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Posts Tagged ‘lago di Como’

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Appena scese dalla breve discesa che porta alla piazza di Cernobbio che dà sul lago, ci siamo già calate nella magia del “My Secret Dinner”, un bellissimo flash mob che ha coinvolto chiunque voleva per una sera, dedicarsi alla convivialità di gruppo. Tutti rigorosamente vestiti di bianco con accessori rossi, elegantemente disposti in file con tavoli e sedie bianchi accanto a chi ti capitava senza alcuna fretta, spintoni e maleducazione. Con questa bellissima occasione abbiamo potuto gustare una fetta della nostra città in modo insolito e un po’ diverso dal solito.

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Come per ogni manifestazione o gioco (per chi l’ho a visto così) le regole erano poche e rispettabilissime: ognuno ha portato da casa il necessario per allestire una tavola che doveva essere apparecchiata in modo curato, come fossimo nella nostra casa solo che in questa occasione l’aria era fresca – e non condizionata – e saliva dal nostro meraviglioso lago, le luci non sono state “addebitate” in bolletta ma ad illuminarci candele, stelle e una della lune più grandi e luminose e qua e la qualche lampione. La banda con la sua musica allegra gironzolava per i tavoli allietandoci l’attesa dell’inizio previsto per le 21.30.

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My Secret Dinner è un evento a partecipazione gratuita: se capiterà anche nella vostra città, non perdetevi questo particolare e bellissimo appuntamento per passare una serata un po’ diversa dal solito e per gustarvi la vostra città in modo sano e divertente. Potete essere in due o in venti, potete essere una famiglia o un gruppo di amici o colleghi di lavoro, tutti sono i benvenuti, di bianco vestiti però non lo dimenticate. Divertente è organizzare i propri tavoli che siamo quadrati o rettangolari, non tondi;  non esistono i posti  a ‘capotavola’ e ci si siede gli uni di fronte agli altri, Un tavolo accanto all’altro, a creare delle file anche se non si conoscono i propri vicini che per una sera, non sono quelli del piano di sopra che sgocciolano, non sono i vicini di cortile o giardino a cui non va mai bene dove poni i vasi oppure per una volta tanto, i tuoi vicini avranno qualcosa di diverso da raccontarti.

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nic vuole, tavolo e sedie  pieghevoli; tovaglia e tovaglioli rigorosamente in tessuto bianco; stoviglie in ceramica bianca o vetro, posate di metallo, bicchieri di vetro. Libero sfogo alla fantasia per personalizzare il proprio tavolo al meglio con fiori, candele, lanterne, luci e decorazioni con un tocco speciale di rosso.

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La parola d’ordine è comunque semplicità soprattutto nel cibo preferendo quelli leggeri utilizzando prodotti del territorio  rispettando la stagionalità. Acqua, vino e tante bollicine. Arrivati in piazza, prima dell’inizio della manifestazione, si possono allestire i tavoli e nella massima puntualità, alle 21.30 s’inizia a gustare le proprie delizie. L’inizio un bellissimo sventolare di tovaglioli bianchi seguiti da urli e risate per finire con un primo brindisi all’imbrunire. La disposizione dei tavoli avviene casualmente e ci si unisce sempre all’ultimo tavolo che si sta posizionando nel preciso momento in cui si arriva.

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Molto suggestivo è stato il lancio delle lanterne che hanno sfiorato con la loro delicatezza, le acque calme del Lago di Como.

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Al termine della serata un particolare segnale darà la fine della manifestazione quindi con calma si sparecchia, si raccolgono i rifiuti, si smonta il proprio tavolo e ci si incammina alla propria macchina avendo ben guardato di non aver lasciato nulla sul terreno sia che siano rifiuti o accessori rotti o danneggiati.

