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Posts Tagged ‘erbe aromatiche’

FRITTATINE CON FETA, PEPERONCINO E AROMI (10)+

Un “Dolcepensiero”: voglia di pic nic, voglia di aria fresca e sole caldo, voglia di stare con gli amici… per un pranzo su un prato sono perfette queste frittatine veloci da realizzare e comode da mangiare sia calde ma anche fredde. Le erbe aromatiche conferiscono un buon profumo mentre il peperoncino la giusta nota di piccantezza…

FRITTATINE CON FETA, PEPERONCINO E AROMI (3)+

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FRITTATINE CON FETA, PEPERONCINO E AROMI (4)+

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TAGLIOLINI CON ASPARAGI, BOTTARGA, E TIMOLIMONE (2)+

Un “Dolcepensiero”: un primo piatto dai profumi freschi con le prime foglioline di timo limone che ho raccolto dalla mia collezione di erbe aromatiche che stanno rinvigorendo piano piano nei vasi di coccio in giardino. Le ho rinvasate proprio in questi giorni di tiepido sole ma… proprio ora che sto’ scrivendo il post, un forte temporale sta scendendo e sicuramente l’acqua gioverà alle mie profumate piantine… Il timo limone si presenta come il timo classico ma è il profumo limonato appunto che ne fa la differenza: le piccolissime e delicatissime foglioline hanno anche un delizioso colore giallo che le rendono non solo profumate ma anche molto graziose. Ai miei tagliolini, impreziositi dalla bottarga sarda, ha conferito un sapore fresco e fruttato.

TAGLIOLINI CON ASPARAGI, BOTTARGA, E TIMOLIMONE (11)+

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 grammi di tagliolini

una decina di asparagi

100 grammi di bottarga di muggine sarda

qualche spicchietto di aglio

1 limone bio e/o non trattato

1 mazzettino di timo limone

olio extra vergine d’oliva q.b.

sale e pepe un pizzico

TAGLIOLINI CON ASPARAGI, BOTTARGA, E TIMOLIMONE (16)+

PREPARAZIONE

Lavare delicatamente il timo limone, sfogliarlo. Lavare il limone e grattugiarne la buccia. Lasciare entrambi da parte per il piatto finale. Portare a ebollizione dell’acqua e salarla. Tuffare gli asparagi lavati e mondati per qualche minuto. Nella stessa acqua, lessare la pasta. Tagliarli in quattro per la lunghezza, farli rosolare in padella con un filo di olio evo e qualche spicchietto di aglio a cui avrete tolto l’anima verde centrale.  Regolare di sale e pepe. Scolare i tagliolini al dente e tuffarli negli asparagi, farli insaporire per qualche minuto e a fuoco spento unire la bottarga miscelando bene il tutto (se occore dell’acqua di cottura per non asciugare tutto). Impiattare mettendo al centro qualche punta di asparago, finire con le foglioline di timo e la scorza di limone.

TAGLIOLINI CON ASPARAGI, BOTTARGA, E TIMOLIMONE (24)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TAGLIOLINI THAILANDESI

CROQUE MONSIEUR AGLI ASPARAGI IN TEGLIA

LINGUINE CON BOTTARGA E VONGOLE

POLLO ARROSTO TIMO E ROSMARINO

LIMONI SOTTO SALE E TIMO

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Un “Dolcepensiero”: non c’è pesto a cui io resista! che sia il tradizionale con il basilico, che sia rosso di pomodori secchi oppure arricchito anche con le erbe dell’estate, le stesse che acquistate come piccole e delicate pianticelle, una volta nelle fioriere in giardimo, con il contributo del caldo sole e dei temporali estivi diventano rigogliose, grandi e profumate. Non avete mai provato durante un temporale estivo, rimanere in veranda e ai primi rinfreschi, l’aria si inebria dei loro profumi??? è una sensazione irresistibile. Qualcuna delle pianticelle in questione sono resistite al freddo gelido, altre sono state sostituite da quelle nuove: ne ho un po’ ovunque in giardino oppure in una cassettina sul tavolino proprio fuori la cucina, sempre pronte per essere “spiluccate” e pronte per l’uso. Come oggi nella mia cucina: ho preparato un pesto verde con erbe profumatissime…

INGREDIENTI

1 mazzetto di maggiorana

1 mazzetto di timo

1 mazzetto di menta

olio extra vergine d’oliva q.b.

