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Posts Tagged ‘grappa’

TARTE NORMANDE (20)+

Un “Dolcepensiero” da un libro mi fa compagnia in cucina: in questi giorni sto’ leggendo un bellissimo romanzo sul cioccolato dal titolo “Ladra di cioccolato” ambientato a Parigi (qui la mia personale recensione). Cade ricca ereditiera di una grande ditta produttrice di barrette di cioccolato in tutto il mondo, si trasferisce per un breve periodo proprio nella capitale dei grandi cioccolatieri francesi per carpirne non solo un contratto per una serie di cioccolato di marca a livello mondiale, ma anche per carpirne segreti e formule per la produzione di buon cioccolato. All’inizio del romanzo Cade assaggia la Tarte Normande, che Laura Florand racconta così: “…le ceste sul bancone contenevano paste dorate a spirale, a mezzaluna, rotonde; rettangoli panciuti da cui occhieggiavano mandorle, uvette, gocce di cioccolato, spolverati di zucchero. Fragole rosse su cuscini di morbida crema giallo chiaro, sulla crosticina dorata di dolcetti rotondi grandi come il palmo della mano. Da una Tarte Normande spuntavano fettine di mela. Choux ricoperti di cioccolato se ne stavano accovacciati su choux più grandi, glassati anch’essi al cioccolato, e avevano l’aria di piccoli pupazzi di neve vestiti di nero. Lunghi éclair dalla forma fallica glassati al caffè, al cioccolato e al pistacchio, erano disposti in file, come nel sogno di un ninfomane…”. Una ricerca in rete mi ha fatto conoscere ancor meglio questa buona variante di dolce alle mele di cui mi sono innamorata già dal primo morso. Già la sua preparazione ti fa pregustare la sua futura bontà una volta cotta in forno: il guscio croccante racchiude mele con zucchero, la crema di panna e il profumo della vaniglia poi ne fanno il ripieno ancora più ghiotto. Ma perchè “Tarte Normande”? La torta di mele della Normandia, si chiama così se tradotta in italiano, deve il suo nome a questa regione perchè famosa per le mele, appunto; ben più di 700 diverse varietà, oltre alla produzione del sidro, bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione di questo frutto oltre al Calvados ossia un brandy alle mele.

TARTE NORMANDE (28)+

INGREDIENTI

PER LA PASTA

230 grammi di farina antigrumi

30 grammi di zucchero

180 grammi di burro leggermente salato freddo

6 cucchiai circa di acqua fredda

PER IL RIPIENO

500 grammi di mele gialle

qualche goccia di limone

120 grammi di zucchero

150 ml di panna fresca

1 stecca di vaniglia del Madagascar

1 uovo

30 grammi di farina

2 cucchiai di grappa

zucchero a velo vanigliato q.b.

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PREPARAZIONE

PER LA PASTA: nella planetaria, mettere la farina con lo zucchero. Aggiungere il burro freddo tagliato a pezzettini e impastare. Aggiungere gradatamente l’acqua, un cucchiaio per volta mi raccomando, fino a quando non si forma una palla; avvolgerla con della pellicola e sistemarla in frigo per due ore.

PER IL RIPIENO: sbucciare le mele, eliminare i torsoli e affettarle a fettine. Metterle in una ciotola e condirle con metà dello zucchero e qualche goccia di limone. Stendere l’impasto con uno spessore di quattro/cinque millimetri che stenderete su una teglia da crostata di circa 24-26 cm di diametro imburrata ed infarinata, ritagliare gli eccessi di pasta ai bordi e buccherellarne il fondo. Sistemare un foglio di carta forno, ricoprirlo di fagioli secchi e informare a 190°C per una decina di minuti. Togliere carta e fagioli e rinfornare per altri cinque minuti. Sfornare e sistemare sul fondo le fettine di mela. Scaldare leggermente la panna con i semini della vaniglia e la bacca integra. Sbattere l’uovo con l’altra metà di zucchero, aggiungere la farina, versare poi la panna filtrata e la grappa. Versare il tutto sulle mele fino a riempire la crostata, infornare il tutto ancora 190°C per una ventina di minuti; dopo di che spolverare abbondantemente con dello zucchero a velo vanigliato, e rimettere in forno per una decina di minuti. Passare poi al grill per qualche minuto fino a quando le mele sono un po’ dorate, sfornare e lasciar intiepidire.

TARTE NORMANDE (10)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TARTE TATIN AI POMODORI

TARTELLETTE AL TALEGGIO E ASPARAGI

TARTE TATIN ALLE MELE

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Ed eccoci a BORMIO, bellissimo paesino quest’anno ancora più bello completamente innevato; infatti di neve, come da noi a Como, ne è scesa in abbondanza. Infatti il paesaggio quest’anno sembra di cotone, tutto bianco e candido. Questi primi due giorni sono stati fantastici: cielo azzurrissimo, sole caldo malgrado la temperatura fredda che si aggirava intorno ai meno due gradi. Per strada puoi imbatterti ancora nei calessi trainati dai cavalli che regalano un aria di altri tempi… e ogni tanto scorci di vita contadina che c’era un tempo lontano, case ristrutturate ricavate da vecchi fienili diventate ancora più belle e caratteristiche mantenendo alle facciate parti di affreschi antichi.

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Passeggiata di rito è la Via Roma, dove tra negozi vari, puoi scoprire e comprare i prodotti tipici della Valtellina. In un breve elenco, ecco i principali prodotti della zona: PIZZOCCHERI, pasta di grano saraceno simili di forma alle tagliatelle cucinate con formaggio CASERA DOP,  il BITTO formaggio che si trova in varie stagionature denominate non solo dal periodo ma anche dall’anno in cui è stato prodotto oltre ai vari FORMAGGINI DI CAPRA aromatizzati con le erbe della zona.