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Se avrete la possibilità di partecipare a “My Secret Dinner” fatelo… è un’esperienza molto glamour, un appuntamento delizioso da vivere con chi volete in tutta tranquillità, un pic-nic chic all’aperto in una parte della vostra città che mai avete utilizzato in questo modo…

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…il giorno dopo avrete qualcosa di particolare da raccontare ai vostri cari, credetemi una bellissima esperienza che sicuramente sarà da rifare se capiterò dalle loro parti! Inoltre “My Secret Dinner” ha coinvolto tutti i partecipati a fare beneficenza per l’iniziativa di “Dottor Sorriso”: non sono mancati i clown, che durante la cena, hanno girato fra i tavoli distribuendo nasi rossi di spugna, in cambio di una piccola donazione. Tutto il ricavato dell’evento è stato destinato alle visite dei Dottor Sorriso nel reparto di pediatria dell’Ospedale Sant’Anna di Como.

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Il giorno tanti bei momenti e ricordi da raccontare…

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ORTICOLARIO 2013 (73)+

Il week-end appena passato ha visto lo svolgersi della rassegna dell’Orticolario 2013 presso la bellissima cornice di Villa Erba a Cernobbio. Noi come Pro Loco Lipomo eravamo presenti con le nostre caldarroste sempre ben gradite soprattutto quest’anno dove il tempo non è stato proprio benevolo: le giornate sono state tipicamente autunnali e la pioggia ha gustato solo la domenica pomeriggio. Di questa bella manifestazione ne ho già parlato in vari post:

ORTICOLARIO 2012

ORTICOLARIO 2012

ORTICOLARIO 2012

ORTICOLARIO

L’atmosfera è rimasta sempre la stessa, gli espositori sono aumentati toccando un po’ tutti i settori ove la natura la fa da padrona, cibo compreso… Malgrado il tempo uggioso ma comunque non freddo, il successo di Orticolario lo si leggeva nelle espressioni dei visitatori: camminare anche semplicemente tra i fiori è stata una bella esperienza perché i nostri occhi sono stati inebriati dai colori e dai profumi che aleggiavano nell’aria. Tra uno spazio e l’altro, si potevano percepire sentori di liquirizia, profumo di rose e aromi legati alla vaniglia e alle nocciole se ci si soffermava davanti alle varie aree di merenda. Insomma è sempre come vivere una favola: è certo che con il sole tutto appare luminoso ma la natura sa regalarci emozioni anche con il cielo ottombrino.

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Per le composizioni floreale, quest’anno molto gettonata con i fiori era anche la verdura che con i suoi colori, rendevano i vasi ancor più glamour.

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Molti sono gli stand di arredo sia per giardino esterno, sia per arredo interno. Interessanti sono stati gli stand con complementi di arredo creati con materiali recuperati: un esempio molto bello sono state le seggiole e i tavoli ricreati con l’utilizzo di bancali ovvero assi di legno utilizzate per il carico e scarico di scatole e vari di grosse dimensioni.

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Grande abilità tecnica nell’utilizzare il ferro per creare piccole sculture per abbellire in modo fantasioso i propri giardini e terrazzi.

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Il cibo soprattutto bio e artigianale… molti erano gli stand dedicati a questa nuova e genuina tendenza.

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Per quanto riguarda il cibo, l’esposizione offriva molti punti di ristoro per il parco e nella villa un servizio ristorante. Inoltre c’erano molti punti vendita di prodotti di qualsiasi genere, questa signora gentilissima fotografata, aveva uno stand di prodotti aromatizzati quali biscotti, zuccherie e sali…

Il bellissimo stand della “Pasticceria Marra” era una delizia in tutti i sensi: profumo di vaniglia e di prodotti appena sfornati, eleganza nel gestire lo stand con la raffinatezza del contrasto fra bianco e nero, glamour nelle confezioni rendono Marra una delle pasticceria più fashion della zona. I loro prodotti sono fra i migliori, vi consiglio un giretto dalle loro parti…

Lo stand delle spezie era ricco e gli operatori ti preparavano tisane al momento per ogni tipo di cura…

Al prossimo anno…

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Ed eccomi alla seconda parte del reportage su ORTICOLARIO… passiamo ai fiori, meravigliosi e splendidamente colorati. Vorrei approfittare della foto sopra, per elogiare l’organizzazione della rassegna che non ha fatto mancare nessun tipo di comodità ai più di 20mila ospiti. Punti di ristoro sparsi per tutto l’ampio giardino, staff giovane e dinamico per aiutare i visitatori in ogni momento della visita, oasi di pace e relax per godere appieno le belle giornate. Non è mancato proprio nulla, soprattutto per gli occhi e spero che con le mie foto possiate godere di tali bellezze naturali.

