alza, abbassare il fuoco al minimo, coprire con un coperchio e cuocere per un paio di ore abbondanti mescolando di tanto in tanto e assaggiandolo, nel caso regolare di sale e/o pepe. Scolarlo poi dalla carne (ottima da mangiare anche così con sott’aceti o salsine varie) e filtrarlo con un colino. Se lo preparate in anticipo, filtratelo nuovamente al momento dell’utilizzo per la trippa per eliminare la patina di grasso che si riproduce (se non lo usate tutto, lo potete congelare per usi futuri come un bel risotto).

PER LA TRIPPA

Se usate fagioli freschi, lasciarli a bagno in acqua tiepida con un pizzico di sale per circa un’oretta. Lavare sotto acqua corrente tutta la trippa e asciugarla, procedere a tagliarla a listerelle sottili. Affettare le cipolle finemente, la pancetta a dadini piccoli: in una pentola capiente a sponde alte, far sciogliere una noce di burro con un filo di olio, unire la pancetta e la cipolla con l’alloro e il rosmarino legati a mazzetto; lasciar soffriggere il tutto, aggiungere la trippa, la carota a rondelle, il sedano a tocchetti, i chiodi di garofano e qualche grano di pepe. Sfrigolare molto bene fino a quando la trippa sarà tutta ben scottata. Regolare di sale, unire il concentrato mescolando energicamente e coprire con abbondante brodo di carne. Portare a bollore, poi coprire la pentola e far cuocere sino a quando la trippa sarà tenera (circa un quattro/cinque ore minimo). Tenerla schiumata regolarmente. Un’oretta prima, unire i fagioli se freschi, un quarto d’ora prima se in scatola. Se dovesse occorrere, aggiungere del brodo bollente tenendo presente che la buseca deve presentarsi come una zuppa brodosa. Quando cotta, servirla ben calda con grana grattugiato e qualche pezzo di pane casereccio. E’ un piatto da gustare anche il giorno dopo riscaldato…

Dall’archivio di Dolcipensieri:

ALBORELLE

INSALATA CASLINO

RESTA PASQUALE DI COMO

MI TROVI ANCHE NELLA RUBRICA “RICETTANDO” NELLA SEZIONE “IBLOG” SU

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Questa ricetta la trovi anche qui…

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Un “Dolcepensiero”… rapidi e leggeri, la pasta e il riso freddo sono i primi piatti da portare sulle nostre tavole durante l’estate. Gustati freddi sono un vero must della stagione calda, sempre graditi, da preparare con ingredienti freschi e leggeri.

SE VUOI SAPERE INGREDIENTI E PREPARAZIONE

Dall’archivio di Dolcipensieri su Donne sul Web:

RISO E FARRO FREDDO AI FRUTTI DI MARE

PENNE DI KAMUT ALLA VIENNESE

CELENTANI IN INSALATA CON POLLO ALLA DIAVOLA

PASTA IN GIALLO CON FAGIOLINI E MANDORLE

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Un “Dolcepensiero”… alla cucina francese che io adoro. Dopo la Flognarde, ho pensato di continuare coccolandomi con la cucina francese, questa volta con delle chicche salate arricchite con un gruviera francese. Le Gruyères pochi sanno che il capo famiglia di vari formaggi tipici dell’area che comprende la Svizzera francese e la zone della Savoia. Per tanti anni confondevo, il più delle volte, il groviera con l’emmentaler: il secondo ha i tipici fori, il groviera (o gruviera) non li ha. Classica è la sua forma tondeggiante ben proporzionata, leggermente convessa, sempre con impresso il nome tipico della forma. Il risultato è stato perfetto, qualche pinolo e via in forno… nelle classiche forme a conchiglietta!!!

INGREDIENTI PER UNA QUARANTINA DI MADELEINE MEDIE

130 grammi di gruyère

3 uova

200 grammi di farina 00

20 cl di latte intero

200 ml di panna fresca

un paio di cucchiai di pinoli

un paio di cucchiai di grana grattugiato

1 bustina di lievito per torte salate

1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva

una noce di burro leggermente salato

PREPARAZIONE

Setacciare la farina con il lievito nella ciotola della planetaria, aggiungere il grana grattugiato, incorporare anche il grujère grattugiato, mescolate il tutto. Aggiungere l’olio extravergine d’oliva. Sbattere a parte le uova, unire la panna e aggiungere il tutto al composto di farina/formaggi. Azionare la planetaria fino a che gli ingredienti non saranno ben amalgamati, versare il latte per rendere l’impasto morbido. Come ultimo unire i pinoli mischiando con un cucchiaio di legno. Sciogliere una noce di burro leggermente salato per imburrare gli stampoi in silicone per madaleine e porvi l’impasto; infornare. Lasciar cuocere per 3-4 minuti a 200°C e poi abbassare la temperatura a 180°C e prolungare per altri dieci minuti circa o fino a coloritura, effettuando la prova stecchino per la buona riuscita della cottura. Lasciar raffreddare su una gratella e servire.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

