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Posts Tagged ‘DONNE SUL WEB’

Un “Dolcepensiero”: oggi vi presento la seconda versione delle mie omelette con agretti (qui trovate la prima).  Nella mia dispensa le uova non mancano mai, soprattutto se fresche e biologiche, le trovo perfette e versatili anche per un pranzetto o cenetta dell’ultimo minuto e si accompagnano un po’ con tutte le verdure di stagione e poi io adoro le omelette. Oggi arricchite con del casera e del prosciutto aromatizzato alle erbe che mi ha stuzzicato al bancone del salumiere…

INGREDIENTIPER DUE OMELETTE

4 uova biologiche

1 ciuffo di agretti

un pizzico di sale

un pizzico di pepe nero

qualche cucchiaio di grana grattugiato

6 fette di casera

6 fette di prosciutto cotto aromatizzato alle erbe

qualche noce di burro leggermente salato

qualche fogliolina di timo

PREPARAZIONE

Tagliare gli agretti a pezzettini piccoli. Sbattere le prime due uova con un leggero pizzico di sale con la frusta senza farle schiumare, unire qualche fogliolina di timo. Unire un pizzico di pepe e un cucchiaio di grana grattugiato. Ungere una padella per frittata o crepes con una noce di burro e appena sfrigola, calare le uova. Appena iniziano a rapprendersi, porre in superficie metà degli agretti avendo cura di distribuirli bene. Girare la frittata e finire la cottura. Procedere in questo modo anche per le altre due uova. Appena intiepidite, porre in una metà le fette di casera tagliate sottili ( tagliate con l’affettatrice) e le fette di prosciutto aromatizzato alle erbe (ma sarà perfetto anche del cotto semplice o di Praga), arrotolarle su se stesse oppure piegarle a metà. Porle in forno caldo solo per qualche minuto senza far sciogliere troppo il formaggio ma sono ottime se gustate anche tiepide appena fatte. Terminare con qualche pezzettino di agretti.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

OMELETTE AGLI SPINACI 

QUICHE RADICCHIO E MELE

LASAGNE

Partecipo con questa ricetta al contest di Lucy – Ti cucino così“I colori della primavera”

Questa e tante altre ricette primaverili le trovi se

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Un “Dolcepensiero” croccante: le friselle sono fette di pane duro tipiche della cucina pugliese, solitamente preparate con olio, sale e aglio ma che si possono arricchire con tanti altri ingredienti seguendo non solo i propri gusti ma anche la fantasia che c’è in ognuno di noi. Sono un perfetto antipasto ma anche un secondo diverso dal solito. In tempi lontani erano il pane che portavano i pescatori durante le loro lunghe battute di pesca: loro le bagnavano nell’acqua salata del mare…

Una ricetta che puoi trovare anche qui

INGREDIENTI

una decina di friselle

350 grammi di pomodorini a grappolo

un paio di cipollotti freschi

qualche cetriolo in agrodolce

1 spicchio di aglio

prezzemolo tritato q.b.

origano tritato q.b.

olio extravergine d’oliva q.b.

sale q.b.

PREPARAZIONE

Tagliare a piccoli pezzetti i pomodori, i cipollotti a velo; metterli in una ciotola e condirli con olio evo abbondante, un pizzico di sale, il prezzemolo e l’origano tritati. Sfregare sulle friselle l’aglio. Bagnarle poi con il condimento dei pomodori per ammorbidirle, dopodiché porle su un piatto. Dividere il composto di pomodori su tutte le friselle. Terminare con i cetrioli tagliati a strisce sottili e ancora un po’ di prezzemolo tritato.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

FOCACCIA CON RICOTTA E POMODORINI 

MALLOREDDUS CON CARCIOFI SARDI E SALSICCIA

BRUSCHETTA… AL SARDO

Con questa ricetta partecipo a contest di “Mary in cucina”

Partecipo anche al contest “Il buffet perfetto”

del blog “Tra cucina e pc”