Ed ecco uno degli stand più carini e scenografici della rassegna: la “LAVANDA DEL LAGO”; sarà stato per via del bellissimo viola colore predominante per tutto lo stand, sarà che hanno usato fantasia per rendere una semplice piante molto glamour, sarà la bicicletta tutta spraiata di colore viola, fatto sta che era una meraviglia messo a bordo viale tra il grigio dei sassolini e il verde della vegetazione tutta intorno. Con la definizione di “lavanda del lago” s’intende un proprio e vero progetto nato dall’amore per la natura atto a usare ciò che la natura ci riesce a regalare sempre con il massimo rispetto. L’idea è nata da un sogno grazie ai bellissimi giardini e terrazze inondate dalla lavanda, luoghi incantevoli del lago di Garda. La lavanda inizia a sbocciare a maggio accompagnandoci per tutta l’estate inebriandoci con il suo profumo, lo stesso che troviamo nei prodotti che l’organizzazione vende. Il tutto inizia con la coltivazione in pieno campo di varietà selezionate di lavanda che cresce grazie al microclima ideale del Lago di Garda e delle colline moreniche, poi i fiori vengono dati a esperti artigiani con cui ottengono oli essenziali per fabbricare profumi, saponi e simili ma anche confetture, tisane e mieli tutti aromatizzati da questo fiorellino viola.

Alla fiera anche stand di lavanda dalla Provenza con tantissimi ornamenti e prodotti profumati da questa meravigliosa essenza…

Qualche scatto dei fiori usati dai maestri fiorai per realizzare le loro composizioni:

E’ il periodo di queste meravigliose margherite autunnali, garofanini e simili…

Tantissime rose…

Iris e ciclamini a gogo!!!

Orchidee…

Fiori di campo

…ibiscus

Ma un giardino evoluto, non è solo fatto con fiori e piante… un giardino evoluto è bello anche grazie a piccoli ma teneri accorgimenti creati da abili mani esperte artigiane come per queste graziose gabbiette per uccelli…

Anche quest’anno uno stand immerso in una parte del giardino di Villa Erba, una sorta di piccolo sottobosco, era occupato da un’espositrice francese che vendeva piccoli ornamenti in ferro battutto raffiguranti animali del bosco, fiori di giardino, piccoli insetti e porta candele. Il laboratorio “Arrosoir & Persil” merita una parentesi particolare: fra gli arredi da giardino è una delle più belle esposizioni della manifestazione, anche io ho fatto acquisti perchè troppo deliziosi i loro pezzi e poi io adoro le farfalle! Creazioni di ferro riciclato, sono opere fatte con abilità che li rende pezzi unici e particolari, deliziosi da posizionare nel vostro giardino…

Bellissimi anche i complementi da giardino, un po’ country un po’ in stile provenzale come tendenza vuole…

Artigiani sul posto creavano soprammobili con fasci di erbe secche oppure graziosi e capienti cesti per ogni tipo di uso…

Molti i prodotti etnici: radici, noccioli di frutti particolari, scocche di gusci essicati possono essere utilizzati per creare meravigliosi arredi per la casa, il terrazzo e la veranda del giardino.