40 grammi di pinoli

60 grammi di pistacchi di Bronte non salati

30 grammi di grana grattugiato

qualche granello di sale grosso e 2 fettine di “Limoni sotto sale e timo” 

PREPARAZIONE

Mondare e lavare le erbe aromatiche, asciugarle in un panno asciutto e sfogliatele. Riunirle nella ciotola del mixer (meglio ancora nel mortaio con pestello) con i pinoli, i pistacchi, il grana; tagliare la buccia del limone – solo la parte gialla – e unirla sempre nel mixer con qualche granello di sale dei limoni. Iniziare a frullare unendo a filo l’olio evo fino a quando si forma una cremina omogenea e fluida. Perfetta per condire pasta, verdura o confezionare crostini spalmati prima di formaggio magro.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

ORECCHIETTE CON CIME DI RAPA E PESTO AI POMODORI SECCHI 

MINESTRONE PROVENZALE

PESTO di RUCOLA CON ARACHIDI, NOCCIOLE

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Rosmarino a parte, tutte le mie piante aromatiche sono morte dopo il lungo e freddo inverno appena terminato. L’acquisto di quelle nuove è stato molto positivo fatto tutto il pomeriggio scorso, ero un po’ giu’ di morale e affondare le mani nella terra e piantare sotto un tiepido sole, mi ha rigenerato… Ho acquistato la salvia, perfetto aroma anche solo da abbinare ad una pasta in bianco al burro, non potrebbe mancare mai nella mia cucina. La magia di questa pianta è racchiusa nelle sue foglie di colore grigio-verde, ricche di oli essenziali che le conferiscono il caratteristico aroma, bellissime e vellutate ma non fatela cuocere troppo, diviene amara. Sul banchetto del fiorista, accanto alla salvia tradizionale, c’erano piante anche di salvia dalle foglie gialle: l’uso che si fa in cucina è lo stesso di quella tradizionale.

In cucina: Saltimbocca alla romana

Accanto alla salvia, ho piantato timo e maggiorana; il timo è la pianta aromatica che più amo, una graziosa pianta dalle foglioline piccole e profumatissime la variante francese mentre se di foglie grandi di varietà inglese, lo si usava già dall’antica grecia. Si pianta in marzo-aprile e si raccoglie prima della fioritura. Di questa pianta si utilizzano soprattutto le foglie. In cucina il suo uso è molto vario: grazie al suo sapore molto aromatico, viene utilizzato per aromatizzare pastasciutte, carni arrosto, grigliate sia di carne che di pesce. La maggiorana ha un aroma simile al timo ma più dolce e odoroso, molto simile all’origano, entrambi perfetti anche da consumarsi previa essicazione, divenendo di aroma più intenso. E’ di origine africana. Le sue foglie possono essere usate per molte tipologie di prodotti.

