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Posts Tagged ‘nocciole’

TORTA ALLE NOCCIOLE (9)+

Un “Dolcepensiero” alle Langhe: quando sono stata nelle Langhe piemontesi, ho acquistato diversi prodotti fra cui le famose nocciole piemontesi con marchio I.G.P. La ricetta di questa dolcissima torta l’ho appresa dal libro “Langhe e Monfrà” e seguita nei minimi dettagli. Se capitate da quelle parti, questa torta l’ha trovate ovunque nei bar, nelle trattorie, nei B&B; insomma una vera tradizione gustarne una deliziosa fetta. Sempre dal libro ho appreso che la nocciola piemontese è una signora nocciola e viene definita la “Tonda Gentile delle Langhe”. In Piemonte le nocciole vengono prodotte nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria ma è soprattutto l’Alta Langa, la Langa albese e il Roero a fornire il raccolto più rinomato. La “Tonda Gentile delle Langhe” è una nocciola di forma rotonda, di sapore fine e marcato aroma, considerata particolarmente pregiata per l’alta resa produttiva dopo sgusciatura e tostatura. I suoi frutti inoltre non irrancidiscono facilmente durante la conservazione.

TORTA ALLE NOCCIOLE (7)+

INGREDIENTI

150 grammi di nocciole delle Langhe sgusciate

250 grammi di farina

200 grammi di zucchero

3 tuorli d’uovo

150 grammi di burro

una bustina di lievito in polvere

latte q.b.

PREPARAZIONE

Distribuire le nocciole su una placca a farle appena tostare nel forno già caldo a 160°C, poi tritarle o pestarle nel mortaio sino a ottenere una farina grossolana. Lavorare i tuorli d’uovo con lo zucchero sino ad ottenere un composto soffice e spumoso. Incorporare lentamente la farina, il lievito in polvere, le nocciole e il burro fuso; se serve aggiungere anche poco latte. Versare l’impasto in una teglia foderata con l’apposita carta (la torta non dovrà risultare troppo alta, per me la teglia imburrata ed infarinata) e cuocere in forno già caldo a 180°C per 40 minuti circa.

TORTA ALLE NOCCIOLE (19)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TORTA OLIVA

TORTA DI NOCI, NOCCIOLE E MANDORLE

TORTA NOCCIOLE E ARANCIA

TORTA ALLE NOCCIOLE (12)+

Con questa ricetta partecipo al contest del blog “Oggi pane salame domani”

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Nel cuore delle Langhe, le colline di vigneti di Alba, sorge la “Tenuta Rizieri”, un cascinale completamente ristrutturato da circa un paio di anni. Le colline la circondano come in un abbraccio, le stesse colline che regalano vigneti di oltre quarant’anni di età e che producono ben quattro tipi di vino: Nebbiolo, Barbera, Dolcetto per i rossi e un bianco nominato Arneis.

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TENUTA RIZIERI – Società Agricola Semplice – Via S. Calocero, 7 – 12055 Diano d’Alba (CN)

Siamo in quel di Diano d’Alba, piccola cittadina poco distante da Alba, nella zona dei vini rossi citati sopra; ovunque sono distese di vigneti di varie case vinarie, ovunque B&B ricavati da vecchie fattorie ristrutturate tutte accomunate dalla ricerca di pace e tranquillità. La Tenuta è gestita da una giovane coppia di coniugi con due bambini, sempre molto gentili e disponibili alle varie esigenze della clientela; non sono proprietari del casale tramandato dai vecchi avi come tradizione vuole, bensì la loro scelta di acquistare e gestire la tenuta è una pura e vera scelta di vita, lontano dalle città e dallo stress. Barbara e Arturo, professori universitari, sono ottimi padroni di una casa ma soprattutto di un’azienda moderna, pulita, ordinata e molto tranquilla; la zona è detta “Cascina Ricchino”, le colline che la circondano sono coltivate a vigna che produce da oltra quarant’anni, ottime uve per vinificare il famosissimo “Dolcetto”. La cascina ottocentesca ha una vista mozzafiato: ad ovest si estende a tutta la vallata circostante, alle verdi colline e alla corona delle Alpi, fra cui spicca l’inconfondibile vetta del Monviso. Se volete passare per fare un tour delle Langhe, questo B&B è perfetto sia se siete in coppia, sia se siete una famiglia: posto tranquillo, camere nuove e pulite, ben curate come lo è il bagno, la colazione abbondante con tutto e di più, i proprietari molto gentili e sempre presenti.

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Sempre in sede si possono acquistare i loro vini: la barbera ed il nebbiolo maturano per oltre un anno in tradizionali botti di rovere per concludere poi l’affinamento in vetro. I vini rossi sono imbottigliati senza filtrazione in modo da conservare il profumo, il colore ed il gusto che gli sono propri. La qualità in questo caso supera la quantità!