Con questa ricetta partecipo al contest

“I colori dell’estate” del blog “Ale’s Kitchen – rosso pomodorino”

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Un “Dolcepensiero” in attesa del sole… e mentre dalla mia finestra fa capolino un sole splendente nel centro di un cielo spaccato fra varie tonalità di grigio, speriamo che questo sia l’ultimo post di minestroni, zuppe, brodi & C. dettato dalle previsioni meteo, non che mancano anche nella stagione più bella sul mio blog, perchè io li adoro magari non caldissimi ma appena tiepidi! una sferzata di energia grazie alle verdure e poi è soprattutto la primavera la stagione che ci regala la miglior verdura se poi coltivata proprio da me, beh magari quest’anno dal papà perchè temo il mio orto salterà, rimpiazzerò solo le erbe aromatiche e con questo minestrone ho infatti usato le novizie acquistate durante il week-end. Ora attendo il sole e il caldo per poterle ripiantare, ora si godono il sole dalla finestra della mia cucina ben custodite in una graziosa cassetta di legno molto trendy!!!

INGREDIENTI

1 porro

1 cipollotto fresco

1 scalogno

3 carote

1 grappolo di pomodorini

3 zucchine

100 grammi di fagiolini

200 grammi di fagioli borlotti in scatola

1 finocchio

1 gamba di sedano

un mazzetto di basilico

uno spicchio di aglio

qualche rametto di timo

qualche fogliolina di salvia dalla foglia gialla

qualche rametto di maggiorana

qualche ago di rosmarino

olio extravergine q.b.

qualche granello di sale grosso

pepe nero un pizzico.

PREPARAZIONE

Tritare la cipolla e lo scalogno, sminuzzare i pomodorini, ridurre il porro a rondelle, i fagiolini e il sedano a tocchetti, le carote e le zucchine a dadini. Il finocchio tagliarlo a julienne. Stufare la cipolla con lo scalogno e il porro con un po’ di olio evo in una casseruola ampia per qualche minuto fino a quando iniziano ad imbiondire, mescolando spesse volte. Unire tutte le verdure che avete tagliato, fate stufare per qualche minuto e poi aggiungere un paio di litri di acqua, qualche granello di sale grosso e cuocere il tutto per circa un’oretta a pentola coperta mescolando di tanto in tanto. Appena passata la prima mezz’oretta, unire i fagioli borlotti privati della loro acqua di conservazione. Con la mezzaluna, tritare finemente le foglie di basilico con l’aglio insieme anche a qualche ago di rosmarino e qualche foglia di salvia. Unire le foglioline di timo e maggiorana, mischiare bene il tutto. Unire al minestrone appena terminata la cottura a fuoco spento, mischiare bene il tutto, regolare con un pizzico di pepe e per chi desidera un poco di grana grattugiato.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

MINESTRA DI CECI 

MINESTRONE DI VERDURA

MINESTRA DI VERDURE CON PROSCIUTTO CRUDO E CIPOLLA

PASSATO DI VERDURA CON ORZO PERLATO, SAPORE DI PAPRICA CON CROSTINI SAPORITI

Mi trovi anche qui

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Un “Dolcepensiero” perchè troppo buoni: qui in Brianza anche oggi appena svegliati, la giornata si è presentata grigia, pioggia battente e voglia di uscire ben poca eppure è domenica, mannaggia! in cucina avevo ancora del pane raffermo e avendo avuto un buon risultato con i primi mi sono voluta ripetere. E sono stati molto buoni e caldi, perfetti per questa giornata non ancora primaverile ma ora ormai a metà pomeriggio,il cielo ha deciso di regalarci un po’ di azzurro.

INGREDIENTI PER UNA DECINA DI CANEDERLI

150 grammi di pane raffermo senza crosta

80 grammi di speck

2 bicchieri di latte intero

2 uova

un pizzico di sale

un pizzico di pepe nero

1 scalogno

4/5 cucchiai di grana grattugiato

1 mazzettino di prezzemolo

farina bianca 00 q.b.