In cucina: Caprini bianchi nell’olio con timo e maggiorana

Spaghetti profumati al timo con zucchine

Il cardamomo dopo lo zafferano e la vaniglia, è la spezia più cara. Il frutto è una capsula contenente piccoli semi di colore nero. Per non perdere la fraganza di semi, il cardamomo si conserva nel tempo sottoforma di capsule, appunto. Solo al momento dell’uso, la capsula viene rotta con delicatezza e i semi utilizzati sciolti o macinati. E’ originaria dell’India, ma ora la spezia viene prodotta anche in altri paesi asiatici tra la Cambogia, il Vietnam e lo Sri Lanka. E ora veniamo alla parte dolente, nel senso che spero di poter usufruire dei suoi frutti malgrado le nostre abitudini climatiche, infatti la pianta del cardamomo cresce tra gli 800 e i 1500 metri di altitudine in un clima caldo/umido (io vi ricordo vivo in Brianza). Particolare pianta dalle cui radici, che crescono esternamente, hanno vita i semi in capsule. I frutti si raccolgono appena prima della maturazione che avviene da settembre a dicembre. Una volta raccolti, i semi di cardamomo vengono seccati al sole o comunque in luoghi coperti ma caldi. In Europa arrivo’ con le crociate e veniva usato come rinfrescante dell’alito e digestivo, mentre i greci e i romani lo utilizzavano per confezionare profumi. In Italia viene usata anche come pianta da ornamento grazie alla sua bellezza durante la fioritura che produce un fiore simile ad un’orchidea di colore bianco. In cucina i semi, molto aromatici, sono impiegati per isaporire piatti dolci e salati, bevande come vino e caffè. I semi hanno un sapore speziato che ricorda quello degli agrumi. In commercio si può trovare il cardamomo verde che ha un gusto intenso e fortemente aromatico, il cardamomo nero che è più astringente, leggermente amaro e con un sentore di menta. Oltre ad essere una pianta preziosa e di costosa produzione perchè la raccolta dei semi può essere fatta solo a mano senza uso di mezzi meccanici, è una pianta in cui gli indiani nutrono un gran rispetto coccolandola come fosse una donna tantè che si racconta che la raccolta dei semi avviene solo con mani femminili. La mia preparazione in cucina ha avuto inizio con una torta dedicata solo alle donne…

In cucina: Torta mele e cardamomo “Fantastidonne”

E da brava “sarda” adottata, non potevo esimermi dall’acquisto della pianta del mirto, tipica pianta della macchia meditteranea molto diffusa in Sardegna. La pianta del mirto ha bellissimi fiorellini bianchi, in cucina si utilizzano le piccole bacche di colore nero-azzurro e/o rosso scuro (mirto rosso) o più raramente bianche (mirto bianco). Maturano da novembre a gennaio persistendo per un lungo periodo sulla pianta. L’uso più conosciuto in cucina è per confezionare il liquore Mirto, oppure durante la cottura del maialino sardo sulla brace, si usa bruciare qualche ramo di mirto per conferire alla carne un ottimo profumo e sapore. Grazie al lavoro naturale delle api, in commercio possiamo trovare anche il miele al mirto. Anche per la raccolta del mirto, non esistono macchine in grado di sostituire la mano dell’uomo che durante la fase di distacco delle bacche, deve far attenzione a non rovinare l’arbusto. L’unico strumento da utilizzare per la raccolta, è una sorta di pettine con una bacinella a volte anche un sacco (tipo quelle che si usano per la raccolta a mano dei mirtilli).

In cucina: Il maialino sardo

Ed eccoci ad alcume piante che non ho mai provato a coltivare come del resto anche il cardamomo è una nuova esperienza. In ordine l’erba cipollina che ho sempre acquistato già recisa: è una pianta erbacea perenne, cresce in località con clima temperato ma resiste anche al freddo, è una pianta aromatica dalle foglie lunghe profumate che ricordano il gusto della cipolla, di un colore verde intenso; i fiori invece di colore rosa tendente ad un viola chiaro. Una pianta conosciutissima fin dai tempi antichi, per i popoli celtici addirittura magica con notevoli poteri. In cucina ha un uso svariato: perfetta nelle salse, ottima con le uova cucinate in molteplici varianti o anche in semplici frittate o crepes, si può aggiungere a torte salate, ma per me il miglior utilizzo lo si vede abbinato a formaggi di pasta tenera e spalmabili, si può utilizzare per aromatizzare il burro o per accompagnare piatti di pesce. Utile anche solo per scopo decorativo avendo steli lunghi, si possono legare con essi fagottini, crepes o verdure in mazzetti.

In cucina: I calamari di Marco

L’erba limoncina mi ha fatto riaffiorare bellissimi ricordi legati all’infanzia: c’era un signore ormai morto da anni, che nel suo giardino la coltivava sempre questa erba dal forte sapore di limone per poi confezionare il liquore. Per qualche anno la mia mamma ha emulato questo saggio signore e oggi nel mio orto ho voluto piantare questo arbusto ricordandomi così di quando con la mano ne accarezzavo le foglie solo per far sprigionare nell’aria il suo intenso profumo di limone… e nell’aria c’era sentore di estate. Si possono usare sia le foglie che i fiori di colore giallo o viola chiaro. Su può utilizzare per lenire il mal di denti, se avete una difficile digestione oppure se soffrite di capogiri e vertigini. Abbinato ad alcool puro, otterrete il famoso liquore.