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Diano d’Alba è un antico borgo che con il suo belvedere domina tutta la campagna ed è uno dei paesini più caratteristici delle Langhe insieme a Barolo, Grinzane Cavour e Monforte. Paesini immersi fra vigneti, noccioleti e boschi che regalano il tartufo bianco. Il punto più caratteristico della piccola meta turistica, è la piazza della chiesa che sorge su un cucuzzolo dove si estende una lunga terrazza sulle colline di Alba.

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Il Belvedere regala ai visitatori una bellezza naturale da mozzare il fiato. Le cime innevate fanno da orizzonte sulle colline di nocciole e di vigneti.

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Altro paese incastonato nelle valli delle Langhe è Grinzane di Cavour: punto cruciale del paesello è il castello del 1400 e recentemente restaurato. Attualmente è sede di una enoteca e ospita l’ordine dei Cavalieri dei Vini e del Tartufo di Alba. In questo castello visse per alcuni anni il Conte Camillo Benso di Cavour, che fu anche sindaco di Grinzane e che contribuì a far conoscere ed apprezzare in tutte le corti europee il vino più prestigioso di queste terre: il Barolo. Sempre in questo castello si svolge l’asta del tartufo bianco a livello internazionale.

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Salendo su per le colline passando tra i vigneti arriviamo a Barolo, paese che porta lo stesso nome del rinomato paese dove i vigneti acquistano valore e fama. Il paese sembra più un borgo, le sue piccole vie acciottolate lo costeggiano tutt’intorno e la vista anche qui si perde sulle colline delle Langhe. L’affascinante e imponente castello dei Marchesi Falletti racconta mille anni di storia ed è la meta più bella del paese con accanto una piccola chiesa. Le sue stupende sale sono visitabili perché ospitano la “Biblioteca Storica” ordinata da Silvio Pellico e il “Museo delle Contadinerie”. E anche luogo di importanti mostre d’arte, mentre le sue cantine sono sede della prestigiosa “Enoteca Regionale del Barolo”. Lungo le sue vie è possibile visitare molte enoteche dove acquistare il vino e in molte di esse, si possono ammirare vecchie e alquanto particolari bottiglie di varie annate di vino. Simpatico, non come coloro che lo gestiscono, è il “Museo dei Cavatappi”: evitate di entrare con libri o bottiglie in mano perché vi redarguiscono a gran voce chiedendovi se le avete prese da voi con il dubbio di non aver pagato. Tenete scontrini con voi oppure se qualcuno non è interessato alla visita potrà farvi da custode dei vostri acquisti fatti prima, i bimbi teneteveli bene a mano perché forse non ben graditi (ma come sempre mie personali sensazioni).

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Alba è la cittadina posta sotto questi meravigliosi paesini che formano le Langhe. Famosissima per molti marchi famosi tra cui la Nutella della famiglia Ferrero, pensavamo fosse più grande: ai nostri occhi si è invece rivelata una cittadina tranquilla, pulita e molto storica nei suoi edifici. Vale molto la pena passeggiare anche più di una volta lungo le sue vie perché ogni volta si scorgono nuovi angoli vecchi e nuovi. I bar sono quasi tutti storici e antichi, i negozi di prodotti piemontesi si dividono fra nuovi di moderna etichetta con invece quelli più storici. La vendita di prodotti è varia: vini, nocciole, tartufi, formaggi con assieme i loro derivati. La piazza principale è quella del Duomo.

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Nei pressi di questa piazza, c’è uno dei ristoranti più stellati – ne ha tre dal 2012 – ovvero “Piazza Duomo” dello chef Crippa. Mentre proprio nella piazza con il suo piccolo giardino d’inverno, è situato un “fratello” del Piazza Duomo ovvero la “Piola”. L’unione dello chef Crippa con la famiglia Ceretto, famosi viticoltori, ha reso possibile la creazione di questi due ristoranti, che sono due esperienze di cucina molto distanti tra loro ma simili nella ricerca e nella qualità dei prodotti primi. La Piola decisamente più accessibile per il portafogli, cura molto la tradizione culinaria piemontese mentre Piazza Duomo, pluristellato e molto più pretenzioso per il portafogli, serve piatti con una creatività ricercata che solo lo chef Crippa è in grado di creare ed esigere. Io ho pranzato alla Piola, ovvio, dove la particolarità del ristorante consiste nella loro famosa lavagna, anzi due una per ogni sala da pranzo.

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Il ristorante si presenta, complice la lavagna, come una osteria di un tempo logicamente moderna e ben curata, ogni tavolo è impreziosito dai sottopiatti coloratissimi e diversi fra loro. I camerieri giovani e cordiali. Le ricette sono tutte piemontesi di tradizioni oppure sono innovative ma sempre con sfumature tipiche della cucina piemontese. I vini tutti rigorosamente piemontesi, si possono gustare sia a calice o in bottiglia integra.