La bellezza di un giardino è anche un bel tavolino con sedie dove poter gustare una merenda o una cena con amici, creare un angolo con la giusta atmosfera può aiutare i propri ospiti a rilassarsi e godersi appieno la giornata con voi…

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E’ finita la quarta edizione di “ORTICOLARIO, PER UN GIARDINO EVOLUTO” presso il parco di Villa Erba a Cernobbio. 20mila presenze nei tre giorni di rassegna dedicata a fiori, all’orto con varietà di frutti e vardure, arredi per il giardino e piante di ogni tipo. Passeggiare nel parco di questa meravigliosa villa, protagonista anche di molti film, è stato un piacere enorme: immersa nei vari stand fieristici, è stato un piacere godersi queste giornate con l’ultimo caldo sole di ottobre; ho visto bellissime novità per rendere il nostro giardino più accogliente, varietà nuove di piante che fanno tendenza, fiori dai mille colori composti in modo egregio.

Appena entrati, affascinanti e alquanto allegorici ragazzi fanno da cicerone proponendoti i primi persorsi della fiera: quest’anno il pubblico è stato stimolato attraverso i percorsi più suggestivi, in un intreccio di sensi. “Emozioni sonore” è stato come un viaggio ma attraverso i suoni e i rumori udibili in un qualsiasi giardino, rumori che solo la natura riesce a proporre.

Sul retro della villa che si affaccia sul lago dove c’è il pontile e la piscina che aprono la darsena sul lago, sulle piante potate in modo preciso come fossero cerchi perfetti di foglie verdissime, troneggiano delle sculture a forma di sedie. Evento nell’evento, la mostra dal titolo “Dove sei?” è stata realizzata per l’occasione da Daniel Berset in collaborazione con “Riva 1920”, azienda che da anni lavora a un progetto: “Costruire mobili che sfidano il tempo e rispettano la natura”. Lo stesso Berset spiega il simbolo della sedia che cosa simboleggia per lui: “Attraverso la metafora o la parabola, la sedia mi permette di parlare degli uomini senza mostrarli”.

Negli splendidi giardini di Villa Erba, oltre alla mostra di Berset, il tema della nuova edizione è: “Emozioni sonore”, un viaggio sensoriale attraverso i suoni e i rumori del giardino alla ricerca di nuove e particolari sensazioni che solo la natura può regalare.

Ma voglio venire ai grandi protagonisti dell’evento… inzio a mostrarvi qualche pianticella; ce n’erano per tutti i gusti, per ogni tipo di giardino creando imbarazzo nella scelta, altre del tutto nuove… ci sono “LE FIGLIE DEL VENTO” particolati piante di colori e forme diverse scoperte da Cristoforo Colombo che ne rimase affascinato. Sono particolari vegetali che nascono da un’unica radice, il loro aspetto è quasi surreale dando impressione di essere finte. Esistono ben 500 diverse specie che popolano la Florida fino ad arrivare fino in Argentina e se viste sosì sembrano finte, sarà anche per il fatto che non hanno bisogno di alcun tipo di terriccio e riescono ad adattarsi a qualsiasi ambiente.

…E in un orto che si rispetti, non possono mancare le piante aromatiche…

Piante grasse…

Piante da frutto…

Lungo i sentieri fra i prati della villa, sono molti gli angoli particolari e scenografici che gli espositori hanno saputo creare…

L’angolo del piccante padroneggia con i suoi colori sgarcianti: i peperoncini sono anche utilizzati per creare bouquet fingendosi favolosi fiori…

…e poi mi sono imbattuta in piante che non vedevo da tanti anni, nel senso che le piante verdi nelle foto sotto, troneggiavano tanti anni fa nella mia casa sui balconi. Non so’ se era la tendenza del periodo oppure se mia madre aveva trovato il giusto pollice verde su queste piante, sta di fatto che rivederle dopo tanti anni mi ha fatto piacere… non vi sono dire come si chiamano e sbadata come sono, non mi sono ricordata di fotografare il cartello…

Chiamandosi “Orticolario” non potevano mancare stand dedicati a orto, verdura e frutta: l’autunno è ricco di verdure strepitose, le zucche la fanno da padrone non solo come verdure sulle tavole ma anche come ornamento… una festa ormai famosissima da noi, quella di Halloween è proprio simboleggiata da questa favolosa creatura naturale…

Ampie tavolate sono state dedicate a due frutti simbolo dell’autunno: le mele e l’uva.