La liquirizia anzi meglio chiamarla Helichrysum Italicum” in italiano “Elicriso“, in rete ho letto che viene utilizzata nella preparazione del curry. Sempre leggendo in rete, qui in Italia è una pianta spontanea con i fiori gialli utilizzati per confezionare composizioni di fiori secchi; è una pianta perenne da conservare quasi fosse una pianta grassa. Resiste fino a zero gradi. In cucina è perfetta per infusi e tisane, oppure come insaporitore in risotti, carni e minestre.

Un accenno al rosmarino è doveroso farlo essendo le uniche tre piante aromatiche resistite al freddo: la prima che ormai è più che decennale quando è in fioritura è un piacere vederla, fotografarla ed annusarla, la seconda che resiste anche lei da sette anni e l’ultima che avrà circa tre anni. E’ una dellle piante aromatiche più presenti sul nostro territorio divenendo anche pianta da siepe e ornamento, simbolo della nostra meditteranietà. Ottima spezia da sempre abbinata ad arrosti ma non solo: è perfetto anche per piatti dolci e dessert. Il suo fiore tra l’azzurro e il violetto, delicato e molto piccolo, viene utilizzato per aromatizzare le insalate oppure i dolci soprattutto quelli al cucchiaio mentre le foglie, fresche o essiccate, vengono aggiunte ad arrosti, patate, carni e pesce soprattutto alla griglia. Ottimo per aromattizzare pane, focacce e l’olio.

In cucina: Zuppa di cipolle al rosmarino

Per finire con un tripudio di profumi e sentori nonchè di belle e tenere foglie verdi… la menta bergamotto, per me grande novità, è una piante perenne con le foglie molto sono simili a quelle della menta piperita ma con venature più scure e tendenti al rosso, i fiori fioriscono in estate inoltrata divenendo attrazione, grazie al suo profumo, delle api. Dal profumo dolciastro, le sue sono origini lontanissime fino arrivare all’America del nord dove veniva usata dagli indiani Oswego. In cucina è famosa per essere unita al tè divenedno ideale quando si ha mal di gola o come rilassante. La menta dolce, la più comune, è una pianta scoperta per caso dagli inglesi che iniziarono ad usarla in cucina per preparare dolci. La menta dolce o verde, ha fiori viola, foglie arrotondate prive di peluria di color verde-grigio brillante e molto odorose. In cucina la menta viene usata sia fresca che essiccata, usata per aromatizzare minestre, salse, patate in insalata, carni, selvaggina, pesce e gelati. Ottimo abbinamento con gli agrumi soprattutto il limone e con il cioccolato, il cocktail mojito prevede l’uso delle foglie pestate.

In cucina: Frappe’ di fragole e menta

La melissa è la pianta più ricercata dalle api, simile a quella delle ortiche con profumo simile al limone. I fiori sbocciano nel mese di giugno e sono di colore bianco e rosa pallido. In cucina la melissa vede il suo impiego per insaporire insalate, minestre e carni. I fiori essiccati servono a preparare decotti o infusi.

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ERBE

…non se ne può fare a meno!!! in tutte le cucine del mondo, le erbe sono l’ingrediente che danno quel tocco in più: rendono i piatti più saporiti, conferiscono aroma e gusto e non solo ai nostri piatti: soprattutto in primavera e in estate, ogni due-tre giorni, raccolgo un bel mazzo di erbe fini dal mio orto e le tengo in cucina e adoro il profumo che emanano quando ci passi vicino oppure quando verso sera si alza un po’ di arietta che filtrando dalle finestre, riesce a distribuirne il loro profumo intenso. Tra le varie qualità che uso personalmente in cucina e che coltivo nel mio orto, ci sono la MENTA con il suo particolare profumo intenso e che adoro accostato agli infusi o ai te’ oppure con il gelato.