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In senso orario, ci siamo gustati: misto di antipasti tra cui un vitello che si scioglieva in bocca, una tartare di carne fresca, l’insalata russa; i classici tajarin dal sugo di salsiccia che non potevamo esimerci dal provare soprattutto perché tutta la pasta è fresca e confezionata nelle loro cucine; un altro piatto tipico è la tagliata di Fassona, anch’essa morbida e cotta al punto giusto mentre per me un buon vitello tonnato alla piemontese dove la carne era tagliata sottilissima e freschissima senza la minima sbavatura. Se capitate ad Alba, dovete per forza mangiare qui: la qualità dei prodotti è ottima e i prezzi dei piatti in perfetta sintonia sia con il posto, sia per il servizio e i piatti presentati. Le due sale erano full. Prezzo circa 35/40 euro a persona.

Veniamo ora ai prodotti che ho voluto portarmi a casa nella mia cucina; oltre ai vini della Tenuta Rizieri, non mi sono persa una vasta gamma di sali con profumi e aromi della Langa, il miele.

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I prodotti con il tartufo spopolano nei vari negozi… olio, sali, acciughe, riso e tante altre chiccherie.

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Non potevano mancare i tajarin pasta di tradizione, il riso acquarello… e qualche assaggio di formaggi.

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E il buono delle Langhe, ovvero il tartufo bianco…

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…qui in versione dolce: le pasticcerie pullulano di tartufi dolci di cioccolato nero, bianco o gianduia con le nocciole delle Langhe a marchio I.G.P. ingrediente principale della famosa crema alle nocciole.

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TARTUFI DI CIOCCOLATO (9)

Un “Dolcepensiero” per coccolarsi: ci stiamo avvicinando alla Pasqua e in casa è scoppiata la voglia di cioccolato. Di uova ancora non se ne vedono ma ci stuzzica molto l’idea di iniziare a pensare ai piatti per il pranzo. La sospirata vacanza romana è ormai svanita per problemi di salute, ci vediamo purtroppo costretti a spostare la vacanza quindi stiamo pensando a come deliziarci nei giorni pasquali. I tartufi in questione possono essere un delizioso dessert magari da accompagnare al caffè finale. Sono semplici da fare, divertenti da realizzare con l’aiuto dei bimbi sempre gasati a sporcarsi le mani nella cioccolata e finirli come più vi aggrada, con zuccherini colorati, con il cocco, con il cacao e via dicendo.

TARTUFI DI CIOCCOLATO (20)+

INGREDIENTI PER 15 TARTUFI CIRCA

100 ml di panna fresca

100 grammi di cioccolato extra fondente da copertura minimo 70% di cacao

cocco grattugiato q.b.

cacao amaro q.b.

nocciole tritate q.b.

PREPARAZIONE

Mettere su fuoco basso una pentola dove fare bollire leggermente la panna a cui unirete il cioccolato a pezzi, fino quando tutto sarà sciolto. Togliere dal fuoco, mischiare per bene e lasciar raffreddare per un paio di ore. Preparare tre ciotole in cui metterete per ognuna un po’ di cocco, un po’ di cacao e un po’ di nocciole tritate finemente. Con l’aiuto delle mani, prendere una pallina di ganache al cioccolato e formare una pallina poco più grande di una noce, livellarla per bene e porla nella ciotola delle nocciole fino a ricoprirla per bene; potete già ottenere un tartufo, io però l’ho poi passato nel cacao che può essere una seconda variante di tartufo. Ripetere l’operazione per ottenere un’altra pallina che, una volta livellata, porrete nel cacao fino a quando sarà ben ricoperto: ecco una terza variante. Per finire, un’altra pallina la potete porre nel cocco grattugiato fino a ricoprirla del tutto, quarta variante. Porre i tartufi nei pirottini piccoli e porli in frigo per un’oretta circa o fino al consumo prelevandoli poco prima.

TARTUFI DI CIOCCOLATO (36)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TARTUFI DOLCI

TORTINE AI GIANDUIOTTI

TORTA PECCATO PICCANTE

TORTINO AL CIOCCOLATO FONDENTE

CUPCAKES CON GOCCE DI CIOCCOLATO

TARTUFI DI CIOCCOLATO (23)+

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MANDORLATA AL CIOCCOLATO E PERE CON FRUTTA SECCA (9)+

Un “Dolcepensiero” molto buono: con questa crostata penso di aver definitavamente steso al tappeto mio marito. Marco è fan delle torte cioccolato e pere e questa per me oggi è al numero uno, ricca e golosissima. La frolla morbida è realizzata con farina di mandorle, il ripieno di cioccolata e panna forma una dolce e consistente ganache e per finire una spolverata di pezzettoni e pezzettini di frutta secca fra cui la mandorla, ne richiama il guscio di frolla.

