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PASTA CON BROCCOLI E FONDUTA AL TALEGGIO (31)+

Un “Dolcepensiero”: mancano solo sette giorni… sette giorni molto ricchi di impegni. Il week-end appena passato è stato tutto all’insegna degli ultimi regali e le varie manifestazioni in pro loco; ora bisogna prepararsi alla festa scolastica, ai vari impregni ancora in programma in pro loco ed infine a qualche coccola perchè il Natale mette subito voglia di divano, copertina, film dolcissimi dove il natale regna in modo romantico e quando non è così godersi le lunghe tavolate ricche di ogni bene. Per una pasta ottima come primo piatto, è perfetta anche questa idea molto semplice ma in stagione…

PASTA CON BROCCOLI E FONDUTA AL TALEGGIO (22)+

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 grammin di mezze maniche o pasta corta

1 broccolo verde

150 grammi di taleggio DOP

100 grammi di panna

latte intero q.b.

una noce di burro

una presina di noce moscata

un pizzico di pepe

grana grattugiato q.b.

PREPARAZIONE

Lessare il broccolo lavato e diviso in piccole cimette in acqua bollente salata per qualche minuto, scolarle senza buttare l’acqua in cui cuocerete anche la pasta. In un tegame antiaderente, sciogliere una noce di burro con un poco di latte a cui aggiungerete il taleggio a tocchetti con la panna. Regolare di noce moscata, pepe e latte se troppo denso. Scolare la pasta, condirla con qualche broccolo e un paio di cucchiai di fonduta; impiattare ponendo i broccoli avanzati in superficie ed infine cospargere con la fonduta di taleggio. Servire con del grana grattuggiato in aggiunta per chi lo desiderasse.

PASTA CON BROCCOLI E FONDUTA AL TALEGGIO (6)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

PASTA D’AUTUNNO

GRATIN DI BROCCOLI

RISOTTO RADICCHIO, TALEGGIO E PISTACCHI

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Un “Dolcepensiero” che apre le porte… all’autunno: la pasta è il piatto preferito da noi italiani simbolo di mediterraneità, è un dato di fatto!. Durante i mesi freddi un altro piatto tipico di noi italiani sono le fondute, soprattutto perchè ci richiamano alle montagne e alle prossime vacanze invernali: ricche creme calde che possono arricchire un buon piatto di pasta. Per salutare la prima settimana dedicata ai cibi di stagione, si possono ancora utilizzare gli ultimi ingredienti della recente stagione estiva: un ottimo collegamento o staffetta fra queste stagioni ricche e colorate ma tanto diverse fra loro.

PER INGREDIENTI E PREPARAZIONE

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Un “Dolcepensiero” ormai finito: e si il pecorino di Pienza l’ho terminato tutto. Quando sono stata in Toscana, avevo acquistato parecchie forme di formaggio di vari tipi (ne ho parlato in questo post) e poi tagliati in spicchi e conservati in sottovuoto per una resistenza maggiore. Ed ecco qui un connubio di sapori della Val d’Orcia con dell’ottimo pecorino e lo zafferano, vero tesoro di questa terra; il pecorino usato per la fonduta è stato stagionato in foglie di noce che gli conferisce un sapore leggermente amarognolo grazie proprio alla sua stagionatura, che avviene sotto un manto di foglie di noce per circa 120 giorni di cui 90 trascorsi sotto le foglie assorbendone l’aroma che penetra nell’impasto. E’ questo che lo rende particolare. La foglia della noce venne utilizzata fin da tempi antichi per preservare il formaggio: fatto dovuto alla mancanza di grotte. Il Pecorino viene prodotto nella splendida area della valle dell’Orcia, eletta patrimonio dell’ umanità dall’ UNESCO.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 grammi di sedani rigati

150 ml di panna da cucina

100 grammi di pecorino di Pienza stagionato in foglie di noce

una noce di burro

latte q.b.

zafferano in pistilli q.b.

PREPARAZIONE

Quattro ore prima di procedere alla cottura della pasta, lasciar sciogliere lo zafferano in poca acqua. Lessare in abbondante acqua salata la pasta; intanto preparare la fonduta grattando il pecorino, unire la panna e lo zafferano sciolto. Se troppo denso, aggiungere un poco di latte, regolare di sale e porre su fuoco medio-basso fino a quando si presenta una crema densa aggiungendo una noce di burro, unire altro latte se necessario. Condire la pasta di formato corto con la fonduta così ottenuta, terminare con qualche pistillo di zafferano.

 

Adoro la Toscana che mi ha completamente stregato l’ultima volta che ci sono stata