2 litri di brodo di vegetale (carota, zucchina, sedano e qualche granello di sale grosso)

olio extravergine d’oliva

PREPARAZIONE

Mettere a bollire il brodo con le verdure indicate sopra, quando saranno belle cotte, frullarle con il mixer ad immersione e poi con un colino, travasare il brodo in una capiente padella. Tagliare a dadini il pane. Scaldare il latte senza farlo bollire, quindi versarlo a tratti sul pane all’interno di una ciotola e con le mani iniziare a lavorare l’impasto impregnandolo bene. Affettare molto sottilmente lo scalogno e lo speck, in una pentola antiaderente unire un filo di olio evo in cui farete sfrigolare scalogno e speck, appena prenderanno colore, unire il pane abbassando la fiamma al minimo. Sbattere le uova con un pizzico di sale e pepe, unirli all’impasto mescolando velocemente per non far rapprendere troppo le uova. Unire il grana grattugiato e il prezzemolo ben lavato, asciugato e tagliuzzato molto finemente. Con le mani bagnate, formare la prima pallina con una porzione d’impasto compattando bene, passarlo nella farina bianca. Continuare fino ad esaurimento dell’impasto, le palline avranno la dimensione di una palla da ping pong. Porre in frigo per almeno otto ore. Scaldare il brodo, porvi a cuocere i canederli facendo attenzione che il brodo non abbia un bollore troppo vivace, per circa una decina di minuti. Servire ben caldi con l’aggiunta di altro grana se gradite e una generosa spolverata di prezzemolo tritato.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

CREPES CON BROCCOLI E SPECK 

LINGUINE CON RAGU’ DI GALLINELLA E CUORE DI BUE

RIS E ERBORIN ovvero LA MINESTRA DI RISO E PREZZEMOLO

Colgo l’occasione per ringraziare Lalla del blog “Semplicemente cucinando”

per avermi nominata per la sfaffetta “Blog 100% affidabile”

ne sono veramente felice!!! i premi sono sempre molto graditi

Il Blog Affidabile

che a mia volta giro a:

(CLAUDIA – MY RICETTARIUM)

(SIMO – PENSIERI E PASTICCI)

ROS – RICORDI E TRADIZIONI

GIULIANA – LA CUCINA IMPERFETTA

ALESSIA – DOLCEZZE DI NONNA PAPERA

ELY – NELLA CUCINA DI ELY

SILVIA – PANE E POMODORO

se avete già accettato la staffetta da altri blog oppure per esigenze vostre non gradite, fatemelo sapere sarà mia premura inoltrare il premio ad altre care amiche e amici!!!

“Dichiaro che i blog seguenti da me scelti rispettano le 5 regole del Premio “Il Blog Affidabile” disponibili a questa pagina http://www.gliaffidabili.it/a/altro/il-premio-il-blog-affidabile . Sono pertanto una risorsa utile per gli utenti della Rete e meritevoli di essere conosciuti da un pubblico più ampio”.

Inoltre ecco la mia motivazione per l’apertura del mio blog “Dolcipensieri” nel maggio 2008:

Ho aperto il blog perchè avevo più tempo da passare in casa: da quando ho il mio bimbo ho diminuito i ritmi di lavoro, prima ancora mi sono presa due anni – i primi di Matteo – di riposo per dedicarmi interamente a lui e di conseguenza al mio hobby “la cucina”. Ora quando posso e voglio, cucino per rilassarmi e il mio bimbo a volte mi aiuta dando vita continua al mio blog. Ho aperto il blog anche perchè sono strapiena di fogliettini e quaderni di ricette e tanti ritagli di giornale. Con il blog tutto diventa virtuale e anche un ottimo modo per poter scambiare con altre persone, consigli e suggerimenti sulle ricette divenendo anche un diario dedicando sempre l’apertura del post a qualche mia disavventura di vita: la mia cucina si apre a tutti coloro che amano pasticciare e mangiare bene, che sia facile o difficile, che sia umile o ricercato. Non ho obiettivi particolari: vorrei solo essere seguita come lo sono già e magari migliorare e aumentare i miei sostenitori… (vieni qui a conoscermi meglio)