MANDORLATA AL CIOCCOLATO E PERE CON FRUTTA SECCA (19)+

INGREDIENTI

PER LA FROLLA

240 grammi di farina 00

110 grammi di farina di mandorle

80 grammi di zucchero a velo

200 grammi di burro leggermente salato

5 tuorli piccoli oppure 3 medi

2/3 cucchiai di acqua fredda

PER LA GANACHE

100 ml panna fresca

100 grammi di cioccolato fondente al 70% di cacao

PER IL RIPIENO

1 pera grande

un paio di cucchiaini di zucchero alla vaniglia, oppure zucchero semolato e mezza stecca di vaniglia

un cucchiaio di acqua

100 grammi di frutta secca mista a piacere a tocchetti (per me noci, nocciole e mandorle)

PREPARAZIONE

PER LA FROLLA

Unire la farina 00 a quella di mandorle, poi lo zucchero nell’impastatrice ponendo al centro i tuorli e il burro a temperatura ambiente a pezzettini; impastare fino ad ottenere un composto sabbioso. Unire poco alla volta l’acqua fredda finché l’impasto si sarà compattato a formare una palla che lavorerete ancora un po’ con le mani su un piano di lavoro, ricoprirla con pellicola e mettere in frigo per almeno una mezz’ora.

PER LA GANACHE

Intanto che la frolla si compatta in frigo, mettere su fuoco basso una pentola dove fare bollire leggermente la panna a cui unirete il cioccolato a pezzi, fino quando tutto sarà sciolto. Togliere dal fuoco, mischiare per bene e lasciar raffreddare.

PER LA FROLLA, COTTURA

Prendere un pezzo di carta da forno ampia quanto la tortiera e rifilarla a cerchio, inumidirla pochissimo per modellarla al meglio nella teglia. Tirare fuori la frolla dal frigo, stenderla sul foglio da forno, porla nella teglia e con le mani far aderire bene il tutto intorno alla tortiera, eliminare quella in eccesso sui bordi. Bucherellare il fondo della frolla, ricoprirla con carta forno con sopra dei fagioli secchi. Infornate a 180°C per dieci minuti, togliere poi la carta forno e i fagioli e cuocere altri dieci minuti. Sfornare e far intiepidire.

PER IL RIPIENO

Intanto sbucciare la pera. In un pentolino, porre la pera a fettine sottili con lo zucchero (per me lo zucchero alla vaniglia lo tengo già pronto in un vasetto ponendo dello zucchero semolato extra fine con la stecche di vaniglia quando ne ulizzo solo i semi, in modo che allo zucchero conferisca un aroma delizioso), unire anche qualche pezzo di stecca. Far cuocere per qualche minuto con un poco di acqua fino a quando le pere si ammorbidiscono un poco. Unirle filtrandole alla ganasche di cioccolato, porre il tutto nel guscio di frolla alle mandorle e far rassodare bene il tutto. Quando la ganache sarà ben soda, spolverizzare la superficie con la frutta secca, servire con del fresco spumante italiano oppure con del fresco gelato.

MANDORLATA AL CIOCCOLATO E PERE CON FRUTTA SECCA (38)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TORTA DI NOCI, NOCCIOLE E MANDORLE

CIAMBELLONE AL DOPPIO CIOCCOLATO

TORTA AL CIOCCOLATO SENZA FARINA CON LE PERE

FROLLA AL CARDAMOMO CON RIPIENO DI FRUTTA SECCA E MIELE SARDO

MUFFIN CON CIOCCOLATO AL LATTE E FRUTTA SECCA

MANDORLATA AL CIOCCOLATO E PERE CON FRUTTA SECCA (18)+

Con questo post  partecipo al Giveaway di La ricetta che Vale

per noi questa è diventata la torta cioccolato e pere più buona che c’è…

GiveawayVale

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TORTA DI NOCI, NOCCIOLE E MANDORLE (49)+

Un “Dolcepensiero” che fa piacere… in tutti i sensi: questa torta è stata una bella sorpresa. Fragrante, squisita, dolce e croccante è una bontà che mi ha sorpreso e non solo me. Sentire da chi l’asssaggia complimenti per quanto è buona, fa piacere soprattutto quando è la prima volta che si confeziona una torta simile. Sono sempre un pò scettica sui primi tentativi in cucina, difficilmente offro a occhi chiusi una portata fatta per la prima volta ma devo dire che questa torta appena l’ho sfornata, mi ha ammaliato con il suo profumo. Temevo in un grosso pasticcio: il ripieno avevo paura fosse troppo quindi ho rimediato all’ultimo filtrando il liquido in eccesso, temevo poi che in cottura strabbordasse infine il guscio di pasta che ne ricopriva il ripieno, nel momento di sovrapporlo, si ruppe… ahi ahi ahi! non era una bellezza vederlo rimboccato alla meglio ma devo dire che poi in cottura tutto si è sistemato alla meglio e lo zucchero a velo poi ne ha corretto eventuali anomalie che proprio questa torta sembra non avere da tanto è buona. La ricetta è tipica dell’Engadina, la zona vicina a St.Moritz; l’assaggiai lo scorso anno durante la settimana bianca tutta con il ripieno di noci, io vi ho aggiunto anche mandorle e nocciole. In rete trovate tante versioni, io l’ho addocchiata su Sale&Pepe di dicembre 2011…