Molte sono le esposizioni di agrumi: mandarini, limoni, lime, cedri, arance…

…e le zucche? questo è il loro periodo: ornamentali o commestibili, sono sempre un piacere vederle per le loro forme e colori.

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Un “Dolcepensiero” tutto brianzolo: il pranzo della domenica è sempre più appetitoso con l’andare avanti dei giorni; camini sempre accesi, stufe che con il loro crepitio fanno da sfondo ai discorsi dei grandi e ai litigi dei piccoli, un susseguirsi di cibarie che sono la tradizione di famiglia. Fra questi ci sono gli ossibuchi e il risotto, buon connubio di aromi e profumi perfetti per passare una domenica in famiglia.

INGREDIENTI PER IL RISO IN CAGNON – QUATTRO PERSONE

300 grammi di riso

80 grammi di grana grattugiato

50 grammi di burro

foglie di salvia

1 spicchio di aglio

sale.

PREPARAZIONE

Far cuocere il riso in abbondante acqua salata per circa un venti minuti. Far sciogliere il burro in un tegame insieme all’aglio e alla salvia per alcuni minuti. Scolare il riso, condirlo con il burro da dove avrete eliminato salvia e aglio. Spolverare con il grana grattugiato, servire poi con gli ossibuchi.

INGREDIENTI PER GLI OSSIBUCHI – QUATTRO PERSONE

4 ossibuchi di vitello

uno spicchio di aglio

prezzemolo tritato

3 dl di brodo vegetale

un bicchiere di vino bianco secco

farina bianca q.b.

40 grammi di burro

olio extravergine d’oliva

sale e pepe

PREPARAZIONE

Infarinare gli ossibuchi in entrambi i lati, salarli e peparli. Rosolarli in una padella bassa e capiente con circa un quattro cucchiai di olio evo e il burro. Sfumare con un bicchiere di vino bianco e una volta evaporato, abbassare la fiamma, continuare la cottura bagnandoli con il brodo vegetale (io l’ho fatto semplicemente con del dado) per circa una mezz’oretta a pentola coperta (se occorre, prolungate la cottura).  Nel frattempo, tritare finemente l’aglio, il prezzemolo. Verso la fine della cottura, cospargere la carne con il trito, terminare la cottura, servirli ben caldi sopra il risotto e rivestiti con il fondo di cottura che avrete passato al colino.

Nel film SEX AND THE CITY 2, Carry cena con Mister Big che, per chi ha seguito il telefilm e i films, ama cucinare in casa propria soprattutto la cucina italiana che lui ama molto tanto da avere vigneti italiani che producono vino rosso. Comunque tornando alla mia ricetta, voi vi chiederete cosa centra Mister Big? In una scena del film nel loro bellissimo appartamento, Mister Big cucina un piatto milanese che non è altro che questo che vi ho proposto. E quale migliore occasione per partacipare al contest di COOK AND THE CITY – RICETTE DA OSCAR:

Dall’archivio di Dolcipensieri, qualche ricetta regionale della mia Brianza:

RISOTTO AL PESCE PERSICO

ALBORELLE

FORMAGGIO ZINCARLIN

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Nel bellissimo scenario che regala VILLA ERBA a CERNOBBIO – LAGO DI COMO, si è aperta al pubblico la seconda edizione di ORTICOLARIO nel primo week-end di ottobre. Ci sono stati ben 16mila visitatori che hanno passeggiato lungo i vialetti della villa, villa che è stata anche scenario di alcune scene di OCEAN’S TWELVE con il bellissimo cast holliwodiano invitato da George Clooney. Sotto alberi secolari, c’erano tantissime bancarelle per la vendita di piante, arredamento per giardini, utensili per il giardinaggio, lezioni per come confezionare composizioni floreali e prodotti biologici oltre a tanti servizi di ristoro. Non c’era persona che non usciva con qualche piantina in mano…

Una bancarella ha colpito la nostra attenzione: si vendevano piante particolari che non  necessitano ne terriccio ma solo luce e acqua naturale spruzzata con delicatezza; si possono appendere o adagiarle semplicemente dove si vuole.