MADELEINE ALLA NOCCIOLA

PLUM CAKE GRUVIERA E SEMI DI PAPAVERO

PESTO ALLE ERBE

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Un “Dolcepensiero”: mamma mia che caldo!!! e meno male! si perchè qui in Brianza l’estate non è che dura molto… infatti l’inizio di giugno per non parlare di tutto il mese di maggio, sono stati all’insegna di pioggia, freddo e umidità che non presagivano buoni propositi per la stagione calda ed invece… eccola qui!!! Scoppiata; in tutte le cose vi è il rovescio della medaglia. Ma ci sarà anche per le persone un rovescio della medaglia? mi spiego: una persona menefreghista, potrà mai divenire più attenta alle esigenze di chi gli sta vicino? non credo, a meno che arriva il momento in cui a questa persona tu servi, e accidenti non è ciò che vorrei… le richieste di “aiuto” – e per aiuto intendo anche solo uno scambio di opinioni per telefono – se vengo fatte devono essere anche accolte, in una giornata di 24 ore penso si possa trovare anche qualche minuto per la persona più rompi o antipatica, non credete? voi siete tipe che non rispondete al telefono??? lo lasciate squillare all’infinito tanto l’altro prima o poi si stancherà? io no, rispondo sempre anche perchè penso sempre possano esserci problemi o necessità importanti… sarò troppo ingenua??? ebbene si, ancora oggi ne ho avuta la riprova e non ho ancora imparato la lezione che è sempre meglio non chiedere nulla per poi non dovere ringraziare… ma con gli amici, i parenti o semplici conoscenti non si dovrebbe avere solidarietà della serie “una mano lava l’altra?”… ma torniamo al gelato, non voglio tediarvi oltre, per quello vi è già il caldo africano!!! e questo gelato – meteforicamente parlando e scusate anche questo ennesimo sfogo – lo dedico proprio a questa persona che in apparenza è bella gonfia come questo gelato, corposa… ma che poi, con il tempo, si riduce in una acquetta poco convincente all’assaggio!

INGREDIENTI

400 grammi di polpa di pesche (peso netto)

150 grammi di zucchero semolato

il succo di un limone di Sorrento IGP

200 grammi di panna fresca

60 grammi di cioccolato bianco

PREPARAZIONE

Frullare con il mixer ad immersione le pesche, sbucciate e private del nocciolo. Unire poi lo zucchero e il succo del limone. Versare nel composto la panna, mischiare molto bene con un cucchiaio e versare il tutto nella gelatiera. Azionarla fino a quando il gelato sarà bello corposo, aggiungere il cioccolato tagliato a tocchetti, lasciar lavorare ancora la macchina per un cinque minuti. Servire subito oppure porlo in una ciotola nel freezer fino al suo consumo.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

GELATO ALLA LIQUIRIZIA

SORBETTO ALLA PESCA

CAPRESE AL LIMONE

Con questa ricetta partecipo alla raccolta

del blog “dario dela mia cucina” dal titolo “I love home made”

Con questa ricetta partecipo al contest di Le ricette di Tina e di Arte in Cucina

con i bellissimi premi di Casa Bianca Piacenza

Questa ricetta e molte altre le trovi qui

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Un “Dolcepensiero”: il contorno più classico nella nostra cucina sono le patate, qui con un sapore norvegese regalato dal SALE VIKING di cui vi ho parlato nel post precedente. Cucinate al cartoccio, rimangono morbidissime e il sapore viene conferito dal sale che gli regala un aroma intenso ma gradevole. Se volete un gusto più marcato, mettete ancora un po’ di sale quasi a fine cottura. Ottime come contorno a carne e pesce, soprattutto alla brace o alla griglia e questa è la stagione perfetta per barbecue fra amici. Infatti anche oggi fa molto caldo, finalmente l’estate è nel pieno della sua forza!

INGREDIENTI

6 patate di media grandezza

olio extravergine d’oliva q.b.

sale viking norvegese q.b.