TORTA DI NOCI, NOCCIOLE E MANDORLE (41)+

INGREDIENTI

PER LA PASTA

375 grammi di farina antigrumi

100 grammi di zucchero

150 grammi di burro leggermente salato

2 uova intere+2 tuorli

la buccia di un limone biologico

PER IL RIPIENO

250 grammi di zucchero extrafine

250 grammi fra noci, nocciole e mandorle sgusciate

250 ml di panna fresca

25 grammi di miele (io ho usato il mio sardo che acquisto tutti gli anni)

qualche goccia di limone biologico

zucchero a velo q.b.

PREPARAZIONE

TORTA DI NOCI, NOCCIOLE E MANDORLE (31)+

PER LA PASTA: mescolare il burro ammorbidito a bagnomaria con lo zucchero fino a quando sarà spumoso e ben chiaro. Aggiungere la buccia del limone ben grattugiata unendo anche le uova. Continuare aggiungendo la farina fino a quando l’impasto nella planetaria inizia a formarsi a palla non troppo impastata, porla in frigo per una mezz’oretta.

PER IL RIPIENO: sgusciare tutta la frutta secca. Scaldare la panna con il miele. In un’altro pentolino, cuocere a fuoco lento lo zucchero con quattro cucchiai di acqua e qualche goccia di limone fino a formare un caramello. Unire la panna con il miele addensando il tutto. Spegnere il fuoco e aggiungere la frutta secca. Foderare una tortiera di 26 cm con la carta da forno, dividere l’impasto in due parti una più grande dell’altra e stendere quella più abbondante ampia quanto la tortiera compresi i bordi. Aggiungere la farcia alla frutta secca: se è troppa, quella in eccesso filtratela dal liquido e aggiungetevi solo la frutta secca, livellare bene. Con la seconda palla, stendere la frolla ampia il giusto per ricoprire la torta: bucherellare la superficie incidendo dei piccoli taglietti. Spennellare il torta con i tuorli avanzati dall’impasto e porla in forno già caldo a 200°C per circa 40 minuti ponendo la teglia nel mezzo dei ripiani. Appena fredda, spolverare con zucchero a velo, ma è perfetta anche senza.

TORTA DI NOCI, NOCCIOLE E MANDORLE (22)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TORTA AL CIOCCOLATO SENZA FARINA CON LE PERE

CIABATTE CON LE NOCI DELLA CALIFORNIA

PESTO di RUCOLA CON ARACHIDI, NOCCIOLE

MUFFIN ALLA CAROTA E MANDORLE

CIAMBELLA DI PANE NERO E MANDORLE

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CAKE AL TORRONE, PISTACCHIO E MIELE (9)+

Un “Dolcepensiero”: che bello!!! finalmente Natale è arrivato, domani sarà la vigilia, un giorno dedicato alla cucina nella mattinata, Matteo vuole stare un po’ con i nonni e io e Marco ci regaleremo una passeggiata per Como senza nessun sbattimento per i regali, già fatti tutti, alcuni già scambiati… un pranzo leggero con qualche chiacchera e poi ci prepariamo alla prima vera cena che apre i banchetti natalizi. E proprio per l’occasione, ho deciso di preparare questo delizioso cake scovato nell’ultimo numero di “Più Dolci” di dicembre presentato da Imma nella sua rubrica e che avevo già addocchiato qui nel suo blog. Un cheese cake profumato e ricco, perfetto per le feste di natale preparato con della Polvere di Torrone che ho acquistato presso la “Drogheria di via Diaz” qui a Como. Rispetto al torrone classico, ho trovato la polvere molto più asciutta quindi perfetta per la preparazione dei dolci ma come per la ricetta originale, potete usare del normalissimo torrone che ridurrete in pezzettini piccoli…

Con l’occasione auguro a tutti voi che passate di qui, i miei più dolci auguri: che sia un Natale solo di momenti belli e spensierati con un inizio di anno sfavillante.