Nel giardino della villa, era un bellissimo spettacolo vedere queste bellissime piante di agrumi fra cui limoni, cedri, bergamotti, arance, mandarini, pompelmi, mapo e altri agrumi derivati da incroci vari oppure da paesi esteri ancora poco conosciuti…

Non vi sto’ ad elencare quante varietà di piante grasse… ce ne erano anche di micro stipate in plateaux che sembravano quasi artificiali…

Nei percorsi della mostra c’erano tanti e diversi punti di ristoro dove si potevano gustare spuntini deliziosi oppure acquistarne per portarli a casa.

Lo spettacolo di colori più intenso a mio avviso, lo hanno regalato le ninfee e le tante varietà di piante acquatiche: sarà forse perchè adoro questo tipo di fiore che riesce a galleggiare come per magia sull’acqua, forse perchè lo abbino alle fantasie di fatine e elfi…

Oltre alla miriade di piante e fiori, in mostra si potevano acquistare anche oggettistica varia: una bellissima bancarella tutta viola spiccava lungo il viale di ghiaia e il verde dei prati ne regalavano un contrasto fantastico. Vendevano stecche, fiori essicati, bucce e frutta disidratata e fiori secchi tutti immensamente profumati, perfetti per profumare la casa.

Ed ecco una carrellata dei veri protagonisti in tutto il loro splendore di colori… i fiori.

Gli artigiani ospti della rassegna realizzavano arredi e accessori per il giardino: la mia curiosità è caduta su questi deliziosi accessori che forse un po’, stanno sostituendo i classici nani da giardino: sono animali realizzati in ferro battuto…

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Un “Dolcepensiero” lariano: vi ricordate la serata lariana alla proloco di Lipomo? ecco la ricetta semplice di un prodotto della mia zona e cioè le alborelle fritte. Sono pesciolini piccolissimi di acqua dolce di cui il nostro lago abbondava: ora la pesca di questi pesciolini è vietata, gli unici in commercio sono di allevamento e sono a noi cari perchè erano il cibo di sostentamento di molti pescatori del lago. Cibo di tradizione, è sempre stato considerato pesce per poveri, i pescatori del lago una volta pescato, lo portavano alle mogli che, per tradizione, lo friggevano in modo da conservarlo per qualche giorno. Una volta fritte, venivano anche cucinate “in carpione”: procedimento in cui il pesce veniva messo sotto aceto e cipolle in modo che durasse qualche giorno in più. Se pescati nel periodo che va da ottobre a giugno, possono essere gustati per intero – testa compresa – senza viscerarli.

ALBORELLE FRITTE

INGREDIENTI

alborelle

farina bianca

farina gialla

olio per friggere

succo di limone

sale

PREPARAZIONE

Lavare le alborelle sotto acqua corrente, infarinarli in 3/4 di farina bianca e 1/4 di quella gialla, passarli in un setaccio per eliminare la farina in più. Friggerle, scolarle e metterle in una capiente marmitta dove regolerete con sale. Servirle su foglie di lattuga spruzzandole con succo di limone oppure con della polenta.

ALBORELLE IN CARPIONE

Il carpione è un condimento che solitamente accompagna gli agoni o le alborelle precedentemente fritte. Nella tradizione contadina lariana, l’ingrediente base che dava sapore a questo piatto povero, era il timo selvatico (“erba de pess” in dialetto) che nella zona del lago cresce tra le rocce.