Con questa ricetta partecipo alla raccolta

del blog “dario dela mia cucina” dal titolo “I love home made”

Mi potete trovare anche qui con tante ricette

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…dal libro “Torte di mele” di Maria Teresa Di Marco e Marie Cécile Ferré

E’ morbida, profumata, umida. Va bene a merenda, ma anche a colazione e, se ne avanza una fetta il giorno dopo, mantiene tutte le sue promesse.

Mai presentazione ad una ricetta fu più azzeccata: quando ho visto il libro, che fa parte di una lunga serie di testi dedicati a vari temi di cucina, me ne sono subito innamorata. La torta di mele non manca mai nella mia cucina come mai non è mancata per la merenda che mi preparava la mia mamma; ho acquistato subito il libro ma, come sempre, non mi sono messa nell’immediato a creare qualcuna delle ricette, riportate molto dettagliatamente sul ricettario. Foto romantiche cha fanno sentire subito a casa, con eleganza e glamour… testi descritti bene con semplicità. La torta è riuscita a stregare i molti fortunati che l’hanno assaggiata e ho trovato che sia molto versatile, utilizzando altri ingredienti per rendere quasta già di per sè bontà, ancora più ghiotta ai gusti dei miei ospiti…

INGREDIENTI PER OTTO PERSONE

250 grammi di ricotta

200 grammi di farina

50 grammi di frumina (io ho usato la fecola di patate)

150 grammi di zucchero + 2 cucchiai

3 uova

1 bustina di lievito

3 mele

il succo di mezzo limone

2 cucchiai di uvetta

PREPARAZIONE

Sbucciare le mele, privatele dai torsoli, tagliatele a pezzetti piccoli e raccoglietele in una ciotola con il succo di limone e l’uvetta, mescolate bene. Montate la ricotta con lo zucchero, unite i tuorli, la farina, il lievito e la frumina (per me fecola di patate), quindi le mele e infine incorporate gli albumi montati a neve ben soda, mescolando dal basso verso l’alto. Versate l’impasto in una tortiera di circa 24 cm di diametro e cuocete in forno già caldo a 180°C per circa 45-50 minuti. Controllate la cottura facendo la prova dello stecchino, ma ricordate che la torta deve risultare piuttosto umida.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TORTA DELLA NONNA CON FARINA DI RISO

TORTA ASPARAGI E RICOTTA

MUFFIN ALLE MELE

LA PASTA CON I BROCCOLI DI MONTALBANO

FROLLA AL CARDAMOMO CON RIPIENO DI FRUTTA SECCA E MIELE SARDO

Con questa ricetta partecipo al contest di “La cuoca dentro” e “Fior di rosmarino”

Partecipo anche al contest dedicato alla ricotta di Pane e Olio

Mi trovi anche qui…

 

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Un “Dolcepensiero” lariano: durante il periodo pasquale per le vie di Como, dove sorgo le panetterie e le pasticcerie – alcune storiche e antiche, padrone di ricette altrettanto antiche e vissute – aleggia un buon profumo di pane dolce. E’ il periodo del dolce pasquale tradizione della città di Como, la “Resta”: un dolce legato, nella tradizione comasca appunto, alla celebrazione della domenica delle Palme. Infatti il dolce è legato da un gesto simbolico: al suo interno viene infilato (nella pasta prima della cottura) un ramoscello di ulivo, mentre sul dorso viene inciso un disegno che ricorda la spiga detta anche “lisca o resca”, simboli associati alla rinascita primaverile da cui prende poi il nome questo dolce.