ERBE (3)+

La MAGGIORANA con le sue piccole e leggere foglioline ma con l’aroma intensissimo al tempo stesso delicato. Originaria della Persia, è sempre meglio consumarla fresca soprattutto se unita alla pasta. In Sardegna uso spesso il MIRTO soprattutto per aromatizzare il porcetto alla brace: infatti è tradizione bruciare sulla brasca, qualche ramoscello mentre finisce la cottura della carne. Ideale l’uso della bacche per farne il liquore. E arriviamo all’ORIGANO che io adoro: per insaporire il sugo di pomodoro per il mio bimbo, al posto del sale, uso un’abbondante spolverata di origano e devo dire che Matteo approva in pieno. E’ di facilissima utilità: ottimo sulla caprese di mozzarella, ideale sulla pizza, come condimento alle paste, ha un aroma intenso. Suo compagno ideale è l’aglio che, nei miei piatti a base di pomodoro, sono il sufficiente condimento che regale sapore. Il PREZZEMOLO, sempre presente nel mio orto e in quello del mio papà, è sapido di aroma ma è il più usato soprattutto a crudo su tartare di carne e pesce, ottimo compagno nei mix di spezie, ideale per arricchire burro che così spezziato, conferisce sapore e anche colore, ai nostri piatti. Anche per il prezzemolo come per l’origano, l’aglio è il miglio connubio. Per i piatti a base di pesce sia crudo che cotto, per me è la spezia ideale.

ERBE DELL'ORTO (9)+

Quella che però non manca mai nella mia cucina è il ROSMARINO: aroma intenso, la spezie mediterranea per eccellenza, viene usato per insaporire quasi tutte le qualità di carne, ideale anche sul pesce, ingredienti principale anche per focacce e pane. Della pianta si usa anche il fiore e non solo per conferire bellezza alle portate.

ERBE DELL'ORTO+

Adoro, per il suo profumo e per l’aroma che regala ai piatti, il TIMO: aroma intenso, ottimo abbinamento con la salvia e il rosmarimo per condire le carni e i pesci. ideale per aromatizzare anche le paste e le patate. La SALVIA dal sapore delicato, viene usata per condire primi piatti veloci con il burro, ideale sulle carni soprattutto ottimi i petti di pollo aromatizzati con la salvia appunto.

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Un “dolcepensiero” cha dà gusto: questa carne al forno è aromatizzata con semplici ingredienti basilari in cucina quali sale, pepe, erbe aromatizzate quali timo rosmarino, il tutto tritato insieme e ammorbidito con un velo di senape che conferisce alla carne un sapore delizioso. 

scamone

INGREDIENTI PER SEI PERSONE

800 grammi di scamone di manzo

olio extravergine d’oliva

500 grammi di pasta di pane

15 grammi di senape non forte

75 grammi di pan grattatato

1 cucchiaio di erbe aromatiche fresche quali timo, rosmarino…

1 spicchio di aglio

sale e pepe

PREPARAZIONE

scamone1

Rosolare lo scamone con un poco di olio extravergine d’oliva su tutti i lati, comprese le estremità, per circa quattro minuti. Lasciatelo riposare a temperatura ambiente. Stendere la pasta di pane: ricavate una striscia larga sei centimetri e più lunga possibile. Frullate nel mixer il pangrattato, le erbe aromatiche, sale, pepe, aglio e olio extravergine d’oliva. Spalmate la senape sullo scamone e coprite con il pan grattato aromatico cercando di far aderire bene dappertutto.

scamone2

Avvolgete lo scamone nella striscia di pane come se lo bendaste e fate aderire la pasta bordosu bordo. Infornate a 200°C a forno caldo.

scamone3

A cottura ultimata, per la carne al sangue la temperatura interna dovrebbe essere di 50-55°C. Lasciate riposare la carne prima di servire accompagnata con del semplice songino all’aceto balsamico.

scamone4

ricetta “gustata” da: TUTTO AL FORNO i libri di SALE & PEPE

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