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Gli SCIATT elogiati ieri nella mia prima giornata e i FUNGHI PORCINI della zona ovviamente, che ora si possono acquistare secchi.

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Le MARMELLATE di frutti di bosco e il MIELE delle molte apicolture della zona.

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Infine gli AMARI, le GRAPPE  e i LIQUORI fatti con varie erbe tra cui il più famoso BRAULIO ottimo da abbinare ai dolci in cucina e i salumi di CERVO noti anche come VIOLINI, la BRESAOLA e la SLINZEGA, SALAMI vari sempre di selvaggina.

Il piatto della giornata che abbiamo gustato ai piedi delle piste sono stati i PIZZOCCHERI, un cult della cucina valtellinese originari di Teglio un paesino prima di Bormio. Per me è una portata che spesso cucino, a volte usando pasta di pizzoccheri già confezionata.

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INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

PER GLI SCIATT

200 grammi di farina di grano saraceno

200 grammi di farina bianca 00

10 grammi di grappa

30 cl di birra

un pizzico di bicarbonato

sale

250 grammi di formaggio Casera DOP

olio per friggere

PER LA VINAIGRETTE:

olio, aceto, sale, pepe eventualmente con aggiunta di senape e erbe aromatiche.

PREPARAZIONE

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In una bacinella unite tutti gli ingredienti, ad eccezione del formaggio e dell’olio, che utilizzerete per friggere. Lavorate il tutto fino ad ottenere un impasto non troppo morbido, che lascerete riposare per circa un’ora e mezzo in frigorifero. Nel frattempo tagliate il formaggio Casera DOP a cubetti di circa due centimetri di lato ed immergeteli nella pastella, precedentemente fatta riposare. Con l’aiuto di un cucchiaio raccogliete un cubetto di formaggio per volta, badando che sia ben coperto di pastella e lasciatelo cadere nell’olio bollente, portato alla temperatura di 175 gradi. Fate dorare gli sciatt nell’olio e scolateli con una schiumarola. Servite gli sciatt adagiati su un letto di cicorino fresco, tagliato sottile e condito con la vinaigrette ottenuta miscelando tutti gli ingredienti, oppure semplicemente con insalatina di vostro gusto leggermente unta con un filo di olio.

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In commercio, per chi vuole cucinare gli sciatt velocemente, c’è il preparato per fare questi buonissimi tortelli di grano saraceno.

La ricetta sopracitata è stata ripresa da un bellissimo libro di cucina valtellinese:

VALTELLINA DI GUSTO

preparato  da GEOCOOKING: prima scuola di cucina in Valtellina curata da chef professionisti.

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Un “Dolcepensiero” su feste e inverno: come ogni anno nel mio paese (Lipomo – Como) ci sono molti incontri tra le varie associazioni per scambiarsi gli auguri nelle varie sedi o perchè non in piazza davanti al presepe vivente che regala un significato in più al Natale. E quale miglior bevanda può scaldare in queste fredde serate? il VIN BRULE’, ottimo vino rosso aromatizzato con spezie servito ben caldo. Ci sono poi  molte varianti su questo tipico vino natalizio: chi lo vuole più aromatizzato, chi più fruttato, chi più vinoso e chi ha i propri trucchi e ingredienti segreti per migliorare questo nettare caldo. Mio suocero Andrea con tutti i collaboratori della PROLOCO LIPOMO, lo prepara tutti gli anni per gli auguri natalizi; il loro procedimento e il loro ingrediente finale fanno si che il vin brulè sia quel tantino più caloroso e particolare e quindi ora vi racconterò la sua ricetta augurandovi un FELICE 2009 PIENO DI SODDISFAZIONI MA SOPRATTUTTO PIENO DI ALLEGRIA che non guasta mai!!!

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INGREDIENTI

Vino rosso di buona qualità di circa 14 gradi
Cannella (in stecche)
Chiodi di garofano
Buccia d’arancia (solo la parte arancione in superficie))
Buccia di limone (solo la parte gialla in superficie)
Zucchero
Mele

Cognac e grappa

PREPARAZIONE

Sbucciare le mele, eliminare parte del centro per poter incastrare un rametto di cannella e infilzarle con i chiodi di garofano almeno sei-otto per ogni mela che dovranno essere una per litro. Prendere una pentola, versare del vino rosso corposo di 13-14 gradi (mi raccomando non scegliete vini con gradazioni basse e neanche vini scadenti perchè il risultato non sarà dei migliori soprattutto ho sentito che qualcuno usa i vini che sanno di tappo partendo dal presupposto che poi in ebolizione ne perdano il gusto di tappo appunto. Invece se usate vini non molto corposi, anche il vostro vin brulè non sarà abbastanza appagante al palato perchè qualche grado viene comunque perso in ebolizione); aggiungere ancora una stecca di cannella per ogni litro di vino, 1 buccia d’arancia e una di limone sempre per litro di vino evitando la parte bianca e 200 grammi di zucchero per litro. Mescolare il tutto con un mestolo di legno fino a quando lo zucchero si scioglie, mettere la pentola su fuoco e aspettare che vada in ebollizione. Lasciare bollire per qualche minuto, aggiungere un bicchierino di grappa sempre per litro, far bollire ed accendere poi con un fiammifero il vapore in modo da bruciare l’alcool per qualche secondo. Prima di servire aggiungere un bicchierino di grappa. Togliere dal fuoco e far riposare. Versate nei vari bicchieri friltrandolo dagli eventuali rimasugli delle spezie aggiungendo fettine di limone fresco per un tocco visivo in più.

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