CAKE AL TORRONE, PISTACCHIO E MIELE (11)+

INGREDIENTI

1 disco di pan di spagna

200 grammi di ricotta (300 grammi ricetta originale)

170 grammi di yogurt greco (150 grammi ricetta originale)

200 ml di panna

50 grammi di torrone a scaglie (100 grammi ricetta originale)

50 grammi di polvere di torrone “La Drogheria di via Diaz” Como

50 ml di miele sardo (di acacia ricetta originale)

2 fogli o 4 grammi di colla di pesce

30 grammi di pistacchi di Bronte tritati (100 grammi ricetta originale)

70 grammi di nocciole tritati

un’arancia per decorare

qualche goccia di cioccolato per decorare

tocchi di torrone per decorare

PREPARAZIONE

Mettere in ammollo la colla di pesce in acqua fredda. Sistemare il disco di pan di spagna nello stampo. Preparare la crema: mescolare nella planetaria la ricotta e lo yogurt greco. Sciogliere la colla di pesce ben strizzata sul fuoco con il miele e versarlo nella crema; montare la panna e unirla al composto quindi aggiungere il torrone a scaglie e la polvere di torrone, i pistacchi e le nocciole tritate. Versare la crema sulla base e sistemare la torta in frigo; prima di servirla decorare con pezzetti di torrone, fette di arancia e gocce di cioccolato.

CAKE AL TORRONE, PISTACCHIO E MIELE (24)+

Dall’archivio di “Dolcipensieri”:

PICCOLE CHEESECAKE YOGURT E FRAGOLE

GELATO AL TORRONCINO E PUREA DI LAMPONI

RISOTTO RADICCHIO, TALEGGIO E PISTACCHI

FROLLA AL CARDAMOMO CON RIPIENO DI FRUTTA SECCA E MIELE SARDO

BRISE’ CON MELE, MIELE E LAVANDA

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TORTA DI PANE AL GIANDUIA (41)+

Un “Dolcepensiero” che riscalda… fa freddo! ebbene si, è arrivato il gelo polare e stamattina qualche fiocchetto leggero leggero ha fatto capolino mentre il cielo cercava di aprirsi un varco azzurro che subito però si è fatto intimidire dalle nuvole grigio/azzurro solite della neve. Il calendario dell’avvento è stato rispolverato e riempito di cioccolatini, i preferiti di Matteo! Non potevano mancare i classici soldini di cioccolato al latte ma soprattutto i mitici “gianduiotti” che qui in casa mia fanno subito festa, natale e gioia. Tanto che mi è venuta l’idea di tuffarne qualcuno nell’impasto della torta di pane che perchè fa tanto natale, soprattutto i primi giorni del mese di dicembre alle prese con decorazioni e luci. Quando abitavo ancora dai miei insieme a tutta la mia tribù di fratelli, la torta di pane la faceva da padrona per le colazioni delle vacanze natalizie: preparando pranzi e cene per tanti parenti, il pane avanzava sempre e in buone quantità! da me in tavola non poteva mancare il famoso cestino pieno e trabboccante di ogni tipo di pane: alle noci, alle olive, le michette milanesi, le ciabatte… insomma il profumo di pane anche da solo, ti faceva svegliare già con il languorino, figuriamoci il profumo della torta di pane tiepida…

TORTA DI PANE AL GIANDUIA (37)+

INGREDIENTI

300 grammi di pane ai cereali raffermo

4 gianduiotti

1/2 litro di latte intero con 1/2 litro di acqua tiepida

100 grammi di uvetta passa bianca

50 grammi di burro

6 cucchiai di zucchero

6 cucchiai di cacao amaro

10 amaretti

1 bicchierino di whisky

60 grammi fra mandorle e nocciole+qualcuna per la parte finale

pane grattugiato q.b.

TORTA DI PANE AL GIANDUIA (30)+

PREPARAZIONE

Mettere in una ciotola il pane raffermo a pezzetti nel latte e acqua fino a quando sarà ben mordido. L’uvetta farla rinvenire in acqua tiepida. Nella ciotola del pane aggiungervi poi l’uvetta scolata, il burro ammorbidito e lo zucchero; mescolare energicamente il tutto aggiungendo il cacao (se necessario, ammorbidire il composto con qualche cucchiaio di latte). Sbriciolare gli amaretti con le mani, le mandorle e le nocciole triturarle grossolanamente nel mortaio e unire il tutto al composto, aggiungervi il brandy. L’impasto deve risultare compatto ma morbido: terminare con i gianduiotti tagliati a pezzetti. Imburrare e spolverare la tortiera con il pane grattato, porvi il composto, livellarlo e infornare in forno già caldo. Tempo di cottura circa un’ora a 180°C gradi.

TORTA DI PANE AL GIANDUIA (2)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TORTA AL CIOCCOLATO SENZA FARINA DI SOPHIE DAHL

CIAMBELLA DI PANE NERO E MANDORLE

LA CREMA DI MASCARPONE E GIANDUIA

Per finire, un altro regalo… ecco le regole

1) Includere il logo premio in un post o nel tuo blog
2) rispondere a 10 domande su te stesso/a
3) Nominare 10-12 altri blogger favolosi
4) Far sapere ai tuoi candidati che li hai nominati
5) Citare la persona che ti ha nominato

1) Ecco il logo del premio

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2) rispondere a 10 domande su te stesso/a:

  1. Colore preferito: tanti…
  2. Animale preferito: il mio cane Nick, un’adorabile Jack Russell
  3. Numero preferito: 14 (il giorno in cui è nato il mio bimbo)
  4. Drink preferito non alcolica: Sprite
  5. Preferisci FB o Twitter: FB
  6. La tua passione: cucina, lettura, Tv soprattutto telefilm e film
  7. Preferisci ricevere  o fare regali: tutte e due…
  8. Modello preferito: i miei genitori
  9. Giorno preferito della settimana: domenica
  10. Fiore preferito: tutti, dipende dall’umore!

