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Posts Tagged ‘MACCHERONI AL PETTINE’

Un “Dolcepensiero” lombardo: una ricetta di origine antica risalente al ‘600 ideata da Bartolomeo Stefani il cuoco ufficiale dei Gonzaga; porta in tavola ingredienti quali la frutta secca, che in anni passati, poteva resistere anche per lunghi mesi e presente anche nelle cucine più povere mentre i maccheroni all’epoca, erano solo utilizzati nelle cucine dei ricchi signori. Il piatto è in uso nella tradizionale cucina mantovana. Io personalmente ho conosciuto questa ricetta e molte altre, descritta in libri che narravano la storia dei “Promessi Sposi” attraverso i piatti poveri della gastronomia di quei tempi: pietanze sia presenti nelle tavole della povera gente sia pietanze molto più ghiotte presenti nelle tavolate dei “signorotti” del tempo, abituati a banchetti con tantissime portate e che duravamo dal pomeriggio fino a notte inoltrata, senza lasciare il bicchiere di vino.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 gr. di maccheroni al pettine

un cucchiaio di uva passa

la scorsa di un limone

60 gr. di mandorle

30 gr. di noci

30 gr. di nocciole

qualche foglia di basilico

un pizzico di noce moscata

un pizzico di cannella

brodo vegetale q.b.

una noce di burro

grana grattugiato q.b.

sale e pepe nero un pizzico

olio extravergine d’oliva q.b.

PREPARAZIONE

Con la mezzaluna tritare l’uva sultanina, la scorza di limone, le mandorle, le nocciole, le noci e il basilico oppure utilizzare un mortaio (si potrebbe al giorno d’oggi, utilizzare anche un mixer). Aggiungere la noce moscata e la cannella; ridurre tutto fino ad ottenere un composto fluido aiutandosi con un filo di olio evo. Unire l’olio, il burro sciolto a bagnomaria e il brodo quanto basta per creare un pesto fluido e denso. Cuocere i maccheroni al dente, un minuto prima di scolarli, mettere la salsa in una padella antiaderente e porre su fuoco leggero per scaldarla diluendo con qualche cucchiaio di acqua di cottura o con il brodo avanzato. Regolare di sale e pepe. Condire i maccheroni con il pesto ottenuto, saltarli e cospargere con il grana e servire.

QUESTA RICETTA E MOLTE ALTRE LE PUOI TROVARE ANCHE QUI…

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Dall’archivio di Dolcipensieri su Donne Sul Web:

RISOTTO ALLO ZAFFERANO CON FINFERLI, PORCINI E NOCCIOLE

GNOCCHI AL CACAO CON PIZZUTTELLI E NOCCIOLE

PESTO DI PREZZEMOLO E NOCI E IL SUO RISOTTO

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Un “dolcepensiero” sui maccheroni: mi hanno incuriosito appena entrata nel mio pastificio di fiducia. La pasta fresca è la migliore ma purtroppo non ho sempre il tempo per prepararla. Questi maccheroni al pettine o garganelli paglia e fieno non li avevo mai mangiati: la curiosità del nome di questi garganelli deriva dall’attrezzo con cui vengono fatti, un attrezzo appunto che assomiglia ad un pettine che è nato dall’uso di un pezzo del telaio che si usava per tessere. La pasta usciva così rigata e poi ripiegata a mo’ di piccolo cannolo. Essendo una pasta corta, molti condimenti e sughi si sposano a meraviglia: avendo in casa un bellissimo e profumatissimo porro, ho abbinato insieme l’ultimo pezzo di speck austriaco, regalo di mio marito quando ha fatto un viaggio di lavoro in Austria.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

250 grammi di maccheroni al pettine paglia e fieno

1 porro grande

1 cucchiaio scarso di semi di finocchio

100 grammi di speck

olio extravergine d’oliva q.b.

sale e pepe nero

PREPARAZIONE

Mentre bolle l’acqua nella pentola per la pasta, pulire il porro privandolo delle radici, delle foglie esterne più sciupate e della parte verde, lavarlo e tagliarlo a rondelle. Fateli appassire in un tegame con olio evo, regolare di sale e pepe, unire i semi di finocchio e lo speck sgrassato e tagliato a dadini. Proseguire la cottura per circa dieci minuti a fuoco basso per non rischiare di bruciacchiare troppo il posso, mentre fate cuocere la pasta. Scolare la pasta, condirla con il sugo profumato con i semi di finocchio e servite subito.

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