INGREDIENTI E PREPARAZIONE

PRIMA LIEVITAZIONE

Sciogliere il lievito di birra (circa 15 grammi) in poca acqua tiepida; nell’impastatrice, miscelare il lievito liquido con 75 grammi di farina bianca 00 antigrumi e lasciare lievitare per un’ora.

SECONDA LIEVITAZIONE

Unire all’impasto della prima lievitazione 225 grammi di farina bianca 00, 100 grammi di zucchero semolato, un cucchiaio di miele, 150 grammi di burro sciolto a bagnomaria, 3 uova con un pizzico di sale e grattugiare la buccia di un limone non trattato. Azionare l’impastatrice, se necessita aggiungere ancora un poco di farina. Lasciare lievitare per un’altra ora. Far ammollare l’uvetta in acqua tiepida (circa 80 grammi).

TERZA LIEVITAZIONE

Riprendere l’impasto con le mani, unire l’uvetta ammollata ma ben strizzata e la frutta candita (circa 100 grammi); disporre l’impasto su una teglia da forno ricoperta con dandogli la forma di un grosso pane allungato, e infilarvi per il lungo il ramoscello di ulivo. Lasciare lievitare ancora per un’ora e mezza, poi infornare e cuocere per circa un’oretta a 180°C – forno statico. Ma allo scoccare dei primi 45 minuti, accertarsi della cottura con la prova stecchino. Se asciutto, spegnere il forno e lasciare la pagnotta al caldo.

La ricetta della Resta pasquale di Como è anche su

Con questa ricetta partecipo al contest del blog “FORNELLI PROFUMATI”

dal titolo “LA PASQUA A TAVOLA”

HO VINTO COME MIGLIOR FOTO

Partecipo anche alla raccolta del blog “Laura in cucina”

dal titolo: “Italia in cucina”

RICETTE LOMBARDE

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Un “Dolcepensiero” regionale: la pasta alla Norcina è uno dei primi piatti tradizionale della regione Umbria, nello specifico della città di Norcia in provincia di Perugia. Viene condita con panna e salsiccia: come tutte o quasi le ricette di tradizione, anche la pasta alla Norcina vede diverse versioni con leggere varianti. Senz’altro la versione più preziosa, è quella con il tartufo nero di Norcia ma quando non è reperibile (anche soprattutto per il costo del pregiato tartufo) si può condire con dell’ottimo olio tartufato, tra l’altro reperibile anche nelle grandi distribuzioni, l’importante che sia aromatizzato con il tartufo nero.

Perchè vi propongo un piatto umbro, un piatto di cucina tipica regionale? ve lo spiego subito: grazie a “DONNE SUL WEB” ho l’occasione di presentarvi questo bel piatto di pasta per annunciarvi la nostra collaborazione – di Donne sul Web e quindi anche del mio blog su tale piattaforma – con Gente del Fud. Una collaborazione fatta per presentarvi tutte le regioni italiane tramite la loro grande e ricca tradizione culinaria. 20 blogger per 20 regioni!

Vi aspettiamo su DONNE SUL WEB – CANALE CUCINA

PER LA RASSEGNA SULLE GRANDI PASTE REGIONALI

con tutte le proposte di tradizione delle varie blogger…

PER INGREDIENTI

e PREPARAZIONE

LINK media di settore dove si citano i nostri Blog:

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Un “Dolcepensiero” classico: l’arrosto a casa mia – quando ero piccola – era la portata principale del pranzo della domenica. Eravamo in quattro fratelli, tutti buone forchette e mia mamma per metterci tutti d’accordo, sapeva molto bene che se nel centro della tavola serviva l’arrosto, tutti ne erano contenti… fino a quando i miei fratelli sono cresciuti allora sono iniziati i problemi perchè uno era troppo asciutto, l’altro troppo grasso, di maiale era gradito a volte le altre quello di vitello. Insomma quello che prima era un piatto che riusciva a riempirci il pancino con tanta felicità, poi è divenuto metà di scambi di opinioni anche sulla cottura. Ma di una cosa sono certa: l’arrosto di vitello cotto a fuoco lento in una bella pentola, non delude mai se poi è cucinato con il latte mantiene la carne morbida. Il sapore lo lasciamo fare al sale rosso delle Hawaii* e al pepe. Perfetto per ogni occasione e non solo di festa…