quindi partecipo volentieri al contest del blog: “PAN DI RAMERINO

dal titolo “LA TOSCANA NEL PIATTO

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Un “Dolcepensiero” tutto tipico: questo piatto è nato dal piacere di gustare una pietanza con tutti prodotti del territorio. Alla SAGRA DEL VERMENTINO, che si tiene tutti gli anni a Monti (OT) – un paesino a pochi chilomentri da Olbia – ho acquistato dello zafferano sardo in pistilli e aggiungo finalmente, perchè gli altri anni non riuscivo a reperirlo. Della sagra e della graziosa e semplice trattoria dove ho mangiato, ne parlerò in un altro post. Ora vorrei parlarvi di questo vero e pregiato tesoro della natura: quello che ho acquistato a Monti arriva da un’azienda agricola di Ploaghe in provincia di Sassari: “Az. Agricola A. Calvia”. Nel cartoncino che faceva da scrigno ai pistilli di zafferano, ci sono indicate le sue proprietà benefiche: antiossidante, efficace come digestivo, una spezia che crea buonumore, coltivato del tutto al naturale e biologico, considerato anche afrodisiaco sia nell’antichità ma anche a tutt’oggi, light perchè ha zero calorie e infine ottimo depuratore del sangue oltre che in tempi remoti, utilizzato come moneta per effettuare scambi di merci. I pistilli di zafferano sono filamenti del fiore che vengono estratti a mano: questo comporta il costo salato per l’acquisto dei pistilli (0.3 grammi = 5 euro)!!! Lo si può utilizzare cosi come lo si acquista unendolo a zuppe, minestre o salse oppure facendolo sciogliere qualche ora prima in acqua o brodo caldo. Se amate spolverizzare gli stimmi, tostare gli stessi sottoponendoli ad una moderata fonte di calore; quando sono ben aridi e friabili, riporli in un pezzo di carta, ripiegare e cchiacciare con un cucchiaio. 0,3 grammi sono più che sufficienti per 500 grammi di riso. La prima raccolta di zafferano è a dicembre: si inizia presto all’alba prima che il fiore si apra, è un operazione che viene eseguita con molta calma e delicatezza, gli stimmi ricavati vengono posati in canestri e ce ne vogliono parecchi perchè ogni fiore ne contiene tre al massimo cinque. Lo zafferano sardo si distingue per il suo aroma delicato oltre che per la sua altissima qualità. Il suo colore è molto marcato da un arancione ad un granata molto vivace. Il sapore… beh unico!!!

INGREDIENTI

500 grammi di riso

0,3 grammi di stimmi di zafferano

una cipolla grande bianca

2 litri di brodo con dado vegetale più 1 cipolla, gambo di sedano e qualche granello di sale marino grosso

2 bicchieri di vino bianco

qualche noce di burro

PER LA FONDUTA

300 ml di panna

200 grammi di pecorino

un paio di noci di burro

pepe bianco

parmigiano gratuggiato.

PREPARAZIONE

Almeno quattro ore prima, stemperare gli stimmi di zafferano in acqua calda. Preparare il brodo con dado e verdure sopraindicate. Tritare la cipolla. Far fondere in una casseruola un paio di noci di burro e rosolarvi la cipolla. Unire il riso e lasciarlo tostare fino a quando i chicchi iniziano a trasparire. Sfumare con vino bianco. Quando tutto sarà evaporato, versare il brodo, un mestolo alla volta. Nel frattempo, mentre il riso cuoce, preparare la fonduta: in una casseruola di coccio alta, far sciogliere il burro, unire la panna e stemperare bene il tutto, aggiungere il pecorino (mi raccomando, regolatevi in base alla stagionatura del pecorino e in base ai vostri gusti se desiderate una fonduta più o meno saporita), mescolare bene il tutto e tenerla su fuoco bassissimo regolando di pepe e un po’ di parmigiano. Verso fine cottura del riso, aggiungere lo zafferano sciolto, far asciugare bene il riso mantecandolo con del burro e una spolverata leggera di pecorino. Servire il risotto in piatti fondi creando al centro un buco dove metterete la fonduta di pecorino. Servire un del fresco Vermentino di Gallura.

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millefoglie con fonduta e funghi1

Ingredienti per 6 persone:

1 confezione di pasta sfoglia fresca

50 grammi di burro

100 grammi di grana grattugiato

300 grammi di formaggio di latteria

125 grammi di panna + besciamelle*

500 grammi di funghi champignon

1 etto di prosciutto cotto

salvia

aglio

sale

pepe

olio extra-vergine d’oliva

prezzemolo

semi di sesamo

*PER LA BESCIAMELLE

100 grammi di burro

80 grammi di farina

1/2 litro di latte

noce moscata

sale e pepe

grana grattugiato.

PREPARAZIONE:

millefoglie con fonduta e funghi2

Preparare la besciamelle: in una casseruola fate scioglliere il burro a fiamma bassissima e, aiutandovi con una frusta, amalgamate bene la farina passata al setaccio per evitare grumi. Diluire subito con il latte; continuate a mescolare fino a che la salsa si addensa, all’inizio del bollore fate cuocere per circa 6-8 minuti continuando a rimestare. Spolverate con la noce moscata, il sale e il pepe, aggiungete una bella spolverata di grana grattugiato. Srotolate la pasta sfoglia scongelata, formate dei dischi di tre mm di spessore e distribuiteli su di una placca unta, spolverata con un pò di grana, spolverizzate anche il sopra dei dischetti e ponetela in forno a 180 gradi per 5 minuti, il tempo necessario affinchè i dischi prendano un leggero colore dorato. Nel frattempo fate appassire la salvia nel burro, aggiungete la panna e la besciamelle, portate ad una leggera ebollizione e, dopo aver eliminato la salvia, incorporate il formaggio di latteria a cubetti. Lavate i funghi, saltateli in padella con un filo di olio extra-vergine e un paio di spicchi di aglio, regolate di sale e prezzemolo. Componete direttamente la millefoglie sui piatti di portata: alternate ai dischi i funghi con un pò di fonduta, il prosciutto cotto con ancora la fonduta terminando con un disco spolverato di grana e ornato con qualche funghetto e i semi di sesamo.

millefoglie con fonduta e funghi3

Un “dolcepensiero” modificato:  al posto del prosciutto cotto, è ottimo anche lo speck ma assicuratevi che sia tagliato molto sottile. Ottimi i pinoli al posto dei semi di sesamo. Questo piatto si potrebbe considerare come un piatto unico per la sua sostanziosità e la sua prelibatezza… ottimo da fare nel periodo autunnale con funghi di bosco freschi (ottimi i porcini e porcinelli), viene bene anche con gli champignon che trovate nel reparto surgelati. 

millefoglie con fonduta e funghi4

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