PREPARAZIONE

In una ciotola, miscelare dell’olio evo con il sale viking norvegese (ogni 2 cucchiai di olio, circa mezzo cucchiaino di sale viking). Ricoprire la teglia con un foglio di carta stagnola. Accendere il forno a circa 200°C. Lavare le patate molto bene, asciugarle, tagliarle poi a metà, inciderle con l’aiuto di un coltello dalla parte della polpa. Spenellare tutte le patate molto bene con l’olio e il sale, quindi infornarle per circa 25 minuti ricoperte molto bene con un altro foglio di stagnola. Passato tale tempo, aprire il cartoccio facendo attenzione a non scottarvi, spenellate ancora le patate e se desiderate un sapore più intenso, spolverate con del sale viking al naturale. Ricoprire di nuovo, infornare per altri 25 minuti. Servire calde o tiepide come contorno.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

GNOCCHETTI DI GRANO SARACENO CON CIME DI RAPA, PANCETTA E PATATA 

SPAGHETTI AI FRUTTI DI MARE IN CARTOCCIO

TROTE AL CARTOCCIO

CON LE MIE RICETTE MI TROVI ANCHE QUI

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Un “Dolcepensiero”: un primo piatto molto gustoso con dell’ottimo guanciale di maiale e forse gli ultimi carciofi di stagione primaverile. Perfetta anche se la gustate tiepida ora che sono veramente iniziate le prime giornate estive…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

360 grammi di penne o pasta corta

4 carciofi

250 grammi di guanciale di maiale

1 scalogno

un mazzetto di prezzemolo fresco

1 spicchio di aglio

il succo di un limone (uno per i carciofi)

olio extravergine sardo q.b.

pepe nero q.b.

sale q.b.

grana gratuggiato facoltativo

PREPARAZIONE

Con la mezzaluna, tritare finemente il prezzemolo ben lavato e mondato con lo spicchio di aglio privato della buccia. Pulire i carciofi e affettarli a julienne che metterete in una ciotola con acqua acidulata, affettare a velo lo scalogno mentre il guanciale tagliato a pezzettini piccoli; scaldare dell’acqua che porterete a bollore salandola, tuffare la pasta corta (cuocere per il tempo utile indicato sulla confezione). In una padella antiaderente, mettere un filo leggero di olio evo in cui tufferete lo scalogno e il guanciale che rilascerà molti grassi; far cuocere a fuoco vivace fino a quando il guanciale sarà ben rosolato, unire i carciofi ben scolati dall’acqua, il trito di prezzemolo e aglio mescolando molto bene. Regolare di sale e pepe nero e appena asciuga, unire un poco di acqua di cottura della pasta, abbassare la fiamma e tenere il tutto in caldo. Scolare la pasta che unirete al condimento, far saltare bene il tutto, impiattare con filo di olio evo a crudo, una leggera spolverata di pepe nero e per chi gradisce del grana gratuggiato.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

PENNETTE ALLA VODKA CON CULATELLO DI ZIBELLO

SOBA NOODLES GAMBERETTI, CARCIOFI E SESAMO

RISOTTO CON GUANCIALE E GORGONZOLA

Questa e tante altre ricette se

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Un “Dolcepensiero” buono e veloce: un contorno veloce ma con brio, perfetto per accompagnare la semplice fettina o anche una tagliata di carne e perchè no anche le uova, accoppiata sempre vincente con gli asparagi. Una nota in più è data dai Pistacchi di Bronte: nascono sui terreni lavici alle pendici dell’Etna e grazie a queste terre, i pistacchi prendono il gusto pronunciato, gradevole e caratteristico rendendoli inconfondibili anche per il loro colore, un verde dalla tonalità intensa e brillante.

INGREDIENTI

300 grammi di asparagi verdi

150 grammi di brie

una manciata di Pistacchi di Bronte

qualche fetta di pancarrè senza crosta

una noce di burro leggermente salato

PREPARAZIONE

Con la noce di burro, ungere una teglia adeguata per fare due strati di asparagi che laverete sotto acqua corrente, spellare bene i gambi e eliminare la parte più dura. Porli in acqua bollente salata – tranne le punte – per qualche minuto fino a quando saranno morbidi. Scolarli. Porre nella teglia il pancarrè ricoprendone il fondo. Continuare con metà degli asparagi, porvi sopra metà del brie tagliato a fettine o a tocchetti, terminare con gli asparagi e l’altra metà del brie. Porre in forno a 180°C per una decina di minuti. Spolverare con i pistacchi e porre ancora in forno con funzione grill solo per pochi minuti. Il brie si fonderà fino a raggiungere il fondo con il pane che diverrà morbido. Servire come contorno.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TORTA ASPARAGI E RICOTTA

PANCAKE CON ASPARAGI E BRIE

RISOTTO DI ZUCCA E TRIS DI FORMAGGI

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