*Il sale rosso della Hawaii, di provenienza oceanica, è lavorato con argilla vulcanica purificata delle Hawaii chiamata alea che lo rende molto asciutto. Ha una vivace sapidità, un retrogusto piuttosto ferroso, infatti la presenza di ferro ne conferisce il suo colore rosso; perfetto per carni arrosto o alla griglia ma anche per il pesce.

PER INGREDIENTI E PREPARAZIONE 

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Un “Dolcepensiero” francese: una calda e profumatissima padella di pollo… profumato grazie alle quattro spezie che poi danno il titolo a questo piatto. La “quatre épices” è una miscela di spezie, quattro appunto, quali chiodi di garofano, noce moscata, cannella e pepe. Esiste anche la versione con l’aggiunta di zenzero e pepe di Giamaica per creare un ottimo condimento perfetto per le carni bianche. Le spezie sono molto presenti in questa pietanza che prevede l’uso di un brodo aromatizzato anch’esso dalle spezie. E’ un piatto francese. In Europa le spezie in cucina sono molto presenti fin dai tempi antichi: si pensi che fin dall’antica Grecia ai nostri romani, le spezie avevano in cucina un ruolo molto importante per insaporire piatti e pietanze. Dopo guerre e conquiste, furono molti i paesi che controllarono le vie delle spezie oppure che, conoscendo luoghi e popolazioni nuove, finirono con il conoscere nuove varietà di aromi e spezie; grandi colonizzatori furono i portoghesi, gli spagnoli, gli olandesi, gli inglesi e i francesi appunto. Al ritorno dai loro viaggi, i colonizzatori portarono con loro le varie spezie che – per alcune di loro, molto rare e preziose – divennero merce di scambio e pagamento quindi entrarono così nelle tradizioni culinarie di questi paesi. La Francia ha portato a casa con le sue conquiste non solo le spezie, ma anche i sapori del Vietnam e del Nord Africa. Questo piatto ne è una prova di queste sfumature che sono entrate nella cucina francese…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

PER LA MISCELA QUATRE EPICES

una decina di chiodi di garofano

1 stecca di cannella

1/4 di pepe nero in grani

1 noce moscata

PER LA CARNE

800 grammi di petto di pollo

1 grambo di sedano + qualche foglia tenera

1 porro

1/2 cipolla bianca

2 spicchi di aglio

125 grammi di carotine

100 ml di creme freiche

una noce di burro

olio d’oliva extravergine q.b.

qualche foglia di lauro

prezzemolo tritato q.b.

timo essicato

sale q.b.

farina bianca q.b.

PER IL BRODO AROMATICO

2 dadi (aromatizzati al pollo)

qualche foglia di lauro

1/2 stecca di cannella

una decina di chiodi di garofano

1 cipolla bianca

sale grosso q.b.

PREPARAZIONE

Preparare la miscela quatre épices: in un mortaio, ridurre i chiodi di garofano, la cannella e il pepe ad una polvere finissima, quindi unire la noce moscata grattugiata al momento (se serve circa un cucchiaino). Tenere in un vasetto di vetro o in un contenitore ermetico per utilizzi futuri (nella ricetta ne serve solo una parte). Questa miscela è perfetta per insaporire carni biance, carni di maiale, zuppe, spezzatini oppure per confezionare il famoso Pain d’épices.