3) nominare 10-12 altri blogger favolosi:

  1. cucina che ti passa
  2. cucinaconfederica.blogspot.it/
  3. lacucinadicollefiorito.blogspot.com
  4. danieladiocleziano.blogspot.com/
  5. kucinadikiara.blogspot.it/
  6. giornisenzafretta.blogspot.it/
  7. le amiche di dona 
  8. la cuochina sopraffina
  9. spizzichiandbocconi.blogspot.com
  10. ipasticciditerry.blogspot.it/
  11. mestolando.blogspot.com

4) … proseguo a comunicare il premio ai blog sopra citati

5) Voglio ringraziare i blog: “Realizza idee” e “Ci manca solo il caminetto” che mi hanno donato il premio!

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Un “Dolcepensiero” che scalda: l’inverno piano piano sta arrivando. Le temperature fino a ora sono state piacevoli, l’autunno l’abbiamo gustato in pieno con ancora giornate leggermente tiepide e soleggiate. Fra ieri e oggi invece l’inverno sta iniziando a fare capolino: pioggia battente, umidità e temperature leggermente più fredde ci accompagneranno per un bel po’ di tempo preparandoci magari ad un bianco natale, chissà!!! Che meraviglia. Ho iniziato a prendere le scatole con tutti gli addobbi e in questo primo week-end io, Matteo e Marco inizieremo a decorare la casa con già un’ammonizione di mio marito… basta acquisti di addobbi natalizi!!! effettivamente la casa abbonda in questo periodo, già abbonda tutto l’anno di gingilli vari ovunque appesi! Comunque di anno in anno amo sempre più il natale: con Matteo che cresce, crescono anche le emozioni che circondano questo periodo dell’anno; il girovagare fra i “magazzini di Babbo Natale” ossia i negozi di giocattoli con carta e penna alla mano per fare la lista di babbo natale non ha prezzo: vedere il mio scricciolo alle prese con le prime scritture seduto o addirittura sdraiato sul pavimento del centro commerciale per ricopiare i nomi dei giocattoli, regala il buonumore; preparare la lettera per babbo natale e spedirla chissà a chi, chissà dove; iniziare a fare il conto alla rovescia per la notte di natale rubando cioccolatini di giorno in giorno nel calendario dell’avvento, iniziare a parlare di cibo e dolci e pensare alla passeggiata che ci facciamo sempre io e Marco per la nostra adorabile Como alla mattina della Vigilia, accercchiati dai profumi dei fornai, dei caffè… insomma passano gli anni e adoro sempre più il Natale: sa’ di buono, sa’ di amore, sa’ di famiglia, sa’… insomma ha il profumo che solo i miei uomini sanno esalare!!! il mio Natale è e sarà perfetto anche solo con loro e per loro! E se penso alla mia voglia di cucinare il Natale, beh lo strudel è uno dei miei dolci “feticcio” per il mese di dicembre!!! Una versione arricchita quello di oggi, rispetto al tradizionale strudel di mele, perfetto per iniziare i festeggiamenti questo week-end!!! complice anche l’aver trovato in un supermarket svizzero, l’uva passa bianca che qui da me a Como è difficile trovare: rispetto alla classica sultanina, una volta fatta rinvenire e fatta cuocere la trovo più morbida e molto più consistente gonfiandosi bene.

INGREDIENTI

1 rotolo di pasta brisée

1 mela Golden

1 pera Williams

il succo di un limone

100 grammi di uvetta passa bianca

50 grammi di mirtilli rossi disidratati

50 grammi di nocciole

50 grammi di amaretti

1 cucchiaio di Whisky

qualche fettina di ananas disidratata

1 uovo per la spennellatura

qualche cucchiaio di zucchero e cannella

ZUCCHERO E CANNELLA (31)+

PREPARAZIONE

Mettere in acqua tiepida per l’ammollo sia l’uva passa bianca e i mirtilli disidratati. Lavare, pelare e privare del torsolo la mela e la pera; affettarla a tocchetti e metterli in una ciotola con il succo di un limone. Nel mortaio, triturare le nocciole in tocchetti che unirete alla frutta insieme agli amaretti ridotti in briciole aiutandovi con le mani. Unire la frutta in ammolo ben scolata, aggiungere whisky e le fette di ananas a pezzi piccoli, infine qualche cucchiaio di zucchero e cannella. Mischiare il tutto amalgamando bene. Porre il ripieno al centro della pasta briseé, ripiegare i due bordi formando un rettangolo che capovolgerete su se stesso: sbattere un uovo e spennellare tutta la superficie. Incidere la supeficie con qualche taglietto. Porre in forno già caldo a 180°C per circa una mezz’oretta o fino a duratura della superficie. Quando freddo, spolverare ancora con un po’ di zucchero e cannella.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