INGREDIENTI

alborelle fritte

cipolla bianca

salvia

aceto bianco

olio di oliva

sale

pepe nero

PREPARAZIONE

In un tegame fare insaporire l’olio di oliva con la cipolla tagliata a velo, poi unire le foglie di salvia, l’aceto e il pepe nero. Dall’inizio dell’ebollizione calcolare almeno un venti minuti a fuoco basso, poi versare il tutto sopra i pesci messi ben in fila in una pirofila. Far macerare bene per un giorno, servirli con polenta.

Perdonatemin se non ho messo le dosi, ma sono piatti di tradizione e come tali passati da madre in figlia o addirittura da nonna a nipote… ma sperimentare anche così è sempre una bella esperienza!!! fatemi sapere.

Piatti lariani dall’archivio di Dolcipensieri:

TROTA IN CARPIONE

MISULTIN DEL LAGO DI COMO

RISOTTO AL PESCE PERSICO

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Un “dolcepensiero” serale: perchè non gustarci un buon risottino al pesce persico improvvisato? improvvisato perchè organizzato all’ultimo momento, avendoci regalato dei bellissimi filetti di pesce persico. Da noi, sul lago di Como, è il piatto d’ordinanza, gustato in quasi tutti i ristoranti. Questi che ci hanno regalato non sono del lago ma sono stati pescati in Val di Non in Trentino da un amico di Marco. Sottilissimi e molto piccoli, sono una delizia per il palato solo a osservarli, ma penso che gustarli sia molto meglio e quindi ecco la ricettina… Questa ricetta rappresenta le nostre abitudini gastronomiche lariane: il pesce e il risotto; il risultato è un piatto ricco, entrato nell’uso della ristorazione più “alta”. Il Pesce Persico (un po’ come il lavarello), con carne morbida e delicata, è una preda ambita dai pescatori abituali del lago di Como o di tutti i laghetti sparsi in brianza. E’ un pesce prelibato per la sua carne morbida. Insieme ad un vino bianco secco, meglio se con una vena acidula, fanno della vostra cena un delizioso appuntamento.

INGREDIENTI PER SEI PERSONE:

800 grammi di filetti di pesce persico

100 grammi di burro

una dozzina di foglie di salvia

500 grammi di riso

1,5 litro di brodo vegetale con un dado, mezza cipolla, una carota, una zucchina e un gambo di sedano

1 cipolla

mezzo bicchiere di vino bianco secco

farina bianca q.b.

sale.

PREPARAZIONE

Preparare il brodo con acqua, un dado vegetale, mezza cipolla, una carota, una zucchina e un gambo di sedano e mentre bolle, tritare la cipolla finemente e rosolarla in una casseruola con 40 g di burro; aggiungere il riso, mescolare e, quando inizia a diventare trasparente, versare il vino lasciandolo evaporare, sempre rimestando con un cucchiaio di legno. Aggiungere il brodo con un mestolo, poco alla volta, continuando a rimestare; mentre portate a termine la cottura del riso (nel tempo necessario di 15-20 minuti), infarinare in un piatto i filetti di pesce persico. Rosolare una parte della salvia con i 60 grammi di burro rimanenti; friggere poi i filetti di pesce facendoli dorare da ambo i lati aggiustando di sale tenendoli in caldo.

A cottura ultimata del riso, adagiarlo su un piatto da portata e disporvi i filetti a corona, inumidendo il riso con il sughetto rimasto.

Un “dolcepensiero” alternativo: il nostro risotto al pesce persico l’abbiamo gustato con un vino bianco sardo servito ben fresco adatto ai piatti con pesce: FALESIA della CANTINA SOCIALE DELLA VERNACCIA. Buonissimo, dal sapore fruttato e un profumo di fiori.

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Pulènta e missultèn, butèglia dissanguàda.. urchestra de ciuchèe e danza indemuniàda…

Davide Van de sfroos

Un “Dolcepensiero” dalla mia terra: da buona comasca non potevo dedicare un post a questi pesci dall’aria un pò appassita ma tesoro del nostro lago. I MISULTIN sono una specialità culinaria tipica del Lago di Como. In italiano sono chiamati missoltini ed in dialetto comasco misultitt. La loro preparazione è piuttosto complessa: sono agoni cioè pesci del lago che vengono pescati, salati ed essicati al sole. La pesca è regolamentata fin dal medioevo. Vengono pescati su fondali sassosi dopo la stagione della posa delle uova, nei mesi di giugno e luglio. I più pregiati sono quelli di maggio ma la pesca è oggi giustamente vietata in questo periodo.