Preparare il brodo aromatico*: mettere in una casseruola alta circa un paio di litri di acqua con i due dadi a cui unirete le foglie di lauro, la cannella, la cipolla nella quale inzilzerete i chiodi di garofano. Portare a bollore, salare con qualche granello di sale grosso e far cuocere poi a fuoco basso per una decina di minuti ancora. Passare il brodo attraverso un colino per filtrarlo.

Preparare il pollo: affettare i petti di pollo a tocchetti lunghi e larghi circa un/due centimetri. Tagliare a cubettini fini il sedano, il porro a lamelle sottili, la cipolla in due pezzi. Sciogliere il burro con l’aglio in una casseruola a sponde alte meglio ancora una wok, unire il pollo e farlo sfrigolare a fuoco alto unendoci tutta la verdura preparata menzionata sopra con l’aggiunta delle carotine. Lasciar cuocere una decina di minuti rigirando di continuo. Aggiungere circa metà brodo delicatamente (se vi sembra troppo aggiungetene meno). Unire un mazzolino di erbe (lauro, foglie di sedano) e un mezzo cucchiaino di miscela quatre épices, portare a bollore dopodichè abbassare la fiamma al minimo e continuare la cottura altri 10 minuti (controllare comunque lo stato di cottura del vostro pollo che può variare in base a come avete tagliato il pollo). Unire un po’ di timo. Scolare il sugo del pollo in una casseruola piccola, unite un tocco di farina bianca per ridurre la salsina su fuoco basso e la creme freiche che farete ben amalgamare con un frustino. Regolare di sale. Togliere il pentolino dal fuoco quando la vostra salsa si sarà ben addensata, eliminare il mazzolino di erbe, unire la salsa al pollo e rigirandolo molto bene su fuoco basso, unire una bella spolverata di prezzemolo tritato.

*(il brodo che vi avanza potete utilizzarlo per un aromatico risotto, ma questa è un’altra ricetta e sarà un altro post…).

Per questa ricetta mi è stato molto utile il libro “Spezie da tutto il mondo” di Manisha Gambhir Harkins con le fantastiche fotografie di Peter Cassidy: il libro oltre a spigare ricette da tutto il mondo, è una bellissima raccolta di notizie storiche sulle spezie di tutto il mondo, sul loro uso e sul loro utilizzo in cucina singolarmente o mischiandoleper farne miscele aromatiche. Di questo libro avevo già parlato qui.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

COSCE DI POLLO VELOCI AL LIME E PEPERONCINO

STRUDEL CON FRUTTA CANDITA

GELATO ALLA CANNELLA

RICETTA CHE TROVATE ANCHE QUI

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Un “Dolcepensiero” di tradizione: ci sono alcuni frutti e cibi che per tradizione vengono cucinati durante le feste natalizie e di fine anno perchè si dice portino fortuna. Il frutto del melograno è uno dei protagonisti: rosso intenso, con molteplici chicchi e dal succo dal profumo deciso perfetto per molti piatti. I cibi cosi detti portafortuna quali uva, mandarini, frutta secca, lenticchie e ovviamente le melagrane offriteli in abbondanza ai vostri invitati, si dice che portino anche soldi il che non guasta… funzioneranno? la speranza è l’ultima a morire, noi iniziamo ad utilizzarli per i piatti del Natale.

PER INGREDIENTI E PREPARAZIONE

nel CANALE CUCINA dove c’è il mio blog personale

 inoltre troverete tante ricette per preparare al meglio il vostro cenone della Vigilia, il pranzo di Natale e quello di Santo Stefano oltre che per prepararsi a quello che sarà il gran finale delle feste natalizie, il cenone di fine anno. Tantissime proposte per qualsiasi siano i vostri gusti.

Con questa ricetta partecipo al contest de

LA CUOCHINA SOPRAFFINA

dal titolo “FESTEGGIA LA CUOCHINA

MI TROVI ANCHE NELLA RUBRICA “RICETTANDO” NELLA SEZIONE “IBLOG” SU

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