STRUDEL CON FRUTTA CANDITA

TORTA DI RICOTTA, MELE E UVETTA

GUSCIO DI CACAO DI PERE E NUTELLA

In collaborazione con Gustissimo, Ricette di Cucina

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Un “Dolcepensiero” di stagione: ci sono ancora belle giornate in cui il sole tiepido riesce a scaldarci per un po’. L’inverno rigido e glaciale per fortuna non ha fatto capolino, la mattina anche se fredda non regala ancora il gelo sui prati rendendoli quasi di cristallo. E’ bello crogiolarsi durante la pausa pranzo, al sole seduti ad un tavolino in perfetto stile “brasserie” francese… anche se fuori dalla porta della cucina. L’ideale per unire tutte queste sensazioni di relax e di dolcezza, è stato un piatto di pasta molto semplice ma dai colori e dal sapore decisamente autunnale. La nocciola per molti di noi, è simbolo di autunno e di confort food, apprezzata non solo nei dolci ma anche nei piatti salati: la trovo prerfetta con i formaggi e con questa pasta ci siamo decisamente “leccati i baffi”…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 grammi di pasta corta

latte parzialmente scremato q.b.

125 ml di panna da cucina

160 grammi di caprino fresco

un paio di cucchiai di pecorino sardo grattugiato

una generosa grattata di noce moscata

un pizzico di pepe

un paio di cucchiai di nocciole + qualcuna per la parte finale

PREPARAZIONE

Lessare la pasta in abbondante acqua salata (per ci sono voluta 12 minuti di cottura, ideale per preparare il sugo bianco). In una padella di ceramica, versare qualche cucchiaio di latte, unire la panna che miscelerete bene per evitare grumi, il tutto a fuoco basso. Unire il caprino fresco, stemperare molto bene; unire il pecorino, la noce moscata e un pizzico di pepe (assaggiate appena sale un poco di bollore, regolare ancora se necessario). Nel mortaio, pestare le nocciole in modo che risultino abbastanza fini, qualcuna lasciatela da parte per il finale; se risulta poco fluido, aggiungere un po’ di latte. Scolare la pasta, condirla con la crema bianca, finire con qualche nocciola e se amate la noce moscata e/o il pepe, spolveratene un po’ al di sopra.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

PASTA AI BROCCOLI CON FONTINA DOLCE

MUFFIN AUTUNNALI

PESTO DI RUCOLA CON ANACARDI E NOCCIOLE

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Un “Dolcepensiero”: la “Tapenade” è una salsa tipica della Provenza, regione a sud della Francia; la classica è a base di olive nere, acciughe e capperi: infatti la parola “tapenas” significa capperi. Ideale per arricchire crostini e bruschette, a mio parere è perfetta anche per accompagnare carni bianche e pesce al vapore regalando il giusto tocco di saporito in più. Non male anche con della pasta corta. L’ingrediente principale sono le olive nere, finemente tritate creando una delicata purea arricchita poi con capperi e acciughe. Nella mia versione di oggi, utilizzo olive verdi ben sode, il tocco di salato sempre regalato dai capperi con l’aggiunta dei pistacchi. Ottima!!!

INGREDIENTI

20 grammi di pistacchi di Bronte salati già sgusciati

20 grammi di gherigli di noci

20 grammi di nocciole

30 grammi di olive verdi giganti snocciolate

15 grammi di capperi di Pantelleria

olio extravergine q.b.

PREPARAZIONE

Tritare nel mixer finemente le noci e le nocciole con i pistacchi nel mixer, unire poi i capperi dissalati e le olive, tritare ancora; unire un filo di olio per rendere l’impasto più morbido e spalmabile. Perfetto come crema per crostini, ottima salsa di accompagnamento per carni e pesce. In frigo può durare una decina di giorni in vasetto sterilizzato e a chiusura ermetica con un filo di olio a ricoprirne la superficie.

Può essere anche una bella idea regalo per Natale, se volete gradire i vostri amici con una delizia fresca: è giusto sottolinearne la sua freschezza e la sua durata in frigo oltre che essere un prodotto home made. Utilizzate vasetti ricercati o intarsiati, finiteli con un nastro sottile oppure avvolgeteli nella carta trasparente.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

MARINATURA PROVENZALE

PESTO ALLE ERBE

PESTO DI RUCOLA CON ARACHIDI E NOCCIOLE

PESTO DI NOCI, BASILICO E MENTA

CREMA DI FORMAGGI E CARCIOFI

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