“A san Sesegn, l’agon el fà ‘l segn” (proverbio lariano) che significa “A san Sisinnio (29 maggio), l’agone fà il segno”

Da racconti popolari della mia zona, si è sempre raccontato che fino a pochi anni fa sul lago nei primi giorni del mese di giugno era di rito la pesca dell’agone e molto importante fra i vari pescatori, era il “dominio” del proprio angolo di pesca che non potteva essere occupato da alcunchè. Per la pesca degli agoni, la gente del posto si fermava nelle loro attività principali per dedicarsi alla pesca di questo tesoro. Si utilizzava, e parlo al plurale perchè non so se è ancora in voga, per la pesca il pendent: una rete fermata alla riva l’altra fissata alla barca formando un semicerchio. I più esperti praticavano anche la pesca veloce “al volo”. Gli uomini erano poi dediti alla loro pulizia mentre le donne, una volta finita la pesca, al sole estivo, appendevano alle case dei paesi del lago, tutti gli agoni pescato: dalla strada  si vedevano queste lunghe fila di agoni appesi con uno spago ad essicar appunto, dopo essere state salate e risciacquate. Quando la testa scricchiolava alla pressione delle dita, gli agoni venivano staccati e riposti nella misolta di legno disposti a raggera, come i petali di una rosa, inserendo ad ogni strato delle foglie di alloro; i mastelli venivano ammucchiati poi uno sull’altro e sopra l’ultimo veniva posto un peso in modo che tutti i pesci essicati venivano compressi. L’olio che si formava veniva prontamente rimosso per non danneggiare la conservazione durante l’inverno: infatti questi pesci erano una delle risorse principali per gli abitanti del posto da gustare durante il lungo inverno. La loro conservazione, in scatole di latta, permetteva la loro durata durante tutta la stagione.
La preparazione dei misultin è il frutto dell’esperienza e della tradizione di secoli. A tutt’oggi si sta rivalutando questo tipo di pesce che per alcuni anni è stato considerato una pietanza povera preferendo un altro tesoro del nostro lago: il PERSICO.

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SPECIALE FESTA PAESANA 2009 PROLOCO LIPOMO: volete gustare dei buoni MISULTIN con polenta??? venite alla PROLOCO DI LIPOMO e credetemi farete un buon affare. Comunque vi posto la ricetta facile e tipica di come gustare questo oro del nostro lago… Comunque vi aspettiamo in quel di Lipomo presso la PROLOCO come sempre numerosi, inoltre vi comunico che ci trovate anche su FACEBOOK: richiedete la vostra amicizia in modo che sarete sempre aggiornati sugli eventi…

PREPARAZIONE

Lavare con acqua tiepida e aceto i pesci per eliminare il sale ed il grasso rassegato. Scaldare la griglia o il barbecue e porre i misultin una volata che questa è ben calda. Grigliare i pesci per qualche minuto da ambe le parti. Si possono gustare con della polenta calda, con dell’insalatina fresca oppure con purè o patate bollite. Se volete un gusto più “raffinato”, utilizzate qualche goccia di aceto balsamico oppure prelevate con cura e calma la carne e adagiatela su crostini di pane ben caldi e croccanti.

Il MISULTIN è diventato anche FASHION: infatti se vi capiterà di passeggiare nelle nostre belle località del lago, potrete incontrare ragazzi con magliette e altro ineggianti al MISULTIN; anch’io ho una maglietta di MISULTIN ZONE, molto trendy. Comunque hanno preso talmente piede che credo possiate incotrare questi accessori non solo nella provincia comasca.. e allora buon appetito e buon shopping!!!

misultin

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